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Nasce la partnership tra Fondazione Onda e laCasadiRiposo.it

Istituiti nel 2016, i Bollini RosaArgento si ampliano. Questo riconoscimento viene consegnato alle strutture, pubbliche o private accreditate, attente al benessere e alla tutela della dignità delle persone anziane, in grado di garantirne una gestione personalizzata, efficace e sicura. Il progetto è nato per fornire un supporto a familiari e caregiver nella scelta del luogo di ricovero più idoneo ai propri cari secondo criteri quali la qualità dell’assistenza alla persona e dell’assistenza sanitaria e il rispetto delle necessità dell’anziano a seconda del suo stato di salute psico-fisica” – ha spiegato Francesca Merzagora, presidente Fondazione Onda, Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere.

Con questo stesso obiettivo, nasce la collaborazione tra Fondazione Onda e laCasadiRiposo.it, dal 2011 principale portale online per la ricerca di strutture per anziani in Italia e punto di riferimento per la ricerca e selezione di case di riposo, RSA, comunità alloggio e case famiglia.

Da oggi, sul sito www.lacasadiriposo.it sarà possibile identificare tra le RSA e le case di riposo presenti sul portale quelle che hanno ottenuto i Bollini RosaArgento, con la segnalazione anche del numero di bollini assegnati, da 1 a 3, sulla base dei servizi forniti. In questo modo, oltre a offrire una lista sempre aggiornata di strutture, confrontare servizi, foto e prezzi, il portale consentirà di identificare le strutture più virtuose per l’attenzione ai propri ospiti fornendo un ulteriore criterio di scelta ai familiari.

È fondamentale rispondere al bisogno di sicurezza espresso dalle famiglie alla ricerca di assistenza per i propri cari. La collaborazione con Onda è sicuramente un primo passo verso un servizio ancora più affidabile e oggettivo” – ha spiegato Lorenzo Gallori, Partner di laCasadiRiposo.it.

Novità anche per www.bollinirosargento.it

Sul sito dedicato all’iniziativa dove è possibile consultare i servizi offerti dalle strutture premiate e i giudizi degli utenti – da oggi sono pubblicati quelli relativi al biennio 2019 – 2020 – nasce il blog dei Bollini RosaArgento. Questa nuova sezione risponde alle più comuni domande sulla scelta della RSA per orientarsi tra le diverse tipologie esistenti e fornisce informazioni utili sulle principali problematiche di salute che colpiscono le persone anziane. Il blog, infine, raccoglie le notizie più importanti provenienti dal network dei Bollini RosaArgento in tutta Italia.


VIVERE PIU’ A LUNGO, VIVERE MEGLIO

La nostra società sta cambiando: secondo le proiezioni Istat, le persone con un’età superiore ai 65 anni, che rappresentano già oltre il 22% degli italiani, supereranno nel 2030 la soglia del 25%, 1 persona su 4, e raggiungeranno nel 2040 il 32% della popolazione.

Questo fenomeno non riguarda solo il nostro Paese, ma l’intera Europa, dove si stima che gli over 65 rappresenteranno il 29% della popolazione totale, ossia 155 milioni di persone, nel 2040. L’invecchiamento della popolazione ha importanti ricadute sulla società e sul sistema sanitario, legate alla conseguente diffusione di malattie correlate all’età.

Per rispondere a quella che potrà essere la futura emergenza sociale e sanitaria dovuta all’aumento esponenziale delle malattie cardiache strutturali, cioè le malattie delle valvole cardiache, è stato presentato per la prima volta in Italia il Manifesto europeo per un’Europa più sana “Vivere più lungo, vivere meglio”, promosso da fondazione Onda, Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere.

