Posts Tagged 'estetica'

“Son tutte belle le mamme del mondo”

Mamme volete indossare di nuovo i vostri jeans preferiti? Per la Festa della Mamma Syneron Candela, azienda leader in apparecchiature medico estetiche, ha pensato ad un augurio speciale: un buono sconto su un trattamento per la tonificazione e il rassodamento del corpo da prenotare entro il prossimo 31 maggio presso i Centri che hanno aderito alla campagna Son tutte belle le mamme del mondo su tutto il territorio nazionale.

Secondo un’indagine condotta dal Centro Ricerche Syneron Candela, su 7.000 donne dopo la gravidanza circa l’87% dichiara che la propria pancia non è più come prima e il 71% di queste si sente meno attraente e non a suo agio con il proprio corpo.

Abbiamo a cuore il benessere delle donne e sappiamo bene quanto poco tempo abbiano da dedicare a se stesse quando hanno figli. Per questo abbiamo pensato ad un augurio speciale per la festa della mamma unendo l’eccellenza dei trattamenti VelaShape e le esigenze delle donne di oggi” – afferma Raffaele Riccardi, Country Manager Italia di Syneron Candela.

Grazie all’innovativa tecnologia VelaShape tornare in forma e sentirsi più belle dopo una o più gravidanze è un sogno che si avvera.

Son tutte belle le mamme del mondo è l’iniziativa promossa da Syneron Candela, azienda leader in apparecchiature medico estetiche, per festeggiare la Festa della Mamma.

Per partecipare e ottenere lo sconto del 50% sul primo trattamento Velashape è necessario scaricare il coupon sul sito BEAUTYWOOD, prenotando un appuntamento presso uno degli oltre 25 centri che hanno aderito all’iniziativa in tutta Italia. L’offerta è valida fino al 31 maggio 2017.


Addio a macchie rosse, capillari ed angiomi: arriva il laser adatto anche alla pelle dei bambini

Vbeam Perfecta - Syneron Candela

Le anomalie vascolari costituiscono un problema di grandissima rilevanza sul piano medico e sociale, in quanto si tratta di patologie invalidanti che si manifestano in età pediatrica, giovanile e adulta e possono comportare severe implicazioni emodinamiche, funzionali, ma anche estetiche e psicologiche.
Due le entità principali: gli angiomi e le malformazioni capillari piane, queste ultime impropriamente denominate “angiomi piani”.

Quando l’angioma cresce in corrispondenza di apparati importanti come gli occhi o il naso è importante intervenire subito, fin dai primi mesi di vita, per evitare di ostacolare il normale sviluppo della vista o per evitare che l’angioma determini danni irreversibili a strutture importanti quali le cartilagini nasali. Il trattamento più utilizzato in questi casi è di tipo medico e consiste nella somministrazione di un beta bloccante, il propranololo, in grado di determinare un arresto della crescita e una involuzione dell’angioma. Successivamente alla stabilizzazione della neoformazione è possibile intervenire con i laser per correggere le eventuali imperfezioni vascolari che possono persistere anche dopo la terapia medica.Per le malformazioni capillari piane, al contrario, non esiste per ora un trattamento analogo ma è possibile ottenere una marcata involuzione degli elementi mediante l’utilizzo del dye laser che emette un’onda luminosa che coagula selettivamente i capillari rossi lasciando inalterata la pelle. Per questo motivo possono essere trattati i bambini sin dai primi mesi di vita e questo permette sia una migliore risposta al trattamento che la precoce normalizzazione della cute agevolando così un inserimento sociale meno traumatico per i piccoli pazienti” – ha affermato il dottor Davide Brunelli, Dirigente Medico Divisione Dermatologia Ospedale M. Bufalini di Cesena e Referente Scientifico di Syneron Candela.

Gli angiomi, veri e propri tumori benigni secondari ad una proliferazione dei vasi capillari, colpiscono il 2-3% dei nati a termine e sino al 22% dei prematuri. Possono localizzarsi in qualunque regione anatomica ma nel 60-70% dei casi si localizzano al distretto cefalico, potendo determinare importanti problematiche funzionali, per esempio quando si formano in area perioculare o nasale o raggiungono grandi dimensioni. Gli angiomi generalmente crescono in maniera tumultuosa nei primi mesi di vita quindi si assestano per regredire progressivamente negli anni successivi.

