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COVID-19 e Sclerosi Multipla

L’emergenza portata dal coronavirus (COVID-19), dichiarata pandemia, riguarda ormai tutto il mondo. Per questo la MSIF (Multiple Sclerosis International Federation), la Federazione Internazionale delle Associazioni di Sclerosi Multipla, ha elaborato un documento con le nuove raccomandazioni per le persone con sclerosi multipla (SM), affinché adottino le misure adeguate per prevenire il rischio di contagio dal virus, e prendano le decisioni corrette riguardo alla gestione delle terapie e dei trattamenti per la sclerosi multipla.

Questo documento è stato prodotto da un team di neurologi esperti a livello internazionale e rappresentanti delle organizzazioni che compongono la Federazione Internazionale SM. Si tratta di un gruppo di lavoro composto da AISM e SIN – Società Italiana di Neurologia – lo ha poi declinato per lo specifico contesto italiano.

Oltre ai consigli in generale per le persone con SM, le linee guida includono le raccomandazioni della dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), i consigli per chi fa trattamenti modificanti la malattia, per chi è sottoposto a terapia aHSCT cioè a trattamento chemioterapico intensivo e per chi è in trattamento riabilitativo.

Per quanto riguarda le donne con SM in gravidanza al momento non esistono indicazioni specifiche.

Questo documento offre raccomandazioni specifiche, mirate alle persone con sclerosi multipla, molte di loro sono trattate con immunosoppressori, che affrontano questa situazione in una condizione di particolare fragilità. Si consiglia a tutte le persone con SM di prestare particolare attenzione alle linee guida per ridurre il rischio di infezione da COVID-19. Queste raccomandazioni sono rivolte anche ai caregiver, i familiari che vivono con una persona con SM o che la visitano regolarmente, per ridurre la possibilità di portare l’infezione da COVID-19 a casa e mettere a rischio contagio la persona con SM” – ha dichiarato Mario Alberto Battaglia, Presidente FISM, Fondazione italiana Sclerosi Multipla.

E’ importante in questo momento che i pazienti con sclerosi multipla e i loro caregiver rispettino le raccomandazioni suggerite e che, contestualmente, facciano sempre riferimento al neurologo che li segue così come all’AISM per qualunque dubbio sulle terapie e sul proprio stato di salute, piuttosto che sulle procedure da seguire per diminuire il rischio di contagio da coronavirus. La Società Italiana di Neurologia, di concerto con l’AISM, si impegna a tenere aggiornate le raccomandazioni, monitorando l’evolversi della situazione e raccogliendo ulteriori informazioni scientifiche anche a livello internazionale” – ha affermato Gioacchino Tedeschi, Presidente della Società Italiana di Neurologia e Direttore Clinica Neurologica e Neurofisiopatologia, Università degli Studi di Napoli “Luigi Vanvitelli”.

Le raccomandazioni sono disponibili su neuro.it e aism.it

Cos’è la Sclerosi Multipla

Cronica, imprevedibile e invalidante, la sclerosi multipla è una delle più gravi malattie del sistema nervoso centrale. In Italia sono 122 mila le persone colpite da sclerosi multipla, 3.400 nuovi casi ogni anno: 1 diagnosi ogni 3 ore. Il 50% delle persone con SM è giovane e non ha ancora 40 anni. La SM colpisce le donne due volte più degli uomini. La causa e la cura risolutiva non sono ancora state trovate ma grazie ai progressi compiuti dalla ricerca scientifica, esistono terapie e trattamenti in grado di rallentare il decorso della sclerosi multipla e di migliorare la qualità di vita delle persone.

 

Le raccomandazioni per le persone con Sclerosi Multipla (SM)

Le persone con SM sono soggetti “fragili”. Pertanto i loro comportamenti e quelli dei loro famigliari devono tener conto di questa condizione ed essere improntati ad una estrema attenzione e protezione dal rischio infettivo.

· Evitare che la persona con SM esca di casa ad esempio per fare la spesa, fare una passeggiata e per visitare un parente o un amico, se non per motivi eccezionali.

· La persona con SM deve recarsi al centro clinico Sclerosi Multipla solo in casi eccezionali come un trattamento infusionale o sospetto di attacco o insorgenza di eventi avversi gravi.

· Affidare ai famigliari o volontari AISM il ritiro del trattamento, in linea con il piano terapeutico e la consegna degli esami di monitoraggio del trattamento.

· Evitare i luoghi affollati.

· Evitare di utilizzare i mezzi pubblici, ove possibile.

· Ove possibile, utilizzare alternative (ad esempio il telefono) agli appuntamenti medici di routine con il medico di famiglia o altri specialisti o altri operatori sanitari e sociali.