Onda è impegnata da tempo nel diffondere la cultura di un invecchiamento positivo e attivo. Le donne, protagoniste assolute del processo di invecchiamento, vivono più a lungo, ma in condizioni di maggior fragilità biologica e vulnerabilità socioeconomica, per questo è importante preservare la salute delle persone più anziane, con un’attenzione specifica al genere. Secondo una nostra indagine, invecchiare fa paura (il 41% afferma di temerlo molto o moltissimo), non tanto per la fine della vita – a cui non si pensa così frequentemente – quanto più per gli ostacoli che l’invecchiamento comporta come perdita dell’autosufficienza (il 72% la teme molto), sviluppo di malattie (51%) e limitazioni nel movimento (50%)” – spiega Francesca Merzagora, Presidente Onda.

Tra le malattie correlate all’età, ci sono quelle cardiache strutturali – quali la stenosi aortica, il rigurgito mitralico e tricuspidale – che riguardano un declino funzionale delle valvole cardiache. La loro prevalenza aumenta con l’avanzare dell’età e riguarda oggi il 12,5% degli italiani con più di 65 anni, stimando che nel 2040 colpiranno 2,5 milioni di persone. Se si guarda alla situazione europea, secondo le proiezioni Eurostat, nel 2040 le persone over 65 con malattie delle valvole cardiache saranno 20 milioni. Per questo, il Manifesto europeo per un’Europa più sana vuole essere un appello all’Unione europea e agli Stati membri per far adottare un’azione congiunta sulle malattie delle valvole cardiache in modo da attuare piani di intervento per garantirne la diagnosi tempestiva all’interno di programmi di screening per le persone over 65 e assicurare loro un trattamento adeguato e tempestivo.

Qualche mese fa abbiamo presentato al Parlamento europeo questo Manifesto lanciando un appello all’Unione e agli Stati membri per l’adozione di misure volte a fronteggiare attivamente i problemi legati all’invecchiamento della popolazione. Curare e occuparsi delle persone affette da malattie legate all’invecchiamento, come le malattie delle valvole cardiache, significa tutelare la sostenibilità dei sistemi sanitari e socio-assistenziali, preservare l’autonomia dei cittadini più anziani e permettere loro di mantenersi attivi all’interno della propria comunità. È necessario pertanto che Commissione e Stati membri adottino un’azione congiunta affinché si dia priorità all’armonizzazione dei piani d’intervento in modo da garantire a tutti i cittadini dell’Unione europea di avere accesso ai piani di prevenzione. Chiediamo che in tutta Europa gli accertamenti diagnostici per individuare queste malattie siano inclusi tra i controlli sanitari per le persone con più di 65 anni di età. Proponiamo infine di assicurare finanziamenti adeguati per il trattamento tempestivo e la cura di queste malattie così che i pazienti possano tornare rapidamente a condurre una vita normale assicurando il proprio contributo alla società” – ha dichiarato Brando Benifei, Parlamento Europeo.

Considerando l’impatto che l’invecchiamento ha sulla società e sui sistemi sanitari, è importante adottare politiche che possano garantire alle persone anziane di rimanere attive e indipendenti, continuando a contribuire alla società. Per fare questo è necessario prestare particolare attenzione al ruolo che il fenomeno dell’invecchiamento gioca nella definizione e cura delle patologie caratteristiche dell’età avanzata (incluse quelle alle valvole cardiache). L’eterogeneità clinica e la complessità biologica tipiche della popolazione anziana impongono scelte diagnostiche-terapeutiche che sfuggono ai tradizionali paradigmi medici, ma vedono nell’aspetto funzionale del paziente l’obiettivo primario degli interventi” – dice Matteo Cesari, Direttore UOSD Geriatria, Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano e Membro Società Italiana di Gerontologia e Geriatria (SIGG).

Le malattie delle valvole cardiache possono infatti essere curate.

