Archivio per settembre 2018

Artrite reumatoide: test ematico predice insorgenza

Un test ematico per i soggetti a rischio di artrite reumatoide potrebbe identificare coloro che svilupperanno la malattia entro 3 anni. Si tratta di un nuovo biomarcatore con un potere predittivo migliore rispetto ad ogni altro che sia stato valutato sinora, come illustrato da Anne Musters dell’Amsterdam Rheumatology and Immunology Center, autrice di uno studio su 129 soggetti.

La presenza di almeno 5 cloni di recettori B-cellulari dominanti (BCR) nel sangue periferico predice infatti l’insorgenza a breve termine della malattia. Questa informazione potrebbe essere impiegata per valutare interventi precoci che prevengano l’insorgenza della malattia stessa.

Alcuni studi hanno dimostrato che il trattamento precoce è più efficace rispetto a quello ritardato, e che il trattamento può dilazionare l’insorgenza della malattia. Alcuni esperti tuttavia sono scettici sull’applicazione di questo biomarcatore, in quanto esso comporterebbe rischi psicologici per il paziente, fra cui stress per l’imminente insorgenza dell’artrite reumatoide , ed inoltre il trattamento stesso comporta effetti collaterali, come l’incremento del rischio di infezioni.

Il sequenziamento inoltre non è un metodo diagnostico standard nella maggior parte degli ospedali, ed i costi della procedura potrebbero relegarla alle sole cliniche private.

(European League Against Rheumatism (EULAR) Congress 2018: Abstract OP0204, presentato il 14/6)

Dobbiamo vaccinare i nostri figli prima che si verifichino le malattie!

Un osservatore esterno che volesse cercare di comprendere le motivazioni che stanno spingendo la politica italiana a sostituire, a distanza di poco più di un anno dalla sua approvazione da parte del Parlamento, una legge che aveva aumentato il numero delle vaccinazioni obbligatorie da 4 a 10 ed esteso l’obbligo a vaccinazioni raccomandate già presenti in calendario dal 1999, con una nuova legge che potrebbe sancire la non obbligatorietà dei vaccini, non potrebbe non rimanere altamente sconcertato.

E’ quanto affermano in una nota gli esperti della SIPPS (Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale).

Solo da pochi mesi, infatti, sono stati resi noti gli eccellenti risultati ottenuti con l’applicazione della nuova disciplina prevista dalla Legge 119 del 31 luglio 2017, dopo 4 anni che erano stati caratterizzati da un continuo decremento delle coperture vaccinali (causato in larga parte da una sfiducia che si era ingenerata in molte famiglie dopo un’assurda sentenza del Tribunale di Rimini che aveva decretato l’esistenza di una connessione fra la vaccinazione contro il morbillo e l’insorgenza dell’autismo): in una nota del 24 aprile 2018, in occasione della Settimana Europea delle vaccinazioni, il Ministero della Salute ha presentato i dati nazionali (anno 2017) sulle coperture vaccinali dell’età pediatrica e dell’adolescente, sottolineando che “il miglioramento delle coperture vaccinali è risultato significativo per tutte le fasce d’età oggetto della rilevazione, ad indicare che le misure straordinarie messe in atto nel corso del 2017, in particolare l’approvazione del decreto-legge 7 giugno 2017, n. 73, convertito con modificazioni, dalla legge 31 luglio 2017, n. 119, … sono riuscite ad arrestare il trend in diminuzione delle coperture vaccinali” – ha precisato Luciano Pinto, vice Presidente SIPPS Campania.

L’incremento delle coperture si è verificato per le vaccinazioni storicamente obbligatorie (anti-difterite, tetano, polio ed epatite B), ed in misura ancora più rilevante per il vaccino contro il morbillo, ed ha riguardato sia i nuovi nati (coperture a 24 mesi) che i minori nati negli anni precedenti, a dimostrazione della efficacia del nuovo meccanismo nel recuperare i non vaccinati, ed indurre le famiglie a superare le proprie perplessità, quasi sempre scientificamente infondate” – ha proseguito Luciano Pinto.

