Le 7 regole da osservare per difendere la pelle


cheratosi attinica

L’estate entra nel vivo e i dermatologi rinnovano l’invito a non sottovalutare i possibili rischi per la pelle associati all’esposizione al sole. L’attenzione quest’anno non è rivolta solo al melanoma, ma anche a patologie meno conosciute come la cheratosi attinica, una lesione tumorale della pelle causata dall’esposizione ripetuta negli anni e non protetta ai raggi ultravioletti del sole, che colpisce milioni di persone in Italia e nel mondo. Secondo alcune stime, circa il 60% della popolazione generale sopra i 40 anni di età con una storia di prolungata esposizione al sole ha sviluppato almeno una lesione da cheratosi attinica2 e la prevalenza è in costante aumento. In Italia la patologia colpisce circa l’1,4% della popolazione italiana sopra i 45 anni, il 3% dopo i 743.

Velisti e agricoltori, tennisti e sciatori, marinai e muratori, ma anche chi semplicemente passa molto tempo al sole, rappresentano le categorie a maggior rischio di cheratosi attinica, a causa appunto della frequente e continuativa esposizione ai raggi solari. L’età è un fattore di rischio importante: dopo i 50-60 anni i casi aumentano progressivamente3. Anche il tipo di pelle influenza il rischio di avere cheratosi attinica, con una maggiore probabilità per chi ha la pelle più chiara e tende più spesso a scottarsi al sole.

Ma con l’estate siamo tutti sotto il tiro dei raggi UV il cui effetto, cumulandosi negli anni, può causare queste lesioni della pelle che, se trascurate, possono evolvere in un carcinoma squamocellulare invasivo (SCC), il più frequente tumore della pelle non-melanoma. Secondo i dati italiani AIRTUM (Associazione Italiana Registro Tumori) i tumori della pelle non-melanoma sono le neoplasie più frequenti; in Europa la loro incidenza è di 113-146 casi ogni 100.000 abitanti (Cakir et al., FPSCNA 2012).

La cheratosi attinica si può considerare una forma di carcinoma allo stadio iniziale o “in situ”, caratterizzata da lesioni che possono evolvere in carcinoma squamoso invasivo. Non è possibile prevedere quale e quando una delle numerose lesioni attiniche andrà incontro a una progressione in carcinoma squamoso cellulare, tumore maligno che richiede una diagnosi precoce e un trattamento adeguato di tutte le lesioni.”, afferma Giovanni Pellacani, Professore ordinario di Dermatologia e Direttore Clinica Dermatologica, Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia.

Le cheratosi attiniche non vanno mai sottovalutate. L’osservazione diretta della pelle aiuta a riconoscere le lesioni a rischio di degenerazione. Per favorire la diagnosi tempestiva vengono suggerite 7 regole, da tenere presenti non solo nel corso dell’estate ma in qualsiasi periodo dell’anno. La regola fondamentale, valida per tutte le patologie cutanee, è tenere sempre d’occhio la pelle specie se ci si espone, o ci si è esposti, con frequenza al sole.

Non trascurare nessuna variazione della cute e osservare con attenzione ogni lesione sospetta. Il modo più efficace per farlo è l’autoesame della pelle da eseguire con l’ausilio di uno specchio e di una buona illuminazione. Volto, cuoio capelluto, collo, torace, mani e avambracci, gambe, le zone più coinvolte da osservare con attenzione. Le macchie che possono rappresentare un campanello di allarme per la cheratosi attinica sono quelle che appaiono rugose al tatto, quelle squamose o con crosta, quelle di colore rosa, rosso o marrone. È fondamentale rivolgersi al dermatologo in caso di lesioni sospette.

