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Vaccini: per le mamme fondamentale il ruolo dei Pediatri

Vaccini e vaccinazioni sono un tema sensibile, non solo perché la copertura vaccinale fra i bambini italiani sta scendendo sotto la soglia di sicurezza, ma in quanto tema che nelle mamme ingenera qualche ansia e risveglia un indiscutibile interesse.

Lo testimoniano i dati dell’indagine “Dottore, voglio vaccinare il mio bambino”, che l’istituto Nextplora ha svolto su incarico di SiMPeF-Sindacato Medici Pediatri di Famiglia, organizzazione che raggruppa oltre 1.200 professionisti in tutta Italia, particolarmente in Lombardia, dove rappresenta oltre l’80 per cento dei pediatri di libera scelta.

Per questa ragione si è voluto concentrare l’attenzione sulla Lombardia, in cui i ricercatori hanno intervistato 400 mamme, con figli in età pediatrica, utilizzando la metodologia CAWI, ossia un questionario online.

Il primo dato che emerge è l’importanza della vaccinazione: la quasi la totalità del campione, 94 per cento, ritiene importante vaccinare il proprio bambino e, a parte quello per l’influenza stagionale, tutti i vaccini sono considerati utili e fondamentali.

Un secondo dato, estremamente significativo, almeno per le mamme lombarde, è il ruolo fondamentale e centrale del pediatra. Il pediatra è la prima fonte di informazione sull’argomento vaccini: il 78 per cento delle intervistate lo ha interpellato in materia – si sale all’83 per cento delle mamme dei bambini più piccoli – ed è ritenuta, dal 91 per cento delle madri, la fonte più autorevole sull’argomento.

Non solo, più della metà delle intervistate, il 64 per cento, gradirebbe fosse il pediatra di famiglia a vaccinare il proprio figlio: sarebbero più sicure e tranquille perché il pediatra, conoscendo la storia clinica del bambino, saprebbe scegliere il momento più adatto per la vaccinazione, potrebbe intervenire in maniera più “efficace” in caso di eventuali “effetti collaterali”, sarebbe più comodo, più vicino a casa e con orari più flessibili, con tempi di attesa minori.

Queste risposte inquadrano perfettamente la situazione che si vive in Lombardia, e probabilmente in tutta Italia. Da un lato registrano le ansie e le preoccupazioni, del tutto ingiustificate, delle madri rispetto alla vaccinazione; dall’altro un impatto negativo con il sistema dei centri vaccinali, in cui viene a mancare il rapporto di fiducia personale con il proprio pediatra: si è considerati, hanno dichiarato le madri, “numeri”; maturano tempi di attesa inaccettabili per l’appuntamento: addirittura più di 1 anno per le vaccinazioni contro la meningite da meningococco B; si riscontrano rigidità eccessive nel cambiare appuntamento, e insoddisfazione sugli orari di apertura, costi e tempi dei servizi”, – ha commentato Rinaldo Missaglia, Presidente Simpef.

Infatti, circa 3 mamme intervistate su 4 espongono qualche ansia in relazione ai vaccini: la principale preoccupazione è quella degli effetti collaterali (53 per cento delle mamme), seguono l’interferenza negativa con il sistema immunitario (24 per cento), le prime dosi somministrate quando il bambino è troppo piccolo (23 per cento) e troppi vaccini somministrati nello stesso giorno (22 per cento).

Pur considerato efficiente dal 78 per cento delle mamme lombarde – un po’ meno convinte sono le mamme dei bimbi più piccoli in cui la percentuale scende al 72 per cento – il centro vaccinale mostra numerose criticità: il costo del servizio in caso di non gratuità della prestazione, il tempo di attesa al telefono per le prenotazioni (aspetto particolarmente critico per le mamme di bimbi 0-2 anni), il tempo di attesa per avere un appuntamento, gli orari di apertura del centro. Solo in relazione alla prossimità dei centri e alla regolarità della lettera per la convocazione, le mamme si dicono davvero soddisfatte.

Nota dolentissima: i tempi di attesa medi, di 1 anno, per avere un appuntamento per il vaccino contro la meningite da meningococco B. Il 61 per cento delle intervistate indica che non ci sono giustificazioni a un tempo di attesa così lungo; solo 1 mamma su 4 trova normale questa attesa, dato il recente exploit dei casi di meningite.

Siamo ben consci di questa situazione di disagio, che le mamme mostrano. Non da oggi, peraltro. Sono molti anni che segnaliamo alle Istituzioni, in primis Regione Lombardia, questi aspetti. Nello scorso mese di novembre, abbiamo inoltrato all’Assessorato al welfare e alla Commissione Sanità e politiche sociali del Consiglio regionale un documento contenente numerose proposte per migliorare il servizio, non solo vaccinale. Frutto di un’approfondita analisi dell’offerta sanitaria territoriale, svolta in collaborazione con il Cergas (Centro di ricerche e gestione dell’assistenza sanitaria e sociale), tra le altre cose propone che anche i pediatri di famiglia possano vaccinare nei propri ambulatori, come molte madri sollecitano. Si otterrebbero alcuni semplici, ma fondamentali risultati: l’aumento della copertura vaccinale, grazie anche all’opera di sensibilizzazione diretta sui genitori, sostenuta dal rapporto di fiducia tra le parti; la riduzione delle liste d’attesa, soprattutto per le vaccinazioni super-richieste come quella contro la meningite. Infatti, laddove si è già sperimentato ed attuato il progetto di vaccinare nello studio del proprio pediatra, si sono raggiunti risultati di copertura maggiori, con piena soddisfazione dell’utenza, per la possibilità di scegliere il momento più adatto alla vaccinazione in base alle condizioni fisiche del bimbo. Infine, una semplice notazione, nonostante molte sollecitazioni negli anni, ancora oggi il pediatra di famiglia non ha accesso ai dati delle vaccinazioni dei propri assistiti all’interno del sistema informativo sanitario lombardo: non ci è consentito sapere se un bambino sia stato vaccinato o meno, dobbiamo chiederlo ai genitori” – riprende Rinaldo Missaglia, Presidente Simpef.

Finalmente, tuttavia, dopo lunga attesa, qualcosa sembra essersi messo in movimento proprio in questi giorni nei quali l’attenzione della Regione al tema della vaccinazioni sta crescendo.

Abbiamo iniziato un serio dialogo con l’Assessore Giulio Gallera su questi temi, e speriamo che sia possibile arrivare a una soluzione condivisa che possa soddisfare i legittimi desideri delle mamme. D’altronde, i genitori ripongono grande fiducia e aspettativa nel nostro ruolo, tanto che l’81 per cento delle mamme lombarde si ritiene soddisfatta del proprio pediatra di famiglia”, – ha concluso Missaglia.

