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Al via la quarta edizione dell'(H)-Open day sulla salute mentale

Onda, Osservatorio Nazionale sulla salute della donna torna a parlare di salute mentale lanciando la quarta edizione dell’(H)-Open day dedicato alle donne che soffrono di disturbi psichici, neurologici e del comportamento, in occasione della Giornata Mondiale della salute mentale che si celebra oggi 10 ottobre.

Le strutture aderenti al progetto su tutto il territorio nazionale, durante la settimana dal 10 al 17 ottobre, apriranno le porte alla popolazione femminile con consulenze, colloqui, conferenze e info point dedicati alla salute mentale.

L’obiettivo è parlarne negli ambienti familiari ma anche in contesti sociali più ampi per far si che le donne chiedano aiuto, si avvicinino alle cure e venga superato lo stigma che ancora affligge chi soffre di patologie psichiche.

L’(H)-Open Day sulla salute mentale, giunto alla sua quarta edizione, ha l’obbiettivo di migliorare l’accesso alle cure di disturbi psichici femminili più frequenti. La depressione, ad esempio, è uno dei principali problemi che affliggono la popolazione femminile e che ancora oggi viene troppo spesso trascurato. Nel corso delle passate edizioni, grazie all’impegno degli ospedali del network Bollini Rosa che hanno aderito al progetto, è stato possibile attivare servizi gratuiti ed esami (solo nel 2016 sono stati oltre 800!) che hanno contribuito a migliorare l’accesso alle cure” – spiega Francesca Merzagora, Presidente di Onda.

La Giornata Mondiale sulla salute mentale è dedicata quest’anno in particolare alle problematiche psichiche che si riscontrano in ambito lavorativo. Il lavoro costituisce il perno centrale della vita delle persone attive consentendo il mantenimento della autostima e della dignità. L’inserimento lavorativo delle persone con disturbi mentali e il loro accoglimento, sono elementi chiave dei percorsi di riabilitazione e guarigione” – afferma Claudio Mencacci Direttore Dipartimento Neuroscienze e Salute mentale ASST Fatebenefratelli – Sacco.

I servizi offerti sono consultabili sul sito www.bollinirosa.it dove è possibile visualizzare l’elenco dei centri aderenti con indicazioni su date, orari e modalità di prenotazione.

L’(H)Open day salute mentale gode del Patrocinio della Società Italiana di Psichiatria (SIP) e della Società Italiana di Neuropsicofarmacologia (SINPF) ed è reso possibile anche grazie al contributo incondizionato di AON, Janssen e Lundbeck.

 


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MONNALISA TOUCH, regala un mese di consulenza di un esperto

Per il terzo anno consecutivo MonnaLisa Touch™, il trattamento laser a CO₂contro i sintomi della menopausa, aderisce alla Giornata Mondiale della Menopausa (18 settembre 2017) e mette a disposizione la consulenza di un proprio medico.

Per tutto il mese di novembre, il dottor Maurizio Filippini, Responsabile del Modulo Funzionale di Endoscopia Ginecologia dell’Ospedale di Stato della Repubblica di San Marino, risponderà a qualsiasi dubbio o domanda all’indirizzo di posta elettronica: info@mesemenopausa.net.

La Giornata Mondiale della Menopausa, istituita dall’organizzazione britannica, l’International Menopause Society (IMS) e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), nasce con lo scopo di sensibilizzare le donne sui problemi psico-fisici che possono verificarsi durante questa fase della vita, come atrofia, secchezza, prurito, sindrome genitourinaria e dispareunia.

Tali problematiche sono state oggetto di 30 pubblicazioni scientifiche internazionali che hanno dimostrato l’efficacia della metodica MonnaLisa Touch™. Partendo dall’Italia, con le Università di Milano, Torino, Pavia, Firenze, Napoli e Palermo, all’Università di Stanford, passando per l’Università di Atene fino all’Università di Adelaide e all’Università di Pechino, arrivano conferme positive sugli effetti del laser MonnaLisa Touch™ con pubblicazioni sulle riviste mediche più autorevoli che, controllate da organismi scientifici super partner, riconoscono il trattamento MonnaLisa Touch™ come una grande innovazione per trattare i disturbi legati all’atrofia vulvo-vaginale nella menopausa fisiologica e in quella indotta.

La procedura MonnaLisa Touch™, sviluppata dall’azienda fiorentina DEKA, è presente in Italia con 200 installazioni e attualmente è la prima e unica metodica laser del settore ad aver ottenuto un tale consenso a livello mondiale.