 

Le raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità includono:

  • Lavarsi le mani frequentemente con acqua e sapone o con un massaggio alle mani a base di alcol.
  • Evitare di toccare gli occhi, il naso e la bocca se non si hanno le mani pulite.
  • Cercare di mantenere una distanza di almeno 1 metro tra voi stessi e gli altri, in particolare quelli che tossiscono e starnutiscono.
  • Quando si tossisce e si starnutisce, coprire la bocca e il naso con il gomito flesso o un fazzoletto.
  • Praticare la sicurezza alimentare utilizzando diversi taglieri per carne cruda e cibi cotti e lavarsi le mani tra una manipolazione e l’altra.

 

Consigli sulle terapie per la SM che modificano la malattia

Molte terapie che modificano la malattia (DMT) per la SM funzionano sopprimendo o modificando il sistema immunitario. Alcuni farmaci per la SM potrebbero aumentare la probabilità di sviluppare complicazioni da un’infezione da COVID-19, ma questo rischio deve essere bilanciato con i rischi di interrompere il trattamento.

Noi raccomandiamo che:

  • Le persone con SM che attualmente assumono DMT continuino il trattamento.
  • Le persone con SM che sviluppano sintomi di COVID-19 o risultano positive al test per l’infezione discutano le terapie per la SM con il loro o con un altro operatore sanitario che abbia specifiche competenze e familiarità con la loro cura.
  • Prima di iniziare un nuovo DMT, le persone con SM discutano con il neurologo alla luce del rischio COVID-19 nella regione.
  • Coloro che stanno per iniziare una DMT ma non l’hanno ancora fatto, dovrebbero considerare la possibilità di scegliere un trattamento che non riduca le cellule immunitarie specifiche (linfociti). Esempi sono: interferoni, glatiramer acetato, o natalizumab. I farmaci che riducono i linfociti su intervalli più lunghi includono alemtuzumab, cladribina, ocrelizumab e rituximab.
  • I seguenti DMT orali possono ridurre la capacità del sistema immunitario di rispondere ad un’infezione: fingolimod, dimetilfumarato, teriflunomide e siponimod. Le persone con SM dovrebbero considerare attentamente i rischi e i benefici dell’inizio di questi trattamenti durante la pandemia COVID-19.
  • Le persone con SM che stanno assumendo alemtuzumab, cladribina, ocrelizumab, rituximab, fingolimod, dimetilfumarato, teriflunomide o siponimod e che vivono in una comunità con un’epidemia di COVID-19 dovrebbero isolarsi il più possibile per ridurre il rischio di infezione.
  • Le raccomandazioni per ritardare la seconda o ulteriori dosi di alemtuzumab, cladribina, ocrelizumab e rituximab a causa dell’epidemia di COVID-19 differiscono da paese a paese. In considerazione dei rischi sopra menzionati, relativi al viaggio e all’accesso ad un’area ad alto rischio di infezione come l’ospedale, per le persone con SM sottoposti a trattamento con tali farmaci si suggerisce un ritardo fino ad un mese salvo casi eccezionali lasciati al giudizio del neurologo curante.

 

Consigli per quanto riguarda l’aHSCT

Il trattamento ematopoietico autologo con cellule staminali ematopoietiche (aHSCT) comprende il trattamento chemioterapico intensivo. Questo indebolisce gravemente il sistema immunitario per un periodo di tempo. Le persone con SM che si sono recentemente sottoposte al trattamento dovrebbero prolungare il periodo di isolamento durante l’epidemia di COVID-19. persone con SM che devono sottoporsi al trattamento dovrebbero prendere in considerazione la possibilità di rimandare la procedura in consultazione con il proprio operatore sanitario.

 

Consigli per persone in trattamento riabilitativo

In analogia con quanto sopra riferito e nella prospettiva di una minimizzazione dei rischi associati, gli interventi riabilitativi ambulatoriali e domiciliari di tipo fisico, cognitivo o in generale miranti ad un miglioramento del benessere devono essere sospesi, salvo cure palliative e condizioni eccezionali a giudizio del curante. In questo caso sia la persona con SM che il terapeuta devono indossare le protezioni previste (mascherina e guanti).

 

Consigli per i bambini o le donne incinte con SM

 


Proteine sì, ma quante? A ciascuna età il giusto apporto

Nell’ambito del progetto di educazione nutrizionale Nutripiatto arrivano le raccomandazioni di SIPPS (Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale) per un corretto consumo di proteine.

Le proteine, infatti, pur essendo un elemento essenziale nella crescita dei bambini, possono rappresentare anche un pericolo per l’organismo, soprattutto nei più piccoli, con complicanze a livello renale, modifiche dell’appetito e obesità che sono, infatti, i rischi principali di un eccessivo consumo di proteine. I bambini di età inferiore ai 3 anni non devono superare il 12% di apporto proteico giornaliero. A raccomandarlo è la Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS) che fornisce alcune precise indicazioni alimentari per non cadere in errori che possano compromettere la salute del bambino di oggi e dell’adulto di domani.

Fondamentali a tutte le età, ma soprattutto in età pediatrica, le proteine rappresentano “i mattoni” necessari a costruire nuovi tessuti e riparare quelli danneggiati. Sono 5 le categorie alimentari considerate fonte primaria di proteine (carne, uova, pesce, legumi, latte e derivati).

