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Novità nella prevenzione del colesterolo: al via LopiLIFE 2018

Medici e nutrizionisti a confronto sui modelli innovativi per la gestione del colesterolo in persone con valori borderline: ripartono i talk show di LopiLIFE, nutriamo la salute del cuore”, campagna educazionale sostenuta da Essex, società del gruppo MSD per promuovere una prevenzione cardiovascolare sostenibile, basata sul controllo del colesterolo e del metabolismo glucidico e su piccoli cambiamenti nello stile di vita.

Dopo il successo degli incontri realizzati nel 2017, la nuova edizione ha preso il via il 20 marzo scorso da Mogliano Veneto, in provincia di Treviso e toccherà oggi 18 aprile, Brescia e Pavia, e domani 19 aprile Trieste, per poi toccare altre città italiane come Roma il 10 maggio e Siracusa il 17 maggio.

Come rendere le persone più consapevoli e responsabili della propria salute?

Questa l’esigenza alla quale vogliono rispondere gli incontri LopiLIFE, dove medici di medicina generale, specialisti e nutrizionisti si confronteranno sulla migliore strategia per la salute del cuore: controllo dei valori di colesterolo e altri fattori di rischio come il metabolismo glucidico, stile di vita sano ma non ‘punitivo’ e alimentazione equilibrata abbinata ad un integratore.

Un modello di prevenzione facile da seguire nel tempo, che favorisce soprattutto i soggetti cosiddetti borderline, persone con valori di colesterolo appena un po’ più alti dei valori soglia, che non necessitano di trattamento farmacologico ma che devono pensare a modifiche nel proprio stile di vita e intervenire attivamente per preservare la propria condizione di benessere. Modificare l’alimentazione e dedicarsi a una regolare attività fisica quotidiana sono azioni fondamentali, ma non solo; in questo modello di prevenzione è centrale l’uso appropriato degli integratori, come raccomandato dalle Linee Guida Europee dell’ESC (European Society of Cardiology) e dell’EAS (European Atherosclerosis Society). In Italia, la Società Italiana di Diabetologia e la Società Italiana per lo Studio dell’Aterosclerosi hanno sottolineato, in un position paper congiunto, gli effetti favorevoli di alcune sostanze nutraceutiche sulla riduzione del colesterolo.

Gli integratori per il colesterolo, però, non sono tutti uguali: la formulazione, il dosaggio, le modalità di estrazione dei principi attivi possono fare la differenza. LopiGLIK® è il primo nutraceutico a svolgere, grazie all’azione sinergica dei suoi tre principi attivi – berberina, riso rosso fermentato e gelso bianco – una doppia azione, fornendo un ausilio al controllo del colesterolo e al metabolismo glucidico, con efficacia scientificamente testata. Recentemente è stato pubblicato su Nutrition, Metabolism & Cardiovascular Diseases il più ampio studio scientifico di confronto tra integratori per il colesterolo: LopiGLIK® ha dimostrato un’azione maggiore favorente il metabolismo dei lipidi e degli zuccheri rispetto al prodotto di confronto.

Un altro fattore differenzia LopiGLIK® dagli altri integratori per il colesterolo: il nuovo LopiGLIK® Plus è infatti arricchito di Vitamina D, in quantità sufficiente ad assicurare la dose di mantenimento giornaliera raccomandata dalla Mayo Clinic, anche in presenza di livelli adeguati.

Tutte le attività della campagna, la prevenzione cardiovascolare innovativa e sostenibile della LopiLIFE spiegata con esempi e consigli pratici da un team di esperti e molto altro ancora sono online su www.lopiglik.it


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Cioccolato e mandorle abbassano il colesterolo

Cioccolato e mandorle come ottimi alleati del cuore. Se assunti con moderazione, sembra aiutino a ridurre il rischio di malattie cardiache, in particolare quelle coronariche.

A rivelarlo è una ricerca della Pennsylvania State University, pubblicata su Journal of the American Heart Association 1.

Gli studiosi hanno preso in esame 31 persone di età compresa tra i 30 e i 70 anni. Per un mese, i partecipanti non hanno mangiato nessuno degli alimenti nello studio. Nel successivo periodo di un mese, hanno invece assunto 42,5 grammi di mandorle al giorno, in una fase successiva hanno mangiato 43 grammi di cioccolato fondente in combinazione con 18 grammi di polvere di cacao e in ultimo invece tutti e tre i cibi.

