Archivio per febbraio 2014

Nuova App aiuta medici a imparare a ‘leggere’ le lastre

X-Ray App

Interpretare gli indizi che arrivano da una lastra è un’arte che si impara con il tempo.

Proprio per aiutare i colleghi neofiti a leggere al meglio questi esami, un gruppo di medici di Belfast ha collaborato con specialisti It per sviluppare una nuova App in grado di segnalare problemi nell’interpretazione dei raggi X.

L’applicazione per smartphone e tablet, assicurano gli ideatori sulla Bbc online, aiuterà i medici a sviluppare le loro abilità, indicando i punti deboli e gli aspetti da approfondire.

Uno strumento formativo agile che, spiegano i medici-inventori, è il primo del suo genere al mondo.

adnkronos salute

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Le malattie infettive a scuola: visite mediche e screening fondamentali per la prevenzione

visite scolastiche

Le malattie infettive costituiscono da sempre nel nostro Paese uno dei principali problemi di Sanità Pubblica, sia in termini sostanziali e, quindi, di impatto quali-quantitativo sulla salute della popolazione, sia per le inevitabili ricadute sociali.

I più colpiti sono proprio i bambini perché il loro sistema immunitario è immaturo e perché la socializzazione con altri bambini favorisce la diffusione di agenti patogeni. E, in effetti, quale mamma che abbia un figlio in età scolare non si è trovata davanti, almeno una volta, ad un allarme di pediculosi o di scabbia a scuola.

La società in cui viviamo oggi appare chiaramente multietnica e questo ha certamente favorito la comparsa anche di malattie non tipiche del nostro Paese e la loro diffusione nelle comunità scolastiche. D’altronde, la normativa riguardante la medicina scolastica ha subito molte modifiche da quel 1980 quando fu istituito il Sistema Sanitario Nazionale: nel 1992 viene abolita la figura del Medico Scolastico e sostituita dal Pediatra di Libera Scelta a cui, oggi, compete la tutela della salute dei bambini da 0 a 14 anni, attraverso visite mediche e screening di controllo nell’ambito di periodici bilanci di salute.

Un’efficace prevenzione di molte infezioni – evidenzia la Prof.ssa Susanna Esposito, Direttore dell’Unità di Pediatria ad Alta Intensità di Cura Fondazione IRCCS, Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico, Università degli Studi di Milano e Presidente della Società Italiana di Infettivologia Pediatrica (SITIP) – si ottiene attraverso misure di controllo nelle comunità scolastiche ma, soprattutto, attraverso visite mediche e screening effettuati sui bambini con regolarità, con l’obiettivo di intervenire tempestivamente per evitare epidemie e anche per prevenire altre patologie come sovrappeso, obesità e ipertensione. L’ambito familiare rimane fondamentale per la prevenzione ed è per questo motivo che è importante che la famiglia possieda tutte le opportune informazioni per esercitare un controllo efficace della salute dei propri figli”.

Quando nella comunità scolastica sono presenti bambini stranieri, il controllo del loro stato di salute appare più complesso: se i bambini figli di genitori stranieri in regola con il permesso di soggiorno devono essere iscritti al SSN e, quindi, avranno un pediatra di base, quelli figli di genitori irregolari non lo potranno avere ma avranno diritto, comunque, alle cure mediche e alla tutela della salute (visite, bilanci di salute, vaccinazioni, controllo per la tubercolosi e per le altre malattie infettive).

Nel caso di bambini stranieri che frequentino le scuole italiane – sottolinea Susanna Espositoè necessario fare in modo che prima dell’ingresso in una comunità scolastica effettuino dei controlli sanitari. Questo consentirebbe da una parte, di favorire l’accesso alle cure dei malati che magari non sanno di avere bisogno di certe terapie e, dall’altra, di identificare e prontamente curare malattie come pediculosi, scabbia, parassitosi e quelle più gravi come la tubercolosi, evitando che siano trasmesse ad altri”.

In altri Paesi, come ad esempio gli Stati Uniti, i controlli sanitari per gli stranieri (inclusi gli italiani) che vogliano far frequentare le scuole americane ai propri figli sono molto rigidi: è necessario sempre fornire un’adeguata documentazione che permetta di escludere la presenza di malattie trasmissibili.