La Legge 119 ha stabilito peraltro all’ art. 1, comma 1-ter, che “sulla base della verifica dei dati epidemiologici, delle eventuali reazioni avverse…, delle coperture vaccinali raggiunte nonché degli eventuali eventi avversi segnalati…” effettuata da una apposita Commissione operante presso il Ministero della Salute, “il Ministro della Salute, con decreto da adottare decorsi tre anni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto e successivamente con cadenza triennale…può disporre la cessazione dell’obbligatorietà per una o più delle vaccinazioni di cui al comma 1-bis (anti-morbillo, parotite, rosolia e varicella)“, che erano state quindi considerate come vaccinazioni “temporaneamente obbligatorie”.

Visti i risultati ottenuti, ed in un tempo così breve, è lecito domandarsi quali possano essere le motivazioni della opposizione al completamento del periodo di verifica previsto da questa legge, la cui legittimità è stata pienamente riconosciuta dalla Corte Costituzionale, con la sentenza n°5 del 18 gennaio 2018. “A fronte di una copertura vaccinale insoddisfacente nel presente e incline alla criticità nel futuro, questa Corte ritiene che rientri nella discrezionalità e nella responsabilità politica degli organi di governo apprezzare la sopraggiunta urgenza di intervenire, alla luce dei nuovi dati …emersi, anche in nome del principio di precauzione che deve presidiare un ambito così delicato per la salute di ogni cittadino come è quello della prevenzione”. “La copertura vaccinale è strumento di prevenzione e richiede di essere messa in opera indipendentemente da una crisi epidemica in atto. Rientra nella discrezionalità del Governo e del Parlamento intervenire prima che si verifichino scenari di allarme e decidere – a fronte di una prolungata situazione di insoddisfacente copertura vaccinale – di non attendere oltre nel fronteggiarla con misure straordinarie”

Allo stato attuale – informa la SIPPS – non sembra che si possa affermare che l’epidemia di morbillo che imperversa da due anni nel nostro paese, e che aveva indotto il precedente governo ad intervenire con il DL decreto 7 giugno 2017 numero 73 convertito con modifiche nella Legge 119, sia stata debellata: dal 1 gennaio 2017 al 30 giugno 2018 sono stati segnalati in Italia 7.437 casi di morbillo, 8 decessi (4 adulti e 4 bambini: 1 lattante di 10 mesi, 3 bambini di 1, 6 e 9 anni) non vaccinati. Nel 2018 vi sono stati 393 casi di età inferiore a 5 anni, di cui 125 di età inferiore ad 1 anno. In 1 caso su 2 vi è stata almeno 1 complicanza, Il 59,5% dei casi è stato ricoverato e un ulteriore 16,4% si è rivolto ad un Pronto Soccorso.

Ma, indipendentemente da questi dati, che allarmano e preoccupano le Società Scientifiche, gli Operatori Sanitari ed in particolare i pediatri, che operano a stretto contatto con le famiglie, non appare percorribile la strada di una prevenzione che, come ipotizzato da alcuni disegni di legge recentemente resi noti, si attui solo quando siano visibili degli elementi di rischio. Per molti bambini ed adulti potrebbe essere troppo tardi, come è ampiamente dimostrato dalla epidemia di morbillo in atto, sia in Italia che in altre Nazioni europee….!

Viviamo in una Società caratterizzata da continui flussi fra una nazione e l’altra che espone il Cittadino a contatti ravvicinati con tantissime persone, che possono essere portatrici inconsapevoli di malattie prevenibili con le vaccinazioni. “Si vis pacem, para bellum”, dicevano i nostri antenati! Non bisogna aspettare che si verifichi un focolaio di epidemia per vaccinare i non vaccinati, o per garantire a scuola un ambiente “protetto”, costituito da soggetti vaccinati, ad un bambino o ad un adolescente che non può essere vaccinato! Non si può accettare che si sostituisca una certificazione medica di avvenuta vaccinazione con una autocertificazione redatta da un familiare!” – ha precisato Giuseppe Di Mauro, Presidente SIPPS.