Lo studio ha mostrato che le mandorle consumate da sole abbassavano il colesterolo ‘LDL’, quello cosiddetto cattivo, del 7% e anche in combinazione col cioccolato risultavano ridotte le piccole particelle dense di LDL che sono un fattore di rischio per le malattie cardiovascolari.

Il cioccolato fondente da solo, invece, non aumentava né diminuiva i livelli di colesterolo.

Da questo studio arriva un messaggio importante. Le mandorle devono essere parte di una dieta sana” – conclude Penny Kris-Etherton, autrice principale dello studio.

1 Effects of Dark Chocolate and Almonds on Cardiovascular Risk Factors in Overweight and Obese Individuals: A Randomized Controlled‐Feeding Trial – Yujin Lee, Claire E. Berryman, Sheila G. West, C.‐Y. Oliver Chen, Jeffrey B. Blumberg, Karen G. Lapsley, Amy G. Preston, Jennifer A. Fleming, Penny M. Kris‐Etherton – https://doi.org/10.1161/JAHA.116.005162 – Journal of the American Heart Association. 2017;6:e005162, Originally published November 29, 2017

FONTE | http://www.nutrieprevieni.it

Infarto STEMI. Le Linee guida #esc2017

Tra le nuove linee guida, pubblicate in concomitanza con il congresso #esc2017 dalla Società Europea di Cardiologia (ESC) vi è anche quella per la gestione del paziente con infarto miocardico acuto e sopraslivellamento del tratto ST (STEMI).

Le principali novità della versione 2017 sono contenute nella tabella. Ne segnaliamo alcune.

Ossigenoterapia. E’ indicata solo se la saturazione di ossigeno del sangue arterioso è inferiore al 90% (nella precedente versione il limite era posto al 95%). La somministrazione di ossigeno, infatti, in assenza di una significativa ipossiemia, è inutile e può essere anche dannosa.

Polipillola. La scarsa aderenza può compromettere l’efficacia della terapia medica che, nel campo dell’infarto e della prevenzione secondaria, può migliorare significativamente la prognosi. L’uso di una polipillola contenente vari principi attivi, già proposta nel campo dell’ipertensione, può aiutare a risolvere questo problema.

Terapia ipocolesterolemizzante. Si conferma l’obiettivo del trattamento a valori di LDL colesterolo inferiori a 70 mg/dl o almeno ad una riduzione del 50% dei valori basali quando questi sono compresi tra 70 mg/dL e 135 mg/dL. Si accolgono i risultati dello studio IMPROVE-IT  sull’efficacia dell’associazione simvastatina-ezetimibe e dello studio FOURIER sugli effetti dell’evolocumab per suggerire l’aggiunta di una terapia non statinica nei pazienti ad alto rischio che non raggiungono il target terapeutico nonostante la dose massima tollerata di statina.

2017 ESC Guidelines for the management of acute myocardial infarction in patients presentingwithST-segmentelevation. European Heart Journal, ehx393, https://doi.org/10.1093/eurheartj/ehx393

ESC 2017: il rischio per il cuore arriva dai carboidrati e non dai grassi

Non sono i grassi i principali killer per il cuore ma i glucidi, cioè i carboidrati.

Uno studio presentato a Barcellona nel corso del congresso europeo di cardiologia (26 luglio-30 agosto) mette in discussione quanto indicato fino ora in tutte le linee guida di prevenzione della salute cardiaca e da decine di studi e documenti scientifici.

Quanto emerge dallo studio PURE (Prospective Urban Rural Epidemiology), condotto dall’Università McMaster, di Hamilton, in Ontario i cui risultati sono stati pubblicati su Lancet.

La riduzione dei grassi, secondo Mahshid Dehghan, ricercatrice del Population Health Research Institute della McMaster University, ”non migliorerebbe la salute delle persone”. I vantaggi arriverebbero invece riducendo i glucidi, cioè in sostanza i carboidrati sotto il 60 per cento dell’energia totale, ”e aumentando l’assunzione di grassi totali fino al 35 per cento’‘.

I risultati delle analisi su oltre 135.000 individui provenienti da 18 paesi a basso, medio e alto reddito, nello studio prospettico epidemiologico dimostrano che è l’elevata assunzione di carboidrati a determinare un maggior rischio di mortalità cardiovascolare. L’assunzione di grassi, secondo i risultati presentati, è invece, a sorpresa, associata a minori rischi. Gli individui nella fascia alta del consumo di grassi mostravano una riduzione del 23 per cento del rischio di mortalità totale, ma anche una riduzione del 18 per cento del rischio di ictus e del 30 per cento del rischio di mortalità per cause non cardiovascolari. Ciascun tipo di grasso era associato alla riduzione del rischio di mortalità: meno 14 per cento per i grassi saturi, meno 19 per cento per i grassi monoinsaturi, meno 29 per cento per quelli polinsaturi.

