Trattamento dei tumori urologici nell’era del CoVid-19


I trattamenti curativi per i tumori metastatici prostatici, renali ed uroteliali, nonché per quelli delle cellule germinali, dovrebbero proseguire come al solito nell’ambito della pandemia di CoVid-19, ma è necessario riconsiderare il rapporto rischio/beneficio di un certo numero di trattamenti palliativi e neoadiuvanti.

I regimi con un chiaro vantaggio in termini di sopravvivenza andrebbero prioritizzati, ed i trattamenti curativi rimangono imperativi, come affermato da Silke Gillessen Sommer dell’Istituto Oncologico della Svizzera Italiana di Bellinzona, ma potrebbe essere appropriato sospendere o dilazionare le terapie con benefici per la sopravvivenza modesti o non comprovati.

Il ritardo dell’inizio della terapia rappresenta una misura appropriata per molte delle terapie per i tumori urologici.

La pandemia di CoVid-19 sta limitando le risorse a disposizione per l’oncologia. Il personale oncologico viene reindirizzato all’assistenza per i pazienti con CoVid-19, e lo spazio una volta devoluto all’assistenza oncologica viene riutilizzato per la pandemia, il tutto in concomitanza con lo scarseggiamento del materiale necessario per preparare le chemioterapie.

I pazienti oncologici, d’altro canto, sono a rischio di mortalità per via del virus, e pertanto sussiste la necessità di minimizzare il loro contatto con il sistema sanitario onde proteggerli dalle infezioni nosocomiali, e di mantenere allo stesso tempo il sistema immunitario del paziente più integro e solido possibile.

Gli esperti raccomandano fattori di crescita e profilassi antibiotica dopo la chemioterapia, terapie palliative a dosaggi che evitino neutropenie febbrili, sospensione degli steroidi o almeno riduzione dei loro dosaggi, ed eliminazione dei bisfosfonati se essi implicano potenziale esposizione al CoVid-19 nelle strutture mediche.

I pazienti con sintomi di un tumore in crescita avranno probabilmente la precedenza nei centri universitari, ma il trattamento potrebbe essere posposto sino al superamento del picco pandemico se il tumore non influenza la qualità della vita.

Gli interventi per i tumori vescicali probabilmente rimarranno urgenti, in quanto maggiore è l’attesa, peggiori saranno gli esiti, ma ciò probabilmente non si applicherà per i tumori prostatici e renali.

Advice Regarding Systemic Therapy in Patients with Urological Cancers During the COVID-19 Pandemic – Silke Gillessen Sommer, Thomas Powles – Eur Urol online 2020, in corso di pubblicazione


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