Anche quest’anno aderiamo con piacere alla Giornata Mondiale della Menopausa e offriamo il nostro supporto per informare e aumentare la consapevolezza riguardo ai cambiamenti psico-fisici del corpo. La metodica MonnaLisa Touch™ è nata con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita durante la menopausa e a distanza di 7 anni dal lancio possiamo dire che i nostri intenti sono stati raggiunti. Anche la comunità scientifica ha confermato la validità e l’efficacia del trattamento grazie a queste 30 pubblicazioni” – commenta Lapo Cirri, Direttore Commerciale di DEKA Laser, l’azienda fiorentina che produce MonnaLisa Touch™ .

 

Tra le più autorevoli pubblicazioni: Climacteric, Journal of Endometriosis and Pelvic Pain Disorders, Lasers in Medical Science, Maturitas, Menopause, Current Opinion in Obstetrics and Gynecology, Archives of Gynecology and Obstetrics, European Review for Medical and Pharmacological Sciences, Chinese Journal of Clinical Obstetrics and Gynecology, The Journal of Sexual Medicine, Journal of Gynecologic Surgery, Urologia Colombiana, Photomedicine and Laser Surgery, European Journal of Obstetrics & Gynecology and Reproductive Biology, International Urogynecology Journal, Current Opinion in Obstetrics and Gynecology, Lasers Med Sci.

MonnaLisa Touch™ è la tecnica più avanzata di fotoringiovanimento vaginale, sicura ed efficace in quanto basata su una tecnologia specifica sviluppata appositamente: si tratta di un laser a CO che emette impulsi delicati, progettato per il trattamento delle parti intime. MonnaLisa Touch™ corregge la riduzione di volume della mucosa, la rimodella e ne ripristina l’idratazione e l’elasticità, in modo indolore e senza gli effetti collaterali delle terapie farmacologiche. Dopo aver eseguito con MonnaLisa Touch™ oltre 6.000 trattamenti su donne tra i 40 e i 75 anni, i dati confermano che è efficace in oltre l’80% dei casi migliorando effettivamente la qualità della vita delle pazienti. Grazie a MonnaLisa Touch™ quasi tutte le donne trattate hanno dichiarato di essere pienamente soddisfatte del trattamento laser e di aver notato importanti risvolti positivi anche sulla qualità della propria vita già dopo la prima seduta. Una seduta dura circa una decina di minuti e un ciclo di trattamenti prevede 3-4 sedute.

Per maggior informazioni su MonnaLisa Touch™

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Tumore ovarico: solo a 1 donna su 3 viene proposto il test BRCA alla diagnosi

È conosciuta come “mutazione Jolie”, modifica la probabilità di sviluppare il tumore all’ovaio e al seno, nella vita di una donna, aumentandola fino al 50-80%, contro il 10% nelle donne senza mutazione. Per identificarla bisogna sottoporsi a un test, il test genetico BRCA, fondamentale per intervenire precocemente e individuare le terapie più adatte.

A scattare la prima fotografia sul mondo del test BRCA nel tumore ovarico in Italia è Onda, Osservatorio nazionale sulla salute della donna, attraverso un’indagine, condotta da Elma Research e con il supporto incondizionato di AstraZeneca, su 212 centri con reparto di oncologia, 50 pazienti con tumore ovarico, 31 familiari e 15 medici oncologi. La ricerca ha analizzato in particolare la conoscenza del test, il vissuto e le modalità di accesso.

Dall’indagine emerge che, nonostante le raccomandazioni delle linee guida delle società scientifiche, solo a 6 donne su 10 con tumore all’ovaio viene proposto di fare il test BRCA, e addirittura solamente per 1 su 3 questo avviene alla diagnosi della malattia, il momento più appropriato per eseguire l’esame.

Da questi presupposti è stato lanciato, il 14 settembre scorso, in Senato un forte appello alle Istituzioni presentando il documento “Test BRCA: call to action per la prevenzione e cura del carcinoma ovarico e della mammella”, redatto con la consulenza di un gruppo di esperti multidisciplinari e patrocinato da SIGUSocietà Italiana di Genetica Umana, Fondazione AIOMAssociazione Italiana di Oncologia Medica, ACTO OnlusAlleanza Contro il Tumore Ovarico, aBRCAdaBRA Onlus, Associazione Senonetwork Italia Onlus e ANISCAssociazione Nazionale Italiana Senologi Chirurghi.

Il documento mette in evidenza le principali criticità nel nostro Paese che non riguardano solo l’equità di accesso al test, diverso da regione a regione, ma includono anche la corretta presa in carico delle persone ad alto rischio e la corretta formazione dei professionisti, senza tralasciare l’attenzione agli aspetti psico-sociali delle pazienti e dei familiari.

