Posts Tagged 'Dermatologia'

Rosacea: in Italia oltre 3 milioni le persone colpite

Rosacea

Molti la confondono con la couperose, ma il nome corretto è rosacea, una malattia infiammatoria della pelle che colpisce soprattutto le aree centrali del viso, come le guance il naso e le palpebre. Si presenta con rossore, eritema persistente, pustole, capillari superficiali, pelle del viso secca. Per le sue caratteristiche, per l’andamento cronico degenerativo e per le significative implicazioni psicologiche è bene non sottovalutarla. In Italia sono 3.200.000 le persone colpite da rosacea, circa il 7-8% della popolazione adulta. La malattia è sottovalutata e solo 1 persona su 10 si rivolge al medico e ottiene una diagnosi.

L’arrossamento del viso associato alla rosacea condiziona a livello emotivo (88% dei casi), sociale (77%), lavorativo (78%) e nel comportamento relazionale (72%) come ha dimostrato una recente indagine su un campione rappresentativo della popolazione italiana, condotta dall’istituto di ricerca Face Value per conto di Galderma in occasione della campagna di sensibilizzazione sulla mallattia “Act On Red”.

La maggior parte delle persone è convinta che il rossore sia una caratteristica naturale della propria pelle. Al contrario, la rosacea è una malattia e in quanto tale va diagnosticata e curata, afferma Giampiero Girolomoni – Presidente SIDeMaST, Dipartimento di Medicina, Sezione di Dermatologia, Università di Verona. La rosacea acquisisce la dignità di malattia solo nella sua manifestazione più conclamata quando papule, pustole e ispessimento della pelle hanno già aggravato le condizioni del paziente, mentre il semplice rossore viene ignorato. Invece di risolvere il problema alla radice, le persone affette da rosacea cercano di camuffare l’infiammazione cutanea con l’impiego di cosmetici che, contenendo alcool o profumo, peggiorano la condizione della pelle aumentandone l’infiammazione e l’irritazione; la rosacea è una malattia e come tale va trattata. Oggi esistono tanti rimedi che possono migliorare questa condizione ma, se non curata la rosacea si aggrava e dalle forme più lievi si passa a quelle più gravi”.

Le cause della rosacea non sono ancora completamente chiare, si sa che l’infiammazione è alla base di questa patologia e diversi trattamenti possono migliorare la condizione clinica dei pazienti. Con l’intento di produrre un documento condivisibile in ambito scientifico, un gruppo di esperti dermatologi ha messo a punto le Raccomandazioni sulla Gestione della Rosacea con focus sulle opzioni terapeutiche più efficaci, presentate in occasione del 90° Congresso Nazionale SIDeMaST, Società Italiana di Dermatologia medica, chirurgica, estetica e delle Malattie Sessualmente Trasmesse. Le Raccomandazioni sulla Gestione della Rosacea sono state redatte con il patrocinio di SIDeMaST e ADOI, Associazione Dermatologi Ospedalieri Italiani, e con il contributo incondizionato di Galderma.

In Italia, secondo le stime più realistiche, sono 3.200.000 le persone malate: circa il 7-8% della popolazione adulta. Nonostante l’elevata incidenza, la rosacea è spesso non riconosciuta e sottostimata. Solo una persona su 10 riceve una diagnosi ufficiale. Si tratta infatti di una malattia complessa, che si può presentare con una varietà di manifestazioni cliniche differenti e spesso comuni ad altre patologie, dichiara Giuseppe Monfrecola – Sezione di Dermatologia, Dipartimento di Medicina clinica e Chirurgia, Università degli Studi di Napoli Federico II. Al suo stadio iniziale è infatti spesso confusa con la couperose. L’arrossamento della cute causa un profondo stress emotivo in chi ne è affetto, prosegue Monfrecola. Una recente indagine sulla percezione globale dell’arrossamento del viso associate a rosacea ha dimostrato come questa condizione influenza in maniera negativa la sfera emotiva e sociale dell’individuo. Ne è risultato che la persona con rosacea è fortemente condizionata a livello emotivo: prova imbarazzo per il giudizio altrui (58%), sul luogo di lavoro si sente imbarazzato nei rapporti con i propri colleghi (32%), ha una minore sicurezza nell’affrontare colloqui di lavoro (27%). Nei rapporti sociali prova imbarazzo per il giudizio di famigliari o amici (23%), è a disagio nel fare nuovi incontri (33%) ed è imbarazzata per il giudizio del proprio compagno/a (25%)”.

Negli ultimi anni la ricerca dermatologica ha condotto ad una migliore comprensione dei meccanismi correlati alle manifestazioni cliniche della rosacea, conclude Giuseppe Micali – Sezione di Dermatologia e Venereologia, Dipartimento di Specialità Medico-Chirurgiche, Università di Catania. Ciò ha anche consentito l’elaborazione e l’introduzione sul mercato di nuovi e validi trattamenti che, se utilizzati in tempo e in maniera appropriata, sono in grado di tenere sotto controllo segni e sintomi della malattia. La ricerca scientifica ha prodotto risultati interessanti per il trattamento della rosacea in tutte le sue manifestazioni. Oltre ai farmaci già disponibili, tra cui la brimonidina tartrato, una nuova prospettiva terapeutica potrebbe arrivare dall’ivermectina, la molecola che in fase di studio ha mostrato ottimi risultati. Per questo motivo è indispensabile che il paziente, a fronte di sintomi riconducibili alla rosacea, si rechi tempestivamente dal dermatologo di fiducia”.

HealthCom Consulting.Ufficio Stampa

“Psoriasi. La pelle conta”

La pelle conta

“Quello che c’è di più profondo nell’essere umano è la pelle”. Così, nel 1931, Paul Valéry nel suo saggio “L’idea fissa”.

La pelle è la più importante “frontiera” tra il nostro corpo e il mondo ed è stata protagonista del Media Tutorial dal titolo “Psoriasi: La pelle conta” che Novartis ha organizzato a Milano il 23 aprile scorso.

L’incontro è stato dedicato alla psoriasi e a un nuovo target terapeutico: l’interleuchina 17-A, una citochina chiave nella patogenesi della patologia, presente in concentrazioni elevate nella cute di chi soffre di questa malattia che rappresenta uno dei bersagli di maggior interesse per le terapie sperimentali1-6.