Il loro trattamento passa, in genere, per la riparazione o la sostituzione delle valvole danneggiate attraverso procedure di tipo chirurgico o percutaneo, a seconda di specifiche valutazioni cliniche, tra cui la gravità della malattia e lo stato di salute generale del paziente. In entrambi i casi, il trattamento ha un ruolo fondamentale nel prevenire non solo la mortalità – il 50% delle persone con stenosi aortica sintomatica grave muore entro i 2 anni – ma anche il declino funzionale che può innescare un effetto domino con l’insorgenza di altre malattie. Oggi molte alterazioni strutturali cardiache possono essere curate grazie alla cardiochirurgia microinvasiva senza la necessità di aprire il torace, di utilizzare la circolazione extracorporea e fermare il cuore utilizzando le tecnologie transcatetere. Importante però è il controllo degli esiti nell’ uso dei nuovi device non solo a breve termine ma anche a medio e lungo termine. Questo perché è importante per un sistema sanitario universalistico quale è il nostro che si passi dal concetto di acquisto di un dispositivo al concetto di acquisto di salute che vuol dire valutare ogni device per la capacità che garantisce, nel tempo, di ridurre mortalità ed ospedalizzazioni” – ha spiegato Gino Gerosa, Presidente Società Italiana di Chirurgia Cardiaca (SICCH).

Le tecniche a disposizione oggi, grazie alla ricerca scientifica, sono sempre più avanzate e consentono di curare non solo un maggior numero di pazienti, come ad esempio quelli un tempo ritenuti “non idonei” all’intervento cardiochirurgico, ma anche di tutelare la sostenibilità sociale” – afferma Giuseppe Tarantini, Presidente Società Italiana di Cardiologia Interventistica (SIGE).

Nel 2040, si stima che un quarto delle prestazioni sanitarie sarà di persone con più di 65 anni e già entro il 2020 l’Italia spenderà 18,2 miliardi di euro per le malattie cardiovascolari.

Anche per questo, trattare le malattie delle valvole cardiache, contrastando la comparsa di multi-morbidità, può ridurre le ospedalizzazioni fino al 50% contribuendo a una riduzione dei costi del sistema sanitario nazionale – ha continuato Tarantini.

È quindi importante che il sistema di governance per le politiche di accesso alle terapie innovative trovi una sua armonizzazione, tale dal colmare le disparità regionali ed essere in grado di gestire adeguatamente l’invecchiamento della popolazione italiana. In Lombardia, ad esempio, ogni anno si stimano 10 mila nuovi casi di stenosi aortica severa. Di questi, il 30% non manifesta sintomi e rischia quindi di non ricevere una diagnosi adeguata. Da qui l’importanza di promuovere iniziative di sensibilizzazione e screening, soprattutto nelle fasce di età più colpite.

L’attenzione che Regione Lombardia porta avanti sulla salute di cittadine e cittadini si traduce in azioni concrete e politiche attive che mirano a tutelare le persone sia sul posto di lavoro sia nello svolgimento della vita quotidiana. Un aspetto fondamentale è quello della prevenzione, sul quale come istituzione stiamo investendo molto, con un’opera di sensibilizzazione e di stretta collaborazione con le strutture sanitarie di tutte le nostre Province. L’attenzione verso le malattie cardiovascolari deve sempre essere altissima, per cui ringraziamo Fondazione Onda per l’occasione di confronto. Come Regione Lombardia intendiamo affrontare la tutela della salute e la prevenzione senza mai abbassare la guardia, con un impegno sempre maggiore e mettendo in campo tutti gli strumenti a disposizione della nostra istituzione. La Sanità lombarda rappresenta un’eccellenza riconosciuta anche a livello internazionale. Questo non deve farci credere che possiamo vivere di rendita, ma deve essere di stimolo per farci migliorare sempre di più” – ha commentato Emanuele Monti, Presidente della III Commissione Sanità e Politiche Sociali di Regione Lombardia.

 


Gli animali domestici nel dolore cronico degli anziani

Le persone che hanno animali domestici potrebbero essere in grado di sfruttare questa compagnia per praticare tecniche per la gestione del dolore cronico senza medicinali.

