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102 chili sull’anima – La storia di una donna e della sua muta per uscire dall’obesità

La casa editrice bolognese Cartabianca Publishing annuncia la ripubblicazione di “102 chili sull’anima” di Francesca Sanzo: l’avvincente e scorrevole racconto della “muta” fatta dall’autrice per uscire dall’obesità e tornare a volersi bene.

102 chili sull’anima” è un libro potente, perché non si tratta di un manuale per dimagrire, ma descrive la volontà di un cambiamento profondo. Una storia interessante per tutti, non solo per chi vuole perdere chili in più, perché racconta come scavare in profondità in se stessi, per trovare la propria anima nera e farci i conti. Un racconto godevolissimo, perché profondamente sincero, a tratti ironico, che riesce a creare un ponte di empatia, a fornire un aiuto concreto a chi desidera un reale cambiamento della propria esistenza.

Attraverso esperienze di vita quotidiana, incontri e propositi mai campati in aria, senza essere mai prolisso ed emettere sentenze, è un libro che fa riflettere e aiuta a imparare a conoscersi, a mutare e ad accettarsi.

Ma soprattutto, è una storia di grande attualità, perché tutte e tutti siamo usciti da questo periodo di confinamento da coronavirus provati fisicamente, con più chili addosso e meno energie in corpo, e psicologicamente, con la voglia di rivedere i nostri valori e le priorità della vita, di rinascere.

Pubblicato originariamente nel 2015 da un’altra casa editrice, è ora disponibile, sia in formato digitale che cartaceo, in una veste editoriale tutta nuova e arricchito da un capitolo in più, che racconta un altro pezzetto del cammino fatto dall’autrice e del suo bisogno di andare oltre un ridimensionamento fisico, per continuare a coltivare la propria autenticità, anche attraverso scelte dolorose.

SINOSSI

Si può decidere di cambiare a qualsiasi età, anche a 40 anni: Francesca Sanzo, autrice e protagonista di questa storia, lo fa nel 2013 quando intraprende una dieta per perdere 40 chili e passare dall’essere una persona obesa a rientrare nel corpo che si sente addosso. Il suo percorso è una vera e propria muta, perché per perdere molti chili bisogna prima di tutto capire perché si è arrivati a indossarne tanti.

L’AUTRICE

Francesca Sanzo (1973) vive a Bologna, tiene corsi di scrittura autobiografica e aiuta le persone e le imprese a narrarsi online per comunicare. Ama camminare e scoprire i segreti degli Appennini. Obesa fino al 2013, quel che ha imparato facendo la muta lo ha raccontato in questo libro, uscito per la prima volta nel 2015 per Giraldi Editore.

Gli altri suoi titoli sono: “Narrarsi online. Come fare personal storytelling” (Area 51 Publishing, 2014), “A due passi dalla meta” (Giraldi Editore, 2016), “Il natale di Amalia” in “Fiabe di Natale” (Graphe.it Edizioni, 2017) e “Tu sei la tua storia. Scrivi un racconto, narrati online e comunica con la scrittura autobiografica” (Giraldi Editore, 2018). Il suo sito: www.francescasanzo.net

FORMATI E PREZZI

EBOOK: Realizzato nei formati ePub (nella variante “tradizionale” per tutti i tablet e computer e ottimizzato anche per Google Play e per il Book Store di Apple) e mobi (per lettori Amazon Kindle), “102 CHILI SULL’ANIMA – La storia di una donna e della sua muta per uscire dall’obesità” è scaricabile direttamente dal sito della casa editrice (https://www.cartabianca.com/catalogo/102-chili-sull-anima/) e da tutti i principali rivenditori online al prezzo di € 6,99.

CARTACEO: Acquistabile direttamente dal sito di Cartabianca Publishing  (https://www.cartabianca.com/catalogo/102-chili-sull-anima/), su ebay.it, maremagnum.com e amazon.it al prezzo di € 12,00.

