Esperti di 25 Paesi si sono confrontati a Roma, sulle ultime scoperte scientifiche e tecniche nel campo intrarticolare. Si è infatti chiuso, nei giorni scorsi, il primo congresso internazionale Isiat, International Symposium Intra Articular Treatment, organizzato da Alberto Migliore, primario di Reumatologia all’ospedale S. Pietro Fatebenefratelli e Sandro Tormenta, primario di Diagnostica per immagini dello stesso ospedale, ideatori di una tecnica di iniezione intrarticolare con guida ecografica, che permette di veicolare i farmaci all’interno dell’articolazione dell’anca.
L’artrosi, ricordano gli esperti, è un processo degenerativo che produce una progressiva disabilità, accompagnata a dolore. La localizzazione all’anca risulta la terza più frequente, dopo le mani e le ginocchia. Si stima che in Italia siano affette 890.000 donne e 350.000 uomini di età superiore a 65 ed il 3% della popolazione sopra i 30 anni. Quando il trattamento medico analgesico diviene inefficace i pazienti devono ricorrere ad intervento chirurgico per l’inserimento di una protesi. In Italia, in 5 anni, i costi economici complessivi della protesizzazione, per artrosi di anca, ammontano ad un totale di 3,4 miliardi di euro, con un valore medio annuo pari a 570 milioni di euro. I giorni complessivamente perduti per malattia ammontano a 13 milioni e quelli lavorativi a 3,6 milioni in 6 anni. E non mancano le vittime: le morti che si possono stimare, per l’intervento chirurgico e le possibili conseguenze, sono complessivamente a circa 6.000.

















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1 Risposta a “Cura dell’artrosi … nel futuro la terapia intrarticolare”