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Pediatri di Famiglia: prolungare la copertura sanitaria pediatrica sino alla maggiore età

Centralità del pediatra di libera scelta nella cura del bambino e dell’adolescente, prolungamento dell’assistenza sanitaria pediatrica sino alla maggiore età, vantaggi derivanti dall’impiego di personale di studio, applicazione e rispetto delle norme contenute negli accordi collettivi nazionali come segno di affidabilità della controparte amministrativa e politica. Sono questi i principali spunti, e allo stesso tempo le richieste messe sul tavolo dai pediatri di famiglia, emersi dal convegno “I pediatri e le sfide del nuovo millennio: denatalità e organizzazione sanitaria”, organizzato dalla sezione regionale Puglia di Simpef – Sindacato Medici Pediatri di Famiglia nel weekend scorso a Bari.

Durante i lavori, che hanno affrontato il tema denatalità e le sue ripercussioni sul sistema delle cure pediatriche, il dibattito tra pediatri di libera scelta, clinici, esperti e decisori politici regionali e nazionali ha fatto emergere alcune proposte che Rinaldo Missaglia, Segretario nazionale Simpef illustra.

In primo luogo è opportuno ricordare come da anni non si sottoscrivono convenzioni rinnovate, nel senso di un adeguamento alle radicalmente mutate condizioni sociali e sanitarie dell’infanzia e dell’adolescenza, ma non solo. Intere parti di sostanza degli Accordi collettivi nazionali vigenti non sono ancora applicate o sono unilateralmente ed improvvidamente disattese dalle amministrazioni regionali. Inoltre, l’ultimo accordo, siglato pochi mesi fa, è scaduto il 31 dicembre; siamo nuovamente in una situazione di vacatio. Ed è per questo che, con grande senso di responsabilità civile oltre che professionale, ci rivolgiamo al rinnovato Comitato di Settore Sanità perché si attivi per avviare le procedure per la riapertura del tavolo di discussione, indicando a SISAC – Struttura Interregionale Sanitari Convenzionati, nella sua eventualmente rinnovata composizione, di procedere alla relativa convocazione, quanto mai opportuna” – premette Rinaldo Missaglia.

Venendo quindi alle proposte, Missaglia chiarisce:

È sotto gli occhi di tutti, la montante criticità della fase di vita adolescenziale, stretta tra un crescente complesso di inadeguatezza, ansia, ma anche de-responsabilizzazione delle figure adulte di riferimento, compresi i genitori, e stili e condizioni di vita inappropriati, dalla sedentarietà all’abuso di quanto le moderne tecnologie di comunicazione mettono a disposizione. In questa situazione, oggi il ragazzo è di fatto, assistenzialmente, ‘abbandonato a sé stesso’. Andrebbe accolta e perseguita la disponibilità dei pediatri di famiglia ad assicurare la propria competenza assistenziale a tutti gli assistibili, fino al compimento della maggiore età posta, sia scientificamente sia legalmente, al diciottesimo anno di vita. In questo modo si garantirebbero, in maniera appropriata, le cure necessarie in un’età socio-sanitariamente problematica”.

Secondo il Segretario nazionale Simpef:

Sotto questo punto di vista, la figura e il ruolo del pediatra, considerato dalle famiglie un punto fermo nella cura e nell’assistenza, sono fondamentali e la nostra attività professionale dovrebbe essere sostenuta e ampliata. Occorrerebbe migliorare e rendere maggiormente efficiente la presa in carico dei piccoli assistibili, grazie soprattutto alla messa a loro disposizione di pediatri di libera scelta che possano avvalersi dell’opera di collaboratori di studio infermieristici ed amministrativi per lo svolgimento della propria attività professionale”.