LA CASA EDITRICE

Cartabianca Publishing è una piccola casa editrice di Bologna specializzata nella produzione di ebook in tutti gli standard. La distribuzione dei prodotti avviene tramite i principali rivenditori del mercato editoriale elettronico. Da fine 2018 i suoi titoli sono disponibili anche in versione cartacea.

PRESENTAZIONE E SCHEDA LIBRO

https://www.cartabianca.com/come-liberarsi-da-un-peso-del-corpo-e-dellanima/

https://www.cartabianca.com/catalogo/102-chili-sull-anima/

FONTE | Cartabianca Publishing

NUTRIPIATTO: ERRORI DA EVITARE

Una corretta alimentazione, nei primi anni di vita del bambino, può essere considerata alla pari della prevenzione primaria, aiutando ad evitare alcune patologie croniche che si possono avere a distanza di decenni. Se i vaccini prevengono le malattie, una corretta nutrizione non ne causa altre. Per avere un anziano più sano, dobbiamo avere un bambino curato bene, che abbia dei corretti stili di vita e nutrizionali” – lo ha dichiarato alla Dire, Giuseppe Di Mauro, presidente della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS).

Difatti il presidente della Sipps presenta ai genitori italiani il progetto ‘Nutripiatto‘. Uno strumento di educazione alimentare semplice e intuitivo, formato da un piatto e da una guida, e pensato per bambini dai 4 ai 12 anni divisi in tre fasce d’età (4/6, 7/9, 10/12), quelle più critiche per il sovrappeso e l’obesità in Italia.

Oggi più che raccomandare di mangiare di qualità, bisogna consigliare cosa mangiare e soprattutto indicare quali sono le porzioni giuste. Da qui l’invenzione di un piatto con all’interno degli scomparti che mostrano in maniera intuitiva le giuste proporzioni che i vari gruppi alimentari hanno in un pasto principale preparato per il bambino”- prosegue Giuseppe Di Mauro.

Sviluppato da Nestlé con la supervisione scientifica della Sipps e dell’Università Campus BioMedico di Roma, ‘Nutripiatto‘ mostra infatti le corrette proporzioni dei gruppi alimentari che fanno parte dei pasti, adeguando, man mano che il bambino cresce, le quantità dei cibi a tavola.

Nutripiatto‘ prevede 5 pasti nelle 24 ore con due spuntini, uno a metà mattinata e uno il pomeriggio. Questi servono a non arrivare affamati all’appuntamento del pranzo e della cena. Nella guida sono inserite anche delle ricette con le relative quantità giuste da mettere in un piatto di dimensioni reali, che separa i vari gruppi alimentari. Il documento evidenzia anche l’importanza dell’idratazione, dell’acqua, che spesso i bambini, anche se hanno sete, non chiedono. Dovrebbero bere almeno un litro e mezzo di acqua al giorno e, se non la chiedono, i genitori devono stare attenti a offrirla. La guida non dimentica l’importanza dell’attività motoria, che va a completare la lista dei corretti stili di vita” – spiega Giuseppe Di Mauro.

Non gratificare o premiare il bambino (per un compito fatto bene) con dei dolcetti, è un errore da non commettere. Un dolce raffigurerà così un qualcosa di buono o di migliore rispetto agli altri alimenti. Non bisogna poi saltare la prima colazione, che è il pasto fondamentale della giornata, il primo dopo il lungo digiuno notturno. In questa fase di emergenza ‘Nutripiatto‘ può essere un’opportunità per correggere gli stili di vita e, coinvolgendo i bambini, anche il preparare insieme le pietanze da mangiare può diventare un gioco divertente” – conclude Di Mauro.

Tutti possono scaricare la guida illustrativa pratica NUTRIPIATTO 2ed.

