L’Istituto dermatologico San Gallicano (Isg) conferma l’efficacia della microscopia confocale, tecnologia di recente applicazione in grado di fornire in tempo reale immagini microscopiche ad alta risoluzione in modo innocuo, infinitamente ripetibile, che non provoca dolore al paziente e permette di sostituire le indagini invasive quali le biopsie. La microscopia confocale in vivo, come dimostrano gli specialisti Isg, ha applicazioni in ambito oncodermatologico: melanoma e tumori cutanei come il carcinoma basocellulare o quello spino cellulare, nonchè in ambito di malattie infiammatorie come psoriasi, eczema, collagenopatie, melasma, vitiligine, e in cosmetologia. Recenti studi condotti da ricercatori del San Gallicano insieme con un gruppo di Miami evidenziano ulteriormente i vantaggi ottenuti dall’impiego di questa tecnica d’avanguardia per monitorare l’efficacia di terapie contro l’alopecia del cuoio capelluto.

“La risoluzione d’immagine della tecnica confocale”, ha spiegato Ardigò, “e’ sovrapponibile a quella della microscopia ottica standard e permette di ottenere informazioni analoghe senza dover sottoporre il paziente a dolorose biopsie cutanee, che oltretutto lasciano cicatrici. Grazie alla assoluta non invasività, l’indagine può essere ripetuta su più lesioni cutanee nella stessa seduta e più volte nel tempo, al fine di controllare, nel caso delle malattie cutanee, i cambiamenti microscopici e valutare l’efficacia delle terapie adottate”.
Il gruppo di Marco Ardigò, del dipartimento di Dermatologia Clinica dell’Istituto San Gallicano di Roma guidato da Enzo Berardesca, in associazione con il team di Antonella Tosti della Leonard Miller School of Medicine University di Miami, dimostra in due lavori (pubblicati sulle riviste ‘British Journal of Dermatology‘ e ‘Archives of Dermatology‘) l’efficacia della microscopia confocale nell’offrire indispensabili indicazioni sull’alopecia areata e quella androgenetica. “Il monitoraggio terapeutico mediante l’associazione tra tricoscopia e microscopia confocale offre scenari molto promettenti in questo campo”, ha spiegato Berardesca, “i pazienti che hanno eseguito regolarmente il follow-up mediante tecnica confocale hanno ottenuto risultati migliori rispetto a quelli in cui la risposta terapeutica è stata valutata solamente attraverso la clinica e/o la tricoscopia. La possibilità di modulare la terapia in relazione ai dati riscontrati è un ottimo criterio per ottimizzare le cure”. L’obiettivo è proseguire in questa direzione anche per altre forme di patologie cutanee.

















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