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Cheratosi Attinica il più frequente tumore non melanoma della pelle: monitoraggio costante e trattamento sempre consigliati

La cheratosi attinica, detta anche cheratosi solare o cheratosi senile, è una neoformazione pre-cancerosa, classificata dal Ministero della Salute tra i tumori della pelle e per tale motivo il suo monitoraggio e trattamento sono sempre consigliati. Ne è colpita la popolazione prevalentemente maschile (34,3%) rispetto a quella femminile (20%)1 e oltre il 60% dei carcinomi squamocellulari, (detti anche spinocellulari o spinaliomi), tumori invasivi della cute, risultano derivare da cheratosi attiniche2. Riconoscere questa malattia e intervenire tempestivamente è fondamentale per prevenire l’insorgenza di tumori invasivi della pelle.

Le cheratosi attiniche, si presentano generalmente come macchie di colore rosa-rosso o lesioni della pelle ricoperte da squame o croste ruvide al tatto di colore bruno-rossastro che possono provocare prurito o bruciore oppure essere del tutto asintomatiche. In genere, ciascuna lesione può raggiugere le dimensioni di 1-2,5 cm di diametro e si manifesta nelle aree del corpo più frequentemente esposte al sole, quali viso, cuoio capelluto, dorso delle mani, avambracci, spalle, decolté. L’esposizione solare rappresenta proprio uno dei principali fattori di rischio per lo sviluppo di cheratosi attiniche, oltre all’età avanzata, il sesso maschile, la carnagione chiara e tutte le condizioni di immunodepressione. Questa malattia, seppur molto comune, non è da sottovalutare in quanto risulta essere un marker del rischio di sviluppare forme tumorali invasive quali i carcinomi squamocellulari (detti anche spinocellulari o spinaliomi), più frequenti nei casi di lesioni multiple. L’alta incidenza della cheratosi attinica e il rischio di progressione in forme tumorali invasive rende necessario, oltre alla prevenzione, mediante soprattutto l’utilizzo di idonee protezioni solari per evitare l’insorgenza della malattia, il trattamento tempestivo delle lesioni per evitarne la progressione” – spiega Ketty Peris, Direttore dell’Istituto di Dermatologia Università Cattolica del Sacro Cuore Policlinico Gemelli di Roma.

Per aiutare le persone a conoscere meglio questa malattia, e rivolgersi ad un dermatologo, è nato un nuovo portale informativo: www.lacheratosiattinica.it, con il supporto non condizionato di Galderma. Oltre alle informazioni generali sulla malattia, sul sito è possibile trovare indicazioni circa i trattamenti e le diverse terapie utilizzate.

Le terapie e i trattamenti per combattere le cheratosi attiniche, si differenziano per efficacia, effetti collaterali, tollerabilità, esito cicatriziale/estetico della cute trattata, area massima trattabile e durata complessiva della terapia. Ci sono trattamenti volti ad eliminare le singole lesioni, quali procedure ablative che distruggono il tessuto come la crioterapia con azoto liquido, la laserterapia o la rimozione chirurgica, indicata per lesioni più spesse o quando è necessaria la conferma istologica per escludere un carcinoma squamocellulare.. In genere, si è però maggiormente a favore dei trattamenti che consentono di trattare non solo la singola lesione ma anche la cute circostante, ossia il campo di cancerizzazione, in quanto permettono di trattare anche lesioni non evidenti prevenendo così l’insorgenza di nuove lesioni o di recidive. Queste terapie sono generalmente delle creme o gel con diversi principi attivi che possono essere applicate direttamente sull’area della cute interessata. Esiste anche un farmaco topico, il cui principio attivo è in grado di distruggere le cellule tumorali solo dopo che è stato attivato grazie ad  una fonte luminosa che può essere una lampade a raggi rossi (terapia fotodinamica convenzionale) o la luce solare (terapia fotodinamica in daylight)” – illustra Piergiacomo Calzavara Pinton, Presidente SIDeMaST.

Il nuovo sito ospita anche una sezione che consente alle persone di cercare il dermatologo più vicino a loro.

1Fargnoli, Maria Concetta, et al. “Prevalence and risk factors of actinic keratosis in patients attending Italian dermatology clinics.” European Journal of Dermatology 27.6 (2017): 599-608.

2Feldman SR. Progression of actinic keratosis to squamous cell carcinoma revisited: clinical and treatment implications. Cutis 2011; 87: 201-207.


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Troppo sole e scottature per un bambino italiano su 4

In Italia un bambino su 4 ha riportato almeno una scottatura solare nel corso della propria vita e in un caso su 10 si tratta di una scottatura recente. Grazie alle campagne di sensibilizzazione, rispetto al passato c’è maggiore consapevolezza sui danni del sole, l’85% dei bambini utilizza creme solari ad alto fattore di protezione, ma questi progressi lasciano ancora “scoperta” una quota consistente della popolazione – tra il 15 e il 20% – refrattaria a proteggersi con creme, magliette o cappellini.

Il 21 marzo scorso sono stati presentati i risultati de “Il Sole per amico”, la più grande campagna di prevenzione primaria sul melanoma mai realizzata in Italia, promossa a partire dal 2015 da IMI – Intergruppo Melanoma Italiano, con la collaborazione del Ministero dell’Istruzione, il patrocinio del Ministero della Salute e dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), resa possibile grazie a un’erogazione di Merck & Co., per il tramite della sua consociata italiana MSD.

Fulcro della campagna, insieme ad attività di sensibilizzazione sulla popolazione generale che hanno avuto come testimonial Licia Colò e hanno raggiunto i cittadini attraverso il web, nelle stazioni ferroviarie, sulle spiagge, è stato un progetto educazionale sulla corretta esposizione al sole per gli alunni delle scuole primarie e le loro famiglie, che nell’arco di due anni scolastici ha coinvolto 300 scuole di 11 Regioni, circa 50.000 alunni e oltre 4.000 docenti. Nell’ambito del progetto, IMI e GISED – Gruppo Italiano Studi Epidemiologici in Dermatologia hanno condotto uno studio epidemiologico su oltre 12.000 bambini e le rispettive famiglie e sono stati inoltre i due concorsi che hanno coinvolto migliaia di bambini nella realizzazione di disegni, temi, recite ispirati ai contenuti della campagna.

