Posts Tagged 'corpo'

Identità di genere – sentire di appartenere al genere opposto a quello assegnato alla nascita

Si parla di disforia di genere quando una persona non si riconosce nel sesso assegnato alla nascita. Delle persone transessuali spesso, per semplificare, si dice nati in un corpo sbagliato ma, per fortuna, non è così.

Il corpo di una persona transessuale non ha nulla di sbagliato. È una definizione che esprime il disagio che la persona transgender prova fino al momento in cui non riesce ad avere l’aspetto fisico considerato più coerente con il proprio vissuto; tuttavia ciò che viene percepito come “sbagliato” non è “tutto” il corpo. Oggi che gli interventi chirurgici di riattribuzione chirurgica del sesso non sono più obbligatori (sentenza della Cassazione 15138 del 20 luglio 2015) per essere riconosciuto nel genere al quale si sente di appartenere e ottenere il cambio di identità sui documenti, si assiste sempre di più alla volontà delle persone trans di mantenere inalterati i propri genitali, verso i quali spesso non provano alcun disagio. Forse è un fenomeno meno conosciuto ma esistono persone transgender non medicalizzate che quindi vivono nel genere al quale sentono di appartenere pur non assumendo alcuna terapia ormonale. L’accettazione complessiva del proprio corpo è importante per mantenere un contatto positivo con il proprio corpo anche perché gli interventi non consentono di giungere alla stessa mascolinizzazione o femminilizzazione come se si fosse donne o uomini cisgender, e perché ci sono caratteristiche anatomiche che qualsiasi terapia ormonale (o chirurgica) non è in grado di modificare e con le quali la persona deve fare “pace” se non vuole rischiare di passare la propria vita in una sala operatoria rincorrendo un sogno irrealizzabile. Infatti, ad esempio, le mani non saranno mai sufficientemente femminili o maschili, o le spalle non potranno mai essere abbastanza larghe o la vita difficilmente quella di vespa ecc. ecc., entrando in un vortice alquanto pericoloso per la salute.  Il limite della transizione, che non va ignorato se si vuole ottenere un certo benessere psico-fisico, è che questa non può per magia regalare un corpo “giusto” ma permette “solo” di modificare alcuni aspetti che si sentono più critici del corpo al quale è necessario imparare a voler bene, e accettare, esattamente come per qualsiasi altra persona. Infine, va anche chiarito che le persone transgender non sono malate: l’OMS sta per rimuovere l’identità transgender come disturbo mentale dalla sua lista globale di condizioni mediche”, – spiega Roberto Castello, endocrinologo, gruppo di lavoro sulla disforia di genere AME, Associazione Medici Endocrinologi, nell’introdurre il convegno “TRANS-AME Trattiamo Il Genere” che si è svolto a Milano, il 12 ottobre scorso, con il patrocinio del Comune di Milano.

Una nota curiosa: nella nostra società maschilista la transizione porta dei “vantaggi sociali” alla persona che da femmina assume l’identità maschile (FtM, female to male); mentre al contrario chi nasce maschio ed acquisisce un’identità femminile (MtF, male to female) ne acquisisce anche tutti gli “handicap” di genere.

Così come il ruolo delle associazioni dei malati è ormai generalmente acquisito, a maggior ragione svolgono un ruolo fondamentale gli sportelli trans: oggi oltre quello a Milano esistono quelli di Bologna, Verona, Salerno, Reggio Calabria, Torino, Firenze e Genova che offrono sostegno, supporto e assistenza per affrontare le questioni legate alla transizione e alla vita quotidiana, nonché servizi di accoglienza e accompagnamento, consulenza psicologica, counseling telefonico, counseling per parenti e amici di persone transgender e consulenza legale. Avere almeno un centro di riferimento a livello regionale, dove le persone trans possono trovare un team guidato dall’endocrinologo, ma completo di tutte le competenze degli altri specialisti (ginecologo, psicologo, urologo, chirurgo, ecc.) è importanti anche per far fronte al grave problema dell’automedicazione. Il passa parola, informazioni trovate on-line, terapie fai da te, sono molto pericolose perché fatte senza alcuna consulenza medica e fuori dagli opportuni controlli periodici necessari per la rimanere in salute. Qualsiasi intervento, dalle terapie ormonali agli interventi chirurgici, deve essere fatto con la piena consapevolezza di cosa comporti il percorso di transizione, soprattutto perché si tratta di terapie mediche e chirurgiche irreversibili” – prosegue Stefania Bonadonna, coordinatore del gruppo di lavoro AME sulla disforia di genere.

Come associazione che riunisce gli specialisti in endocrinologia, abbiamo su tutto il territorio nazionale una rete di professionisti endocrinologi che hanno acquisito esperienza nel trattare i problemi legati alla disforia di genere. Stiamo selezionando altri centri, almeno uno per ogni regione, che attraverso una formazione specifica possano diventare un riferimento dove le persone trans possano trovare risposte a 360 gradi. Con il tempo siamo diventati il riferimento per gli sportelli trans e per tutte le persone che affrontano questo tema: con le persone transessuali siamo riusciti a costruire un cammino che consente anche a noi endocrinologi di essere meglio informati sulle loro specifiche difficoltà e, in questo modo, siamo in grado di informare sulle terapie e gli interventi più appropriati per ogni singolo caso. È un impegno importante che vogliamo costruire insieme alle associazioni trans e anche attraverso un’opera di sensibilizzazione delle Istituzioni perché possano essere trovate soluzioni a tutte le problematiche che queste persone si trovano continuativamente ad affrontare”, – conclude Vincenzo Toscano, presidente AME Associazione Medici Endocrinologi.

ASSOCIAZIONI

www.sportellotransalamilano.itwww.alamilano.orgwww.circolopink.it


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“Son tutte belle le mamme del mondo”

Mamme volete indossare di nuovo i vostri jeans preferiti? Per la Festa della Mamma Syneron Candela, azienda leader in apparecchiature medico estetiche, ha pensato ad un augurio speciale: un buono sconto su un trattamento per la tonificazione e il rassodamento del corpo da prenotare entro il prossimo 31 maggio presso i Centri che hanno aderito alla campagna Son tutte belle le mamme del mondo su tutto il territorio nazionale.

Secondo un’indagine condotta dal Centro Ricerche Syneron Candela, su 7.000 donne dopo la gravidanza circa l’87% dichiara che la propria pancia non è più come prima e il 71% di queste si sente meno attraente e non a suo agio con il proprio corpo.

Abbiamo a cuore il benessere delle donne e sappiamo bene quanto poco tempo abbiano da dedicare a se stesse quando hanno figli. Per questo abbiamo pensato ad un augurio speciale per la festa della mamma unendo l’eccellenza dei trattamenti VelaShape e le esigenze delle donne di oggi” – afferma Raffaele Riccardi, Country Manager Italia di Syneron Candela.

Grazie all’innovativa tecnologia VelaShape tornare in forma e sentirsi più belle dopo una o più gravidanze è un sogno che si avvera.

Son tutte belle le mamme del mondo è l’iniziativa promossa da Syneron Candela, azienda leader in apparecchiature medico estetiche, per festeggiare la Festa della Mamma.

Per partecipare e ottenere lo sconto del 50% sul primo trattamento Velashape è necessario scaricare il coupon sul sito BEAUTYWOOD, prenotando un appuntamento presso uno degli oltre 25 centri che hanno aderito all’iniziativa in tutta Italia. L’offerta è valida fino al 31 maggio 2017.


Senza percezione del corpo non c’è memoria

Percezione corporea e memoria

Percezione corporea e capacità di ricordare sono strettamente correlate: per immagazzinare i ricordi delle esperienze che viviamo in prima persona, che costituiscono la cosiddetta memoria episodica, dobbiamo sentire di “essere nel nostro corpo”.

È quanto è emerso da una nuova ricerca pubblicata sui “Proceedings of the National Academy of Sciences” a firma di un gruppo di ricercatori del Karolinska Institut e dell’Università di Umeå, in Svezia.

L’ipotesi conclusiva dei ricercatori è che esiste una stretta correlazione tra esperienza corporea e memoria: il nostro cervello crea l’esperienza del corpo nello spazio raccogliendo le informazioni che provengono da tutti i sensi.

Le Scienze

Come fare un massaggio rilassante in casa

Il benessere psicofisico si può raggiungere attraverso un massaggio rilassante ben eseguito che distende le tensioni delle ansie quotidiane e stabilisce una nuova linfa negli organi interni dell’organismo: questo trattamento prima della partenza per le vacanze può aumentare i giovamenti che agenti esterni come la brezza di mare, i raggi di sole o l’aria di alta montagna conferiscono al corpo.

 

La manipolazione sulla pelle coadiuvata da oli essenziali dell’aromaterapia, pressioni nei punti cardine sensoriali delle articolazioni, un lieve accompagnamento musicale con i suoni della natura, aumentano le sensazioni positive rinforzando il sistema immunitario, la circolazione e la respirazione, favorendo infine il sonno. È questa una tecnica che si pone come unico obbiettivo il completo abbandono dell’individuo attraverso la decontrazione muscolare.

Anche un massaggio casalingo può aiutare il partner a sentirsi coccolato e nel contempo ad allontanare lo stress accumulato dalla giornata in ufficio. Ecco come eseguire facilmente un massaggio comodamente nel salone di casa o in camera da letto con piccoli accorgimenti.

In primo luogo è necessario scegliere il posto giusto in cui eseguire il trattamento: non tutti possono disporre di un lettino professionale da massaggiatori, perciò è consigliabile sfruttare il pavimento di una stanza a scelta, in cui stendere un tappetino da yoga o una semplice trapunta; molti sconsigliano l’uso del letto. Per quanto riguarda l’olio da spalmare, è bene usarne una piccola quantità per non incorrere in sgradevoli colature laterali, facendo attenzione alla profumazione che deve essere sempre ben tollerata da chi riceve il massaggio.

È necessario preparare il corpo a ricevere il massaggio come segue: iniziare il trattamento, sfiorando con i polpastrelli la schiena, mano a mano scendere verso i fianchi e l’interno delle ginocchia; proseguire esercitando una serie di pressioni dai piedi per poi salire verso la testa posizionandosi sul partner. Successivamente procedere lentamente con estrema delicatezza concentrandosi zona per zona, avendo cura di coprire con un panno caldo le parti già trattate.

Il massaggio comprende piccoli sfioramenti per stimolare l’epidermide, con movimenti leggeri ma decisi; dopodiché si passa alla frizione, fase più energica e profonda della prima per sciogliere le aderenze a livello del tessuto connettivo.

Durante il massaggio si aggiunge anche una tecnica simile all’azione delle mani nel momento in cui si effettua un impasto, come ricorda Stetoscopio; se si tratta dei primi approcci con questa pratica è importante rispettare la simmetria della manipolazione, ed è preferibile evitare di fare massaggi complicati e movimenti strani e complessi.


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... ai miei Amori ... ... arte di Sicilia ... Sciacca ... guarda il Paradiso da qui !!! ... un arcobaleno ci salverà ... ... vola sempre Alto ...che a cadere ci pensiamo dopo ... ... aspettando il Natale ... ... dimmi Luna chi sarà il nuovo Presidente dell'ARS? Auguri alla Dottoressa Cottone Sofia ... ci vuole poco per essere sereni !!!

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