Sigarette elettroniche: aumenta l’uso tra gli adolescenti


Linee guida medicina respiratoria

Figli piccoli problemi piccoli, figli grandi problemi grandi. L’adolescenza è un’età ingrata e lo sanno bene quei poveri genitori che si trovano a “combattere” nel quotidiano con ragazzi trasformati, più spavaldi, arroganti ma sotto sotto insicuri.

Oggi i genitori degli adolescenti – sottolinea la Prof.ssa Susanna Esposito hanno un compito ben più arduo rispetto a trent’anni fa: c’è più libertà, i pericoli sono moltiplicati ma il controllo deve essere costante senza essere invadenti”.

A Losanna, nel mese di luglio scorso, si è riunito il Gruppo di Studio ERS per discutere del rapporto fra adolescenti e sigaretta elettronica.

Le linee guida ERS sono solo all’inizio del loro percorso – prosegue Susanna Espositoabbiamo, però, discusso dei possibili effetti nocivi derivanti dall’uso delle sigarette elettroniche anche a seguito dell’esposizione al fumo passivo, delle diversità tra una marca e l’altra e della necessità di ulteriori studi non sponsorizzati dalle industrie produttrici sui loro effetti a distanza”.

Secondo un’indagine DOXA del 2014, il 13,2% dei ragazzi fuma la prima sigaretta prima dei 15 anni e la percentuale sale al 44% in quelli tra i 15 e i 17 anni. Nel 2014, sempre secondo la DOXA, la sigaretta elettronica (E-cig) che appare più amata dagli uomini (66%) rispetto alle donne (34%) è apprezzata anche dai ragazzi tra i 15 e i 24 anni nel 14% dei casi. In generale, però, l’uso della sigaretta elettronica è più che dimezzato rispetto al 2013 e i suoi utilizzatori sono passati dal 4,2% all’1,6%.

Secondo l’OMS, il tabacco resta una causa di morte per oltre la metà dei suoi consumatori e, nel mondo, si stimano circa 6 milioni di decessi annui, di cui 5 milioni per esposizione diretta e oltre 600 mila per fumo passivo. Dati destinati a peggiorare e raggiungere gli 8 milioni di morti l’anno entro il 2030 (dati maggio 2015).

Ma non è soltanto il fumo a spaventare i genitori, sia esso di sigaretta o di quella elettronica, molte altre insidie, infatti, possono rendere difficile la vita dei genitori di figli adolescenti, e in vacanza forse ancor di più.

Ecco, dunque, le indicazioni di WAidid su alcuni dei pericoli più comuni nei quali possono imbattersi i ragazzi e qualche consiglio per affrontare l’estate.

 

ALCOL: mai alcolici prima dei 16 anni

Secondo l’OMS per gli adolescenti fino a 16 anni è raccomandata la totale astensione dall’alcol: dai 16 anni in poi si può iniziare al massimo con un bicchiere di vino al giorno fino ad arrivare a due in età adulta.

Sulla base di evidenze scientifiche, infatti, chi inizia a bere prima dei 16 anni ha un rischio quattro volte maggiore di sviluppare alcoldipendenza in età adulta rispetto a chi inizia non prima dei 21 anni. In Italia, la somministrazione di alcolici ai minori di 16 anni è vietata.

Il consumo di alcol prima dei 16 anni, inoltre, è ritenuto molto pericoloso per gli effetti negativi che può causare dal punto di vista neurologico sul sistema nervoso centrale: comportamenti alterati e quindi sbalzi d’umore, perdita di controllo e aggressività, ma anche sull’apparato gastroenterologico, con danni gravi sul fegato e pancreas (steatosi epatica, cirrosi e pancreatite) e, ancora, ipertensione e cardiopatie.

Purtroppo, è poi molto diffuso tra i ragazzi il binge drinking, bere per ubriacarsi, che consiste nel bere cinque o più bevande alcoliche in un’unica occasione, come gli happy hour, lontano dai pasti e in genere nel fine settimana, con lo scopo di sentirsi più disinvolti e più sicuri di sé.

Attenzione anche agli energy drink che uniti alle bevande alcoliche diventano dei cocktail micidiali perché tendono a mascherare la sonnolenza creando una falsa percezione di benessere e possono avere effetti collaterali di rilievo in presenza di malattie croniche (nei soggetti cardiopatici, per esempio, possono provocare aritmie anche rilevanti).

