Archivio per ottobre 2011

La pillola contraccettiva altera i ricordi e le emozioni

L’uso della pillola anticoncezionale influenza la memoria accentuando i ricordi emotivi, il ”succo” di quello che accade, e facendo invece tralasciare i particolari che, normalmente, dalle donne vengono ricordati benissimo. E’ quanto emerge da uno studio pubblicato su Neurobiology of Learning and Memory dal team di Shawn Nielsen dell’University of California di Irvine (Usa).

Questo modo di ricordare la sostanza dei fatti più che i dettagli, spiega Nielsen, è tipico degli uomini che nell’atto di riportare gli eventi alla mente si affidano al funzionamento dell’emisfero cerebrale destro (pensiero creativo). Le donne, al contrario, utilizzano maggiormente il sinistro (pensiero razionale), ponendo quindi più attenzione ai dettagli. L’uso dei contraccettivi per la soppressione degli ormoni sessuali, però, sembra inceppare questo meccanismo: per questo le donne che usano la pillola finiscono per ricordare in modo simile agli uomini. Secondo Nielsen questo studio potrebbe contribuire a spiegare perché, ad esempio, le donne soffrano più frequentemente di stress post traumatico rispetto agli uomini.

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Intelligenza contagiosa: si trasmette ai figli !

Avreste mai immaginato che l’intelligenza potesse essere contagiosa? Fuor di metafora, scopriamo che si trasmette dai genitori ai figli esattamente come quei valori che scegliamo volontariamente di passare loro attraverso un modello educativo preciso. Solo che l’intelligenza non ha bisogno di alcun aiuto, fa da sé. Accade, secondo una ricerca spagnola, grazie all’ambiente intellettualmente stimolante che circonda i bambini in casa, tra genitori curiosi, colti e culturalmente vivaci.

Migliorano, dicono i ricercatori, abilità verbali, matematiche e logiche, sia nei bambini piccoli che negli adolescenti che assorbono il clima culturale che si respira dentro casa. Secondo la scienza a migliori attitudini cognitive corrisponde anche un miglior sviluppo psicologico, dunque è importante assicurare ai più piccoli l’ambiente più stimolante possibile.

A fare la differenza sembra essere il livello educativo dei genitori ma anche la loro posizione professionale, che però non sono tutto. Contano infatti anche curiosità intellettuale a prescindere dall’occupazione che si svolge e soprattutto l’atteggiamento di apertura nei confronti dei più svariati stimoli.

Una nuova pillola per il ciclo mestruale abbondante

Nel 20% dei casi il ciclo mestruale diventa un vero e proprio incubo. Una donna su 5 infatti accusa gli effetti di un flusso mestruale abbondante, in particolare l’abbassamento dei livelli di ferro nell’organismo, il che comporta problemi di vario tipo come insonnia, deficit di attenzione e di memoria, stanchezza, irritabilità e calo della libido.
Tutto ciò condiziona fortemente la qualità della vita della donna che soffre di questo disturbo, come hanno certificato gli esperti riuniti a Copenaghen per il Congresso europeo di ginecologia (08-11 settembre 2011).

Francesco Primiero della Sapienza spiega: “ci sono donne che ‘in quei giorni’ non possono muoversi da casa. Vedono compromessa la loro vita di relazione, sono costrette ad indossare assorbenti ingombranti e imbarazzanti, con forti limitazioni anche nella vita sessuale”.

Nel corso del congresso, però, sono stati presentati i dati relativi a una nuova pillola a base di estradiolo e dienogest che pare dimezzare il flusso abbondante in almeno 7 casi su 10. “può essere d’aiuto anche alla coppia. I dati presentati al congresso dimostrano infatti che, oltre a risolvere il problema a monte, il farmaco non provoca cali di desiderio. Questo estroprogestinico si è dimostrato non inferiore rispetto ad altri a base di etinilestradiolo e levonorgestrel”.
Estradiolo e dienogest sono stati combinati per riprodurre la fisiologia del ciclo mestruale. L’estradiolo è lo stesso estrogeno prodotto naturalmente dall’organismo, mentre il dienogest è un progestinico con effetto sull’endometrio.

Identificati 22 geni responsabili di ictus e cardiopatie

Identificati 22 geni legati alla pressione sanguigna che potrebbero essere alla base dello sviluppo di ictus, ipertensione e cardiopatie. La scoperta è avvenuta nell’ambito di due studi, pubblicati entrambi l’11 settembre 2011, pubblicati rispettivamente su Nature e Nature Genetics.

La prima ricerca, apparsa su Nature, è stata condotta da un team internazionale di 351 scienziati – appartenenti a 234 istituzioni di 24 Paesi diversi – che ha analizzato il genoma di oltre 270 mila persone scoprendo 16 nuovi geni collegati alla pressione arteriosa che potrebbero essere responsabili dello sviluppo di ipertensione, ictus, coronaropatia e disturbi cardiovascolari. “Quest’ampia collaborazione ha portato alla scoperta di nuovi geni e migliorato la nostra comprensione dell’architettura di base dell’ipertensione – spiega Patricia Munroe, ricercatrice della Barts and The London Medical School (Gran Bretagna), che ha partecipato all’analisi – e potrebbe aiutarci a realizzare nuovi trattamenti farmacologici”.