La psoriasi colpisce il 3% della popolazione nel mondo, ovvero oltre 125 milioni di persone7. In Europa, la stima è pari a circa lo 0,8%: il che significa che la psoriasi a placche interessa circa 3,7 milioni di europei, di cui circa 2,4 milioni soffre della forma da moderata a severa8. Anche In Italia, sono circa 1 milione e mezzo le persone affette da psoriasi e si stima che sia affetto da psoriasi il 3% della popolazione, corrispondente a circa 1 milione e mezzo di individui. La prevalenza maggiore si osserva al Centro-Nord, con il 4,5% dei pazienti nella fascia compresa tra Abruzzo, Lazio e Molise, mentre al Sud e nelle Isole la percentuale varia dallo 0,8% in Sardegna all’1,6% tra Calabria e Sicilia9.

Sono numerosi i bisogni insoddisfatti nella psoriasi – ha spiegato Giampiero Girolomoni, Professore Ordinario di Dermatologia dell’Università di VeronaI pazienti affetti da psoriasi spesso non sono trattati o sono sottotrattati; non riceve alcun trattamento circa il 50% dei pazienti con psoriasi lieve; fino al 36% di quelli con psoriasi moderata ed il 30% di quelli con psoriasi grave. Pochi pazienti con psoriasi da moderata a grave ricevono un trattamento adeguato; in particolare, solo l’8% dei pazienti con psoriasi moderata-grave riceve terapie biologiche. Nonostante le numerose opzioni di trattamento, il 41% dei pazienti affetti da psoriasi e il 28% dei loro medici sono insoddisfatti degli attuali trattamenti. I pazienti – ha aggiunto il Prof. Girolomonidesiderano e meritano una cute esente o quasi esente da lesioni, il che si traduce in una effettiva migliore qualità della vita. Attualmente è esente o quasi da lesioni solo da un terzo alla metà dei pazienti trattati con terapie biologiche”.

Per rispondere a questi bisogni insoddisfatti dei pazienti e per ridurre le lesioni cutanee causate dalla psoriasi, è stato messo a punto dalla ricerca scientifica un nuovo trattamento, l’anticorpo monoclonale secukinumab, il primo inibitore dell’interleuchina 17A (IL-17A) a essere stato approvato in Europa come terapia di prima linea in alternativa agli attuali trattamenti sistemici.

Il secukinumab è un anticorpo monoclonale umano che neutralizza selettivamente l’IL-17A1-2 e, nel corso degli studi, il 70% o più dei pazienti trattati con secukinumab 300 mg ha ottenuto la risoluzione completa (PASI 100) o quasi completa (PASI 90) delle manifestazioni cutanee durante le prime 16 settimane di trattamento; inoltre nella maggior parte dei pazienti questo risultato è stato mantenuto nel corso della prosecuzione del trattamento, fino alla settimana 5210. Gli studi clinici con secukinumab hanno anche dimostrato una relazione positiva tra la risoluzione completa o quasi completa delle manifestazioni cutanee e la qualità della vita dei pazienti affetti da psoriasi11.

Inoltre, nel corso del programma di studi di Fase III, il secukinumab ha dimostrato un profilo di tollerabilità soddisfacente12,13-15.

Tra i risultati più significativi – ha affermato la Professoressa Ketty Peris, Direttore della Clinica Dermatologica Università Cattolica del Sacro Cuore Policlinico A. Gemelli di Roma – emerge che l’efficacia del secukinumab si mantiene nel tempo fino a 2 anni ed è confermata in tutti i pazienti stratificati per età, peso, gravità della malattia, esposizione a precedenti terapie sistemiche convenzionali e biologiche. Il programma di studi clinici registrativi del secukinumab – ha concluso la Professoressa Perisè il più vasto mai intrapreso per un farmaco biologico (3500 pazienti) con studi a 52 settimane che includevano 2 comparatori attivi (etanercept e ustekinumab)”.

Nel corso dell’evento, è stato anche dedicato ampio spazio all’impatto della patologia sulla qualità di vita di chi ne soffre.

In particolare16-17:

· Il 75% si sente poco attraente

· Il 54% si sente depresso

· Il 31% ha problemi socio-economici

· L’8% è costretto a lavorare a casa

Tra i fattori che contribuiscono alla gravità della psoriasi, per i pazienti il più importante è il prurito, mentre per i dermatologi è costituito dalla localizzazione o dimensione delle lesioni cutanee sul corpo. Chi ne è affetto lamenta inoltre problemi di peso, desquamazione, dolore o sofferenza delle articolazioni e ben il 94% afferma che la psoriasi è un problema che incide nella vita quotidiana18.

Questa patologia è spesso associata ad altre comorbidità quali il morbo di Crohn, la sindrome metabolica, le malattie cardiovascolari e i disturbi oculari19-21.

Sono inoltre intervenuti la Dottoressa Gaia Panina, Head of Immunology & Dermatology Franchise Novartis, che ha ribadito l’impegno di Novartis nell’offrire soluzioni terapeutiche innovative e Paolo Rodolfo Ferrari, Rappresentante ADIPSO Veneto – Friuli – Trentino-Alto Adige, che ha condiviso le esperienze e le aspettative delle persone colpite da questa patologia.

 

BIBLIOGRAFIA

1. Gaffen SL. Structure and signaling in the IL-17 receptor family. Nat Rev Immunol. 2009;9(8):556-67.

2. Ivanov S, Linden A. Interleukin-17 as a drug target in human disease. Trends Pharmacol Sci. 2009;30(2):95-103.

3. Kopf M, Bachmann MF, Marsland BJ. Averting inflammation by targeting the cytokine environment. Nat Rev Drug Discov. 2010; 9(9):703-18.

4. Onishi RM, Gaffen SL. Interleukin-17 and its target genes: mechanisms of interleukin-17 function in disease. Immunology. 2010;129(3):311-21.

5. Krueger J, Fretzin S, Suárez-Fariñas M, et al. IL-17A is essential for cell activation and inflammatory gene circuits in subjects with psoriasis. J Allergy Clin Immunol. 2012;130(1):145-154.

6. Johansen C, Usher PA, Kjellerup RB, et al. Characterization of the interleukin-17

7. International Federation of Psoriasis Associations (IFPA) World Psoriasis Day website. “About Psoriasis. “ http://www. worldpsoriasisday. com/web/page. aspx?refid=114. Accessed February 2014.

8. European Federation of Pharmaceutical Industries and Associations (EFPIA) website. “Psoriais. “ http://www. efpia. eu/diseases/134/59/Psoriasis. Accessed September 2014.

9. SaracenoR., Mannheimer R., Chimenti S. Regional Distribution of Psoriasis in Italy. JEADV 2008, 22, 324-329

10. Langley RG, Elewski BE, Lebwohl M, et al. Secukinumab in plaque psoriasis: results of two phase three trials. N Engl J Med. 2014. Jul 9;371(4):326-38.