A mettere in evidenza la giusta ripartizione nell’arco di una settimana è la SIPPS che raccomanda 4 porzioni di legumi, 4 di pesce, 1 uovo a settimana, 1 porzione di carne rossa, 2 porzioni di carne bianca e 2 porzioni di formaggio.

Le proteine sono in realtà contenute, sebbene in quantità inferiori, anche in altri alimenti: pasta, cereali, orzo, farro, avena, frutta secca, castagne, persino alcuni frutti e ortaggi. Basti pensare che una porzione di crusca di frumento apporta lo stesso quantitativo proteico di un vasetto di yogurt.

È di estrema importanza prestare attenzione al nostro introito proteico e consumare una sola fonte primaria di proteine ad ogni pasto da scegliere, dunque, tra legumi, carne, pesce, uova o latte e derivati, ma mai combinandole nello stesso pasto. Troppo spesso si eccede nel consumo di proteine senza rendersene conto, come nel caso del panino con formaggio e prosciutto. Le proteine svolgono un ruolo di base nel mantenimento di un buono stato di salute pertanto, nel rispetto generale di sane abitudini alimentari, la costante attenzione alla frequenza di rotazione consigliata delle fonti proteiche, unitamente al consumo di porzioni equilibrate, è in grado di preservare e promuovere la salute dei nostri bambini” – ha sottolineato Giuseppe Di Mauro, Presidente SIPPS.

L’indicazione prudenziale proposta dai LARN (Livelli di assunzione di riferimento per la popolazione italiana, 2014) per i bambini al di sotto dei 3 anni è prevedere un apporto proteico quotidiano che si trovi all’interno del range 8-12% dell’energia totale e comunque perentoriamente al di sotto del 15% dell’energia totale giornaliera.

Dai 3 anni in poi, sulla base delle indicazioni del Larn per l’apporto proteico, è bene rimanere nell’intervallo di riferimento 12-18% sulle calorie giornaliere. Il pericolo di un consumo eccessivo può portare a complicanze a livello renale, sovrappeso/obesità e modifiche dell’appetito” – ha aggiunto Lisa Mariotti, Nutrizionista Pediatrica Dipartimento Medicina dell’Infanzia e dell’età Evolutiva ASST Fatebenefratelli-Sacco di Milano, consulente nutrizionista SIPPS.

Le proteine, dopo l’acqua, costituiscono la parte maggiore dei tessuti per questo sono uno dei principali alimenti indispensabili nella dieta dell’uomo. Hanno una funzione prevalentemente plastica (servono per lo sviluppo, la conservazione e il ripristino delle cellule) e, in misura minore, energetica. In particolare, i fabbisogni proteici di bambini e adolescenti (1-17 anni) sono calcolati per soddisfare le richieste necessarie per la crescita e per il mantenimento di una massa proteica in progressivo aumento.

Le proteine non sono tutte uguali quelle di origine animale si definiscono complete, in quanto una singola porzione dell’alimento che le veicola è in grado di soddisfare pienamente il fabbisogno dell’organismo in termini proteici. Al contrario, le proteine derivanti da fonti vegetali quali i legumi si definiscono incomplete: in tal caso, una singola porzione non copre i fabbisogni proteici dell’organismo; per raggiungerli, è necessario consumare insieme un’altra fonte alimentare. Il classico consumo di pasta e fagioli è l’esempio principe di questo concetto: combinando le proteine dei legumi con i cereali la qualità proteica viene migliorata per via di una reciproca integrazione, permettendo di raggiungere il fabbisogno proteico ideale” – ha concluso Leo Venturelli, Responsabile comunicazione SIPPS.

Nutripiatto è uno strumento di educazione nutrizionale sviluppato da Nestlé e rivolto ai bambini dai 4 ai 12 anni, studiato con il fine di promuovere i principi di un’alimentazione sana e bilanciata.

Il progetto prevede un kit composto da un piatto “intelligente” e da una guida didattica che spiega come utilizzare il Nutripiatto e offre idee e consigli per soddisfare i fabbisogni nutrizionali dei bambini, tenendo anche conto delle differenti fasce di età.

La guida prevede inoltre capitoli specifici relativi alla corretta idratazione e all’attività fisica da svolgere con gli amici e con i propri animali da compagnia.

Nutripiatto rientra nel progetto internazionale Nestlé for Healthier Kids, che si pone l’ambizioso obiettivo di aiutare, entro il 2030, 50 milioni di bambini a vivere in modo più sano.

Novo Nordisk e UNICEF in partnership per prevenire il sovrappeso e l’obesità infantile

Novo Nordisk e UNICEF hanno annunciato in occasione della Giornata mondiale del bambino (World Children’s Day) e 30° anniversario della Convenzione sui diritti dell’infanzia, una partnership per aiutare a prevenire il sovrappeso e l’obesità infantile in tutto il mondo, con un impegno iniziale di interventi in America Latina e Caraibi.

Nell’ambito della collaborazione, l’agenzia per l’infanzia delle Nazioni Unite e la multinazionale farmaceutica uniranno gli sforzi per migliorare la conoscenza e la consapevolezza su come prevenire il sovrappeso e l’obesità e combattere il problema alla radice.

L’accordo copre inizialmente un periodo di tre anni e mira a:

  • migliorare l’informazione dei decisori circa le politiche di successo nel prevenire sovrappeso e obesità infantile nei paesi a medio reddito
  • accrescere la consapevolezza dell’impatto del sovrappeso e dell’obesità sui bambini e sui loro diritti e sostenere la necessità di apportare modifiche sostanziali per affrontare questa crescente epidemia
  • promuovere e rafforzare interventi multisettoriali in America Latina e Caraibi, con particolare attenzione a Messico e Colombia.

 

Il sovrappeso e l’obesità infantile portano problemi di salute, creano stigma e possono persino provocare la riduzione del livello di istruzione. Con partner come Novo Nordisk, vogliamo garantire che la prevenzione dell’obesità infantile e del sovrappeso diventino una responsabilità sociale più ampia, coinvolgendo governi, società civile, settore privato, comunità e famiglie” – ha dichiarato Henrietta Fore, UNICEF Executive Director.

I recenti dati dell’UNICEF’s State of the World’s Children Report 2019 mostrano che il sovrappeso e l’obesità infantile sono in aumento quasi ovunque. Ad oggi, 40 milioni di bambini con meno di cinque anni sono in sovrappeso e, negli ultimi 15 anni, il numero di giovani in sovrappeso con un’età compresa tra 5 e 19 anni è quasi raddoppiato.

Non c’è dubbio che il sovrappeso e l’obesità infantile rappresentino un’emergenza sanitaria che richiede attenzione immediata. Questi fenomeni non sono una questione di responsabilità individuale, riguardano tutti. Insieme all’UNICEF, speriamo di aiutare milioni di bambini a condurre una vita sana e allo stesso tempo di contribuire a ridurre l’onere dell’obesità per la società mondiale” – ha affermato Lars Fruergaard Jørgensen, President and CEO di Novo Nordisk.

L’UNICEF lavora in alcuni dei luoghi meno accessibili e più difficili del mondo per raggiungere i bambini più svantaggiati. In oltre 190 paesi e territori, lavora per ogni bambino, ovunque, per costruire un mondo migliore per tutti. L’UNICEF non sostiene alcuna azienda, prodotto, marchio o servizio.

Per ulteriori informazioni su UNICEF e il suo lavoro per i bambini, visitare www.unicef.org. Segui l’UNICEF su Twitter e Facebook.

Novo Nordisk è una multinazionale farmaceutica che da oltre 95 anni è leader nella cura del diabete. Questo patrimonio le ha fornito le capacità e le competenze per aiutare le persone a sconfiggere anche l’obesità, l’emofilia, i disturbi della crescita e altre gravi malattie croniche. Novo Nordisk ha sede in Danimarca e ha circa 42.200 dipendenti in 80 paesi e commercializza i suoi prodotti in più di 170 nazioni.

Per maggiori informazioni novonordisk.com, Facebook, Twitter, LinkedIn, YouTube.

 

Feste di Natale: “Meno stress e più tempo con i propri bambini”

Il Natale: un’occasione da non perdere!

La Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale, in occasione delle festività Natalizie, fornisce utili consigli per trascorrere questi giorni in serenità con i propri piccoli.

La ricerca degli addobbi migliori e di pranzi e cene dai ricchi e ricercati menu, spesso, infatti, fanno perdere di vista il reale significato del Natale e generare stress, sia nei grandi che nei bambini, e i bimbi si sa, sono come spugne e assorbono il clima emotivo intorno a loro.

Il segreto del Natale sta proprio nell’immergere il bambino nella dimensione della favola, contribuendo a sviluppare la loro immaginazione, nel farlo sognare. Durante questi giorni di vacanza, gli adulti dovrebbero rallentare i propri ritmi per godere del tempo prezioso passato con i propri bimbi, unendosi a loro nei giochi, nella decorazione della casa, nei preparativi delle cene e dei pranzi e nelle tradizioni locali. Il benessere psico-fisico dei nostri bimbi deve essere al centro di queste feste” – afferma Giuseppe Di Mauro, Presidente SIPPS.