Secondo quanto emerso da alcune interviste condotte su focus groups, i soggetti con dolore cronico sopra i 70 anni affermano che i loro animali apportano gioia e risate, aiutano a rilassarsi, li tengono attivi e promuovono altre buone abitudini che possono essere sfruttare per gestire il dolore.

Come affermato da Mary Janevic dell’Università del Michigan, che ha raccolto questi dati, anche a causa della crisi degli oppioidi sussiste un interesse crescente nel modo in cui le persone usano strategie cognitive e comportamentali per gestire patologie dolorose croniche affidandosi di meno ai farmaci.

Questo apparato di autogestione si basa su tecniche di rilassamento, attività fisica, interazione con gli animali ed approcci basati sulla risoluzione di problemi per minimizzare l’interferenza del dolore.

Ciò è di particolare importanza negli anziani, che spesso vanno incontro ad una maggiore quantità di effetti collaterali dannosi dai farmaci rispetto alle loro controparti più giovani.

Le emozioni positive evocate dagli animali domestici sono antidolorifici naturali, ed influenzano le reazioni chimiche cerebrali esattamente nello stesso modo dei farmaci.

Secondo i ricercatori, gli anziani non dovrebbero procurarsi un animale domestico per risolvere i propri problemi di dolore cronico se non ne hanno già uno, dato che gli animali domestici non fanno per chiunque.

A differenza degli animali terapeutici, i comuni animali domestici presentano temperamenti e comportamenti molto diversificati e pertanto, un dato animale potrebbe non essere utile alla risoluzione di un particolare problema di salute, come il dolore cronico.

La ricerca sta investigando anche altri modi in cui il contatto regolare con un animale domestico in ambito comunitario possa beneficiare la funzionalità cognitiva, come ad esempio nel campo di memoria, rapidità motoria e senso di solitudine.

La frequenza con la quale ci si accompagna ad un animale domestico tende a declinare con l’età, il che evidenzia l’importanza di supportare gli anziani per far loro tenere i propri animali in modo che continuino a ricevere i molteplici benefici per la salute ed il benessere che essi hanno da offrire.

E’ stato infatti dimostrato che gli animali domestici sono di beneficio per le persone dall’infanzia  all’età anziana in molti contesti diversi.

The Role of Pets in Supporting Cognitive-Behavioral Chronic Pain Self-Management: Perspectives of Older Adults – Mary R. Janevic, Varick Shute, Cathleen M Connell, … J Applied Gerontol Received: January 09, 2019; Revisions received: April 09, 2019; Accepted: May 17, 2019 – https://doi.org/10.1177/0733464819856270


Concorso letterario “DAI VOCE ALLA TUA STORIA”

Secondo i dati Istat, nel 2065 in Italia la popolazione over 65 raggiungerà i 20 milioni, ovvero il 32,6% del totale: una fetta importante della popolazione sarà definita anziana con tutto ciò che ne consegue a livello sociale e assistenziale. La solitudine è tipica di questa fase della vita, per questo è importante preservare la rete familiare e di relazioni per evitare l’isolamento che porta gli anziani, in alcuni Paesi come il Giappone, a ritirarsi e morire in solitudine” – ha commentato Francesca Merzagora, Presidente Onda, Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere.

Al tema della solitudine dell’anziano, spesso causata dalla mancanza di autonomia, da malattie o da un tessuto sociale sgretolato, che porta a una condizione di estrema fragilità e ad un progressivo isolamento, è dedicata la seconda edizione del concorso letterario “Dai voce alla tua storia”, promosso da Onda, Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere, con il patrocinio di Senior Italia-Federanziani e Sottovoce, il contributo incondizionato di Korian e Publitalia ’80.

