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Il melanoma

melanoma

Il melanoma è un tumore molto aggressivo che deriva dalla trasformazione maligna dei melanociti, le cellule che determinano il colore della pelle. Il melanoma può insorgere sulla pelle apparentemente sana o dalla modificazione di un neo preesistente.

La frequenza di questo tumore è in netto aumento in tutto il mondo: negli ultimi 30 anni il numero dei casi di melanoma è praticamente raddoppiato. Ogni anno nel mondo si registrano circa 100.000 nuovi casi. Quando il melanoma viene diagnosticato precocemente è generalmente una malattia curabile. Tuttavia, se non individuato in tempo e non trattato, il melanoma può diffondersi ad altre parti dell’organismo, come fegato, polmoni, ossa e cervello. Un melanoma che si è diffuso ad altri organi è chiamato melanoma metastatico: questo tipo di tumore della pelle ha una prognosi non favorevole. Sebbene il melanoma metastatico sia relativamente raro, può avere un effetto devastante sui pazienti e i familiari, specialmente perché le persone colpite sono spesso in giovane età. L’età media dei pazienti con diagnosi di melanoma è di soli 50 anni e il 20% dei casi viene riscontrato in pazienti di età compresa tra 15 e 39 anni.

Perché si presenta il melanoma?

Il melanoma insorge a causa della crescita e della proliferazione incontrollata dei “melanociti”, le cellule che producono la “melanina”, il pigmento che dà colore a pelle, occhi, capelli e protegge la cute dai raggi ultravioletti (UV) della luce solare. Un’esposizione eccessiva ai raggi UV può provocare mutazioni nei melanociti e rappresenta una delle cause principali di tumori cutanei come il melanoma.

Quali sono i soggetti a rischio di melanoma?

Le persone più a rischio sono quelle che hanno una o più delle seguenti caratteristiche:

• modificazione evidente e progressiva di un neo;

• comparsa di un nuovo neo in età adulta;

• soggetti già trattati per melanoma;

• familiarità per melanoma (altri casi di melanoma in famiglia);

• uno o più nei di diametro superiore a 5mm e di forma irregolare;

• presenza di uno o più nei congeniti grandi;

• elevato numero di nei;

• capelli biondo-rossi, occhi chiari, carnagione particolarmente bianca ed estremamente sensibile al sole;

• presenza di lentiggini;

• frequenti scottature durante l’infanzia e l’adolescenza;

• frequente esposizione a radiazioni ultraviolette artificiali di lampade abbronzanti o lettini solari.

TIPI DI MELANOMA

Esistono quattro tipi principali di melanoma della pelle:

  • il melanoma piano o sottile rappresenta la forma più frequente (70%); tende a crescere verso l’esterno piuttosto che verso l’interno;
  • il melanoma cupoliforme o nodulare è una variante di melanoma a rapida evoluzione e con alto rischio di progressione che tende a comparire a un’età più avanzata. Rappresenta il 10-15% di tutti i melanomi. È la forma a più rapida crescita: se non trattata, comincia a svilupparsi verso l’interno e può penetrare nella cute e diffondersi ad altre aree dell’organismo;
  • la lentigo maligna (melanoma in situ) è una lesione a lenta evoluzione che si manifesta, generalmente nei soggetti anziani sulla pelle del viso, come una macchia piatta, non palpabile, marrone, molto liscia, con perdita del normale profilo cutaneo. Generalmente ha un ritmo di crescita lento (anni) e raramente si diffonde ad altre parti dell’organismo. Tuttavia, se si diffonde, assume le stesse caratteristiche del melanoma metastatico;
  • il melanoma acrale-lentigginoso compare invece nelle zone acrali (palmo della mano, pianta del piede) rappresenta il 5% di tutti i melanomi ed è l’unica forma che può insorgere in tutti i fototipi, anche nei soggetti di pelle scura.

TERAPIA

In caso di sospetto melanoma si procede alla biopsia escissionale, ovvero la completa asportazione della neoformazione, e all’esecuzione dell’esame istologico. Se il melanoma è in situ si esegue un ampliamento chirurgico a distanza di 0.5 cm, se ha uno spessore (detto di Breslow) inferiore a 2 mm si esegue un ampliamento chirurgico a distanza di 1 cm dal margine della cicatrice. Inoltre, se lo spessore è superiore a 0.75 mm, oltre all’ampliamento chirurgico, si esegue anche la metodica del linfonodo sentinella per identificare il linfonodo che per primo drena dalla sede del melanoma e valutare l’eventuale diffusione del tumore.

Nello stadio precoce, il melanoma può essere spesso curato chirurgicamente, mentre negli stadi più avanzati può essere più difficile da trattare.

Gli standard di trattamento includono:

• Intervento chirurgico

• Immunoterapia

• Terapia mirata

• Chemioterapia

• Radioterapia

Per i melanomi ad alto rischio di progressione nuove speranze vengono dalle terapie a bersaglio molecolare (target therapy) che inibiscono specifiche mutazioni geniche del tumore come la mutazione BRAF che si trova nel 50% dei melanomi in stadio avanzato. Un’importante novità è rappresentata dagli anticorpi immunomodulanti che hanno dimostrato di prolungare la sopravvivenza a lungo termine in pazienti con malattia avanzata.


Le raccomandazioni per i controlli dei nevi (nei) e la vigilanza degli individui a rischio sono riassunte nella seguente tabella tratta dalle ultime Linee guida nazionali sul Melanoma di Alleanza contro il Cancro dell’Istituto Superiore di Sanità.