11. McLeod LD, Mallya UG, Fox T, Strober BE. Psoriasis Patients With PASI 90 Response Achieve Greater Health-Related Quality-of-Life Improvements Than Those With PASI 75 Response. European Association of Dermatology and Venereology, Amsterdam, Netherlands, 2014. Poster 1681

12. Christophers E, Griffiths CEM, Gaitanis G, et al. The unmet treatment need for moderate to severe psoriasis: results of a survey and chart review. J Eur Acad Dermatol Venereol. 2006;20:921-925

13. Blauvelt A, Prinz J, Gottlieb AB, et al. Secukinumab Administration by Pre-filled Syringe: Efficacy, Safety, and Usability Results from a Randomized Controlled Trial in Psoriasis (FEATURE). Br J Dermatol. 2014; [published online ahead of print August 16, 2014].

14. Paul C, Lacour JP, Tedremets L, et al. Efficacy, safety, and usability of Secukinumab administration by autoinjector/pen in psoriasis: a randomized, controlled trial (JUNCTURE). J Eur Acad Dermatol Venereol. 2014; [published online ahead of print September 22, 2014].

15. Novartis data on file. 2013: Clinical study reports for CAIN457A2302 [ERASURE]; CAIN457A2303 [FIXTURE]; CAIN457A2304 [SCULPTURE]; CAIN457A2307 [JUNCTURE]; CAIN457A2308 [FEATURE]

16. Rapp SR, Feldman SR, Exum ML, Fleischer AB, Jr., Reboussin DM. Psoriasis causes as much disability as other major medical diseases. J Am Acad Dermatol 1999; 41(3 Pt 1):401-7.

17. Langley RGB, Krueger GG, Griffiths CEM. Psoriasis: epidemiology, clinical features, and quality of life. Ann Rheum Dis 2005; 64(suppl 2):ii18-ii23.

18. Christophers E et al. J Dermatolog Treat. 2013;24:193-198; Adattato da Armstrong AW et al. PLoS One. 2012;7:e52935.

19. Vena GA, Altomare G, Ayala F, Berardesca E, Calzavara-Pinton P, Chimenti S, Giannetti A, Girolomoni G, Lotti T, Martini P, Mazzaglia G, Peserico A, Puglisi Guerra A, Sini G, Cassano N, Cricelli C.Eur J Dermatol. 2010 Sep-Oct;20(5):593-8. Incidence of psoriasis and association with comorbidities in Italy: a 5-year observational study from a national primary care database

20. Eur J Dermatol. 2009 May-Jun;19(3):252-6. doi: 10.1684/ejd.2009.0644. Epub 2009 Feb 17. Risk factors of hypertension, diabetes and obesity in Italian psoriasis patients: a survey on socio-demographic characteristics, smoking habits and alcohol consumption. Altobelli E1, Petrocelli R, Maccarone M, Altomare G, Argenziano G, Giannetti A, Peserico A, Vena GA, Tiberti S, Chimenti S, Peris K.

21. Biomed Res Int. 2013;2013:983902. Epub 2013 Jul 21. Correlations between psoriasis and inflammatory bowel diseases. Skroza N1, Proietti I, Pampena R, La Viola G, Bernardini N, Nicolucci F, Tolino E, Zuber S, Soccodato V, Potenza C.

GAS Communication

Nuova terapia per il trattamento della rosacea

acne rosacea

Galderma, azienda farmaceutica multinazionale specializzata in dermatologia, annuncia risultati positivi per la Procedura Decentrata di ivermectina 10 mg/g crema per il trattamento topico, con singola applicazione giornaliera, delle lesioni infiammatorie da Rosacea papulo-pustolosa in pazienti adulti.

La Medical Products Agency (MPA), in Svezia ha agito in qualità di stato membro di riferimento per conto dei 28 stati membri dell’Unione Europea, coinvolti nella procedura, i quali sono stati concordi nel ritenere che ivermectina 10 mg/g crema abbia i requisiti per l’autorizzazione all’immissione in commercio. Ogni stato membro deve ora adottare una decisione conforme a quanto concordato in corso di procedura.

Galderma, leader mondiale in dermatologia, è impegnata a fornire soluzioni terapeutiche innovative a pazienti e medici specialisti. L’approvazione di ivermectina crema sottolinea il nostro costante impegno nella ricerca di nuove opzioni terapeutiche per la salute della pelle in nome di un nuovo approccio incentrato sui bisogni del paziente” – afferma Stuart Raetzman, Amministratore Delegato di Galderma Pharma SA.

La richiesta di autorizzazione all’immissione in commercio di ivermectina 10 mg/g crema si basa sui risultati di tre studi di fase III, che hanno coinvolto oltre 2.300 soggetti. Due studi controllati versus veicolo (placebo) relativi a 12 settimane di trattamento hanno dimostrato la superiorità di ivermectina 10 mg/g crema in termini di efficacia rispetto al veicolo già nelle prime 4 settimane. In uno studio con controllo attivo di 16 settimane di trattamento, ivermectina 10 mg/g crema ha dimostrato di essere superiore al metronidazolo 0,75% in crema, applicato due volte al giorno, nella riduzione della conta delle lesioni infiammatorie a partire già dalla terza settimana e fino alla settimana 16. Oltre le 16 settimane di trattamento con ivermectina, la riduzione della conta delle lesioni infiammatorie ha raggiunto l’83.0% rispetto alla situazione basale.

Mentre il meccanismo di azione di ivermectina 10 mg/g crema non è completamente noto, il suo principio attivo ha dimostrato di avere proprietà sia antinfiammatorie che antiparassitarie.

Attualmente vi sono pochi trattamenti efficaci in grado di ridurre le pustole e le papule nella rosacea e possono passare anche più di quattro settimane prima che si osservino i primi risultati clinici” – ha commentato Jürgen Schauber, MD, Ludwig-Maximilian University, Monaco, Germania – ivermectina 10 mg/g crema ha dimostrato negli studi clinici una rapida attività farmacologica e una migliore efficacia rispetto alle esistenti terapie di riferimento, questo ne fa una nuova opzione terapeutica per i pazienti affetti da rosacea”.

