Nuove procedure organizzative per uso terapeutico cannabinoidi in Sicilia

Regione Siciliana e cannabis

L’Assemblea Regionale Siciliana, su proposta dell’Assessore Lucia Borsellino, ha adottato in materia di erogazione per finalità terapeutiche dei derivati medicinali della pianta di cannabis e degli analoghi sintetici, riconosciuta nel nostro Paese dalla normativa statale, determinazioni volte a garantire ottimali modalità di accesso a tali cure, mediante la messa a punto di adeguati modelli organizzativi, che assicurino l’omogeneità dell’applicazione sul territorio della Regione delle vigenti disposizioni.

 

Si tratta – dichiara Lucia Borsellinodi un provvedimento di elevata valenza civile sociale che mette la Regione siciliana all’avanguardia come altre regioni europee, volto a dare una adeguata risposta di cure, in mancanza di valida alternativa terapeutica, ad un’ampia casistica di patologie, che includono il trattamento del dolore e della spasticità muscolare causata da sclerosi multipla, ma anche la terapia sintomatica di alcune patologie e disturbi, quali ad esempio la nausea ed il vomito in seguito a chemioterapia, la sindrome da deperimento nell’AIDS, il dolore neuropatico, l’epilessia, il glaucoma, il dolore oncologico e reumatico”.

 

E’ stato stabilito che qualora l’inizio del trattamento avvenga nelle strutture ospedaliere o in quelle alle stesse assimilabili, i medicinali cannabinoidi siano acquistati dalla farmacia della medesima struttura, e posti a carico della stessa.

Il paziente può proseguire il trattamento in ambito domiciliare, sulla base della prescrizione del medico, della struttura ospedaliera o assimilabile, che lo ha in cura. In tal caso, la fornitura del medicinale è assicurata appunto dalla struttura in questione, sul cui bilancio graverà la relativa spesa.

Con l’obiettivo di favorire la diffusione della conoscenza delle evidenze scientifiche più aggiornate sull’efficacia e sicurezza dei trattamenti con medicinali cannabinoidi, l’assessorato alla salute adotterà iniziative volte alla informazione dei medici e dei farmacisti.

QuotidianoSanità

Le statine possono fermare il cancro al seno

statine e cancro al seno

Uno studio tutto italiano, coordinato dal Laboratorio Nazionale CIB e dall’Università di Trieste e condotto in collaborazione con l’Università di Padova, ha scoperto in che modo cancro e processi metabolici responsabili della formazione del colesterolo si alleano nel tumore alla mammella e come farmaci in grado di bloccarli – per esempio le statine usate per combattere l’ipercolesterolemia – possono contrastare questo tipo di tumori.

Lo studio, realizzato grazie ai finanziamenti dell’AIRC, è stato pubblicato online dalla prestigiosa rivista scientifica internazionale Nature Cell Biology.

Scoprendo quest’associazione – afferma Del Sal, che ha coordinato lo studio e che è anche direttore del Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università di Trieste – abbiamo chiuso un cerchio – e aperto la strada a nuove ricerche – mettendo in relazione, attraverso la via metabolica del colesterolo, due tra i principali assi molecolari che determinano i comportamenti più aggressivi di diverse forme tumorali”.

Le Scienze

Vitamina B12 come marker tumorale

Vitamina B12 e cancro

Un recente studio di popolazione pubblicato sul Journal National Cancer Institute contribuisce a chiarire le evidenze sull’associazione tra i livelli plasmatici elevati di vit. B12 e rischio di cancro.

Finora gli studi che ne hanno documentano la prevalenza in pazienti con diagnosi di tumore erano limitati dal loro disegno trasversale e solo uno studio aveva incluso un gruppo di controllo di pazienti con livelli di vit. B12 normali o bassi (Arendt JF, Nexo E. Cobalamin related parameters and disease patterns in patients with increased serum cobalamin levels. PLoS One. 2012;7(9):e45979).

I dati del nuovo studio sono a supporto dell’ipotesi che elevati valori di vit. B12 possano essere indicatori di rischio di neoplasia, anche se il dato del rischio elevato e persistente nello studio risente di fattori confondenti non registrati, come le abitudini (fumo e alcol) e lo stile di vita.