COME CALCOLARE IL RISCHIO DI MELANOMA

Nessun rischio particolare
La pelle si abbronza facilmente e tollera bene il soleAssenza di neiPresenza di qualche neo regolare che è rimasto inalteratoIndicazioni: Autoesame e controllo dal Medico di base al bisogno
Rischio Basso*
Scottature durante l’infanzia e l’adolescenzaLentigginosi diffusaNei melanocitici comuni (>40)Nei melanocitici atipici (>3)

Storia familiare di melanoma

Storia personale di carcinomi e/o cheratosi attiniche

Pazienti trapiantati

Indicazioni: Autoesame e controllo dermatologico 1-2 anni

Rischio Moderato**
Melanoma familiare (2 membri di primo grado affetti da melanoma)Pregresso melanomaMelanomi MultipliSindrome neo atipico (o > 100 nei melanocitici)

Indicazioni: Autoesame e controllo dermatologico programmato

Rischio alto
Neo di diametro > 6 mm che si modifica per forma e/o coloreNeo insorto in età adulta e che si modificaNeoformazione nodulare, simmetrica, dura a rapido accrescimentoIndicazioni: Consultare in tempi rapidi il dermatologo

* Il rischio relativo aumenta con l’associazione dei diversi cofattori

** In presenza dei tre cofattori è anche indicato un counseling genetico

Tabella tratta da “Basi scientifiche per la definizione di linee-guida in ambito clinico per il Melanoma cutaneo”, Alleanza contro il Cancro dell’Istituto Superiore di Sanità, 2012.

Rosacea: impatto negativo in chi ne è affetto

Rosacea

I risultati di un ampio studio internazionale (Face Values: Global Perception Survey) sull’impatto del rossore del viso (eritema) in pazienti affetti da rosacea sono stati pubblicati sulla rivista Dermatology & Therapy. I dati rivelano che tanto l’opinione pubblica quanto gli stessi pazienti con rosacea hanno una reazione negativa davanti ad un volto con eritema facciale.

Come medici, questi risultati rinforzano il nostro impegno ad aiutare i nostri pazienti a comprendere meglio la natura della rosacea e ad affrontarne gli aspetti sia psicologici che fisiologici con un trattamento appropriato. In molte malattie dermatologiche i sintomi sono direttamente visibili e creano quindi una sorta di stigma. I pazienti devono quindi essere incoraggiati a ricevere un trattamento adeguato”, ha affermato il professor Thomas Dirschka, primo autore e Direttore della CentroDerm-Clinic Wuppertal, Germania.

Durante lo studio volti con e senza rosacea sono stati mostrati ai partecipanti e i risultati sono stati sorprendenti: le persone con rosacea sono risultate discriminate. Il volto affetto da rossore ha ottenuto risultati molto penalizzanti rispetto allo stesso volto riproposto senza eritema. Il 15% in meno di possibilità di occupazione, un 10% in meno di probabilità di essere considerato/a sposato/a o di avere una relazione affettiva ed il 13% in meno di essere ritenuto desiderabile per un’amicizia.
I pazienti con eritema facciale non sono soddisfatti del proprio aspetto e si sentono giudicati in maniera ingiusta. Questo porta i due terzi delle persone con rosacea a dichiarare un disagio nell’incontrare nuove persone; oltre metà sente che il rossore ha un effetto negativo sulle loro relazioni e quasi un terzo si sente a disagio durante un appuntamento. Il 77% dei soggetti associa il proprio aspetto all’imbarazzo (46%), alla tristezza o alla depressione (22%).

Quasi metà dei pazienti ha sperimentato reazioni da parte di altre persone; al 15% è stato detto che bevono troppo, un altro 15% è stato definito affetto da acne e ad un 26% è stato consigliato di cambiare il modo in cui si prendevano cura della loro pelle.

Inoltre, circa l’80% dei pazienti affetti da rosacea che hanno partecipato allo studio ha riportato difficoltà nel controllare i sintomi della malattia mentre, coloro che hanno affrontato la malattia con il sostegno di un medico, hanno mostrato un controllo della condizione significativamente migliore rispetto a coloro che non hanno ricevuto una diagnosi (39% vs. 20%).

La psico-dermatologa e coautrice dell’articolo, la dott.ssa Linda Papadopoulos riferisce, “la nostra ricerca sottolinea come le persone con eritema facciale devono affrontare non solo sintomi fisici, ma anche le sfide psicologiche, che includono il pregiudizio e la percezione negativa da parte del prossimo, il che causa uno stress costante. Per questo è imperativo che, nel trattare questi pazienti, i medici siano consapevoli dell’impatto psicosociale della malattia e se ne prendano cura. L’aspetto positivo emerso dalla nostra ricerca è che i pazienti possono recuperare il controllo della loro condizione e dei sintomi in seguito a una diagnosi ed è, pertanto, estremamente importante che cerchino un aiuto qualificato”.

La rosacea colpisce circa 40 milioni di persone in tutto il mondo e il sintomo caratteristico è rappresentato dal rossore facciale persistente e localizzato su fronte, mento, guance e punta del naso, che può essere innescato o peggiorato da particolari stimoli.

Galderma ha finanziato le spese di sponsorizzazione e stesura dell’articolo, inclusa l’assistenza all’aspetto medico della scrittura.

Face Values: Global Perceptions Survey | Si tratta di un sondaggio condotto dall’agenzia di ricerche di mercato indipendente Bryter e finanziato da Galderma. Al sondaggio hanno partecipato 6.831 persone tra i 25 e i 64 anni provenienti da otto nazioni.
I questionari hanno fornito dati sull’impatto dell’eritema facciale e sulle percezioni delle persone con rosacea da parte degli altri partecipanti.

Act on Red | Act on Red, supportato da Galderma, è un programma globale che mira a fornire informazioni e risorse educative sul rossore del viso associate a rosacea.

