European Cancer Congress 2015: presentati i dati di pembrolizumab su nove tipi di tumori difficili da trattare


European Cancer Congress 2015

Merck, conosciuta come MSD al di fuori degli Stati Uniti e del Canada, ha annunciato in occasione dello European Cancer Congress (ECC) di quest’anno, tenutosi a Vienna dal 25 al 29 settembre scorso, la presentazione di nuovi dati sull’attività antitumorale di KEYTRUDA® (pembrolizumab) in un’ampia gamma di tumori avanzati.

In tutto, sono stati presentati all’ECC di quest’anno 15 abstract su pembrolizumab in nove tipologie di tumori difficili da trattare – incluse quattro presentazioni orali nella sessione late-breaking.

Presentati i primi dati sull’espressione di PD-L2 in vari tumori per valutare il potenziale valore di questo biomarcatore nella capacità di risposta dei pazienti alle terapie anti-PD-1. Con queste e altre presentazioni, i dati sul potenziale ruolo di pembrolizumab sono stati presentati in oltre 17 tipi diversi di tumore.

Gli studi accettati nel programma ECC di quest’anno hanno incluso anche la ricerca su pembrolizumab in monoterapia nel tumore dell’ano, nel tumore delle vie biliari, nel carcinoma del colon-retto, nel carcinoma a cellule di Merkel (un tipo di tumore della pelle), nel carcinoma nasofaringeo (un tipo di tumore della testa e del collo) e nel tumore al polmone non a piccole cellule (NSCLC), nonché uno studio di valutazione di pembrolizumab in associazione con un altro trattamento immunoterapico nel melanoma.

Mentre continuiamo ad arricchire la raccolta di dati clinici ampliando la nostra conoscenza del potenziale di pembrolizumab, portiamo avanti l’obiettivo di identificare i fattori in grado di aiutarci a stabilire quali pazienti rispondono meglio a un particolare farmaco o approccio. I dati iniziali che stiamo osservando per quanto riguarda l’espressione di PD-L2 indicano la potenziale importanza del doppio blocco di PD-L1 e PD-L2 nella terapia anti-PD-1 per il trattamento dei tumori” – ha dichiarato Roger Dansey, Senior Vice President e Therapeutic Area Head, Oncology Late-Stage Development di Merck Research Laboratories.

Pembrolizumab, la terapia anti-PD-1 di Merck, è un anticorpo monoclonale umanizzato che blocca l’interazione tra PD-1 e i suoi ligandi, PD-L1 e PD-L2. Legandosi al recettore di PD-1 e bloccando l’interazione con i ligandi di quest’ultimo, pembrolizumab rilascia l’inibizione, mediata dal pathway di PD-1, della risposta immunitaria, compresa la risposta immunitaria antitumorale. Il programma di sviluppo clinico di pembrolizumab si è ampliato rapidamente fino a includere oltre 30 tipi di tumori in più di 130 trial clinici, in oltre 70 dei quali pembrolizumab è associato ad altri trattamenti antitumorali. Al momento, negli studi registrativi di pembrolizumab in monoterapia si stanno arruolando pazienti affetti da melanoma, NSCLC, tumore della testa e del collo, tumore della vescica, tumore gastrico, tumore colorettale e Linfoma di Hodgkin, ma sono in corso di preparazione ulteriori trial per altri tipo di tumore.

Merck sta ampliando rapidamente i suoi studi clinici su pembrolizumab includendo una vasta gamma di tumori con lo scopo di riuscire a offrire ai pazienti oncologici nuove e promettenti opzioni e di aiutare i medici a individuare gli approcci più adatti ai singoli pazienti. Siamo impazienti di presentare questi nuovi dati allo European Cancer Congress, continuando ad avere come obiettivo la possibilità di offrire l’innovazione scientifica rappresentata dall’immunoncologia al più vasto numero di pazienti possibile” – ha affermato il Roy Baynes, Senior Vice President e Head of Global Clinical Development di Merck Research Laboratories.

I dati di immuno-oncologia di Merck all’European Cancer Congress 2015

A seguire un elenco delle presentazioni latebreaker, orali e poster su pembrolizumab:

Presentazioni orali late-breaker

• (Abstract #18LBA) PD-L2 expression in human tumors: relevance to anti-PD-1 therapy in cancer. J. Yearley. Sunday, Sept. 27, 10:05 AM CEST. Location: Hall A1.