La sorveglianza sanitaria nei confronti delle malattie infettive assume, quindi, una notevole importanza strategica nell’ambito del sistema sanitario di molti Paesi: una buona sorveglianza consente sia di conoscere e, pur con certi limiti, prevedere l’andamento epidemiologico delle malattie, sia di programmare e valutare l’efficacia dei servizi addetti alla prevenzione ed al controllo del contagio.

La catena epidemiologica di importanti malattie infettive può essere interrotta con la regolare e continua adozione di una serie di “precauzioni universali”, da utilizzare indipendentemente dall’insorgenza di casi di malattia, che dovrebbero essere utilizzate sia in ambiente familiare che, a maggior ragione, in ambienti di vita collettiva come, ad esempio, il lavaggio frequente delle mani; l’utilizzo strettamente individuale di oggetti quali salviette, spazzolini da denti, pettini, biancheria personale, scarpe e cappelli; la detersione e sanificazione di giochi che possono essere imbrattati di saliva.

Fra le patologie infettive a carattere contagioso che più frequentemente sono presenti nelle collettività scolastiche, i pediatri di SITIP si soffermano in particolare sulla pediculosi del capo, la scabbia e le parassitosi intestinali.

separa

La pediculosi del capo: è una infestazione del cuoio capelluto (soprattutto regione retro-auricolare e nucale) da parte di pidocchi adulti, larve o uova (lendini) e si trasmette solo per contatto diretto e prolungato tra testa e testa infetta. La pediculosi è spesso asintomatica ma può provocare prurito intenso e lesioni da grattamento e sovrainfezioni batteriche. Il periodo di incubazione è caratterizzato dallo schiudersi delle larve del pidocchio 6-10 giorni dopo la deposizione delle uova; il pidocchio raggiunge la maturità dopo 8-9 giorni. Il soggetto è contagioso finché continua ad ospitare pidocchi o lendini vitali; la vita media del pidocchio sulla persona è di circa 1 mese.

Il trattamento consigliato:

  • effettuare un’accurata ispezione del cuoio capelluto; trattare i capelli con prodotti specifici a base di piretrina in mousse o permetrina in gel o creme, lasciar agire in genere per almeno 10 minuti e risciacquare con acqua;
  • ispezionare nuovamente il capo e sfilare tutte le lendini rimaste servendosi di un pettine a denti molto stretti, partendo dalla radice dei capelli;
  • ripetere il trattamento a distanza di 7-10 giorni;
  • disinfestare le lenzuola e gli abiti che vanno lavati in acqua calda o a secco;
  • controllare periodicamente e accuratamente i capelli del bambino (soprattutto a livello della nuca e dietro le orecchie), specialmente se frequenta la scuola o se si gratta la testa, per accertarsi che non ci siano lendini.

La scabbia: è una malattia parassitaria della cute causata da un acaro e si trasmette per contatto diretto cute-cute. Inizia con piccole macchie rosse ed un intenso prurito, soprattutto notturno. Nei bambini al di sotto dei due anni, l’eruzione è spesso vescicolare con frequente localizzazione alla testa, collo, palmo delle mani e pianta dei piedi. Nei bambini più grandi e negli adulti vengono colpite in modo particolare le pieghe interdigitali (tra dito e dito), la zona dei polsi, gomiti e le pieghe ascellari. L’incubazione è di solito di 4-6 settimane.

Il trattamento consigliato:

  • fare attenzione al contatto con le lesioni o, comunque, con la cute;
  • lavare accuratamente lenzuola e capi d’abbigliamento;
  • iniziare il trattamento specifico con una crema o lozione medicata per uccidere gli acari. È necessario applicare la crema sulla pelle di tutto il corpo, e non solo sull’area che presenta l’eruzione. Di solito la crema deve rimanere sulla pelle da 8 a 12 ore prima di poterla lavare via, è necessario ripetere il trattamento dopo una settimana. La contagiosità del soggetto dura fino alla distruzione degli acari e delle uova.