 


La meningite meningococcica

meningite.sintomi

Le meningiti batteriche

La meningite batterica può essere causata da tre agenti: Haemophilus influenzae tipo B, Streptococcus pneumoniae (pneumococco) e Neisseria meningitidis (meningococco).

Contro le prime due infezioni sono da tempo disponibili strumenti vaccinali. Il meningococco si differenzia in 13 sierogruppi, di cui cinque infettivi e contagiosi: A, B, C, W135 e Y. La prevalenza di ciascun sierogruppo varia da area ad area nel mondo; il sierogruppo più diffuso è il B (MenB), che prevale in Europa, Stati Uniti, Canada e Australia, e altri Paesi a livello globale (Figura 1).

Contro MenB, finora, non era disponibile un vaccino ad ampia copertura. Campagne vaccinali mirate hanno invece abbattuto fino al 90% i contagi in tutti i Paesi in cui sono stati adottati e utilizzati strumenti di prevenzione mirati contro gli altri sierogruppi.

 

La meningite da meningococco

La meningite da meningococco è un’infezione pericolosissima perché improvvisa, subdola, spesso letale o fonte di gravi complicazioni (sequele). Colpisce inaspettatamente persone sane, non dà segnali premonitori ed evolve rapidamente1. A essere colpite sono le meningi, membrane che avvolgono il cervello e il midollo spinale, ma non solo: spesso si sviluppano complicazioni gravi e potenzialmente fatali, prima tra tutte la setticemia (infezione del sangue), ma anche endocardite o flebite. Le sequele post-infezione non sono da sottovalutare: tra chi sopravvive, possono residuare sordità, ritardo dello sviluppo psichico e fisico, paralisi cerebrale, amputazione degli arti, tanto più invalidanti quanto più colpiscono precocemente nell’infanzia.

Diffusione dei principali sierogruppi di meningite meningococcica (Fig. 1)

Bambini e giovani a rischio

Poiché l’unico serbatoio di Neisseria meningitidis è l’uomo e il contagio avviene per via aerea (tosse, starnuti e, negli adulti, bacio profondo), il rischio aumenta laddove è più alta la concentrazione di persone, maggiore la prevalenza della malattia e le condizioni igieniche non ottimali. Circa la metà dei casi di meningite meningococcica si manifesta entro i cinque anni, con un picco più alto tra i due mesi e l’anno di vita: il sistema immunitario del neonato e del bambino è infatti ancora immaturo e non in grado di difendersi quando entra in contatto col batterio2.

La seconda fascia d’età più colpita, adolescenti e giovani adulti (14-25 anni), è a rischio perché maggiormente esposta alla frequentazione di luoghi affollati e chiusi (caserme, scuole, convitti, mezzi pubblici, discoteche), o ad abitudini scorrette come il fumo (che indebolisce le difese e rende l’ambiente più favorevole alla trasmissione del batterio), o lo scambio di bicchieri e posate.

Per capire l’elevato potenziale di contagio, si deve ricordare che secondo alcune stime, il 10-20% della popolazione adulta è portatore sano (senza alcun sintomo) del meningococco a livello di naso e gola, e che il contagio avviene per via aerea. Meno dell’1% dei portatori sani svilupperà l’infezione mentre, per una persona altrimenti sana, il contatto stretto e ravvicinato con un portatore aumenta di 800 volte il rischio di contagio3.

A rischio sono anche i viaggiatori per turismo, lavoro o devozione (i pellegrinaggi alla Mecca sono l’esempio più classico). Nessuna età può dirsi quindi protetta dal contagio.

I numeri del contagio nel mondo e in Italia

Nel mondo, ogni anno, sono complessivamente mezzo milione i casi di meningite meningococcica.

L’epidemiologia dei diversi sierogruppi di meningoccocco varia considerevolmente a seconda dell’area geografica. In Italia, l’incidenza della patologia è particolarmente accentuata nei bambini sotto l’anno di vita, in cui risulta tre volte maggiore rispetto a quella che si osserva nei bambini di 1-4 anni di età (Figura 2). La causa principale di malattia meningococcica è rappresentata dal sierogruppo B: dal 2007 al 2011 MenB ha costituito in media circa il 61% dei casi totali di meningococco e nell’anno 2011 ha rappresentato il 64% dei casi totali tipizzati di Neisseria meningitidis (Figura 3).

La distribuzione dei diversi sierogruppi varia nel tempo e ciò è in parte dovuto all’introduzione di vaccini contro specifici sierogruppi. A tale proposito è interessante notare come, in seguito all’introduzione in Italia di un vaccino contro il sierogruppo C (2006) si sia osservato un decremento dell’82% dei casi da MenC (dato aggiornato al 2011)4. Parallelamente, i casi da MenB sono rimasti stabili nel tempo (circa 90 casi l’anno), evidenziando come, nonostante la pressione evolutiva esercitata dal vaccino, non si sia verificato il fenomeno del replacement (Figura 4)4.

 

Dati italiani SIMI relativi all’anno 2011 (Fig. 2)


La distribuzione dei sierogruppi meningococcici in Italia nel 2011

 

Dati italiani SIMI relativi all’anno 2011 (Fig. 3)

Dati italiani SIMI. Periodo 2001-2011 (Fig. 4)

 

Diagnosi, terapia, dati di mortalità

La meningite menigococcica ha una letalità tra il 9 e il 12%5, ma in assenza di un trattamento antibiotico adeguato può raggiugere il 50%6. La diagnosi di meningite meningococcica non è purtroppo immediata7,8. Segni e sintomi iniziali sono aspecifici, apparentemente simili a quelli di una forte influenza e risultano confondenti soprattutto nel caso dei bambini, la fascia d’età più colpita dall’infezione: febbre, vomito, emicrania, fotofobia (sensibilità alla luce), dolori e rigidità articolari e muscolari, brividi, mani e piedi freddi.

I segni dirimenti, rigidità nucale e rash cutaneo, sono tardivi (13-22 ore dopo quelli d‘esordio), e ritardano perciò la somministrazione dei corretti trattamenti salvavita.

La diagnosi certa si ha tramite il prelievo del liquido cefalorachidiano (liquor) nel quale ricercare le cellule batteriche, e con un’emocoltura eseguita con le tecniche di biologia molecolare.