Pediatri, nutrizionisti e insegnanti possono richiedere il Nutripiatto scrivendo all’indirizzo: N4HK@it.nestle.com, per i consumatori saranno presto resi disponibili i Nutripiatto nel sito internet www.nutripiatto.nestle.it

In forma e in salute grazie all’indice glicemico

L’indice glicemico (IG) rappresenta la capacità dei carboidrati contenuti negli alimenti di innalzare la glicemia (valore che indica la quantità di glucosio presente nel sangue). Per quantificare l’indice glicemico di un alimento è necessario assumerne 50 grammi e monitorare i livelli glicemici nelle due ore seguenti. Tali valori andranno poi confrontati con quelli dello standard di riferimento che nella fattispecie è il glucosio o il pane bianco (indice glicemico=100). Se un alimento ha indice glicemico pari a 60 significa che ingerendo 50 grammi di quel dato alimento la glicemia sale del 60% rispetto a quanto avviene con 50 grammi di glucosio. In linea generale, tanto più un carboidrato è digeribile e tanto maggiore sarà il suo indice glicemico. Seguici e impara con noi quali sono i benefici di una dieta a basso Indice Glicemico

Pane, pasta, riso e pizza. Con le fibre fanno meglio!

Scegli prodotti integrali, realizzati con farine non raffinate: solo così puoi evitare i picchi glicemici
che danneggiano il pancreas, rallentano il metabolismo e provocano sovrappeso.

Conoscere l’indice glicemico per stare bene | Quando mangiamo un cibo ricco di zuccheri, i livelli di glucosio nel sangue aumentano progressivamente man mano che si vanno digerendo e assimilando gli amidi e gli zuccheri in esso contenuti. La velocità con cui il cibo viene assimilato cambia a seconda dell’alimento e del tipo di nutrienti che lo compongono, della fibra presente e della composizione degli altri alimenti già presenti nello stomaco e nell’intestino durante la digestione. Tale fenomeno viene misurato tramite l’Indice Glicemico (IG). Esso classifica quindi i cibi in base alla loro influenza sui livelli di zucchero nel sangue (glicemia) e riguarda quelli ad alto contenuto di carboidrati. I cibi ad alto contenuto di grasso o di proteine non hanno un effetto immediato sulla glicemia, ma ne determinano un tardivo incremento prolungato.

I benefici per la salute | Servirsi dell’indice glicemico per preparare pasti sani, aiuta a tenere la glicemia sotto controllo. Ciò è particolarmente importante per i diabetici, sebbene anche gli atleti e le persone che sono sovrappeso potranno trarre beneficio dalla conoscenza di questo concetto relativamente nuovo di corretta alimentazione.

Cibi ad alto, medio e basso indice glicemico

Alto indice glicemico: pane bianco, cornflakes, miele, patate al forno e fritte, cracker, riso arborio, zucchero saccarosio.

Medio indice glicemico: ananas, spaghetti, banana, kiwi, mango, pane di segale, maccheroni, carote, uva, arancia.

Basso indice glicemico: prugna, pera, yogurt, latte magro, latte di soia, fagioli bolliti, mela, lenticchie, fruttosio, cereali integrali.

Gli alimenti ad alto indice glicemico ingrassano | Consumando cibi ad alto indice glicemico la trasformazione dello zucchero in grassi tende ad aumentare (sovrappeso); lo stress ossidativo aumenta (invecchiamento precoce, rischio oncologico); dopo 2-4 ore la glicemia scende e torna la fame (e ciò può anche provocare stati d’ansia); nel tempo si crea un sovraccarico di lavoro per il pancreas che causa insulinoresistenza e, successivamente, la comparsa del diabete; il rischio di carie dentaria è maggiore.

La dieta che contrasta glicemia e adipe | Prima di tutto occorre evitare gli alimenti ad alto IG e preferire quelli a basso IG (pane, pasta, riso integrali ecc.). Ci sono poi alcuni cibi che, abbinati a quelli a basso IG, contribuiscono a mantenere la glicemia a livelli regolari e a ripulire il sangue da zuccheri e/o grassi in eccesso. Te ne presentiamo dieci tra i più comuni ed efficaci. Utilizzali come indicato per tutto il mese e vedrai che perdere peso e mantenere regolari i livelli di glicemia nel sangue sarà più facile.

