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Un basso livello di progesterone nel sangue può ridurre del 18% le possibilità di avere un bambino

E’ ben nota l’importanza del progesterone durante la gravidanza, così come per facilitare l’impianto di un embrione, ma possiamo stabilire una relazione causale tra i livelli di progesterone nel sangue e i tassi di successo dei trattamenti riproduttivi?

Questo è il punto di partenza di uno studio dal titolo “A large prospective trial in unselected population confirms that low serum progesterone on the day of embryo transfer impairs pregnancy outcome in artificial cycles”, che Elena Labarta, ginecologa di IVI Valencia, ha presentato nel corso del 35º Congresso ESHRE (Società Europea di Riproduzione Umana e Embriologia), svoltosi a Vienna dal 23 al 26 giugno scorso.

Negli ultimi 3 anni, abbiamo studiato l’impatto del valore del progesterone nel sangue misurato il giorno del trasferimento dell’embrione sui tassi di gravidanza nei cicli di preparazione artificiale dell’endometrio. Fino ad ora e sulla base di studi precedenti condotti su altri gruppi, si pensava che questa misurazione non fosse utile, dal momento che non era in grado di riflettere l’azione che il progesterone stava esercitando a livello locale uterino, e che, d’altra parte, la dose di progesterone somministrato era più che sufficiente per soddisfare le esigenze di qualsiasi paziente. Tuttavia, i nostri risultati hanno messo in discussione questo dogma e hanno dimostrato che i livelli ematici di progesterone sono associati al risultato della gravidanza. Abbiamo effettuato i primi due studi prospettici a questo proposito, che insieme comprendono quasi un totale di 1.400 pazienti, e possiamo quindi affermare che esiste un valore di progesterone al di sotto del quale i tassi di gravidanza evolutiva possono scendere fino al 20%, che rappresenta una drastica diminuzione dei tassi di successo nei trattamenti riproduttivi”, ha affermato Elena Labarta, ginecologa di IVI Valencia.

Secondo gli ultimi dati analizzati e presentati a questo congresso, è stato possibile trovare il punto limite del livello di progesterone al di sotto del quale i risultati peggiorano significativamente. Pertanto, quelle pazienti con livelli di progesterone sierico inferiori a 8,8 ng/ml nel giorno del trasferimento dell’embrione hanno mostrato un tasso di gravidanza evolutivo più basso del 18%. Questi risultati suggeriscono che l’assorbimento del progesterone vaginale può variare tra le pazienti, influenzando i risultati ottenuti.

Questo studio, che espone i risultati di un campione di quasi 1.200 pazienti, ha suscitato grande interesse tra la comunità scientifica, ed è stato presentato in diversi forum e congressi in tutto il mondo per l’impatto che ha sul futuro della medicina riproduttiva.

Già nel 2017, il gruppo di ricerca guidato da Elena Labarta ha pubblicato il primo studio prospettico al fine di analizzare questo problema, dimostrando così in modo pioneristico che esiste una soglia di livelli sierici di progesterone nel giorno del trasferimento dell’embrione al di sotto del quale il tasso di gravidanza diminuisce significativamente.

Questi risultati hanno attirato il nostro forte interesse e stiamo portando avanti diverse linee di ricerca. Da un lato, abbiamo visto che il livello di progesterone predice il risultato non solo se misurato nel giorno di trasferimento dell’embrione, ma anche nel corso della fase luteale (dal giorno in cui l’embrione viene impiantato fino al giorno in cui viene effettuato il test di gravidanza). Dall’altro, stiamo scoprendo il modo di salvare i casi in cui i valori del progesterone non sono ottimali e i risultati sono davvero incoraggianti, poiché abbiamo visto che la situazione può essere invertita se rilevata in tempo” – ha aggiunto Elena Labarta, ginecologa di IVI Valencia.