Una maggiore assunzione di grassi saturi è stata anzi associata a una riduzione del 21 per cento del rischio di ictus.


Evolocumab: cos’è e come agisce

Evolocumab è un anticorpo monoclonale umano, cioè una struttura biochimica realizzata artificialmente che riproduce fedelmente quella degli anticorpi prodotti all’interno del nostro corpo. C’è un vantaggio rispetto agli anticorpi invece detti umanizzati, dove c’è una piccola percentuale che non è umana ma di struttura murina, che può innescare un contro effetto: quando lo si inietta infatti, a volte, il nostro corpo non lo riconosce come proprio e genera così anticorpi contro queste sostanze. Invece la somministrazione di evolocumab non ha prodotto anticorpi di risposta nei pazienti arruolati nello studio” – ha spiegato Alberto Zambon, professore associato al Dipartimento di Medicina dell’Università di Padova.

L’azione benefica è a medio termine: mentre l’LDL si abbassa subito, l’effetto della riduzione del colesterolo, che si traduce nel fermare la crescita delle placche aterosclerotiche, aumenta invece nel secondo anno di trattamento perché c’è bisogno di mesi per stabilizzare le placche. Ma l’efficacia persiste nel tempo”, – ha affermato Francesco Romeo, già presidente della Società Italiana di Cardiologia e direttore della Cardiologia dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata.

Evolocumab si lega alla proteina PCSK9 che è deputata alla “distruzione” dei recettori di colesterolo LDL dal sangue, cioè quei recettori che eliminano LDL attraverso la parete epatica. Bloccando in questo modo il PCSK9 e impedendone quindi la sua azione, si liberano allora molti più recettori, pronti poi ad agganciarsi alle molecole di LDL e a portarlo via dai vasi sanguigni, ripulendoli.

L’effetto di mantenere costante il livello di colesterolo, senza cioè picchi di alti e basi, dipende dal fatto che l’anticorpo è metabolizzato dal nostro corpo lentamente: la concentrazione di PCSK9 libero nel sangue crolla nel giro di poche ore, successivamente cala quella di LDL e dopo due settimane riparte il ciclo. La posologia è semplice: si inietta ogni quindici giorni con siringhe da 140 mg (tipo le penne per l’insulina con cui basta un “click” per la somministrazione) o mensilmente in un’unica dose da 420 mg (opzione non ancora disponibile in Italia). Effetti di rossore o bruciore sul luogo di inoculazione, tipicamente addome e cosce, sono rarissimi ed evolocumab  è generalmente sicuro e ben tollerato” – rassicura Alberto Zambon, professore associato al Dipartimento di Medicina dell’Università di Padova.

A chi è rimborsabile il farmaco?

L’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) prevede che l’evolocumab, entrato nella Gazzetta Ufficiale a Marzo, sia  rimborsato a tutte quelle persone che hanno già avuto un evento cardiovascolare e non riescono ad abbassare il livello del colesterolo con altre terapie. Pazienti quindi ad alto rischio di andare incontro ad un secondo infarto o ictus (le statistiche parlano di un evento certo entro dieci anni dal primo, spesso con esito fatale), e affette anche da altre patologie che innalzano il rischio cardiovascolare (un terzo degli infartuati ha anche il diabete).

Sono inclusi nei criteri AIFA anche i soggetti con ipercolesterolemia familiare, cioè le persone che, a causa di una mutazione genetica ereditaria, non riescono a smaltire il colesterolo LDL né con esercizio fisico né con dieta specifica: sono circa duecentomila in Italia e questo trattamento sarà per loro una vera manna dal cielo. Ci sono poi le persone che riferiscono di effetti avversi dovuti all’uso delle statine, circa Il 25% dei soggetti che le assume. In questi casi di forte intolleranza, AIFA ha un protocollo abbastanza stringente per la rimborsabilità, dato che la cura è una risorsa ad alto costo: circa cinquemila euro all’anno per individuo. Per usufruire del farmaco gratuitamente la persona deve dimostrare l’intolleranza alle statine in un iter di sei mesi.