Le malformazioni capillari piane sono più rare, coinvolgono circa lo 0,3% dei nuovi nati e sono caratterizzate da una anomalia dei vasi capillari superficiali che si mantengono permanentemente dilatati determinando la caratteristica colorazione rosso accesa delle lesioni.

A differenza degli angiomi non regrediscono ma si accrescono durante la vita proporzionalmente allo sviluppo del corpo. Anche in questo caso si localizzano per più al volto causando un grande disagio relazionale e psicologico.

Sia gli angiomi che le malformazioni capillari piane potrebbero essere la spia di concomitanti alterazioni degli organi interni: viene sempre raccomandata pertanto una visita specialistica, eventualmente completata con esame ecografico o risonanza magnetica, al fine di scongiurare con la massima certezza questa eventualità. Con i laser vascolari di cui oggi disponiamo è possibile il trattamento non solo di queste importanti patologie ma anche di una serie di inestetismi, quali couperose, angiomi rubino, laghi venosi, capillari dilatati delle gambe, con alta efficacia e sicurezza in virtù dei perfezionamenti tecnologici che hanno caratterizzato le apparecchiature di ultima generazione” – prosegue Davide Brunelli.

Prima dell’arrivo dei laser il trattamento delle lesioni vascolari era confinato al solo atto chirurgico con esiti estetici e funzionali spesso insoddisfacenti. Le terapie laser, oggi, sono molto meno invasive rispetto ai corrispondenti interventi chirurgici, provocano un dolore appena percettibile e non necessitano di degenze o sedazioni profonde se non nei pazienti più piccoli. Grazie al perfezionamento tecnologico sono divenuti apparecchi sicuri e affidabili nonché dotati di parametri applicativi standardizzati e condivisi dalla comunità scientifica. Questo permette il loro utilizzo sin dalla prima infanzia con indubbio vantaggio fisico e psicologico.

A lanciare sul mercato due nuovi apparecchi per il trattamento delle lesioni vascolari, il laser YAG (Gentle YAG Pro-U) ed il DYE laser (Vbeam Perfecta) è Syneron Candela, azienda leader nel campo della medicina estetica.

Il laser YAG ha un sistema di raffreddamento brevettato che prepara l’epidermide al trattamento riducendo il disagio ed aumentando l’efficacia nell’eliminazione non solo delle lesioni vascolari profonde, come nel caso di capillari (gambe o viso) o angiomi di colore blu, ma anche dei peli superflui o delle rughe.

Il DYE laser è particolarmente indicato per il trattamento delle lesioni vascolari di colore rosso, quindi meno profonde. Il Vbeam Perfecta utilizza una tecnologia a otto microimpulsi che permette al medico di trattare le lesioni aumentando l’efficacia e riducendo al massimo gli effetti collaterali.

Il Gruppo Syneron Candela nasce nel 2010 in seguito all’acquisizione da parte dell’israeliana Syneron di Candela, azienda di Boston fondata nel 1970. Syneron Candela è leader globale nella realizzazione di apparecchiature mediche dedicate al mercato dell’estetica.

PIXELL

Evitare cicatrici? Da oggi si può grazie a una molecola speciale

Se fino a poco tempo fa evitare le cicatrici dopo un incidente o un’operazione chirurgica era impossibile, ora invece si può, grazie alla scoperta di una molecola speciale, individuata dai ricercatori della Stanford University. Non solo si potrebbe aggirare l’effetto antiestetico ma anche l’infiammazione e i pericoli per la salute dei pazienti.

La ricerca, pubblicata su Nature Medicine, ha testato sui topi un composto speciale, chiamato PF-573228, che impedisce all’enzima collegato all’infiammazione di creare il tessuto connettivo fibroso, tipico della cicatrice, in eccesso. Spesso infatti il nostro corpo reagisce a una ferita producendo troppo tessuto riparatore. Questo surplus può causare la fibrosi. Nei topi che hanno utilizzato questa nuova cura, l’ampiezza della cicatrice si è ridotta del 48%.