Si tratta di una scoperta importante che continua ad aiutarci nella nostra costante ricerca dei migliori risultati riproduttivi possibili” – ha commentato Daniela Galliano, Direttrice del Centro IVI di Roma.

49 comunicazioni accettate: 14 orali, 31 poster e 4 sessioni

Oltre alla Dott.ssa Labarta, invitata dal comitato ESHRE a tenere una presentazione su questo argomento, il Dott. Ernesto Bosch, direttore medico di IVI Valencia, e il Dott. Nicolás Garrido, direttore della Fondazione IVI, sono stati invitati a presentare i rispettivi lavori durante le sessioni congressuali, in ragione dell’interesse scientifico di questi contributi.

Il dott. Bosch ha presentato le principali linee di ricerca riguardanti la gestione della elevata risposta nella stimolazione ovarica in conformità con le linee guida ESHRE, a cui ha partecipato come unico membro spagnolo di una squadra che negli ultimi due anni ha definito queste linee guida.

Per quanto riguarda il contributo del Dott. Garrido, egli ha parlato delle tecniche e dei criteri di selezione degli spermatozoi come uno dei punti fondamentali per migliorare il successo riproduttivo, con particolare attenzione ai metodi di selezione intelligente, basati sulle caratteristiche molecolari come meccanismo per il miglioramento dei protocolli di selezione. Queste procedure completerebbero o sostituirebbero quelle attuali, che sono fatte autonomamente dalle cellule spermatiche o decise soggettivamente dall’operatore, da una pratica orientata e obiettiva, che alla fine migliora i risultati clinici selezionando e usando la cellula spermatica più adatta tra milioni.

La quarta sessione, al cui processo di ricerca ha partecipato il dott. Roberto Matorras dell’IVI di Bilbao, ha affrontato le raccomandazioni di buona pratica clinica dell’ESHRE per la puntura follicolare, attraverso un’analisi basata sull’evidenza, così come attraverso la ricerca di consenso degli esperti in quelle aree in cui non c’è alcuna bibliografia.

L’ESHRE è il più grande congresso europeo di riproduzione assistita, un luogo di incontro per grandi professionisti, provenienti da diverse parti del mondo, dove vengono raggiunte, ogni anno, importanti conclusioni che segneranno il futuro nel campo della riproduzione.

In questa edizione, IVI ha presentato 49 comunicazioni accettate nel programma generale, 14 di esse orali e 31 poster, a cui si sono aggiunte le 4 relazioni precedentemente citate.

 


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Le proteine e i radicali liberi prodotti dall’embrione consentono di prevedere la gravidanza

Uno degli ambiti di ricerca in cui vengono investite più risorse nel campo della Riproduzione Umana è il perfezionamento della selezione embrionaria. Recentemente, l’applicazione dell’Intelligenza Artificiale per raggiungere un automatismo nella scelta degli embrioni o nell’analisi genetica costituiscono un passo avanti nel miglioramento della scelta e, quindi, nel miglioramento dei risultati.

Nel corso del 35º Congresso ESHRE, che quest’anno si è tenuto a Vienna, IVI ha presentato due studi relativi all’analisi del mezzo di coltura degli embrioni, basato sull’analisi dell’ambiente circostante, con il fine conoscere al meglio la qualità degli embrioni e, quindi, aumentare le probabilità di successo che la paziente può avere durante il trattamento.

Nel primo dei due studi, dal titolo Protein profile of euploid single embryo transfer reveals differential patterns among them”, sviluppato da IVI Valencia tra settembre 2017 e marzo 2018, su un campione di 81 cicli preparati per il trasferimento di un unico embrione (Single blastocyst transfer – SET), sono state analizzate le proteine secrete dall’embrione nel mezzo di coltura.

