Intolleranza al lattosio: cosa ne sappiamo?


latte

Sempre più spesso sentiamo parlare di intolleranza al lattosio: soltanto in Italia, ne è affetta circa metà della popolazione, anche se non tutti i pazienti manifestano sintomi.

Ma sappiamo davvero che cos’è? Ne conosciamo tutti i sintomi? Possiamo riconoscerla?

Il lattosio

  • è di gran lunga il principale zucchero contenuto nel latte dei mammiferi, incluso il latte materno;
  • è un disaccaride. Per essere assorbito, deve essere scisso nelle due molecole, una di glucosio ed una di galattosio, di cui è formato.

L’intolleranza al lattosio si verifica in caso di deficienza dell’enzima lattasi.

La lattasi è prodotta dal nostro organismo ed è di solito presente nelle pareti dell’intestino: questo enzima è in grado di scindere il lattosio in glucosio e galattosio.
I neonati producono lattasi e sono in grado di digerire sia il latte materno che altri tipi di latte. Potenzialmente ad iniziare dallo svezzamento, ma nella maggior parte dei soggetti dopo il decimo o undicesimo anno di età, la produzione di lattasi si riduce: questo è il risultato di una programmazione genetica che con l’età porta il gene della lattasi a funzionare meno fino in molti casi a spegnersi del tutto.

L’intolleranza al lattosio si verifica quando la secrezione dell’enzima lattasi si riduce o scompare,  producendo una mal-digestione del lattosio che, se non digerito ed assorbito, viene metabolizzato/fermentato dalla flora batterica intestinale, soprattutto a livello del colon, producendo gas che è alla base dei sintomi che il soggetto intollerante può avere quando ingerisce il lattosio.

Distribuzione degli intolleranti al lattosio nel mondo

I sintomi

I principali sintomi di una sospetta intolleranza sono:

  • gonfiore (“pancia gonfia”)
  • tensione addominale
  • flatulenza
  • meteorismo
  • riduzione della consistenza delle feci fino alla diarrea
  • alitosi

È abbastanza evidente come questi sintomi intestinali siano molto generici ed aspecifici. Tuttavia, se i sintomi si presentano da 30 minuti fino ad alcune ore dopo l’assunzione di lattosio, ci troviamo di fronte ad una sospetta intolleranza. Il primo consiglio, in presenza di questi tipi di malessere, è quello di rivolgersi al proprio medico di medicina generale. L’autodiagnosi è infatti altamente sconsigliata: gli stessi sintomi, con alcune varianti, possono nascondere altre patologie che solo un medico sarà in grado escludere o confermare, richiedendo, se necessarie, specifiche analisi.

L’errore che spesso si commette in questi casi, è quello di privarsi in modo drastico di latte, latticini ed altri prodotti contenenti lattosio ancor prima di chiarire il problema. Il fai-da-te degli adulti può addirittura provocare maggiori danni nei figli perché privati di una fonte importante di calcio e vitamina D rappresentata dal latte, senza un motivo fondato o una adeguata integrazione. Tale comportamento può compromettere la futura salute producendo nel tempo una ridotta densità ossea e un aumento del rischio di frattura lungo tutta la vita, specialmente nelle donne post-menopausa.

I rimedi

Il livello di intolleranza al lattosio, varia da soggetto a soggetto. Proprio per questo motivo, sarà fondamentale innanzitutto consultare un medico che potrà fornirci le giuste indicazioni come:

Eliminare definitivamente dalla propria dieta gli alimenti che contengono lattosio è spesso difficile e frustrante. Chi soffre di intolleranza al lattosio si trova costretto a rinunciare ad una pizza con gli amici, a non mangiare dolci tipici della tradizione italiana come il tiramisù o anche a privarsi di un semplice cappuccino a colazione. La rinuncia al gusto del latte e dei latticini, insomma, può risultare dolorosa e anche penalizzante a livello sociale.

E allora, cosa fare per rimediare, seppure occasionalmente, a tale deficit?

Non tutti sanno che l’enzima mancante, la lattasi, è acquistabile in farmacia e può essere assunto assieme all’alimento contenente lattosio, per sopperire dall’esterno alla carenza. Uno dei prodotti più noti e venduti è senza dubbio Lacdigest, compresse masticabili a base di tilattasi (Lattasi, b-D-galattosidasi da Aspergillus oryzae, 2250 unità). La posologia è variabile a seconda della gravità dei casi e della quantità di lattosio ingerito. Per una corretta efficacia, sarà fondamentale non solo leggere le avvertenze, ma anche farsi consigliare dal proprio medico. È dunque possibile convivere con l’intolleranza al lattosio senza rinunce assolute e definitive e, soprattutto, senza stare male.


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