Attacchi di panico


Solo chi ne ha sofferto anche una sola volta può comprendere appieno di che terribile esperienza si tratti. Gli altri, i normali per così dire, non ne hanno la più pallida idea e mai la potranno avere. Un attacco di panico è una esperienza terribile, terrificante, che fa precipitare il soggetto in una condizione tale da annichilirlo completamente. Si tratta, probabilmente, di una delle peggiori esperienze che si possano vivere e la cosa peggiore è che non è possibile fare nulla per prevenirle.

In effetti, si tratta di un evento improvviso, che si scatena soprattutto la prima volta, senza una ragione apparente, e anche se a procurarlo è stato un evento particolare, non vi è nessuna relazione tra la due cose, in particolare non vi è corrispondenza tra la gravità dei due eventi.

Un bel giorno, all’improvviso, in un momento qualunque della giornata è come il classico fulmine a ciel sereno. Palpitazioni galoppanti, cuore che batte all’impazzata, tremori, difficoltà a respirare regolarmente, senso di soffocamento, dolore toracico, formicolio o torpore in qualche distretto corporeo, sudorazione fredda e abbondante, brividi, vertigini, nausea, vampate di calore, sensazione di vuoto alla testa e di sbandamento, senso di svenimento, perdita del contatto con la realtà, perdita della coscienza di se stessi, terrore, la netta sensazione di essere sul punto di morire, tutto questo è attacco di panico, e non vi è nulla al mondo che si possa fare per evitarlo e per gestirlo in modo efficace. In particolare se si tratta del primo evento del genere, che coglie il soggetto completamente impreparato, mettendolo di fronte ad una realtà terrificante, a lui sconosciuta.

Una prima reazione, per lo più inconscia, per cercare di gestire la situazione e iniziare a respirare molto velocemente, ma questo non fa altro che peggiorare la situazione in quanto l’iperventilazione più aggravare significativamente le vertigini e il senso di disorientamento e confusione.
Una volta superato il momento critico, resta una sensazione talmente terribile e terrificante da far nascere nel soggetto una nuova paura, quella che l’evento possa verificarsi nuovamente, accrescendo quindi le possibilità che ciò accada veramente. Infatti, potrebbe bastare anche solo una situazione di pericolo o di stress del tutto normale, per innescare un meccanismo perverso, il classico circolo vizioso, in grado di provocare un nuovo evento, causato proprio dalla paura che esso possa verificarsi. E non solo, visto che anche un qualunque segnale neurovegetativo insolito, anche quelli del tutto fisiologici come un po’ di dispnea inevitabile dopo aver camminato a passo svelto per un certo tempo, potrebbero essere interpretati come un segnale di preavviso di attacco imminente, mettendo quindi il soggetto in uno stato di ansia esasperata che da sola potrebbe poi, effettivamente, determinare un nuovo evento.

Il soggetto, atterrito, mette quindi in atto delle strategie, dette di evitamento, atte appunto ad evitare tutte quelle condizioni o situazioni che potrebbero essere causa di un nuovo attacco. Questi comportamenti, alla fine, comportano una qualità della vita decisamente scadente, così come problemi in ambito lavorativo. Infatti, si tenderanno ad evitare tutti quei luoghi particolarmente affollati, come i mezzi pubblici, locali ed altro ancora, dai quali sarebbe complicato fuggire in caso di un nuovo attacco.

Da questa condizione è possibile guarire, basta rivolgersi al proprio medico che saprà consigliare lo specialista giusto per le esigenze di ciascun paziente. Va detto, comunque, che i miglioramenti di norma sono abbastanza rapidi, ma per una definitiva scomparsa del disturbo, è necessario avere pazienza e seguire scrupolosamente il percorso terapeutico indicato dallo specialista. Il primo passo è quello di imparare a gestire la situazione in caso di un attacco improvviso. Come detto in precedenza, è sbagliato respirare più velocemente, mentre potrebbe essere d’aiuto cercare di controllare il ritmo del respiro in modo da farlo lentamente. In questo caso potrebbe essere utile utilizzare un sacchetto di carta, e non di plastica ovviamente, e respirarvi dentro, in modo da avere un ritmo respiratorio costante.

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1 Response to “Attacchi di panico”



  1. 1 Attacchi di panico Trackback su 22 luglio 2012 alle 10:24
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