Il rischio elevato, nell’anno successivo ad un dosaggio di Vit. B12> 800 pmol /L, e persistente per 5 anni sia per i tumori ematologici  che per i tumori fumo e alcol-correlati, comunque è un’evidenza consistente anche ad un’analisi statistica stratificata e offre elementi utili per l’interpretazione clinica del riscontro di livelli elevati di vit. B12.

fonte http://www.univadis.it

“saperne di più” … compagna informativa sul tumore ovarico

Giornata mondiale del tumore ovarico 2014

Colpisce ogni anno 250mila donne nel mondo e ne uccide 140mila donne. È il tumore ovarico, “il più pericoloso e meno conosciuto”.

Per “abbattere il muro di silenzioActo onlus – Alleanza contro il tumore ovarico e Rete Farmacisti Preparatori, in occasione della Seconda Giornata mondiale del tumore ovarico che si celebra l’8 maggio, lanciano una campagna informativa su questa aggressiva e pericolosa neoplasia.

Nelle 185 farmacie che fanno parte della Rete, nei mesi di aprile e maggio, verrà distribuito gratuitamente l’opuscolo “10 fatti che tutte le donne devono conoscere”, un vero e proprio decalogo che aiuterà le donne a saperne di più su questa malattia e le supporterà nel dialogo con il proprio medico.

QuotidianoSanità

Le orecchie grandi sono un fenotipo comune di disturbi neurocomportamentali

orecchie grandi e disturbi neurocomportamentali

Secondo un’equipe canadese, le orecchie di grandi dimensioni sono associate in modo significativo a disturbi neurocomportamentali e di neurosviluppo non sindromici e possono essere un marcatore per la diagnosi precoce di alcuni di questi disturbi.

I risultati dello studio, il primo a esaminare le dimensioni delle orecchie nei disturbi neurocomportamentali e di neurosviluppo non sindromici, sono stati resi noti all’Annual Clinical Genetics Meeting (ACMG) tenutosi dal 25 al 29 marzo scorso, a Nashville.

Gli autori affermano che i loro risultati suggeriscono un possibile collegamento tra morfogenesi delle orecchie e sviluppo di segmenti cerebrali che controllano alcuni comportamenti e determinate capacità cognitive.

fonte http://www.univadis.it

Monito OMS all’Europa: entro il 2015 morbillo e rosolia dovranno essere eliminati

Antalya 2014

Morbillo e rosolia dovranno essere eliminati in Europa entro il 2015: questo l’obiettivo prefissato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. E per poterlo raggiungere, l’OMS ha creato una Commissione ad hoc di esperti per attuare un Piano di prevenzione a livello europeo al quale hanno aderito 53 Paesi, tra quelli all’interno dell’UE e nel resto del mondo.

E il Congresso europeo di Antalya (WHO European Regional Meeting of National Immunization Programme Managers – 18–20 March 2014, Antalya, Turkey) è stata un’importante occasione per discutere proprio sullo stato attuale dei programmi di prevenzione di morbillo e rosolia nei singoli Stati. Tra i Paesi che non hanno ancora comunicato all’OMS i nominativi della Commissione che dovrà monitorare il Piano per l’eliminazione di morbillo e rosolia e che, quindi non hanno ancora inviato i propri dati, inaspettatamente, mancava l’Italia. Insieme alla Bosnia, l’Albania, l’Ucraina, la Slovenia e pochi altri.

Dal Sistema di Sorveglianza Europeo risulta che da aprile 2012 a marzo 2013 sono stati registrati 8.127 casi di morbillo nei vari Paesi europei, tra cui la Francia (559 casi), l’Italia (523), la Romania (3.641) e il Regno unito (3.523).

Secondo i dati raccolti, l’88% dei casi di morbillo registrati nel nostro Paese ha riguardato persone che non erano state mai vaccinate: in particolare, i casi del 2013 hanno colpito soprattutto i bambini sotto l’anno di vita (che a quell’età non hanno ancora ricevuto il vaccino), quelli tra 1 e 4 anni e i ragazzi tra i 18 e i 25 anni.