Nel corso dell’incontro di Bari su questi temi sono stati sensibilizzati tanto rappresentanti della società civile, di authority a tutela dell’infanzia e adolescenza quanto autorevoli esponenti delle Istituzioni parlamentari, quali l’On. Francesca Galizia e il Sen. Ubaldo Pagano. Tutti hanno condiviso la necessità di approfondire queste problematiche al fine di ottenerne l’opportuna risoluzione. Ci auguriamo che alle parole seguano fatti concreti” – conclude Missaglia.


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Tuo figlio ha mal di testa? Occhio all’intestino!

Se bimbi e ragazzi accusano spesso mal di testa la causa potrebbe nascondersi nella pancia.

A sostenerlo è uno studio condotto in collaborazione tra ricercatori italiani e francesi che ha preso in esame più di 400 bambini e adolescenti di età compresa tra 6 e 17 anni frequentemente soggetti a episodi di cefalea di vario tipo.

Confrontando i giovani pazienti con coetanei affetti raramente o mai da questo disturbo, gli studiosi hanno riscontrato che chi era sovente colpito dal mal di testa soffriva anche di un ampio spettro di disturbi dell’apparato digerente, che andavano dal meteorismo al gonfiore addominale sino alla dispepsia funzionale.

Il legame con i malesseri gastrointestinali è stato accertato per tutte le forme di mal di testa riferite dal campione di pazienti – dalla cefalea di tipo tensivo alla vera e propria emicrania –, avvalorando l’evidenza, già emersa da studi precedenti, secondo cui dalla salute dell’intestino dipende il buon funzionamento di molti altri apparati del corpo.


Il contributo della procreazione medicalmente assistita nella nascita di bambini senza HIV

Come ogni anno, il 1° Dicembre ricorre la Giornata Mondiale contro l’AIDS e IVI, leader mondiale nel trattamento dell’infertilità, ha voluto ricordare quanto sia importante la ricerca scientifica in questo ambito soprattutto grazie all’introduzione di terapie antiretrovirali (Haart), che riducono e bloccano la replicazione virale, migliorando la qualità di vita e prolungando la sopravvivenza delle persone sieropositive. Inoltre, adottando le adeguate misure, il rischio di contagiare il partner o il bebè può essere quasi sempre evitato.

Diversamente dalle altre principali cause di morte come il cancro e le malattie cardiache, l’AIDS colpisce duramente i bambini, i giovani adulti e le donne.

La maggior parte delle infezioni da HIV e delle morti dovute all’AIDS avvengono nelle persone al di sotto dei 25 anni.

Inoltre, sono più di due milioni i bambini al di sotto dei 15 anni infettati dal virus HIV-1, e oggi le donne rappresentano la metà dei casi di HIV nel mondo.

In Italia i numeri oggi sono ancora allarmanti: ogni anno sono 4.000 le nuove diagnosi di infezione da HIV, con un incremento registrato negli ultimi due anni di nuove infezioni nella fascia d’età tra i 25 e i 29 anni. Circa il 40% dei casi di HIV è diagnosticato in modo tardivo, mantenendo alta la circolazione del virus nella popolazione generale, e a questo va aggiunto un 30% stimato di persone che inconsapevolmente continuano a favorire la trasmissione del virus*.

 

Grazie al miglioramento nello sviluppo dei trattamenti antiretrovirali e delle tecniche di riproduzione assistita le coppie siero discordanti in cui l’uomo è stato infettato dall’HIV, possono realizzare il sogno di generare figli in modo sicuro, sia per la coppia che per la loro prole. Il lavaggio dello sperma, ad esempio, confermato da tecniche di biologia molecolare ad alta sensibilità e seguito da un trattamento di riproduzione assistita come l’iniezione intra citoplasmatica (ICSI), costituisce il protocollo ottimale per ridurre il rischio di trasmissione del virus – ha dichiarato Daniela Galliano, Direttrice del Centro IVI di ROMA.

 

Nel caso in cui sia la donna la portatrice del virus, il trattamento della riproduzione assistita non differisce molto da quello applicato nel caso di una donna senza virus. In questi casi è essenziale un rigido controllo immunologico della paziente e che il trattamento venga eseguito quando la carica virale è molto bassa o non rilevabile. Inoltre, è necessario prestare particolare attenzione all’infezione nel terzo trimestre di gravidanza e durante il parto. 

