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Scabbia

Scabbia

La scabbia è un’infestazione da parte di un acaro chiamato Sarcoptes scabiei che si moltiplica sulla cute umana; la femmina vive 4-6 settimane deponendo 40-50 uova in un cunicolo nella cute e le uova  si schiudono dopo 79-96 ore.

Al di fuori di casi insorti nel corso di epidemie note, la diagnosi certa di scabbia può essere posta solo dallo Specialista che esegua un opportuno prelievo di cute e la osservi al microscopio.

Chi colpisce?
Può colpire chiunque in qualunque fascia di età indipendentemente dal livello sociale o dalle condizioni igieniche. Più spesso sono interessati giovani adulti (trasmissione per contatto sessuale) o anziani allettati.

Come si trasmette?
La scabbia si trasmette principalmente per contatto cutaneo diretto e piuttosto prolungato (tenersi a lungo per mano o stare abbracciati), un’altra frequente modalità di infestazione è rappresentata dal dormire nello stesso letto o indossare la stessa biancheria. In questo caso è la biancheria a diretto contatto con la pelle (lenzuola, canottiere, pantaloni, ecc.) quella che può trasmettere gli acari e può farlo solo se essa è adoperata dal soggetto sano poco dopo l’uso da parte del soggetto ammalato (ovviamente senza essere stata lavata). Gli acari possono vivere per circa due giorni sui vestiti e sui letti. Inizialmente l’infestazione non da nessun sintomo; il prurito infatti compare dopo circa un mese dal contagio. In caso di nuova infestazione il prurito compare invece dopo pochi giorni.

Quali sono i sintomi?
Il sintomo principale è il prurito diffuso, particolarmente intenso durante la notte (è un prurito che disturba il sonno), che di solito risparmia il capo. Insieme al prurito spesso si osserva un arrossamento diffuso al tronco e la comparsa di piccole crosticine lineari alle ascelle, ai polsi, alle zone interdigitali. In età pediatrica spesso sono interessati le aree palmo-plantari.

Come si cura la scabbia?
I prodotti utilizzati nella cura della scabbia sono numerosi, attualmente si predilige la permetrina (es. Scabianil, Scabiacid) al 5% che è risultata essere molto efficace e sicura. Essa viene applicata sulla pelle e lasciata agire per almeno 8 ore, può risultare utile  una seconda applicazione dopo 7  giorni. Altro composto utilizzato soprattutto in passato, il benzoato di benzile (es. Benz Be FN) al 10 o 20%.
I farmaci per placare il prurito sono impiegati anche dopo la risoluzione dell’infezione cutanea perché solo di rado l’eczema e il prurito scompaiono con la rimozione del parassita responsabile. tra questi il Crotamitone (es. Eurax Crema, Crotaglin, Veteusan): applicare 2-3 volte al dì, secondo quanto prescritto dal medico. Il farmaco è indicato per adulti affetti da prurito da scabbia. Per i bambini, l’applicazione della crema dev’essere effettuata solamente una volta al giorno.

E’ importante ricordare che è essenziale trattare tutti i familiari e tutti i contatti della persona affetta anche se questi non hanno sintomi (ricordate il prurito insorge dopo 1 mese dal contagio!!)

Consigli pratici

Trattamento:
a) Seguire scrupolosamente le indicazioni del medico e attenersi alle modalità di applicazione indicate.
b) Fare una doccia o un bagno prima dell’applicazione del prodotto.
c) Applicare attentamente il prodotto su tutta la pelle (in particolare pieghe sottomammarie, spazi interdigitali, genitali).
d) Evitare il contatto del prodotto con occhi e mucose.
e) Trattare contemporaneamente tutti i familiari conviventi
.

Contatto con gli altri:
a) Evitare per quanto possibile il contatto con altre persone: la scabbia è una malattia contagiosa.
b) Limitare quanto più possibile il numero di visitatori ed invitarli a lavarsi accuratamente le mani dopo la visita.
c) Cambiare ogni giorno abiti, biancheria, asciugamani, lenzuola e cuscino e lavarli ad una temperatura superiore ai 60 gradi per almeno ½ ora preferibilmente in lavatrice.
d) Lavare accuratamente ogni stanza della casa e i mobili in essa contenuti.

Dopo il trattamento:
a) La persistenza del prurito per una o due settimane dopo il trattamento è normale e non significa che la guarigione non sia avvenuta, importante è la scomparsa del prurito notturno che sveglia il paziente.

Bisogna ricordare che:
a) la terapia anti-scabbia è in genere rapidamente efficace nell’uccidere il parassita: per legge il soggetto parassitato è da ritenersi ancora contagioso e pertanto deve rimanere in isolamento per sole 24 ore dopo la prima applicazione di un preparato idoneo;
b) chi è stato contagiato potrebbe non manifestare ancora nessun sintomo e, se non viene ugualmente trattato con preparato anti-scabbia, potrebbe poi a sua volta contagiare altre persone, compreso il soggetto (nel frattempo guarito) che lo aveva contagiato;
c) l’acaro vive per poco tempo, e molto stentatamente, lontano dalla cute dell’uomo, pertanto, come già detto,  la biancheria è immediatamente bonificabile e anche se il capo di vestiario non è lavato esso è da ritenersi ugualmente sicuro dopo 10 giorni di non-uso; poltrone di stoffa, copriletto, tappeti, scarpe, etc, contaminati possono essere semplicemente lasciati qualche giorno in cantina prima di essere nuovamente utilizzati.

FONTE http://www.adoi.it

Novità sul trattamento dell’acne

Acne

L’acne è una malattia della pelle difficile da combattere, lo sanno bene i ragazzi che ne sono i più colpiti: si stimano infatti in 1.200.000, il 40% della popolazione tra i 15 e i 19 anni, i giovani colpiti da acne moderata, mentre circa il 3%, soffre della forma più grave. Nella forma giovanile, l’acne colpisce quasi equamente maschi e femmine, ma l’acne non interessa solo i giovani e può comparire anche in età adulta, colpendo prevalentemente le donne (12%) e meno (1%) gli uomini.

Può presentarsi in varie forme e livelli di gravità, dalle più lievi alle forme più severe, con importanti implicazioni sulla qualità della vita di chi ne è affetto e, proprio per questi motivi, va curata in modo appropriato, rivolgendosi al dermatologo, ed evitando il passa parola che può condurre solo a cocenti delusioni sul piano dei risultati soprattutto nelle forme più gravi.

Fino ad oggi i dermatologi hanno lavorato su più fronti per contrastare questo frequente problema e il sebo in eccesso è stato messo sotto accusa perché ritenuto la principale causa dell’insorgenza dell’acne. Un gruppo di ricerca internazionale, composto dal Prof. Christos Zouboulis, Direttore dell’Ospedale Dermatologico di Berlino e uno dei massimi esperti mondiali sulle ricerche sul sebo, dal Dottor Mauro Picardo, ricercatore e Responsabile del Laboratorio di Fisopatologia Cutanea dell’Istituto Dermatologico San Gallicano IRCCS di Roma e dal dottor Eric Jourdan, Direttore scientifico del Laboratoire Dermatologique Bioderma, ha condotto uno studio, per approfondire le conoscenze sulle cause dell’acne ed, in particolare, sul ruolo del sebo. I risultati hanno messo in evidenza come non sia tanto l’eccesso quanto piuttosto la variazione della composizione qualitativa del sebo una delle cause dell’insorgenza dell’acne.

TRATTO

Queste osservazioni hanno consentito a Bioderma di formulare un nuovo trattamento dermocosmetico per la pelle acneica – Sébium Global – che svolge contemporaneamente più azioni: normalizza la composizione del sebo, elimina i comedoni, affina la grana della pelle, idrata e migliora l’efficacia dei trattamenti farmacologici.

Nella pelle sana, spiega Vincenzo Bettoli, Professore a Contratto presso la Scuola di Specializzazione in Dermatologia e Venereologia, Responsabile dell’Ambulatorio Acne, Università degli Studi di Ferrara, il sebo ha la funzione di proteggere la pelle; in particolare sono tre gli acidi della pelle che garantiscono la sua integrità: l’acido sapienico che tiene sotto controllo l’attività antibatterica, l’acido oleico che protegge la barriera cutanea e l’acido linoleico che è responsabile della permeabilità della pelle. Quando la composizione del sebo muta, ed in particolare quando vi è un’alterazione di questi acidi grassi, il ruolo protettivo del sebo ha una falla che porta alla produzione delle manifestazioni tipiche dell’acne: la riduzione dell’acido sapienico diminuisce l’attività antibatterica, aprendo così la strada ad infezioni, l’attività protettiva dell’acido oleico viene a mancare consentendo la comparsa di comedoni e la diminuita presenza dell’acido linoleico produce una ipercheratinizzazione della barriera cutanea”, conclude Bettoli.

Abbiamo quindi compreso – afferma Eric Jourdan -  quanto sia importante mantenere la composizione del sebo delle persone con acne, il più possibile, simile a quello delle persone con pelle sana.”

Queste conoscenze sono state utilizzate dai ricercatori Bioderma per mettere a punto un innovativo dermocosmetico per la pelle a tendenza acneica Sébium Global, basato sul principio attivo bakuchiol e sul complesso antiossidante brevettato fluidactiv, che hanno dimostrato di riuscire a riequilibrare il livello degli acidi grassi del sebo, agendo quindi sulle cause della formazione dell’acne”, spiega Jourdan.

L’associazione bakuchiol e fluidactiv combatte l’ossidazione degli acidi grassi e dello squalene presenti nel sebo la cui ossidazione è una delle principali cause delle alterazioni del sebo che portano all’acne.

Uno studio in doppio cieco su 40 persone con pelle grassa acneica, che prevedeva un’applicazione di bakuchiol e fluidactiv per un periodo di 8 settimane, ha dimostrato di riuscire a normalizzare il profilo lipidico” conclude Jourdan.

L’acne non è un mero problema estetico ma una vera e propria malattia cutanea con importanti implicazioni estetiche”, afferma Giuseppe Monfrecola, Professore Ordinario di Dermatologia dell’Università di Napoli Federico II. “Essa, pertanto va curata dallo specialista dermatologo in ogni sua fase per evitare che le lesioni o i residui cicatriziali possano influenzare negativamente la qualità della vita dei soggetti che ne sono affetti.  Il trattamento dell’acne deve essere personalizzato e modulato nel tempo sia per mettere la malattia sotto controllo che, soprattutto, per mantenere i risultati ottenuti: bisogna ricordare che l’acne può durare molti anni e che il successo viene, non solo dalla corretta prescrizione dermatologica, ma molto di più dall’aderenza del paziente alla terapia”.

Nel trattamento dell’acne, aggiunge Monfrecola, il dermatologo deve tener conto di numerosi fattori e prescrivere la cura in base a: tipologia di acne (gravità, localizzazione prevalente etc.), età e sesso del soggetto, eventuali trattamenti già praticati o in corso, periodo dell’anno diversi – ad esempio, nell’estate dall’inverno – stato di salute generale ed eventuale assunzione di altri farmaci. La prima visita è fondamentale per capire quale è la percezione della malattia da parte del paziente (ed eventualmente dei genitori) e anche quali sono le aspettative o le errate convinzioni e per spiegare la reale natura del problema, le modalità per una corretta terapia con tutte le implicazioni in senso temporale o di eventuali effetti collaterali e come gestirli” conclude lo specialista.

HealthCom Consulting.Ufficio Stampa

Orticaria da freddo

orticaria da freddo

Con l’abbassamento delle temperature è possibile che si manifestino dei pomfi rossi e degli eritemi su alcune parti del corpo: molto probabilmente si tratta di orticaria da freddo, una tipologia di orticaria che si manifesta quando il meteo è poco clemente e vira al freddo.

Solitamente i sintomi sono proprio simili ad una manifestazione di orticaria, con simili eritemi e varie eruzioni cutanee arrossate sul corpo, che possono presentarsi e sparire più volte nel corso delle giornate.

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Il Ministero della Salute pubblica un nuovo sito

La mia Pelle

E’ on line il nuovo sito ”La mia pelle”, uno spazio voluto dal Ministro della Salute Beatrice Lorenzin per promuovere, insieme all’IFO, Istituti Fisioterapici Ospitalieri, la diffusione per la migliore conoscenza e consapevolezza delle principali misure di prevenzione contro il melanoma e i tumori della pelle.

“La prevenzione e’ sicuramente una carta vincente – ha spiegato Lorenzin – che consente da un lato di diminuire i costi per il sistema sanitario derivanti dai ricoveri e dall’assistenza e dall’altro di salvare tante vite salvaguardando la salute delle persone. Non fare ammalare i sani, questa e’ la grande sfida della medicina e di una società  avanzata e la prevenzione e’ la chiave di volta: costa poco e richiede sinergia ed azione di penetrazione nei territori”.