Per prima cosa bisogna certificare lo sviluppo di effetti collaterali registrati dopo aver provato a prendere un qualsiasi farmaco di questo tipo: dolori muscolari, cefalea, problemi digestivi ed epatici, con innalzamento delle transaminasi; in seguito il paziente deve poi aver tentato l’impiego di una seconda statina a qualsiasi dosaggio, senza risultato e, infine, è ricorso a ezetimibe e nonostante ciò ha il colesterolo LDL ancora sopra i livelli consigliati dalle linee guida, ossia maggiore di 70mg/dl.


 

Parte la campagna LopiLife per favorire il controllo del colesterolo

Attenzione ai livelli elevati di colesterolo. Alimenti “amici” e combinazioni intelligenti, per piatti gustosi e benefici per il cuore. “Alleggerire” i condimenti con cotture semplici e rivoluzionarie, che riducano anche i tempi di preparazione. Attività fisica costante e in misura personalizzata. Associare un integratore alimentare per l’apporto quotidiano dei nutrienti che aiutano il cuore, favorendo il controllo del colesterolo e del metabolismo glucidico.

Sono le 5 “A” della prevenzione sostenibile, un approccio innovativo attraverso piccoli cambiamenti nello stile di vita, di cui sono parte integrante un’alimentazione equilibrata e l’uso appropriato degli integratori alimentari: a promuoverlo è “LopiLife, nutriamo la salute del cuore”, una campagna educazionale di Essex Italia, società del gruppo MSD, dedicata alle persone che non necessitano di trattamento farmacologico per il colesterolo e che vogliono essere protagoniste del proprio benessere.

Nei prossimi mesi LopiLife promuoverà l’innovazione nella prevenzione attraverso talk show territoriali per i medici, incontri in farmacia per il pubblico, eventi gastronomici di prestigio e una sezione dedicata sul sito lopiglik.it, avvalendosi di un team di esperti: Claudio Ferri, Direttore Divisione di Medicina Interna e Nefrologia, Ospedale San Salvatore, L’Aquila, Marco Brancaleoni, Medico di Medicina Generale, Specialista in cardiologia, Sara Farnetti, Specialista in Medicina Interna e malattie del metabolismo. Insieme a loro, lo Chef stellato Luciano Monosilio del Ristorante Pipero di Roma che divulgherà l’innovazione sostenibile “amica del cuore in cucina”, con ricette creative, abbinamenti originali, metodi di cottura semplici e rivoluzionari.

Siamo orgogliosi di presentare una Campagna innovativa come “LopiLife – Nutriamo la salute del cuore. Il progetto si inserisce all’interno di un approccio a 360 gradi fortemente voluto dalle Società Scientifiche che, partendo da un concetto chiave a noi molto caro come quello della Prevenzione, garantisce una risposta appropriata a chi, pur non avendo bisogno di un supporto farmacologico, deve comunque iniziare a tenere sotto controllo il colesterolo e può trovare in uno stile di vita sano e in LopiGLIK la soluzione” – afferma Nicoletta Luppi, Presidente e Amministratore Delegato di MSD Italia.

La campagna si basa sulle nuove Linee Guida della Società Europea dell’Aterosclerosi e della Società Europea di Cardiologia che, nei soggetti con livelli di colesterolo borderline e che non necessitano di trattamento farmacologico, oltre a raccomandare modifiche nello stile di vita e nell’alimentazione, suggeriscono di “nutrire” la salute del cuore con integratori alimentari in grado di agire favorevolmente su alcuni fattori di rischio cardiovascolare, grazie a principi attivi naturali.

A queste caratteristiche risponde il nuovo integratore alimentare LopiGLIK, che riunisce in un’unica formulazione tre principi attivi naturali con efficacia scientificamente provata (riso rosso fermentato, berberina ed estratto di Morus alba), agendo favorevolmente e in modo simultaneo sui livelli di colesterolo e sul metabolismo degli zuccheri, a integrazione di una dieta appropriata e di un sano stile di vita.

Quando parliamo di valori di colesterolo borderline, per convenzione diciamo che siamo ancora nella norma, ma nella realtà dei fatti non possiamo stare tranquilli e dobbiamo intervenire, non con farmaci ma con altre strategie: cambiare alimentazione, dedicarsi a una regolare attività fisica quotidiana e assumere un integratore alimentare. Le evidenze scientifiche dimostrano che LopiGLIK, in aggiunta a un’alimentazione adeguata e un sano stile di vita, permette di aiutare il controllo del profilo lipidico, attraverso il contributo nella normalizzazione dei livelli del colesterolo totale, del colesterolo LDL “cattivo”, e anche del profilo glucidico, grazie all’azione del gelso bianco che ha un effetto favorevole sul metabolismo glucidico – afferma Claudio Ferri Direttore Divisione di Medicina Interna e Nefrologia, Ospedale San Salvatore, L’Aquila.