La campagna e il progetto educazionale “Il Sole per amico” sono stati voluti da IMI per contrastare la diffusione del melanoma, che sta diventando sempre più frequente tra i giovani adulti di 20-30 anni di età, e ormai rappresenta il secondo tumore per incidenza nella popolazione maschile e il terzo in quella femminile al di sotto dei 50 anni insieme ad altre iniziative di sensibilizzazione, questa campagna potrà avere un impatto positivo a lungo termine nel ridurre l’incidenza del melanoma e, insieme al miglioramento della diagnosi precoce, contribuire alla diminuzione della mortalità – ha affermato Giuseppe Palmieri, Presidente IMI – Intergruppo Melanoma Italiano e Responsabile Unità di Genetica dei Tumori, Istituto di Chimica Biomolecolare, ICB-CNR Sassari.

L’idea di realizzare questa iniziativa nasce dalla consapevolezza dell’importanza di far crescere l’attenzione dell’opinione pubblica sul melanoma e sui rischi legati ad una non corretta esposizione, coinvolgendo in particolare i bambini in età scolare e le loro famiglie questa campagna di sensibilizzazione sulla prevenzione primaria, tra le più importanti mai realizzate in Italia, ha insegnato a bambine e bambini delle scuole elementari le regole fondamentali per l’esposizione al sole in modo da ridurre il rischio che sviluppino melanoma in età adulta. Gli strumenti educazionali predisposti per il progetto sono stati adottati da tutte le Regioni per lo svolgimento di attività di prevenzione primaria del melanoma, e questo significa che “Il Sole per amico” lascerà una traccia duratura – ha dichiarato Paola Queirolo, Ideatrice della campagna e Presidente Uscente IMI, UOC Oncologia Medica all’IRCCS-AOU San Martino-IST di Genova.

Il melanoma è il più aggressivo e temuto tumore della pelle, con un’incidenza più che raddoppiata negli ultimi 30 anni: in Italia sono oltre 100.000 le persone colpite e circa 13.000 i nuovi casi ogni anno. L’esposizione ai raggi UV del sole e delle fonti artificiali è il principale fattore di rischio.

I bambini sono stati i destinatari principali dell’iniziativa di sensibilizzazione promossa da IMI in quanto fascia di popolazione più a rischio per il melanoma: le scottature prese nell’infanzia sono un fattore di rischio perché la pelle “memorizza” il danno ricevuto e può innescare il processo patologico anche a diversi anni di distanza.

Le scuole primarie sono state il canale naturale per raggiungere il target dei bambini e coinvolgere attraverso di loro anche le famiglie nella diffusione della cultura della prevenzione:

La grande risposta delle scuole a questa iniziativa è un’ulteriore prova della vitalità del mondo scolastico, della sua efficienza organizzativa, della sua apertura a temi che arricchiscono l’offerta formativa, di cui è parte integrante anche la conoscenza dei corretti comportamenti che favoriscono la prevenzione di importanti malattie tra le misure di prevenzione collegate alla frequenza scolastica non possiamo non considerare anche le vaccinazioni, uno dei maggiori strumenti che abbiamo a tutela della salute dei ragazzi, soprattutto quelli più deboli – ha affermato Vito De Filippo, Sottosegretario di Stato del Ministero dell’Istruzione.

L’iniziativa dell’IMI, che ha recepito una delle indicazioni del Piano Nazionale della Prevenzione 2014-2018, relativa alla realizzazione di campagne di comunicazione sui rischi dell’eccessiva esposizione ultravioletta solare e artificiale, ha visto anche il coinvolgimento del mondo politico attraverso il promotore istituzionale della campagna Federico Gelli, Membro XII Commissione “Affari Sociali”, Camera dei Deputati:

Ho accettato di presentare la campagna ai miei colleghi parlamentari perché sono pienamente consapevole dell’impatto del melanoma, un tumore della pelle troppo spesso sottovalutato che rappresenta una crescente emergenza socio-sanitaria. Bisogna riservare altrettanto impegno ad altre forme di prevenzione delle patologie oncologiche, come le vaccinazioni, nonché al momento della cura di queste patologie, sostenendo scelte di politica sanitaria che aiutino i medici e i pazienti garantendo loro un accesso equo alle terapie innovative”.

Siamo orgogliosi di aver sostenuto questo progetto, il più grande mai realizzato nel suo genere, grazie al quale è stata scritta una pagina importante nell’educazione e nella prevenzione del melanoma, con l’auspicio che i bambini di oggi, ben informati, possano essere gli adulti di domani liberi dalla patologia anche in questa iniziativa abbiamo portato la visione avanzata e olistica di MSD nell’approccio ai tumori, basata su due pilastri: la grande innovazione dell’immunoterapia oncologica e la prevenzione attraverso la vaccinazione, un’opportunità un tempo impensabile che riguarda in particolare le nuove generazioni. Sensibilizzazione ed educazione da un lato, vaccinazione dall’altro sono quindi i due aspetti, complementari e integrati, della prevenzione che MSD è impegnata a offrire a tutti i nostri ragazzi” – ha affermato Nicoletta Luppi, Presidente e Amministratore Delegato di MSD Italia.

Le attività educazionali si sono articolate in incontri in Aula magna, con lezioni frontali tenute da insegnanti e specialisti, a cui hanno fatto seguito attività in classe gestite dagli insegnanti, che si sono avvalsi di supporti cartacei e multimediali, compreso un sito web, realizzati con un linguaggio semplice e creativo, con la partecipazione di tre “testimonial” di fantasia, i due ragazzi Geo e Gea, e l’alieno Rey.

Alla luce dell’adesione delle scuole, della partecipazione dei ragazzi, dell’impianto solido del progetto educazionale e della qualità didattica delle risorse utilizzate, il Ministero dell’Istruzione intende continuare la collaborazione avviata con i promotori in vista di una prosecuzione del progetto nei prossimi anni, coinvolgendo le Regioni non ancora raggiunte” – ha dichiarato Maria Costanza Cipullo, Direzione Generale per lo Studente, l’Integrazione e la Partecipazione, Ministero dell’Istruzione.