Tra gli oltre 130 scritti pervenuti sono stati selezionati da una giuria 3 lavori, premiati con uno smartphone da Mauro Invernizzi, Country Director Doro, nel corso del convegno “La solitudine e la fragilità dell’anziano: pratica clinica e narrazione si incontrano” organizzato da Onda e tenutosi il 28 febbraio scorso a Milano: la poesia “Il mio lavoro” di Cristina Petitti di Roreto, Geriatra presso la RSA A.S.Far.M. di Induno Olona (VA), la storia “Le due facce della solitudine” di Gaetano Rigamonti, volontario presso la RSA Fondazione Bellaria Onlus di Appiano Gentile (CO) e il racconto “Vuoto di parole” di Rossella Cravero, caregiver.

Onda è impegnata da tempo nel promuovere la cultura di un invecchiamento positivo e il più possibile attivo attraverso iniziative specifiche e campagne di sensibilizzazione. Riserva poi un’attenzione speciale alla scelta del luogo di cura per gli anziani, ovvero le Residenze Sanitarie Assistenziali. Dal 2016 è attivo il progetto Bollini RosaArgento che attribuisce un riconoscimento a tutte quelle strutture, ad oggi 153 in tutta Italia, in possesso dei requisiti necessari per garantire non solo una gestione efficace e sicura dell’ospite, ma anche un’assistenza umana e personalizzata in linea con i principi di un ‘invecchiamento attivo” – ha proseguito Francesca Merzagora.

Che cosa significano per noi le parole e quanto ci aiutano ad alleviare il nostro dolore? Le parole hanno il potere di curare, aiutare, rendere felici? In tempi difficili, oscuri e divisi più che mai abbiamo bisogno anche del potere della parola scritta per la nostra salute emotiva, psicologica e spirituale. Dunque ‘Dai voce alla tua storia’ è la nostra iniziativa, la solitudine dell’anziano il tema scelto da noi come uno degli aspetti che emergono dai mutamenti della società. Leggendo i tanti scritti ricevuti, più di 130, mi piace pensare ai nostri autori come ad una voce unica che si unisce al grido del grandissimo poeta Dylan Thomas ‘do not go gentle in that good night’: Non entrare lieve in quella buona notte/La vecchiaia dovrebbe infiammarsi e strepitare al termine del giorno/Ribellarsi, ribellarsi alla luce che si estingue…/E tu, padre mio, là sulla cima triste, insulta, benedicimi ora con le tue lacrime furiose, te ne prego./…Ribellati, ribellati alla luce che si estingue” – ha chiarito Paola Tincani, giornalista pubblicista e Direttrice di Hachette Fascicoli.

I problemi sociali derivanti dalla solitudine dovrebbero essere inclusi tra gli obiettivi dello stato sociale insieme alla povertà, malattia e scolarità. Tra le cause che portano a uno stato di solitudine, o meglio di percezione della solitudine, ci sono: l’allungamento dell’età media che porta alla progressiva perdita dei coetanei, le caratteristiche delle nostre case che vedono la sempre maggiore perdita di spazi comuni riducendo la possibilità di relazioni e la tecnologia nella comunicazione che uccide i rapporti personali. I risultati degli studi longitudinali indicano che nell’anziano la solitudine è un fattore importante per lo sviluppo della ‘fragilità’ clinica. È indispensabile un intervento culturale che porti alla rivalutazione sociale dell’anziano, ma anche un ripensamento architettonico delle nostre case e delle residenze per anziani per favorire l’instaurarsi di rapporti interpersonali. Non ritengo che in questo ambito un significativo aiuto possa venire da nuovi farmaci” – ha affermato Luigi Bergamaschini, Professore Associato in Medicina Interna, Università degli Studi di Milano e Direttore della IV UOC di Riabilitazione Neuro-motoria, A.S.P. IMMeS e Pio Albergo Trivulzio.


Bollini RosaArgento edizione 2019-2020

Sono 153 le Residenze Sanitarie Assistenziali, meglio conosciute come RSA, premiate oggi da Onda, Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere, nell’ambito della seconda edizione dei Bollini RosaArgento, il riconoscimento su base biennale attribuito alle strutture, pubbliche o private accreditate, attente al benessere, alla tutela della dignità e in grado di garantire una gestione personalizzata, efficace e sicura delle persone ricoverate. L’iniziativa gode del patrocinio di 12 Società scientifiche e Associazioni in ambito geriatrico*.

