Il “mea culpa” dei pediatri: per promuovere le vaccinazioni occorrono più formazione e informazione


SIPPS Napoli 2015

Anche i rilievi più recenti pubblicati dal Ministero della salute parlano chiaro e confermano purtroppo una tendenza annunciata e temuta: si registra una flessione per quasi tutte le vaccinazioni, incluse quelle di legge, con valori che hanno raggiunto il livello più basso degli ultimi 10 anni e coperture a 24 mesi d’età di poco superiori al valore minimo previsto dall’obiettivo del Piano nazionale.

Questo deve far riflettere sul rischio che, in mancanza di contromisure, alcune malattie gravi, come la poliomielite e la difterite, scomparse dal nostro Paese ma tuttora presenti in alcune aree del mondo, potrebbero riaffacciarsi anche in Italia, con implicazioni sanitarie, sociali ed economiche a dir poco devastanti.

Come si spiega questo drammatico e costante calo di attenzione e fiducia nei confronti della prevenzione delle infezioni?

Tra i molteplici fattori – afferma Giuseppe Di Mauro, presidente della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS)è senz’altro prioritaria la corretta informazione dei genitori che in oltre il 72% dei casi, come documentano alcuni recenti dati del Censis, pur riconoscendo l’importanza sociale delle vaccinazioni, nutrono qualche dubbio sulla necessità di dover intervenire su un individuo sano. È allora fuori discussione che spetti al pediatra, loro riferimento più affidabile, promuovere cultura sull’argomento e offrire le necessarie rassicurazioni. Sempre che, naturalmente, non sia lui stesso ad avere delle perplessità sull’efficacia e sulla sicurezza dei vaccini”.

Proprio con l’obiettivo di conoscere le opinioni dei pediatri italiani sui vaccini e sulle malattie infettive prevenibili con le vaccinazioni, la SIPPS ha condotto un’indagine via mail alla quale, dal 1° marzo al 30 aprile, hanno risposto 488 pediatri di tutte le regioni, tra cui 325 pediatri di famiglia e 107 ospedalieri o universitari” – afferma Luciano Pinto, vicepresidente SIPPS Campania e coordinatore del progetto, che ha presentato i risultati al Congresso SIPPS di Napoli tenutosi dal 30 aprile al 3 maggio scorso.

La maggior parte dei pediatri – informa Pintoha una corretta visione dei problemi inerenti ai vaccini, alle vaccinazioni e alle malattie infettive che essi possono prevenire, ma sono emerse alcune aree di incertezza sulle quali è bene focalizzare l’attenzione: per esempio, il 22% dei partecipanti ritiene che un bambino debba essere vaccinato soltanto contro le malattie più gravi, il 13% che sia preferibile ridurre al minimo il numero dei vaccini somministrati, il 17% che ci si debba fidare più di quelli noti che non di quelli nuovi e l’8% crede più nell’immunità acquisita attraverso le malattie che non nei vaccini”.

Va infine osservato che il 2,5% delle risposte ha espresso un dubbio o, peggio, una piena concordanza nel riconoscere un legame tra vaccinazioni e autismo, per quanto sia stato ampiamente e definitivamente sconfessato dalla letteratura scientifica. Sorge quindi spontaneo l’interrogativo su cosa si possa e si debba fare.

Innanzitutto – spiega ancora Pintooccorre promuovere una formazione continua sulle vaccinazioni, sulle reazioni avverse e sulle epidemie di malattie prevenibili con le vaccinazioni, con la partecipazione congiunta dei pediatri, e del personale medico ed infermieristico dei Centri vaccinali”.

Altrettanto importante è poi l’istituzione in ogni regione di anagrafi vaccinali e di sistemi di sorveglianza delle reazioni avverse, che diano in tempo reale informazioni sulla situazione locale, sull’andamento delle coperture vaccinali per singola zona e per singolo vaccino”.

A tutto questo si deve aggiungere una strategia ulteriore.

“Stiamo parlando dell’utilizzo di ogni mezzo di comunicazione, compresi i social network – puntualizza Di Mauroper diffondere una informazione chiara ed onesta sulle vaccinazioni, in opposizione all’agguerrita controinformazione dei movimenti antivaccinali”.

Formazione e informazione sono dunque il fulcro sul quale agire.

Il loro vero catalizzatore – conclude Piercarlo Salari, pediatra responsabile del Gruppo di lavoro sulla genitorialità SIPPS è però la comunicazione. La conoscenza tecnica, infatti, per quanto imprescindibile, non è sufficiente se avulsa dalle competenze che ciascun pediatra deve avere o acquisire per poter veicolare dei messaggi incisivi, convincenti e coerenti. Per questa ragione la SIPPS, dopo aver pubblicato una guida pratica alle vaccinazioni destinata ai pediatri e ai professionisti sanitari, è attualmente impegnata nella realizzazione di un vademecum che faciliterà il dialogo e la consulenza alle famiglie per promuovere sensibilizzazione e cultura sulle malattie infettive prevenibili. La Guida è scaricabile dal sito www.sipps.it, sezione “Attività editoriali”.

GAS Communication

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