Le parassitosi intestinali: una delle più comuni parassitosi intestinali è l’ossiuriasi. L’infezione da ossiuri (vermi dei bambini) è causata da un’ingestione inconsapevole di microscopiche uova di ossiuri che si possono trovare su superfici tra cui biancheria da letto, asciugamani, vestiti, cibo, bicchieri, utensili della cucina o giocattoli. L’infezione può essere asintomatica o essere caratterizzata da intenso prurito intorno alla zona anale. Le uova passano nell’apparato digerente per schiudersi nell’intestino tenue, da qui continuano il loro percorso fino all’intestino crasso, per poi migrare verso la zona intorno al retto. Le uova sono, purtroppo, piuttosto resistenti e possono rimanere vitali (cioè infettive) in un ambiente adatto fino a tre settimane.

Il trattamento consigliato:

  • utilizzare ed estendere a tutta la famiglia un trattamento con un farmaco vermifugo specifico per eliminare l’infezione. Dopo 2 settimane è necessario ripetere la somministrazione;
  • dedicare particolare attenzione alla pulizia della casa, includendo il bucato dei pigiami e della biancheria da letto.

Per garantire un’efficace controllo dello stato di salute dei bambini, i pediatri di SITIP raccomandano alle famiglie di rispettare scrupolosamente il calendario dei “bilanci di salute”:

  • dal 1° al 45° giorno di vita: 1° visita con controllo del peso e dell’altezza.
  • dal 61° al 90° giorno: 2° visita con controllo del peso e dell’altezza.
  • dai 4 ai 6 mesi: 3° visita con controllo del peso e dell’altezza.
  • dai 7 ai 9 mesi: 4° visita con controllo del peso, dell’altezza e dell’udito.
  • dai 10 ai 12 mesi: 5° visita con controllo del peso e dell’altezza.
  • dai 15 ai 18 mesi: 6° visita con controllo del peso e dell’altezza.
  • dai 24 ai 36 mesi: 7° visita con controllo del peso, dell’altezza. In questa fase si prescrive, in genere, anche una visita oculistica e una ortopedica e si consiglia un primo controllo odontoiatrico.
  • dai 5 ai 6 anni: 8° visita con controllo del peso, dell’altezza, dell’acuità visiva e un primo controllo della pressione arteriosa. Anche in questa fase si prescrive un ulteriore controllo oculistico, ortopedico e odontoiatrico.
  • dagli 8 ai 10 anni: 9° visita con controllo del peso e dell’altezza.
  • dai 12 ai 14 anni: 10° visita con controllo del peso e dell’altezza.

Gli esiti delle visite saranno raccolti nel libretto sanitario individuale che sostituisce le precedenti cartelle sanitarie scolastiche. Tali controlli, raccomandati per tutti i bambini iscritti al SSN dovrebbero essere estesi anche ai figli di genitori irregolari, soprattutto se questi frequentano le comunità scolastiche, anche per tutelare la salute dei compagni e degli insegnanti.

GAS Communication

La Consulta “boccia” legge Fini-Giovanardi. No all’equiparazione tra droghe leggere e pesanti.

Bocciata la Fini-Giovanardi

La Corte costituzionale, il 12 febbraio 2014, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale – per violazione dell’art. 77, secondo comma, della Costituzione, che regola la procedura di conversione dei decreti-legge – degli artt. 4-bis e 4-vicies ter del d.l. 30 dicembre 2005, n. 272, come convertito con modificazioni dall’art. 1 della legge 21 febbraio 2006, n. 49, così rimuovendo le modifiche apportate con le norme dichiarate illegittime agli articoli 73, 13 e 14 del d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 (Testo unico in materia di stupefacenti)”.

Con la decisione rivive la legge Iervolino-Vassalli come modificata da referendum del ’93, che prevede pene più basse per le droghe leggere.

A sollevare la questione di legittimità della legge era stata la Corte di Cassazione per violazione dell’articolo 77 della Costituzione, perché nel 2006 nella legge di conversione del decreto furono inseriti molti emendamenti che, secondo la Suprema Corte, erano estranei all’oggetto e alla finalità del testo di partenza. (le nuove norme erano state inserite con un emendamento, in fase di conversione, nel decreto legge sulle Olimpiadi invernali di Torino del 2006).