Nelle persone malate di Aids le difese immunitarie dell’organismo sono fortemente indebolite a causa di un virus denominato HIV (Human Immunodeficiency Virus) e non sono più in grado di contrastare l’insorgenza di infezioni e malattie, più o meno gravi, causate da altri virus, batteri o funghi. Questo è il motivo per cui l’organismo di una persona contagiata non riesce a curare malattie e infezioni che, in condizioni normali, potrebbero essere facilmente guarite.

 

* Fonte UNAIDS (il programma congiunto delle Nazioni Unite per l’HIV/AID).

 


La detersione degli occhi, anche nei bambini

Occhi arrossati o gonfi, bruciore e sensazione di corpi estranei, “crosti­cine” sulle ciglia. Disturbi molto diffusi di cui soffro­no milioni di persone e che sono in grado di peggiorare alcune sempli­ci attività giornaliere come leggere, usare il computer o guidare l’auto. In questi casi la detersione con sal­viette a base di estratti di Melaleuca può portare miglioramenti.

Per salvaguardare la salute dell’occhio e ottenere un rapi­do sollievo, è importante una corret­ta detersione. Normalmente un occhio non do­vrebbe avere questo tipo di secre­zioni o sintomi.

La detersione palpebrale attraver­so prodotti a base di Melaleuca, in combinazione con acido ialuronico, è in grado di portare miglioramenti. Blefadine® è un nuovo prodotto di Doc Ofta che risponde a tutte que­ste caratteristiche: è una salvietta monouso di cotone imbibita di una soluzione a base di Hy-Ter®, acido ialuronico con estratti di Melaleuca e Aloe in grado di svolgere un’attività detergente emolliente e di conse­guenza lenitiva.

Un occhio non do­vrebbe avere secrezioni crostose o purulente perché significa che co­munque c’è una patologia in atto. Spesso i bambini anche piccolissi­mi ne soffrono e può dipendere da un’apertura parziale del canale lacri­male, in questo caso è sempre bene andare dal pediatra.

Blefadine® è utile in caso di blefari­ti, congiuntiviti batteriche ed aller­giche, blefarocongiuntiviti, nel pre e post intervento chirurgico oppure come prevenzione in caso di altre patologie di origine dermatologica (dermatite seborroica, acne rosacea ed acne).

L’utilizzo di Blefadine® è semplice: dopo aver aperto la confezione, è sufficiente passare la salvietta delica­tamente sulle palpebre e sulle ciglia tenendo l’occhio chiuso, dall’angolo interno dell’occhio, verso l’angolo esterno. L’operazione deve essere ripetuta per 1-2 minuti e utilizzando una salvietta per ogni occhio.

Blefadine® è disponibile esclusivamente nelle farmacie.

 

*Antimicrobial, Agents & Chemotherapy, June 2002, p. 1914 -1920 Mechanism of Action of Malelauca Alternifolia, Oil on Staphylococcus aureus Determined by Time-Kill, Lysis, Leakage, and Salt Tolerance Assays and Electron Microscopy

* Clinical, Microbiology Review, Jan. 2006, p.50 – 62 Melaleuca alterniflora (Tea Tree Oil): A Review of Antimicrobial and other Medicinal Properties


Abuso & Maltrattamento all’Infanzia

Un orsetto di pelouche spaventato che si copre gli occhi. Il giocattolo per eccellenza dei bambini, il loro migliore amico, quello da stringere a sé quando si va a dormire o quando si ha bisogno di un po’ di affetto, ritratto in modo innaturale.

E’ l’immagine della locandina scelta per il Seminario Nazionale dal titolo “Abuso & Maltrattamento all’Infanzia”, che si è tenuto a Roma, presso The Church Palace, il 19 e 20 ottobre scorsi.