Uno degli obiettivi dei Bollini RosaArgento è quello di fornire alle famiglie uno strumento di orientamento per scegliere il luogo di ricovero più adatto per i propri cari non autosufficienti. I servizi delle strutture premiate per il bando 2019-2020, assieme ai giudizi espressi dall’utenza, saranno infatti consultabili sul sito www.bollinirosargento.it tramite un motore di ricerca dedicato, a partire da gennaio 2019.

I Bollini RosaArgento sono una ‘bussola socio sanitaria’ che orienta i familiari e le persone anziane nella scelta delle RSA più attente al benessere e alla tutela della dignità degli ospiti. Tutto quanto nella logica di curare, ma anche di ‘prendersi cura’ delle persone anziane. Si è creato un network di RSA che, tramite un reciproco confronto informativo e formativo, sviluppa e offre servizi sempre più coerenti alle aspettative degli ospiti. I Bollini RosaArgento sono un ‘rating’ della qualità dei servizi delle RSA” – sostiene Giorgio Fiorentini, Presidente della Commissione Bollini RosaArgento.

Le 153 strutture premiate distribuite sul territorio nazionale sono in possesso dei requisiti, identificati da una Commissione multidisciplinare di esperti, considerati importanti per garantire la migliore accoglienza degli ospiti che includono non solo caratteristiche socio-sanitarie, come appropriatezza dell’assistenza clinica, caratteristiche strutturali e servizi offerti, ma anche grande attenzione al lato umano dell’assistenza e della cura per garantire agli ospiti una buona qualità di vita e una permanenza dignitosa all’interno dell’RSA. Sulla base di questi criteri è stato attribuito il massimo riconoscimento (tre bollini) a 60 RSA, 92 hanno ricevuto 2 bollini e 1 struttura ha ottenuto 1 bollino.

Rispetto al bando precedente questa seconda edizione ha registrato una notevole crescita delle strutture aderenti. Per il biennio 2019-2020 sono infatti 153 le RSA candidate a livello nazionale e premiate con almeno un bollino, il 54% in più rispetto al biennio passato e 68 sono nuove strutture. Questo risultato rappresenta un segnale importante che esprime una maggiore determinazione delle RSA di promuovere i propri servizi e attività, come esempio virtuoso di attenzione nei confronti degli ospiti e delle loro famiglie. Quasi il 40% delle strutture del nuovo network hanno raggiunto il massimo riconoscimento di 3 Bollini RosaArgento evidenziando così il loro impegno nell’assicurare una presa in carico di qualità. Inoltre, molte delle RSA premiate sono concentrate nelle Regioni del Nord e del Centro Italia, tuttavia rispetto al vecchio network sono entrate anche nuove strutture in Calabria e Sardegna. Anche questo elemento geografico riteniamo sia fortemente significativo poiché rappresenta un tentativo di rispondere positivamente alla problematica italiana della difformità regionale rispetto all’accesso ai servizi” – commenta Francesca Merzagora, Presidente Onda.

Per una famiglia la scelta di una RSA per l’anziano non autosufficiente rappresenta sempre un momento delicato. Occorre assicurarsi che i propri cari risiedano in un luogo sicuro, professionale che metta le esigenze della persona al centro del proprio operato. I Bollini RosaArgento rappresentano a tal fine uno strumento importante di riconoscimento verso quelle strutture che si sono distinte proprio per l’attenzione riservata al benessere psico-fisico complessivo dei loro ospiti. Si tratta di una certificazione tanto più preziosa quanto più complicato è oggi orientarsi nell’offerta rispetto a criteri come la qualità dell’assistenza, il livello dei servizi e il rispetto della dignità del paziente fragile” – dichiara Roberto Messina, Presidente Senior Italia Federanziani.