Con la decisione della Consulta viene così cancellata la norma con cui si erano parificate “ai fini sanzionatori” droghe pesanti e leggere: con la Fini-Giovanardi erano infatti state elevate le pene, prima comprese tra due e sei anni, per chi spaccia hashish, prevedendo la reclusione da sei a venti anni con una multa compresa tra i 26mila e i 260mila euro.

QuotidianoSanità

Parte la campagna promossa da EpaC Onlus per informare sulle attuali opportunità terapeutiche per l’Epatite C

EpaC Onlus

Partita il 3 febbraio scorso la campagna nazionale: “Epatite C – Le novità ci sono. Informati adesso”, promossa da EpaC Onlus, con l’obiettivo di sensibilizzare i pazienti con Epatite C affinché si informino sulle attuali opportunità di cura della patologia presso la rete dei Centri specialistici autorizzati dall’AIFA.

L’Italia è il Paese europeo con il maggior numero di persone positive al virus dell’Epatite C: circa il 3% della popolazione italiana è entrata in contatto con l’HCV. Si stima che i portatori cronici siano almeno 1,6 milioni, di cui 330.000 con cirrosi epatica. Di questi, ogni anno, circa 20.000 muoiono per malattie croniche del fegato causate dall’Epatite C. Un numero imprecisato deve ancora scoprire l’infezione.

Si tratta di una malattia subdola perché nella maggior parte dei casi rimane asintomatica per anni o addirittura per decenni, ma silenziosamente il virus lavora, provocando gravi danni al fegato. Quasi la metà dei pazienti può sviluppare cirrosi nell’arco di 25-40 anni, altri possono sviluppare manifestazioni extraepatiche, come vasculiti e danni renali fino ad arrivare all’epatocarcinoma e al trapianto. È importante eradicare il virus prima che si sviluppino questi elementi di gravità clinica.

Ancora oggi, molte persone con infezione da virus dell’Epatite C sono all’oscuro della loro condizione. Molte altre, pur consapevoli di essere infette, non conoscono lo stato della loro malattia. Altre ancora sono rassegnate a convivere con la patologia, talora correndo gravi rischi», afferma Ivan Gardini, Presidente dell’Associazione EpaC Onlus.

Il messaggio che EpaC Onlus intende promuovere attraverso la campagna è che alla luce delle terapie attualmente disponibili è importante essere sempre informati sull’Epatite C perché vale sempre la pena provare a guarire.

Le attuali possibilità di cura fanno leva sulla rete dei Centri specialistici e si sono consolidate nel 2013 con l’avvento di nuovi farmaci, gli inibitori di proteasi di prima generazione boceprevir e telaprevir, che con la cosiddetta triplice terapia sono in grado di eradicare il virus in 2 pazienti su 3 (con genotipo di tipo 1), portandoli a guarigione. Presso i Centri specialistici i pazienti possono trovare tutte le informazioni, ricevere una diagnosi appropriata sullo stato di progressione della malattia ed essere costantemente monitorati, per evitare complicanze future.

La campagna promossa da EpaC Onlus si avvale di risorse interattive e social media per raggiungere il maggior numero di pazienti.

Sul sito www.epaclenovitacisono.it sono disponibili lo spot della campagna, interviste con specialisti che approfondiscono aspetti importanti sull’Epatite C e testimonianze di pazienti che hanno affrontato il percorso di cura. Inoltre sul sito è disponibile una mappa interattiva che permette di individuare rapidamente il Centro specialistico più vicino nella propria area di residenza. Per trovare il Centro specialistico è anche possibile chiamare il Numero Verde 800 881166, attivo da lunedì a venerdì, dalle ore 10 alle ore 18.

