Italia paese pigro


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“In futuro sarà decisivo studiare i vantaggi dell’attività sportiva sul benessere individuale e collettivo” .

Pochi mesi fa il presidente di Istat, Giorgio Alleva, lanciava questo invito nel corso di un’iniziativa di promozione sportiva promossa dal Coni.

L’invito è stato prontamente raccolto da Health City Institute, naturale evoluzione di Health City Think Tank, gruppo di esperti che ha recentemente messo a punto il manifesto “La Salute nelle città: bene comune”, per offrire a istituzioni e amministrazioni locali spunti di riflessione per guidarle nello studio dei determinanti della salute nei contesti urbani.

Health City Institute ha organizzato, nell’ambito dell’Assemblea nazionale dell’Anci (Associazione nazionale comuni italiani) svoltasi a Bari, il 13 ottobre scorso, la Tavola rotonda “Salute e sport per il benessere nelle città”, in collaborazione con Anci, Coni, Italian Barometer Diabetes Observatory (Ibdo) Foundation, Istituto per la Competitività I-Com, Sport City 3.0 e il consorzio delle Città metropolitane C14+.

L’indagine periodica IstatAspetti della vita quotidiana” sui comportamenti degli italiani, mette in luce come il nostro sia un Paese essenzialmente pigro. Solo un concittadino su 3 (33,3%) dichiara di praticare uno o più sport nel tempo libero e la pigrizia cresce da nord a sud: i sedentari sono circa il 30% al nord, circa il 40% al centro, ben oltre il 50% al sud. I più alti tassi di sedentarietà, intorno al 55%, si riscontrano nelle regioni che mostrano in contemporanea i maggiori tassi di obesità: Puglia, Campania, Calabria. Rileva ancora l’Istat che, la sedentarietà è più elevata nei piccoli centri e nelle periferie delle aree metropolitane (oltre il 40%) e meno nelle città metropolitane (poco oltre i 35%).

Che esista un rapporto diretto tra attività fisica e salute, è un dato di fatto. D’altronde, l’Istat con le sue rilevazioni dimostra chiaramente come esista un parallelismo spinto tra sedentarietà e sovrappeso e obesità nel nostro Paese. Ampliare e migliorare l’accesso alle pratiche sportive e motorie per tutti i cittadini, favorendo lo sviluppo psicofisico dei giovani e l’invecchiamento attivo è uno degli aspetti cardine del Manifesto di Health City Institute” – ha spiegato Andrea Lenzi, coordinatore di Health City Institute e Presidente della Commissione sulla Biosicurezza della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

L’urbanizzazione e la configurazione attuale delle città e dei suoi collegamenti con le aree rurali offrono per la salute pubblica e individuale tanti rischi, ma anche opportunità da sfruttare con un’amministrazione cosciente e oculata. Ciò può avvenire proprio attraverso un’analisi preventiva dei determinanti sociali, economici e ambientali e dei fattori di rischio che hanno un impatto sulla salute”, – ha osservato Roberto Pella, Vicepresidente Anci e Presidente Confederazione Città e Municipalità UE.

Gli obiettivi di sviluppo sostenibile legati alla salute sono una priorità dell’Organizzazione mondiale della sanità, che li ha inseriti nell’Agenda 2014-2019. La città conscia dell’importanza della salute come bene collettivo, che diviene di conseguenza promotrice di salute mettendo in atto politiche sociali, culturali ed economiche per tutelarla e migliorarla, può garantire ai cittadini un alto livello di benessere”, – ha sottolineato l’On. Daniela Sbrollini, Vice Presidente XII Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati.

La città può offrire grandi opportunità di integrazione tra servizi sanitari, servizi sociali, servizi culturali e ricreativi. Il futuro della sostenibilità dei sistemi sanitari nel mondo non può, però, prescindere dallo studio dei determinati della salute nelle grandi città” – ha detto il Senatore Luigi D’Ambrosio Lettieri, Presidente dell’Intergruppo Parlamentare Qualità di Vita e Diabete.

Bisogna garantire a tutti i cittadini il libero accesso alle infrastrutture e agli spazi verdi, con particolare attenzione alle persone in difficoltà socio-economica secondo il principio dello ‘Sport di Cittadinanza’, ed è questo il messaggio che consegneremo agli amministratori locali presenti, attraverso il libro bianco per la gestione dei parchi e degli spazi verdi nelle città in una ottica di salute e sport” – ha evidenziato Fabio Pagliara, Presidente di SPORT 3.0

Il Manifesto delinea i punti chiave che possono guidare le città a studiare ed approfondire i determinanti della salute nei propri contesti urbani e a fare leva su di essi per escogitare strategie per migliorare gli stili di vita e lo stato di salute del cittadino. Ogni punto del Manifesto contiene le azioni prioritarie per il raggiungimento di questo obiettivo, promuovendo, a partire dall’esperienza internazionale, partenariati pubblico–privato per l’attuazione di progetti di studio sull’impatto dei determinanti di salute nei contesti urbani” – ha sottolineato Stefano da Empoli, Presidente dell’Istituto per la Competitività I-Com.

 

Al convegno di Bari è stato infine presentato il programma Cities Changing Diabetes, una partnership tra lo University College London (UCL) e il danese Steno Diabetes Center, che coinvolge Istituzioni nazionali, amministrazioni locali, mondo accademico e terzo settore. Nasce con l’obiettivo di creare un movimento di collaborazione internazionale che proponga e trovi soluzioni e best practice per affrontare il crescente numero di persone con diabete e obesità nel mondo, e il conseguente onere economico e sociale, partendo dal tessuto e dal vissuto urbano che tanta parte sembra avere in questo fenomeno. Al programma hanno già aderito Città del Messico, Copenaghen, Houston, Shanghai, Tianjin, Vancouver e Johannesburg; ora si è prospettato un prossimo coinvolgimento dell’Italia.

Sempre nel corso della tavola Rotonda è stata consegnata, da parte dell’Health City Institute, ad Enzo Bianco, Presidente del Consiglio Nazionale dell’ANCI e Sindaco di Catania, la “croce di Lampedusa”, realizzata dallo scultore Francesco Tuccio con i legni dei barconi approdati a Lampedusa, per l’impegno dei Sindaci Italiani e di Catania in particolare per l’accoglienza dei migranti.


HealthCom Consulting.Ufficio Stampa

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