WAidid consiglia fortemente un dialogo costruttivo con i propri figli fin da piccoli sull’uso e abuso di alcol e sui pericoli per la loro salute.

 

DROGA E SOSTANZE STUPEFACENTI: vanno sempre evitate, anche quelle cosiddette leggere

Il problema comune dell’assunzione di qualunque droga è la dipendenza che negli anni può creare danni irreversibili. In generale, le droghe compromettono il funzionamento del sistema nervoso centrale e le sostanze assunte regolarmente possono provocare alterazioni anatomiche della massa cerebrale. E non solo. Possono causare patologie polmonari croniche e, a livello neurologico e psicofisico, possono determinare sbalzi di umore, alterazioni nei legami familiari e affettivi, un peggioramento scolastico e una riduzione della concentrazione.

Anche riguardo l’utilizzo abituale di cannabis, studi scientifici recenti hanno evidenziato come aumenti del 24% il rischio che insorgano patologie psichiatriche gravi come la schizofrenia e il disturbo bipolare.

 

SMARTPHONE E VIDEOGIOCHI: sì ma non più di 2 ore al giorno

In estate, il tempo delle vacanze dovrebbe essere dedicato a stare all’aria aperta e, escludendo le ore centrali della giornata, spesso calde e afose, bisognerebbe approfittare per fare sport e giochi nei parchi o in spiaggia. Molti adolescenti, invece, trascorrono gran parte del tempo sui video giochi o abusano nell’utilizzo dello smartphone, che sempre più spesso ormai ricevono in regalo già a partire dai 10-11 anni.

Le raccomandazioni generali sono quella di non farli stare più di 2 ore al giorno sui videogiochi e di fare attenzione anche a come utilizzano internet: a volte anche per gli adolescenti può essere utile l’attivazione del Parental Control, il cosiddetto “Filtro Famiglia”, un software in grado di selezionare pagine su Internet, in base ad alcuni criteri, per evitare l’esposizione dei bambini/ragazzi a contenuti considerati pericolosi e violenti.

 

MALATTIE SESSUALMENTE TRASMESSE (MTS): la prevenzione è fondamentale

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità nel mondo, ogni anno 1 adolescente su 20 contrae una MTS. Tra le Malattie Sessualmente Trasmissibili la più temibile è certamente l’HIV che si trasmette attraverso il sangue, lo sperma e le secrezioni vaginali. Secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità (2013), in Italia le persone in cura (sia affette da AIDS che asintomatiche) presso i centri clinici sono circa 95.000. Le persone che hanno scoperto di essere HIV positive nel 2013 sono maschi nel 72,2% dei casi, hanno un’età media di 39 anni per i maschi e di 36 anni per le femmine. Nel 2013, la maggioranza delle nuove diagnosi di HIV è attribuibile proprio a rapporti sessuali non protetti tra eterosessuali che costituiscono l’83,9% di tutte le segnalazioni.

Altre MTS molto comuni sono la Candida e il Trichomonas responsabili di infezioni dell’ultimo tratto delle vie genitali (vulviti, vaginiti nella donna; balaniti, uretriti nell’uomo) e che il più delle volte guariscono con una terapia mirata (creme, ovuli o farmaci specifici). Invece, altre infezioni come la Chlamydia e la Gonorrea, se non diagnosticate tempestivamente e non curate in modo adeguato, possono interessare anche gli organi genitali interni: utero, ovaie, tube nelle donne; testicoli e prostata nell’uomo. Nella donna la malattia infiammatoria pelvica (PID) rappresenta l’evenienza più grave e ne possono conseguire infertilità, aumentato rischio di gravidanze tubariche e dolore pelvico cronico. Altri virus come l’herpes genitale o il Papillomavirus hanno la tendenza a rimanere all’interno dell’organismo e vengono ritenuti responsabili dell’insorgenza di forme pre-tumorali del collo dell’utero.

Fondamentale, quindi, è la prevenzione, che si attua attraverso il rispetto di alcune norme igieniche e comportamentali:

  • è importante informare il proprio partner di una eventuale malattia, ma è altrettanto importante, per la propria salvaguardia, non avere timore di chiedergli se, a sua volta, soffra o abbia sofferto in passato di malattie a trasmissione sessuale
  • proteggersi utilizzando il preservativo che rappresenta l’unico mezzo disponibile per prevenire il passaggio del virus HIV e della maggior parte delle malattie a trasmissione sessuale, al di là del suo impiego come contraccettivo.

 

GAS Communication

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