I dieci super cibi che controllano l’indice glicemico | Consumali ogni giorno e abbinali ai cereali integrali (pane, pasta, riso, orzo ecc.). potrai creare pasti sani, completi, sazianti e dalle proprietà tonificanti e snellenti

Salmone | Fornisce Omega 3 che contribuiscono alla prevenzione di diabete e malattie cardiocircolatorie. Per secondi piatti: 150-200 g di salmone 2-3 volte a settimana, da cuocere al vapore, al forno o in padella. Accompagnare con verdure.

Yogurt | I fermenti che contiene producono acido acetico e propionico che arrivano al fegato, dove regolano la produzione di glucosio e colesterolo. Come spuntino,colazione o salsa:150-300 g di yogurt naturale al dì, anche per condire macedonie e insalate.

Legumi | Prevengono i picchi glicemici, il diabete, la fame nervosa, i trigliceridi e il colesterolo. Per primi o secondi piatti: 4 cucchiai di legumi (secchi) 3-5 volte a settimana in zuppe, minestre, risotti, in insalata o in umido.

Carni bianche | Apportano proteine che contribuiscono a controllare i livelli di glicemia e sono povere di grassi. Per primi o secondi piatti: 150 g di carni bianche 2-3 volte a settimana, grigliate, al forno o in padella (non impanate!).

Olio d’oliva | È ricco di composti fenolici che riducono l’attività infiammatoria di geni, coinvolti nello sviluppo del diabete mellito di tipo 2 e di diverse patologie cardiovascolari o metaboliche. Come condimento: 1-2 cucchiai al dì, meglio se a crudo.

Curcuma | Numerosi studi hanno dimostrato che il suo principio attivo, la curcumina, può contribuire a mantenere sotto controllo il diabete mellito di tipo 2. Per insaporire tutti i piatti: 2-3 prese al dì, sui cibi già cotti o a fine cottura.

| Sia verde che nero, il tè contribuisce alla riduzione dei livelli di zucchero, colesterolo e trigliceridi nel sangue. Favorisce inoltre la riduzione del peso corporeo. Da bere anche pasteggiando: 4-5 tazze al dì, lontano o durante i pasti.

Cannella | Contribuisce a prevenire il diabete di tipo 2 nelle persone a rischio (anziani, persone in sovrappeso). Rende l’insulina più efficiente. Da spolverizzare su frutta o tisane: ne basta un grammo al dì (dose da non superare!) da unire a crudo sui cibi.

Zucca | Alcuni studi hanno dimostrato che è in grado di riparare le cellule del pancreas danneggiate dal diabete. Per primi piatti o contorni: 250 g di zucca 3-4 volte a settimana in zuppe, minestre o risotti, oppure al forno, come contorno.

Arancia | La fibra contenuta nella parte bianca sotto la buccia, regola l’assorbimento di zuccheri, grassi e proteine prevenendo diabete, arteriosclerosi e stipsi. Come spuntino o in insalata: 1 al dì, si acquista bio e se ne consuma anche la buccia.

La dieta nella psoriasi e nella artrite psoriasica

La psoriasi è una malattia cronica infiammatoria della pelle e presenta una significativa morbilità e un effetto associato sulla qualità della vita.

Gli adulti con psoriasi e/o artrite psoriasica possono integrare le loro terapie mediche con interventi dietetici per ridurre la gravità della malattia?

Un folto gruppo di ricercatori americani ha messo a punto una revisione sistematica di 55 studi e 4534 pazienti con psoriasi, identificando la riduzione del peso con una dieta ipocalorica come intervento di maggiore efficacia  in pazienti obesi e in sovrappeso con psoriasi.

Da questa revisione, la commissione medica della National Psoriasis Foundation raccomanda  la perdita di peso con una dieta ipocalorica per i pazienti sovrappeso e obesi con psoriasi.

Inoltre, i risultati supportano debolmente una dieta priva di glutine per quei pazienti che presentano marcatori sierologici di sensibilità al glutine.

Dati di bassa qualità suggeriscono invece che alcuni cibi, certe sostanze nutritive e determinati schemi alimentari possano avere un’influenza sull’andamento della malattia.