Per l’uso di LopiGLIK si consiglia di sentire il parere del medico e di leggere le avvertenze.

Le malattie cardiovascolari sono tuttora la prima causa di morte in Italia e nel mondo. Nel nostro Paese ogni anno circa 75.000 persone perdono la vita a causa di malattie ischemiche del cuore. In anni recenti ci si è molto concentrati sui pazienti ad alto rischio. Ma ad alzare i numeri della mortalità sono proprio i pazienti a “rischio basso” o “moderato” che, se singolarmente hanno una minore probabilità di sviluppare un evento cardiovascolare, con la loro numerosità contribuiscono con la maggior quota di eventi.

Le malattie croniche come quelle cardiovascolari insorgono lentamente e possono passare diversi anni prima che si manifestino clinicamente: a quel punto la medicina interviene su una situazione che ormai è di malattia. E invece, dobbiamo imparare ad agire fin dai primi segnali di alterazione dei parametri, per ritardare l’insorgenza della patologia se non addirittura per impedire che essa si instauri. Portare i livelli di colesterolo totale nel sangue almeno a 200 mg/dl e quelli di LDL sotto i 110-100 mg/dl è importantissimo, perché è un fattore di protezione nel tempo per lo sviluppo di malattia cardiovascolare” – afferma Marco Brancaleoni Medico di Medicina Generale, Specialista in cardiologia.

Ma insieme all’uso quotidiano di un integratore quali altre regole promuove LopiLife? Una regola sostenibile è l’introduzione nella dieta di alimenti amici che consentano di mantenere stabili gli ormoni, principalmente l’insulina prodotta dal pancreas; inoltre, è importante l’attenzione alle combinazioni intelligenti e funzionali tra gli alimenti, valutando il loro effetto sui diversi organi.

Per stare bene e guadagnare salute più a lungo possibile affrontando una sana longevità, dobbiamo imparare a riprogrammare i nostri ormoni a tavola: il primo passo è ridurre l’insulino-resistenza, il secondo passo è saper combinare gli alimenti in modo funzionale. È sbagliato sia mangiare troppi zuccheri, sia troppe proteine. La cosa giusta da fare è mantenere bassa l’insulina a ogni pasto, assumendo alimenti amici, come il cioccolato, le mandorle, e sostanze estratte dalle piante, come il cardo e il gelso bianco. Gli integratori danno maggiore efficacia benefica all’azione funzionale dei cibi che assumiamo” – afferma Sara Farnetti, Specialista in Medicina Interna e malattie del metabolismo.

Cottura a vapore, pentola a pressione, cottura a basse temperature: il segreto dell’innovazione amica del cuore in cucina sono anche le tecniche di cottura semplici e rivoluzionarie, che possono limitare a 15-20 minuti i tempi di preparazione, e che nella campagna si esprimeranno attraverso le ricette d’autore dello chef stellato Luciano Monosilio.

La cucina stellata è frutto di una grande ricerca di ingredienti, di alchimie che legano i cibi e di cotture che rispettano le materie prime. Lavorando su tutti questi fronti, si possono creare dei piatti che soddisfino il palato e, allo stesso tempo, che siano amici del cuore. Il segreto è utilizzare ingredienti freschi e di qualità, e cucinarli con tecniche e strumenti che non ne distruggano il valore nutritivo e diminuendo l’utilizzo di grassi animali e oli vegetali saturi in favore di erbe e spezie. Da questo punto di vista, un aiuto a una sana alimentazione può venire anche dai metodi di cottura semplici e rivoluzionari, come la cottura a bassa temperatura, quella a vapore o la pentola a pressione, che permettono di mantenere inalterate le proprietà organolettiche e nutritive degli alimenti, limitando l’uso di condimento e di grassi” – afferma Luciano Monosilio.


Colesterolo: le regole d’oro per tenerlo sotto controllo

Un italiano su 3 ha il colesterolo alto e che tra chi si sta curando per abbassarlo, gli obiettivi terapeutici vengono centrati da un maschio su 4 e da meno di una donna su 5. Si tratta di un problema, quindi, da non sottovalutare considerando che il colesterolo ‘cattivo’ (Ldl) è il principale fattore di rischio per le malattie cardiovascolari. In aiuto arriva il position paper redatto dagli esperti della Società italiana per la prevenzione cardiovascolare (Siprec), in collaborazione con il Cnr e la Fondazione Italiana per il Cuore, realizzato per fornire delle indicazioni su come affrontare il problema.