Queste alcune raccomandazioni della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale:

  • Il Natale – spiegare ai bambini il significato del Natale raccontandogli storie a tema aiutandosi con belle illustrazioni, ascoltando le musiche natalizie più classiche.
  • I Regali – Non esagerare nel numero di costosi regali, evitando che diventino una competizione tra adulti: ai bambini il lusso non interessa, sono attratti dalle cose semplici.
  • Tv – passare del tempo con i propri piccoli coinvolgendoli in tutti i preparativi. Addobbare l’albero, cantare, cucinare insieme, eviterà ai nostri piccoli di annoiarsi e stare troppo tempo davanti tablet e tv.
  • Cibo – tenere d’occhio l’alimentazione evitando le lunghe abbuffate natalizie, preservando le abitudini e gli orari dei più piccoli: eccessi e sregolatezze possono rovinare il resto delle vacanze a tutta la famiglia.
  • Occhio all’influenza – temperature basse e passaggi repentini dal caldo al freddo, oltre che gli abbracci e i baci per i tradizionali scambi di auguri, creano le condizioni migliori perché i virus influenzali e parainfluenzali si diffondano costringendoci a letto proprio durante le feste. Coprirsi naso e bocca quando si starnutisce o tossisce e lavarsi spesso le mani sono abitudini di buon senso per limitare il contagio di sé e degli altri. Molto importante poi è non coprire troppo i bambini.
  • Le luci del Natale – a volte gli addobbi natalizi possono rappresentare un pericolo, se a portata di bimbo. Occorre prestare la massima attenzione a candele, fili elettrici, lucine, pesanti decorazioni quando i bimbi girano per casa. Importante inoltre spegnere sempre tutto durante la notte.

 

Scuola e giochi in corsia

Ipad, Kindle, WII Balance. E ancora cartoon e realtà virtuale. L’iniziativa “Scuola e giochi in corsia”, messa a punto da Amgen, global leader nelle biotecnologie, in collaborazione con AIEOP (Associazione Italiana Ematologia Oncologia Pediatrica), aiuta bambini e adolescenti con leucemia o altre neoplasie, e quelli sottoposti a procedure di trapianto di cellule emopoietiche, ad affrontare il lungo percorso di ospedalizzazione, grazie a innovativi strumenti didattici e ludico ricreativi e al supporto di insegnanti e psico-oncologi nei reparti.

Ogni centro, in base alle proprie esigenze, può scegliere nell’ambito di un set di strumenti offerti dal programma: materiale scolastico con l’utilizzo di iPad e Kindle per imparare divertendosi; giochi e realtà virtuale, cartoni animati proiettati sui muri delle stanze degli ospedali per ridurre stress e paura per la malattia; e ancora, palestre virtuali attraverso l’utilizzo di WII Balance per i faticosi percorsi riabilitativi. All’interno del programma riveste un ruolo fondamentale il corpo docente presente in ospedale anche durante i periodi di vacanze scolastiche, ovvero quando l’isolamento si fa sentire ancora più forte. L’iniziativa, inoltre, prende in carico anche la sfera emotiva, grazie al sostegno di psico-oncologi che possono alleviare le preoccupazioni dei bambini e delle loro famiglie. Infine, per piccoli stranieri o di altre religioni, è prevista anche la figura del Mediatore culturale che ha il compito di facilitare l’integrazione dei piccoli pazienti dal punto di vista linguistico, culturale e religioso.

“Scuola e giochi in corsia” ha preso il via, agli inizi di novembre scorso, dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, coinvolgendo 7 centri AIEOP – oltre alla Capitale, Monza, Torino, Trieste, Bologna, Napoli, Bari – e verrà presto esteso ad altre pediatrie italiane.

Il cambio di prospettiva alla base dell’iniziativa è quella di considerare chi è ammalato di leucemia e viene sottoposto a chemioterapia non come un paziente bensì come un bambino o un adolescente che ha bisogno oltre che di cure mediche all’avanguardia anche di un’assistenza a 360 gradi che presti attenzione agli aspetti psicologici, ludico-ricreativi e didattici, considerandolo dunque nella sua interezza” – ha sottolineato Marco Zecca, presidente AIEOP e direttore UOC Oncoematologia Pediatrica del Policlinico San Matteo di Pavia.

Il programma vuole creare un ecosistema di supporto per i pazienti pediatrici contribuendo a migliorare la loro qualità di vita, alleviando il senso di isolamento provato durante le lunghe ospedalizzazioni e facilitando il rientro di bambini e ragazzi alla vita quotidiana al termine delle cure.

Ogni anno in Italia si ammalano di tumore circa 1500 bambini di età compresa tra 0 e 14 anni e circa 800 adolescenti con un’età compresa fra 15 e 18 anni. I tumori pediatrici più comuni sono ematologici e, tra questi, le leucemie acute sono circa 500, di cui i casi di Leucemia Linfoblastica Acuta (LLA) sono circa 400 l’anno, rappresentando quasi l’80% delle leucemie fino ai 15 anni. Esistono vari sottotipi di Leucemia Linfoblastica Acuta la cui corretta identificazione è importante per una diagnosi accurata e fondamentale per i successivi trattamenti. Nell’ottica di una medicina personalizzata, il trattamento di ogni paziente viene stabilito in base alle caratteristiche molecolari della malattia e alla risposta alle terapie iniziali. Per questo motivo, la ricerca sta avanzando su due fronti: da un lato ricercando nuove terapie che consentano di aumentare sempre di più le probabilità di guarigione, dall’altro identificando farmaci che consentano di ridurre significativamente gli effetti collaterali a lungo termine nei pazienti che guariscono da un tumore in età pediatrica. Il tradizionale approccio terapeutico è rappresentato dalla chemioterapia, sebbene per la leucemia linfoblastica acuta, come per altri tipi di tumore, l’immunoterapia stia progressivamente guadagnando un ruolo sempre più importante, rispondendo pienamente ad entrambi gli obiettivi.