BIBLIOGRAFIA

Dirschka T, et al. Perceptions on the Psychological Impact of Facial Erythema Associated with Rosacea: Results of International Survey. Dermatol Ther (Heidelb). 2015 May 29. [Epub ahead of print] DOI 10.1007/s13555-015-0077-2.  Available online: http://link.springer.com/article/10.1007/s13555-015-0077-2/fulltext.html

Shanler S, Ondo A. Successful treatment of the erythema and flushing of rosacea using a topically applied selective a1 adrenergic receptor agonist, oxymetazoline [abstract taken from J Am Acad Dermatol. 2008;58(2):AB9]. Presented at: American Academy of Dermatology 66th Annual Meeting; February 1-5, 2008; San Antonio, TX.

Data on file. Galderma Market Research.

Per scaricare materiale aggiuntivo: Immagini
HealthCom Consulting.Ufficio Stampa

 

Melanoma: campagna nazionale “Il Sole per amico”

Il Sole per Amico

Un’incidenza più che raddoppiata negli ultimi 30 anni. Uno sviluppo subdolo e aggressivo che ne fa il più temuto tra i tumori delle pelle. Non si parla mai abbastanza di melanoma, uno dei tumori a maggiore crescita nelle società occidentali, con elevata mortalità.

Con l’estate aumentano le occasioni di esposizione non protetta ai raggi UV del sole, principale fattore di rischio. Ma durante tutto l’anno il crescente uso di lampade abbronzanti e di lettini solari espone la popolazione, soprattutto i più giovani, ai raggi UV artificiali, considerati cancerogeni dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e, in Italia, vietati ai minorenni.

Per accendere i riflettori sul rischio melanoma e sull’importanza di una corretta esposizione al sole è partita a maggio scorso “Il Sole per amico”, campagna nazionale di prevenzione primaria del melanoma, promossa da IMI – Intergruppo Melanoma Italiano, con il patrocinio del Ministero della Salute e dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica, e resa possibile grazie ad un’erogazione di Merck & Co., per il tramite della sua consociata italiana MSD.

Sono fermamente convinta che il melanoma sia una tipologia di tumore che può essere contrastata attraverso un’efficace azione di prevenzione ­– ha affermato il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin per questa ragione diventa ancora più importante, grazie ad iniziative come quella avviata da IMI, innalzare il livello di attenzione della popolazione, diffondendo nell’ambito della stessa la cultura della prevenzione e, soprattutto, informando il maggior numero di persone possibile sull’importanza degli screening diagnostici al fine di limitare l’insorgenza dei tumori e di combattere gli effetti potenzialmente devastanti”.

Nell’ambito della campagna uno spot interpretato da Licia Colò, attività d’informazione nelle stazioni di Roma e Milano a giugno e nelle località della Riviera Adriatica nei weekend di luglio, un sito web e una pagina Facebook inviteranno i cittadini a prendere solo il bello del sole e, in occasione delle prossime vacanze, ad aumentare il livello di attenzione proteggendosi sempre in maniera adeguata al mare o in montagna. E dall’autunno la campagna proseguirà nelle scuole elementari con attività educazionali che coinvolgeranno i ragazzi insieme agli insegnanti e alla famiglie.

Mobilitato anche il fronte delle Istituzioni: a tutti i deputati e senatori in questi giorni è stato recapitato un cappellino, gadget della campagna, da indossare per invitare i cittadini a esporsi al sole senza rischi.

La prevenzione primaria del melanoma è un obiettivo strategico dell’Intergruppo Melanoma Italiano, un network multidisciplinare di specialisti impegnati nella ricerca e nella cura di questo tumore: in questi anni sono stati fatti molti passi in avanti sul fronte della diagnosi e delle terapie per il melanoma, ma la consapevolezza dei cittadini non è cresciuta nella stessa misura. Questa campagna nazionale nasce per diffondere la cultura della prevenzione tra la popolazione, e in particolare tra i bambini in età scolare e le loro famiglie, e creare un fronte comune tra medici, cittadini e Istituzioni, contro il melanoma, a favore della salute e della sostenibilità del Servizio Sanitario” – ha affermato il presidente dell’IMI Paola Queirolo, Responsabile Oncologia Medica dell’IRCCS-AOU San Martino-IST di Genova.

L’iniziativa dell’IMI recepisce una delle indicazioni del Piano Nazionale della Prevenzione 2014-2018, che raccomanda la realizzazione di campagne di comunicazione per informare giovani e giovanissimi sui rischi e i danni prodotti dall’eccessiva esposizione ultravioletta solare e artificiale.

Come rappresentante delle Istituzioni, oltre che come medico, sostengo questa iniziativa, in coerenza con il Piano Nazionale della Prevenzione, perché il melanoma è una patologia ancora troppo poco conosciuta ed è compito della politica supportare con la propria presenza queste importanti iniziative di sensibilizzazione.  Ma non solo, il ruolo delle Istituzioni è fondamentale al momento della cura di queste patologie, sostenendo scelte di politica sanitaria che aiutino i medici e i pazienti garantendo loro un accesso equo alle terapie innovative” – ha affermato Federico Gelli, componente della Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati e promotore istituzionale della campagna.

In Italia attualmente almeno 100.000 persone convivono con un diagnosi di melanoma. Circa 10.000 i nuovi casi ogni anno. L’età media dei pazienti con diagnosi di melanoma è di soli 50 anni e il 20% dei casi viene riscontrato in pazienti di età compresa tra 15 e 39 anni. Il tasso di mortalità resta ancora molto elevato poiché nella maggior parte dei casi questo tumore viene diagnosticato in fase avanzata o metastatica: muore almeno il 20% dei pazienti.