L’importanza di questo studio risiede nel fatto che si tratta di embrioni che sono già stati testati geneticamente con risultato euploide. Ha un valore maggiore perché, nonostante siano embrioni selezionati geneticamente, non tutti riescono ad impiantare in utero, e dunque l’idea è quella di migliorare il processo di selezione grazie all’analisi delle proteine. In questo studio abbiamo fatto ricorso all’aiuto, in parte, dell’Intelligenza Artificiale legata alle immagini che otteniamo attraverso due incubatrici, l’Embryoscope ed il Geri, attraverso un metodo che combina le immagini con il metodo di selezione delle proteine” – ha commentato Marcos Meseguer, principale ricercatore dello studio e Direttore della Ricerca di IVI Valencia.

Confermiamo una secrezione significativamente elevata di IL-6 e IL-8 negli embrioni in crescita, evidenziando il potenziale di queste molecole durante lo sviluppo degli stessi embrioni. La maggior parte delle concentrazioni di proteine ha mostrato un modello di valori più alti nelle blastocisti in fase di hatching (“hatched blastocysts”)” – ha aggiunto Marcos Meseguer.

La seconda delle due ricerche, dal titolo “High culture media oxidative profile as a biomarker of good quality embryos: a non-invasive tool to select the embryo to transfer, si basa sullo studio del mezzo di coltura con sviluppo embrionale multiplo, in situazioni nelle quali si presentano tra i 10 e i 12 embrioni nella stessa goccia. L’obiettivo è quello di analizzare se il profilo ossidativo possa essere un valido biomarcatore per determinare la qualità degli embrioni.

Valutiamo quando tutti gli embrioni risultanti sono cresciuti insieme, rilevando che esiste un profilo ossidativo differente quando gli embrioni sono di qualità e quando siamo di fronte a parametri che rendono gli  embrioni privi di vita. Abbiamo sviluppato un metodo per valutare l’ambiente in cui crescono numerosi embrioni. Non avendo sviluppato uno studio individuale, abbiamo analizzato l’ossidazione generata come valore misurabile nell’ambiente in cui vengono coltivati. Quanto più gli embrioni sono attivi e di maggiore qualità, tanto più generano maggiore ossidazione durante la coltura. Fatto, questo, che indica che saranno maggiormente pronti per il trasferimento e potranno assicurare una percentuale di successo più alta nel ciclo per la paziente. Al contrario, nei criteri di classificazione, il livello di stress ossidativo è diminuito con il peggioramento della qualità dell’embrione” – ha affermato Daniela Galliano, Direttrice del Centro IVI di Roma

Il lavoro presentato, sviluppato anche a IVI Valencia, tra maggio 2017 e dicembre 2018, ha analizzato un campione di 683 embrioni su un totale di 174 cicli realizzati mediante la Fecondazione in Vitro (FIVET).

49 comunicazioni: 14 orali, 31 poster e 4 sessioni

ESHRE è il più grande Congresso europeo di riproduzione assistita, luogo di incontro di importanti professionisti, provenienti da differenti parti del mondo, dove si raggiungono, ogni anno, importanti conclusioni che segneranno il futuro nel campo della riproduzione. In questa edizione, IVI ha potuto contare su 49 comunicazioni, 14 delle quali orali e 31 poster, alle quali si sommano le 4 sessioni nel programma generale.

 


Impatto degli interferenti endocrini sulla fertilità

In occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente che si è celebrata mercoledì 5 giugno IVI ha richiamato l’attenzione sull’impatto degli interferenti endocrini sulla fertilità e diffonde i risultati di uno studio appena pubblicato su Fertility and Sterility.

La salute riproduttiva è influenzata dall’esposizione a contaminanti ambientali attraverso la loro capacità di interferire con il sistema ormonale a diversi livelli quali sintesi, funzione, conservazione, metabolismo. L’aumento dell’industrializzazione mondiale si è tradotta in un’esposizione giornaliera onnipresente a queste sostanze, e le vie di esposizione più comuni sono cibo (pesticidi, fitoestrogeni e plastificanti), prodotti per la cura della persona (parabeni e plastificanti), vestiti (plastificanti) o inquinamento (metalli pesanti).