• (Abstract #24LBA) Safety data from the phase 1b part of the MASTERKEY-265 study combining talimogene laherparepvec (T-VEC) and pembrolizumab for unresectable stage IIIB-IV melanoma. G. Long. Sunday, Sept. 27, 12:00 PM CEST. Location: Hall A2.

• (Abstract #33LBA) Efficacy and safety of pembrolizumab (pembro; MK-3475) for patients (pts) with previously treated advanced non-small cell lung cancer (NSCLC) Enrolled in KEYNOTE-001. J.C. Soria. Monday, Sept. 28, 10:50 AM CEST. Location: Strauss.

• (Abstract #22LBA) Activity of PD-1 blockade with pembrolizumab as first systemic therapy in patients with advanced Merkel cell carcinoma. P. Nghiem. Sunday, Sept. 27, 11:30 AM CEST. Location: Hall A2.

Presentazioni orali

• (Abstract #2801) Antitumor activity and safety of pembrolizumab in patients with PD-L1–positive nasopharyngeal carcinoma: Interim results from a phase 1b study. C. Hsu. Saturday, Sept. 26, 10:45 CEST. Location: Hall C1.

• (Abstract #500) Pembrolizumab (MK-3475) for PD-L1–positive squamous cell carcinoma (SCC) of the anal canal: Preliminary safety and efficacy results from KEYNOTE-028. P. Ott. Sunday, Sept. 27, 5:05 PM CEST. Location: Hall D1.

• (Abstract #502) Pembrolizumab (MK-3475) for patients (pts) with advanced colorectal carcinoma (CRC): Preliminary results from KEYNOTE-028. B. O’Neil. Sunday, Sept. 27, 5:35 PM CEST. Location: Hall D1.

Sessione poster

• (Abstract #507) Evaluation of patients with progressive metastatic head and neck cancer treated with PD-1 inhibition with pembrolizumab and radiation therapy: Assessment of local and systemic effects. T.Y. Seiwert. Saturday, Sept. 26, 4:45 PM-6:45 PM CEST. Location: Hall C.

• (Abstract #523) Initial clinical experience with pembrolizumab in metastatic heavily pre-treated patients with solid cancers in a single institution. R. Leibowitz-Amit. Saturday, Sept. 26, 4:45 PM-6:45 PM CEST. Location: Hall C.

• (Abstract #525) Safety and efficacy of pembrolizumab (MK-3475) in patients (pts) with advanced biliary tract cancer: Interim results of KEYNOTE-028. Y.J. Bang. Saturday, Sept. 26, 4:45 PM-6:45 PM CEST (5:15 PM-6:15 PM CEST spotlight session). Location: Hall C.

• (Abstract #2860) Correlation between plasma Epstein-Barr virus DNA and clinical response to pembrolizumab in patients with advanced or metastatic nasopharyngeal carcinoma. H.F. Kao. Sunday, Sept. 27, 9:15 AM-11:15 AM CEST. Location: Hall C.

• (Abstract #2866) Antitumor activity of the anti-PD-1 antibody pembrolizumab in subgroups of patients with recurrent/metastatic head and neck squamous cell carcinoma (R/M HNSCC): Exploratory analyses from KEYNOTE-012. L. Chow. Sunday, Sept. 27, 9:15 AM-11:15 AM CEST. Location: Hall C.

• (Abstract #3325) Safety and efficacy of pembrolizumab (MK-3475) for Japanese patients (pts) with advanced melanoma: Preliminary results from KEYNOTE-041 Phase 1b study. K. Yokota. Sunday, Sept. 27, 4:45 PM-6:45 PM CEST. Location: Hall C.

• (Abstract #3344) Relationship between pembrolizumab exposure and efficacy/safety in 1016 patients (pts) with advanced or metastatic melanoma. S.P. Kang. Sunday, Sept. 27, 4:45 PM-6:45 PM CEST. Location: Hall C.

• (Abstract #2622) A Phase I/II study to assess the safety and efficacy of pazopanib (paz) and pembrolizumab (pembro) in patients (pts) with advanced renal cell carcinoma (aRCC). D.F. McDermott. Monday, Sept. 28, 4:45 PM-6:45 PM CEST. Location: Hall C.