La Rosacea

La Rosacea è una comune malattia infiammatoria della pelle che presenta caratteristiche cliniche variabili: le più comuni sono rossore transitorio, eritema persistente, papule e pustole. Interessa in particolar modo le aree centrali del viso, come le guance ed il naso.
La malattia colpisce sia uomini che donne adulte, solitamente dopo i trent’anni di età. Inoltre sintomi quali dolore, bruciore e crescente sensibilità della pelle e in alcuni casi arrossamento, bruciore, secchezza e irritazione degli occhi possono essere presenti.
Benché le cause di questa patologia siano ancora oggetto di dibattito, si conoscono vari fattori scatenanti quali cibo speziato, alcool, stress emotivo, sole/esposizione ai raggi UV, bagni e bevande calde.
Sono inoltre state riscontrate elevate quantità di Demodex folliculorum, un acaro generalmente innocuo, che nella pelle delle persone affette da Rosacea sembra avere un ruolo nello sviluppo di questa patologia.
La rosacea, se non trattata, può peggiorare nel tempo. Le persone che sospettano di soffrire di questa patologia devono recarsi dal proprio Medico di riferimento o dal Dermatologo per una diagnosi più accurata e farsi consigliare il trattamento più appropriato.
Poiché la rosacea è una patologia molto visibile dal punto di vista estetico questo può causare imbarazzo e ansia in alcuni pazienti, portando a frustrazione e ad un impatto negativo sulla vita sociale.

 

HealthCom Consulting.Ufficio Stampa

Psoriasi, tutte le strade portano a Roma

PSOFUTURE 2015

Psoriasi protagonista a Roma con “PsoFuture – New directions from the Eternal City”, evento internazionale dedicato a questa patologia cutanea che nel mondo colpisce quasi 150 milioni di persone. Dal 9 all’11 aprile importanti opinion leader a livello mondiale della dermatologia e di altre discipline mediche spesso coinvolte nell’approccio terapeutico della psoriasi – cardiologia, reumatologia, gastroenterologia, oncologia e psicologia – si sono confrontati condividendo le rispettive esperienze cliniche e le informazioni sugli avanzamenti e sulle novità di rilievo in materia di psoriasi. Capofila e promotore dell’evento la Dermatologia italiana, eccellenza riconosciuta dalla comunità scientifica internazionale.

L’idea di promuovere e organizzare a Roma il congresso “PsoFuture ha affermato Sergio Chimenti, chairman del Comitato Scientifico e Direttore della Clinica Dermatologica all’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata– è nata dall’esigenza di fare il punto sullo stato dell’arte della psoriasi sia nel campo della ricerca, che si sta aprendo a sempre maggiori conoscenze su questa patologia cutanea, sia nel campo delle terapie, per le quali abbiamo assistito a enormi progressi negli ultimi anni, e anche per soddisfare l’esigenza di focalizzare la nostra attenzione sui nuovi farmaci che in tempi brevi, ci auguriamo, saranno disponibili”.

Nelle diverse sessioni sono stati affrontati i temi di maggiore attualità tra i quali le nuove conoscenze nel campo della genetica, delle patologie immunomediate, dei meccanismi patogenetici, delle comorbilità, delle implicazioni sulla qualità di vita e il peso psico-sociale della psoriasi. La grande novità di questo evento scientifico è stata l’impostazione multidisciplinare, basata sulla moderna valutazione della psoriasi come malattia sistemica che non coinvolge solo la pelle ma anche altri organi e tessuti: se lo specialista dermatologo è la figura di riferimento all’interno del percorso diagnostico-terapeutico appropriato, altri specialisti possono essere coinvolti nella diagnosi e nel trattamento delle patologie comunemente associate alla psoriasi, le cosiddette comorbilità.

In Italia le persone affette da psoriasi sono almeno 2,5 milioni, l’80% delle quali colpite dalla forma lieve-moderata, spesso poco conosciuta e, di conseguenza, non adeguatamente curata. Fino a poco tempo fa il trattamento della patologia, caratterizzato da una difficile gestione dovuta alla scarsa praticità dei farmaci disponibili, contribuiva ad aggravare il disagio psicologico del paziente influendo negativamente sull’aderenza alla terapia, con evidenti ripercussioni sulla sua efficacia e sul decorso della malattia.

La grande novità di questi anni tra le terapie topiche per la cura della psoriasi lieve-moderata è rappresentata dalla combinazione in gel di un derivato della vitamina D, il calcipotriolo, associato al betametasone, un antiinfiammatorio corticosteroideo di elevata efficacia. Alla luce della revisione sistematica dei dati esistenti in letteratura sui benefici e sui rischi dei diversi trattamenti, questa combinazione, somministrata una sola volta al giorno, si è rivelata più efficace, rapida e meglio tollerata rispetto alle altre terapie convenzionali.

Gli studi clinici dimostrano che l’associazione calcipotriolo-betametasone esplica un effetto sinergico che risulta più efficace e con un buon profilo di sicurezza e tollerabilità sulla lunga durata – ha spiegato il professor Chimenti dopo otto settimane di trattamento, infatti, si registra una riduzione di circa il 75% dell’indice PASI che misura l’estensione e la severità delle lesioni cutanee, contro il 61,3% dello steroide e il 55,3% del calcipotriolo, utilizzati singolarmente. Altro punto di forza è la monosomministrazione giornaliera che garantisce una maggiore aderenza da parte del paziente e non grava sulla qualità di vita”.

La combinazione in gel lipofilo, quindi, essendo anche pratica dal punto di vista cosmetico, viene incontro alle esigenze dei pazienti garantendo una maggiore compliance terapeutica e contribuendo a raggiungere un’efficacia clinica reale.

PsoFuture” è stato un grande evento che non ha riguardato solo la comunità scientifica ma migliaia di pazienti: l’aspettativa sarà che dal congresso emergano nuove conoscenze in grado di affrontare le sfide cliniche che riserva il futuro per questa patologia, ma soprattutto di assicurare ai pazienti una qualità di vita sempre migliore, anche grazie alle terapie innovative. A questo primo appuntamento seguiranno una serie di eventi che avranno l’obiettivo di proporre l’Italia e i dermatologi italiani quali esperti riconosciuti a livello internazionale nella conoscenza e nel trattamento della psoriasi; tutto ciò sotto il marchio di “PsoFuture”.

 

PRO Format Comunicazione

La psoriasi

Psoriasi3

La psoriasi è una malattia della pelle, ad andamento cronico e recidivante, che si manifesta con la comparsa di chiazze rossastre e rotondeggianti, ben delimitate da margini netti. Con il progredire della patologia, le chiazze possono confluire e sono ricoperte di squame di colore bianco-argenteo. La psoriasi può interessare tutta la superficie corporea, ma le aree classicamente colpite sono: gomiti, ginocchia, cuoio capelluto e regione sacrale.

L’evoluzione di questa malattia, per la quale non esiste ancora oggi una terapia risolutiva, è imprevedibile e può procedere attraverso riacutizzazioni, miglioramenti e talvolta anche persistenti remissioni.

È importante rilevare che anche una minima estensione della malattia sulla superficie corporea può essere associata a comorbilità. Numerosi studi hanno dimostrato che non solo vi è un’associazione tra psoriasi e artrite psoriasica, depressione e abuso di sostanze, ma anche che i pazienti affetti da psoriasi presentano una maggior incidenza della sindrome metabolica, e quindi obesità, diabete, patologie cardiovascolari1.