Nell’ambito della campagna sono previste anche attività d’informazione, realizzate in collaborazione con FIMMG (Federazione Italiana Medici di Medicina Generale) e Metis (Società scientifica dei Medici di Medicina Generale), che coinvolgono i Medici di Medicina Generale, dal momento che spesso i medici di famiglia sono il primo punto di contatto per un paziente e possono svolgere un ruolo importante di indirizzamento verso i Centri autorizzati.

Le attività d’informazione e i contenuti della campagna sono validati da un Comitato Scientifico, di cui fanno parte autorevoli specialisti italiani dell’Epatologia, della Virologia e della Gastroenterologia, quali i professori: Alfredo Alberti, Mario Angelico, Maurizia Rossana Brunetto, Antonio Craxì, Stefano Fagiuoli, Giovanni Battista Gaeta.

PRO Format Comunicazione

 

Allarme cancro nel mondo!

World Cancer Day

In occasione della Giornata mondiale contro il cancro, che si tiene ogni anno il 4 febbraio, la IARC, l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro dell’Onu ha diffuso dati allarmanti.

Dall’edizione 2014 del World Cancer Report, il documento che fornisce un quadro completo sulla malattia a livello mondiale, emerge che:1

  • il cancro, come singolo fattore, rappresenta la principale causa di mortalità nel mondo, con 8,2 milioni di morti nel 2012;2
  • a livello globale l’incidenza del cancro negli ultimi 4 anni è cresciuta dell’11%, con oltre 14 milioni di nuovi casi nel 2012, vale a dire l’equivalente della popolazione di Lombardia e Piemonte unite;
  • nei prossimi venti anni si stima un aumento del 75% dei casi di cancro nel mondo, che raggiungeranno i 25 milioni.1

L’aumento dei tumori nel mondo è un grave ostacolo allo sviluppo e al benessere dell’umanità, questi nuovi dati mandano un segnale forte circa la necessità di affrontare questo disastro che riguarda tutte le comunità e tutti i Paesi al mondo, senza eccezioni” – ha detto Christopher Wild, direttore dell’IARC.

Il Report 2014 conferma, infatti, che esiste una diseguaglianza nella cura e nel controllo del cancro nei vari paesi del mondo. Il numero di morti a causa della malattia sta crescendo in maniera inaspettata tra i più poveri. In particolare, per il 2025 si stima un incremento di quasi l’80% delle morti per cancro nelle aree meno sviluppate del pianeta.

A differenza dei paesi sviluppati, nelle nazioni in via di sviluppo la causa principale di tumori è rappresentata per lo più dalle infezioni, come il papillomavirus (HPV), che provoca più dell’85% dei casi di tumore al collo dell’utero ad esso correlati.3 D’altro canto la popolazione di questi paesi sta assumendo sempre più uno stile di vita occidentale, con aumento del numero dei fumatori, del consumo di alcool e della sedentarietà, tutti fattori riconosciuti di rischio per il cancro.

Nei paesi con basso e medio reddito, inoltre, il cancro può creare seri problemi di sostenibilità al sistema sanitario, dal momento che dispongono di meno risorse e infrastrutture per far fronte al crescere della malattia. Preoccupa ad esempio, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, il fatto che solo il 50% dei paesi a medio e basso reddito sia dotato di piani nazionali per il controllo del cancro.

I governi devono riconoscere il crescente problema che il cancro rappresenta per il proprio paese. I dati diffusi dall’IARC mostrano che l’incidenza del cancro a livello mondiale continuerà a crescere se non  agiamo subito. In occasione della Giornata mondiale contro il cancro chiediamo ai governi di tutto il mondo di agire per fermare le morti prevedibili ed evitabili con lo sviluppo e l’implementazione di un piano nazionale che includa misure di prevenzione e diagnosi precoceha dichiarato Cary Adams, Chief Executive Officer, Union for International Cancer Control (UICC).