Per ulteriori informazioni, incluso l’elenco completo dei titoli degli abstract, è disponibile il sito web del Congresso European Cancer.

separa

Pembrolizumab è un anticorpo monoclonale umanizzato che blocca l’interazione tra il PD-1 e i suoi ligandi, PD-L1 e PD-L2. Legandosi al recettore PD-1 e bloccando l’interazione tra ligandi e recettore, pembrolizumab ripristina la naturale capacità del sistema immunitario di riconoscere e colpire le cellule tumorali.

Con la decisione della Commissione Europea, pembrolizumab è ora approvato in più di 35 Paesi per il trattamento del melanoma avanzato.

MSD sta sviluppando un importante programma clinico per pembrolizumab attraverso più di 100 studi clinici – sia in monoterapia che in combinazione con altre terapie – su oltre 30 tipi di tumore e coinvolgendo più di 16.000 pazienti.

Selezione delle Informazioni importanti sulla sicurezza di pembrolizumab

Episodi di polmonite si sono verificati in 12 (2,9%) pazienti su 411, inclusi casi di Grado 2 o 3 in, rispettivamente, 8 (1,9%) e 1 (0,2%) pazienti in cura con pembrolizumab. Monitorare i pazienti per cogliere eventuali segnali e sintomi di polmonite. Valutare i casi di sospetta polmonite con radiografia. Somministrare corticosteroidi per polmonite di Grado 2 o superiore. Sospendere pembrolizumab per i casi di Grado 2; sospendere in via permanente pembrolizumab per i casi di Grado 3 o 4.

Episodi di colite (inclusa la colite microscopica) si sono verificati in 4 pazienti (1%) su 411, inclusi casi di Grado 2 o 3 in, rispettivamente, 1 (0,2%) e 2 (0,5%) pazienti in cura con pembrolizumab. Monitorare i pazienti per cogliere eventuali segnali e sintomi di colite. Somministrare corticosteroidi per colite di Grado 2 o superiore. Sospendere pembrolizumab per i casi di Grado 2 o 3; sospendere in via permanente pembrolizumab per i casi di Grado 4.

Episodi di epatite (inclusa l’epatite autoimmune) si sono verificati in 2 pazienti (0.5%) su 411, incluso un caso di Grado 4 in 1 (0,2%) paziente in cura con pembrolizumab. Monitorare i pazienti per cogliere eventuali alterazioni della funzionalità epatica. Somministrare corticosteroidi per i casi di epatite di Grado 2 o superiore e, a seconda della gravità dell’aumento degli enzimi epatici, sospendere o sospendere in via definitiva pembrolizumab.

Episodi di ipofisite si sono verificati in 2 pazienti (0,5%) su 411, incluso un caso di Grado 2 in 1 e un caso di Grado 4 in 1 (0,2% ognuno) paziente in cura con pembrolizumab. Monitorare i pazienti per cogliere eventuali segni e sintomi di ipofisite (incluso l’ipopituitarismo e l’insufficienza surrenale). Somministrare corticosteroidi per l’ipofisite di Grado 2 o superiore. Non somministrare pembrolizumab per la Grado 2; sospendere o interrompere per la Grado 3; e sospendere in via permanente pembrolizumab per l’ipofisite di Grado 4.

Episodi di ipertiroidismo si sono verificati in 5 pazienti (1,2%) su 411, inclusi casi di Grado 2 o 3, rispettivamente in 2 (0,5%) e 1 (0,2%) paziente in cura con pembrolizumab. L’ipotiroidismo si è verificato in 34 pazienti (8,3%) su 411, incluso un caso di Grado 3 in 1 (0,2%) paziente in cura con pembrolizumab. Disfunzioni tiroidee possono verificarsi in qualsiasi momento durante il trattamento. Monitorare i pazienti per cogliere eventuali modificazioni della funzionalità tiroidea (all’inizio del trattamento, periodicamente durante il trattamento e secondo quanto indicato in base alla valutazione clinica) e per cogliere eventuali segnali e sintomi di disfunzione tiroidea. Somministrare corticosteroidi per l’ipotiroidismo di Grado 3 o superiore. Sospendere pembrolizumab per l’ipotiroidismo di Grado 4. L’ipotiroidismo isolato può essere gestito sostituendo la terapia senza interrompere il trattamento e senza somministrare corticosteroidi.

Episodi di diabete mellito di Tipo 1, inclusa la chetoacidosi diabetica, si sono verificati in pazienti in cura con pembrolizumab. Monitorare i pazienti per cogliere eventuali episodi di iperglicemia e altri segni e sintomi del diabete. Somministrare insulina per il diabete di Tipo 1 e sospendere somministrare pembrolizumab nei casi di iperglicemia grave fino a quando non viene ripristinato il controllo metabolico.