L’impegno nell’affermare la centralità della famiglia nel contesto sociale si traduce anche nella necessità di tutelare il benessere psicofisico di tutti i suoi componenti, con particolare riferimento agli anziani. Il progressivo aumento della vita media ci porta inevitabilmente verso nuovi bisogni, che meritano le attenzioni di tutti quei soggetti pubblici e privati che erogano servizi di assistenza e cura. È importante, anche nell’ottica di un progressivo e generale miglioramento della qualità dell’offerta, valorizzare tutte quelle esperienze che possono rappresentare un modello di eccellenza a cui ambire e a cui fare riferimento. Per questo non posso che ringraziare l’Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere per il valore di questa iniziativa” – afferma Silvia Piani, Assessore alle Politiche per la Famiglia, Genitorialità e Pari Opportunità, Regione Lombardia.

Recentissimi studi, confermano l’importanza, per i pazienti anziani ricoverati in una RSA, di contrastare in particolare due sintomi frequentemente associati a depressione per ridurre l’incremento del decadimento cognitivo: uno psichico, l’apatia, e l’altro fisico, la sarcopenia, ossia la riduzione di massa muscolare. In particolare, l’apatia, caratterizzata da un deficit di motivazione, ridotta iniziativa e indifferenza affettiva, aumenta di due volte il rischio relativo di decadimento cognitivo ed è una condizione abbastanza frequente nella popolazione anziana con deficit cognitivi interessando dal 20 al 50% dei soggetti. La sarcopenia a sua volta è frequentemente associata a un raddoppio della depressione come viene confermato da metanalisi recenti condotte su oltre 30 mila persone. La copresenza di apatia, sarcopenia e depressione aumenta significativamente il rischio di decadimento o di peggioramento della funzionalità cognitiva” afferma Claudio Mencacci, Presidente Dipartimento di salute mentale ASST FBF Sacco, Milano.

Un’attenzione particolare è stata dedicata proprio alle strutture che si sono impegnate nel migliorare la qualità di vita degli assistiti attraverso progetti volti a stimolare le funzioni cognitive, psico-motorie e relazionali e favorire l’autonomia e le capacità degli anziani mediante un approccio non convenzionale.

Onda, infatti, ha promosso il Concorso Best Practice, rivolto alle RSA appartenenti al circuito 2017-2018, con l’obiettivo di identificare e premiare le migliori prassi sul tema delle terapie non convenzionali. All’iniziativa hanno aderito 25 strutture presentando in totale 48 servizi valutati poi da un apposito Comitato di esperti sulla base di alcuni criteri come rilevanza, multidisciplinarietà, efficacia, efficienza e replicabilità del servizio.

Sono state selezionate le seguenti 8 Best Practice premiate durante la cerimonia di assegnazione dei Bollini RosaArgento 2019-2020: Italian Hospital Group – RSA 3 Geriatria (Guidonia, RM), Casa di Cura Villa Rosa (Viterbo), KORIAN Vittoria (Brescia), A.S.F.A.R.M. Azienda Speciale (Induno Olona, VA), Istituto Geriatrico P. Redaelli (Milano), RSA Pio Albergo Trivulzio (Milano), KORIAN Ippocrate (Milano), KORIAN Il Giglio (Firenze).

*L’iniziativa Bollini RosaArgento ha il patrocinio di: AIP – Associazione Italiana Psicogeriatria, FNOPI – Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche, Senior Italia Federanziani, SICGe – Società Italiana di Cardiologia Geriatrica, SID – Società Italiana di Diabetologia, SIGG – Società Italiana di Gerontologia e Geriatria, SIGITE – Società Italiana Ginecologia Terza Età, SIGOT – Società Italiana Geriatria Ospedale e Territorio, SIMG – Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie, SINEG – Società Italiana di Neurogeriatria, SIP – Società Italiana di Psichiatria, SIR – Società Italiana di Reumatologia.

