Le cefalee … primarie


Cefalee primarie

La cefalea è la patologia dolorosa più diffusa nei paesi “sviluppati” infatti, si calcola che circa il 90% della popolazione soffre di un episodio cefalalgico durante l’arco di un anno.

Pur essendo una patologia per la quasi totalità dei casi benigna, essa è responsabile di disagi che compromettono la vita quotidiana modificando spesso i rapporti sociali, familiari e lavorativi in funzione degli attacchi dolorosi, con un altissimo costo in termini di giornate di lavoro perse e di denaro per le spese farmaceutiche.

L’IHS (International Headache Society) considera due principali gruppi di cefalee:

  • Cefalee Primarie (o essenziali): esse rappresentano la quasi totalità delle sintomatologie dolorose e sono causate da alterazioni neuronali e neuro vascolari che non hanno nessun rapporto con patologie di tipo organico.
  • Cefalee Secondarie (o organiche), in cui il dolore è un sintomo di una patologia misconosciuta a volte anche molto grave. La comparsa di segnali di allarme (red flags= bandiere rosse) come segni neurologici focali inspiegabili, convulsioni, persistenza di nausea, vomito a getto, una cefalea insorta da poco tempo ingravescente, sono segni di una probabile patologia organica latente ed indirizzare il soggetto verso centri specializzati per porre una corretta diagnosi.

Tra le cefalee primarie o essenziali le più frequenti sono l’emicrania, la cefalea di tipo tensivo e la cefalea a grappolo.

1. L’Emicrania, è al quarto posto tra le patologie dolorose che colpiscono la popolazione nell’età compresa tra i venticinque e cinquanta anni con un rapporto maschi/femmine di 1 a 3. Le due forme più frequenti di emicrania sono l’emicrania senza aura e l’emicrania con aura.

a) L’emicrania senza aura è la più frequente, dura da quattro a settantadue ore, è unilaterale, ha una intensità da moderata a grave, è di tipo pulsante, peggiora piccoli sforzi fisici e spesso accompagnata da nausea e/o vomito, aggravata dalla luce e dai rumori.

b) L’emicrania con aura è preceduta da segni ricorrenti neurologici (aura) che si sviluppano nel giro di 5-20 minuti ed hanno una durata fino a un’ora, questi segni (linee a zig-zag che si espandono gradualmente verso destra o sinistra del campo visivo, scotomi centrali, meno frequenti formicolii a una parte del viso o del corpo, raramente disturbi della parola) sono seguiti da un attacco di emicrania come quella senza aura, anche se a volte essa può non comparire.

Le fasi dell’attacco emicranico comprendono cinque fasi:

Fase 1 – dei segni premonitori in cui si avverte malessere, irritabilità, ipersensibilità a suoni e luce che precedono di 24/48 ore l’attacco.

Fase 2 – dell’’aura, (solitamente visiva) che dura da 5 a 60 minuti.

Fase 3 – del dolore che dura da 4 a 72 ore

Fase 4 – della risoluzione in cui il dolore diminuisce.

Fase 5 – della remissione in cui permangono sensazioni di stanchezza e spossatezza che perdurano per ore o giorni. Esistono altre forme di emicrania più rare e che meritano essere attenzionate da centri specialistici per essere inquadrate in modo corretto.

2. La cefalea di tipo tensivo è forse la forma di cefalea più frequente e colpisce maggiormente il sesso femminile. Il dolore è costrittivo, bilaterale, si diffonde dalla fronte alle tempie fino all’occipite e al collo spesso è accompagnata dalla contrattura dei muscoli cervicali parascapolari e del trapezio. Spesso è il risultato di un abuso di sostanze assunte per il controllo della cefalea, poiché i soggetti cefalalgici tendono a sviluppare tolleranza verso i farmaci assunti e sono portati ad aumentare le dosi e alla loro sospensione vanno incontro a una specie di s. di astinenza con peggioramento della cefalea stessa.

3. La cefalea a grappolo è una forma, per fortuna, più rara di cefalea caratterizzata da crisi (grappoli) di dolore che si succedono in modo sub continuo 8-10 nell’arco delle 24h, spesso notturni, unilaterali, temporali, orbitali e periorbitali, con lacrimazione, rinorrea. Gli attacchi tendono a lasciare il paziente libero per un periodo variabile per poi ripresentarsi. Non parleremo volutamente di terapie perché queste devono essere prescritte da sanitari esperti, e non essere frutto di auto prescrizioni sicuramente dannose per la salute.

Autore: dott. Catarcia Marcello, Terapista del Dolore, ASP PALERMO


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