Recenti studi sull’anticorpo monoclonale bi-specifico blinatumomab che si avvale del BiTE®, tecnologia innovativa che permette alle cellule T, i killer più potenti nel sistema immunitario, di vedere le cellule tumorali per poi aggredirle, accendono una speranza per le cure dei pazienti affetti da leucemie acute, come la leucemia linfoblastica acuta. In un recente studio per testare il farmaco in bambini con prima ricaduta precoce della malattia che ho avuto il piacere di coordinare a livello internazionale abbiamo addirittura sospeso prematuramente l’arruolamento in ragione di una marcata superiorità di efficacia dell’immunoterapia rispetto ai trattamenti chemioterapici convenzionali. Stiamo assistendo a una sorta di rivoluzione copernicana nella cura delle leucemie linfoblastiche acuta a differenziazione B linfocitaria in cui gli approcci di immunoterapia affiancheranno sempre più i trattamenti convenzionali per rendere ancora più elevata la già ragguardevole proporzione di bambini che ottengono una guarigione completa” – ha chiarito Franco Locatelli, direttore del Dipartimento di Onco-ematologia, Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, Roma.

Terapie sempre più efficaci, come l’immunoterapia, possono prolungare l’aspettativa e migliorare notevolmente la qualità di vita di chi è affetto da tumore, aprendo in molti casi la prospettiva di una lunga convivenza con la malattia che si traduce, spesso, in lunghi periodi di ospedalizzazione.

Programmi come “Scuola e giochi in corsia” sono pienamente coerenti con la visione di Amgen che, a partire dalla Ricerca e Sviluppo di nuove terapie, si impegna a offrire risposte efficaci sia sul profilo strettamente terapeutico, sia in termini di qualità di vita dei pazienti. Nel caso dei bambini affetti da patologie onco-ematologiche il programma, messo a punto con AIEOP, abbraccia importanti esigenze dei piccoli pazienti lungo degenti, nell’ottica di una efficace umanizzazione delle cure” – ha dichiarato Maria Luce Vegna, Direttore Medico di Amgen Italia.

“Scuola e giochi in corsia” offre strumenti ludico ricreativi e il supporto di personale specializzato, integrando le attività didattiche già messe in campo dal MIUR con il programma la “Scuola in Ospedale” che, con la sua presenza nelle strutture ospedaliere, garantisce a bambini e ragazzi ricoverati la continuità degli studi, nonostante la malattia, in ambienti extra scolastici.

NUTRIPIATTO APPRODA A NAPOLI

Luca non mangia le verdure, Camilla avanza sempre tutto quello che ha nel piatto e poi c’è Carlo che invece tende a mangiare porzioni un po’ troppo abbondanti per la sua età. Sono tutti nomi di fantasia accomunati però da una verità di fondo: il momento dei pasti per genitori e figli è sempre una sfida, soprattutto perché in molti casi risulta difficile definire quantità e composizione del piatto. Come afferma infatti un recente sondaggio Nestlé, il 31% degli intervistati è convinto che un bambino debba mangiare come un adulto per crescere bene e addirittura il 28% tende a preparare per i figli porzioni uguali alle proprie.

Per rispondere alle molte domande dei genitori, la Città della Scienza di Napoli inserisce all’interno del Museo Corporea i nuovi laboratori su Nutripiatto: il progetto di Nestlé – che si avvale del contributo scientifico della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS) e dell’Università Campus Bio-Medico di Roma – pensato per creare, genitori e figli insieme, porzioni a misura di bambino, grazie a un kit composto da un piatto “intelligente” e da una guida didattica che spiega come utilizzare il Nutripiatto e offre numerose ricette pensate dagli esperti e modulate in funzione delle diverse fasce di età, dai 4 ai 12 anni.

Il traguardo al quale punta l’azienda è quello di sensibilizzare ai temi della corretta nutrizione 500.000 bambini entro il 2020: a oggi sono circa 226.000 i bambini raggiunti grazie agli eventi organizzati sul territorio e alle richieste spontanee da parte di famiglie, di pediatri, nutrizionisti e medici, di scuole, di enti e amministrazioni locali.

Il progetto nei mesi scorsi ha fatto tappa in numerose città italiane, riscuotendo un grande successo non solo tra le famiglie ma anche tra i nostri stakeholder. Siamo molto contenti del riscontro positivo che stiamo ottenendo. Le richieste proattive di kit continuano ad essere numerose, a testimonianza del grande interesse ed entusiasmo che circolano intorno al progetto. Tutti questi fattori sottolineano la necessità di soluzioni e consigli pratici a supporto dell’educazione alimentare dei bambini da parte non solo dei genitori, ma anche di professionisti della nutrizione, della scuola e delle Istituzioni” – ha commentato Manuela Kron, Head of Corporate Affairs and Marketing Consumer Communication del Gruppo del Nestlé in Italia.