L’evento è stato patrocinato dalla SIP (Società Italiana di Pediatria) e dalla SIPPS (Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale) e vi hanno preso parte neuropsichiatri infantili, docenti di Pediatria, psicoterapeuti familiari, pediatri e sessuologi, oltre a psicologi e Direttori di Consultori.

Il trauma e le sue conseguenze, il maltrattamento nell’ambulatorio del Pediatra di libera scelta, il ruolo del Pronto Soccorso generale e pediatrico: luci ed ombre; il maltrattamento fisico, l’abuso sessuale e la complessità della diagnosi, le fratture e il ruolo della radiologia: sono questi gli argomenti principali al centro della due giorni. Spazio anche a temi come la “violenza assistita”, la “rete”: i rischi, le trappole, le raccomandazioni; il bambino ricoverato: l’assistenza e la terapia; la “rete”: le Istituzioni e le norme, fino all’epidemiologia, con relativi costi economici e sociali, ed alla prevenzione del maltrattamento e il pediatra.

Il maltrattamento e l’abuso sessuale all’infanzia e all’adolescenza costituiscono un rilevante problema di salute pubblica, come riferisce la stessa Organizzazione Mondiale della Sanità sia per l’incidenza delle espressioni cliniche, sia per le conseguenze e gli esiti anche gravi che coinvolgono le vittime che, se non affrontate correttamente, alimentano una reiterazione delle stesse violenze nelle generazioni successive.

Il Seminario ha l’obiettivo di far maturare una cultura dell’infanzia e dell’adolescenza che deve superare i confini delle competenze specialistiche e deve puntare ad integrare conoscenze, competenze e procedure diagnostiche e terapeutiche per rilevare tempestivamente i sintomi del disagio e definire diagnosi, assistenza e cura nell’interesse di ragazzi e adolescenti. Noi pediatri dobbiamo essere in prima linea per intercettare i ‘segnali’, per una diagnosi precoce e per la prevenzione dello stesso maltrattamento” – ha spiegato Giuseppe Di Mauro, Presidente SIPPS.

Inoltre non possiamo ignorare che il catalogo delle espressioni del maltrattamento deve essere continuamente aggiornato inserendo nello stesso la ‘violenza assistita’ subita da bambini e adolescenti all’interno delle famiglie conflittuali e delle violenze di genere e tutti i casi di bullismo, di cyberbullismo, di pedopornografia che contribuiscono in modo significativo ad alimentare il disagio di quei ragazzi” – ha concluso Giuseppe Di Mauro.

 


Campagna di Sensibilizzazione “La Crescita dei Bambini”

Il messaggio Buona crescita=Buona salute sintetizza molto bene l’obiettivo della Campagna di sensibilizzazione “La Crescita dei Bambini” che A.Fa.D.O.C. (Associazione Famiglie di Soggetti con deficit dell’ormone della crescita ed altre patologie) ha lanciato dal 17 al 22 settembre scorso.

In tutti i maggiori Centri di Endocrinologia Pediatrica è stato previsto un open day in cui le famiglie hanno potuto verificare gratuitamente la regolare crescita dei loro bambini.

Il 2018 è un anno molto speciale per tutti noi. Corre infatti l’anniversario dei 25 anni di attività di A.Fa.D.O.C. Un traguardo davvero importante che sarà festeggiato con tantissime iniziative. In particolare, come ogni anno a settembre, lanciamo questa importante campagna di sensibilizzazione per dare modo alle famiglie di avere una valutazione gratuita sulla crescita dei propri bambini, che è il principale indicatore di buona salute”  – ha sottolineato Cinzia Sacchetti, Presidente A.Fa.D.O.C.