Dalla ricerca Onda emerge, infatti, che sono forti le disparità a livello regionale: tra le regioni prese in esame, Piemonte e Toscana sono quelle con propensione maggiore a consigliare il test inviando il 72% delle donne con tumore all’ovaio, mentre Lombardia (43%) e Veneto (40%) tendono a indirizzare meno pazienti. Benché tutti gli ospedali dichiarino di seguire le linee guida delle società scientifiche che stabiliscono i criteri per proporre il test, nella realtà ben 2 su 3 applicano regole più restrittive che escludono le pazienti con più di 75 anni o con malattia troppo avanzata.

La mutazione dei geni BRCA accresce notevolmente il rischio di cancro al seno e alle ovaie nell’arco della vita di una donna. Pertanto, il test BRCA è una misura molto importante per la difesa della salute di noi donne, diritto sancito dalla Costituzione. È quindi quanto mai opportuno l’importante lavoro svolto da Onda, e dalle associazioni tutte coinvolte nella redazione di questo documento che mette chiaramente in luce un aspetto che necessita di grande attenzione e considerazione da parte del Parlamento, del Governo e delle Regioni” – ha sottolineato la Sen. Emilia De Biasi, Presidente Commissione Igiene e Sanità, Senato della Repubblica.

Per le donne con tumore ovarico e i loro familiari avere la possibilità di sottoporsi al test BRCA è fondamentale. Indipendentemente dall’esito infatti 9 donne su 10 considerano importante essersi potute sottoporre al test e sono spinte principalmente dalla preoccupazione per le loro familiari” – spiega Francesca Merzagora, Presidente di Onda.

Anche chi non ha potuto effettuare il test, per cause non dipendenti dalla propria volontà, dichiara nell’80% dei casi che si sarebbe sottoposta al test se avesse potuto scegliere.

Attraverso l’indagine, che per la prima volta fotografa la situazione in Italia, abbiamo ascoltato la voce di tutti i soggetti coinvolti nel mondo del test BRCA. Come dimostrato dai risultati, l’accesso al test non è un diritto garantito in modo uniforme in tutte le Regioni. Per la salute delle donne questo è un serio problema” – continua Merzagora.

È un dovere etico assicurare la corretta introduzione e gestione del test BRCA nelle strutture del Servizio sanitario nazionale. Ci rivolgiamo ai decisori politici affinché intervengano per avviare un programma nazionale di genetica oncologica volto a individuare la predisposizione ai tumori dell’ovaio e della mammella e a realizzare una rete nazionale di centri di riferimento” – afferma Liliana Varesco, UOS Centro Tumori Ereditari, Ospedale Policlinico San Martino di Genova e tra gli autori del documento.

Inoltre, in termini di sostenibilità e ottimizzazione delle risorse lo studio Venus, presentato recentemente da Altems, Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi sanitari dell’Università Cattolica, e citato nel documento degli esperti, ha dimostrato che l’estensione del test BRCA alle familiari delle pazienti con tumore all’ovaio è un investimento sostenibile e conveniente per il Servizio sanitario nazionale; è costo-efficace nel 97% dei casi rispetto al non eseguire il test.

Va detto, invece, che attualmente i familiari che hanno ereditato la mutazione non sono quasi mai presi in carico adeguatamente dal Servizio sanitario nazionale. Succede così che le donne a rischio genetico sono costrette a gestirsi da sole (capire dove andare a fare i controlli, parlare con i vari professionisti coinvolti, decidere cosa fare tra sorveglianza e chirurgia profilattica) e magari incontrano sulla loro strada professionisti ancora non formati sull’argomento, rischiando di subire danni iatrogeni”, conclude Varesco.

Sono le pazienti stesse attraverso le associazioni aBRCAdaBRA onlus, ACTO onlus e Onda, a sostenere a gran voce che sul test BRCA “troppo spesso le persone non trovano risposte, o trovano risposte sbagliate basate su pregiudizi o ignoranza. In particolare, le donne con tumore ovarico o della mammella (e le loro famiglie) chiedono che il Ministro della Salute tuteli la loro legittima richiesta di avere informazioni corrette sul test BRCA e di potere facilmente e tempestivamente accedere ai percorsi di prevenzione e cura di qualità”.

I test BRCA sono fondamentali per la scelta del trattamento nella paziente con diagnosi di carcinoma ovarico. Fondazione AIOM ritiene che questa informazione debba essere diffusa in maniera capillare, perché tutte le donne affette da questa neoplasia debbono conoscere le opportunità disponibili nel caso in cui risultassero BRCA-mutate” – spiega Fabrizio Nicolis, Presidente Fondazione AIOM.

Infatti, per il carcinoma ovarico insorto in donne BRCA-mutate sono stati introdotti nella pratica clinica una categoria di farmaci, detti anti-PARP, che vanno a colpire vie alternative a quelle già danneggiate dal difetto BRCA. Eseguire i test BRCA permette inoltre di identificare persone sane, ma ad alto rischio di sviluppare il tumore ovarico e/o della mammella” – afferma Stefania Gori, Dipartimento di Oncologia, Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar (VR).