Gli stessi studiosi, guidati da Geoffrey Gurtner, affermano però che sono necessari altri test per poter applicare la scoperta anche agli esseri umani. Questo lavoro può essere efficace nei confronti di nuovi trattamenti delle malattie fibrotiche, come quella polmonare, che consiste in un accumulo di tessuto cicatriziale nei polmoni, ma anche in malattie infiammatorie, partendo da una delle più comuni e devastanti, l’artrite reumatoide.

Pregnenolone, un’arma contro le rughe

Il pregnenolone è un metabolita naturale sintetizzato nei mitocondri a partire dal colesterolo. Le sue funzioni nell’organismo non sono ancora completamente conosciute, ma si sa che è il precursore fondamentale di tutti gli ormoni steroidei, compresi il DHEAs, gli estrogeni, il testosterone, il cortisolo, l’aldosterone ed il progesterone, ma il pregnenolone non è a sua volta un ormone steroideo.


Il pregnenolone viene prodotto naturalmente anche dalla pelle umana e contribuisce a stimolare la produzione cutanea di sebo e l’idratazione. Può agire sia direttamente che indirettamente trasformato nei vari ormoni steroidei. È stato dimostrato in alcuni studi clinici che il pregnenolone usato come terapia topica ostacola la formazione delle rughe e idrata la cute che diventa più elastica e tonica. L’utilizzo di pregnenolone topico in siero è stato considerato clinicamente, misurando i parametri di idratazione e elasticità cutanea, in uno studio condotto su un campione di 20 soggetti, donne in età peri e post menopausale, e uomini sopra i 45 anni.

L’aumento dell’idratazione e dell’elasticità cutanea, nonché una modulazione della secrezione sebacea, sono solo alcuni dei numerosi effetti che si riscontrano a seguito di applicazioni cutanee di pregnenolone su pelli mature. La formulazione in oggetto, oltre al pregnenolone, contiene altri importanti funzionali quali un peptide che mima l’attività del DHEA (ormone ottenuto a livello fisiologico dal pregnenolone e che a sua volta è precursore degli ormoni sessuali steroidei sia maschili che femminili), un complesso ristrutturante cutaneo a base di ceramidi e fitosfingosine, nanosomi contenenti protettivi antiossidanti. Gli emulsionanti utilizzati sono tra i più moderni ed evoluti del panorama internazionale e consentono di ottenere emulsioni multilamellari sempre più biocompatibili, favorendo la penetrazione dei funzionali nel migliore dei modi.

Chirurgia estetica delle parti intime

 

“Ora mi sento libera, semplicemente normale”. Così ha commentato in un articolo del New York Times una 39enne istruttrice di Yoga di Boston, rigorosamente anonima, il suo stato d’animo dopo un intervento di chirurgia estetica che aveva come obiettivo non un lifting che attenuasse le rughe del viso, il rassodamento del seno o dei glutei, oppure una liposuzione alle cosce, bensì il ringiovanimento della parte del corpo di una donna più ”privata” e intima, la vagina.

Come molte donne della sua età, era insoddisfatta del proprio corpo e pensava che un piccolo ritocco chiesto al chirurgo estetico potesse aiutare ma, con una decisione dettata da una solida autocoscienza, la donna, abituata a regalare la capacità di star bene con sé stessi nell’intimo con le sue sedute meditazione, ha deciso per una volta di pensare al proprio corpo dedicandosi al suo ”intimo”, inteso però come area genitale.