Il mio consiglio è quello di non aspettare quando si ha un minimo dubbio che il proprio bambino stia crescendo poco o troppo lentamente. Una crescita irregolare potrebbe infatti nascondere problemi importanti che, se riscontrati precocemente e tempestivamente, possono essere affrontati nel modo migliore” – ha affermato Marco Cappa, Responsabile dell’Unità Complessa di Endocrinologia e Diabetologia del Dipartimento Pediatrico Universitario Ospedaliero dell’Università Tor Vergata di Roma e dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma e Palidoro e membro del Comitato Scientifico A.Fa.D.O.C. 

Tra le patologie croniche e rare legate al deficit dell’ormone della crescita che rientrano nell’ambito di azione di A.Fa.D.O.C.:

  • Deficit di GH (legato al cattivo funzionamento dell’ormone della crescita, in inglese GH, responsabile del controllo della crescita di ossa, muscoli ed organi),
  • Sindrome di Turner (si ha con l’assenza totale o parziale del secondo cromosoma X nel cariotipo femminile),
  • Panipopituitarismo (una condizione patologica determinata dalla carente secrezione di ormoni dell’ipofisi anteriore che crea una riduzione della normale funzionalità delle ghiandole endocrine periferiche),
  • SGA (nato piccolo per età gestazionale).

Sostenere moralmente e psicologicamente le famiglie e i pazienti, aiutandoli a superare l’impatto della diagnosi e i momenti di difficoltà durante tutto il percorso della terapia – che a volte dura tutta la vita – è la mission che A.Fa.D.O.C. Onlus persegue da 25 anni. Nelle varie attività svolte, A.Fa.D.O.C. si avvale della consulenza e della competenza di specialisti endocrinologi pediatri e dell’adulto, e di un team multidisciplinare di ginecologi, psicologi, neuropsichiatri infantili e altri professionisti.

La campagna promossa dall’associazione A.Fa.D.O.C. Onlus in Italia riprende la campagna internazionale di sensibilizzazione sulla crescita dei bambini promossa da ICOSEP (la Coalizione Internazionale che riunisce le Organizzazioni a supporto dei Pazienti Endocrinologici di tutto il Mondo) che si svolge generalmente nel mese di settembre e culmina nella giornata Children’s Growth Awareness Day il 20 settembre di ogni anno.

L’Associazione Famiglie di Soggetti con Deficit dell’Ormone della Crescita ed altre Patologie, da cui l’acronimo A.Fa.D.O.C., si è costituita il 26 ottobre 1993. A.Fa.D.O.C. onlus è l’unica associazione italiana non profit che si occupa di patologie il cui denominatore comune, in età pediatrica, è l’ormone della crescita. Dal 1995 A.Fa.D.O.C. è iscritta al Registro Associazioni di Volontariato della Regione Veneto con il codice di iscrizione VI0303 e dal 1997, in base al Decreto Legislativo 460, è riconosciuta di diritto come ONLUS, Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale. Dal 2000 è iscritta all’Albo delle Associazioni di Volontariato della Provincia di Vicenza.

 


Dobbiamo vaccinare i nostri figli prima che si verifichino le malattie!

Un osservatore esterno che volesse cercare di comprendere le motivazioni che stanno spingendo la politica italiana a sostituire, a distanza di poco più di un anno dalla sua approvazione da parte del Parlamento, una legge che aveva aumentato il numero delle vaccinazioni obbligatorie da 4 a 10 ed esteso l’obbligo a vaccinazioni raccomandate già presenti in calendario dal 1999, con una nuova legge che potrebbe sancire la non obbligatorietà dei vaccini, non potrebbe non rimanere altamente sconcertato.

E’ quanto affermano in una nota gli esperti della SIPPS (Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale).