L’identificazione della mutazione, di fatto, consente di individuare le donne a rischio che possano beneficiare di misure di prevenzione. Prevenzione che può comprendere misure mediche oppure interventi di chirurgia preventiva, ed è di fondamentale importanza, soprattutto nel carcinoma ovarico, in cui non è possibile una diagnosi precoce” – continua Nicoletta Colombo, Ginecologia Oncologia Medica, Istituto Europeo di Oncologia, Milano.

Mi colpisce molto e sempre di più la profonda disomogeneità nell’accesso alle cure e ai servizi sanitari che si può riscontrare da Regione a Regione nel nostro Paese. In questa prospettiva, una donna risultata positiva ai test BRCA-1 e BRCA-2 ha purtroppo buone probabilità di sviluppare un tumore al seno o alle ovaie. In un certo senso, usando un’iperbole, si può affermare che queste donne sono “condannate” alla prevenzione. Proprio per questa ragione è profondamente ingiusto che non possano accedere al test in tutte le Regioni e, ove possibile, debbano pagare i ticket per i ripetuti esami strumentali che devono seguire nel corso dell’anno. È, inoltre, impensabile che le donne della Lombardia e dell’Emilia Romagna siano esentate e tutte le altre nostre connazionali no. Pertanto, ho presentato una mozione sottoscritta da parlamentari appartenenti a quasi tutti gli schieramenti politici ed approvata all’unanimità. L’iniziativa di Onda mira a stimolare Governo e Regioni a sanare questa profonda situazione di disuguaglianza e ci impegneremo a vigilare sul Governo per una concreta attuazione” – sottolinea la Sen. Maria Rizzotti, Vice Presidente Commissione Igiene e Sanità, Senato della Repubblica.

Grazie al test BRCA è possibile fare prevenzione più mirata per salvaguardare tante donne. Come sempre le associazioni, spinte dalla necessità di porre all’attenzione delle istituzioni problematiche emerse dalle pazienti, ci coinvolgono nelle loro battaglie. Come donna e come parlamentare mi sono sempre dimostrata sensibile al tema della salute delle donne e anche per questa battaglia mi sento già coinvolta per assicurare la corretta attenzione istituzionale a questo documento e di conseguenza permettere la diffusione del test su tutto il territorio nazionale, proprio per garantire a tutte le donne il diritto alla salute sancito dalla nostra Costituzione” – conclude l’On. Paola Boldrini, Commissione Affari Sociali, Camera dei Deputati.

 

Love Yourself, da oggi nella menopausa qualcosa cambia

Il prossimo traguardo sono i 90 anni di aspettativa di vita delle donne, che saranno raggiunti in Occidente entro il 2030. E la menopausa, nella quale già oggi una donna trascorre quasi un terzo della propria vita, circa 30 anni, sarà una fase sempre più centrale, destinata ad accompagnare donne ancora protagoniste nella sfera familiare, professionale e sociale.

Molte donne però non sono allineate alla “nuova” menopausa e la attraversano ancora come una fase residuale, da vivere a bassa intensità, subendone i sintomi, i cambiamenti del corpo, le inevitabili ripercussioni sulla vita di relazione e l’equilibrio personale.

Promuovere un nuovo modo, proattivo e dinamico, di affrontare la menopausa, attraverso l’amore e la riscoperta di sé, la prevenzione, l’uso delle risorse terapeutiche per contrastarne i sintomi a breve e a lungo termine, è l’obiettivo di “Love Yourself – Menopausa, da oggi qualcosa cambia” campagna d’informazione promossa da SIGOSocietà Italiana di Ginecologia e Ostetricia in collaborazione con MenopausaOK, progetto educazionale di MSD Italia.

La nuova narrazione della menopausa proposta da “Love Yourself” fa leva su una serie di originali “istruzioni per rendersi felici” in questa fase della vita, veicolate attraverso i contenuti del portale MenopausaOK, e affidate alla voce e al volto di Tosca d’Aquino: la popolare attrice e conduttrice televisiva è la testimonial della campagna e l’animatrice di Segreti di stile, una serie di video-interviste confidenziali, caricate sul portale, nelle quali proporrà a un team di esperti le domande e i dubbi che interessano le donne che si avvicinano o sono in menopausa. Gli argomenti trattati vanno dall’alimentazione alla forma fisica, dalla sessualità alla cura della pelle.

Perché salute e benessere si possono mantenere anche durante la menopausa, se si impara a gestirla e a non subirla.

