Il punto sulle demenze …


Quasi 50 milioni di persone al mondo soffrono di demenze. Per un aggiornamento a tutto campo sulla ricerca sperimentale e clinica in questo ambito di patologia, a Firenze si è tenuto dal 16 al 18 marzo scorso, il XXII convegno della SINdem – Associazione Autonoma Aderente alla SIN per le Demenze nell’ambito delle iniziative della Settimana Mondiale del Cervello 2017.

Proprio sulle caratteristiche di una vera e propria “sfida” planetaria al benessere di una popolazione che invecchia è stato fatto il punto dal Presidente del World Dementia Council, Prof Yves Joanette nella sua conferenza di apertura al congresso, a cui ha fatto seguito la presentazione del Piano Nazionale Demenze del nostro paese. Il Piano, licenziato alla fine del 2014 e in corso di applicazione nelle diverse realtà regionali, ha lo scopo di promuovere e migliorare gli interventi terapeutici e di sostegno al malato e ai familiari attraverso misure di politica sanitaria e sociale, con particolare attenzione allo sviluppo di reti integrate per la gestione delle demenze in tutti i loro aspetti.

Ampia parte delle sezioni scientifiche del Congresso è stata dedicata a discutere lo stato dell’arte sugli strumenti che consentono una diagnosi nelle fasi iniziali di malattia, in particolare nel caso dell’Alzheimer. Accanto alle novità sui traccianti utilizzabili con la tomografia ad emissioni di positroni, che evidenziano le prime manifestazioni della patologia a livello molecolare, sono stati presentati studi sperimentali su altri metodi non invasivi, come quelli neurofisiologici, e su marcatori di malattia a livello dei fluidi corporei” – ha affermato il Prof. Stefano Cappa, Presidente SINdem.

In un corso di aggiornamento tenuto dai maggiori esperti del settore sono stati affrontati gli aspetti relativi alla genetica. Sono state presentate le ultime novità riguardo ad un’area di ricerca attualmente molto attiva, relativo al ruolo dei meccanismi infiammatori e il loro possibile legame con la popolazione microbica intestinale nella genesi della malattia di Alzheimer. Molti interventi hanno riguardato la terapia, e hanno fornito un quadro aggiornato degli studi in corso su farmaci indirizzati a modificare il decorso della malattia, senza trascurare il possibile contributo di interventi nutrizionali ed in generale di fattori di prevenzione, argomento che è stato affrontato dalla Prof Kivipelto.

Da sottolineare anche l’attenzione che è stata rivolta ad argomenti di grande rilevanza per il clinico, come la diagnosi e il trattamento dei disturbi del comportamento, uno degli aspetti centrali nella gestione pratica dei pazienti che vivono con la demenza, ed il legame tra il decadimento cognitivo e le patologie cardiache, come la fibrillazione atriale.


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