Per quanto riguarda invece i pazienti con artrite psoriasica, le prove permettono agli autori di consigliare solo debolmente l’integrazione con vitamina D e la riduzione del peso con una dieta a basso contenuto calorico in coloro che sono in sovrappeso e obesi.

Inoltre, i ricercatori hanno evidenziato tre concetti per interpretare le loro raccomandazioni:

  1. continuare la terapia medica regolare per le malattie psoriasiche, dato che gli interventi dietetici non possono essere l’unica fonte di trattamento.
  2. gli interventi dietetici possono essere associati a effetti avversi e controindicazioni
  3. le loro raccomandazioni potrebbero avere impatto anche su altre patologie e potrebbero influire sulla salute generale. 

 

Ford AR, Siegel M, Bagel J, Cordoro KM, Garg A, Gottlieb A, Green LJ, Gudjonsson JE, Koo J, Lebwohl M, Liao W, Mandelin AM 2nd, Markenson JA, Mehta N, Merola JF, Prussick R, Ryan C, Schwartzman S, Siegel EL, Van Voorhees AS, Wu JJ, Armstrong AW – JAMA Dermatol. 2018 Jun 20. doi: 10.1001/jamadermatol.2018.1412.

FONTE | La nutrizione

Cancro al colon e consumo di yogurt

Un recente studio indica che gli uomini che mangiano almeno due yogurt a settimana potrebbero ridurre il loro rischio di cancro colorettale.

I ricercatori – guidati da Yin Cao della Washington University School of Medicine di St. Louis – hanno esaminato i dati relativi a 32.606 professionisti sanitari di sesso maschile e 55.743 di sesso femminile che si sono sottoposti a una colonscopia tra il 1986 e il 2012. I partecipanti allo studio hanno fornito informazioni dettagliate su salute, stile di vita, alimentazione e abitudini di esercizio fisico ogni quattro anni.

In questo lasso di tempo si sono verificati 5.811 casi di adenomi colorettali negli uomini e 8.116 nelle donne.

Rispetto agli uomini che non avevano mangiato yogurt, quelli che ne avevano consumati almeno due a settimana presentavano il 19% in meno delle probabilità di sviluppare i adenomi e il 26% in meno delle probabilità di sviluppare adenomi con il più elevato potenziale di malignità.

I nostri dati forniscono nuove evidenze sul ruolo dello yogurt nella fase iniziale dello sviluppo del cancro colorettale. I risultati, se confermati da futuri studi, indicano che lo yogurt potrebbe rappresentare un fattore complementare dello screening per il tumore colorettale e ridurre il rischio di adenoma tra i soggetti non controllati” – osserva Yin Cao.

In precedenti studi, il consumo di yogurt è stato legato a un rischio inferiore di cancro del colon e cancro rettale e alcuni scienziati ritengono che ciò potrebbe accadere perché lo yogurt promuove la crescita di batteri sani nell’intestino.

In questo studio il consumo di yogurt non sembra aver influito sul rischio di sviluppare polipi precancerosi nelle donne.

Si ritiene che molta parte del beneficio dei latticini provenga dal calcio che forniscono, che sappiamo essere in grado di prevenire il cancro del colon. Tuttavia i risultati di questo studio indicano che lo yogurt potrebbe ridurre il rischio percorrendo una strada diversa dal calcio” – osserva Graham Colditz, direttore associato per la prevenzione e il controllo presso l’ Alvin J. Siteman Cancer Center di Saint Louis, non coinvolto nello studio.

 

Yogurt consumption and risk of conventional and serrated precursors of colorectal cancer – Xiaobin Zheng, Kana Wu, Mingyang Song, Shuji Ogino, Charles S Fuchs, Andrew T Chan, Edward L Giovannucci, Yin Cao, Xuehong Zhang – http://dx.doi.org/10.1136/gutjnl-2019-318374

Alimentazione controllata e longevità

Alimentazione controllata e longevità è il tema a cui il Prof. Valter Longo si è dedicato negli ultimi 25 anni con studi e ricerche che hanno portato a innovativi risultati come la Dieta della Longevità e il Programma Mima Digiuno (PMD).