L’esposizione ai raggi ultravioletti (UV), la presenza di nei o lentiggini e la carnagione chiara associati a fattori genetici di suscettibilità sono i principali fattori di rischio. Le scottature solari prese durante l’infanzia o l’adolescenza possono innescare un processo patologico che, a distanza di molti anni, può favorire la probabilità di sviluppare il melanoma in soggetti predisposti.

Ma quali sono le regole fondamentali per una corretta esposizione al sole suggerite dagli specialisti dell’IMI in vista delle vacanze?

È importante esporsi gradualmente per ridurre il rischio di scottature. Bisognerebbe cominciare da un’esposizione di 45-50 minuti il primo giorno aumentando ogni giorno il tempo di esposizione fino ad ottenere in 15-20 giorni un’abbronzatura uniforme e duratura. Si dovrebbe ridurre l’esposizione tra le 11.00 e le 15.00 ora legale. E sotto il sole sarebbe sempre consigliabile utilizzare indumenti e un cappellino e proteggersi con creme, applicandole in dosi adeguate e per più volte, ogni 2-3 ore. I bambini devono essere assolutamente protetti dalle scottature e va evitata l’esposizione diretta dei neonati fino a 1 anno” ha spiegato Ignazio Stanganelli, Referente per la Dermatologia di IMI e Responsabile del Centro clinico-sperimentale di Oncologia Dermatologica dell’I.R.S.T. – Istituto Scientifico Romagnolo per lo Studio e la Cura dei Tumori.

Prevenzione, quindi, ma anche e soprattutto ricerca sono i contenuti della partnership strategica sviluppata a partire dal 2014 tra MSD e Intergruppo Melanoma Italiano, cornice di questa campagna.

I tumori della pelle in generale, e il melanoma in particolare, costituiscono una grave minaccia per la salute di milioni di persone e per la stessa sostenibilità del Servizio Sanitario. Ma alla “pericolosità sociale” della patologia non è purtroppo, associata una pari attenzione in termini di prevenzione. Come MSD siamo particolarmente orgogliosi della partnership con l’Intergruppo Melanoma Italiano, sostenuta da un contributo liberale complessivo di oltre 800.000 dollari, che ha portato al finanziamento di 9 borse di studio e oggi alla realizzazione di questa importante campagna di prevenzione. Il nostro impegno però è altrettanto forte nella ricerca che, proprio in questi ultimi anni, sta portando a grandi innovazioni terapeutiche proprio in ambito oncologico” – ha affermato Pierluigi Antonelli, Presidente e Amministratore Delegato di MSD Italia.

Madrina della campagna è Licia Colò, viaggiatrice esperta di latitudini “rischiose” e mamma di una bambina che dichiara:

mi sento vicina ai messaggi di questa campagna, anche perché al sole mi scotto facilmente a causa del mio fototipo: proteggere noi e i nostri figli è una questione di conoscenza e di buone abitudini. Se in passato sono stata poco attenta, oggi proteggo me stessa e mia figlia con creme ad alta protezione, cappello e occhiali da sole”.

PRO Format Comunicazione

Rosacea: in Italia oltre 3 milioni le persone colpite

Rosacea

Molti la confondono con la couperose, ma il nome corretto è rosacea, una malattia infiammatoria della pelle che colpisce soprattutto le aree centrali del viso, come le guance il naso e le palpebre. Si presenta con rossore, eritema persistente, pustole, capillari superficiali, pelle del viso secca. Per le sue caratteristiche, per l’andamento cronico degenerativo e per le significative implicazioni psicologiche è bene non sottovalutarla. In Italia sono 3.200.000 le persone colpite da rosacea, circa il 7-8% della popolazione adulta. La malattia è sottovalutata e solo 1 persona su 10 si rivolge al medico e ottiene una diagnosi.

L’arrossamento del viso associato alla rosacea condiziona a livello emotivo (88% dei casi), sociale (77%), lavorativo (78%) e nel comportamento relazionale (72%) come ha dimostrato una recente indagine su un campione rappresentativo della popolazione italiana, condotta dall’istituto di ricerca Face Value per conto di Galderma in occasione della campagna di sensibilizzazione sulla mallattia “Act On Red”.

La maggior parte delle persone è convinta che il rossore sia una caratteristica naturale della propria pelle. Al contrario, la rosacea è una malattia e in quanto tale va diagnosticata e curata, afferma Giampiero Girolomoni – Presidente SIDeMaST, Dipartimento di Medicina, Sezione di Dermatologia, Università di Verona. La rosacea acquisisce la dignità di malattia solo nella sua manifestazione più conclamata quando papule, pustole e ispessimento della pelle hanno già aggravato le condizioni del paziente, mentre il semplice rossore viene ignorato. Invece di risolvere il problema alla radice, le persone affette da rosacea cercano di camuffare l’infiammazione cutanea con l’impiego di cosmetici che, contenendo alcool o profumo, peggiorano la condizione della pelle aumentandone l’infiammazione e l’irritazione; la rosacea è una malattia e come tale va trattata. Oggi esistono tanti rimedi che possono migliorare questa condizione ma, se non curata la rosacea si aggrava e dalle forme più lievi si passa a quelle più gravi”.

Le cause della rosacea non sono ancora completamente chiare, si sa che l’infiammazione è alla base di questa patologia e diversi trattamenti possono migliorare la condizione clinica dei pazienti. Con l’intento di produrre un documento condivisibile in ambito scientifico, un gruppo di esperti dermatologi ha messo a punto le Raccomandazioni sulla Gestione della Rosacea con focus sulle opzioni terapeutiche più efficaci, presentate in occasione del 90° Congresso Nazionale SIDeMaST, Società Italiana di Dermatologia medica, chirurgica, estetica e delle Malattie Sessualmente Trasmesse. Le Raccomandazioni sulla Gestione della Rosacea sono state redatte con il patrocinio di SIDeMaST e ADOI, Associazione Dermatologi Ospedalieri Italiani, e con il contributo incondizionato di Galderma.