Per questi motivi la SIPPS, Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale:

– plaude ad iniziative che consentano di ottenere finalmente un’Anagrafe Vaccinale Nazionale attiva su tutto il territorio, che permetta di verificare le singole zone ed i singoli gruppi a bassa copertura vaccinale, su cui far convergere l’attenzione delle istituzioni locali, dei pediatri e dei medici di famiglia, per favorire un rapido innalzamento delle coperture vaccinali

– si associa alle altre Società Scientifiche nell’invitare il Ministro della Salute ed il Parlamento Italiano a valutare con attenzione queste problematica, tenendo conto primariamente che le vaccinazioni rientrano nell’interesse superiore del fanciullo, e che è nostro dovere rispettare e fare rispettare questo diritto!” – ha proseguito Giuseppe Di Mauro, Presidente SIPPS.

Negli anni precedenti, l’efficacia delle storiche vaccinazioni obbligatorie (anti-difterite, tetano, polio ed epatite B, contenute abitualmente in un vaccino esavalente insieme ai vaccini anti-pertosse attenuato ed anti-haemophilus influenzae di tipo B) era stata ampiamente dimostrata dalla scomparsa della polio e della difterite sul territorio nazionale, e dalla significativa riduzione dei casi sia di tetano che di epatite-B, ormai di pertinenza solo dell’anziano non vaccinato, ed era stata altamente apprezzata dalle famiglie, tanto è vero che i tassi di copertura di queste vaccinazioni sempre risultati superiori a quelli delle vaccinazioni non obbligatorie.

Da alcuni giorni è stato reso noto il progetto di legge destinato a sostituire il DL 119, che prevede l’abolizione della obbligatorietà per tutte le vaccinazioni. Qualora dal monitoraggio delle coperture vaccinali si rilevino significativi scostamenti dagli obiettivi fissati dal PNPV, sarebbero adottati piani straordinari di intervento che prevederebbero “ove necessario, l’obbligo di effettuare una o più vaccinazioni per determinate coorti di nascita o per gli esercenti le professioni sanitarie …subordinando in modo temporaneo, su base nazionale, regionale o locale, …la frequenza delle istituzioni scolastiche…all’avvenuta somministrazione di una o più vaccinazioni, e richiedendo, nel caso, “l’adozione di ogni misura idonea a tutelare la salute degli iscritti non vaccinabili”, compreso l’inserimento in classi nelle quali siano presenti solo minori vaccinati o immunizzati.

Sepsi: attivazione piastrinica e terapia antipiastrinica

L’attivazione delle piastrine svolge un ruolo importante nello sviluppo della sepsi. Durante la sepsi, l’attivazione piastrinica porta a danno a carico delle cellule endoteliali, e promuove l’intrappolamento extracellulare dei neutrofili e la formazione di microtrombi, esacerbando la coagulazione settica e le reazioni infiammatorie.

L’induzione o l’aggravamento della coagulazione intravascolare disseminata (CID) che ne deriva porta a danno d’organo. I farmaci antipiastrinici possono inibire le reazioni coagulative ed infiammatorie nei modelli di sepsi, riducendo il danno a carico della funzionalità degli organi.

Alcuni studi clinici suggeriscono che l’aspirina potrebbe migliorare la prognosi dei pazienti con sepsi. Se ne conclude che i farmaci antipiastrinici sono agenti promettenti con il potenziale di migliorare la prognosi della sepsi nei pazienti, e ci si attende che essi divengano una nuova linea di trattamento per questa patologia, anche se sono necessari ulteriori studi clinici per convalidare queste ipotesi.

Platelet activation and antiplatelet therapy in sepsis: A narrative review – Yuhui Wang, Yaqi Ouyang, Baoyan Liu, Xiaochun Ma, Renyu Ding – Thromb Res. 2018; 166: 28-36 – DOI: https://doi.org/10.1016/j.thromres.2018.04.007

Inquinamento ed infertilità

L’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico nel suo ultimo rapporto dal titolo “Prospettive ambientali dell’OCSE all’orizzonte del 2050“ ha stimato che nell’Unione Europea l’inquinamento atmosferico, sia responsabile di circa 600.000 morti premature e dell’aumento della morbilità. Nello stesso documento viene, inoltre, riconosciuto che l’inquinamento atmosferico ha un impatto negativo sulla riproduzione femminile e maschile.