La severità della psoriasi è misurata in base all’estensione delle lesioni, al grado di eritema, desquamazione e infiltrazione, alla risposta alle terapie e al grado di disabilità sociale e psicologica2.

Le varie forme cliniche sono:

· psoriasi a placche: è la forma più comune. Le lesioni compaiono a livello del cuoio capelluto, del tronco e sugli arti. Anche le unghie possono essere coinvolte;

· psoriasi guttata: colpisce prevalentemente i bambini e si manifesta con piccole chiazze su tutto il corpo; spesso è correlata a faringite streptococcica;

· psoriasi pustolosa: si presenta sotto forma di piccole pustole che ricoprono aree delimitate (palmi delle mani o piante dei piedi), oppure tutto il corpo;

· psoriasi inversa: è comune nelle persone anziane e colpisce le pieghe (regione ascellare, inguinale e pieghe sottomammarie). Le lesioni possono essere umide;

· psoriasi eritrodermica (detta anche psoriasi esfoliativa): è interessata tutta la superficie cutanea che si presenta uniformemente arrossata con desquamazione intensa.

Esistono diversi gradi di gravità della psoriasi, che viene definita come:

· lieve, quando interessa meno del 10% della superficie ed è controllata con successo dalla terapia locale;

· moderata, quando interessa dal 10 al 20% della superficie corporea o meno del 10% ma con localizzazioni importanti (viso e mani) che pesano sulla qualità di vita del paziente, ed è ben controllata con la terapia locale;

· grave quando coinvolge più del 20% della superficie corporea o meno del 20% ma è instabile, rapidamente progressiva e interessa parti importanti come le superfici palmo-plantari e il cuoio capelluto.

La maggior parte delle persone affette da psoriasi (circa l’80%) soffre di psoriasi a placche, nella forma lieve o moderata, che molto spesso non viene riconosciuta e adeguatamente trattata. Inoltre, sono soprattutto i pazienti affetti da queste forme a manifestare il maggior grado d’insoddisfazione riguardo alla gestione terapeutica e clinica della malattia, dal momento che le terapie sistemiche, anche in considerazione del profilo di sicurezza per svariati aspetti non ottimale, sono riservate a forme di psoriasi moderata-grave.

La psoriasi colpisce in egual misura gli uomini e le donne, anche se studi sull’incidenza della patologia suggeriscono che tende a manifestarsi più precocemente nella popolazione femminile3.

Ne sono affette circa 125 milioni di persone nel mondo4 e intorno ai 2,5 milioni in Italia. Nel mondo occidentale circa il 3-4% della popolazione adulta presenta lesioni psoriasiche.

L’incidenza è intorno ai 6 casi per 10.000 abitanti ogni anno, e appare più alta nei Paesi sviluppati, mentre si riduce tra Neri e Asiatici e in alcuni gruppi etnici, come gli Aborigeni australiani, ed è del tutto eccezionale nei Nativi americani. Tuttavia, le minoranze sono soggette ad ammalarsi nella forma grave e a soffrire di un maggiore distress sociale ed emozionale4.

La patologia può insorgere a qualsiasi età, ma nelle forme dell’adulto è più comunemente diagnosticata ai 20 e ai 50 anni d’età.

 

La psoriasi è una malattia a carattere genetico: circa il 30% dei soggetti con psoriasi ha una storia familiare nei parenti di primo grado. La probabilità di ammalarsi con entrambi i genitori affetti da psoriasi è di circa il 40%5.

Molti possono essere i fattori ambientali scatenanti. Tra questi:

· i traumi fisici, come il grattamento, le ustioni, le cicatrici chirurgiche o i traumi accidentali;

· lo stress emotivo;

· l’aumento dell’indice di massa corporea, correlato all’incremento del rischio di manifestare la malattia;

· le infezioni delle alte vie respiratorie, causate prevalentemente dallo streptococco betaemolitico, soprattutto nei pazienti pediatrici;

· alcuni farmaci, ad esempio sali di litio, beta-bloccanti, antimalarici, FANS;

· l’etilismo e il fumo, che spesso accompagnano le forme gravi di psoriasi e sono maggiormente correlati all’insorgenza di psoriasi pustolosa.

La psoriasi incide su gran parte degli aspetti del vivere quotidiano del paziente, dalla scelta dei vestiti alle attività sportive, come ad esempio il nuoto, dove l’esposizione di aree cutanee affette comporta emarginazione ed esclusione. L’impatto negativo della patologia si ripercuote anche sulle attività lavorative e scolastiche e sulle relazioni affettive. La compromissione dell’aspetto estetico può dar luogo a disturbi a livello psichico, affettivo e professionale. Il peso psicologico e sociale che essa impone spesso oltrepassa la gravità del disturbo in sé: più del 60% dei pazienti associa alla malattia una diagnosi di depressione e, di questi, il 10% ha idee di suicidio6.

Le manifestazioni cutanee della malattia, oltre al dolore e al prurito, provocano disagio, frustrazione e vergogna, da cui deriva la perdita di autostima e un senso di stigmatizzazione. I pazienti provano insicurezza e cercano di nascondere agli altri il proprio problema, spesso isolandosi per paura del rifiuto sociale. Questo forte disagio è ulteriormente esacerbato dal pregiudizio, purtroppo ancora diffuso nella maggior parte degli italiani, che la patologia sia contagiosa e questo fa si che molte persone con psoriasi frequentino esclusivamente persone affette dalla stessa malattia.

La psoriasi può dunque essere considerata a tutti gli effetti una patologia invalidante, per via dell’impatto fortemente negativo sui pazienti che ne soffrono, che può arrivare a condizionare anche i progetti lavorativi e di carriera.

A tutto ciò si aggiunge anche la frustrazione derivante dalle terapie tradizionali che, in cambio di una risoluzione di breve durata, impongono trattamenti laboriosi che spesso vincolano il paziente a estenuanti medicazioni e influiscono negativamente sulla capacità di adesione alla cura: ciò contribuisce a instaurare un circolo vizioso, che si traduce in una qualità di vita estremamente depauperata.

I trattamenti farmacologici della psoriasi si dividono in due grandi gruppi: le terapie sistemiche, indicate per le forme severe, e i trattamenti topici, utilizzati soprattutto per la psoriasi lieve-moderata.

I trattamenti topici vengono applicati direttamente sulle zone affette sotto forma di unguenti, creme, paste, lozioni e gel. Le terapie sistemiche comprendono principi attivi, quali per esempio retinoidi e ciclosporina, che possono provocare effetti collaterali anche pesanti.