Le future iniziative di sensibilizzazione potranno far leva sui risultati dello studio epidemiologico condotto da IMI e GISED sulla consapevolezza del melanoma e della corretta esposizione al sole nella popolazione, dal quale emerge che il 25,5% dei bambini ha riportato almeno una scottatura solare nel corso della vita, con una maggiore incidenza tra gli alunni del Sud e le isole (28,2%) e il 9,4% dei bambini almeno una scottatura nei dodici mesi prima della rilevazione. Circa l’85% del campione utilizza qualche volta o sempre creme solari, il 73,5% il cappellino, il 73,6% la maglietta, il 54,2% gli occhiali da sole. Permane quindi uno “zoccolo duro” di popolazione (circa il 15%) che manifesta livelli non adeguati di consapevolezza e comportamenti non idonei riguardo all’uso di lettini abbronzanti, protezione solare e storia di conseguenti ustioni.

I risultati ottenuti ci suggeriscono come pianificare interventi futuri, orientati soprattutto sui gruppi di popolazione refrattari: persone di livello socioeconomico medio-basso, poco informate sulla salute, che fanno uso frequente di lettini e lampade abbronzanti. Uno dei dati interessanti della ricerca è proprio la correlazione tra uso di lettini solari per l’abbronzatura da parte dei genitori ed eccessiva esposizione solare nei loro figli” –  ha sostenuto Luigi Naldi, Presidente Centro Studi GISED, Gruppo Italiano Studi Epidemiologici in Dermatologia, e Dermatologo presso l’Azienda Ospedaliera Papa Giovanni XXIII, Bergamo.

Il confronto con uno studio analogo condotti dal Gruppo GISED nel biennio 2000-2002 mostra che il comportamento degli italiani rispetto all’esposizione solare è migliorato negli ultimi 15 anni, con una diminuzione del numero di scottature riportate nei 12 mesi precedenti passate dal 13,8% al 9,4% mentre l’uso di schermi solari è aumentato dal 71% nel 2002 all’85% nel 2016. Dati che confermano la necessità di promuovere campagne educative non sporadiche in un arco di tempo prolungato per ottenere cambiamenti significativi in termini di comportamenti corretti nell’esposizione solare.

Oltre 100 gli specialisti – dermatologi, oncologi, chirurghi – afferenti al GIPMe, Gruppo Italiano Polidisciplinare sul Melanoma, che insieme a quelli dell’IMI e del GISED hanno gestito la formazione, prima per i docenti e poi per i bambini:

A colpirci maggiormente è stato l’autentico entusiasmo con il quale i bambini ci hanno accolto e l’interesse con cui hanno seguito le spiegazioni dei medici. Entusiasmo che i bambini hanno poi confermato attraverso i lavori che sono stati chiamati a realizzare per i concorsi, mostrando nei loro elaborati di aver bene compreso e decodificato i temi del progetto” – ha affermato Marco Simonacci, Coordinatore Nazionale GIPMe.

Apprendere da piccoli le regole che servono ad esporsi con giudizio al sole e a difendere la pelle, significa ridurre il rischio di tumori cutanei per tutta la vita:

Il concetto più importante trasmesso ai bambini delle scuole primarie riguarda l’importanza di seguire le regole della fotoprotezione, tra le quali le principali sono evitare le esposizioni eccessive e le conseguenti scottature soprattutto se si ha un fototipo 1 o 2, esporsi sempre gradualmente, evitare di farlo nelle ore centrali della giornata, utilizzare indumenti quali cappello con visiera, camicia o maglietta e occhiali da sole, usare creme solari adeguate al proprio fototipo” – ha commentato Ignazio Stanganelli, Referente per la Dermatologia di IMI e Presidente eletto IMI, Professore Associato all’Università degli Studi di Parma e Responsabile del Centro di Oncologia Dermatologica IRST Romagna.

 


Melanoma: approvata in Italia la prima combinazione di terapie target per il trattamento delle forme avanzate

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L’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha approvato la prima combinazione di due terapie target, cobimetinib e vemurafenib, per il trattamento dei pazienti adulti con melanoma non operabile o metastatico, positivi alla mutazione del gene BRAF V600. La combinazione delle due molecole ha ricevuto il via libera in Europa a novembre 2015 in base ai dati dello studio coBRIM, che ha evidenziato come i pazienti con melanoma avanzato con mutazione BRAF V600 non trattati precedentemente possano vivere più di un anno senza peggioramento della malattia.

L’approvazione da parte di AIFA della combinazione vemurafenib-cobimetinib rappresenta un grande passo in avanti per tutti i pazienti italiani affetti da melanoma metastatico BRAF mutato. I risultati ottenuti con la combinazione di vemurafenib e cobimetinib segnano una svolta importante: basti pensare che siamo passati da un tasso di sopravvivenza nel melanoma avanzato o metastatico che, fino a poco tempo fa, si misurava in mesi, ai risultati attuali che finalmente ci permettono di parlare di anni. Tutto questo, in uno scenario in cui la ricerca continua a fare importanti passi in avanti con l’obiettivo, come succede già per altri tipi di tumore, di riuscire a cronicizzare la malattia” – ha commentato Paola Queirolo, Presidente dell’Intergruppo Melanoma Italiano (IMI) e Responsabile DMT Melanoma e Tumori Cutanei – IRCCS San Martino-IST di Genova.

Lo studio di fase III coBRIM ha coinvolto 495 persone e ha mostrato come i pazienti con melanoma avanzato con positività alla mutazione BRAF V600 non trattati in precedenza che venivano trattati con l’inibitore MEK cobimetinib in combinazione con vemurafenib vivevano in media 1 anno (12,3 mesi) senza peggioramento della malattia o morte (progression-free survival, PFS) rispetto ai 7,2 mesi con il solo vemurafenib. La percentuale oggettiva di risposta con la combinazione è stata del 70%, rispetto al 50% nel braccio con vemurafenib.

Un’ulteriore analisi dello studio coBRIM conferma l’efficacia della combinazione anche in termini di sopravvivenza globale (OS). La mediana di OS per i pazienti trattati con questa combinazione è stata di 22.3 mesi (95% CI 20·3–non stimabile) contro i 17.4 mesi (95% CI 15·0–19·8) dei pazienti trattati con il solo vemurafenib1.

Negli ultimi 5 anni la ricerca ha compiuto importanti passi in avanti per il trattamento del melanoma, riscrivendo i libri di medicina e la storia naturale della malattia, ma numerose sono ancora le sfide per migliorare la prognosi di questi pazienti per questo motivo l’IMI, che da sempre vuole essere il punto di riferimento per questa patologia, continua a promuovere la ricerca attraverso numerosi protocolli di studio e momenti formativi di aggiornamento per tutti gli specialisti. Il più importante di questi appuntamenti è il prossimo Congresso Nazionale che si terrà a Ragusa dal 13 al 15 novembre e che è giunto già alla sua ventiduesima edizione” – ha aggiunto la dott.ssa Queirolo.

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Medicinale sottoposto a monitoraggio addizionale. Ciò permetterà la rapida identificazione di nuove informazioni sulla sicurezza. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta. Vedere il Riassunto Caratteristiche Prodotto per informazioni sulle modalità di segnalazione delle reazioni avverse.

1. P. Ascierto – Lancet Oncol 2016; 17: 1248–60


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Tumori della pelle: informazione e prevenzione fondamentali per le categorie a rischio

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Vivere o lavorare sotto al sole aumenta il rischio di sviluppare tumori della pelle, melanoma e non. Tutta la popolazione, e in particolare le persone maggiormente esposte al sole per motivi professionali, deve essere sensibilizzata sui rischi dei raggi ultravioletti e sull’importanza di sottoporsi con regolarità a visite dermatologiche.

A confermarlo, i risultati della campagna nazionale di prevenzione “L’amore per il mare è nella nostra pelle” nell’ambito della quale è stata condotta un’attività di screening dermatologico che ha coinvolto 921 tra donne e uomini della Marina Militare con un risultato di 217 casi riscontrati di cheratosi attiniche, pari al 23,5% del campione esaminato.

La grande adesione del personale della Marina Militare ha permesso, oltre che di effettuare un’opera di sensibilizzazione, anche di giungere alla diagnosi di casi di lesioni da cheratosi attiniche e di altri tumori della pelle non ancora giunti all’osservazione degli specialisti.

La campagna “L’amore per il mare è nella nostra pelle” è stata promossa dalla Società Italiana di Dermatologia Allergologica Professionale e Ambientale (SIDAPA) come progetto pilota in Puglia, ed è proseguita a livello nazionale grazie alla Società Italiana di Dermatologia (SIDeMaST), in entrambi i casi insieme alla Marina Militare e con il sostegno incondizionato di LEO Pharma, azienda multinazionale leader in Dermatologia.

I risultati sono stati presentati il 21 settembre scorso a Roma in conferenza stampa alla presenza dei promotori della campagna e dell’On. Domenico Rossi, Sottosegretario di Stato del Ministero della Difesa e di Antonio Federici, Dirigente Medico della Direzione Generale Prevenzione Sanitaria del Ministero della Salute.

La SIDeMaST ha tra gli scopi principali quello di promuovere la cultura della prevenzione e di ampliare la conoscenza di tutte le patologie cutanee per questo abbiamo ritenuto strategico promuovere il prosieguo della campagna nazionale sui tumori della pelle “L’amore per il mare è nella nostra pelle”, avviata da SIDAPA in Puglia, con un partner di pregio come la Marina Militare e con il supporto di LEO Pharma. Nonostante in questi ultimi anni siano state svolte numerose campagne informative per aumentare la consapevolezza delle persone sulla pericolosità del melanoma e sui corretti approcci per prevenirlo e diagnosticarlo, molto resta ancora da fare. In particolare tutto ciò è importante, non solo per il melanoma, ma soprattutto per i tumori non melanoma” – ha dichiarato Ketty Peris, Professore Ordinario di Dermatologia e Direttore della Clinica Dermatologica dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma.

Gli uomini e le donne di mare si sono sottoposti a visita dermatologica gratuita dopo essere stati informati sulle principali patologie cutanee attraverso incontri educazionali ospitati nelle sedi della Marina Militare: a Taranto il 19 gennaio 2016 all’Ospedale Militare, a Bari il 16 febbraio presso la Capitaneria di Porto, a Brindisi nella Caserma Carlotto il 18 febbraio, a Napoli nella Base Navale il 14 giugno, a La Spezia, presso il Comprensorio Bruno Falcomatà e a Roma, nella Caserma Grazioli Lante, il 15 giugno, per concludersi ad Augusta il 23 giugno presso il Comprensorio Terravecchia Marisicilia.

L’Ispettorato di Sanità della Marina Militare ha accolto con grande favore la proposta delle due società scientifiche, SIDAPA prima e SIDeMaST poi, di organizzare questa importante campagna di screening e ne ha pubblicizzato da subito sui canali interni di informazione la realizzazione al fine di coinvolgere e sensibilizzare il personale a partecipare agli eventi che sono stati organizzati presso le infermerie presidiarie della Marina e con il coinvolgimento degli Ufficiali medici specialisti in Dermatologia, implementando così una delle principali mission della Sanità di Marina, e cioè di fare informazione e prevenzione” – ha dichiarato Enrico Mascia, Capo del Corpo Sanitario della Marina Militare.

Il progetto pilota in Puglia si è reso possibile grazie all’impegno e alla sensibilità di SIDAPA.

La nostra Società Scientifica si occupa di problemi dermatologici e allergologici legati a motivi professionali e ambientali dal momento che è ben nota la correlazione tra esposizione ai raggi ultravioletti e insorgenza di tumori della pelle, abbiamo deciso di farci promotori di una campagna che mettesse in risalto l’importanza di proteggere la pelle e di fare prevenzione attraverso la sensibilizzazione delle categorie a rischio. È necessario, infatti, attuare screening per individuare le lesioni che possono trasformarsi in forme maligne e il cui sviluppo è favorito proprio nei soggetti a rischio. Per questa ragione la scelta di fare prevenzione è caduta su una categoria professionale come quella del personale della Marina, che per la peculiare attività lavorativa all’aria aperta è particolarmente esposta alle radiazioni solari” – ha sostenuto Caterina Foti, Presidente SIDAPA.

A seguito del successo riscontrato negli screening pugliesi SIDeMaST ha deciso di estendere l’iniziativa a livello nazionale con l’obiettivo di avere dei dati rilevanti sull’incidenza dei tumori della pelle in una categoria particolarmente a rischio.

In generale sono stati diagnosticati alcuni casi di tumore della pelle, ma l’aspetto sicuramente nuovo e importante che è emerso da questa campagna è che la percentuale di cheratosi attiniche nella popolazione della Marina Militare è il 23,5% questo dato è molto superiore rispetto a quello che conoscevamo fino a poco tempo fa, ed è in linea con quanto recentemente riscontrato in alcuni studi sulla popolazione italiana. Tutto ciò significa che occorre ancora molto lavoro d’informazione, prevenzione e cura sulla cheratosi attinica, che di fatto è una lesione tutt’ora molto sottovalutata e sotto-diagnosticata” – ha sottolineato la professoressa Peris.

In particolare nel personale di Marina coinvolto nello screening sono stati riscontrati fino a 5 focolai di cheratosi attinica nel 21,7% dei casi mentre nell’1,8% il numero delle lesioni attiniche ha superato la soglia delle 5 unità. Gli individui più a rischio sono risultati quelli con fototipo chiaro, tendenza alle ustioni solari, che non si abbronzano o si abbronzano poco. Le lesioni attiniche più gravi e avanzate sono state riscontrate nei soggetti più anziani che svolgevano da molti anni l’attività professionale che li espone ai raggi ultravioletti. Notevole anche la prevalenza dei segni di invecchiamento cutaneo (macchie, cheratosi seborroica, rughe profonde ed elastosi) rilevati in oltre il 40% del campione.

La cheratosi attinica rappresenta il secondo tumore della pelle per diffusione ed è in costante aumento soprattutto tra le categorie che per motivi professionali o per hobby si espongono al sole. Si tratta di una forma tumorale cutanea in situ che può evolvere in forme tumorali maligne e invasive come il carcinoma squamocellulare ed è causata dagli UVB dei raggi solari che inducono mutazioni specifiche nel DNA delle cellule cutanee.

La campagna “L’amore per il mare è nella nostra pelle” ha ricevuto il sostegno non condizionato di LEO Pharma, multinazionale danese specializzata in ambito dermatologico, che ha come obiettivo quello di aiutare le persone ad avere una pelle più sana. In oltre 100 anni di attività l’azienda ha sviluppato un portfolio di prodotti per la cura della psoriasi, della cheratosi attinica, delle infezioni cutanee, della dermatite atopica e dell’acne.

Nel caso di tumori melanoma e non, come la cheratosi attinica, la conoscenza è pressoché nulla e la cultura della prevenzione e della diagnosi precoce è ancora molto scarsa per questo in LEO Pharma siamo fieri di aver sostenuto la campagna L’amore per il mare è nella nostra pelle, che in questi mesi, grazie all’alta competenza delle società scientifiche promotrici, SIDAPA prima, e SIDeMaST poi, e al coinvolgimento e disponibilità della Marina Militare, ha sicuramente contribuito a divulgare il tema della prevenzione e la conoscenza dei tumori della pelle e dei danni causati dall’esposizione solare incongrua e reiterata” – ha affermato Paolo Cionini, General Manager di LEO Pharma Italia.


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La prevenzione primaria arriva nelle scuole: Lazio in prima linea contro il melanoma

Il sole per amico

Il Lazio, impegnato nella lotta contro i tumori grazie alle eccellenze sanitarie operanti sul territorio, aderisce alla prevenzione primaria del melanoma, il più aggressivo e temuto tumore della pelle: le scuole elementari laziali sono state scelte per ospitare la sesta tappa del progetto educazionale di prevenzione primaria nell’ambito della campagna “Il Sole per amico”, promossa da IMI – Intergruppo Melanoma Italiano in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione e con il patrocinio del Ministero della Salute, dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica – AIOM e della Regione Lazio, resa possibile grazie ad un’erogazione di Merck & Co., per il tramite della sua consociata italiana MSD.

La campagna nasce per risvegliare e far crescere l’attenzione dell’opinione pubblica sul melanoma e sui rischi legati ad una non corretta esposizione, coinvolgendo in particolare i bambini in età scolare e le loro famiglie la campagna nazionale, promossa da IMI, ha per la prima volta come protagonisti i bambini delle scuole elementari e i loro genitori, passaggio per noi cruciale considerato l’aumento dell’incidenza dei tumori della pelle proprio tra i più giovani e visto che le scottature da esposizione solare in età pediatrica rappresentano uno dei principali fattori di rischio” ha dichiarato Paola Queirolo, Presidente IMI – Intergruppo Melanoma Italiano e Responsabile DMT Melanoma e Tumori cutanei all’IRCCS AOU San Martino – IST Genova.

L’obiettivo quindi è insegnare ai più piccoli il modo giusto di prendere il sole e proteggere la propria pelle, attraverso incontri con i dermatologi e gli oncologi che entrano nelle classi, un cartoon con protagonista il simpatico alieno Rey e altri strumenti didattici.

La prevenzione primaria e la corretta educazione sono il fattore più importante di protezione contro il melanoma e rappresentano un investimento importante da parte del servizio sanitario pubblico la campagna “Il Sole per amico” in tal senso rappresenta una bella occasione di crescita della sensibilità diffusa verso il problema e di sinergia tra insegnanti e medici al fine di educare i giovani. Una campagna che ritengo molto efficace anche perché a misura di bambino, capace di coinvolgere sia i piccoli che i loro genitori. Da apprezzare, in particolare, l’accessibilità del sito realizzato per i diversi target che offre una serie di strumenti direttamente utilizzabili dagli utenti anche in futuro” – ha affermato Teresa Petrangolini, Consigliere Regionale del Lazio e Componente della Commissione Politiche sociali e salute.

Il ruolo della scuola è fondamentale per trasmettere l’educazione e le conoscenze indispensabili per l’adozione di comportamenti salutari e per diffondere la cultura della prevenzione tra la popolazione e in particolare tra i bambini in età scolare e le loro famiglie: in questa chiave è nata la collaborazione sulla campagna tra IMI e Ministero dell’Istruzione (MIUR).

Nell’ambito dell’educazione alla salute, le attività del MIUR sono incentrate principalmente sulla prevenzione che costituisce, in ambiente scolastico, lo strumento più efficace per la riduzione del rischio e delle problematiche determinate da scorretti stili di vita. Questa Direzione Generale ha promosso l’iniziativa educativa realizzata dall’Intergruppo Melanoma Italiano (IMI) per la sensibilizzazione ad una corretta esposizione ai raggi solari che coinvolge i bambini e le bambine della scuola primaria insieme alle loro famiglie e agli insegnanti” – ha affermato Maria Grazia Corradini della Direzione Generale per lo Studente, l’Integrazione e la Partecipazione MIUR.

La campagna “Il Sole per amico” coinvolge in un impegno comune tutti i cittadini, le Istituzioni e i medici del territorio laziale dal momento che la prevenzione del melanoma è una priorità per le politiche sanitarie, nazionali e regionali, e per la salute pubblica.

I bambini italiani sono molto esposti al sole e sono anche poco protetti, secondo quanto riportato da uno studio condotto nei primi anni 2000. I buoni comportamenti, come quello di prendere il sole nelle ore non centrali della giornata e di proteggere la pelle, s’imparano sin da piccoli perché è proprio la fascia pediatrica che rischia di più a causa di un’esposizione solare non protetta e le scottature riportate nei primi anni di vita condizionano da adulti l’evoluzione del melanoma. Se si vuole attuare una vera prevenzione primaria e si vuole che questa sia efficace, bisogna cominciare dai più piccoli.

Malgrado l’aumento dei nuovi casi di melanoma, la mortalità si mantiene stabile e questo può avere un solo significato: vengono diagnosticate più lesioni allo stadio iniziale, conseguenza dell’informazione e delle aumentate conoscenze che le persone stanno ricevendo in questi ultimi anni le campagne nelle scuole possono essere più importanti degli stessi controlli: la persona che si reca dal dermatologo per un controllo lo fa solo se è già consapevole dei rischi di un’incongrua esposizione solare e dell’importanza della prevenzione, una cultura questa che si acquisisce meglio in età pediatrica o adolescenziale” – ha sottolineato Riccardo Bono, Dirigente Struttura Semplice e Responsabile della “Melanoma Unit” all’Istituto Dermopatico dell’Immacolata IDI-IRCCS di Roma.

L’incidenza del melanoma è più che raddoppiata negli ultimi 30 anni: in Italia sono oltre 100.000 le persone colpite e oltre 10.000 i nuovi casi ogni anno. I bambini sono la fascia di popolazione più a rischio per il melanoma, perché le scottature prese nell’infanzia sono un importante fattore di rischio in quanto la pelle “memorizza” il danno ricevuto e può innescare il processo patologico anche a diversi anni di distanza. Le campagne di prevenzione primaria oltre a educare su come prendere il sole in maniera corretta, possono essere mirate a specifiche fasce di popolazione a maggior rischio come quella infantile e adolescenziale.

«È fondamentale promuovere un’adeguata sensibilizzazione nei bambini e in tutti coloro che ruotano attorno all’infanzia: genitori, insegnanti, pediatri, perché una corretta conoscenza del problema e di conseguenza un comportamento “virtuoso” già a questa età, sono le uniche armi efficaci per fare prevenzione primaria e, quindi, ridurre l’insorgenza del melanoma inoltre gli effetti delle ustioni solari nei bambini e comunque da zero a venti anni sono più gravi rispetto a quelli dell’adulto” – ha dichiarato Paola De Simone, Dirigente medico di Dermatologia Oncologica all’ISG Istituto San Gallicano di Roma e membro del Direttivo GIPMe.

L’attività educazionale all’interno delle scuole laziali è strutturata con incontri tra bambini, insegnanti, genitori, dermatologi e oncologi che spiegheranno in un linguaggio a misura di bambino le semplici regole che bisogna seguire per difendere la pelle ed esporsi al sole in sicurezza. Oltre ai materiali informativi cartacei e digitali, il protagonista di un cartoon, Rey, un alieno catapultato sulla spiaggia da un’astrobolla solare, svelerà ai bambini i segreti per esporsi al sole in maniera corretta.

Prevenzione primaria, ma anche ricerca sono alla base della partnership che vede IMI e MSD Italia insieme per la campagna nazionale “Il Sole per amico” per promuovere i comportamenti corretti in grado di prevenire il melanoma tra gli adulti di domani.

I tumori della pelle e il melanoma in particolare rappresentano una grave minaccia per la salute di milioni di persone e per la sostenibilità dei Servizi Sanitari le campagne di sensibilizzazione sono fondamentali per creare e diffondere la cultura della prevenzione, specie quando coinvolgono i bambini in età scolare e le loro famiglie. MSD come consociata di Merck & Co., ha deciso di sostenere questa iniziativa promossa da IMI proprio perché interviene molto precocemente nell’educazione delle persone, evitando che si inneschino processi patologici tali da favorire una maggiore probabilità di sviluppare il melanoma in età adulta” – ha detto Goffredo Freddi, Responsabile Comunicazione e Relazioni Esterne MSD Italia.


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Sardegna in prima linea contro il melanoma: la prevenzione primaria arriva nelle scuole

Il sole per amico

La Sardegna, impegnata nella lotta contro i tumori grazie alle eccellenze sanitarie operanti sul territorio, aderisce alla prevenzione primaria del melanoma, il più aggressivo e temuto tumore della pelle: le scuole elementari sarde sono state scelte per ospitare la terza tappa del progetto educazionale di prevenzione primaria nell’ambito della campagna “Il Sole per amico”, promossa da IMI – Intergruppo Melanoma Italiano in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione e con il patrocinio del Ministero della Salute e dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), resa possibile grazie ad un’erogazione di Merck & Co., per il tramite della sua consociata italiana MSD. L’obiettivo: insegnare ai più piccoli il modo giusto di prendere il sole e proteggere la propria pelle, attraverso incontri con i dermatologi e gli oncologi nelle classi, un cartoon con protagonista il simpatico alieno Rey e altri strumenti didattici.

La campagna nasce per risvegliare e far crescere l’attenzione dell’opinione pubblica sul melanoma e sui rischi legati ad una non corretta esposizione, coinvolgendo in particolare i bambini in età scolare e le loro famiglie – ha dichiarato Paola Queirolo, Presidente IMI – Intergruppo Melanoma Italiano e Responsabile DMT Melanoma e Tumori cutanei all’IRCCS-AOU San Martino-IST di Genova – la campagna nazionale, promossa da IMI, su temi di tale rilevanza ha per la prima volta come protagonisti i bambini delle scuole elementari e i loro genitori, passaggio per noi cruciale considerato l’aumento dell’incidenza dei tumori della pelle proprio tra i più giovani e visto che le scottature da esposizione solare in età pediatrica rappresentano uno dei principali fattori di rischio”.

La campagna “Il Sole per amico” coinvolge in un impegno comune tutti i cittadini, le Istituzioni e i medici del territorio sardo, dal momento che la prevenzione del melanoma è una priorità per le politiche sanitarie, nazionali e regionali, e per la salute pubblica.

L’amministrazione di Cagliari ha sempre dimostrato particolare attenzione ed impegno ai temi della prevenzione e della promozione della salute rivolti alla popolazione generale ed in particolare ai bambini, finalizzati al rafforzamento della salute vista come risorsa di vita quotidiana, che insiste sulle risorse sociali e personali. Per questi motivi l’amministrazione ha in corso la definizione dell’adesione al Progetto Città Sane, sostenuto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che promuove una nuova concezione e consapevolezza della salute pubblica nello sviluppare politiche locali, nel prevenire e superare le minacce ed i rischi e nell’anticipare le sfide future, il tutto per quanto riguarda la salute. Sottolineo anche l’importanza della intersettorialità dell’ iniziativa e della ricerca di sinergie con ambiti sociali che migliorano la possibilità di successo del programma” – ha commentato Luigi Minerba, Assessore alle Politiche sociali e Salute del Comune di Cagliari.

I bambini italiani sono molto esposti alle radiazioni solari e sono anche poco protetti, secondo quanto riportato da uno studio condotto nei primi anni 2000. I buoni comportamenti, come quello di prendere il sole nelle ore non centrali della giornata e di proteggere la pelle, si imparano sin da piccoli.

La campagna “Il Sole per amico” si rivolge ai bambini delle scuole elementari, perciò i messaggi devono essere tradotti in un linguaggio semplice, chiaro e immediato; il primo messaggio ovviamente riguarda il sole, o meglio l’esposizione al sole. I piccoli devono imparare che è necessario, per salvaguardare la pelle e la salute, regolare l’esposizione solare sulla base del proprio tipo di carnagione, più il fototipo è chiaro minore deve essere il tempo trascorso sotto il sole diretto, evitando così le ustioni. Il secondo messaggio, altrettanto importante per gli adolescenti, è quello di evitare le lampade abbronzanti. Terzo e ultimo messaggio è quello che il sole non è un “nemico” che fa sempre male, anzi aiuta la sintesi della vitamina D e può essere benefico per molte funzioni dell’organismo” – ha spiegato Giuseppe Palmieri, Oncologo medico Primo ricercatore CNR, Responsabile dell’Unità di Genetica dei Tumori dell’Istituto di Chimica Biomolecolare, ICB-CNR di Sassari.

L’incidenza del melanoma è più che raddoppiata negli ultimi 30 anni: in Italia sono oltre 100.000 le persone colpite e oltre 10.000 i nuovi casi ogni anno. I bambini sono la fascia di popolazione più a rischio per il melanoma, perché le scottature prese nell’infanzia sono un importante fattore di rischio in quanto la pelle “memorizza” il danno ricevuto e può innescare il processo patologico anche a diversi anni di distanza. È fondamentale quindi educare sin da piccoli i ragazzi a salvaguardare la salute della propria pelle da un’esposizione eccessiva e non protetta ai raggi solari.

E la scuola è il canale privilegiato per coinvolgere i bambini e i loro genitori.

Le scuole sarde, in particolare quelle elementari, sono molto vitali, una fucina di attività e di idee. In occasione de “Il Sole per amico” hanno risposto molto bene all’iniziativa con un’adesione di 14 scuole che hanno accolto il progetto» ha osservato Francesco Feliziani, Direttore Ufficio Scolastico Regionale per la Sardegna.

L’attività educazionale all’interno delle scuole sarde è strutturata con incontri tra bambini, insegnanti, genitori, dermatologi e oncologi che spiegheranno in un linguaggio a misura di bambino le semplici regole che bisogna seguire per difendere la pelle dai rischi dei raggi solari. Oltre ai materiali informativi cartacei e digitali, il protagonista di un cartoon, Rey, un alieno catapultato sulla spiaggia da un’astrobolla solare, svelerà ai bambini i segreti per esporsi al sole in maniera corretta.

Prevenzione primaria, ma anche ricerca sono alla base della partnership che vede IMI e MSD Italia insieme per la campagna nazionale “Il Sole per amico” per promuovere i comportamenti corretti in grado di prevenire il melanoma tra gli adulti di domani.

Le campagne di sensibilizzazione sono fondamentali per creare una cultura della prevenzione, in particolare quando coinvolgono i bambini in età scolare e le loro famiglie – sostiene Patrizia Nardini, Direttore Esecutivo Medical Affairs MSD Italia – MSD come consociata di Merck & Co., ha deciso di sostenere quest’iniziativa promossa da IMI proprio perché essa interviene molto precocemente nell’educazione delle persone, con l’obiettivo di evitare l’innescarsi di processi patologici tali da favorire una maggiore probabilità di sviluppare il melanoma in età adulta”.

Le risorse e gli strumenti educazionali della campagna per le scuole primarie sono liberamente accessibili attraverso il sito Il Sole per amico

Il Sole per amico è anche su facebook: www.facebook.com/ilSoleperamico


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Melanoma, la prevenzione entra in classe: nelle scuole primarie la campagna “Il Sole per amico”

Il sole per amico

I bambini sono la fascia di popolazione più a rischio per il melanoma: le scottature prese nell’infanzia sono un importante fattore di rischio perché la pelle “memorizza” il danno ricevuto e può innescare il processo patologico anche a diversi anni di distanza. La scuola primaria è il canale privilegiato per insegnare ai più piccoli il modo giusto di prendere il sole: e per raggiungere questo obiettivo, nelle classi elementari sta per arrivare Rey, un alieno catapultato sulla spiaggia da un’astrobolla solare, che racconterà ai due fratellini “terrestri” Geo e Gea i segreti per proteggere la pelle dal sole.

È il tema creativo della campagna nazionale di prevenzione primaria del melanoma “Il Sole per amico”, promossa da IMI – Intergruppo Melanoma Italiano, con la collaborazione del Ministero dell’Istruzione e il patrocinio del Ministero della Salute e dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), resa possibile grazie ad un’erogazione di Merck & Co., per il tramite della sua consociata italiana MSD; un progetto educazionale che nelle prossime settimane coinvolgerà 130 scuole primarie di sette Regioni italiane (Lombardia, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Puglia e Sardegna).

La campagna “Il Sole per amico” nasce per risvegliare e far crescere l’attenzione dell’opinione pubblica sul rischio melanoma attraverso la diffusione di una cultura della prevenzione tra la popolazione, in particolare tra i bambini in età scolare e le loro famiglie – afferma Paola Queirolo, Responsabile Oncologia Medica dell’IRCCS-AOU San Martino-IST di Genova e Presidente di IMI – Intergruppo Melanoma Italiano – la campagna nazionale, promossa da IMI, su temi di tale rilevanza ha come protagonisti i bambini delle scuole elementari e i loro genitori, tappa per noi cruciale considerato l’aumento dell’incidenza dei tumori della pelle proprio tra i più giovani e visto che le scottature da esposizione solare in età pediatrica rappresentano uno dei principali fattori di rischio”.

Il melanoma è il più aggressivo e temuto tumore della pelle, con un’incidenza più che raddoppiata negli ultimi 30 anni: in Italia sono oltre 100.000 le persone colpite e 10.000 i nuovi casi ogni anno. L’esposizione ai raggi UV del sole e delle fonti artificiali è il principale fattore di rischio.

Il Sole per amico” si articolerà in attività di classe tenute dagli insegnanti con il supporto di risorse cartacee come opuscoli e poster per i bambini ma soprattutto multimediali con la creazione di un sito web, di pillole educazionali in animazione e di un cartoon che ha per protagonisti l’alieno Rey e i due fratellini, Geo e Gea.

I tumori della pelle in generale, e il melanoma in particolare, costituiscono una grave minaccia per la salute di milioni di persone e per la stessa sostenibilità del Servizio Sanitario. Ma alla “pericolosità sociale” della patologia non è purtroppo associata una pari attenzione in termini di prevenzione: e ciò è particolarmente vero per ciò che riguarda l’infanzia che rappresenta un momento di rischio per la futura insorgenza del melanoma. Come MSD siamo particolarmente orgogliosi della partnership con l’Intergruppo Melanoma Italiano, sostenuta da un contributo liberale complessivo di oltre 800.000 dollari, che ha portato al finanziamento di 9 borse di studio e alla realizzazione di questa importante campagna di prevenzione. Il nostro impegno, però, è altrettanto forte nella ricerca che, proprio in questi ultimi anni, sta portando a grandi innovazioni terapeutiche proprio in ambito oncologico” – afferma Nicoletta Luppi, Presidente e Amministratore Delegato di MSD Italia.

Il progetto pilota coinvolgerà alcune migliaia di adulti e almeno 40.000 bambini delle scuole elementari; nell’ambito di questa iniziativa verrà realizzato uno studio epidemiologico sull’awareness della popolazione nei confronti del melanoma e della corretta esposizione al sole.

«Nel complesso questo sarà uno degli studi più ampi mai condotti e con la proiezione temporale più lunga – spiega Luigi Naldi, dermatologo presso l’Azienda Ospedaliera Papa Giovanni XXIII (già Ospedali Riuniti) di Bergamo e Presidente del Centro Studi GISED – Gruppo Italiano Studi Epidemiologici in Dermatologia – infatti, i risultati verranno confrontati con una fase di studio precedente, denominata SoleSì-SoleNo, condotta nel biennio 2000-2002. Sarà possibile ottenere dati sul trend di esposizione al sole e sulle modalità di protezione nei bambini in un lungo arco di tempo e si potrà valutare se esiste una correlazione tra conoscenza e comportamenti. Questi dati saranno importanti per dare un valore a quanto si sta facendo, misurando gli effetti ottenuti e orientando interventi futuri”.

Una parte importante del progetto educazionale sarà dedicata a incontri tra bambini, insegnanti e dermatologi. Un centinaio di specialisti del GIPMe – Gruppo Italiano Polidisciplinare sul Melanoma saranno coinvolti nelle scuole aderenti all’iniziativa e prima della fine dell’anno scolastico ai bambini e alle famiglie verrà somministrato un questionario di valutazione per misurare la rispettiva consapevolezza sui comportamenti corretti di prevenzione. Sempre sui temi della campagna si articoleranno due concorsi che metteranno in competizione le scuole coinvolte.

Tutta l’attività educazionale sarà gestita secondo un linguaggio semplice, chiaro e comprensibile, a misura di bambino – dichiara Marco Simonacci, Coordinatore Nazionale GIPMe – i messaggi di salute e di prevenzione primaria che si intende promuovere e diffondere nella scuola elementare saranno studiati e vagliati da un team di psicologi e insegnanti, solo così sarà possibile procedere a distanza di un anno ad un confronto e ad una valutazione di come e quanto sono state recepite le informazioni e soprattutto capire se i comportamenti dei genitori e dei bambini sono effettivamente cambiati”.

Fondamentale il ruolo dei media e della scuola nel diffondere e comunicare le informazioni riguardanti la salute e il benessere, in particolare su tematiche come il melanoma.

A mia figlia che va in quarta elementare – racconta Licia Colò, testimonial della campagna “Il Sole per amico” – ho spiegato con parole semplicissime e comprensibili che il sole è un amico ma bisogna mettere sempre una crema protettiva per la pelle prima di esporsi ai suoi raggi luminosi. Proibire non serve a niente. Bisogna educare ai buoni comportamenti e alle buone abitudini con l’esempio diretto di noi adulti”.

Se apprese da piccoli le regole che servono ad esporsi con giudizio al sole e a difendere la pelle, riducono il rischio di tumori cutanei per tutta la vita, quindi sensibilizzare e proteggere la fascia pediatrica della popolazione è fondamentale e per diverse ragioni.

La prima è di ordine fisiologico, infatti la pelle di un bambino è meno protetta di quella di un adulto e si ustiona al sole più facilmente – commenta Ignazio Stanganelli, Referente per la Dermatologia di IMI – Intergruppo Melanoma Italia e Responsabile Centro Dermatologia Oncologica IRST Romagna e Università di Parma – la seconda è di carattere epidemiologico, è noto infatti dai dati della letteratura che le ustioni solari, in particolare in età pediatrica e giovanile, rappresentano un fattore di rischio per il melanoma e determinano l’insorgenza di lentiggini e di nuovi nevi melanotici”.

Le risorse e gli strumenti educazionali della campagna per le scuole primarie sono liberamente accessibili attraverso il sito. Il Sole per amico è anche su facebook.


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