Il trattamento, in regime di ricovero, prevede la somministrazione di antibiotici (penicillina, ampicillina, cloramfenicolo, ceftriaxone), che però può essere inefficace se l’inizio di tale terapia è tardivo. Il frequente sviluppo di complicazioni gravi, prime tra tutte la setticemia (infezione del sangue), ma anche endocarditi, flebiti, broncopolmoniti, epatiti è altamente pericoloso9.

Infine, la meningite meningococcica può causare complicazioni invalidanti e drammatiche nel tempo: in un sopravvissuto su cinque (20%) si possono sviluppare sordità, ritardo di apprendimento e crescita, paralisi cerebrale o perdita degli arti.

Un esito drammatico soprattutto in età infantile. Va inoltre considerato che l’impatto economico della malattia meningococcica può essere molto alto, con costi che possono superare le centinaia di migliaia di euro per ciascun caso, attribuibili sia al trattamento acuto, sia alla gestione delle sue conseguenze a lungo termine: dalle cicatrici cutanee alle amputazioni e, soprattutto, le disabilità neurologiche, tanto gravi da richiedere terapia farmacologica, assistenza continua e specifici programmi di rieducazione per tutta la vita 10,11.

Uno studio realizzato nel Regno Unito dalla Meningitis Research Foundation e pubblicato da Pediatric Drugs12 all’inizio di quest’anno dimostra che ciascun paziente che sopravvive ad un’infezione da meningococco riportando complicazioni nel tempo, costa in media al Servizio Sanitario Nazionale 3.879.300 euro. Lo stesso caso avrà un impatto economico ancora maggiore sulla società, cui verrà a costare circa 5.238.762 euro se si aggiungono ai costi del sistema sanitario quelli per l’assistenza sociale di cui una persona portatrice di handicap ha bisogno.

 

BIBLIOGRAFIA

1. http://www.epicentro.iss.it

2. http://www.cdc.gov/meningitis/about/symptoms.html.

3. National Advisory Committee on Immunization. (2009). Update on the invasive meningococcal disease and meningococcal vaccine conjugate recommendations. Canada Communicable Disease Report, April 2009, Vol. 36.

4. Dati di sorveglianza delle malattie batteriche invasive aggiornati al 18 dicembre 2012 – Disponibile al sito www.simi.iss.it/files/Report_MBI.pd

5. Rosenstein NE, Perkins BA, Stephens DS, et al. Meningococcal disease. N Engl J Med. 2001;344:1378-1388.

6. World Health Organization. Meningococcal meningitis. Fact sheet #141. November 2012 update.

7. Mayo Foundation for Medical Education and Research. Meningitis. August 2008. Disponibile a: http://www.mayoclinic.com/health/meningitis/DS00118

8. Thompson, M.J. et al. (2006). Clinical recognition of meningococcal disease in children and adolescents. Lancet, 367(9508), 397-403. Disponibile a: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/16458763

9. World Health Organization. Meningococcal Meningitis. May 2003. Disponibile a: http://www.who.int/mediacentre/factsheets/fs141/en/index.html.

10. Centers for Disease Control and Prevention. Travel-Related Vaccine-Preventable Diseases: Meningococcal Disease (Health Information for International Travel: The Yellow Book). 2010 Online Edition. Disponibile a: http://wwwnc.cdc.gov/travel/yellowbook/2010/chapter-2/meningococcal-disease.aspx.

11. Shepard C.W. et al. Pediatrics 2005; 115(5): 1220-1232

12. Wright C., Wordsworth R., Glennie L. Counting the Cost of Meningococcal Disease. Pediatric Drugs 2013; Volume 15, Issue 1, pp 49-58

Puglia capofila nella lotta contro la meningite

 

Vaccinazione bambini

Puglia in prima fila nella lotta contro la meningite: l’Assessorato alle Politiche della Salute regionale ha annunciato che introdurrà nel Calendario vaccinale l’offerta attiva e gratuita per tutti i neonati della vaccinazione anti-meningococco B.

La Regione Pugliadichiara Elena Gentile, Assessore Politiche della Salute e Welfare, Regione Pugliaè all’avanguardia oggi in Italia per la copertura vaccinale e il nuovo Calendario, varato con questo provvedimento, è il frutto dell’intenso lavoro svolto in questi anni in collaborazione con gli specialisti di igiene e prevenzione, i pediatri e i medici di Medicina Generale. I vaccini sono un’arma straordinaria per sconfiggere le malattie infettive e il nuovo vaccino anti-meningococco B ci dota di uno scudo potente contro una malattia terribilmente insidiosa, che vogliamo debellare”.

Dopo l’introduzione nel 2012 dell’offerta attiva e gratuita del vaccino anti-meningococcico tetravalente coniugato a tutti gli adolescenti e ai soggetti a rischio, la Puglia conferma il suo impegno nei confronti dei propri cittadini, offrendo loro la possibilità di essere protetti contro tutti i ceppi della meningite meningococcica. L’offerta avverrà secondo le modalità indicate dal Board nazionale del Calendario per la Vita (SItI, FIMP, SIP, FIMMG), che ha condiviso un documento nel quale viene supportato l’inserimento del vaccino anti-meningococco B tra quelli offerti attivamente e gratuitamente a tutti i lattanti con 3 dosi nel primo anno di vita e una al compimento del dodicesimo mese del bambino.

La Puglia ha sempre investito molto nella prevenzione vaccinale tanto da essere al primo posto tra le Regioni italiane come offerta e tra le prime per livelli di copertura. Di fronte a una novità di grande impatto per la salute dei cittadini come il nuovo vaccino per la meningite B non potevamo rimanere fermi: la nostra sarà la prima Regione, con la Basilicata, ad offrire le vaccinazioni dei 5 sierogruppi responsabili di tutte le meningiti e sepsi meningococciche circolanti”, dichiara Michele Conversano, Presidente Nazionale SItI (Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica) e componente della Commissione regionale vaccini della Puglia.

Secondo i dati di sorveglianza delle malattie batteriche invasive rilevati dal Sistema Informativo delle Malattie Infettive (SIMI)1 in Italia nel 2012 si sono verificati 132 casi di infezioni da meningococco. Si tratta però, come dimostrano studi recenti2,di dati sottostimati a causa dell’utilizzo prevalente nel nostro Paese, per l’accertamento della diagnosi, del metodo di coltura cellulare, risultato fino a 1/3 meno sensibile del metodo PCR (Polymerase Chain Reaction) utilizzato in altri Paesi europei. L’epidemiologia dei diversi sierogruppi di meningococco varia a seconda dell’area geografica: in Italia, la causa principale è rappresentata dal sierogruppo B (oltre 6 casi su 10).

In Puglia, i dati delle notifiche del SIMI mostrano un andamento costante del numero di casi di meningite meningococcica, con un numero medio di 10 casi all’anno. A causa dell’importante sottonotifica, fino all’anno scorso purtroppo non erano a disposizione dati consistenti sulla reale incidenza di questa malattia e sui sierogruppi circolanti nella nostra Regione; a partire dal 2013 è stata pertanto avviata una sorveglianza attiva dei casi di malattia meningococcica invasiva nei bambini e nei giovani adulti”, spiega Cinzia Germinario, Direttore Scientifico Osservatorio Epidemiologico Regionale (OER), Regione Puglia.

L’infezione da meningococco è particolarmente pericolosa in quanto attacca le persone sane senza alcun segnale di preavvisoe può portare al decesso entro 24-48 ore. Su dieci persone che contraggono l’infezione, circa una è destinata a morire anche se sottoposta a cure adeguate e su cinque persone che sopravvivono, una rischia di riportare devastanti disabilità permanenti. Segni e sintomi sono spesso aspecifici, rendendo difficile la corretta diagnosi negli stadi iniziali dell’infezione e limitando la possibilità di evitare le conseguenze più gravi.

I sintomi della meningite possono essere confusi all’inizio con quelli di un’influenza: febbre alta tra i 39°C e i 40°C, accompagnata poi da convulsioni, fino al coma. La conseguenza più grave, soprattutto tra i bambini colpiti entro il primo anno di vita, è la morte improvvisa, mentre l’11-19% dei pazienti che sopravvivono può andare incontro a gravi complicanze e invalidità permanenti come amputazione degli arti, sordità, ritardo mentale, paralisi e ictus”. sottolinea Ruggero Piazzolla, Pediatra di famiglia e Segretario regionale FIMP – Federazione Italiana Medici Pediatri.

L’unico strumento per difendersi è la profilassi vaccinale: in molti casi la progressione è così rapida che nessuna terapia antibiotica, nessun supporto rianimatorio possono fermare l’infezione. Inoltre, la profilassi vaccinale non si limita a proteggere i singoli, ma costituisce un esempio di protezione di ‘comunità’: con la vaccinazione di un grande numero di bambini si forma una sorta di barriera, che ostacola la circolazione del microrganismo infettante e protegge anche i bambini non vaccinati. Adeguate strategie vaccinali non solo possono consentire, oggi, il controllo delle malattie infettive, ma, se adeguatamente condotte, possono portare all’eradicazione della malattia.

Siamo certi che con l’arrivo del nuovo vaccino contro il meningococco B sarà possibile raggiungere il grande obiettivo “0 casi” di meningite; è fondamentale, però, che le Istituzioni si impegnino per rendere il vaccino disponibile a tutti: ci auspichiamo perciò che le altre Regioni seguano quanto prima l’esempio virtuoso della Puglia” – commenta Amelia Vitiello, Presidente Comitato Nazionale contro la Meningite.

L’unica altra Regione, oltre la Puglia, ad aver deliberato l’inserimento della vaccinazione anti-meningococco B nel Calendario vaccinale è la ‘vicina’ Basilicata.

PRO Format Comunicazione

BIBLIOGRAFIA

1. Istituto Superiore di Sanità (ISS). http://www.simi.iss.it/files/Report_MBI.pdf (ultimo accesso verificato: gennaio 2014).

2. Azzari C. Distribution of invasive meningococcal B disease in Italian pediatric population: Implications for vaccination timing. Vaccine 2013 Oct 8. pii: S0264-410X(13)01325-X. doi: 10.1016/j.vaccine.2013.09.055.

Il Regno Unito raccomanda il vaccino Novartis contro il meningococco B nel Programma di Immunizzazione nazionale

JCVI e bexsero

Novartis ha annunciato che il Joint Committee on Vaccination and Immunisation (JCVI) britannico ha raccomandato l’inclusione di Bexsero® (vaccino contro il meningococco di gruppo B [rDNA, componente, adsorbito]) nel Programma di Immunizzazione nazionale (National Immunization Program, NIP) britannico1.

Secondo la raccomandazione, il vaccino contro il MenB dovrà essere utilizzato di routine nei bambini a partire dai 2 mesi di età, per contribuire a proteggere contro questo sierogruppo1. L’implementazione verrà effettuata dal Department of Health, attraverso il National Health Service (il SSN inglese).

La decisione odierna da parte delle autorità britanniche è una bellissima notizia per molti genitori che potranno finalmente proteggere i loro figli dalla meningite. In Novartis abbiamo lavorato duramente per oltre 20 anni per arrivare a questo traguardo. La protezione dei neonati, i soggetti più vulnerabili, sarà un grande risultato, ma anche una forte motivazione per noi a continuare i nostri sforzi per difendere tutti i bambini e gli adolescenti contro questa malattia, nel Regno Unito e nel resto del mondo” – ha dichiarato Rino Rappuoli, Responsabile mondiale della Ricerca di Novartis Vaccines.

La meningite B è una malattia rara ma aggressiva, e spesso mortale3: è la principale causa di malattia meningococcica e di setticemia in Europa2. Il meningococco B può uccidere o causare gravi disabilità permanenti entro 24 ore dal suo esordio, lasciando tempi ristretti di intervento3. Come i neonati, anche gli adolescenti sono ad elevato rischio di contrarre la meningite e presentano un elevato tasso di mortalità4,5. Ogni anno oltre 3000 persone nel Regno Unito contraggono la meningite batterica e la setticemia, e il meningococco B è responsabile di oltre la metà di questi casi2. La vaccinazione rappresenta un’efficace difesa contro questa aggressiva malattia.

Un plauso al JCVI per aver preso la decisione giusta e aver reso questo vaccino salvavita disponibile ai lattanti, dimostrandosi ancora una volta all’avanguardia nella prevenzione della malattia meningococcica. Mi auguro che presto anche l’Italia segua questo esempio, raccomandando il vaccino nel proprio Piano Nazionale Vaccini. Le società scientifiche avevano già espresso il loro parere favorevole, raccomandando l’utilizzo di questo vaccino per l’immunizzazione gratuita nel primo anno di vita” – ha dichiarato Michele Conversano, Presidente SItI, Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica.

Il vaccino contro il meningococco B di Novartis è l’unico vaccino autorizzato dotato di un’ampia copertura e approvato nella Comunità Europea, in Canada e in Australia per tutti i gruppi di età, a partire dai due mesi6, 7, 8. Il vaccino Novartis è stato anche approvato per l’uso negli Stati Uniti, secondo un protocollo di Investigational New Drug (IND, nuovo farmaco sperimentale), come parte di programmi di vaccinazione implementati presso la Princeton University e la University of California Santa Barbara (UCSB)9, 10.