Solo da pochi mesi, infatti, sono stati resi noti gli eccellenti risultati ottenuti con l’applicazione della nuova disciplina prevista dalla Legge 119 del 31 luglio 2017, dopo 4 anni che erano stati caratterizzati da un continuo decremento delle coperture vaccinali (causato in larga parte da una sfiducia che si era ingenerata in molte famiglie dopo un’assurda sentenza del Tribunale di Rimini che aveva decretato l’esistenza di una connessione fra la vaccinazione contro il morbillo e l’insorgenza dell’autismo): in una nota del 24 aprile 2018, in occasione della Settimana Europea delle vaccinazioni, il Ministero della Salute ha presentato i dati nazionali (anno 2017) sulle coperture vaccinali dell’età pediatrica e dell’adolescente, sottolineando che “il miglioramento delle coperture vaccinali è risultato significativo per tutte le fasce d’età oggetto della rilevazione, ad indicare che le misure straordinarie messe in atto nel corso del 2017, in particolare l’approvazione del decreto-legge 7 giugno 2017, n. 73, convertito con modificazioni, dalla legge 31 luglio 2017, n. 119, … sono riuscite ad arrestare il trend in diminuzione delle coperture vaccinali” – ha precisato Luciano Pinto, vice Presidente SIPPS Campania.

L’incremento delle coperture si è verificato per le vaccinazioni storicamente obbligatorie (anti-difterite, tetano, polio ed epatite B), ed in misura ancora più rilevante per il vaccino contro il morbillo, ed ha riguardato sia i nuovi nati (coperture a 24 mesi) che i minori nati negli anni precedenti, a dimostrazione della efficacia del nuovo meccanismo nel recuperare i non vaccinati, ed indurre le famiglie a superare le proprie perplessità, quasi sempre scientificamente infondate” – ha proseguito Luciano Pinto.

La Legge 119 ha stabilito peraltro all’ art. 1, comma 1-ter, che “sulla base della verifica dei dati epidemiologici, delle eventuali reazioni avverse…, delle coperture vaccinali raggiunte nonché degli eventuali eventi avversi segnalati…” effettuata da una apposita Commissione operante presso il Ministero della Salute, “il Ministro della Salute, con decreto da adottare decorsi tre anni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto e successivamente con cadenza triennale…può disporre la cessazione dell’obbligatorietà per una o più delle vaccinazioni di cui al comma 1-bis (anti-morbillo, parotite, rosolia e varicella)“, che erano state quindi considerate come vaccinazioni “temporaneamente obbligatorie”.

Visti i risultati ottenuti, ed in un tempo così breve, è lecito domandarsi quali possano essere le motivazioni della opposizione al completamento del periodo di verifica previsto da questa legge, la cui legittimità è stata pienamente riconosciuta dalla Corte Costituzionale, con la sentenza n°5 del 18 gennaio 2018. “A fronte di una copertura vaccinale insoddisfacente nel presente e incline alla criticità nel futuro, questa Corte ritiene che rientri nella discrezionalità e nella responsabilità politica degli organi di governo apprezzare la sopraggiunta urgenza di intervenire, alla luce dei nuovi dati …emersi, anche in nome del principio di precauzione che deve presidiare un ambito così delicato per la salute di ogni cittadino come è quello della prevenzione”. “La copertura vaccinale è strumento di prevenzione e richiede di essere messa in opera indipendentemente da una crisi epidemica in atto. Rientra nella discrezionalità del Governo e del Parlamento intervenire prima che si verifichino scenari di allarme e decidere – a fronte di una prolungata situazione di insoddisfacente copertura vaccinale – di non attendere oltre nel fronteggiarla con misure straordinarie”

Allo stato attuale – informa la SIPPS – non sembra che si possa affermare che l’epidemia di morbillo che imperversa da due anni nel nostro paese, e che aveva indotto il precedente governo ad intervenire con il DL decreto 7 giugno 2017 numero 73 convertito con modifiche nella Legge 119, sia stata debellata: dal 1 gennaio 2017 al 30 giugno 2018 sono stati segnalati in Italia 7.437 casi di morbillo, 8 decessi (4 adulti e 4 bambini: 1 lattante di 10 mesi, 3 bambini di 1, 6 e 9 anni) non vaccinati. Nel 2018 vi sono stati 393 casi di età inferiore a 5 anni, di cui 125 di età inferiore ad 1 anno. In 1 caso su 2 vi è stata almeno 1 complicanza, Il 59,5% dei casi è stato ricoverato e un ulteriore 16,4% si è rivolto ad un Pronto Soccorso.