Episodi di nefrite si sono verificati in 3 pazienti (0,7%), costituiti da un caso di nefrite autoimmune di Grado 2 (0,2%) e due casi di nefrite interstiziale con insufficienza renale (0,5%), un caso di Grado 3 e uno di Grado 4. Monitorare i pazienti per cogliere eventuali alterazioni della funzionalità renale. Somministrare corticosteroidi per i casi di nefrite di Grado 2 o superiore. Sospendere pembrolizumab per la Grado 2; sospendere in via permanente pembrolizumab per la nefrite di Grado 3 o 4.

È possibile che si verifichino altre reazioni avverse immuno-mediate clinicamente importanti. Le reazioni avverse immuno-mediate clinicamente significative che si sono verificate in pazienti trattati con pembrolizumab sono: dermatite esfoliativa, uveite, artrite, miosite, pancreatite, anemia emolitica anemia, crisi epilettiche parziali in un paziente con focolaio di infiammazione nel parenchima cerebrale, dermatite acuta, inclusi pemfigoide bolloso, sindrome miastenica, neurite ottica e rabdomiolisi.

Per sospette reazioni avverse immuno-mediate, procedere a una valutazione adeguata per confermare l’eziologia o escludere altre cause. A seconda della gravità della reazione avversa, sospendere pembrolizumab e somministrare corticosteroidi. Al miglioramento della reazione avversa fino alla Grado 1 o inferiore, iniziare a scalare i corticosteroidi e continuare la terapia a scalare per almeno un mese. Riprendere pembrolizumab se la reazione avversa rimane di Grado 1 o inferiore. Sospendere in via permanente pembrolizumab per tutte le reazioni avverse immuno-mediate acute o di Grado 3 ricorrenti e per tutte le reazioni avverse immuno-mediate che possono mettere in pericolo la vita del paziente. [W&P, 5.6, p.6]

Casi di reazioni correlate all’infusione, incluse reazioni acute e potenzialmente fatali, si sono verificate in pazienti in cura con pembrolizumab. Monitorare i pazienti per cogliere eventuali segni e sintomi di reazioni correlate all’infusione, inclusi brividi, anche intensi, affanno, prurito, arrossamento, rash, ipotensione, ipossiemia e febbre. In caso di reazioni gravi o potenzialmente fatali, interrompere l’infusione e sospendere in via permanente pembrolizumab.

Per via del suo meccanismo di azione, pembrolizumab può causare danni al feto se somministrato alle gestanti. Se usato in gravidanza o se la paziente resta incinta durante il trattamento, informare la paziente del potenziale rischio per il feto. Consigliare alle donne in età fertile l’uso di un metodo contraccettivo altamente efficace per tutta la durata del trattamento e per i 4 mesi successivi all’ultima dose di pembrolizumab.

Il trattamento con pembrolizumab è stato interrotto per reazioni avverse dal 9% dei 411 pazienti. Le reazioni avverse, riferite in almeno due pazienti, che hanno portato all’interruzione di pembrolizumab sono state: polmonite, disfunzione renale e dolore. Reazioni avverse gravi si sono verificate nel 36% dei pazienti. Le reazioni avverse gravi più frequenti, riferite nel 2% o più dei pazienti, sono state: disfunzione renale, dispnea, polmonite e cellulite.

Le reazioni avverse più comuni (riferite in almeno il 20% dei pazienti) sono state: spossatezza (47%), tosse (30%), nausea (30%), prurito (30%), rash (29%), diminuzione dell’appetito (26%), costipazione (21%), artralgia (20%) e diarrea (20%).

Il dosaggio raccomandato di pembrolizumab è 2 mg/kg somministrati per infusione endovenosa per 30 minuti ogni tre settimane fino alla progressione della malattia o al raggiungimento di tossicità inaccettabile. Non sono stati condotti studi formali sull’interazione farmacocinetica con pembrolizumab. Non è noto se pembrolizumab viene escreto con il latte umano. Dal momento che molti farmaci vengono escreti con il latte umano, avvisare le donne di sospendere l’allattamento durante il trattamento con pembrolizumab. La sicurezza e l’efficacia di pembrolizumab nei pazienti pediatrici non sono state stabilite.


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