CORTISONICI
È un trattamento che va utilizzato per periodi brevi (nella fase di attacco della malattia), su aree limitate, preferibilmente solo in soggetti adulti ed evitando le zone delle pieghe. È rapidamente efficace, ma dopo la sospensione la psoriasi può rapidamente peggiorare.

DITRANOLO
È una sostanza che ha un’azione antiproliferativa. Oggi si preferisce la cosiddetta “Short contact therapy”, cioè si utilizzano alte concentrazioni della sostanza (0,3-3% in crema o unguento) lasciate agire sulle chiazze psoriasiche per 10-30 minuti. È un metodo rapidamente efficace che induce remissioni prolungate, però può irritare la cute circostante.

DERIVATI DEL CATRAME

Hanno un’azione simile al ditranolo, ma sono più irritanti e possono causare anche delle follicoliti. Hanno un odore sgradevole e possono macchiare gli indumenti. Oggi sono praticamente in disuso.

CALCIPOTRIOLO, TACALCITOLO e CALCITRIOLO

Sono derivati della vitamina D3 caratterizzati da una spiccata attività sulla regolazione cellulare e da mancanza di effetti sui livelli ematici di calcio. Sono efficaci quasi come un cortisonico senza averne gli effetti collaterali e quindi si possono usare anche per periodi di tempo molto prolungati (fasi di stabilizzazione e di mantenimento). Possono essere usati anche in combinazione con la fototerapia.

TAZAROTENE

È un retinoide in gel da applicare la sera per un periodo massimo di 12 settimane, per non essere irritante va applicato con attenzione solo sulle lesioni psoriasiche. Dà buoni risultati anche nella psoriasi delle unghie.

PRODOTTI EMOLLIENTI

Si utilizzano soprattutto nei periodi di remissione dei sintomi. Si tratta di creme idratanti che contengono anche sostanze che trattengono acqua per contrastare la secchezza cutanea oppure che hanno un’azione squamoregolatrice e di eliminazione delle squame cutanee.

I pazienti che soffrono della forma lieve-moderata sono paradossalmente quelli maggiormente insoddisfatti per la gestione clinica della malattia: i trattamenti topici oggi disponibili e comunemente usati offrono ai pazienti solo un controllo a breve termine del problema, comportando spesso laboriose medicazioni, che possono implicare la necessità di cospargersi il corpo, per tutta la notte o più volte al giorno, con prodotti dall’odore sgradevole, come il catrame, o che macchiano la pelle e i vestiti.

Il disagio psicologico del paziente con psoriasi lieve-moderata è quindi aggravato dalla difficile gestione del trattamento, che influisce negativamente sull’aderenza alla terapia, con evidenti ripercussioni negative sulla sua efficacia e quindi sul decorso della malattia.

Rispetto allo scenario d’insoddisfazione della gran parte delle terapie topiche convenzionali, fa eccezione un trattamento innovativo rappresentato dalla combinazione in un unico prodotto di un derivato della vitamina D, il calcipotriolo, con il betametasone, un cortisonico di forte potenza: alla luce della revisione sistematica dei dati esistenti in letteratura sui benefici e sui rischi dei diversi trattamenti, questa combinazione, somministrata una sola volta al giorno, si è rivelata la novità terapeutica più importante degli ultimi anni, più efficace, più rapida e meglio tollerata rispetto alle terapie convenzionali.

L’introduzione del calcipotriolo nella gestione terapeutica della psoriasi ha rivestito negli anni un ruolo importante. Questo principio attivo, associato a betametasone in un unico prodotto, ha dimostrato di rispondere con successo alla richiesta dei pazienti, migliorando l’aderenza alla terapia e di conseguenza anche l’efficacia.

Il calcipotriolo, derivato sintetico della vitamina D, interviene nella regolazione dei processi immunologici e rigenerativi dell’epidermide: si lega ai recettori cellulari e inibisce la proliferazione delle cellule, favorendone la naturale maturazione.

Il betametasone è un corticosteroide di forte potenza che inibisce la produzione di citochine infiammatorie, riducendo quindi l’infiammazione.

L’associazione calcipotriolo e betametasone esplica un effetto sinergico risultando più efficace, e assicura un buon profilo dal punto di vista della sicurezza e della tollerabilità sulla lunga durata. Altro punto di forza di questo trattamento è la monosomministrazione giornaliera, che garantisce una maggiore compliance da parte del paziente e non grava ulteriormente sulla qualità di vita. I due componenti, in formulazione gel per la psoriasi del cuoio capelluto e del corpo vengono utilizzati una volta al giorno per un ciclo di trattamento di 4-8 settimane, raggiungendo risultati in termini di efficacia già dalle prime settimane. Inoltre la combinazione in gel, essendo cosmeticamente più accettabile di altre formulazioni, come ad esempio l’unguento, aumenta considerevolmente l’aderenza del paziente alla terapia, contribuendo a raggiungere un’efficacia clinica reale.

 

BIBLIOGRAFIA


  1. Gisondi P. Tessari G., Conti A., et al. Prevalence of metabolic syndrome in patients with psoriasis: a hospital-based case control study. British Journal of Dermatology 20007, 157:68-73
  2. Chimenti S., Psoriasis. Firenze: SEE Editrice, 2005
  3. Naldi L., Gamini D. The clinical spectrum of psoriasis. Clinics in Dermatology 2007, 25: 510-518
  4. National Psoriasis Foundation. Statistics. http://www.psoriasis.org/learn_statistics (03/12)
  5. Cfr. http://psocare.agenziafarmaco.it/progetto.htm
  6. Esposito M., Saraceno R., Giunta A., Maccarone M., Chimenti S. An Italian study on psoriasis and depression. Dermatology 2006, 212 (2): 123-127

Psoriasi e cheratosi attinica oggi sempre più curabili

Malattie infiammatorie della cute

Una grande fiducia nelle prospettive della Dermatologia e nella figura del dermatologo che oggi, grazie alle innovazioni degli ultimi anni, dispone di opzioni terapeutiche in grado di curare sempre meglio importanti patologie cutanee, come la psoriasi e la cheratosi attinica, per le quali fino a poco tempo fa mancavano trattamenti soddisfacenti.

Guarda al futuro il supporto che LEO Pharma, leader in Dermatologia a livello mondiale, offre, per il terzo anno consecutivo, ad una iniziativa rivolta ai giovani specializzandi in Dermatologia: il XV Corso di aggiornamento sulle “Malattie Infiammatorie della Cute” organizzato dalla SIDeMaSTSocietà Italiana di Dermatologia medica, chirurgica, estetica e delle Malattie Sessualmente Trasmesse che è svolto a Viareggio dal 17 al 20 marzo scorso.