Ma, indipendentemente da questi dati, che allarmano e preoccupano le Società Scientifiche, gli Operatori Sanitari ed in particolare i pediatri, che operano a stretto contatto con le famiglie, non appare percorribile la strada di una prevenzione che, come ipotizzato da alcuni disegni di legge recentemente resi noti, si attui solo quando siano visibili degli elementi di rischio. Per molti bambini ed adulti potrebbe essere troppo tardi, come è ampiamente dimostrato dalla epidemia di morbillo in atto, sia in Italia che in altre Nazioni europee….!

Viviamo in una Società caratterizzata da continui flussi fra una nazione e l’altra che espone il Cittadino a contatti ravvicinati con tantissime persone, che possono essere portatrici inconsapevoli di malattie prevenibili con le vaccinazioni. “Si vis pacem, para bellum”, dicevano i nostri antenati! Non bisogna aspettare che si verifichi un focolaio di epidemia per vaccinare i non vaccinati, o per garantire a scuola un ambiente “protetto”, costituito da soggetti vaccinati, ad un bambino o ad un adolescente che non può essere vaccinato! Non si può accettare che si sostituisca una certificazione medica di avvenuta vaccinazione con una autocertificazione redatta da un familiare!” – ha precisato Giuseppe Di Mauro, Presidente SIPPS.

Per questi motivi la SIPPS, Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale:

– plaude ad iniziative che consentano di ottenere finalmente un’Anagrafe Vaccinale Nazionale attiva su tutto il territorio, che permetta di verificare le singole zone ed i singoli gruppi a bassa copertura vaccinale, su cui far convergere l’attenzione delle istituzioni locali, dei pediatri e dei medici di famiglia, per favorire un rapido innalzamento delle coperture vaccinali

– si associa alle altre Società Scientifiche nell’invitare il Ministro della Salute ed il Parlamento Italiano a valutare con attenzione queste problematica, tenendo conto primariamente che le vaccinazioni rientrano nell’interesse superiore del fanciullo, e che è nostro dovere rispettare e fare rispettare questo diritto!” – ha proseguito Giuseppe Di Mauro, Presidente SIPPS.

Negli anni precedenti, l’efficacia delle storiche vaccinazioni obbligatorie (anti-difterite, tetano, polio ed epatite B, contenute abitualmente in un vaccino esavalente insieme ai vaccini anti-pertosse attenuato ed anti-haemophilus influenzae di tipo B) era stata ampiamente dimostrata dalla scomparsa della polio e della difterite sul territorio nazionale, e dalla significativa riduzione dei casi sia di tetano che di epatite-B, ormai di pertinenza solo dell’anziano non vaccinato, ed era stata altamente apprezzata dalle famiglie, tanto è vero che i tassi di copertura di queste vaccinazioni sempre risultati superiori a quelli delle vaccinazioni non obbligatorie.

Da alcuni giorni è stato reso noto il progetto di legge destinato a sostituire il DL 119, che prevede l’abolizione della obbligatorietà per tutte le vaccinazioni. Qualora dal monitoraggio delle coperture vaccinali si rilevino significativi scostamenti dagli obiettivi fissati dal PNPV, sarebbero adottati piani straordinari di intervento che prevederebbero “ove necessario, l’obbligo di effettuare una o più vaccinazioni per determinate coorti di nascita o per gli esercenti le professioni sanitarie …subordinando in modo temporaneo, su base nazionale, regionale o locale, …la frequenza delle istituzioni scolastiche…all’avvenuta somministrazione di una o più vaccinazioni, e richiedendo, nel caso, “l’adozione di ogni misura idonea a tutelare la salute degli iscritti non vaccinabili”, compreso l’inserimento in classi nelle quali siano presenti solo minori vaccinati o immunizzati.


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