Infatti, la diagnosi tempestiva permette di instaurare un’adeguata terapia che oggi può avvalersi di diverse opzioni: la strategia ottimale consiste nel curare non solo la lesione, ma anche la cute fotodanneggiata circostante, il cosiddetto campo di cancerizzazione, per prevenire la comparsa di nuove lesioni sulla stessa area cutanea o la recidiva di quelle già trattate4. Infine, non vanno mai dimenticate le precauzioni indicate per proteggere la pelle dal sole, come l’uso di creme con alto fattore di protezione. Da poche settimane è disponibile anche in Italia un nuovo farmaco in gel, a base di ingenolo mebutato, un prodotto innovativo5, attivo sia sulle singole cheratosi attiniche che sul campo di cancerizzazione6, frutto dell’impegno di LEO Pharma, azienda farmaceutica danese leader in Dermatologia.

L’ingenolo mebutato è un prodotto attivo sulle cheratosi attiniche e sul campo di cancerizzazione in grado di agire efficacemente e rapidamente e richiede solo 2-3 giorni di applicazione. I principali vantaggi di questo gel consistono nella breve durata della terapia, nell’efficacia anche a lungo termine, sia sulle lesioni che sul “campo”; tale efficacia si associa all’altissima aderenza e alla facile gestione delle reazioni locali”, osserva il Professor Giovanni Pellacani.

La cheratosi attinica è, insieme alla psoriasi lieve-moderata, uno dei focus terapeutici dell’innovazione portata in Dermatologia da LEO Pharma, leader mondiale in ricerca e sviluppo per il trattamento delle patologie della pelle, che in questi giorni festeggia i suoi primi 30 mesi di presenza in Italia. Un’avventura iniziata a gennaio 2012, nel mezzo della crisi economica più devastante del dopo-Guerra e in un periodo particolarmente negativo per gli investimenti esteri in Italia.

Una sfida “controcorrente” che nel tempo ha pagato.

Questi primi 30 mesi di attività sono stati sicuramente molto sfidanti e faticosi ma anche ricchi di soddisfazioni e vissuti con grande entusiasmo. Abbiamo cominciato da zero e costruito, passo dopo passo, un’azienda che oggi conta più di 80 persone tra sede e territorio e che ha lanciato due farmaci per la cura di importanti patologie della cute. Riuscire a fare la differenza nel trattamento della psoriasi lieve e moderata e, da pochi mesi, della cheratosi attinica rappresenta il nostro vero successo”, commenta Paolo Cionini, General Manager LEO Pharma Italia.

La strategia di LEO Pharma in Italia fa leva, oltre che sull’innovazione terapeutica, anche sulla promozione della cultura dermatologica, la collaborazione con le società scientifiche e la partnership con le associazioni dei pazienti.

I traguardi che abbiamo raggiunto in questi mesi sono stati resi possibili non solo dal lavoro di team di una squadra, giovane, motivata e coraggiosa, che non si accontenta mai dei risultati raggiunti ma cerca ogni giorno di migliorarsi e di spingersi oltre, ma anche dalla collaborazione e la partnership con le principali associazioni scientifiche dermatologiche, con le istituzioni e con le associazioni pazienti. Il nostro traguardo, per i prossimi 30 mesi, è quello di consolidare la nostra presenza sul mercato perseguendo un modello diverso di fare azienda, raggiungere l’eccellenza in campo dermatologico e continuare a perseguire il nostro obiettivo a lungo termine: migliorare la qualità di vita dei pazienti e continuare a cercare soluzioni sempre più “su misura” per una pelle più sana.”, aggiunge Paolo Cionini.

 

BIBLIOGRAFIA

  1. Rosen R et al, J Am Acad Dermatol 2012; 4 Ulrick M et al, Expert Opin Emerging Drugs 2010;
  2. Berman B, Clin Cosmetic Invest Dermatol 2012; 5 Rosen R et al, J Am Acad Dermatol 2012;
  3. Naldi L, Colombo P, Placchesi EB,et al, Dermatology 2004; 6 Ricciardi W et al, Quaderni Italian Journal of Public Health QIJPH, 2013.
  4. Ulrick M et al, Expert Opin Emerging Drugs 2010;
  5. Rosen R et al, J Am Acad Dermatol 2012;
  6. Ricciardi W et al, Quaderni Italian Journal of Public

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