In particolare, molti studi epidemiologici hanno osservato che i fattori ambientali e l’esposizione ad agenti chimici incidono sulla dimensione, sulla motilità e sul numero degli spermatozoi.

Un recente studio italiano pubblicato sulla rivista Environmental Toxicology and Pharmacology, ha utilizzato solo ed esclusivamente il liquido spermatico per misurare l’impatto dell’inquinamento sulla salute maschile, rivelando dati allarmanti ed inequivocabili sulla vitalità e fertilità del seme maschile di chi vive in aree gravemente inquinate come Taranto o la Terra dei Fuochi, a cavallo tra le province di Napoli e Caserta, comparato con quello di chi abita in zone della stessa regione non considerate a rischio. L’evidente differenza tra i due campioni esaminati ha dimostrato che, sia i lavoratori delle acciaierie sia i pazienti che vivono in un’area altamente inquinata, mostrano una percentuale media di frammentazione del DNA dello sperma superiore al 30%, evidenziando un chiaro danno spermatico. I ricercatori hanno suggerito che la valutazione del DNA dello sperma possa essere sia un indicatore della salute individuale e della capacità riproduttiva sia un dato adeguato per connettere l’ambiente circostante ai suoi effetti.

Gli iperfluorati, usati in una varietà di prodotti di consumo, gli ftalati, impiegati nei giocattoli per bambini, i parabeni, usati soprattutto nei profumi e nei saponi, e il bisfenolo A, utilizzato per la produzione di plastiche quotidiana sono solo alcuni esempi dei moltissimi agenti e sostanze inquinanti che ogni giorno impattano sulla nostra vita. Senza dimenticare poi i fumi tossici (diossina) sviluppati dagli incendi di materiale plastico e dai rifiuti di ogni genere abbandonati nell’ambiente e nelle nostre città. Inoltre, studi scientifici hanno evidenziato che l’esposizione a queste sostanze, nel corso della gravidanza possono provocare mutazioni epigenetiche nel feto, con trasmissione trans-generazionale delle stesse, dagli effetti irreversibili. Per contrastare e bilanciare gli effetti negativi dell’inquinamento sulla propria fertilità le persone, oltre a cercare di fare attenzione all’utilizzo di determinati prodotti contenenti agenti inquinanti, devono ricordare che ci sono tantissimi altri fattori che possono permettere il mantenimento di una buona fertilità, come ad esempio seguire un’alimentazione corretta e eliminare alcune cattive abitudini, come il fumo e l’abuso di alcool. Il concetto che deve passare è quello di pensare alla propria fertilità e prendersene cura, e di mettere in atto tutti i comportamenti necessari a contrastare gli effetti dell’inquinamento odierno sulla nostra vita riproduttiva” – ha dichiarato Daniela Galliano, Direttrice del Centro IVI di Roma.

Secondo il Registro Nazionale sulla Procreazione Medicalmente Assistita dell’Istituto superiore di Sanità, tra le coppie che si rivolgono ai centri specializzati per avere un figlio, la percentuale di uomini infertili è del 29,3% e l’età non rappresenta l’unico fattore responsabile. Negli uomini italiani in generale viene riportato che il numero dei gameti è diminuito del 50% rispetto al passato. A nuocere sulla qualità degli spermatozoi (aumentando quindi il rischio infertilità) ci sono spesso le condizioni lavorative: quelle che espongono a radiazioni, a sostanze tossiche o a microtraumi. Influiscono negativamente anche gli inquinanti prodotti dal traffico urbano e il fumo di sigaretta.

Ruolo dei neutrofili nella trombosi

Nonostante le significative evidenze che implicano un ruolo importante per i neutrofili nella trombosi, il loro impatto nel processo trombotico è rimasto una questione controversa. Sino al 2010 piastrine, fattori della coagulazione, fibrinogeno e monociti erano implicati nel processo trombotico, ma diversi studi condotti nell’ultimo decennio supportano la nozione crescente secondo cui i neutrofili in effetti contribuiscano in modo significativo al processo.