Lo scienziato italianoinserito dal TIME nella lista dei 50 personaggi più influenti del 2018 nell’ambito della salute – prosegue incessantemente il suo lavoro che continua a produrre nuove evidenze scientifiche: secondo una ricerca appena pubblicata sulla prestigiosa rivista Cell Reports, cicli di Programma Mima Digiuno (PMD) producono effetti positivi negli animali con malattie infiammatorie intestinali.

Nello studio “Fasting-Mimicking Diet Modulates Microbiota and Promotes Intestinal Regeneration to Reduce Inflammatory Bowel Disease Pathology”, il Professor Longo e la sua equipe di ricercatori della University of South California hanno analizzato gli effetti sull’evoluzione dell’infiammazione intestinale in topi con Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali (MICI)1 che erano stati sottoposti a 2 cicli di 4 giorni ciascuno di PMD e che successivamente avevano ricevuto una normale alimentazione.

I dati ottenuti hanno dimostrato scientificamente come questi cicli di PMD producano importanti effetti, con un chiaro miglioramento dei sintomi associati alla patologia: è stata rilevata una maggior rigenerazione dell’epitelio intestinale, grazia alla attivazione delle cellule staminali, un miglior controllo della risposta immunitaria e un aumento delle popolazioni intestinali “buone”, in particolare di Lactobacilli e di Bifidobatteri.

I risultati ottenuti dagli studi precedenti e quelli della più recente ricerca pubblicata su Cell Reports indicano che cicli di PMD incidono positivamente sui marcatori di infiammazione sistemica nell’uomo e fanno ben sperare che possano produrre benefici anche per i pazienti con malattie infiammatorie intestinali, come il Morbo di Chron e la colite ulcerosa. A tal fine, la Clinica di Genova sta sviluppando uno studio clinico randomizzato che prevede l’impiego di PMD in pazienti con MICI, proprio con l’obiettivo di determinarne l’efficacia e la sicurezza nell’uomo” – ha affermato il Prof. Valter Longo.

Le Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali (MICI) comprendono una serie di patologie caratterizzate da infiammazione acuta e cronica a carico dell’intestino, i cui più comuni sintomi sono dolori addominali, dissenteria, malassorbimento dei nutrienti e, a volte, anemia. Queste patologie sono molto presenti nei Paesi più industrializzati, dove i pazienti sono aumentati fino a 20 volte negli ultimi 10 anni, e sono in costante crescita. In Italia si calcola che circa 200.000 persone oggi ne siano affette3,4.

Le terapie per la cura di queste malattie utilizzano attualmente prodotti cortisonici, immunosoppressori e antibiotici con l’obiettivo di ridurre lo stato infiammatorio intestinale, inibire il sistema immunitario e contrastare i batteri intestinali nocivi. Non essendo ancora stata individuata una cura specifica, la ricerca scientifica è focalizzata sullo sviluppo di nuovi approcci terapeutici che migliorino la qualità di vita dei pazienti” – ha sottolineato il Prof. Giorgio Sesti, Professore Ordinario di Medicina Interna Università Magna Graecia di Catanzaro.

Il Programma Mima Digiuno consiste in un protocollo alimentare ipocalorico che riproduce gli effetti di un totale digiuno nell’organismo e favorisce una riprogrammazione cellulare capace di aiutare il nostro corpo a gestire meglio il trascorrere del tempo. L’ambito della Malattie Infiammatorie Intestinali estenderebbe ulteriormente il campo di azione dei benefici del Programma Mima Digiuno, che si articola in un regime alimentare vegetale di 5 giorni da ripetersi in maniera costante nel tempo e che rappresenta un rilevante induttore di rigenerazione e protezione, con provate misure anti-aging.

Attraverso il Programma Mima Digiuno si stimolano un reset e una riprogrammazione dell’organismo, con conseguenti effetti benefici sul processo di invecchiamento ottenuti, tra l’altro, attraverso la produzione di cellule staminali. Gli studi preclinici e clinici hanno messo in evidenza un miglioramento significativo del benessere generale, anche in termini di ottimizzazione dei marcatori metabolici e di riduzione del grasso addominale; in altri termini è ragionevole pensare che questo programma generi un impatto positivo sulla longevità.

Il Prof. Longo ha divulgato e reso accessibile al grande pubblico i principi fondamentali delle sue ricerche scientifiche attraverso la pubblicazione di due testi che la Antonio Vallardi Editore ha rieditato in un unico pratico volume dal titolo La Dieta della Longevità Alla Tavola della Longevità disponibile nelle librerie italiane.

I lIbri La Dieta della Longevità e Alla tavola della Longevità hanno fatto registrare un successo senza precedenti e hanno creato un genere editoriale che prima non esisteva. La Antonio Vallardi Editore ha deciso quindi di riunire le due pubblicazioni in un unico volume per ampliare la divulgazione delle conoscenze frutto del lavoro che il Prof. Longo ha portato avanti in tutti questi anni.

1. Rangan P et al. Cell Report 2019; DOI 1016/j.celrep.2019.02.019

2. Wei M et al. Sci Transl Med. 2017 DOI 1126/scitranslmed.aai8700.

3. Siew C Ng et al. Lancet 2017; DOI 1016/S0140-6736(17)32448-0

4. Humanitas Research Hospital website

 


Digiuno controllato per ridurre i rischi legati all’invecchiamento

Con l’estate alle porte proliferano le diete fai da te che prevedono regimi alimentari restrittivi o, nei casi estremi, periodi di digiuno arbitrario: soluzioni che possono risultare dannose per la salute e che spesso non portano a risultati concreti di dimagrimento o remise en form.

La prova costume rappresenta una fonte di stress per la maggior parte delle persone, provocando disagio sia dal punto di vista estetico che emotivo. Un alleato in questo senso arriva dalla ricerca scientifica, che ha validato il ‘digiuno periodico’, ossia un digiuno controllato e a tempo, quale trattamento d’urto per depurarsi e riacquistare energia.

Il Programma Mima Digiuno (PMD) è un protocollo alimentare ipocalorico di 5 giorni che riproduce esattamente gli stessi risultati di un digiuno totale, senza però provocarne gli effetti collaterali. Gli studi preclinici e clinici hanno messo in evidenza un miglioramento significativo della salute, anche in termini di ottimizzazione dei marcatori metabolici e di riduzione del grasso addominale, con un impatto positivo sulla longevità. Non solo: i benefici vanno ben oltre il controllo del peso corporeo, provocando una reazione che implica effetti convalidati su longevità e riduzione dei fattori di rischio delle malattie legate all’invecchiamento, come Alzheimer, diabete, patologie cardiovascolari, autoimmuni e tumori.

Il digiuno rappresenta una tradizione millenaria che abbiamo ereditato dai nostri avi e che viene osservato anche in molte religioni.

Gli animali, compresi gli umani si sono evoluti in ambienti in cui il cibo era relativamente scarso, sviluppando numerosi adattamenti che hanno permesso loro di funzionare molto bene, sia fisicamente, sia cognitivamente, anche in situazioni di privazione di cibo o di digiuno”ha affermato Giorgio Sesti, Ordinario di Medicina Interna presso l’Università degli Studi “Magna Grecia” di Catanzaro.

Il PMD è stato studiato dal Prof. Valter Longo, inserito dal TIME nella lista dei 50 personaggi più influenti del 2018 nell’ambito della salute ed è il frutto di una lunga e meticolosa ricerca di base e clinica: attraverso questo programma il corpo viene resettato e riprogrammato, il processo di invecchiamento rallenta e l’organismo si rigenera attraverso la produzione di cellule staminali.

Il Programma Mima Digiuno è stato condiviso anche dal Prof. Umberto Veronesi che ne apprezzava i benefici sulla riduzione dei fattori di rischio associati all’invecchiamento come, ad esempio, le malattie cardiovascolari, il diabete, l’obesità e il cancro” – prosegue Giorgio Sesti.

Per maggiori info su Programma Mima Digiuno: www.prolon.it

 



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