Tutti i paesi, sia poveri sia ricchi, possono contribuire alla lotta al cancro con maggiori risorse dedicate alle  cure e ai trattamenti. Attualmente nel mondo circa 4,2 milioni di persone all’anno tra i 30 e i 69 anni muoiono prematuramente a causa della malattia.2 Se non si interviene in maniera decisiva sviluppando strategie concrete per affrontare il problema, nel 2025 il cancro sarà la causa della morte prematura in oltre 5 milioni di persone all’anno.4

Soluzioni pratiche per ridurre le morti premature, con la prevenzione come caposaldo, sono:

  • sviluppo di Piani nazionali per il controllo della malattia;
  • programmi di sensibilizzazione sui fattori di rischio modificabili (fumo, stile di vita, alimentazione);
  • programmi di screening contro il cancro, che hanno dimostrato di diminuire alcuni tipi di tumore fino al 25%
  • avviamento di programmi per la vaccinazione contro l’HPV.

separa

La Giornata mondiale contro il cancro

La Giornata mondiale contro il cancro si celebra ogni anno il 4 febbraio ed è l’iniziativa attraverso la quale UICC-Union for International Cancer Control, i suoi membri, i partner e il mondo intero possono unirsi nella lotta contro l’epidemia mondiale di cancro.

La Giornata mondiale contro il cancro è un iniziativa dell’UICC, il cui obiettivo è quello di aiutare a salvare milioni di persone ogni anno da una morte prevenibile, attraverso la sensibilizzazione e la prevenzione e sollecitando i governi e i singoli individui ad agire contro la malattia.

Per maggiori informazioni: www.worldcancerday.org

Il World Cancer Report 2014

Redatto da IARC-International Agency for Research on Cancer, il World Cancer Report è riconosciuto come fonte autorevole di informazione e previsione sul cancro a livello globale. Il primo Rapporto fu redatto nel 2003, il secondo nel 2008.

Il World Cancer Report fornisce un’analisi professionale e multidisciplinare di tutti gli aspetti inerenti la distribuzione geografica, la biologia, l’eziologia, la prevenzione e il controllo del cancro. È studiato per dare agli operatori sanitari e ai decisori politici una visione equilibrata sui temi della prevenzione e del controllo del cancro e per fornire approfondimenti sui più recenti sviluppi della ricerca.

Disponibile al link

UICC – Union for International Cancer Control

UICC unisce la comunità impegnata nella lotta contro il cancro con l’obiettivo di ridurre l’impatto della malattia a livello globale, promuovere una maggiore equità e integrare il controllo del cancro nei sistemi sanitari e di sviluppo del mondo.

UICC è la più grande organizzazione per la lotta al cancro nel suo genere, cui fanno capo, in 155 paesi, oltre 800 tra società scientifiche, organizzazioni di volontariato e ricerca contro il cancro, ministeri della salute e centri di cura.

UICC agisce per sensibilizzare i leader mondiali ad aumentare le misure per prevenire il cancro e controllarlo, e a tener fede agli impegni assunti in merito alla lotta al cancro nella Dichiarazione Politica dell’ONU.

UICC attraverso la Giornata mondiale contro il cancro si propone di:

  • sviluppare obiettivi e indicatori per misurare l’attuazione delle politiche e degli approcci per prevenire e controllare il cancro;
  • aumentare la priorità accordata al cancro nell’agenda dello sviluppo globale;
  • promuovere una risposta globale al cancro.

UICC e i suoi partner sono impegnati a sollecitare i governi ad adottare specifici obiettivi con scadenze precise che riguardano il problema globale del cancro e di altre malattie non trasmissibili.

UICC è membro fondatore della NCD Alliance, l’alleanza contro le malattie non-trasmissibili (oltre al cancro: diabete, malattie cardiovascolari e broncopneumopatia cronica ostruttiva), una rete globale di  2.000 organizzazioni in 170 paesi.

Per maggiori informazioni: www.uicc.org

HealthCom Consulting.Ufficio Stampa

BIBLIOGRAFIA

[1] World Cancer Report 2014. IARC

[2] WHO Global Health Observatory

[3]  De Martel C et al. The global burden of cancers attributable to infections in the year 2008: a review and synthetic analysis. Lancet Oncol 2012;13:607-15

[4]  Ferlay J et al. GLOBOCAN 2012 v1.0, Cancer Incidence and Mortality Worldwide: IARC CancerBase No. 11 [Internet]. Lyon, France: International Agency for Research on Cancer; 2013

Genetica, obesità e steatosi epatica

genetica e steatosi

Negli ultimi anni l’attenzione verso la steatosi epatica in età pediatrica è sensibilmente cresciuta, anche in stretta connessione con la sempre più ampia diffusione della obesità e della sindrome metabolica.