In Europa | Ogni anno in Europa si registrano 4 milioni di decessi per malattie cardiovascolari che riguardano le donne nel 55% dei casi. Considerando la sola Unione Europea, i decessi per queste patologie ammontano a 1,8 milioni l’anno e la spesa relativa alle malattie cardiovascolari si attesta sui 210 miliardi di euro, di cui il 53% generata dalla gestione clinica.

In Italia | Gli studi di intervento hanno dimostrato che se fosse possibile eliminare tutti i fattori di rischio, si riuscirebbe ad abbattere dell’80% gli eventi cardiovascolari. Dalla fine degli anni ’90 ad oggi il valore medio del colesterolo degli italiani è aumentato in maniera significativa sia negli uomini (dal 205 a 211 mg/dl) che nelle donne (da 207 a 217 mg/dl). Gli uomini tuttavia si curano meglio delle donne: quelli che raggiungono l’obiettivo con il trattamento sono passati dal 13,5 al 24% del totale, mentre le donne ‘a target’ sono cresciute dal 9,6% al 17,2% del totale.

Quando misurarlo | Non esistono criteri condivisi né su quando iniziare lo screening né su ogni quanto ripetere gli esami, né a quale età smettere: il medico dovrebbe regolarsi sulla base del profilo di rischio individuale del paziente, ma è comunque raccomandabile fare un primo screening negli uomini intorno ai 40 anni e nelle donne intorno ai 50 o in post-menopausa, come suggerito anche dalle linee guida della European society of cardiology (Esc). Questa valutazione andrebbe tuttavia anticipata (intorno ai 35 anni nei maschi e a 45 anni nelle femmine) nei soggetti con familiarità per ipercolesterolemia e/o eventi cardiovascolari in età giovanile e in pazienti diabetici e con arteriopatia periferica, a prescindere dall’età.

Il grande vantaggio e il basso costo del test suggeriscono, per un controllo esteso, ma ”attualmente in Italia non è previsto il dosaggio gratuito dei valori di colesterolo-Ldl per diversi gruppi di pazienti affetti da dislipidemia” – sottolinea Massimo Volpe, presidente eletto della Siprec.

Una riduzione di 40 mg/dl di colesterolo Ldl si associa ad un abbattimento del 20-25% delle morti per cause cardiovascolari e di infarto miocardico non fatale, come dimostrato dai tanti studi di intervento degli ultimi 15-20 anni.

Molti degli eventi ischemici cardiovascolari e cerebrovascolari colpiscono non solo soggetti a rischio elevato, ma anche a rischio medio e talvolta basso. Anzi, i dati italiani del ‘Progetto Cuore’ ci dimostrano che oltre l’80% degli eventi si verificano proprio in soggetti con un rischio a 10 anni inferiore al 20%, vale a dire un rischio considerato medio-basso” – riporta Roberto Volpe ricercatore del Cnr di Roma.

Le statine | Riducono la sintesi epatica di colesterolo; la percentuale di riduzione di Ldl è dose dipendente e varia a seconda del tipo di statine, ma vi è grande variabilità da un individuo all’altro. Lo studio del Cholesterol Treatment Trialists (Ctt) ha dimostrato che una riduzione di 40 mg/dl di Ldl corrisponde ad una riduzione del 10% della mortalità per tutte le cause, del 20% di mortalità per cause cardiovascolari, del 23% del rischio di eventi coronarici maggiori e del 17% di ictus.

I nuovi farmaci | Gli inibitori di PCSK9 (evolocumab e alirocumab) sono farmaci, somministrati una o due volte al mese per iniezione sottocutanea, che inibendo la funzione della proteina PCSK9, consentono ai recettori delle Ldl di essere più volte ‘riciclati’ sulla superficie cellulare, dove ‘catturano’ e rimuovono dal sangue le Ldl circolanti. Questi nuovi farmaci producono una riduzione drammatica dei livelli di Ldl (fino a -75 per cento) e aumentano le concentrazioni delle Hdl. Sono indicati nei pazienti con ipercolesterolemia primaria (comprese le forme familiari eterozigoti ed omozigoti), in aggiunta al trattamento con statine o altri farmaci ipolipemizzanti o da soli, nei soggetti intolleranti alle statine. Evolocumab è approvato dall’AIFA in regime di rimborsabilità.



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