Si tratta del nuovo trend della chirurgia estetica, scoppiata negli Usa e che ora sta dilagando e pare abbia contagiato anche le donne italiane. Tra le richieste più gettonate ci sono il rassodamento dei muscoli vaginali rilassati dopo il parto o con l’invecchiamento, detto vaginopalstica, la correzione e riduzione delle labbra quando esse hanno una forma troppo irregolare, sgradevole o dimensioni troppo grandi, detta labioplastica, la liposuzione dell’area del pube e perfino la riparazione dell’imene. Insomma, praticata da una decina di anni, la chirurgia estetica intima fra le donne non è più un tabù e spesso viene utilizzata per risolvere una situazione di disagio psicologico. Finora tali interventi erano riservati alla cura di problemi medici come l’incontinenza, le malformazioni congenite o le lesioni legate al parto, ma ora prevale l’aspetto estetico. In meno di due ore e a un costo tra 2000 e 5000 euro, il chirurgo promette una vagina nuova di zecca. E c’è anche chi, per circa 2000 euro, chiede che le venga ridata la verginità e il medico ricostruisce l’imene. Gli interventi tendono, oltre che al ringiovanimento vaginale, con un conseguente miglioramento del ”look” genitale, anche ad accrescere la soddisfazione sessuale. Anche i chirurghi che non praticano o non pubblicizzano interventi di questo tipo ammettono di ricevere ogni mese numerose richieste tese ad ottenere questi risultati.

Il dottor V. Leroy Young, presidente della task force dedicata all’argomento, nata nel 2004, nell’ambito dell’American Society of Aesthetic Plastic Surgeons, sottolinea come l’entusiasmo attorno a questa area della chirurgia estetica sia molto forte, e in costante aumento. Negli Usa sono comparse addirittura campagne pubblicitarie per incentivare gli interventi di chirurgia vaginale, che risulta essere la terza procedura chirurgica in ordine di crescita. Oltre che ragioni di tipo puramente estetico o legate all’attività sessuale, gli interventi hanno anche motivazioni anatomiche, in quanto in molte donne le dimensioni delle grandi labbra possono provocare dei problemi nell’indossare pantaloni stretti o nel praticare attività sportive come ciclismo o equitazione. Non ultime sono le motivazioni legate al marketing della moda intima, che esige perizoma, bikini, tanga ed altri capi sempre più ridotti e che mettono l’area genitale più in vista che in passato, con relativa necessità di curare con più attenzione anche l’estetica dell’area intima. Una piccola minoranza degli interventi, in particolare quelli di ricostruzione dell’imene, è praticata per motivazioni etniche o religiose per le quali certe donne esigono la verginità, anche se affidata al bisturi. Gary J. Alter, un chirurgo plastico e urologo con studi a Beverly Hills e Manhattan sottolinea l’attenzione delle donne al look, ad esempio per quanto riguarda la rasatura dell’area pubica, un segnale della crescente attenzione all’estetica anche di ciò che di solito è nascosto. Bernard H. Stern, ginecologo di Fort Lauderdale, in Florida, si è ormai da dieci anni concentrato esclusivamente sulla chirurgia estetica genitale e le richieste si sono quadruplicate: 4-5 interventi al giorno per pazienti provenienti sia dagli Stati Uniti che dall’estero. Un business che lui stesso definisce altamente redditizio, con tutta la soddisfazione dei pazienti.

Secondo la rivista americana Self, che ha condotto un’indagine proprio sull’argomento, 1 persona su 10 ha risposto che “considera la chirurgia delle parti intime come qualcosa che aiuta a sentirsi meglio e più sexy”. La paziente tipo è in genere una donna intorno ai 40 anni, professionista, che accusa un disagio dovuto alle conseguenze di gravidanze pregresse, o a oscillazioni di peso, e che vuole migliorare una parte anatomica che, pur essendo nascosta, rimane il centro della femminilità.
E il boom di questi interventi sembra toccare proprio ogni parte del mondo. In Australia, uno studio recentemente realizzato da Medicare ha rivelato che negli ultimi 10 anni il numero di richieste di operazioni per il ringiovanimento vaginale è triplicato. In Inghilterra, come riporta l’Harley Medical Group, il numero di donne che si sono rivolte al chirurgo per rimodellare le proprie parti intime sono aumentate in media del 30% dal 2006 a oggi. Ma nel 2009 le operazioni fatte tramite il sistema sanitario nazionale inglese sono cresciute addirittura del 70% rispetto all’anno precedente. Anche la Spagna si è adeguata a questo trend: secondo la Sociedad Espanola de Cirugia Plastica Reparadora y Estetica, nonostante la crisi che ha colpito anche il settore della chirurgia estetica, penalizzandolo con una contrazione del 30%, la chirurgia ‘intima’ continua a registrare un vero e proprio boom ed è aumentata, solo nell’ultimo anno, del 20%.

 


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