La menopausa è un evento naturale del ciclo evolutivo fisiologico della vita di una donna; un periodo molto delicato che viene affrontato e vissuto da ciascuna donna in modo diverso, ma che ha come comune denominatore una maggiore vulnerabilità fisica e psico-emotiva! Questa campagna si propone di accrescere la consapevolezza delle donne sull’importanza di mantenere uno stile di vita equilibrato durante la menopausa e fornisce loro gli strumenti per rendersi conto con più prontezza dei cambiamenti che avvengono nel loro corpo, affrontando queste situazioni senza chiudersi in loro stesse” – ha affermato Nicola Surico, Professore ordinario di Ginecologia e Ostetricia, Università Piemonte Orientale (UPO), Novara e Presidente SIGO S.r.l.

La menopausa coincide con la fine della capacità riproduttiva e il termine delle mestruazioni: in Italia questo avviene, in termini di età media, a 50,8 anni. Vampate di calore, secchezza vaginale, disturbi del sonno, sudorazione, difficoltà di controllo del peso corporeo, instabilità emotiva sono i sintomi che in misura diversa da una donna all’altra caratterizzano questo passaggio. A medio-lungo termine, la “caduta” dei livelli di estrogeni comporta alterazioni a livello del metabolismo osseo, lipidico e glucidico che incrementano il rischio di osteoporosi, malattie cardio/cerebro-vascolari, diabete, sovrappeso e obesità. La menopausa, a qualsiasi età avvenga, condiziona l’insorgenza di fattori di rischio cardiovascolare, rispetto alle donne di pari età non in menopausa.

Per contrastare i sintomi della menopausa da diversi anni viene utilizzata la TOS (Terapia Ormonale Sostitutiva). La TOS è l’unica terapia veramente efficace nella cura della sindrome climaterica (vampate, sudorazioni, insonnia etc.), nella prevenzione dell’osteoporosi, che può iniziare a manifestarsi nei primi 10 anni dopo la menopausa e, in generale, nel mantenimento di un buon equilibrio psicofisico. Alla TOS convenzionale, in tempi recenti si sono affiancate terapie ormonali selettive, che aiutano a contrastare la sintomatologia tipica del climaterio senza gli effetti collaterali della TOS convenzionale. In particolare il Tissue Selective Estrogen Complex o Complesso Estrogenico Tessuto-Selettivo (TSEC) che è una terapia ormonale sostitutiva indicata per le donne che presentano intolleranza al progestinico, ormone che viene solitamente utilizzato nella TOS convenzionale.

Il TSEC è in grado di contrastare in modo efficace i più fastidiosi sintomi menopausali, quali vampate di calore, sudorazioni notturne, qualità del sonno, con un profilo positivo in termini di tollerabilità.

Le nuove terapie ormonali differiscono rispetto a quelle standard classicamente utilizzate sino a vari anni fa sia per il dosaggio, con contenuti di estrogeno ridotti anche del 50% rispetto al passato, sia per la composizione farmacologica, con l’associazione all’estrogeno di principi attivi diversi dal progestinico, in grado di agire in modo selettivo. Queste associazioni migliorano la sintomatologia vasomotoria (vampate e sudorazioni) e la qualità globale della vita delle pazienti, senza aumento del rischio di tumore della mammella o dell’utero o di malattie cardiovascolari e trombosi, come dimostrato dagli studi clinici” – ha affermato Stefano Lello, Ginecologo, Dipartimento Salute Donna e Bambino, Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli di Roma.

L’impatto sulla qualità di vita dei sintomi associati alla menopausa amplifica le ripercussioni sulla sfera psichica: alla menopausa si accompagnano spesso ridotta stima di sé stessa, insoddisfazione per la vita attuale, ansia per il futuro. Ma è proprio questa visione al negativo che l’iniziativa “Love Yourself” oggi vuole ribaltare.

La campagna “Love Yourself” ha l’obiettivo di far capire alle donne che la menopausa è un’occasione unica per fare prevenzione, accettarsi in un nuovo ruolo e conquistare una nuova femminilità. Non bisogna vivere la menopausa come un evento negativo e catastrofico, ma come un momento di rilancio per riappropriarsi del proprio corpo con maggiore amore e rispetto di prima, da un lato con lo stile di vita, volto ad una sana alimentazione e al contenimento del peso corporeo, dall’altro con l’attività fisica che aiuta a ridurre i fattori di rischio cardiovascolare, aumenta la capacità di bruciare il grasso corporeo e stabilizza i livelli di glicemia” –ha affermato Rossella Nappi, Professore associato di Clinica Ostetrica e Ginecologica dell’Università degli Studi di Pavia.

