Evolocumab: cos’è e come agisce


Evolocumab è un anticorpo monoclonale umano, cioè una struttura biochimica realizzata artificialmente che riproduce fedelmente quella degli anticorpi prodotti all’interno del nostro corpo. C’è un vantaggio rispetto agli anticorpi invece detti umanizzati, dove c’è una piccola percentuale che non è umana ma di struttura murina, che può innescare un contro effetto: quando lo si inietta infatti, a volte, il nostro corpo non lo riconosce come proprio e genera così anticorpi contro queste sostanze. Invece la somministrazione di evolocumab non ha prodotto anticorpi di risposta nei pazienti arruolati nello studio” – ha spiegato Alberto Zambon, professore associato al Dipartimento di Medicina dell’Università di Padova.

L’azione benefica è a medio termine: mentre l’LDL si abbassa subito, l’effetto della riduzione del colesterolo, che si traduce nel fermare la crescita delle placche aterosclerotiche, aumenta invece nel secondo anno di trattamento perché c’è bisogno di mesi per stabilizzare le placche. Ma l’efficacia persiste nel tempo”, – ha affermato Francesco Romeo, già presidente della Società Italiana di Cardiologia e direttore della Cardiologia dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata.

Evolocumab si lega alla proteina PCSK9 che è deputata alla “distruzione” dei recettori di colesterolo LDL dal sangue, cioè quei recettori che eliminano LDL attraverso la parete epatica. Bloccando in questo modo il PCSK9 e impedendone quindi la sua azione, si liberano allora molti più recettori, pronti poi ad agganciarsi alle molecole di LDL e a portarlo via dai vasi sanguigni, ripulendoli.

L’effetto di mantenere costante il livello di colesterolo, senza cioè picchi di alti e basi, dipende dal fatto che l’anticorpo è metabolizzato dal nostro corpo lentamente: la concentrazione di PCSK9 libero nel sangue crolla nel giro di poche ore, successivamente cala quella di LDL e dopo due settimane riparte il ciclo. La posologia è semplice: si inietta ogni quindici giorni con siringhe da 140 mg (tipo le penne per l’insulina con cui basta un “click” per la somministrazione) o mensilmente in un’unica dose da 420 mg (opzione non ancora disponibile in Italia). Effetti di rossore o bruciore sul luogo di inoculazione, tipicamente addome e cosce, sono rarissimi ed evolocumab  è generalmente sicuro e ben tollerato” – rassicura Alberto Zambon, professore associato al Dipartimento di Medicina dell’Università di Padova.

A chi è rimborsabile il farmaco?

L’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) prevede che l’evolocumab, entrato nella Gazzetta Ufficiale a Marzo, sia  rimborsato a tutte quelle persone che hanno già avuto un evento cardiovascolare e non riescono ad abbassare il livello del colesterolo con altre terapie. Pazienti quindi ad alto rischio di andare incontro ad un secondo infarto o ictus (le statistiche parlano di un evento certo entro dieci anni dal primo, spesso con esito fatale), e affette anche da altre patologie che innalzano il rischio cardiovascolare (un terzo degli infartuati ha anche il diabete).

Sono inclusi nei criteri AIFA anche i soggetti con ipercolesterolemia familiare, cioè le persone che, a causa di una mutazione genetica ereditaria, non riescono a smaltire il colesterolo LDL né con esercizio fisico né con dieta specifica: sono circa duecentomila in Italia e questo trattamento sarà per loro una vera manna dal cielo. Ci sono poi le persone che riferiscono di effetti avversi dovuti all’uso delle statine, circa Il 25% dei soggetti che le assume. In questi casi di forte intolleranza, AIFA ha un protocollo abbastanza stringente per la rimborsabilità, dato che la cura è una risorsa ad alto costo: circa cinquemila euro all’anno per individuo. Per usufruire del farmaco gratuitamente la persona deve dimostrare l’intolleranza alle statine in un iter di sei mesi.

Per prima cosa bisogna certificare lo sviluppo di effetti collaterali registrati dopo aver provato a prendere un qualsiasi farmaco di questo tipo: dolori muscolari, cefalea, problemi digestivi ed epatici, con innalzamento delle transaminasi; in seguito il paziente deve poi aver tentato l’impiego di una seconda statina a qualsiasi dosaggio, senza risultato e, infine, è ricorso a ezetimibe e nonostante ciò ha il colesterolo LDL ancora sopra i livelli consigliati dalle linee guida, ossia maggiore di 70mg/dl.


 

Annunci

Follow HarDoctor News, il Blog di Carlo Cottone on WordPress.com
Visita il mio Sito Inviaci un articolo! Contattami via e-mail! buzzoole code
Twitter HarDoctor News su YouTube HarDoctor News su Tumblr Skype Pinterest

Inserisci il tuo indirizzo e-mail per iscriverti a questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi per e-mail.

Segui assieme ad altri 1.640 follower

Feed! Convalida il mio RSS feed

L’almanacco di oggi …

Almanacco di Oggi!
Farmacie di Turno
Il Meteo I Programmi in TV

Scarica le guide in pdf!

Scarica la Guida in Pdf Scarica il Booklet in Pdf

HarDoctor News | Links Utili

Scegli Tu Guarda il Video su YouTube Pillola del giorno dopo Think Safe Medicina Estetica Obesità.it

HarDoctor News | Utilità

Calcola il BMI
Test di Laboratorio
Percentili di Crescita
Calcola da te la data del parto!

Leggi Blog Amico !!!

Leggi Blog Amico

HarDoctor News | Statistiche

  • 627,476 traffic rank

HarDoctor News | Advertising

Siti sito web

Le mie foto su Istagram

... ai miei amici ... Grazie per gli Auguri !!! Leggi il mio blog !!!

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: