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Covid-19 e i cibi che aiutano le difese immunitarie

Anche “la tavola” può fare la sua parte. In questa situazione di emergenza da Coronavirus, dove si è costretti a rimanere a casa, la tentazione potrebbe essere quella di farsi consolare da qualche dolce in più o qualche pietanza più grassa ed elaborata. Ma attenzione: continuare ad avere una sana alimentazione è importante non solo per mantenersi in forma ma anche perché alcuni cibi, e alcune preparazioni, possono essere veri e propri alleati per il nostro sistema immunitario che mai come in questo momento ha bisogno di essere forte. A dare qualche prezioso consiglio è Giacinto Miggiano, direttore del Centro di Nutrizione umana della Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma e direttore dell’UOC di Nutrizione Clinica del Policlinico Gemelli di Roma.

In questo periodo di emergenza  da Coronavirus  è importante prestare attenzione a due cose soprattutto: la prima l’aspetto della sicurezza igienica degli alimenti, delle superfici di preparazione e secondo privilegiare le cotture. Gli alimenti  crudi sicuramente sono più a rischio di quelli cotti. Ma frutta e verdura non devono mancare perché, se opportunamente lavati,  apportano tanti minerali importanti. Piuttosto bisogna fare attenzione alla catena di controllo di carne e pesce” – ha spiegato Giacinto Miggiano.

E’ sempre buona norma poi, cucinare i cibi a 70 gradi affinché ogni eventuale carica virale possa essere eliminata. Un secondo aspetto da considerare è aumentare le difese immunitarie del nostro organismo, perciò va evitato il digiuno. Quando digiuniamo o non mangiamo a sufficienza il nostro organismo ne risente. L’alimentazione allora deve contemplare alimenti non solo sicuri ma ricchi di  minerali e vitamine per rendere più forte il sistema immunitario. Lo schema alimentare deve essere suddiviso tra pesce, carne e uova, oltre le consuete  porzioni come detto di frutta e verdura. Questo consentirà all’organismo di fare una scorta di minerali quali il rame, lo  zinco, il selenio e tutto il complesso di vitamine B, B1, B6 e di  vitamina D. Se con la sola alimentazione non si riescono ad  introdurre le quantità di vitamine necessarie gli integratori  possono venirci in aiuto, ma sotto il controllo medico. Bene frullati, centrifugati di frutta e verdura e spremute. Come snack porzioni di frutta secca tipo noci e noccioline ricche di zinco e rame che aiutano a rafforzare il sistema immunitario”  – prosegue Giacinto Miggiano.

In generale la nostra dieta mediterranea è sempre un buon modello da seguire perché riassume ciò di cui il corpo ha bisogno. Non mancano infatti nella piramide  alimentare l’uso di cereali, carne, pesce, frutta e verdura. Anche qualora ci si senta debilitati è importante continuare a mangiare e a idratarsi seppur con alimenti leggeri. Se queste regole generali vanno bene sia  per l’uomo che per la donna, un discorso a parte meritano gli  anziani notoriamente più fragili. La preparazione è più liquida visto che possono sussistere problemi di masticazione e  deglutizioni” – conclude Giacinto Miggiano.

L’indicazione rimane quella generale: non digiunare, mangiare sempre frutta e verdura cruda e ben lavata ma nel loro caso centrifugata, meglio se mescolata al latte in modo  da ingerire in una soluzione anche le proteine. Spetta anche ai  familiari e ai cargiver il compito di monitorare l’anziano  fragile affinché non manchino nella sua dieta quotidiana questi  elementi. Ultimo consiglio è bere acqua, soprattutto in presenza dell’innalzamento della temperatura basale, ma sono molto gustosi gli infusi di malva e camomilla.

Autore | Marzia Caposio


Il sonno e l’alimentazione nel bambino

1 bambino su 4 soffre di disturbi del sonno. Tra le cause più comuni di insonnia anche l’alimentazione scorretta.1

I disturbi del sonno con esordio in età neonatale tendono generalmente a protrarsi anche negli anni successivi: nei bambini e negli adolescenti, gli ormoni che stimolano la crescita vengono rilasciati infatti durante il sonno. Anche se sembrano distinti, sonno e alimentazione sono in realtà due aspetti correlati fra loro: come dormiamo incide su come mangiamo e viceversa, infatti, in molti casi uno stile di vita alimentare sbagliato o alcune malattie dell’apparato digerente, influiscono sul corretto riposo notturno.

Per questo motivo la SIPPS (Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale), nell’ambito di Nutripiatto, lo strumento di educazione nutrizionale per bambini da 4 a 12 anni, intende fornire utili raccomandazioni ai genitori affinché comprendano quanto sia importante, per loro e per il loro bambino, un sonno adeguato in termini di quantità e qualità.

Il 35 – 40% dei bambini soffre di problemi di sonno durante la crescita, la percentuale aumenta nel primo anno di vita per via della richiesta di poppate anche durante la notte” – sottolinea il Leo Venturelli, Responsabile Comunicazione SIPPS.

Sonno e alimentazione sono due situazioni spesso connesse tra loro poiché nell’essere umano il ritmo con cui vengono assunti i pasti, la loro composizione e il loro orario influenzano la qualità del sonno. I Bambini non sfuggono certamente a questa regola. Nei primi mesi di vita, quando l’alimentazione è esclusivamente lattea, il bambino necessita di svegliarsi spesso durante la notte, ma in caso di coliche, il sonno può diventare disturbato e può peggiorare per il fatto che si tende erroneamente a iper alimentare il piccolo, pensando che il pianto dipenda dalla fame” – ricorda Giuseppe di Mauro, Presidente della SIPPS.

Di seguito alcune utili raccomandazioni e risposte alle più comuni domande riguardo il nesso tra sonno e alimentazione della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale.

Quanto dovrebbe dormire un bambino e quali sono gli effetti più diffusi dalla mancanza di sonno?

I ricercatori che si occupano di sonno ritengono che ci siano molte variazioni legate al singolo individuo, in linea di massima i periodi medi di sonno sono:

  • Fino a 12 mesi: 14-18 ore compresi giorno e notte
  • Da 1 a 5 anni: 12-14 ore distribuite nelle 24 ore
  • Da 6 a 10 anni: 10-12 ore al giorno
  • Da 11 a 18 anni: 8-10 ore al giorno

Secondo recenti studi di esperti in neuropsichiatria infantile, il 28% dei bambini con insufficiente quantità di sonno si addormenta a scuola una volta a settimana; il 22% facendo compiti; il 32% è troppo stanco per fare sport.

Qualche consiglio utile per avere una alimentazione corretta e, al contempo, un buon sonno:

  • evitare sale nelle minestrine
  • somministrare il formaggio in quantità ridotte (5-10 gr) e solo in alternativa ad altre fonti di proteine (per evitare eccessive quantità di sale e proteine)
  • dare carne rossa non più di 1-2 volte a settimana: le proteine della carne in eccesso possono provocare sete ed impedire al bambino di dormire perché vuole bere; troppa acqua significa anche aumentare la sua voglia di urinare
  • non esagerare con le verdure passate nella pappa a cena: in alcuni bambini possono provocare meteorismo e coliche addominali e quindi ostacolare il sonno normale

Ci sono alimenti che favoriscono il sonno mentre altri lo possono compromettere. L’eccesso di proteine nella dieta può provocare sete: il bambino urina di più per eliminare l’urea (prodotto di scarto delle proteine) e di conseguenza ha il sonno disturbato, perché ha molta sete e chiede spesso da bere” – prosegue Venturelli.

Quali sono gli alimenti che favoriscono il sonno?

Tra le sostanze contenute negli alimenti alcune favoriscono il sonno più di altre:

  • Il triptofano, ovvero l’aminoacido precursore della serotonina, l’ormone che favorisce la tranquillità e interviene sui meccanismi che regolano il tono dell’umore. È contenuto in buone quantità nel latte, nello yogurt, nel riso, nell’orzo, nei legumi, nelle mandorle e nei pinoli.
  • Il potassio che è il sale minerale che assicura il benessere del cuore, favorisce la regolarità del battito. È dimostrato che esplica un effetto rilassante e che una sua eventuale carenza può, come conseguenza diretta, compromettere il riposo notturno. È contenuto in buone quantità nelle zucchine, nelle albicocche, nelle banane, nelle carote, nelle prugne, negli spinaci, nel pollo e nello yogurt. Ne sono ricche anche le patate che, oltre al potassio, contengono zuccheri che agevolano l’utilizzo del triptofano.
  • La vitamina B6 è una delle sostanze che più aiutano l’organismo a utilizzare il triptofano. Per questo motivo è consigliabile introdurre nella dieta del piccolo: latte, riso, orzo, patate, carni bianche e banane.
  • Le erbe infine sono molto importanti per conciliare il sonno. Tra queste troviamo la camomilla, il biancospino, la melissa, la passiflora, il tiglio, la valeriana e la verbena. Sono le cosiddette ‘erbe della buonanotte’, con cui preparare infusi e tisane da somministrare a bambini sopra l’anno di vita.

Quali sono invece, gli alimenti o le abitudini da evitare?

  • Le proteine contenute nella carne e nel pesce possono avere un effetto eccitante, meglio quindi inserirle nei pasti del mezzogiorno; la sera meglio usare pasta, riso e cereali, con aggiunta di legumi.
  • caffè, tè, cioccolato, broccoli, broccoletti, cime di rapa e tutti i formaggi stagionati sono da evitare dopo le ore 17, perché contengono tiramina, una sostanza che può ostacolare il sonno e causare irrequietezza.
  • Spegnere o evitare che siano a disposizione televisione, computer, tablet, telefoni cellulari nella stanza del bambino
  • Evitare esercizi fisici intensi almeno un’ora prima di coricarsi, perché innalzano la temperatura corporea.
  • Mantenere costante la routine del sonno: l’orario della nanna è molto importante per i più piccoli

Il pediatra è la persona più idonea alla quale i genitori devono rivolgersi quando ci sono problemi di sonno nei loro bimbi. Per poter intervenire tempestivamente con consigli alimentari adeguati, di comportamento e con medicine se necessario” – conclude il Presidente SIPPS Di Mauro.

*Nutripiatto è uno strumento di educazione nutrizionale sviluppato da Nestlé, con la supervisione scientifica di SIPPS e Università Campus Bio-Medico di Roma, e rivolto ai bambini dai 4 ai 12 anni, studiato con il fine di promuovere i principi di un’alimentazione sana e bilanciata. Il progetto prevede un kit composto da un piatto “intelligente” e da una guida didattica che spiega come utilizzare il Nutripiatto e offre idee e consigli per soddisfare i fabbisogni nutrizionali dei bambini, tenendo anche conto delle differenti fasce di età. La guida prevede inoltre capitoli specifici relativi alla corretta idratazione e all’attività fisica da svolgere con gli amici e con i propri animali da compagnia. Per maggiori informazioni visitare il sito: www.nutripiatto.nestle.it. Nutripiatto rientra nel progetto internazionale Nestlé for Healthier Kids, che si pone l’ambizioso obiettivo di aiutare, entro il 2030, 50 milioni di bambini a vivere in modo più sano.

1giornata mondiale del sonno, gli specialisti della Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza (Sinpia)

Miti e falsi miti della gravidanza

La gravidanza non è una malattia, ma uno stato di benessere. È quello che ripetono le donne in attesa di diventare mamme, che si vedono subissate dai consigli su cosa fare e cosa non fare durante i mesi che precedono la nascita del proprio figlio.

Per fare chiarezza sul tema, l’Istituto Valenciano di Infertilità (IVI) fornisce utili indicazioni su cosa si possa fare e cosa non si possa fare durante i 9 mesi, con l’augurio a tutte le future mamme di vivere al meglio questo periodo così “speciale”.

Partendo da un argomento fondamentale come l’alimentazione è bene sapere che non è vero che la donna in gravidanza debba mangiare per due, perché il feto assorbe quello di cui ha bisogno dalle riserve materne. Deve invece stare attenta a non ingrassare eccessivamente per evitare le complicanze che ne derivano, come la gestosi. Inoltre, deve fare attenzione ad alcuni alimenti per evitare il contagio di malattie pericolose per il bambino, come il pesce crudo, così come deve lavare accuratamente frutta e verdura con amuchina o bicarbonato prima di consumarla” dichiara Daniela Galliano, Direttrice del Centro IVI di Roma.

 

Questi gli altri consigli della Dottoressa Galliano.

Bere molta acqua: è vero che fa bene perché in questo modo si favorisce la lotta alla ritenzione idrica, così come è vero il divieto assoluto di bere vino e alcolici che possono nuocere allo sviluppo del feto. Sempre in tema di vizi, non è vero che si possono fumare fino a 5 sigarette al giorno ma vige, invece, il divieto assoluto di fumo.

Non si può praticare nessuna attività sportiva: falso. Lo sport moderato è assolutamente consigliato perché aiuta a non ingrassare, a preparare il fisico al parto oltre che a non soffrire di mal di schiena, ma niente sforzi eccessivi. Yoga, pilates, nuoto e camminate tra le attività più consigliate. Se l’attività fisica viene praticata all’aria aperta, si favorisce anche l’assorbimento di vitamina D, importantissima per madre e figlio.

Niente più sesso per tutelare la salute del bambino: se la gravidanza procede normalmente non serve fare certe rinunce ma, al contrario, la vita intima fa bene alla coppia che si trova ad attraversare un nuovo periodo della vita pieno di cambiamenti. In caso di parto cesareo programmato o gestazione problematica, invece, bisogna fare attenzione nelle ultime settimane di gravidanza perché il sesso in questo periodo può favorire le contrazioni. È consigliato, quindi, consultare il proprio ginecologo.

Divieto assoluto di sauna, perché potrebbe comportare una vasodilatazione e quindi un calo della pressione con conseguenti giramenti di testa o svenimenti; meglio l’idromassaggio, assicurando che il gettito (getto?) dell’acqua non sia troppo forte e caldo.

Bando alle medicine: non è vero per tutte. In gravidanza bisogna fare molta attenzione ai farmaci ma molte si possono assumere senza rischio; basta consultare il medico che escluderà quelle che possono provocare seri problemi e malformazioni al feto.

Come la mettiamo con i capelli? E’ vero che i capelli in gravidanza sono più belli perché l’aumento della produzione di ormoni femminili estrogeni li rendono più numerosi e spessi ma non è vero che si debba rinunciare alla tintura ai capelli: possono essere utilizzati coloranti vegetali e senza ammoniaca.

 

SIPPS: a Napoli un incontro inter-societario su prevenzione, sport, corticosteroidi inalatori, alimentazione e tanto altro

Prevenzione, Corticosteroidi inalatori, Sport, Alimentazione, con un focus sul Progetto ‘Nutripiatto’ e Odontoiatria. È intorno a queste macroaree che si è svolto nei giorni scorsi a Napoli l’incontro intersocietario, organizzato della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale.

Dal 6 al 7 settembre scorso la SIPPS, con otto documenti intersocietari in collaborazione con 21 società scientifiche e 365 autori di diversa estrazione, ha acceso i riflettori su alcuni dei temi che rappresentano, storicamente, le sue aeree di interesse.

Durante questa “due giorni”, pediatri di varia estrazione (di famiglia, ospedalieri e universitari) insieme ad esperti di altre aeree, provenienti da tutta Italia, hanno presentato le Consensus, i Documenti e i Progetti intersocietari che saranno affrontati e discussi a Como, dal 24 al 27 ottobre 2019, nel corso del XXXI Congresso Nazionale SIPPS.

Ad aprire i lavori la sessione dedicata alla ‘Prevenzione primaria dei disturbi del neurosviluppo e dello spettro autistico’. Durante la presentazione, le rappresentanti dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) presenti, hanno mostrato grande interesse verso l’argomento invitando la SIPPS e le altre società coinvolte ad un lavoro di stretta e proficua collaborazione con l’ISS.

Spazio poi alla prima delle nuove Consensus intersocietarie: quella relativa all’uso dei corticosteroidi inalatori in età evolutiva. Consensus nata dalla collaborazione di 8 società scientifiche: SIPPS, SIP, FIMP (Federazione Italiana Medici Pediatri), SIAIP (Società Italiana di Allergologia e Immunologia Pediatrica), SIMA (Società Italiana di Medicina dell’Adolescenza), SIMEUP (Società Italiana di Medicina di Emergenza ed Urgenza Pediatrica), SIMRI (Società Italiana per le Malattie Respiratorie Infantili) e SICuPP (Società Italiana delle Cure Primarie Pediatriche). Gli esperti si sono soffermati su numerose tematiche: dalla metodologia relativa alla stesura del documento alla rinosinusite fino all’ipertrofia adenoidea, al wheezing e all’utilizzo dei cortisteroidi inalatori nell’asma.

La seconda Consensus intersocietaria discussa nel capoluogo partenopeo ha riguardato ‘Il bambino e l’adolescente che praticano sport’. Il documento, fra i vari argomenti, contiene anche dei focus specifici sugli integratori, i pro-biotici, le allergie, le patologie endocrine e il diabete nel bambino che praticato sport. Insieme alla SIPPS, alla stesura del testo hanno preso parte SISMES, FIMP, SITOP, SIPEC, SIMA, SIAIP, SINut, oltre agli Psicologi dello sport. Il documento nasce con l’intento di sensibilizzare i pediatri e, tramite loro, le famiglie sull’importanza dell’attività sportiva, consapevoli dei vantaggi e dei rischi che può comportare, al fine di prevenire e curare eventuali patologie fisiche o psicologiche ad essa correlate.

Il Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, il Professor Silvio Brusaferro, ha mostrato grande interesse per questa Consensus. Per il Presidente Brusaferro queste indicazioni si inseriscono armoniosamente nel tessuto comunicativo dell’Istituto, che intende promuovere e sostenere stili di vita sani, fin dall’infanzia, per tutelare la salute presente e futura dell’intera cittadinanza. Per tali motivi, sia nel panel di esperti della Consensus sia in questa “due giorni” ha inviato una sua diretta collaboratrice.

L’alimentazione complementare è la terza Consensus intersocietaria presentata a Napoli; a questa hanno lavorato la SIPPS, la FIMP, la Società Italiana di Nutrizione Pediatrica (SINUPE) e la Società Italiana Developmental Origins of Health and Disease (SIDOHaD). Un vero e proprio strumento non solo volto alla corretta alimentazione del lattante, secondo le più recenti evidenze scientifiche, ma anche alla prevenzione delle malattie croniche non trasmissibili e alla riduzione delle ineguaglianze sociali. Per la sua stesura, il documento ha arruolato oltre 70 autori di grande prestigio nazionale e internazionale. Anche per questa Consensus, l’Istituto Superiore di Sanità ha mostrato estremo interesse, che si è tradotto nella presenza di una collaboratrice diretta del Presidente Professor Brusaferro, a presiedere la sessione congressuale sulla Consensus al prossimo Congresso Nazionale della SIPPS a Como (24 al 27 ottobre 2019).

Altro documento presentato durante l’incontro di Napoli è stata la Guida pratica di odontoiatria pediatrica. Una Guida redatta con l’intento di fornire gli strumenti utili a riconoscere e prevenire i principali quadri di patologia orale e che sottolinea l’importanza della promozione della corretta salute orale. Questa Guida ha coinvolto, oltre alla SIPPS anche la FIMP e tutte le principali Società scientifiche dell’odontoiatria italiana: la SIOI (Società Italiana di Odontoiatria Infantile), la SIOCMF (Società Italiana di Odontostomatologia e Chirurgia Maxillo-Facciale), la SISOPD (Società Italiana di Stomatologia e Protesi Dentaria), la SIOF (Società Italiana di Odontoiatria Forense) e la SIDO (Società Italiana di Ortodonzia).

Altro progetto presentato durante l’incontro è il ‘Progetto Nutripiatto’, strumento di educazione nutrizionale sviluppato in collaborazione con il Campus Biomedico di Roma e rivolto ai bambini dai 4 ai 12 anni, studiato con il fine di promuovere i principi di un’alimentazione sana e bilanciata.

L’incontro si è concluso con l’aggiornamento di due progetti. Il primo ha riguardato la position paper sulle diete vegetariane in età pediatrica ed in gravidanza mentre il secondo ha riguardato il ‘Progetto Tandem’, iniziativa di coinvolgimento consapevole del genitore, in alleanza con il pediatra di famiglia, nella valutazione dello sviluppo neurocognitivo del bambino.

Sono estremamente soddisfatto di quanto fatto a Napoli un incontro che ha visto, in un clima sereno e di massima collaborazione, la presenza di oltre 50 partecipanti di varia estrazione professionale, dai quali abbiamo raccolto consensi nella gestione integrata dei bisogni di salute dei nostri piccoli pazienti. E, cosa molto importante, abbiamo gettato le basi per analizzare quello di cui discuteremo ancora più in dettaglio nel nostro Congresso Nazionale di Como” – ha dichiarato Giuseppe Di Mauro, Presidente SIPPS

 

Alimentazione sana e rischio di diabete di tipo 2

Una dieta caratterizzata dall’assunzione di molti vegetali si associa ad una minore probabilità di sviluppare il diabete di tipo 2. È quanto emerge da uno studio USA pubblicato dalla rivista JAMA Internal Medicine.

I ricercatori della Harvard TH Chan School of Public Health e Brigham and Women’s Hospital di Boston, diretti da Qi Sun, hanno esaminato i dati provenienti da nove studi pubblicati riguardanti la dieta e l’incidenza di diabete di tipo 2 in 307.099 partecipanti. Durante i follow-up, che in base agli studi variavano dai due ai 28 anni, 23.544 persone hanno sviluppato il diabete di tipo 2.

Nel complesso, i partecipanti che si avvicinavano di più a una dieta vegana, vegetariana o comunque a base di verdure, presentavano il 23% di probabilità in meno di sviluppare diabete di tipo 2 rispetto alle persone che consumavano meno pietanze di questo tipo.

Le diete a base di cibi vegetali possono favorire il metabolismo e ridurre il rischio di diabete in molti modi, prevenendo ad esempio l’aumento di peso, migliorando la sensibilità all’insulina o riducendo i processi infiammatori” – osserva Qi Sun.

La riduzione del rischio è stata osservata anche in soggetti che non erano rigorosamente vegetariani o vegani.

Il beneficio dei cibi vegetali si riduce nel caso in cui la dieta sia ricca di alimenti come patatine fritte, pane bianco e riso bianco” – sottolinea Sun.

Le persone con la dieta più sana, basata su una combinazione di frutta, verdura e cereali integrali, avevano il 30% di probabilità in meno di sviluppare il diabete di tipo 2 rispetto ai partecipanti che adottavano la dieta meno salutare.

Association Between Plant-Based Dietary Patterns and Risk of Type 2 DiabetesA Systematic Review and Meta-analysis – Frank Qian, MPH; Gang Liu, PhD; Frank B. Hu, MD, PhD; Shilpa N. Bhupathiraju, PhD; Qi Sun, MD, ScD – JAMA Intern Med. Published online July 22, 2019. doi:10.1001/jamainternmed.2019.2195

 

La dieta nella psoriasi e nella artrite psoriasica

La psoriasi è una malattia cronica infiammatoria della pelle e presenta una significativa morbilità e un effetto associato sulla qualità della vita.

Gli adulti con psoriasi e/o artrite psoriasica possono integrare le loro terapie mediche con interventi dietetici per ridurre la gravità della malattia?

Un folto gruppo di ricercatori americani ha messo a punto una revisione sistematica di 55 studi e 4534 pazienti con psoriasi, identificando la riduzione del peso con una dieta ipocalorica come intervento di maggiore efficacia  in pazienti obesi e in sovrappeso con psoriasi.

Da questa revisione, la commissione medica della National Psoriasis Foundation raccomanda  la perdita di peso con una dieta ipocalorica per i pazienti sovrappeso e obesi con psoriasi.

Inoltre, i risultati supportano debolmente una dieta priva di glutine per quei pazienti che presentano marcatori sierologici di sensibilità al glutine.

Dati di bassa qualità suggeriscono invece che alcuni cibi, certe sostanze nutritive e determinati schemi alimentari possano avere un’influenza sull’andamento della malattia.

Per quanto riguarda invece i pazienti con artrite psoriasica, le prove permettono agli autori di consigliare solo debolmente l’integrazione con vitamina D e la riduzione del peso con una dieta a basso contenuto calorico in coloro che sono in sovrappeso e obesi.

Inoltre, i ricercatori hanno evidenziato tre concetti per interpretare le loro raccomandazioni:

  1. continuare la terapia medica regolare per le malattie psoriasiche, dato che gli interventi dietetici non possono essere l’unica fonte di trattamento.
  2. gli interventi dietetici possono essere associati a effetti avversi e controindicazioni
  3. le loro raccomandazioni potrebbero avere impatto anche su altre patologie e potrebbero influire sulla salute generale. 

 

Ford AR, Siegel M, Bagel J, Cordoro KM, Garg A, Gottlieb A, Green LJ, Gudjonsson JE, Koo J, Lebwohl M, Liao W, Mandelin AM 2nd, Markenson JA, Mehta N, Merola JF, Prussick R, Ryan C, Schwartzman S, Siegel EL, Van Voorhees AS, Wu JJ, Armstrong AW – JAMA Dermatol. 2018 Jun 20. doi: 10.1001/jamadermatol.2018.1412.

FONTE | La nutrizione

Gli alimenti giusti per la fertilità maschile

Pomodoro, pesce, cereali, molluschi, frutta e verdura sono i cibi per la fertilità maschile. A evidenziarlo è Salvatore Sansalone, specialista in Andrologia e docente all’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”.

Re indiscusso è il pomodoro che, con il licopene in esso contenuto (che si trova anche in anguria, ananas e papaya), migliora la motilità degli spermatozoi oltre ad avere in altre quantità effetti positivi anche nel tumore della prostata. A seguire tutti gli alimenti ricchi di vitamine (E, C, D e folati, presenti soprattutto nelle verdure a foglia verde). Una dieta ricca di antiossidanti è il top, ed il consiglio è di limitare carni lavorate, patate, latticini grassi, latte intero, caffè, alcol e bevande zuccherate che hanno mostrato effetti negativi sulla qualità del liquido seminale.

L’infertilità è un problema di salute pubblica globale che interessa in media il 15% delle coppie in età riproduttiva: fattori attribuibili al maschio sono responsabili di un 25-30% dei casi. Per tutti una dieta sana è uno di pilastri, insieme a periodiche visite di controllo. In coloro che hanno parametri seminali alterati è possibile prescrivere una vera e propria “terapia a base di supplementi antiossidanti” per sopperire a carenze dietetiche.

Integratori a base di beta carotene, folati, zinco e vitamina C possono determinare un miglioramento.

Carnitina, Coenzima Q10, vitamine del gruppo B ed L-arginina insieme alla vitamina C, possono essere prescritti in persone con infertilità idiopatica, ossia coloro per i quali non esiste una causa conosciuta. Questo permette di mantenere i dannosi radicali liberi sotto controllo, migliorando la qualità del liquido seminale e l’integrità del Dna spermatico” – spiega Salvatore Sansalone.

La ricerca si è concentrata anche sugli acidi grassi omega 3 in considerazione del fatto che gli stessi spermatozoi contengono un’elevata proporzione di acidi grassi polinsaturi che giocano un ruolo cruciale nel concepimento.


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