In Italia e in altri Paesi europei – sottolinea la Prof.ssa Susanna Esposito, Presidente della Commissione dell’OMS per l’eliminazione di morbillo e rosolia congenita e Presidente SITIP - il morbillo e la rosolia sono malattie ancora pericolose. Se vogliamo davvero raggiungere gli obiettivi prefissati dall’OMS ed ottenere, in breve tempo, un efficace aumento della copertura vaccinale è fondamentale il coinvolgimento della classe politica italiana. Il nostro Paese ha dato un grande contributo nell’eradicazione della polio a livello nazionale, lo stesso ci aspettiamo che faccia nell’attuazione del Piano di eliminazione di morbillo e rosolia”.

La vaccinazione trivalente (morbillo-parotite-rosolia), in Italia, è stata inclusa ufficialmente nel 1999 nel calendario nazionale delle vaccinazioni obbligatorie e raccomandate, con indicazioni per la somministrazione della prima dose per tutti i bambini a partire dai 12 mesi compiuti e comunque entro il 15° mese di vita, e con l’introduzione di una seconda dose all’età di 5-6 anni.

Eppure, nel nostro Paese la situazione della copertura vaccinale rimane ancora complessa: se la copertura con la prima dose appare buona sebbene non ottimale (circa il 90%), quella della seconda dose è, invece, nettamente inferiore agli standard richiesti, anche perché è stata introdotta soltanto nel 2005. Questo il motivo per cui tanti adolescenti e giovani adulti non sono vaccinati o lo stati solo una prima volta.

Per raggiungere l’obiettivo dell’OMS di eliminare morbillo e rosolia entro il prossimo anno ed eguagliare gli ottimi esempi di Stati Uniti e di alcuni paesi dell’America Centrale – prosegue Susanna Espositoogni Paese che ha aderito al Piano di Prevenzione dovrà dimostrare un livello di copertura vaccinale pari o maggiore del 95 per cento. Morbillo e rosolia potranno considerarsi malattie eliminate solo quando si constaterà la completa scomparsa di casi delle due malattie per un periodo di almeno 36 mesi dall’ultimo caso conosciuto. Inoltre, gli Stati partecipanti al Piano dovranno raggiungere il 95 per cento dei soggetti di età inferiore ai 40 anni vaccinati con due dosi di vaccino”.

Le vaccinazioni rappresentano una eccezionale scoperta che ha cambiato il volto della storia della medicina. Nonostante enormi passi in avanti siano stati compiuti fino ad oggi, ancora grande impegno si richiede a tutti i Paesi, compresa l’Italia, per poter centrare l’obiettivo della sconfitta del morbillo e della rosolia entro il 2015.

Il prossimo invio dei dati all’OMS da parte dei Paesi europei è previsto per il 31 luglio 2014 e il prossimo WHO European Regional Verification Committee Meeting si svolgerà nella prima settimana di novembre 2014.

GAS Communication

Rinnovo patente, ai medici il compito di verificare i dati

Rinnovo patente di guida

Occhio ai dati sulla ricevuta. I medici che certificano il rinnovo della patente di guida hanno l’obbligo di far controllare all’utente la validità dei dati che vengono immediatamente stampigliati sul documento che ammette alla circolazione.

Ma non è tutto: il sanitario deve verificare anche la correttezza dei versamenti dei diritti e delle tariffe. In caso di errore sui codici e sulle scadenze spetterà, però, all’utente richiedere a sue spese un duplicato della licenza.

Lo ha chiarito il Ministero dei trasporti con la circolare n. 4920 del 3 marzo 2014 (clicca qui per scaricare il documento completo).

Per il rinnovo della patente i sanitari preposti, all’esito positivo della visita medica, devono trasmettere telematicamente al ministero una comunicazione con i dati, la foto e la firma del titolare della licenza di guida.

Il sistema informatico genererà quindi una ricevuta che il medico provvederà a stampare in carta semplice e da consegnare subito all’interessato. La ricevuta consentirà di circolare fino al ricevimento per posta del duplicato della patente rinnovata, comunque non oltre 60 giorni dalla data del rilascio.

La domanda di rinnovo però non potrà essere troppo tempestiva ovvero essere presentata prima di quattro mesi dalla data di scadenza del titolo. Inoltre non tutti i titoli possono essere rinnovati con il nuovo sistema semplificato: la Motorizzazione dovrà intervenire, per esempio, per le patenti speciali, le patenti illeggibili e quelle smarrite, sottratte e distrutte.

Fonte: http://www.dottnet.it


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