I neutrofili possono contribuire al processo trombotico patologico sia venoso che arterioso o alla cosiddetta “immunotrombosi” mediante il rilascio di sostanze note come NET, il cui rilascio sta emergendo come contribuente fondamentale alla trombogenesi in situazioni patologiche come sepsi e tumori maligni.

Inoltre nella formazione dei trombi sono state implicate anche microparticelle di derivazione ematica, comprese quelle provenienti dai neutrofili. Infine l’attivazione dell’inflammasoma nel neutrofilo identifica un altro importante meccanismo che potrebbe essere operativo nel rischio di trombosi indotto dai neutrofili stessi.

La conoscenza di questi ruoli dei neutrofili nella trombosi potrebbe aprire la via per nuovi agenti antitrombotici che non influenzino l’emostasi nel prossimo futuro.

The role of neutrophils in thrombosis – Sargam Kapoor, Aman Opneja, Lalitha Nayak – Thromb Res. 2018  9;170: 87-96 – DOI: https://doi.org/10.1016/j.thromres.2018.08.005

I supereroi della campagna IBDUnmasked di Takeda al Summer Camp Junior di AMICI Onlus

Finora erano gli invincibili supereroi protagonisti della graphic novel di IBDUnmasked. Ora sono diventati personaggi reali in carne ed ossa che fanno divertire, stupiscono e sostengono i ragazzi con IBD (Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali).

Infatti, in occasione del Summer Camp Junior, organizzato da AMICI Onlus nel cuore della Maremma Toscana, Switchback, Rubblerouser, Luminaria, Samarium e Datawave, impersonati da alcuni componenti dello staff dell’Associazione, si materializzano e prendono vita per interagire con i ragazzi, unire le forze e combattere il cattivo, ovvero la malattia.

Ripercorrendo il messaggio della campagna, l’evento ha il duplice scopo di celebrare il coraggio, la forza e la determinazione con cui i ragazzi con colite ulcerosa o malattia di Crohn affrontano la malattia e di incitarli ad abbracciare il supereroe che è in loro.

E così, attraverso il gioco e il divertimento, i ragazzi hanno l’opportunità di conoscere da vicino i supereroi e i loro superpoteri: Switchback che può generare uno spostamento temporale che gli permette di duplicarsi, Rubblerouser che genera onde di energia che sgretolano il cemento, Luminaria che allevia il dolore, Samarium che ha un’armatura endotermica che gli dà forza e velocità e Datawave che può navigare in tutti i computer per raccogliere informazioni. Un incontro che ispira i ragazzi aiutandoli a combattere tutti insieme Technonaut, il cattivo che può controllare i “naniti”, la tecnologia aliena che nella graphic novel è la rappresentazione metaforica della malattia.

Il Summer Camp Junior è un evento a cui teniamo molto perché dà la possibilità ai ragazzi, dai 7 ai 13 anni, di vivere un’esperienza unica in cui la malattia diventa un valore in un percorso di rafforzamento. Ed è proprio all’interno di questo percorso che si inseriscono i supereroi di Takeda per unire le forze e rendere consapevoli i ragazzi che, in questa lotta, i veri supereroi sono loro – ha dichiarato Enrica Previtali, Presidente di AMICI Onlus.

Takeda è costantemente impegnata a supportare la comunità delle persone con IBD e di chi si prende cura di loro e per questa ragione abbiamo accolto con grande entusiasmo l’idea di AMICI Onlus di far incontrare i supereroi della campagna IBDUnmasked con i ragazzi del Summer Camp Junior per incoraggiarli e sostenerli” – ha affermato Gioacchino D’Alò, Patient Advocacy Director di Takeda Italia.

IBDUnmasked è la campagna internazionale di sensibilizzazione sulle IBD voluta da Takeda e diffusa in Italia anche grazie all’Associazione AMICI Onlus. La campagna, che ad oggi ha coinvolto oltre 30.000 persone nel nostro Paese, ha il duplice obiettivo di sostenere le persone che soffrono di queste patologie, esaltandone la forza, il coraggio e la determinazione, e di diffonderne la conoscenza presso il grande pubblico.

Cuore della campagna è il sito www.ibdunmasked.com/global/it, che offre a pazienti e caregiver contenuti informativi e strumenti utili per la gestione quotidiana di queste malattie, oltre a preziosi suggerimenti per migliorare la comunicazione con il proprio medico, resa talvolta difficile dalla natura stessa delle IBD. Di facile navigazione, il sito contiene anche test, infografiche e giochi interattivi come ad esempio “crea il tuo supereroe” in cui l’utente può creare il proprio supereroe, personalizzandone il look scegliendo tra i vari costumi e accessori disponibili.

La Colite Ulcerosa (CU) e la malattia di Crohn (MC) sono le due malattie infiammatorie intestinali più comuni, caratterizzate da un’infiammazione del tratto gastro intestinale. La CU colpisce solo l’intestino crasso che include il colon e il retto. I sintomi più comuni di CU includono disturbi addominali e sangue o pus nella diarrea. La MC può colpire qualsiasi parte del tratto digestivo e sintomi comuni possono includere dolore addominale, diarrea, sanguinamento rettale, perdita di peso e febbre. Sebbene non si conoscano le loro cause, molti ricercatori credono che l’interazione fra geni, sistema immunitario e fattori ambientali possa avere un ruolo importante. Lo scopo dei trattamenti per CU e MC è quello di indurre e mantenere la remissione nel lungo termine.

FONTE | Omnicom Public Relations Group

Brodalumab, maggiori probabilità di pelle libera da lesioni rispetto al ustekinumab, nella psoriasi

I risultati presentati al 27° Congresso della European Academy of Dermatology and Venereology (EADV) a Parigi dimostrano che il trattamento con brodalumab di LEO Pharma, nelle persone che soffrono di psoriasi a placche da moderata a grave, è associato a una più rapida riduzione del punteggio PASI (Psoriasis Area Severity Index) assoluto e a una maggiore probabilità di ottenere una cute completamente libera da lesioni in tutte le aree del corpo, rispetto al trattamento con ustekinumab.1,2

La possibilità di ottenere una cute completamente libera da lesioni (complete skin clearance) può fare la differenza nella vita delle persone con la psoriasi, secondo il Report PsoClear recentemente pubblicato.3

I risultati della prima delle due analisi dei dati raggruppati dagli studi AMAGINE-2 e AMAGINE-3 hanno mostrato che una percentuale maggiore di pazienti trattati con brodalumab ha raggiunto un punteggio assoluto PASI 0, ovvero una cute completamente libera nel tempo da lesioni e senza alcun segno della malattia, rispetto ai pazienti trattati con ustekinumab (rispettivamente 75% contro 52%, dopo 52 settimane).1 I punteggi PASI assoluti valutano la gravità di arrossamento, ispessimento e desquamazione della cute nelle differenti aree del corpo, laddove un punteggio minore di 3 è indicativo di successo del trattamento.4

I risultati della seconda analisi indicano che il tempo occorrente al 50% dei pazienti per raggiungere la cute completamente libera da lesioni in tutte le regioni del corpo – testa e collo, tronco, arti superiori e arti inferiori – è più breve con brodalumab che con ustekinumab. Nel corso delle 52 settimane di analisi, già alla seconda settimana sono state rilevate percentuali più elevate di cute completamente libera da lesioni nei pazienti trattati con brodalumab.2

Il professor Marc Radtke, dell’Institute for Health Care Research in Dermatology and Nursing, Amburgo, Germania, ha commentato:

Anche se una percentuale relativamente piccola della superficie corporea è affetta dalla psoriasi, può comunque rappresentare un notevole disagio. Gli ultimi dati su brodalumab sono di grande interesse per medici e pazienti, perché mostrano il risultato che il trattamento può ottenere sia complessivamente sul corpo sia in specifiche aree. Tutto questo ci dice che con i trattamenti più recenti si raggiungono gradi elevati di cute libera da lesioni”.

Il raggiungimento di una cute completamente libera da lesioni è una importante pietra miliare per le persone che soffrono di psoriasi e ha una diretta correlazione con la loro qualità di vita, incluso il loro livello di felicità.3.5,6

Il recente Report PsoClear, condotto su 7.644 pazienti europei, ha mostrato, infatti, come coloro che convivono con la malattia potrebbero essere, in media, il 49% più felici ottenendo una pelle sana, intendendo per pelle sana una cute completamente libera da lesioni e sintomi come prurito e desquamazione.3 Circa uno su quattro (24%) crede che ottenere una cute libera da lesioni permetterebbe loro di vivere la miglior vita possibile, dando il punteggio più alto su una scala di 10 punti al loro grado di felicità potenziale.3 Comunque, non tutti gli intervistati si sentivano così ottimisti. Circa due terzi (63%) delle persone che vivono con la psoriasi pensa che il raggiungimento di una cute libera da lesioni sia impossibile o molto difficile da ottenere.3

Con trattamenti come brodalumab, che possono offrire ai pazienti la possibilità di una cute libera da lesioni, siamo ora in grado di capire e di valorizzare maggiormente l’impatto che questo miglioramento può avere nella loro vita. Per noi di LEO Pharma, aiutare le persone ad avere una pelle più sana è alla base di tutto il nostro lavoro e vogliamo che tutte le persone con la psoriasi abbiano la possibilità di sperimentare la differenza rivoluzionaria data dalla guarigione completa” – dichiara Gitte Aabo, Presidente & CEO di LEO Pharma.

Al congresso annuale EADV 2018 sono stati presentati in tutto 13 abstract su brodalumab e sulla cute completamente libera da lesioni nella psoriasi.

Brodalumab | E’ indicato nell’Unione Europea per il trattamento della psoriasi a placche da moderata a grave negli adulti che sono candidati alla terapia sistemica.7 E’ il primo e unico trattamento biologico per la psoriasi che inibisce selettivamente la subunità A del recettore per l’interleuchina-17 (IL-17).8,9

Questi recettori sono quelli attraverso i quali le citochine IL-17 – una famiglia di proteine coinvolte nelle risposte immunitarie – trasmettono i segnali, provocando l’infiammazione associata alla psoriasi. Altri trattamenti biologici anti IL-17 colpiscono solamente la citochina IL-17A. 8,10,11,12 Questo meccanismo di azione è differente rispetto a tutti gli altri trattamenti biologici contro la psoriasi attualmente disponibili.8,9

L’efficacia e la sicurezza di brodalumab sono state esaminate in tre trial clinici: AMAGINE-1, AMAGINE-2 e AMAGINE-310 In totale, i trial hanno coinvolto 4.373 pazienti con psoriasi da moderata a grave,10 ad oggi la più vasta popolazione di studio in un programma di sviluppo di un nuovo trattamento biologico per la psoriasi.11, 12, 13, 14, 15, 16, 17

I risultati indicano che brodalumab ha permesso di ottenere una risposta rapida18,19 e duratura,20 così come livelli elevati di cute libera da lesioni10,21 e migliorato la qualità di vita correlata alla salute.21

I dati dei trial clinici hanno dimostrato come brodalumab sia ben tollerato, con un profilo di sicurezza accettabile.22,23 Gli effetti indesiderati più comuni sono stati artralgia (dolori articolari), mal di testa, astenia, diarrea e dolore orofaringeo (bocca e gola).10

LEO Pharma ha un accordo di partnership con AstraZeneca, che ha concesso a all’azienda la licenza esclusiva per sviluppare e commercializzare brodalumab in Europa. Al di fuori dell’Europa, la Valeant Pharmaceuticals detiene i diritti commerciali globali per brodalumab, eccetto che in Giappone e in alcuni altri paesi Asiatici, dove i diritti sono detenuti dalla Kyowa Hakko Kirin Co.Ltd.

La Commissione Europea ha concesso nel luglio 2017 l’autorizzazione alla commercializzazione di brodalumab.10,21

La psoriasi | E’ una malattia infiammatoria, comune, cronica, immunomediata che coinvolge soprattutto la cute.24 I sintomi più frequenti segnalati comprendono ispessimento e desquamazione della cute, prurito ed eritema (arrossamento superficiale della cute, in genere a macchie).24

Si stima che in tutto il mondo 125 milioni di persone convivano con la psoriasi,25 dei quali circa 14 milioni in Europa.26

La psoriasi può essere una condizione dolorosa, invalidante e stigmatizzante, con forti conseguenze sociali e psicologiche nella vita delle persone.24 I pazienti con psoriasi, specialmente quelli con i sintomi più gravi, hanno un rischio maggiore di sviluppare altre patologie correlate,27 comprese malattie cardiovascolari 28,29,30 e metaboliche (una combinazione di diabete, pressione sanguigna elevata e obesità).31 Nelle persone con psoriasi sono più comuni anche complicazioni a livello mentale, come la depressione e l’ansia.32

Secondo la World Health Organization, il peso della convivenza con la psoriasi è sottostimato, ed è urgente combattere la stigmatizzazione e migliorare i trattamenti.24

Report PsoClear | La ricerca si è posta l’obiettivo di esaminare le prospettive delle persone che vivono con la psoriasi relativamente a cosa significhi ottenere una cute sana, definita come “cute che è completamente libera da lesioni e sintomi quali prurito e desquamazione”.

I risultati del Report PsoClear sono stati raccolti attraverso PsoHappy, una piattaforma online di sostegno finalizzata ad analizzare e promuovere il benessere delle persone che convivono con la psoriasi. In collaborazione con l’Happiness Research Institute, PsoHappy ha analizzato le risposte di circa 120.000 persone in 184 Paesi per stilare il primo World Psoriasis Happiness Report, pubblicato nell’Ottobre 2017.33

Il sondaggio ha unito modelli di indagine convalidati che, analizzando aspetti della salute mentale, con metodologie originali e domande a risposta aperta, hanno colto le esperienze e le emozioni degli intervistati. Il sondaggio si è svolto tra aprile e maggio 2018, raccogliendo le risposte di 7.644 intervistati tra i 15 e gli 80 anni d’età in 12 Paesi Europei: Austria, Belgio, Repubblica Ceca, Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Italia, Norvegia, Portogallo, Spagna e Regno Unito.3

 

  1. Zachariae C, et al. European Academy of Dermatology and Venereology annual congress 2018. e-poster number: P0453.
  2. Segaert S, et al. European Academy of Dermatology and Venereology annual congress 2018. e-poster number: P0457.
  3. PsoClear Report 2018.
  4. Zheng J, Br J Dermatol 2017;176(3):576.
  5. Strober B, et al. J Am Acad Dermatol 2016;75:77–81.
  6. Rapp SR, et al. J Am Acad Dermatol 1999;41:401–7.
  7. European Commission, Community register of medicinal products for human use, Kyntheum® (brodalumab).
  8. Campa M, et al. Dermatol Ther 2016;6:1–12.
  9. Coimbra S, et al. Core Evidence 2014;9:89–97.
  10. Kyntheum®. Summary of Product Characteristics 2017.
  11. Cosentyx®. Summary of Product Characteristics. August 2017.
  12. Taltz®. Summary of Product Characteristics. January 2018.
  13. European Medicines Agency. EPAR summary for the public: Cosentyx. 2015.
  14. Stelara®. Summary of Product Characteristics. December 2017.
  15. Enbrel®. Summary of Product Characteristics. October 2017.
  16. Humira®. Summary of Product Characteristics. October 2017.
  17. Remicade®. Summary of Product Characteristics. August 2017.
  18. Russell CB, et al. J Immunol 2014;192:3828–36.
  19. Blauvelt A, et al. J Am Acad Dermatol 2017;77(2):372–74.
  20. Supplement to: Lebwohl M, et al. N Engl J Med 2015;373:1318–28.
  21. European Medicines Agency, European public assessment report, Kyntheum® (brodalumab).
  22. Attia A, et al. Clin Drug Investig 2017;37(5):439–451.
  23. Papp KA, et al. Br J Dermatol 2016;175:273–86.
  24. World Health Organization (WHO). Global Report on Psoriasis.
  25. The International Federation of Psoriasis Associations.
  26. Ortonne J, et al. Eur J Dermatol 2004;14:41–45.
  27. Reich K. Eur Acad Dermatol Venereol 2012;26(2):3–11.
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