In Italia, secondo le stime più realistiche, sono 3.200.000 le persone malate: circa il 7-8% della popolazione adulta. Nonostante l’elevata incidenza, la rosacea è spesso non riconosciuta e sottostimata. Solo una persona su 10 riceve una diagnosi ufficiale. Si tratta infatti di una malattia complessa, che si può presentare con una varietà di manifestazioni cliniche differenti e spesso comuni ad altre patologie, dichiara Giuseppe Monfrecola – Sezione di Dermatologia, Dipartimento di Medicina clinica e Chirurgia, Università degli Studi di Napoli Federico II. Al suo stadio iniziale è infatti spesso confusa con la couperose. L’arrossamento della cute causa un profondo stress emotivo in chi ne è affetto, prosegue Monfrecola. Una recente indagine sulla percezione globale dell’arrossamento del viso associate a rosacea ha dimostrato come questa condizione influenza in maniera negativa la sfera emotiva e sociale dell’individuo. Ne è risultato che la persona con rosacea è fortemente condizionata a livello emotivo: prova imbarazzo per il giudizio altrui (58%), sul luogo di lavoro si sente imbarazzato nei rapporti con i propri colleghi (32%), ha una minore sicurezza nell’affrontare colloqui di lavoro (27%). Nei rapporti sociali prova imbarazzo per il giudizio di famigliari o amici (23%), è a disagio nel fare nuovi incontri (33%) ed è imbarazzata per il giudizio del proprio compagno/a (25%)”.

Negli ultimi anni la ricerca dermatologica ha condotto ad una migliore comprensione dei meccanismi correlati alle manifestazioni cliniche della rosacea, conclude Giuseppe Micali – Sezione di Dermatologia e Venereologia, Dipartimento di Specialità Medico-Chirurgiche, Università di Catania. Ciò ha anche consentito l’elaborazione e l’introduzione sul mercato di nuovi e validi trattamenti che, se utilizzati in tempo e in maniera appropriata, sono in grado di tenere sotto controllo segni e sintomi della malattia. La ricerca scientifica ha prodotto risultati interessanti per il trattamento della rosacea in tutte le sue manifestazioni. Oltre ai farmaci già disponibili, tra cui la brimonidina tartrato, una nuova prospettiva terapeutica potrebbe arrivare dall’ivermectina, la molecola che in fase di studio ha mostrato ottimi risultati. Per questo motivo è indispensabile che il paziente, a fronte di sintomi riconducibili alla rosacea, si rechi tempestivamente dal dermatologo di fiducia”.

HealthCom Consulting.Ufficio Stampa

“Psoriasi. La pelle conta”

La pelle conta

“Quello che c’è di più profondo nell’essere umano è la pelle”. Così, nel 1931, Paul Valéry nel suo saggio “L’idea fissa”.

La pelle è la più importante “frontiera” tra il nostro corpo e il mondo ed è stata protagonista del Media Tutorial dal titolo “Psoriasi: La pelle conta” che Novartis ha organizzato a Milano il 23 aprile scorso.

L’incontro è stato dedicato alla psoriasi e a un nuovo target terapeutico: l’interleuchina 17-A, una citochina chiave nella patogenesi della patologia, presente in concentrazioni elevate nella cute di chi soffre di questa malattia che rappresenta uno dei bersagli di maggior interesse per le terapie sperimentali1-6.

La psoriasi colpisce il 3% della popolazione nel mondo, ovvero oltre 125 milioni di persone7. In Europa, la stima è pari a circa lo 0,8%: il che significa che la psoriasi a placche interessa circa 3,7 milioni di europei, di cui circa 2,4 milioni soffre della forma da moderata a severa8. Anche In Italia, sono circa 1 milione e mezzo le persone affette da psoriasi e si stima che sia affetto da psoriasi il 3% della popolazione, corrispondente a circa 1 milione e mezzo di individui. La prevalenza maggiore si osserva al Centro-Nord, con il 4,5% dei pazienti nella fascia compresa tra Abruzzo, Lazio e Molise, mentre al Sud e nelle Isole la percentuale varia dallo 0,8% in Sardegna all’1,6% tra Calabria e Sicilia9.

Sono numerosi i bisogni insoddisfatti nella psoriasi – ha spiegato Giampiero Girolomoni, Professore Ordinario di Dermatologia dell’Università di VeronaI pazienti affetti da psoriasi spesso non sono trattati o sono sottotrattati; non riceve alcun trattamento circa il 50% dei pazienti con psoriasi lieve; fino al 36% di quelli con psoriasi moderata ed il 30% di quelli con psoriasi grave. Pochi pazienti con psoriasi da moderata a grave ricevono un trattamento adeguato; in particolare, solo l’8% dei pazienti con psoriasi moderata-grave riceve terapie biologiche. Nonostante le numerose opzioni di trattamento, il 41% dei pazienti affetti da psoriasi e il 28% dei loro medici sono insoddisfatti degli attuali trattamenti. I pazienti – ha aggiunto il Prof. Girolomonidesiderano e meritano una cute esente o quasi esente da lesioni, il che si traduce in una effettiva migliore qualità della vita. Attualmente è esente o quasi da lesioni solo da un terzo alla metà dei pazienti trattati con terapie biologiche”.