Le recenti epidemie di meningococco B negli Stati Uniti dimostrano la natura dinamica e imprevedibile di questa malattia e la necessità di una protezione ad ampia copertura attraverso la vaccinazione11. Novartis continua a collaborare con le autorità sanitarie di tutto il mondo, nelle aree in cui la meningite B rimane un’esigenza di sanità pubblica insoddisfatta, per sostenere un ampio e tempestivo accesso al vaccino.

 

BIBLIOGRAFIA

  1. JCVI position statement on use of Bexsero® meningococcal B vaccine in the UK: March 2014.
  2. Meningitis Research Foundation, Meningitis and Septicaemia UK Facts & Figures. Available at: http://www.meningitis.org/facts. Accessed March 2014.
  3. World Health Organization. Meningococcal meningitis factsheet. Nov 2012. Available at: http://www.who.int/mediacentre/factsheets/fs141/en/. Accessed March 2014.
  4. Health Protection Agency. Epidemiological data. Available at: http://www.hpa.org.uk/Topics/InfectiousDiseases/InfectionsAZ/MeningococcalDisease/EpidemiologicalData/. Accessed March 2014.
  5. Harrison et al, Invasive Meningococcal Disease in Adolescents and Young Adults. Journal of the American Medical Association. August 2001, Vol 286, No. 6 Available at: http://jama.jamanetwork.com/article.aspx?articleid=194084. Accessed March 2014.
  6. Bexsero (Meningococcal Group B Vaccine [rDNA, component, adsorbed]). Summary of Product Characteristics (SmPC). 2013. Available at: http://www.ema.europa.eu/docs/en_GB/document_library/EPAR_-_Product_Information/human/002333/WC500137881.pdf. Accessed March 2014.
  7. Summary Basis of Decision (SBD): Bexsero – 2014 – Health Canada. Available at: http://www.hc-sc.gc.ca/dhp-mps/prodpharma/sbd-smd/drug-med/sbd_smd_2014_bexsero_147275-eng.php. Accessed March 2014.
  8. Australian Public Assessment Report for Multi-Component Meningococcal B vaccine. Available at: http://www.tga.gov.au/pdf/auspar/auspar-meningococcal-131031.pdf. Accessed March 2014.
  9. Centers for Disease Control and Prevention. Princeton University Meningococcal Disease Outbreak. December 2013. Available at: http://www.cdc.gov/meningococcal/outbreaks/princeton.html. Accessed March 2014.
  10. Centers for Disease Control and Prevention. University of California, Santa Barbara Meningococcal Disease Outbreak. January 2014. Available at: http://www.cdc.gov/meningococcal/outbreaks/ucsb.html. Accessed March 2014.
  11. Harrison LH, Trotter CL, Ramsay ME. Global epidemiology of meningococcal disease. Vaccine. 2009;27 Suppl 2:B51–B63.

PRO Format Comunicazione

Disponibile sul mercato italiano il primo vaccino contro il meningococco B

Men B

Anche i bambini italiani possono essere protetti dal rischio della meningite meningococcica B: l’Agenzia Italiana del Farmaco ha infatti autorizzato il rilascio sul mercato del primo lotto del vaccino Novartis contro la malattia meningococcica da sierogruppo B [rDNA, componente, adsorbito].

Il vaccino è ora disponibile anche nel nostro Paese, dopo essere stato rilasciato in Francia, Regno Unito e Germania.

Siamo orgogliosi di questo importante traguardo. Avere finalmente disponibile il vaccino contro la meningite B anche in Italia, dove è stato sviluppato e prodotto grazie al tenace lavoro del nostro team di collaboratori, chiude il cerchio e rende sempre più reale e tangibile la nostra ambizione di proteggere più persone possibili dal rischio di contrarre questa temibile infezione batterica. Siamo infatti fiduciosi che le strutture sanitarie, sia a livello nazionale sia nelle singole regioni italiane, valuteranno al più presto con quali modalità inserire questo vaccino nei piani di prevenzione vaccinale” – dichiara Francesco Gulli, Amministratore Delegato di Novartis Vaccines.

Indicato per l’immunizzazione a partire dai due mesi di età, il vaccino Novartis contro il MenB è il risultato di oltre venti anni di ricerca d’avanguardia nello sviluppo dei vaccini presso i laboratori di Siena.

Il rilascio del vaccino contro MenB sul mercato italiano è una notizia che accogliamo con gioia, perché finalmente possiamo vedere concretizzarsi il nostro impegno, con i primi bambini italiani vaccinati: un altro passo avanti verso un futuro libero dalla meningite. MenB è stato un bersaglio particolarmente difficile da raggiungere, ma dopo anni di lavoro e ingenti investimenti in ricerca e sviluppo siamo riusciti, grazie all’utilizzo di una tecnica innovativa – la reverse vaccinology – a mettere a punto un vaccino efficace, partendo dal genoma del batterio. Lo sviluppo del vaccino è stato prima di tutto un grande successo della ricerca scientifica” – dichiara Rino Rappuoli, Responsabile Mondiale della Ricerca di Novartis Vaccines.

Nel mondo, ogni anno, sono complessivamente mezzo milione i casi di meningite meningococcica. L’epidemiologia dei diversi sierogruppi di meningococco varia considerevolmente a seconda dell’area geografica. In Italia, la causa principale è rappresentata dal sierogruppo B, che nel 2011 è stato responsabile del 64% dei casi totali tipizzati. Ha rappresentato inoltre la causa principale di meningite meningococcica nei bambini sotto l’anno di età, causando il 77% dei casi totali.

La proposta di utilizzo immediato del vaccino arriva dal Board del Calendario per la Vita, composto da Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica (SItI), Società Italiana di Pediatria (SIP), Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) e Federazione Italiana Medici di Medicina Generale (FIMMG).

La vaccinazione contro il meningococco B rappresenta una necessità epidemiologica, ma anche etica e comunicativa non eludibile. Per tali ragioni le società scientifiche raccomandano il suo utilizzo per la vaccinazione gratuita di tutti i lattanti” – afferma Paolo Bonanni, Professore presso il Dipartimento di Scienze della Salute (DSS) dell’Università di Firenze e Direttore della Scuola di Specializzazione in Igiene e medicina preventiva.

L’infezione batterica da meningococco è particolarmente pericolosa in quanto attacca le persone sane senza alcun segnale di preavvisoe può portare al decesso entro 24-48 ore: la meningite meningococcica ha una letalità tra il 9 e il 12%, ma in assenza di un trattamento antibiotico adeguato può raggiungere il 50%. I segni e sintomi sono spesso simili a quelli influenzali, rendendo difficile la corretta diagnosi negli stadi iniziali dell’infezione e limitando la possibilità di evitare le conseguenze più gravi. Su dieci persone che contraggono la malattia, circa una è destinata a morire anche se sottoposta a cure adeguate e su cinque persone che sopravvivono, una rischia di restare vittima di devastanti disabilità permanenti, quali danni cerebrali, problemi di udito o amputazione di arti: un forte impatto dunque non solo dal punto di vista della sanità pubblica, ma anche dal punto di vista sociale.

La prevenzione attraverso la vaccinazione rappresenta l’unica difesa contro questa infezione così aggressiva: ora il prossimo passo spetta alla Sanità pubblica, che potrà mettere a disposizione dei cittadini questa nuova opportunità vaccinale con l’inserimento nei piani vaccinali delle singole Regioni e nel nuovo Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale (PNPV).

I profili di tollerabilità e immunogenicità del nuovo vaccino sono stati valutati in un ampio programma clinico che ha coinvolto oltre 7.000 persone tra cui in Italia 11 istituti diversi e circa 1.500 tra neonati, bambini, adolescenti e adulti. Somministrabile a partire dai due mesi di età, il nuovo vaccino offre diverse opzioni di schedula vaccinale che possono essere integrate negli attuali programmi di vaccinazione di routine.

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E’ made in Italy il primo vaccino contro il meningococco B

Vaccino antimeningococco Novartis

Dopo il via libera da parte della Commissione Europea lo scorso gennaio, è arrivata anche l’autorizzazione dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) all’immissione in commercio di Bexsero®, il nuovo vaccino multicomponente Novartis contro il meningococco di sierogruppo B [rDNA, componente, adsorbito].

La meningite meningococcica è un’infezione batterica e la principale causa di meningite in Europa3, soprattutto tra i neonati, la fascia d’età più esposta al meningococco B (MenB)4. Indicato per l’immunizzazione a partire dai due mesi di età, il vaccino Novartis contro il MenB, è il risultato di oltre venti anni di ricerca d’avanguardia nello sviluppo dei vaccini presso i laboratori di Siena5.

Esistono vaccini in grado di proteggere contro i ceppi A, C, Y e W135 della meningite meningococcica, ma finora non era disponibile un vaccino contro il meningococco B» dichiara Rino Rappuoli, Responsabile Mondiale della Ricerca, Novartis Vaccines and Diagnostics.

Ecco perché è molto importante che sia arrivato il via libera anche dell’AIFA. Questo nuovo vaccino permetterà non solo di salvare molte vite umane, ma anche di cambiare le prospettive della lotta contro la meningite nel mondo. Adesso il nostro ruolo passa in secondo piano e il compito più importante lo avranno i governi e le istituzioni che hanno l’obiettivo di tutelare la salute pubblica con efficaci programmi di immunizzazione».

Il vaccino contro il MenB è prodotto presso lo stabilimento di Rosia (Siena) e distribuito nei diversi mercati. Questo rafforza ulteriormente il ruolo centrale dell’insediamento toscano di Novartis nella lotta contro la malattia, grazie anche al consistente programma di aggiornamento tecnologico che ha comportato importanti investimenti sia in immobilizzazioni, sia in attività di ricerca e sviluppo, oltre ad una forte crescita del numero dei collaboratori.

Nel mondo, ogni anno, sono complessivamente mezzo milione i casi di meningite meningococcica. L’epidemiologia dei diversi sierogruppi di meningococco varia considerevolmente a seconda dell’area geografica. In Italia, la causa principale è rappresentata dal sierogruppo B, che nel 2011 è stato responsabile del 64% dei casi totali tipizzati. Ha rappresentato inoltre la causa principale di meningite meningococcica nei bambini sotto l’anno di età, causando il 77% dei casi totali1.

Credo non ci sia esperienza peggiore per un pediatra di vedere un bambino con una meningite o una sepsi – afferma Chiara Azzari, Direttore della Clinica Pediatrica II del Dipartimento di Pediatria Internistica, all’Università degli Studi di Firenze e Azienda Ospedaliero-Universitaria “A. Meyer” di Firenze – ogni medico sa che dovrà affrontare situazioni drammatiche, ma la morte di un bambino è qualcosa a cui non ci si arrende mai. Le classi d’età a maggior rischio sono due – prosegue Chiara Azzari – la fascia 0-12 mesi e gli adolescenti tra 12 e 18 anni. La maggior incidenza è tra i 4 e gli 8 mesi. Ecco perché, per ottenere risultati effettivi nella riduzione dei casi, la prima barriera deve essere posta ai 2 mesi, con programmi di vaccinazione adeguati».

Questa malattia è particolarmente pericolosa in quanto attacca le persone sane senza alcun segnale di preavviso2 e può portare al decesso entro 24-48 ore. La meningite menigococcica ha una letalità tra il 9 e il 12%4, ma in assenza di un trattamento antibiotico adeguato può raggiugere il 50%2. I segni e sintomi sono spesso simili a quelli influenzali, rendendo difficile la corretta diagnosi negli stadi iniziali dell’infezione6 e limitando la possibilità di evitare le conseguenze più gravi. Su dieci persone che contraggono la malattia, circa una è destinata a morire anche se sottoposta a cure adeguate2 e su cinque persone che sopravvivono, una rischia di restare vittima di devastanti disabilità permanenti, quali danni cerebrali, problemi di udito o amputazione di arti2. La prevenzione attraverso la vaccinazione rappresenta quindi l’unica difesa contro questa malattia così aggressiva.

Tuttavia, la sua incidenza in Italia risulta sottostimata sia perché i casi di malattia non vengono adeguatamente notificati, sia per il ridotto utilizzo di tecniche più idonee per la tipizzazione. Secondo i dati di sorveglianza nei bambini con meno di 1 anno l’incidenza è di circa 3/100.000 nuovi nati1, e molti casi hanno un esito fatale ancora prima di poter fare la diagnosi.

A seguito della decisione dell’AIFA, le autorità competenti valuteranno l’inserimento del nuovo vaccino nei calendari vaccinali regionali e nell’ambito del prossimo Piano Vaccinale Nazionale.

La Sanità Pubblica non può che salutare con sollievo la disponibilità di ogni nuovo vaccino – commenta Michele Conversano, Presidente della Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblicatanto più in questo caso, data la gravità della meningite meningococcica, l’esordio subdolo e l’assenza di una terapia precoce e salvavita. Adesso tocca alle Regioni mettere quanto prima a disposizione dei cittadini un’arma in più per tutelare la propria salute».

Il profilo di tollerabilità e immunogenicità del nuovo vaccino Novartis sono stati stabiliti sulla base di un vasto programma clinico che ha coinvolto oltre 7.000 persone tra cui in Italia 11 istituti diversi e circa 1.500 tra neonati, bambini, adolescenti e adulti7. A partire dai due mesi di età, il nuovo vaccino offre diverse opzioni che possono essere integrate negli interventi di vaccinazione di routine8.

L’approvazione del nuovo vaccino contro la meningite B ha per me un significato molto profondo: nel 2009 non c’era ancora e ho perso mio figlio a causa di questa terribile infezione» dichiara Ivana Silvestro, Vicepresidente del Comitato Nazionale contro la Meningite.

Sapere che d’ora in poi tragedie come quella che ho vissuto io saranno finalmente evitabili mi aiuta a superare il dolore ancora vivo della perdita del mio piccolo Federico. Il vaccino è quindi, davvero, un’offerta di vita, che eviterà a molte famiglie di vivere esperienze drammatiche come la mia. Il cammino verso l’eradicazione della meningite è finalmente in discesa».

L’approvazione del nuovo vaccino contro la meningite B conferma l’esclusiva posizione di Novartis – e del suo polo toscano – nella lotta mondiale contro la terribile malattia meningococcica. A questo, infatti, si affianca il vaccino tetravalente già disponibile per la profilassi dei sierogruppi A, C, W135 e Y, per aiutare le persone a proteggersi da tutti e cinque i principali sierogruppi di batteri meningococcici all’origine della maggioranza dei casi di malattia nel mondo2,7,8,9.

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Bibliografia

1. Istituto Superiore di Sanità (ISS). http://www.simi.iss.it/files/Report_MBI.pdf (ultimo accesso verificato: maggio 2013).

2. World Health Organization. Meningococcal meningitis. Fact sheet #141. November 2012 update. Available at: http://www.who.int/mediacentre/factsheets/fs141/en/. Last accessed 15 Jan 2013.

3. World Health Organization. Meningococcal, staphylococcal and streptococcal infections. Available at: http://www.who.int/vaccine_research/documents/Meningo20091103.pdf. Last accessed 15 Jan 2013.

4. Rosenstein NE, Perkins BA, Stephens DS, et al. Meningococcal disease. N Engl J Med. 2001;344:1378-1388.

5. Rappuoli R. Reverse vaccinology, a genome-based approach to vaccine development. Vaccine 2001;19:2688-91.

6. Mayo Foundation for Medical Education and Research. Meningitis. April 2011. Available at: http://www.mayoclinic.com/health/meningitis/DS00118/DSECTION=symptoms. Last accessed 15 Jan 2013.

7. Immunization Action Coalition. Meningitis: Questions & Answers. Available at: http://www.immunize.org/catg.d/p4210.pdf. Accessed on April 4, 2013.

8. Bexsero Riassunto delle caratteristiche del prodotto ultimo approvato come disponibile sul sito di EMA.

9. Menveo Riassunto delle caratteristiche del prodotto ultimo approvato come disponibile sul sito di EMA.

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Le vaccinazioni in età pediatrica

ESPID 2013

Non abbassare la guardia sulla copertura vaccinale e continuare a sostenere la prevenzione attraverso un dialogo aperto e costruttivo con i genitori.

Questo è il monito lanciato dai pediatri della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS) durante il Congresso ESPID di Infettivologia Pediatrica, [Milano 28 maggio-01 giugno 2013], per ribadire ancora una volta l’importanza delle vaccinazioni in età pediatrica, quale strumento fondamentale per la prevenzione primaria delle malattie infettive e delle loro complicanze.

Le vaccinazioni rappresentano uno degli interventi più efficaci e sicuri a disposizione della Sanità Pubblica per la prevenzione delle malattie infettive – sottolinea il professor Gianni Bona, Direttore della Clinica Pediatrica dell’Università del Piemonte Orientale presso l’Azienda Ospedaliero-Universitaria Maggiore della Carità di Novara e vicepresidente SIPPSe con l’eccezione della potabilizzazione dell’acqua, nessun trattamento ha permesso una riduzione della mortalità così significativa. Grazie ai vaccini, infatti, si sono raggiunti risultati fondamentali come la scomparsa del Vaiolo dal 1980 o l’eradicazione della Poliomielite nella Regione Europea dell’OMS dal 2002”.

I vaccini hanno certamente cambiato la storia degli ultimi 200 anni della medicina e si sono affermati sia come strumento fondamentale per l’eradicazione di alcune patologie, sia come fattore di riduzione della mortalità e morbosità di altre, modificandone profondamente l’epidemiologia; tuttavia a livello europeo, ancora oggi, gravi casi di infezioni prevenibili continuano a manifestarsi.

Ne è un esempio l’epidemia di morbillo verificatasi recentemente nell’area della città di Swansea, una contea del Galles meridionale, per la quale le autorità sanitarie inglesi hanno dovuto predisporre un piano di emergenza. Nel corso del tempo si era ridotta la protezione di massa proprio nelle fasce d’età più a rischio a causa delle paure, ampiamente diffuse e successivamente dimostrate infondate, circa un presunto legame tra vaccino e rischio di autismo.

I gravi avvenimenti accaduti in Galles – osserva il dottor Piercarlo Salari, pediatra di Consultorio a Milano e componente della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS) ci inducono ad inevitabili riflessioni: da un lato è necessario informare costantemente i genitori sulle possibili conseguenze e complicazioni di infezioni come il morbillo, per le quali è inaccettabile oggi dover assistere ancora a casi gravemente invalidanti se non addirittura fatali; dall’altro non bisogna sottovalutare l’impatto che informazioni scientificamente non autorevoli e opportunamente strumentalizzate possono avere sui genitori, instillando in loro dubbi, timori e preconcetti nei confronti delle vaccinazioni e ostacolando il raggiungimento dell’eradicazione degli agenti patogeni, obiettivo finale a cui guardano le istituzioni sanitarie”.

Nonostante negli ultimi anni, in Europa, siano stati compiuti grandi progressi verso l’eliminazione di morbillo, parotite e rosolia, diversi sono i Paesi che ancora riportano focolai di queste malattie. Per esempio, nel 2010 si è verificato un focolaio di morbillo in Bulgaria e nel 2011 è stato riportato un aumento di casi in generale in diversi Paesi dell’Unione.