 

 

Il primo Open Day di Onda nelle Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA)

Onda, Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere, in occasione della giornata mondiale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) sulla consapevolezza degli abusi sulle persone anziane, ha organizzato, il 15 giugno scorso, il 1° Open Day nelle RSA del Network Bollini RosaArgento, riconoscimento assegnato dal 2016 alle strutture pubbliche o private accreditate attente alla salute, al benessere e alla dignità dei propri ospiti, rappresentati soprattutto da donne.

Una giornata a porte aperte dove le famiglie e i caregiver hanno avuto l’occasione di visitare i luoghi di cura, conoscerne i servizi offerti e le modalità di presa in carico degli ospiti, con l’obiettivo di scegliere in modo consapevole il luogo di cura per i loro cari.

Sul sito www.bollinirosargento.it è disponibile un motore di ricerca per consultare i servizi offerti dalle strutture come visite guidate all’interno dell’RSA, iniziative, attività e eventi gratuiti.

L’Open Day è stato promosso da Onda col patrocinio di Associazione Italiana Psicogeriatria (AIP), Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche (FNOPI – ex IPASVI), Senior Italia Federanziani e Società Italiana di Gerontologia e Geriatria (SIGG).

Siamo felici di lanciare questo primo Open Day dedicato alle RSA proprio nella Giornata mondiale sulla consapevolezza degli abusi sulle persone anziane. L’OMS calcola che 1 anziano su 6 nel mondo subisce abusi e le vittime passeranno dai 140 milioni di oggi a oltre 320 milioni nel 2050. Di qui l’importanza di sensibilizzare le famiglie sulla condizione di fragilità dell’anziano e metterle in condizione di selezionare in modo adeguato il luogo di ricovero più adatto. Questo Open Day rappresenta un’iniziativa unica nel suo genere: darà la possibilità alle famiglie di visitare le RSA presenti sul territorio, scoprire i servizi che offrono e i criteri che applicano nell’assistenza e nella cura degli anziani” – ha commentato Francesca Merzagora, Presidente Onda.


Tamsulosina e rischio demenza negli anziani

 

La tamsulosina potrebbe incrementare il rischio di demenza negli uomini dai 65 anni in su con iperplasia prostatica benigna (BPH).

Secondo Helen Wu dell’Università del Connecticut, autrice dello studio su più di 250.000 pazienti che ha portato a queste conclusioni, il rischio è maggiore fra i 65 ed i 74 anni che nelle fasce più anziane, e se ciò trovasse conferma si tratterebbe di un dato con un enorme impatto sulla gestione della BPH, dato che un alfa-bloccante come la tamsulosina rappresenta di solito la prima scelta ed anche il trattamento che probabilmente rimarrebbe in atto per il periodo più prolungato.

Questi risultati, se confermati, potrebbero spingere molti pazienti, specialmente fra i più giovani, a scegliere fra la terapia chirurgica ed altri alfa-bloccanti. La tamsulosina potrebbe avere effetti negativi sulla funzionalità cognitiva per via della sua selettività unica per il sottotipo recettoriale alfa1 nel cervello.

I medici dovrebbero essere consapevoli di questi rischi, ed i pazienti che assumono tamsulosina dovrebbero essere sottoposti a valutazioni più frequenti del loro stato mentale, anche perché il farmaco potrebbe accelerare il declino cognitivo dei pazienti in cui si riscontra un deficit precoce della memoria.

Il presente studio indica che il rischio aumenta con la dose cumulativa di esposizione al farmaco. Questa correlazione dose-risposta fornisce ulteriore supporto all’ipotesi secondo cui la tamsulosina incrementa il rischio di demenza.

Tamsulosin and the risk of dementia in older men with benign prostatic hyperplasia – Yinghui Duan, James J. Grady, Peter C. Albertsen, Z. Helen Wu – Pharmacoepidemiol Drug Saf. 2018;1–9., DOI: 10.1002/pds.4361


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