 

Sabato 30 novembre e domenica 1° dicembre, nell’ambito del weekend di Città della Scienza intitolato Affamati di Scienza! a tema Buona e corretta alimentazione, saranno dunque organizzati numerosi laboratori per bambini che, partendo proprio da Nutripiatto, avranno il compito di divertire e sensibilizzare i più piccoli sui principi di un’alimentazione bilanciata.

Un’area del piano terra del Museo Corporea sarà infatti allestita con una grande lavagna magnetica rappresentante Nutripiatto che, grazie a magneti raffiguranti i principali alimenti, permetterà ai bambini di scoprire il progetto e le funzioni delle principali macrocategorie (verdure, proteine e carboidrati) alla base di un pasto bilanciato. Successivamente, i bambini, tra pipette e provette, potranno toccare con mano i principi nutritivi contenuti negli alimenti attraverso una serie di giochi e laboratori interattivi. Ma non è tutto! Utilizzando Nutripiatto, che sarà distribuito a tutti i presenti, i più piccoli potranno dar sfogo alla loro creatività, componendo il proprio pasto bilanciato e mettendo così in pratica le nozioni apprese.

Non solo laboratori per bambini, un weekend speciale anche per i genitori. Domenica 1° dicembre alle ore 12.00 gli adulti potranno confrontarsi con due esperte della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS), Maria Carmen Verga ed Iride Dello Iacono, le quali presenteranno il progetto e risponderanno a domande e curiosità per aiutarli a creare, nella loro quotidianità, porzioni “a misura di bambino”.

La SIPPS, che ha già pubblicato documenti di autorevole riferimento per la Nutrizione, come il “Manuale di Nutrizione dell’età evolutiva”, non opera solo in ambito scientifico ma è sempre molto vicina anche alle famiglie, con eventi e pubblicazioni dedicate, come “Il bambino nella sua famiglia – Guida pratica per i genitori”, distribuito nella Regione Campania a tutte le neomamme del 2019.

In ambito pediatrico, siamo particolarmente attenti all’educazione alimentare, poiché la corretta alimentazione è una delle più efficaci misure di prevenzione per tante patologie come l’obesità, il diabete e l’ipertensione. Per la nuova versione della Guida del Nutripiatto, abbiamo quindi cercato di dare il nostro contributo scientifico ed anche tutti i suggerimenti utili affinché il pasto diventi per il bambino, allo stesso tempo, una scelta di salute ed una meravigliosa avventura nel mondo del gusto; fornendo ai genitori poche e semplici regole capaci di far affrontare con serenità il momento dei pasti” – ha concluso Giuseppe Di Mauro, Presidente della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS).

Maggiori informazioni sui laboratori

Per bambini dai 6 anni in su (massimo 20 bambini per turno)

Sabato 30 novembre: ore 10, 11, 12, 13, 15 e 16

Domenica 1° dicembre: ore 11, 12, 13, 14, 16 e 17

Location: piano terra del Museo Corporea

 


Sulle rive del Lago di Como il XXXI Congresso Nazionale SIPPS

Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti, tutto a seni e a golfi, a seconda dello sporgere e del rientrare di quelli, vien quasi a un tratto, tra un promontorio a destra e un’ampia costiera dall’altra parte“: è con queste parole che inizia il celebre romanzo di Alessandro Manzoni, ‘I promessi sposi’.

Proprio sulle rive del lago reso celebre dallo scrittore e poeta italiano, la Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale ha organizzato il XXXI Congresso Nazionale dal titolo “Rotte Sicure per Orizzonti di Salute”. Una quattro giorni di lavoro, dal 24 al 27 ottobre, che ha messo a confronto oltre 150 relatori, tra pediatri ed esperti nel campo dello sviluppo psicofisico dei bambini e della diagnosi e terapia delle malattie dell’infanzia. Vi hanno preso parte più di 600 medici provenienti da tutta Italia.

Questo grande specchio d’acqua è la cornice ideale per il tema del nostro Congresso. Osservando l’orizzonte, il futuro, tracciamo la strada migliore per garantire la salute ai nostri bambini, nelle varie fasi della loro età evolutiva, attuando le migliori strategie che garantiscano la prevenzione e la promozione di un corretto stile di vita” – ha dichiarato Giuseppe Di Mauro, Presidente SIPPS.

L’edizione 2019 del Congresso SIPPS si è presentata davvero ricca di argomenti e spunti interessanti. A cominciare dal primo giorno, che si aperto con due corsi a numero chiuso, il primo di dermatologia, il secondo sulle otiti. Dopo i saluti dei Rappresentanti delle Istituzioni sono stati in programma due letture magistrali su due temi molto attuali:

  • Alessandro Apolito, esponente del Ministero delle Politiche Agricole, si è soffermato sulla “Valorizzazione della filiera agroalimentare italiana: prevenzione e sicurezza alimentare nella tavola del bambino”,
  • Ernesto Burgio e Daniela Lucangeli hanno affrontato la “Prevenzione primaria dei disturbi del neurosviluppo e dello spettro autistico”.