Nella riproduzione femminile, l’esposizione a interferenti endocrini ha un impatto negativo a livello dei principali ormoni riproduttivi (tra cui estradiolo, progesterone, testosterone e ormone antimullerico (AMH)) e impatta anche sui trattamenti di riproduzione assistita, in particolare su qualità dell’ovocita, tasso di fertilizzazione e di impianto, qualità dell’embrione e tasso di gravidanza clinica e di nati vivi.

Oltre a questi effetti, l’esposizione agli interferenti endocrini aumenta la comparsa di patologie ginecologiche come l’endometriosi, il leiomioma e la sindrome dell’ovaio policistico.

Su questo tema la Fondazione IVI ha appena pubblicato uno studio su Fertility and Sterility dal titolo “Phthalates and other endocrine-disrupting chemicals: the 21st century’s plague for reproductive health”, in cui ha realizzato uno studio in vitro, dal quale è emerso che alcuni interferenti endocrini possono danneggiare la salute riproduttiva della donna ma anche dell’uomo: questo può far sì che i trattamenti di riproduzione assistita possano fallire.

Per la prima volta stiamo studiando le cellule endometriali in relazione agli interferenti endocrini e stiamo vedendo quale effetto producono sulle cellule delle donne. Stiamo, inoltre, studiando i livelli di questi interferenti endocrini nelle pazienti delle nostre cliniche per capire esattamente quanto possa essere potenzialmente dannoso il livello di interferente endocrino per l’apparato riproduttivo delle nostre pazienti” – ha affermato Francisco Domínguez, ricercatore della Fondazione IVI.

Il focus sul tema degli interferenti endocrini è fondamentale perché è importante che le donne sappiano che devono controllare un altro fattore prima di sottoporsi ad un trattamento di riproduzione assistita. Infatti, se il livello di uno degli interferenti endocrini è troppo alto, i ginecologi o gli specialisti nel campo della riproduzione assistita daranno informazioni alle pazienti su come migliorare o ridurre questi stessi livelli, proprio per rendere più efficace il trattamento” – ha affermato Daniela Galliano, Direttrice del Centro IVI di Roma.

 

Fumare può ridurre il successo di un trattamento di fecondazione assistita

Oggi si celebra la Giornata Mondiale Senza Tabacco, importante momento per riflettere sull’impatto nocivo che il fumo può avere sulla salute.

In occasione di questa iniziativa fortemente voluta dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), IVI (Istituto Valenciano di Infertilità) invita le donne che aspettano un bimbo e quelle che lo stanno cercando a spegnere subito la sigaretta e ad avere un corretto stile di vita per salvaguardare la propria fertilità.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, ogni anno sono sei milioni le vittime dell’epidemia di tabagismo1. In Italia ci sono 11 milioni di fumatori, che corrispondono al 21% della popolazione. Gli uomini sono 6,3 milioni, le donne 4,6 milioni. Ogni anno nel nostro Paese muoiono fra le 73.000 e le 80.000 persone per malattie legate al fumo.

Il Registro Nazionale Procreazione Medicalmente Assistita dell’Istituto Superiore di Sanità informa che le donne che fumano sono meno fertili, hanno un indice di fecondabilità (possibilità di concepire per ciclo) ridotto, e impiegano più tempo a restare incinte (in media più di un anno). Il fumo, infatti, è dannoso per le ovaie femminili, perché le sostanze tossiche come la nicotina alterano la motilità tubarica ostacolando il trasporto degli ovociti e l’incontro con gli spermatozoi. Inoltre, provoca la diminuzione della produzione di progesterone con alterazione del ciclo mestruale e modifica dell’endometrio ostacolando l’annidamento dell’ovocita fecondato. Oltre a ciò si registra nelle donne fumatrici un anticipo della menopausa2.