“Love Yourself” è un invito ad amare se stesse anche in questa fase di cambiamento, cercando di capire innanzitutto cosa sta accadendo e trovando il proprio stile per affrontarla. Per agevolare questo percorso, sul sito MenopausaOK le donne potranno sottoporsi al test “E tu di che menopausa sei?” che le aiuterà a comprendere meglio le proprie esigenze e caratteristiche. E potranno rivolgersi alla Love Band, il team online delle esperte ginecologhe che risponderanno in forma privata a domande, quesiti e dubbi che verranno posti dalle utenti.

E, soprattutto, potranno affidarsi ai contenuti medici e scientifici del portale e all’esuberanza e l’ironia di Tosca, che guiderà alla scoperta dei “segreti di stile” utili per gestire i cambiamenti legati alla menopausa, confrontandosi con un team di esperti affiancata da uno specialista ginecologo: dagli esercizi e i trucchi del personal trainer ai consigli della nutrizionista, dai segreti per avere una pelle sempre idratata e luminosa, ai suggerimenti per vivere la sessualità e i rapporti con il partner.

Oggi, sebbene siamo tutti collegati e connessi, in tema di menopausa c’è ancora molto da sapere, ci sono reticenze e tabù che condizionano molte donne e limitano la loro propensione a informarsi. Ho quindi colto al volo l’opportunità di partecipare alla campagna “Love Yourself” considerandola non solo un’esperienza professionale, ma anche un’occasione per approfondire questi argomenti in prima persona, una fase certamente delicata ma che, se vissuta nella maniera giusta, può stupirci e coinvolgerci, può essere dolce, interessante, aprirci a nuove prospettive” – ha affermato Tosca D’Aquino.

 

Menopausa e alimentazione

Per peso e girovita in aumento, no a grassi saturi, bibite e snack, sì alla dieta mediterranea (verdure, frutta, cereali, olio d’oliva…)

Nella dieta pre e post-menopausa deve essere ridotta la quantità di grassi saturi perché il peso tende a salire e il girovita ad allargarsi. È opportuno intervenire riducendo anche i carboidrati semplici contenuti nelle bevande gassate e zuccherate, negli snack, nei dolciumi, facendo largo alle farine integrali; in tal modo viene regolata meglio la secrezione di insulina. Occorre poi aumentare l’introito di Calcio scegliendo gli alimenti che ne sono più ricchi, il pesce e i legumi e riducendo i formaggi. La dieta mediterranea sembra fatta apposta per venir incontro alle donne in menopausa, ricca com’è di verdure, frutta, cereali, legumi, pesce azzurro e olio extravergine d’oliva.

Stefania Giambartolomei, Medico specialista in Gastroenterologia e Nutrizione umana

Menopausa e forma fisica

30-40 minuti di esercizio almeno due volte la settimana per aiutare il cuore, rinforzare le ossa e migliorare l’umore

Dedicare 30-40 minuti due-tre volte a settimana all’esercizio fisico aiuta a regolarizzare la glicemia, i trigliceridi, abbassa la pressione sanguigna, aumenta il consumo di grasso corporeo e aiuta a tenere sotto controllo il peso.

Il tipo di attività, la durata dell’esercizio e la sua intensità dipendono dalle condizioni generali di salute della donna e da quanto è abituata a fare esercizio. Una donna sedentaria che attorno ai 40 anni decide che è tempo di fare un po’ di attività fisica, deve iniziare gradualmente, con piccoli esercizi a lieve sovraccarico oppure con camminate sempre più lunghe a passo svelto. La donna che ha sempre fatto attività fisica potrà cimentarsi in una corsetta, esercizi a corpo libero, una partita di tennis o nel nuoto.

Gennaro Napolitano, Specialista in Scienze motorie, Fisioterapista e Personal Trainer

Menopausa e cura della pelle

Gestire le conseguenze della carenza di estrogeni: pelle più elastica e idratata con la Terapia Ormonale Sostitutiva

La carenza di estrogeni è alla base di alterazioni strutturali non irrilevanti a carico di tutte le componenti della pelle. A livello epidermico si rallenta il ricambio cellulare. Si riduce la capacità dello strato corneo di mantenere l’idratazione e questo, insieme alla riduzione della funzionalità delle ghiandole sebacee, determina secchezza cutanea e mucosa. Tutto ciò, unito all’invecchiamento fisiologico e a quello da cause esterne, si traduce clinicamente in pelle più sottile, più secca, più lassa con rughe più accentuate. Per prevenire questi cambiamenti si consiglia l’utilizzo di prodotti idratanti ed emollienti, contenenti urea, vitamina E, acido ialuronico, antiossidanti quali la vitamina C. Ottime sono anche le creme al retinolo, sia per il loro potere esfoliante sia per l’azione riparatrice. Ma tutto questo ha più senso se associato ad una terapia ormonale sostitutiva adeguata. Se iniziata precocemente, può migliorare l’idratazione della pelle del 20-25% e aumentare lo spessore cutaneo del 7/15.