I dati sulla rosolia, inoltre, raccolti in 26 Paesi dell’Ue (Unione Europea) e del SEE (Spazio Economico Europeo), indicano che tra il 1 marzo 2012 e il 28 febbraio 2013, sono stati segnalati 21.549 casi. Di questi, il 99% è stato rilevato in Romania (11.020 casi, 514,6 casi/milione di abitanti) e in Polonia (10.326, 270,3 casi/milione).

Anche le epidemie di parotite continuano a essere motivo di preoccupazione per la salute pubblica: nel 2010, il tasso di casi confermati è stato dell’1.98 per 100 000 abitanti. Come negli anni precedenti, la fascia di età più colpita è stata quella tra i soggetti di 15-24 anni di età. I tassi più elevati sono stati riportati nella Repubblica Ceca, il Regno Unito e in Olanda.

I dati di sorveglianza hanno mostrato che il 35% dei casi riguardava bambini che non erano stati vaccinati, il 34% aveva ricevuto una dose e il 26% aveva ricevuto almeno due dosi.

L’impegno per eliminare il morbillo e la rosolia entro il 2015, non sarà raggiunto se interventi efficaci per aumentare la copertura vaccinale, non vengono raggiunti dai diversi Stati membri – afferma la dottoressa Luciana Nicolosi, Responsabile Gruppo di Lavoro Vaccini e Vaccinazioni della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Socialee non bisogna sottovalutare che le coperture non ottimali con il vaccino del morbillo, parotite e rosolia possono portare a tasche di individui suscettibili e successivi focolai di infezione, tra cui l’infezione da rosolia congenita”.

In generale, è pur vero che la maggior parte delle altre malattie prevenibili con i vaccini hanno continuato a mostrare una tendenza in calo come segnalato dall’incidenza dei casi confermati:

  • Nel 2010, 14 casi di difterite sono stati segnalati in tutta l’UE, con un tasso di notifica inferiore a 0,01 per 100.000 abitanti. La maggior parte dei casi sono stati segnalati in donne di età superiore ai 45 anni. La difterite, quasi completamente eradicata in Europa, rimane prevalente nell’Ucraina e in Russia ma episodi occasionali appaiono ancora in tutto il mondo.
  • Dal 1988, il numero di casi di poliomielite è diminuito di oltre il 99%, così come indicato nell’ambito di un’iniziativa mondiale guidata da Oms, Rotary International, Cdc e Unicef. La Regione Europea dell’OMS è stata dichiarata “polio free” nel 2002 nonostante un focolaio di poliomielite sia stato registrato in Tagikistan nel 2010. Sacche persistenti di trasmissione di poliovirus selvaggio e di tipo vaccinale sono state segnalate in diversi paesi africani e asiatici nel 2011, pertanto i casi di importazione rimangono ancora una minaccia per la popolazione europea non vaccinata.
  • Il tetano è una malattia rara in tutti i paesi dell’UE, grazie alla vaccinazione universale efficace e a buoni standard di salute e di igiene pubblica. Il tasso generale rimane molto basso (0,02 per 100.000 abitanti). La maggior parte dei casi sono stati segnalati in donne anziane (65 anni o più). Ulteriori sforzi dovrebbero essere fatti al fine di migliorare lo stato di immunizzazione dell’adulto e della popolazione anziana. La contaminazione di ferite con spore di tetano in persone non immuni può causare la malattia e talvolta la morte. Il tetano è incluso nel programma di vaccinazione primaria di tutti Paesi dell’Unione europea, e la vaccinazione periodica in età adulta è richiesta per mantenere l’immunità a valori efficaci.
  • Nonostante la disponibilità di vaccini efficaci, alcuni casi di pertosse sono stati osservati in diversi Paesi, in particolare tra gli anziani, bambini, adolescenti e adulti. Il tasso complessivo di casi confermati nel 2010 è stato di 3,87 per 100 000 abitanti. La pertosse può presentarsi come una malattia lieve ed è spesso non diagnosticata. I bambini di età inferiore ai 2 mesi, troppo piccoli per essere vaccinati e nei quali la malattia può assumere un decorso molto severo, possono essere infettati da fratelli, genitori, nonni e operatori sanitari che possono non essere consapevoli di avere la malattia.

Riguardo le malattie invasive da Haemophilus influenzae, infine, i dati 2012 ne confermano il buon controllo, mentre sono ancora presenti molti casi da pneumococco e meningococco che potrebbero essere evitati con un uso più esteso della vaccinazione.

La malattia meningococcica – evidenzia il prof. Bona  – è una della infezioni più gravi, con una letalità del 7-14 % a dispetto di un appropriato trattamento antibiotico. I bambini al di sotto dell’anno di vita rappresentano la popolazione a più alto rischio di infezione, con un’incidenza pari a 16,98/100,000, seguita dai bambini di 1-4 anni (7,07/100,000). In Europa, in particolare, il sierogruppo B causa circa l’80% delle meningiti meningococciche in età pediatrica. La disponibilità di un vaccino meningococcico di gruppo B, approvato in questi giorni dall’AIFA, rappresenta l’ultima frontiera per la prevenzione della meningite batterica nell’infanzia”.

Dunque, le vaccinazioni comportano benefici, non soltanto per effetto diretto sui soggetti vaccinati, ma anche in modo indiretto, poiché inducono protezione anche ai soggetti non vaccinati: infatti, quando si raggiunge un tasso di copertura vaccinale superiore all’85-90% della popolazione (herd immunity) si verifica il blocco della circolazione degli agenti patogeni.

In Italia, le malattie per le quali sono state condotte vaccinazioni di massa sono pressoché scomparse (Difterite, Poliomielite) o ridotte ad un’incidenza molto bassa (Tetano, Epatite B, Haemophilus influenzae tipo b); per altre malattie, tipiche dell’infanzia, si è pervenuti ad una veloce e costante diminuzione dell’incidenza, grazie all’aumento della copertura vaccinale (Pertosse, Morbillo, Rosolia, Parotite). Per altre ancora (infezioni invasive da Pneumococco o Meningococco) ci si sta avviando verso campagne diffuse di immunizzazione.

Tutte queste vaccinazioni sono inserite nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) e previste dal piano nazionale vaccini 2012-2014 come offerta attiva gratuita in tutte le Regioni.

In tale contesto – conclude Bona – spetta al pediatra, vero consigliere della famiglia, il compito di una informazione obiettiva nei confronti dei genitori, affinché il loro consenso, non di rado richiesto per l’esecuzione di un vaccino raccomandato, sia realmente e autenticamente informato e quando vi sia un rifiuto a far vaccinare il bambino, questo venga espresso per iscritto come dissenso informato, quale chiara espressione di responsabilità della scelta dei genitori”.

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