Per rispondere a questi bisogni insoddisfatti dei pazienti e per ridurre le lesioni cutanee causate dalla psoriasi, è stato messo a punto dalla ricerca scientifica un nuovo trattamento, l’anticorpo monoclonale secukinumab, il primo inibitore dell’interleuchina 17A (IL-17A) a essere stato approvato in Europa come terapia di prima linea in alternativa agli attuali trattamenti sistemici.

Il secukinumab è un anticorpo monoclonale umano che neutralizza selettivamente l’IL-17A1-2 e, nel corso degli studi, il 70% o più dei pazienti trattati con secukinumab 300 mg ha ottenuto la risoluzione completa (PASI 100) o quasi completa (PASI 90) delle manifestazioni cutanee durante le prime 16 settimane di trattamento; inoltre nella maggior parte dei pazienti questo risultato è stato mantenuto nel corso della prosecuzione del trattamento, fino alla settimana 5210. Gli studi clinici con secukinumab hanno anche dimostrato una relazione positiva tra la risoluzione completa o quasi completa delle manifestazioni cutanee e la qualità della vita dei pazienti affetti da psoriasi11.

Inoltre, nel corso del programma di studi di Fase III, il secukinumab ha dimostrato un profilo di tollerabilità soddisfacente12,13-15.

Tra i risultati più significativi – ha affermato la Professoressa Ketty Peris, Direttore della Clinica Dermatologica Università Cattolica del Sacro Cuore Policlinico A. Gemelli di Roma – emerge che l’efficacia del secukinumab si mantiene nel tempo fino a 2 anni ed è confermata in tutti i pazienti stratificati per età, peso, gravità della malattia, esposizione a precedenti terapie sistemiche convenzionali e biologiche. Il programma di studi clinici registrativi del secukinumab – ha concluso la Professoressa Perisè il più vasto mai intrapreso per un farmaco biologico (3500 pazienti) con studi a 52 settimane che includevano 2 comparatori attivi (etanercept e ustekinumab)”.

Nel corso dell’evento, è stato anche dedicato ampio spazio all’impatto della patologia sulla qualità di vita di chi ne soffre.

In particolare16-17:

· Il 75% si sente poco attraente

· Il 54% si sente depresso

· Il 31% ha problemi socio-economici

· L’8% è costretto a lavorare a casa

Tra i fattori che contribuiscono alla gravità della psoriasi, per i pazienti il più importante è il prurito, mentre per i dermatologi è costituito dalla localizzazione o dimensione delle lesioni cutanee sul corpo. Chi ne è affetto lamenta inoltre problemi di peso, desquamazione, dolore o sofferenza delle articolazioni e ben il 94% afferma che la psoriasi è un problema che incide nella vita quotidiana18.

Questa patologia è spesso associata ad altre comorbidità quali il morbo di Crohn, la sindrome metabolica, le malattie cardiovascolari e i disturbi oculari19-21.

Sono inoltre intervenuti la Dottoressa Gaia Panina, Head of Immunology & Dermatology Franchise Novartis, che ha ribadito l’impegno di Novartis nell’offrire soluzioni terapeutiche innovative e Paolo Rodolfo Ferrari, Rappresentante ADIPSO Veneto – Friuli – Trentino-Alto Adige, che ha condiviso le esperienze e le aspettative delle persone colpite da questa patologia.

 

BIBLIOGRAFIA

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3. Kopf M, Bachmann MF, Marsland BJ. Averting inflammation by targeting the cytokine environment. Nat Rev Drug Discov. 2010; 9(9):703-18.

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5. Krueger J, Fretzin S, Suárez-Fariñas M, et al. IL-17A is essential for cell activation and inflammatory gene circuits in subjects with psoriasis. J Allergy Clin Immunol. 2012;130(1):145-154.

6. Johansen C, Usher PA, Kjellerup RB, et al. Characterization of the interleukin-17

7. International Federation of Psoriasis Associations (IFPA) World Psoriasis Day website. “About Psoriasis. “ http://www. worldpsoriasisday. com/web/page. aspx?refid=114. Accessed February 2014.

8. European Federation of Pharmaceutical Industries and Associations (EFPIA) website. “Psoriais. “ http://www. efpia. eu/diseases/134/59/Psoriasis. Accessed September 2014.

9. SaracenoR., Mannheimer R., Chimenti S. Regional Distribution of Psoriasis in Italy. JEADV 2008, 22, 324-329

10. Langley RG, Elewski BE, Lebwohl M, et al. Secukinumab in plaque psoriasis: results of two phase three trials. N Engl J Med. 2014. Jul 9;371(4):326-38.

11. McLeod LD, Mallya UG, Fox T, Strober BE. Psoriasis Patients With PASI 90 Response Achieve Greater Health-Related Quality-of-Life Improvements Than Those With PASI 75 Response. European Association of Dermatology and Venereology, Amsterdam, Netherlands, 2014. Poster 1681

12. Christophers E, Griffiths CEM, Gaitanis G, et al. The unmet treatment need for moderate to severe psoriasis: results of a survey and chart review. J Eur Acad Dermatol Venereol. 2006;20:921-925

13. Blauvelt A, Prinz J, Gottlieb AB, et al. Secukinumab Administration by Pre-filled Syringe: Efficacy, Safety, and Usability Results from a Randomized Controlled Trial in Psoriasis (FEATURE). Br J Dermatol. 2014; [published online ahead of print August 16, 2014].

14. Paul C, Lacour JP, Tedremets L, et al. Efficacy, safety, and usability of Secukinumab administration by autoinjector/pen in psoriasis: a randomized, controlled trial (JUNCTURE). J Eur Acad Dermatol Venereol. 2014; [published online ahead of print September 22, 2014].

