Trigliceridi e rischio cardio-vascolare


Trigliceridi

Quando si parla di rischio cardiovascolare, di infarto o ictus, si pensa quasi sempre e soltanto ad abbassare il colesterolo alto. In effetti, questo tipo di grasso rappresenta un nemico pubblico per la salute della circolazione, facendo lievitare i pericoli di coaguli, trombosi, ictus, infarto … Ma c’è dell’altro. Un importante fattore che può aiutare a capire quanto effettivamente sia probabile un ictus sono i trigliceridi.

Uno studio danese pubblicato sulla rivista scientifica “Annals of Neurology” ha dimostrato che il rischio di ictus cresce – sia negli uomini che nelle donne – se si hanno i trigliceridi alti. Insomma: misurare questi grassi nel sangue (diversi dal colesterolo) potrebbe diventare un’importante spia diagnostica per la prevenzione tempestiva dell’infarto cerebrale.

I ricercatori del Copenhagen University Hospital hanno esaminato i dati clinici di oltre 7.500 donne e 6.300 uomini, seguiti per un periodo di 33 anni. Per le donne l’aumento del rischio è stimabile tra 1,2 e 3,9 volte in più se i trigliceridi superano rispettivamente gli 89 mg/dl e i 443 mg/dl; mentre negli uomini, con gli stessi valori, il rischio cresce tra 1,2 e 2,3 volte in più.

I ricercatori hanno voluto indagare un’area che solitamente sfugge all’identikit per il rischio cardiovascolare. Attualmente, infatti, le raccomandazioni sanitarie puntano il dito sul colesterolo come fattore chiave per prevenire l’ictus, evitando di prendere in considerazione il valore dei trigliceridi misurati dopo i pasti.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) le malattie cardiovascolari sono la prima causa di morte a livello globale, responsabili di oltre 17 milioni di morti in tutto il mondo (2004), di cui 5,7 milioni dovuti a ictus.

Il rischio di ictus è più maschile che femminile. Questo è uno dei risultati paralleli dello studio condotto su oltre 13mila persone incluse nell’indagine Copenhagen City Heart Study. I ricercatori hanno evidenziato che per le donne un aumento dei livelli di colesterolo non si associa in maniera significativa ad un incremento dei casi di ictus ischemico. La musica cambia per gli uomini in cui i livelli di colesterolo superino i 348 mg per decilitro per i quali il rischio può essere anche 4 volte superiore.

Attenzione, però, ai trigliceridi a digiuno. Secondo gli scienziati danesi sono responsabili di un aumento delle lipoproteine, il colesterolo “cattivo” o Ldl che si trasforma in placche che induriscono le arterie. Il consiglio dei ricercatori è quello di inserire nelle linee guida la misurazione dei livelli di trigliceridi dopo i pasti.

È interessante notare che le attuali linee guida sulla prevenzione dell’ictus contengono raccomandazioni sui livelli di colesterolo desiderabile, ma non sui trigliceridi non a digiuno“, spiega Marianne Benn del Copenhagen University Hospital.

Staibene.it

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