Grazia Primavera, Medico specialista in Dermatologia

 


 

“Rinascere in menopausa”: per affrontare bene la menopausa

“Rinascere in Menopausa” è il titolo della prima conferenza, aperta al pubblico e gratuita, dedicata all’universo femminile che si è tenuta giovedì 11 maggio a Torino presso la Clinica Sedes Sapientiae, alle ore 20,00. L’evento è stato organizzato dal Dott. Gian Piero Siliquini, specialista in Ginecologia e Ostetricia.

Durante l’incontro si è parlato di menopausa con un team di ginecologi, in particolare è stato trattato il tema della secchezza vulvovaginale, molto frequente nelle donne che stanno affrontando questa fase della vita, e di come affrontarla utilizzando la laserterapia. C’è stato anche un momento di confronto durante il quale alcune donne hanno parlato della loro esperienza di menopausa.

In menopausa, quando le ovaie cessano di produrre estrogeni, si innescano una serie di trasformazioni dei tessuti e delle mucose vulvari e vaginali, che diventano più sottili, irritabili e maggiormente soggette a traumi. I tipici disturbi della menopausa legati all’atrofia vaginale sono: secchezza, bruciore, dolore durante i rapporti sessuali (dispareunia), incontinenza (lieve, non da prolasso). Problemi che colpiscono 6 donne su 10 fra quelle in menopausa.

Il nostro obiettivo è trasmettere alle donne che si può vivere positivamente la menopausa, perché le cinquantenni di oggi sono le nuove quarantenni: vogliono stare bene e sentirsi adeguate. Durante la conferenza “Rinascere in Menopausa” vogliamo trasmettere loro dei messaggi positivi di informazione medica, perché oggi vivere positivamente la menopausa si può. Questo è solo il primo di una serie di appuntamenti su questo tema che continueranno nei prossimi mesi – ha affermato il Dott. Gian Piero Siliquini.

L’incontro ha offerto anche l’occasione per approfondire il funzionamento di MonnaLisa Touch™, il trattamento laser a CO₂prodotto da DEKA, la cui efficacia è comprovata da oltre 20 pubblicazioni scientifiche internazionali. Il trattamento laser, che deve sempre essere eseguito da personale specializzato, combatte senza importanti effetti collaterali (quali arrossamento, senso di bruciore, scarse perdite ematiche, lieve dolore in relazione alla sensibilità della paziente), ampiamente compensati dall’alta percentuale di risultati ottenuti, i disturbi legati all’atrofia vaginale e vulvare, le cui conseguenze hanno ripercussioni negative anche sulla vita di coppia.

Il trattamento laser stimola la produzione di collagene e di fibre elastiche migliorando l’elasticità e l’idratazione della zona trattata e ripristinandone l’originario equilibrio fisiologico. Questo miglioramento si riflette sul benessere psicofisico e sessuale. É un trattamento ambulatoriale e indolore, non richiede anestesia e subito dopo la paziente può riprendere la sua vita sociale.


“Tiroide, Meriti il Meglio”: le diverse età della donna al centro della nuova campagna di sensibilizzazione sulla tiroide lanciata da Fondazione Cesare Serono

È noto che le disfunzioni della tiroide sono molto più frequenti nelle donne che negli uomini; il rapporto può essere anche di 8 a 11, per alcune di esse.

Inoltre, nella vita di una donna ci sono momenti nei quali è particolarmente importante che la tiroide funzioni al meglio: si tratta di fasi che possono essere definite di transizione: il passaggio dall’infanzia all’adolescenza, la gravidanza e lo sviluppo della menopausa.

Per aiutare le donne a comprendere l’importanza di una tiroide sana, o ben curata, in queste fasi cruciali della loro vita, la Fondazione Cesare Serono ha deciso di dedicare a questi argomenti la campagna: “Tiroide, Meriti il Meglio”.

In occasione dello sviluppo della pubertà, della gravidanza e della menopausa, la funzione della tiroide subisce sollecitazioni e modificazioni e l’attività dell’organo deve essere ben coordinata con quella di altre ghiandole e tessuti, che giocano ruoli rilevanti in quelle fasi “di passaggio”. Basti pensare che la tiroide deve “lavorare per due” nei primi 3 mesi di gravidanza perché, in quel periodo, il feto non produce ormoni tiroidei. Quindi, se la consapevolezza dell’importanza del buon funzionamento della tiroide ci deve essere sempre, a maggior ragione deve esserci in questi passaggi della vita. A ciò si aggiunge che segni e sintomi delle disfunzioni tiroidee sono spesso generici e, in particolare in queste epoche della vita, possono essere confusi con i sintomi tipici del cambiamento in atto e perciò diventano più difficili da individuare. Se poi un ipertiroidismo o un ipotiroidismo sono già stati diagnosticati, anche nell’adolescenza per quanto raramente si possano presentare, è decisivo che la loro gestione sia particolarmente attenta e precisa.