L’iniziativa ha mirato a consolidare il ruolo del dermatologo, interlocutore primario a cui rivolgersi al primo comparire dei sintomi di malattie cutanee, e poter accedere così a terapie efficaci in grado di migliorare la qualità di vita, evitando, nel caso di patologie tumorali in fase precoce come la cheratosi attinica, l’evoluzione in un carcinoma invasivo.

Le patologie della pelle sono certamente molto diffuse; per esempio l’acne colpisce circa il 90% dei giovani; la psoriasi, invece, interessa il 3% della popolazione mondiale, 125 milioni di pazienti in tutto il mondo[1], di cui oltre 2,5 milioni solo in Italia, eppure studi recenti dimostrano che un paziente su due (50%) non riceve trattamenti soddisfacenti[2]; la cheratosi attinica, una lesione di tipo neoplastico allo stadio iniziale, colpisce l’1,4% della popolazione italiana sopra i 45 anni di età[3], ed è spesso misconosciuta e sotto diagnosticata.

La psoriasi, a causa dell’impatto negativo che spesso ha sulla qualità di vita dei pazienti, arrivando a condizionarne anche progetti nella sfera personale e lavorativa, viene equiparata ad una patologia invalidante: si manifesta con la comparsa di chiazze rossastre e rotondeggianti, ben delimitate da margini netti. Con il progredire della patologia, le chiazze possono confluire e ricoprirsi di squame di colore bianco-argenteo. La maggior parte delle persone affette da psoriasi (circa l’80%) soffre di psoriasi a placche, nella forma lieve o moderata[4].

Per questa patologia le prospettive di trattamento sono molto migliorate ed è davvero fondamentale invitare i pazienti a rivolgersi al dermatologo per avere una terapia adeguata – ha affermato Giampiero Girolomoni, Direttore di Dermatologia all’Università degli Studi di Verona e Presidente della Società Italiana di Dermatologia (SID) – in generale, quando una persona si accorge delle lesioni tende a sottovalutare il problema, lo nasconde, e spera che passi da solo. Quindi può passare del tempo prima che si arrivi a una diagnosi e alla prescrizione di una terapia che oggi può fare leva su terapie topiche in gel a base di un derivato della vitamina D, calcipotriolo, e un cortisonico, betametasone, con un ottimo profilo di efficacia, sicurezza e tollerabilità”.

Anche l’acne si caratterizza per l’impatto emotivo e socio-relazionale, che compromette la quotidianità di chi ne è affetto: lo stress che ne deriva peggiora ulteriormente la patologia, inducendo in alcuni casi anche all’isolamento sociale.

L’acne è la malattia cutanea più diffusa dell’età puberale e post-puberale e fino al 90% dei giovanissimi ne è affetto in qualche forma – ha sottolineato Alberto Giannetti, Professore emerito di Dermatologia all’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia – lo sviluppo delle conoscenze sulla fisiopatologia dell’acne, in particolare dei meccanismi molecolari alla base dell’infezione acneica, ha condotto alla scoperta di novità nei trattamenti che nei prossimi anni porteranno ad approcci terapeutici innovativi anche nei confronti di una patologia antica e ben conosciuta, come questa”.

Meno conosciuta ma ben più pericolosa è la cheratosi attinica, una lesione neoplastica epiteliale cutanea che si sviluppa spontaneamente come conseguenza di un’esposizione prolungata ai raggi ultravioletti (UV): la sua insorgenza è quindi correlata all’effetto cumulativo dell’esposizione non protetta ai raggi solari o ad altre fonti UV, come i lettini abbronzanti, e all’avanzare dell’età. Le lesioni possono evolvere in carcinoma squamocellulare invasivo e per questo motivo devono sempre essere diagnosticate e trattate precocemente. La diagnosi tempestiva, infatti, permette di instaurare un’adeguata terapia che oggi può avvalersi di diverse opzioni: la strategia ottimale consiste nel curare non solo la lesione, ma anche la cute fotodanneggiata circostante, il cosiddetto campo di cancerizzazione.

La terapia della cheratosi attinica può essere o diretta alla singola lesione, attraverso la distruzione selettiva con terapie fisiche (crioterapia, elettrochirurgia), o diretta al “campo di cancerizzazione”, bonificando, in un’area di alcuni centimetri, non solo le lesioni superficiali visibili, ma anche le lesioni subcliniche circostanti – ha affermato Stefano Cavicchini, Professore a contratto della Scuola di Specializzazione in Dermatologia dell’Università degli Studi di Milano – negli ultimi anni sono stati messi in commercio alcuni farmaci utili proprio a questo scopo che, in aggiunta alle terapie classiche, rispondono efficacemente alle specifiche necessità dei vari tipi di pazienti. In particolar modo, l’ingenolo mebutato, ultimo in ordine di tempo e con un innovativo meccanismo d’azione, coniuga l’elevata efficacia terapeutica con la brevità del trattamento, circa 2-3 giorni, garantendo così una miglior aderenza alla terapia da parte deI paziente. Questi elementi, la durata del trattamento e l’efficacia clinica, unitamente alla rimborsabilità da parte del Sistema Sanitario Nazionale, differenziano l’ingenolo mebutato dalle altre terapie topiche, venendo incontro alle esigenze dei clinici e dei pazienti”.

Un’altra sfida con la quale si devono confrontare i dermatologi è il fenomeno crescente delle resistenze batteriche ai comuni antibiotici, l’unica arma disponibile per contrastare le infezioni cutanee che colpiscono milioni di individui nel mondo.

Purtroppo da circa quindici anni non vengono immessi sul mercato nuovi antibiotici, soprattutto per i medici che operano sul territorio, e tutto lascia supporre che per i prossimi cinque, sette anni non ve ne saranno di nuovi – ha osservato Roberto Mattina, Direttore della Scuola di Specializzazione in Microbiologia e Virologia dell’Università degli Studi di Milano – le resistenze batteriche agli antibiotici sono distribuite sul territorio in maniera molto disomogenea, quindi sarebbe necessario istituire un Osservatorio delle resistenze per mappare la situazione e monitorarla. Una volta individuata l’area in cui è presente una certa resistenza sarebbe sufficiente che i Medici limitassero la prescrizione di quel farmaco o di quella classe, per qualche anno. L’acido fusidico, un antibiotico scoperto negli Anni ’60 ed oggi poco utilizzato, ha dimostrato in diversi studi una buona attività sia sullo Streptococcus pyogenes di gruppo A che sullo Staphylococcus aureus. Questo antibiotico, infatti, ha una peculiarità che lo rende diverso da tutti gli altri antibiotici: agisce sulla sintesi proteica del microrganismo a livello extra ribosomiale ed essendo l’unico antibiotico dotato di tale meccanismo d’azione, non è esposto a fenomeni di resistenza crociata con altri antibiotici”.