”Nella lotta ai tumori della pelle – ha ricordato – la riduzione del rischio passa attraverso la corretta esposizione al sole fin dall’infanzia. E’ prioritario evitare le scottature e proteggere la propria pelle, anche per godere del proprio tempo libero e dell’estate in sicurezza. Inoltre la diagnosi precoce garantisce oggi nella maggior parte dei casi la riuscita dei trattamenti di cura, la diminuzione delle complicanze e in un’alta percentuale di casi consente di salvarsi la vita. L’informazione della popolazione in questo senso gioca un ruolo strategico insieme all’impegno e alla preparazione dei medici di famiglia e dei dermatologi. La collaborazione tra il Ministero e le eccellenze della sanità  pubblica passa anche attraverso la comunicazione online ”.

Il melanoma, una neoplasia abbastanza rara fino a qualche tempo fa, presenta attualmente un’incidenza in continua crescita in tutto il mondo ed anche in Italia, dove si registrano circa 7500 nuovi casi l’anno e circa 1500 decessi. Caterina Catricala’, Direttore del Dipartimento di Dermatologia Oncologica e della ”Melanoma Unit” degli IFO e responsabile scientifico del sito sui tumori della pelle, aperto dal Ministero della Salute, spiega che oggi di melanoma si può guarire e che :

”Occorre conoscere la propria pelle e le macchie che essa presenta. Per i soggetti a rischio sara’ il dermatologo ad indicare la cadenza dei controlli e gli eventuali esami strumentali da effettuare periodicamente. I carcinomi cutanei sono i tumori più  frequenti in assoluto ma fortunatamente, nella maggior parte dei casi, non danno metastasi se correttamente trattati. La diagnosi precoce ed il trattamento corretto e tempestivo – consiglia Catricala’ – sono l’unica arma per abbattere la mortalità  per il melanoma cutaneo. La ricerca di nuovi farmaci da utilizzare nelle fasi piu’ avanzate della malattia, ci permette di essere fiduciosi nel miglioramento della prognosi di tale neoplasia”.

L’obiettivo del sito e’ quello di diffondere in modo semplice e interattivo la conoscenza dei principali fattori di rischio, le corrette misure di prevenzione contro il melanoma e gli altri tumori della pelle. Sono necessari i controlli periodici nei soggetti a rischio per la diagnosi precoce; nel sito sono espressi i corretti comportamenti per bambini ed adulti relativi all’esposizione al sole e alle altre fonti di raggi UV, come le lampade solari.

sanitànews

Micosi: preferiscono i piedi!

Piedi puzza

La micosi della pelle, ovvero la condizione che si verifica quando i funghi patogeni superano la barriera del corpo causando delle infezioni, rappresentano un problema molto diffuso, ma rimarreste sorpresi nello scoprire quante persone non si rendano conto di esserne affette. Purtroppo però, in certi casi proprio la presenza di funghi potrebbe, a lungo andare, provocare effetti dannosi per la salute e per il nostro intero sistema immunitario.

Attraverso uno studio condotto dai membri del National Institutes of Health, sarebbe emerso che nella maggior parte dei casi, i funghi colpirebbero in particolar modo la superficie dei piedi, il tallone in primis, seguito dalle unghie, e dalla parte intermedia fra le dita.

Durante la loro ricerca, gli studiosi avrebbero utilizzato delle raschiature della pelle di 10 volontari adulti sani, prelevate da 14 diverse parti del corpo. Attraverso questi campioni, sarebbero stati innanzitutto isolati ben 130 ceppi fungini, dei quali i più diffusi sarebbero Malassezia, Penicillium e Aspergillus. Inoltre, dalle analisi sarebbe emerso che, oltre ai piedi, ad essere maggiormente colpite dai funghi sarebbero anche le parti meno esposte alla luce, le mani, la parte interna del gomito, le ascelle, lo spazio tra le sopracciglia, l’avambraccio, le narici e la parte posteriore della testa.

Ma torniamo ai piedi, dove – incredibilmente – i ricercatori avrebbero riscontrato la presenza di addirittura 80 diversi generi di funghi.

Nella maggior parte dei casi le persone non si rendono conto di avere così tanti funghi sparsi per tutto il corpo, dal momento che essi non danno segnali evidenti. Non possiamo naturalmente affermare che tutti i funghi siano dannosi, anzi, molti di essi sono nostri alleati fino a quando si mantengono in equilibrio tra loro, ma se così non dovesse essere, essi potrebbero causare delle micosi, da curare in maniera adeguata.

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