Il precoce riconoscimento di questa problematica pare di importanza e rilievo fondamentale verso la adozione di appropriate strategie di intervento. Accanto alla conoscenza del dato epidemiologico e delle caratteristiche cliniche, un importante ausilio può oggi venire dalla maggiore conoscenza dei fattori genetici di suscettibilità. Al pari di altre condizioni, infatti, la possibilità di utilizzare test genetici predittivi rappresenta la base per l’identificazione dei soggetti a rischio.

Di queste tematiche si è parlato a Bari l’8 febbraio scorso a Villa Romanazzi Carducci con illustri relatori diretti dal dott. Mattia Gentile.

vedi programma

Sesso e dieta: dimagrire non è mai stato così eccitante

coppia a letto

Febbraio è il periodo in cui anche i meno sportivi decidono che è meglio mettere da parte la pigrizia ed iniziare a stilare un vero e proprio piano di battaglia in previsione della bella stagione. E quindi tra diete, serate in palestra dopo il lavoro e sofferte rinunce, l’unica nota positiva è rappresentata dall’attività salutare per eccellenza, una delle poche a rientrare nell’elenco di quelle cose che “più ce n’è, meglio è”: il sesso.

Chi non ha mai sentito parlare, almeno una volta, delle innumerevoli proprietà benefiche che l’attività sessuale avrebbe sulla salute alzi la mano. Sicuramente, in molti ne avranno approfittato in diverse occasioni per migliorare l’umore, curare il mal di testa (a dispetto delle vecchie battute sulle scuse delle donne per non fare l’amore col partner), attenuare il raffreddore, e via dicendo.

Oltre a questo, il sesso si è sempre distinto per essere lo sport preferito di coloro troppo pigri per impegnare il tempo libero con uno sport vero e proprio. Che il sesso aiuti a bruciare calorie, non è una novità: tantissime ricerche sono state condotte negli anni per confermare le sue presunte proprietà dimagranti, equiparandole a quelle di altre attività sportive, quotidiane o casalinghe. Non dimentichiamo poi che, per essere veramente salutare, il sesso deve essere sempre fatto con la testa sulle spalle, utilizzando adeguati metodi contraccettivi disponibili nelle cliniche online o presso le farmacie per proteggersi da malattie sessuali o gravidanze indesiderate.

L’ultimo studio del genere arriva dall’università del Québec, in Canada, e pubblicata sulla rivista PlusOne. La ricerca ha confermato che il sesso può essere a tutti gli effetti considerato come un’attività fisica vera e propria: per giungere a questo risultato, sono stati effettuati dei test su 21 coppie volontarie di età compresa tra i 18 ed i 35 anni, alle quali è stato chiesto di avere rapporti sessuali per un mese indossando uno speciale bracciale in grado di misurare i loro consumi energetici. La quantità di calorie bruciate durante l’intimità è stata poi confrontata con quelle consumate durante un allenamento di 30 minuti su tapis roulant.

Il risultato finale lascia ben sperare: certo, le calorie bruciate in mezz’ora di corsa (276 per gli uomini, 213 per le donne) sono circa il doppio di quelle consumate durante l’atto sessuale (101 per gli uomini e 69 per le donne), ma c’è da specificare che le energie spese per quest’ultimo possono variare a seconda delle posizioni praticate, della durata e dell’intensità del rapporto. Anche baciarsi costituisce un ottimo esercizio per la dieta: si possono bruciare ben 200 chilocalorie per un’ora continua di effusioni.

Tanto è bastato ai ricercatori per giungere alla conclusione che spesso l’attività sessuale può essere considerata un’ottima sostituta allo sport, senza considerare il fatto che è dai più ritenuta assai più divertente e soddisfacente, a patto che non venga affrontata con lo stesso spirito di una seduta in palestra o solo come un metodo per perdere calorie e peso.

 


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