Ibuprofene: rischio infarto e ictus


diclofenac sottocute

L’ibuprofene è tra i farmaci da banco più diffusi e utilizzati nel mondo.  Eppure gli specialisti raccomandano la massima attenzione: recenti studi hanno infatti dimostrato che questo antidolorifico e antinfiammatorio aumenta anche nel breve periodo, ovvero in poche settimane, il rischio di malattie cardiovascolari come infarto e ictus.

Basandosi su uno studio di revisione dei dati sull’ibuprofene, il Comitato di Valutazione dei Rischi per la Farmacovigilanza (PRAC) dell’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA) è stato il primo a mettere in evidenza i gravi effetti collaterali di questo farmaco per dosi giornaliere superiori ai 2400mg.

A conferma di questa tesi si è espressa di recente anche la Food and Drug Administration (Fda), agenzia del governo americano che sovraintende il mercato farmaceutico degli Stati Uniti. Se prima gli esperti sostenevano che questi farmaci non-steroidei “potevano” causare un incremento del rischio di malattie cardiovascolari, oggi ne confermano la potenziale pericolosità, soprattutto nel caso di pazienti che già in passato sono stati colpiti da infarto o ictus.

Questo monito non riguarda però tutte le formulazioni ma solo quelle assunte per via orale o iniettive. Non rientrano invece i medicinali a base di paracetamolo, l’Aspirina o le formulazioni topiche come gel o spray da applicare sulla cute della zona interessata.

Da questo avvertimento ne deriva che  il medico deve valutare attentamente la somministrazione di ibuprofene ad alte dosi in pazienti che presentano già fattori di rischio cardiovascolare come fumo, ipertensione arteriosa, diabete e colesterolo elevato. Inoltre l’ibuprofene ad alte dosi non può essere somministrato a pazienti che hanno già gravi patologie cardiache o circolatorie o in pazienti che hanno avuto un infarto o un ictus.

Come combattere quindi il dolore acuto in totale sicurezza riducendo il rischio di compromettere la nostra salute cardiovascolare?

Una soluzione efficace è rappresentata dalla nuova formulazione sottocutanea di diclofenac (nome commerciale Akis) che grazie ai bassi dosaggi da 25 e 50mg risponde alla necessità di ottenere il miglior risultato con la minore tossicità. La siringa preriempita che consente al paziente di autoiniettarsi il farmaco garantisce inoltre la massima praticità. Come afferma il Prof. Paolo Cherubino, Direttore della Clinica Ortopedia dell’Università di Varese e Presidente della Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia “la nuova formulazione è un passo avanti perché essendo una formulazione intradermica può essere effettuata dal paziente stesso. […] Il dosaggio modulato permette di avere il miglior risultato con il minimo dosaggio possibile”.

IUPLUS

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