15. Novartis data on file. 2013: Clinical study reports for CAIN457A2302 [ERASURE]; CAIN457A2303 [FIXTURE]; CAIN457A2304 [SCULPTURE]; CAIN457A2307 [JUNCTURE]; CAIN457A2308 [FEATURE]

16. Rapp SR, Feldman SR, Exum ML, Fleischer AB, Jr., Reboussin DM. Psoriasis causes as much disability as other major medical diseases. J Am Acad Dermatol 1999; 41(3 Pt 1):401-7.

17. Langley RGB, Krueger GG, Griffiths CEM. Psoriasis: epidemiology, clinical features, and quality of life. Ann Rheum Dis 2005; 64(suppl 2):ii18-ii23.

18. Christophers E et al. J Dermatolog Treat. 2013;24:193-198; Adattato da Armstrong AW et al. PLoS One. 2012;7:e52935.

19. Vena GA, Altomare G, Ayala F, Berardesca E, Calzavara-Pinton P, Chimenti S, Giannetti A, Girolomoni G, Lotti T, Martini P, Mazzaglia G, Peserico A, Puglisi Guerra A, Sini G, Cassano N, Cricelli C.Eur J Dermatol. 2010 Sep-Oct;20(5):593-8. Incidence of psoriasis and association with comorbidities in Italy: a 5-year observational study from a national primary care database

20. Eur J Dermatol. 2009 May-Jun;19(3):252-6. doi: 10.1684/ejd.2009.0644. Epub 2009 Feb 17. Risk factors of hypertension, diabetes and obesity in Italian psoriasis patients: a survey on socio-demographic characteristics, smoking habits and alcohol consumption. Altobelli E1, Petrocelli R, Maccarone M, Altomare G, Argenziano G, Giannetti A, Peserico A, Vena GA, Tiberti S, Chimenti S, Peris K.

21. Biomed Res Int. 2013;2013:983902. Epub 2013 Jul 21. Correlations between psoriasis and inflammatory bowel diseases. Skroza N1, Proietti I, Pampena R, La Viola G, Bernardini N, Nicolucci F, Tolino E, Zuber S, Soccodato V, Potenza C.

GAS Communication

Nuova terapia per il trattamento della rosacea

acne rosacea

Galderma, azienda farmaceutica multinazionale specializzata in dermatologia, annuncia risultati positivi per la Procedura Decentrata di ivermectina 10 mg/g crema per il trattamento topico, con singola applicazione giornaliera, delle lesioni infiammatorie da Rosacea papulo-pustolosa in pazienti adulti.

La Medical Products Agency (MPA), in Svezia ha agito in qualità di stato membro di riferimento per conto dei 28 stati membri dell’Unione Europea, coinvolti nella procedura, i quali sono stati concordi nel ritenere che ivermectina 10 mg/g crema abbia i requisiti per l’autorizzazione all’immissione in commercio. Ogni stato membro deve ora adottare una decisione conforme a quanto concordato in corso di procedura.

Galderma, leader mondiale in dermatologia, è impegnata a fornire soluzioni terapeutiche innovative a pazienti e medici specialisti. L’approvazione di ivermectina crema sottolinea il nostro costante impegno nella ricerca di nuove opzioni terapeutiche per la salute della pelle in nome di un nuovo approccio incentrato sui bisogni del paziente” – afferma Stuart Raetzman, Amministratore Delegato di Galderma Pharma SA.

La richiesta di autorizzazione all’immissione in commercio di ivermectina 10 mg/g crema si basa sui risultati di tre studi di fase III, che hanno coinvolto oltre 2.300 soggetti. Due studi controllati versus veicolo (placebo) relativi a 12 settimane di trattamento hanno dimostrato la superiorità di ivermectina 10 mg/g crema in termini di efficacia rispetto al veicolo già nelle prime 4 settimane. In uno studio con controllo attivo di 16 settimane di trattamento, ivermectina 10 mg/g crema ha dimostrato di essere superiore al metronidazolo 0,75% in crema, applicato due volte al giorno, nella riduzione della conta delle lesioni infiammatorie a partire già dalla terza settimana e fino alla settimana 16. Oltre le 16 settimane di trattamento con ivermectina, la riduzione della conta delle lesioni infiammatorie ha raggiunto l’83.0% rispetto alla situazione basale.

Mentre il meccanismo di azione di ivermectina 10 mg/g crema non è completamente noto, il suo principio attivo ha dimostrato di avere proprietà sia antinfiammatorie che antiparassitarie.

Attualmente vi sono pochi trattamenti efficaci in grado di ridurre le pustole e le papule nella rosacea e possono passare anche più di quattro settimane prima che si osservino i primi risultati clinici” – ha commentato Jürgen Schauber, MD, Ludwig-Maximilian University, Monaco, Germania – ivermectina 10 mg/g crema ha dimostrato negli studi clinici una rapida attività farmacologica e una migliore efficacia rispetto alle esistenti terapie di riferimento, questo ne fa una nuova opzione terapeutica per i pazienti affetti da rosacea”.