Le coppie che hanno a che fare con problemi legati all’infertilità devono essere coscienti che accendere una sigaretta significa ridurre anche la possibilità di successo della procreazione medicalmente assistita. Le fumatrici infatti rischiano di rispondere poco alla stimolazione ormonale, oltre a avere già una bassa riserva ovarica a causa del fumo. Questo quindi comporterebbe il rischio di recuperare minori quantità di ovociti e, di conseguenza, di avere una bassa percentuale di tassi di gravidanza. A quante vogliono diventare mamme è fondamentale ripetere di eliminare la nicotina dalla propria vita. Anche se cercata per vie naturali, fumare può determinare un ritardo della gravidanza di un anno” – commenta Daniela Galliano, Direttrice del Centro IVI di Roma.

La gravità del danno dipende da quante sigarette e da quanto tempo una donna fuma: danni sono stati accertati con 20 o più sigarette al giorno, ma effetti negativi ci sono anche con 10. Il fumo, inoltre, è associato ad un aumento di aborti spontanei, al rischio di parti pretermine e di gravidanze extrauterine e alla nascita di bambini con peso più basso della norma2.

Inoltre non dobbiamo dimenticare il recente studio cinese che ha indagato i potenziali danni per le donne in gravidanza se il proprio compagno è un fumatore. Lo studio “Parental smoking and the risk of congenital heart defects in offspring: An updated meta-analysis of observational studies3 ha infatti messo in luce come il nascituro possa soffrire di difetti cardiaci qualora il papà accenda una sigaretta accanto alla propria compagna durante la gravidanza” . – conclude Daniela Galliano, Direttrice del Centro IVI di Roma.

 

1:https://www.fondazioneveronesi.it/magazine/articoli/fumo/fumo-di-sigaretta-le-risposte-ai-dubbi-degli-studenti

2:http://old.iss.it/rpma/index.php?lang=1&id=138&tipo=22

3:https://journals.sagepub.com/doi/full/10.1177/2047487319831367

 

Per la Festa della Mamma, l’impegno di IVI per le donne che desiderano la maternità

Oggi 12 maggio si celebra in Italia la Festa della Mamma. Per molte donne che stanno affrontando le sfide dell’infertilità questa ricorrenza rappresenta molto di più rispetto ad una semplice domenica di primavera.

Da circa 30 anni in prima linea nella ricerca scientifica, l’Istituto Valenciano di Infertilità (IVI) rappresenta un punto di riferimento per le coppie con problemi di infertilità e da sempre è al fianco delle donne che desiderano provare la gioia della maternità. Grazie, soprattutto, a tecniche all’avanguardia e al supporto di specialisti della fertilità che possono vantare una grande competenza in diversi settori: dalla preservazione della fertilità alla ricerca sull’utero e sul trattamento delle cellule staminali fino al ringiovanimento ovarico e alla genetica.

La festa della mamma celebra una relazione unica e preziosa, per le madri che già lo sono e per quelle che lo saranno, anche grazie al nostro aiuto. IVI è un centro leader nella medicina riproduttiva, con più di 30 cliniche presenti in Spagna e oltre 65 in tutto il mondo. I nostri successi nel campo della fecondazione assistita sono testimoniati anche dalle 23.354 telefonate fatte nel 2018 per comunicare la positività dei test di gravidanza – ha dichiarato Daniela Galliano, Direttrice del Centro IVI di Roma.

Secondo la Relazione annuale sullo stato di attuazione della Legge 40/2004 in materia di Procreazione medicalmente assistita (Pma), in Italia nel 2016 sono state trattate 77.522 coppie sia con tecniche di I livello (inseminazione semplice) sia di II e III livello (fecondazione in vitro); 97.656 i cicli iniziati e 13.582 i bambini nati vivi, che rappresentano il 2,9% di tutti i nati vivi nel 2016 nel nostro Paese.

Le nostre cliniche offrono alle future madri trattamenti personalizzati come l’inseminazione artificiale, la fecondazione in vitro e l’ovodonazione per tutelare la salute della donna e del bambino. Anche in un giorno così speciale come la festa della mamma vogliamo ribadire che siamo al fianco di quelle donne che lottano quotidianamente per diventare genitori e, allo stesso tempo, ottenere le migliori percentuali di gravidanza con bambini sani” – ha concluso Daniela Galliano.

 

Alimentazione e gravidanza: utili consigli alle donne che vogliono diventare madri

Gravidanza e allattamento costituiscono le basi dello sviluppo umano.

In tutti e due i cicli l’importanza dell’alimentazione della donna assume un ruolo fondamentale e imprescindibile.

Chiunque sia incinta e improvvisamente responsabile di una piccola creatura si preoccupa della propria dieta.

E giustamente, perché la donna in stato interessante nutre il nascituro dal suo sangue attraverso il cordone ombelicale. Tuttavia, questo non significa che una donna incinta debba improvvisamente aumentare la sua alimentazione.

Occorre, al contrario, porre un’attenzione estrema all’equilibrio nutrizionale della madre durante il periodo di gestazione per salvaguardare la propria salute e quella del nascituro.

Infatti, se naturalmente durante la gravidanza un aumento di peso è fisiologico, in alcuni casi, quando questo aumento risulti eccessivo, si può andare incontro a vari problemi sia per la madre che per il bambino.

La consulenza del proprio ginecologo ed uno schema alimentare personalizzato offriranno una corretta e precisa informazione sugli alimenti consentiti e su quelli da evitare.

L’IVI, Istituto Valenciano di Infertilità è, dal 1990, anno della sua fondazione, all’avanguardia in tutto il mondo nel campo della Riproduzione assistita, la Conservazione della fertilità e lo sviluppo di trattamenti di fecondazione in vitro e utilizza il suo know-how anche per consigli e suggerimenti sull’alimentazione relativa alla gestazione e all’allattamento del bambino.

Per il sano sviluppo dell’embrione si consiglia una dieta estremamente varia evitando quei cibi che possono aumentare il rischio di toxoplasmosi, quali pesce crudo, molluschi, crostacei, carni poco cotte ed anche insaccati, pollame e selvaggina. Al contrario sono indicati carne ben cotta e pesci delicati come sogliola e merluzzo cucinati al vapore” – ricorda Daniela Galliano, Direttrice del Centro IVI di Roma.

Per le uova ed il latte le raccomandazioni consigliano di consumare le prime ben cotte e con il tuorlo ben addensato al fine di evitare il rischio di salmonellosi. Si deve poi assumere il latte solo dopo accurata bollitura per evitare infezioni batteriche quali l’Escherichia coli.

Frutta e verdura sono ammesse nella dieta ma occorre lavare e sbucciare la frutta e lavare accuratamente la verdura – afferma Daniela Galliano.

Innumerevoli, inoltre, sono i consigli su ciò che è assolutamente da evitare.

Le bevande alcoliche sono tabù durante la gravidanza. L’alcool può arrecare gravi danni al bambino o causare aborto. Dal momento che la quantità critica sembra essere individualmente diversa, è meglio astenersi completamente dall’alcool. La caffeina in grandi quantità può anche influenzare lo sviluppo del bambino e il peso alla nascita – continua Daniela Galliano.

E quando il bambino è nato, cosa devono fare le neo mamme per garantire al proprio figlio il migliore allattamento?

Le mamma non devono seguire una dieta specifica. E’ però consigliabile l’assunzione di proteine, lipidi e glucidi, oltre a frutta fresca e verdure. E’ inoltre fondamentale bere almeno 2 litri e mezzo di acqua al giorno, mentre sono da evitare il fumo, i superalcolici e la birra e non bisogna superare le 2 tazzine di caffè al giorno. Per il benessere del lattante sarebbe meglio dire ‘no’ anche a selvaggina frutta secca crostacei, fragole, arachidi e cioccolata ed evitare cavoli, aglio, cipolle, pepe e peperoncino” – conclude Daniela Galliano.

L’IVI è al fianco delle future madri con il suo blog, un vero e proprio vademecum, ricco di informazioni e suggerimenti utile alla soluzione dei loro innumerevoli dubbi.

 

 


Edizione genetica di embrioni e ulteriori passi avanti della medicina riproduttiva

Il Palazzo dei Congressi di Mallorca ha ospitato dal 4 al 6 aprile scorso, la 8th International IVIRMA Congress sulla Medicina Riproduttiva, un congresso biennale nel quale si sono incontrati più di 1.600 specialisti di 71 Paesi. All’incontro erano presenti il Presidente del Congresso e Direttore di IVI Mallorca, Javier Marqueta, il Direttore Scientifico, Juan Antonio García-Velasco, e Dagan Wells, membro del comitato scientifico.

Ci fa sentire orgogliosi ricevere a Mallorca i maggiori rappresentanti della ricerca e delle buone pratiche in riproduzione assistita. IVI è nato e cresciuto grazie al nostro impegno nella scienza, nel mantenere le nostre strutture, tecniche e personale di alto livello; e tutto questo è realizzabile solo facendo della ricerca un pilastro fondamentale” – ha dichiarato Javier Marqueta, Presidente del Congresso.

Durante il Congresso sono state trattate le ultime scoperte e tendenze nel campo della medicina riproduttiva, come l’edizione genetica degli embrioni, l’influenza del metabolismo sulla fertilità e lo studio delle vescicole extracellulari come elemento di indagine per migliorare la selezione degli embrioni.

Edizione dopo edizione, vediamo aumentare l’interesse a partecipare al nostro Congresso, motivo in più per portare i migliori ricercatori e, in questo modo, potersi confrontare sulle ultime tendenze in questo campo”ha evidenziato  Juan Antonio García-Velasco, Direttore Scientifico.

 

Edizione genetica di embrioni

Come nell’ultima edizione, che ha messo in evidenza la presentazione di Juan Carlos Izpisúa sulle possibilità della terapia genica per rallentare l’invecchiamento e curare le malattie congenite, l’edizione genetica ha avuto un ruolo importante, questa volta con Dagan Wells, membro del comitato scientifico del 8th International IVIRMA Congress.

Questa tecnica si realizza grazie alla tecnologia CRISPR, che – come se si trattasse di forbici molecolari – permette di sostituire le parti danneggiate del DNA (che possono portare malattie ereditarie), con parti sane. Così, analizzando le cellule dell’embrione prima che venga trasferito nell’utero materno, è possibile scoprire e perfino correggere queste alterazioni, aumentando le probabilità di gravidanza di un bambino sano.

Per ora, si tratta di una tecnica che nel gruppo IVI studieremo, non perché ne contempliamo la sua applicazione clinica nell’immediato futuro, bensì perché ci permetterà di rispondere a delle domande di base della biologia e dello sviluppo degli embrioni umani. Inoltre tecnicamente è molto più pratico realizzare questa analisi negli embrioni di poche cellule che nei bambini o negli adulti, che hanno milioni di cellule” – ha commentato Daniela Galliano, Direttrice del Centro IVI di Roma.

Questo tipo di progressi generano grandi contrasti sociali, come abbiamo visto da poco con la notizia della nascita di una bambina cinese il cui DNA era stato modificato. Incontri come IVIRMA Congress sono utili per il dibattito sui benefici e sui problemi, anche etici, che possono portare i progressi tecnologici come l’edizione genetica, ed è in questo senso che diventa fondamentale la partecipazione della comunità scientifica” – ha spiegato Dagan Wells, membro del comitato scientifico.

 



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