Il secondo studio è stato pubblicato su Nature Genetics dai ricercatori inglesi dell’Università di Leicester e dell’Imperial College London, che hanno identificato 6 geni che influenzano due tipi di misurazione della pressione sanguigna: 4 associati alla pressione del polso e 2 alla pressione arteriosa media. “La pressione del polso è un indicatore della rigidità delle arterie che trasportano il sangue lungo il corpo – spiega Paul Elliott, dell’Imperial College London -. I nostri risultati potrebbero migliorare la comprensione dei meccanismi genetici che sono alla base del rapporto tra questo tipo di pressione sanguigna e il rischio di ictus e cardiopatie”.

PUFA in gravidanza per ridurre le allergie nei bambini

La donna incinta che segue una dieta che comprenda un certo tipo di acidi grassi polinsaturi può far sì che nel bambino si riducano le probabilità che sviluppi allergie alimentari in seguito. Favorire il consumo durante la gravidanza di acidi grassi polinsaturi (PUFA) come quelli contenuti per esempio nel pesce, nelle noci o nei semi di lino, riduce le possibilità che il bambino sviluppi allergie alimentari poiché, secondo gli scienziati francesi, l’intestino del feto si sviluppa in modo diverso.


Assumendo quindi una adeguata quantità di questi acidi grassi si favorisce una migliore funzione delle cellule immunitarie dell’intestino nella risposta agli attacchi da parte di batteri e sostanze estranee. In questo modo, è l’intestino del feto in formazione a beneficiarne sviluppandosi in modo diverso. L’aumento delle allergie alimentari potrebbe anche avere una concausa in questo processo che è stato modificato da quando il tipo di acidi grassi assunti con la dieta è cambiato con il maggior utilizzo di altri tipi di oli, come quello di mais per esempio, a discapito di quello di noci o altri semi ricchi di PUFA. Allo stesso modo di un ridotto consumo di pesce.

«C’è molto interesse nella ricerca sulla dieta materna durante la gravidanza. Nella dieta occidentale, il gruppo di acidi grassi polinsaturi che abbiamo dimostrato aiutare la funzione intestinale sta in realtà scomparendo», spiega la dottoressa Gaelle Boudry dell’INRA research institute di Rennes in Francia.

Lo studio, infatti, mostra come un certo tipo di acidi grassi polinsaturi, chiamati n-3PUFA, mettano in atto una modifica nello sviluppo dell’intestino del nascituro e che, di conseguenza, potrebbe modificare lo sviluppo del sistema immunitario intestinale. Secondo gli scienziati, sono proprio questi cambiamenti a ridurre il rischio di sviluppare allergie alimentari nel tempo.

I risultati completi sono stati pubblicati su The Journal of Physiology, e mostrano come una dieta materna che includa questi acidi grassi polinsaturi renda l’intestino del neonato più permeabile. Questo fattore permette alle varie sostanze, e anche ai batteri, di passare attraverso la membrana intestinale con più facilità per immettersi nel sangue. La conseguenza è una risposta immunitaria e una produzione di anticorpi. «Il risultato finale è che il sistema immunitario del bambino può sviluppare e maturare più velocemente, portando a una migliore funzionalità immunitaria e meno probabilità di soffrire di allergie», conclude Boudry confermando, ancora una volta, come la dieta – una corretta dieta – in gravidanza rivesta una grande importanza, sia per la mamma che per il bambino.


 

Follicolite: cos’è?

La follicolite è un disturbo molto comune, che riguarda in genere le zone coperte di peluria o il cuoio capelluto e colpisce soprattutto gli uomini. E’, in pratica, un’infiammazione infettiva del follicolo pilifero, che può essere più o meno profonda.

La forma più classica e diffusa è quella provocata da un batterio e si manifesta per varie cause: un’eccessiva riduzione delle difese immunitarie; cambiamenti ormonali che compaiono con l’età; abuso di alcuni tipi di farmaci e loro uso prolungato, soprattutto di alcuni immunosoppressori o di cortisonici. Non di minor importanza, l’inizio della crescita della barba.

Il disturbo si presenta con la comparsa di un alone rosso nella zona e subito dopo di una pustola o foruncolo di colore bianco-giallastro. Spesso è accompagnato anche da un lieve bruciore e da prurito. Bisogna però evitare di grattarsi e toccare la zona il meno possibile, per non peggiorare la situazione.

Catetere a fibre ottiche per lo studio delle contrazioni intestinali

Messo a punto un catetere a fibre ottiche che, ottenendo immagini ad alta definizione dell’intestino, permetterà di studiarne meglio le contrazioni, migliorando il trattamento di patologie come la costipazione e l’incontinenza. Lo strumento, ideato per analizzare l’apparato gastrointestinale, sta già suscitando interesse anche fra urologi e cardiologi.

La sua messa a punto ha fatto vincere agli ideatori Phil Dinning del Dipartimento di Fisiologia Umana della Flinders University di Adelaide (Australia) e a John Arkwright del Commonwealth Scientific and Industrial Research Organisation (CSIRO) il premio ”Eureka”, riconoscimento australiano nell’ambito della ricerca e dell’innovazione scientifica.


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