La Rosacea

La Rosacea è una comune malattia infiammatoria della pelle che presenta caratteristiche cliniche variabili: le più comuni sono rossore transitorio, eritema persistente, papule e pustole. Interessa in particolar modo le aree centrali del viso, come le guance ed il naso.
La malattia colpisce sia uomini che donne adulte, solitamente dopo i trent’anni di età. Inoltre sintomi quali dolore, bruciore e crescente sensibilità della pelle e in alcuni casi arrossamento, bruciore, secchezza e irritazione degli occhi possono essere presenti.
Benché le cause di questa patologia siano ancora oggetto di dibattito, si conoscono vari fattori scatenanti quali cibo speziato, alcool, stress emotivo, sole/esposizione ai raggi UV, bagni e bevande calde.
Sono inoltre state riscontrate elevate quantità di Demodex folliculorum, un acaro generalmente innocuo, che nella pelle delle persone affette da Rosacea sembra avere un ruolo nello sviluppo di questa patologia.
La rosacea, se non trattata, può peggiorare nel tempo. Le persone che sospettano di soffrire di questa patologia devono recarsi dal proprio Medico di riferimento o dal Dermatologo per una diagnosi più accurata e farsi consigliare il trattamento più appropriato.
Poiché la rosacea è una patologia molto visibile dal punto di vista estetico questo può causare imbarazzo e ansia in alcuni pazienti, portando a frustrazione e ad un impatto negativo sulla vita sociale.

 

HealthCom Consulting.Ufficio Stampa

Psoriasi, tutte le strade portano a Roma

PSOFUTURE 2015

Psoriasi protagonista a Roma con “PsoFuture – New directions from the Eternal City”, evento internazionale dedicato a questa patologia cutanea che nel mondo colpisce quasi 150 milioni di persone. Dal 9 all’11 aprile importanti opinion leader a livello mondiale della dermatologia e di altre discipline mediche spesso coinvolte nell’approccio terapeutico della psoriasi – cardiologia, reumatologia, gastroenterologia, oncologia e psicologia – si sono confrontati condividendo le rispettive esperienze cliniche e le informazioni sugli avanzamenti e sulle novità di rilievo in materia di psoriasi. Capofila e promotore dell’evento la Dermatologia italiana, eccellenza riconosciuta dalla comunità scientifica internazionale.

L’idea di promuovere e organizzare a Roma il congresso “PsoFuture ha affermato Sergio Chimenti, chairman del Comitato Scientifico e Direttore della Clinica Dermatologica all’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata– è nata dall’esigenza di fare il punto sullo stato dell’arte della psoriasi sia nel campo della ricerca, che si sta aprendo a sempre maggiori conoscenze su questa patologia cutanea, sia nel campo delle terapie, per le quali abbiamo assistito a enormi progressi negli ultimi anni, e anche per soddisfare l’esigenza di focalizzare la nostra attenzione sui nuovi farmaci che in tempi brevi, ci auguriamo, saranno disponibili”.

Nelle diverse sessioni sono stati affrontati i temi di maggiore attualità tra i quali le nuove conoscenze nel campo della genetica, delle patologie immunomediate, dei meccanismi patogenetici, delle comorbilità, delle implicazioni sulla qualità di vita e il peso psico-sociale della psoriasi. La grande novità di questo evento scientifico è stata l’impostazione multidisciplinare, basata sulla moderna valutazione della psoriasi come malattia sistemica che non coinvolge solo la pelle ma anche altri organi e tessuti: se lo specialista dermatologo è la figura di riferimento all’interno del percorso diagnostico-terapeutico appropriato, altri specialisti possono essere coinvolti nella diagnosi e nel trattamento delle patologie comunemente associate alla psoriasi, le cosiddette comorbilità.

In Italia le persone affette da psoriasi sono almeno 2,5 milioni, l’80% delle quali colpite dalla forma lieve-moderata, spesso poco conosciuta e, di conseguenza, non adeguatamente curata. Fino a poco tempo fa il trattamento della patologia, caratterizzato da una difficile gestione dovuta alla scarsa praticità dei farmaci disponibili, contribuiva ad aggravare il disagio psicologico del paziente influendo negativamente sull’aderenza alla terapia, con evidenti ripercussioni sulla sua efficacia e sul decorso della malattia.

La grande novità di questi anni tra le terapie topiche per la cura della psoriasi lieve-moderata è rappresentata dalla combinazione in gel di un derivato della vitamina D, il calcipotriolo, associato al betametasone, un antiinfiammatorio corticosteroideo di elevata efficacia. Alla luce della revisione sistematica dei dati esistenti in letteratura sui benefici e sui rischi dei diversi trattamenti, questa combinazione, somministrata una sola volta al giorno, si è rivelata più efficace, rapida e meglio tollerata rispetto alle altre terapie convenzionali.

Gli studi clinici dimostrano che l’associazione calcipotriolo-betametasone esplica un effetto sinergico che risulta più efficace e con un buon profilo di sicurezza e tollerabilità sulla lunga durata – ha spiegato il professor Chimenti dopo otto settimane di trattamento, infatti, si registra una riduzione di circa il 75% dell’indice PASI che misura l’estensione e la severità delle lesioni cutanee, contro il 61,3% dello steroide e il 55,3% del calcipotriolo, utilizzati singolarmente. Altro punto di forza è la monosomministrazione giornaliera che garantisce una maggiore aderenza da parte del paziente e non grava sulla qualità di vita”.

La combinazione in gel lipofilo, quindi, essendo anche pratica dal punto di vista cosmetico, viene incontro alle esigenze dei pazienti garantendo una maggiore compliance terapeutica e contribuendo a raggiungere un’efficacia clinica reale.

PsoFuture” è stato un grande evento che non ha riguardato solo la comunità scientifica ma migliaia di pazienti: l’aspettativa sarà che dal congresso emergano nuove conoscenze in grado di affrontare le sfide cliniche che riserva il futuro per questa patologia, ma soprattutto di assicurare ai pazienti una qualità di vita sempre migliore, anche grazie alle terapie innovative. A questo primo appuntamento seguiranno una serie di eventi che avranno l’obiettivo di proporre l’Italia e i dermatologi italiani quali esperti riconosciuti a livello internazionale nella conoscenza e nel trattamento della psoriasi; tutto ciò sotto il marchio di “PsoFuture”.

 

PRO Format Comunicazione


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