Se è vero che bisogna prendersi cura della propria tiroide in tutte le età della vita con la campagna “Tiroide, Meriti il Meglio” intendiamo segnalare che in alcune età è fondamentale effettuare opportuni controlli e non sottovalutare le conseguenze di un cattivo funzionamento della tiroide non adeguatamente gestito, specialmente nelle donne” – commenta Gianfranco Conti, Direttore della Fondazione Cesare Serono.

La quarta edizione della campagna di sensibilizzazione sulle disfunzioni della tiroide della Fondazione Cesare Serono è stata lanciata in occasione della Settimana Mondiale della Tiroide, che si celebra dal 21 al 27 maggio.

Il sito della Fondazione verrà arricchito di nuovi contenuti informativi: all’indirizzo www.tiroidemeritiilmeglio.it sarà infatti possibile trovare schede di approfondimento sulle disfunzioni tiroidee in adolescenza, gravidanza e menopausa. Ci saranno video interviste agli esperti su tali argomenti e un questionario di autovalutazione, il tutto con l’obiettivo di guidare gli utenti al corretto riconoscimento dei sintomi tipici delle disfunzioni della tiroide, da segnalare al medico di riferimento o a uno specialista, favorendo una diagnosi precoce.

Il messaggio di sensibilizzazione verrà affidato quest’anno a uno spot video che sarà diffuso sui social network dalla Fondazione Cesare Serono. Il video, attraverso le immagini che ripercorrono la vita di una donna, dall’infanzia alla maturità, celebra il valore delle donne e di ogni età, per poi sottolineare l’importanza di mantenere un buono stato di salute nelle fasi di cambiamento, anche grazie ad una tiroide in piena efficienza o a disfunzioni dell’organo gestite nel migliore dei modi.

La campagna “Tiroide, Meriti il Meglio” è patrocinata dalle principali Società Scientifiche di riferimento (AIT – Associazione Italiana della Tiroide, AME – Associazione Medici Endocrinologi, SIE – Società Italiana di Endocrinologia, SIEDP – Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica) e dal CAPE – Comitato Associazione di Pazienti Endocrini.

“Tiroide, Meriti il Meglio” è realizzata dalla Fondazione Cesare Serono con il supporto incondizionato di Merck.

1 ACOG Education Pamphlet AP128 – Thyroid Disease. American College of Obstetricians and Gynaecologists. Washington, DC. 2002


“Son tutte belle le mamme del mondo”

Mamme volete indossare di nuovo i vostri jeans preferiti? Per la Festa della Mamma Syneron Candela, azienda leader in apparecchiature medico estetiche, ha pensato ad un augurio speciale: un buono sconto su un trattamento per la tonificazione e il rassodamento del corpo da prenotare entro il prossimo 31 maggio presso i Centri che hanno aderito alla campagna Son tutte belle le mamme del mondo su tutto il territorio nazionale.

Secondo un’indagine condotta dal Centro Ricerche Syneron Candela, su 7.000 donne dopo la gravidanza circa l’87% dichiara che la propria pancia non è più come prima e il 71% di queste si sente meno attraente e non a suo agio con il proprio corpo.

Abbiamo a cuore il benessere delle donne e sappiamo bene quanto poco tempo abbiano da dedicare a se stesse quando hanno figli. Per questo abbiamo pensato ad un augurio speciale per la festa della mamma unendo l’eccellenza dei trattamenti VelaShape e le esigenze delle donne di oggi” – afferma Raffaele Riccardi, Country Manager Italia di Syneron Candela.

Grazie all’innovativa tecnologia VelaShape tornare in forma e sentirsi più belle dopo una o più gravidanze è un sogno che si avvera.

Son tutte belle le mamme del mondo è l’iniziativa promossa da Syneron Candela, azienda leader in apparecchiature medico estetiche, per festeggiare la Festa della Mamma.

Per partecipare e ottenere lo sconto del 50% sul primo trattamento Velashape è necessario scaricare il coupon sul sito BEAUTYWOOD, prenotando un appuntamento presso uno degli oltre 25 centri che hanno aderito all’iniziativa in tutta Italia. L’offerta è valida fino al 31 maggio 2017.



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... ai miei Amori ... ... arte di Sicilia ... Sciacca ... guarda il Paradiso da qui !!! ... un arcobaleno ci salverà ... ... vola sempre Alto ...che a cadere ci pensiamo dopo ... ... aspettando il Natale ... ... dimmi Luna chi sarà il nuovo Presidente dell'ARS? Auguri alla Dottoressa Cottone Sofia ... ci vuole poco per essere sereni !!!

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