La giornata di venerdì 25 si è aperta con una sessione dedicata alla Consensus intersocietaria sui corticosteroidi inalatori in età evolutiva, documento nato dalla collaborazione delle 8 società scientifiche SIPPS, SIP, FIMP (Federazione Italiana Medici Pediatri), SIAIP (Società Italiana di Allergologia e Immunologia Pediatrica), SIMA (Società Italiana di Medicina dell’Adolescenza), SIMEUP (Società Italiana di Medicina di Emergenza ed Urgenza Pediatrica), SIMRI (Società Italiana per le Malattie Respiratorie Infantili) e SICuPP (Società Italiana delle Cure Primarie Pediatriche). Gli esperti si sono soffermati, tra l’altro, su rinite e rinosinusite, wheezing in età prescolare ed asma bronchiale.

Nella seconda parte della mattinata è stato dato spazio alla presentazione della Guida Pratica Intersocietaria di Odontoiatria Pediatrica: gli esperti della SIPPS si sono soffermati su come riconoscere le principali patologie malocclusive, cosa fare in caso di traumi dentali e daranno ampio spazio al tema delle carie, la patologia orale maggiormente riscontrata dai pediatri. Oltre alla SIPPS, alla stesura della Guida hanno partecipato le Società Scientifiche FIMP, SIDO, SIOF, SIOI, SIOCMF e SISOPD.

Nel pomeriggio al via la III sessione, durante la quale la Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale ha discusso e presentato i risultati preliminari della Consensus intersocietaria sull’attività sportiva relativa all’età evolutiva. Il documento, che sarà completato nel corso del 2020 e verso il quale anche l’Istituto Superiore di Sanità ha mostrato grande interesse, nasce dalla collaborazione tra SIPPS, SISMES, FIMP, SITOP, SIPEC, SIMA, SIAIP e SINut, oltre agli Psicologi dello sport. Al centro del dibattito sport per tutti e benefici per la salute; sport, crescita e malattie croniche, oltre agli integratori per i giovani sportivi.

Il cuore della IV sessione è stato la Consensus intersocietaria sull’alimentazione complementare: a fianco della SIPPS hanno lavorato la FIMP, la Società Italiana di Nutrizione Pediatrica (SINUPE) e la Società Italiana Developmental Origins of Health and Disease (SIDOHaD).  Un documento su divezzamento e corretta alimentazione del lattante, realizzato con l’obiettivo di prevenire lo sviluppo di malattie croniche non trasmissibili, per consegnare al futuro adulti in salute. Presidenti della sessione Francesco Tancredi e Raffaella Bucciardini, Responsabile del Centro nazionale di salute globale dell’ISS.

Sabato 26, terza giornata di Congresso, si è aperto con il Corso a numero chiuso dal titolo “La neonatologia per il pediatra: i primi 100 giorni di vita”. La V Sessione è invece stata incentrata su alcuni dei temi molto cari alla Pediatria Preventiva e Sociale: dall’enuresi alla vitamina D, fino alle infezioni respiratorie ricorrenti, con il ruolo dei diversi lisati batterici, alla bifido-genesi e microbiota del latte.

A Como, nel corso della VI Sessione, sono stati presentati i risultati di un documento sulla gestione del prurito in dermatologia, Progetto globale al quale hanno lavorato fianco a fianco la SIPPS e il reparto di dermatologia dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma, coinvolgendo le figure del pediatra, del dermatologo e dello psicologo. Nella VII e nell’VIII sessione sono stati invece affrontati i risultati di altri due importanti Progetti: SHAPED, per la sensibilizzazione del pediatra riguardo alla corretta idratazione della pelle del neonato e del bambino per ridurre l’insorgenza di atopia; NUTRIPIATTO, in collaborazione con l’Università Campus Bio-Medico di Roma, rivolto ai bambini dai 4 ai 12 anni e studiato con il fine di promuovere i principi di un’alimentazione sana e bilanciata.

Domenica 27 ottobre l’ultimo giorno congressuale: la mattina si è tenuta la IX Sessione, durante la quale si è discusso di veganesimo, disordini funzionali gastrointestinali del lattante, dietoterapia dell’allergia alle proteine del latte vaccino, anemia da carenza di ferro nei bambini di età 6 – 36 mesi, oltre a vitamine del gruppo B e allergia in caso di intervento chirurgico. La X sessione ha fatto calare il sipario sul Congresso SIPPS 2019: dalle punizioni corporali agli emangiomi infantili, dalla febbre e dolore in età pediatrica ai benefici e limiti del succhietto fino alla pediatria della disabilità e al Progetto TANDEM, nato con l’intento di seguire insieme ai genitori le tappe di crescita e sviluppo dei bambini.

 


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