Promozione della cultura dermatologica e collaborazione con le società scientifiche sono, insieme all’innovazione terapeutica per patologie come la cheratosi attinica e la psoriasi lieve-moderata, i capisaldi dell’impegno di LEO Pharma in Italia e le ragioni del supporto a questa iniziativa della SIDeMaST.

Da quando LEO Pharma è in Italia, ossia da 3 anni, offriamo il nostro sostegno al Corso di aggiornamento dedicato ai giovani dermatologi della SIDeMaST, così da poter essere sempre più vicini a coloro che sono e saranno sempre i nostri principali alleati nelle sfide future e ci accompagneranno nel nostro percorso di sviluppo e di supporto al paziente. Infatti, lavorare al fianco dei giovani dermatologi e contribuire alla loro formazione significa per noi porre le basi per un futuro di collaborazione costante e continuativa che vede, al primo posto, sempre il benessere dei pazienti e che ci permette di realizzare con passione progetti innovativi, che possano mettere a loro disposizione i migliori trattamenti per la cura delle patologie della pelle.” – ha affermato Paolo Cionini, General Manager di LEO Pharma Italia.

 

PRO Format Comunicazione

 

BIBLIOGRAFIA

[1] National Psoriasis Foundation. Statistics. http://www.psoriasis.org/learn_statistics (03/12)

[2] Peris et al., JEADV 2011

[3] Naldi et al., Arch. Dermatol. 2006

[4] Menter et al., J Drugs Dermatol. 2013

Brufoli, un disturbo frequente

L’acne volgare si risolve spontaneamente, ma è un vero incubo degli adolescenti e di circa il 15% degli adulti. Prima di tutto vediamo di cosa si tratta. Il termine descrive la formazione di tappi di cheratina alle aperture dei condotti sebacei con comparsa di papule infiammatorie, pustole, noduli, cisti e cicatrici causate dall’infiammazione dei follicoli pilosebacei.
La pelle grassa prende l’aspetto lucido ed untuoso ed è ricca di comedoni. Questi ultimi possono essere chiusi (o bianchi) in cui l’orifizio del follicolo rimane coperto dallo strato corneo dell’epidermide ed il sebo sottostante mantiene la classica colorazione bianco-giallina o aperti (anche detti neri) dove l’orifizio è evidenziato dalla presenza di un piccolo opercolo scuro (la parte esterna del secreto sebaceo) indurito ed annerito dai fenomeni ossidativi e dalla polvere ambientale. In uno stadio avanzato si può verificare una reazione infiammatoria intorno al follicolo riempito di sebo che porta dapprima ad un alone arrossato intorno al comedone (forma papulosa) e successivamente, per azione batterica, alla forma papulo-pustolosa che può lasciare cicatrici.
Le cause della formazione dell’acne volgare non sono del tutto note, ma per il processo infiammatorio sono responsabili l’aumentata presenza del Propionilbacterium acnes (al di sopra di 100.000 batteri/cm2) nonché dello Streptococcus piogenes e Staphylococcus arureus. L’azione sinergica di tali batteri e del lievito Pityrosporum orbicolare porta alla liberazione di acidi grassi provocando un’infiammazione all’interno della cisti con successiva rottura della parete. Si instaura quindi una reazione infiammatoria da corpo estraneo con il risultato dell’escrezione di detritri grassi e cheratina.
Cosa è possibile fare da un punto vista farmacologico? L’obiettivo è quello di correggere le anomalie di maturazione del follicolo e di ridurre la produzione di sebo nonché la colonizzazione da parte dei batteri e l’infiammazione presente. La terapia prevede l’uso di preparazioni orali ad azione anti-microbica (antibiotici), sebo-normalizzanti (derivati dell’acido retinoico) ed anti-ormonali.
Ultimi studi hanno evidenziato l’attività topica della nicotinamide, forma attiva della vitamina B3, che in concentrazioni elevate è sovrapponibile ad un antibiotico tradizionale (clindamicina).
Per aumentare l’azione antibatterica si ricorre anche a sostanze attualmente classificate come conservanti quali triclosan, clorexidina e acido undecilenico, mentre per un’azione lenitiva si è indirizzati all’alfa-bisabololo, all’allantoina e all’acido 18-beta-glicirretico.
Anche l’utilizzo di idratanti che contrastano l’incapacità della cute a trattenere acqua e degli alfa- e beta-idrossiacidi (acido lattico o salicilico) per esfoliare leggermente lo strato corneo possono normalizzare lo stato alterato della cute.
Una buona notizia è, comunque, il miglioramento spontaneo nel periodo estivo che permette l’interruzione della terapia farmacologica.
La dermocosmesi può aiutare a ridurre l’impatto estetico dell’acne volgare tramite prodotti di trattamento (sebo-regolatori, idratanti e antinfiammatori) e tramite lozioni, soluzioni acquose o idroalcoliche utilizzate come tonici astringenti e rinfrescanti.


Follow HarDoctor News, il Blog di Carlo Cottone on WordPress.com
DONA per Emergenza NEPAL Visita il mio Sito Inviaci un articolo! Contattami via e-mail!
Twitter HarDoctor News su YouTube HarDoctor News su Tumblr Skype Pinterest

Inserisci il tuo indirizzo e-mail per iscriverti a questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi per e-mail.

Unisciti agli altri 1.427 follower

Feed! Convalida il mio RSS feed

L’almanacco di oggi …

Almanacco di Oggi!
Farmacie di Turno
Il Meteo I Programmi in TV

Scarica le guide in pdf!

Scarica la Guida in Pdf Scarica il Booklet in Pdf

HarDoctor News | Links Utili

Scegli Tu Guarda il Video su YouTube Pillola del giorno dopo Think Safe Medicina Estetica Obesità.it

HarDoctor News | Utilità

Calcola il BMI
Test di Laboratorio
Percentili di Crescita
Calcola da te la data del parto!

Leggi Blog Amico !!!

Leggi Blog Amico

HarDoctor News | Statistiche

  • 417,375 traffic rank

HarDoctor News | Advertising

Siti sito web

Le mie foto su Istagram

... the best eating ... ... uno dei posti più belli che un viaggiatore dei conoscere !!! Dedicata ai miei Amici di fb ... ... buona cena Amici di fb ... ... papera ... ... un pò di riposo ... ... paesaggio ... ... una Serena Pasqua ... ... auguri di Serena Pasqua !!! ... e fù di nuovo neve !!! ... per non dimenticare ... ... to my friend !!! ... ed è notte all'improvviso !!!

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 1.427 follower

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: