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“Boot Camp”, kit per i neo genitori

Il 29 gennaio scorso, presso la Sala Scozia dell’Azienda Ospedaliera Universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno, è stato presentato “Boot Camp”, un vero e proprio kit di addestramento per i neo genitori della Campania con consigli e suggerimenti utili per le famiglie con bambini e bambine “dentro e fuori la pancia di mamma”.

L’Assessore alle Pari Opportunità della Regione Campania Chiara Marciani ha consegnato i primi kit al reparto di ostetricia e ginecologia di Salerno accompagnata dal Direttore Generale del Ruggi, Giuseppe Longo, con l’intenzione di promuovere iniziative di sostegno e indicazioni di buone pratiche rivolte ai neo genitori per renderli sempre più consapevoli del loro ruolo per la salute dei figli e per la promozione del loro benessere.

L’azione di sensibilizzazione, soprattutto verso i neo genitori della Campania, su azioni e strumenti messi in atto a favore della salute del loro bambino, ha l’obiettivo di renderli consapevoli dell’impegno per uno sviluppo sano e privo di rischi per la sua alimentazione e per la salvaguardia del suo benessere.

Assieme al kit, è stata distribuita alle mamme ed ai papà una Guida pratica per genitori realizzata dalla Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale, Società Italiana Medicina Perinatale, Federazione italiana medici pediatri e Associazione Italiana Genitori.

 


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Pediatri di Famiglia: prolungare la copertura sanitaria pediatrica sino alla maggiore età

Centralità del pediatra di libera scelta nella cura del bambino e dell’adolescente, prolungamento dell’assistenza sanitaria pediatrica sino alla maggiore età, vantaggi derivanti dall’impiego di personale di studio, applicazione e rispetto delle norme contenute negli accordi collettivi nazionali come segno di affidabilità della controparte amministrativa e politica. Sono questi i principali spunti, e allo stesso tempo le richieste messe sul tavolo dai pediatri di famiglia, emersi dal convegno “I pediatri e le sfide del nuovo millennio: denatalità e organizzazione sanitaria”, organizzato dalla sezione regionale Puglia di Simpef – Sindacato Medici Pediatri di Famiglia nel weekend scorso a Bari.

Durante i lavori, che hanno affrontato il tema denatalità e le sue ripercussioni sul sistema delle cure pediatriche, il dibattito tra pediatri di libera scelta, clinici, esperti e decisori politici regionali e nazionali ha fatto emergere alcune proposte che Rinaldo Missaglia, Segretario nazionale Simpef illustra.

In primo luogo è opportuno ricordare come da anni non si sottoscrivono convenzioni rinnovate, nel senso di un adeguamento alle radicalmente mutate condizioni sociali e sanitarie dell’infanzia e dell’adolescenza, ma non solo. Intere parti di sostanza degli Accordi collettivi nazionali vigenti non sono ancora applicate o sono unilateralmente ed improvvidamente disattese dalle amministrazioni regionali. Inoltre, l’ultimo accordo, siglato pochi mesi fa, è scaduto il 31 dicembre; siamo nuovamente in una situazione di vacatio. Ed è per questo che, con grande senso di responsabilità civile oltre che professionale, ci rivolgiamo al rinnovato Comitato di Settore Sanità perché si attivi per avviare le procedure per la riapertura del tavolo di discussione, indicando a SISAC – Struttura Interregionale Sanitari Convenzionati, nella sua eventualmente rinnovata composizione, di procedere alla relativa convocazione, quanto mai opportuna” – premette Rinaldo Missaglia.

Venendo quindi alle proposte, Missaglia chiarisce:

È sotto gli occhi di tutti, la montante criticità della fase di vita adolescenziale, stretta tra un crescente complesso di inadeguatezza, ansia, ma anche de-responsabilizzazione delle figure adulte di riferimento, compresi i genitori, e stili e condizioni di vita inappropriati, dalla sedentarietà all’abuso di quanto le moderne tecnologie di comunicazione mettono a disposizione. In questa situazione, oggi il ragazzo è di fatto, assistenzialmente, ‘abbandonato a sé stesso’. Andrebbe accolta e perseguita la disponibilità dei pediatri di famiglia ad assicurare la propria competenza assistenziale a tutti gli assistibili, fino al compimento della maggiore età posta, sia scientificamente sia legalmente, al diciottesimo anno di vita. In questo modo si garantirebbero, in maniera appropriata, le cure necessarie in un’età socio-sanitariamente problematica”.

Secondo il Segretario nazionale Simpef:

Sotto questo punto di vista, la figura e il ruolo del pediatra, considerato dalle famiglie un punto fermo nella cura e nell’assistenza, sono fondamentali e la nostra attività professionale dovrebbe essere sostenuta e ampliata. Occorrerebbe migliorare e rendere maggiormente efficiente la presa in carico dei piccoli assistibili, grazie soprattutto alla messa a loro disposizione di pediatri di libera scelta che possano avvalersi dell’opera di collaboratori di studio infermieristici ed amministrativi per lo svolgimento della propria attività professionale”.

Nel corso dell’incontro di Bari su questi temi sono stati sensibilizzati tanto rappresentanti della società civile, di authority a tutela dell’infanzia e adolescenza quanto autorevoli esponenti delle Istituzioni parlamentari, quali l’On. Francesca Galizia e il Sen. Ubaldo Pagano. Tutti hanno condiviso la necessità di approfondire queste problematiche al fine di ottenerne l’opportuna risoluzione. Ci auguriamo che alle parole seguano fatti concreti” – conclude Missaglia.


Nascono meno bimbi, madri iperprotettive

A Bari il Convegno “I pediatri e le sfide del nuovo millennio: denatalità e organizzazione sanitaria” organizzato dalla sezione regionale Puglia di SimpefSindacato Medici Pediatri di Famiglia, il 18 e 19 gennaio scorso.

Il convegno ha rappresentato un momento cruciale per conoscere i cambiamenti a cui sta andando incontro la professione del pediatra di famiglia alla luce dell’attuale politica sanitaria nazionale e del suo riflesso sulle realtà regionali” – ha spiegato Maria Domenica Ferri, Segretario Regionale Simpef Puglia.

Centrale è stato il tema della denatalità di cui hanno discusso pediatri di famiglia, clinici, decisori e politici della Regione Puglia, delle regioni del Centro e Sud Italia ed esperti nazionali. Questo fenomeno, che non si limita ad avere una rilevanza regionale, ma rappresenta un’emergenza sociale per il Paese, sta diventando anche emergenza sanitaria.

La riduzione delle nascite, oltre ad avere un risvolto sul sistema sanitario, basti pensare alla chiusura dei punti nascita, porta a cambiamenti anche nell’attività del pediatra di famiglia. Se da un lato, infatti, si assiste a una riduzione del numero di bambini assistiti negli ambulatori; dall’altro, si osserva una maggiore ‘ansia’ delle famiglie rispetto alla salute dei propri bambini, che richiede un impegno maggiore da parte del pediatra di famiglia: il superfluo diventa necessario. Tutto questo rischia di far perdere di vista i reali bisogni della popolazione pediatrica quali l’emergenza sociale ed educativa, che rappresentano alcune delle sfide del nuovo millennio cui il pediatra deve rispondere” – ha continuato Maria Domenica Ferri, Segretario Regionale Simpef Puglia.

Secondo il rapporto Istat presentato a fine novembre scorso, infatti, nel 2017 i bambini nati sono stati oltre 15 mila in meno rispetto al 2016 e quasi 120 mila in meno rispetto al 2008. Questa tendenza pare essere confermata anche nel 2018: i dati provvisori riferiti al primo semestre mostrano già 8.400 nascite in meno rispetto allo stesso periodo del 2017. Il calo della natalità in Italia sembra quindi aver assunto caratteristiche strutturali.

Le conseguenze sociali della denatalità sono certamente sottovalutate. Un primo aspetto è di nuovo strutturale: l’Italia è anche un paese in declino demografico, con la popolazione in calo per il terzo anno consecutivo. Nel 2017 la popolazione è diminuita di oltre 100 mila unità rispetto all’anno precedente e si tratta di una decrescita con problemi specifici legati alla riduzione della popolazione giovanile e della quota di attivi, che impattano fortemente sia in termini di sviluppo economico del Paese che di sostenibilità del welfare, già messi a dura prova dai lunghi anni della crisi. Inoltre, pur a fronte di una diffusa consapevolezza almeno dichiarata – l’88% degli Italiani ritiene che in Italia si facciano pochi figli – appare inalterato un contesto sociale difficile che sposta sempre più avanti nel tempo le possibilità per i giovani di rendersi autonomi e di fare scelte di procreazione. Infine, il 61% attribuisce un ruolo rilevante alle politiche familiari a sostegno della genitorialità, però al momento molto limitate e caratterizzate dalla atavica carenza di servizi per la prima infanzia” – ha commentato Ketty Vaccaro, responsabile Area Welfare e Salute CENSIS.

Indubbiamente l’insufficiente accessibilità agli asili nido e alle scuole materne in associazione all’assenza delle figure di sostegno extra-genitoriale parentale, in primis la figura dei nonni, hanno contribuito in questi anni alla riduzione del tasso di natalità delle famiglie italiane” – ha detto Rinaldo Missaglia, Segretario Nazionale Simpef.

Questo scenario vede i genitori colpiti da un crescente complesso di inadeguatezza, ansia, ma anche de-responsabilizzazione, con una conseguente maggior dipendenza dalla figura del pediatra, considerato il depositario dell’offerta delle prestazioni sanitarie specialistiche, qualificate, quasi immediate e a costo zero dal modello della nostra assistenza sanitaria. Per rispondere a questo fenomeno, è necessario introdurre misure che rafforzino la percezione di adeguatezza genitoriale, in particolare nel fornire le cure al proprio bambino, secondo il principio espresso dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per cui ‘l’educazione terapeutica consiste nell’aiutare il paziente e la sua famiglia a comprendere la malattia e il trattamento e a collaborare alle cure’. Occorre, inoltre, riformare l’organizzazione sanitaria secondo i principi di presa in carico e continuità delle cure, fedeli al prevalente concetto di rapporto di fiducia pediatra – bambino – famiglia, valorizzando il ‘patto per la salute del bambino e dell’adolescente’ – ha proseguito Rinaldo Missaglia, Segretario Nazionale Simpef.

A queste due azioni potrebbe associarsi un’ulteriore misura concreta che contribuisca a creare – in maniera più attuale e moderna – una vera e propria rete della presa in carico del bambino, dalla nascita sino alla maggiore età.

Una misura che, a livello locale, crei una vera e propria rete tra pediatri di famiglia, centri ospedalieri e altri specialisti, in grado di contribuire, soprattutto nei casi di maggior necessità, a una gestione integrata del bambino, che diventa adulto solo al compimento del diciottesimo anno, come sempre l’Organizzazione Mondiale della Sanità ricorda. Esistono anche strumenti giuridici, nell’ambito della contrattazione pattizia, cui un sistema regionale potrebbe ricorrere per attuarla. Ciò sarebbe fondamentale anche per affrontare, con le più adeguate competenze del pediatra, le criticità sempre più emergenti della fase di vita adolescenziale, che sono imputabili all’assoggettamento a stili e condizioni di vita inappropriati. Mi riferisco a sedentarietà, errori alimentari, vere e proprie dipendenze dai passatempi elettronici, sino all’abuso di alcol e sostanze – è di questi giorni la notizia della nuova moda che sta prendendo piede tra i giovani di mixare gazzosa e sciroppo per la tosse, per uno ‘sballo’ a buon mercato – fenomeni anch’essi spesso conseguenti a inadeguatezza dovuta a scarsa conoscenza da parte degli adulti di riferimento, genitori compresi, talvolta loro malgrado” – ha aggiunto Rinaldo Missaglia, Segretario Nazionale Simpef..

Ciò che bisogna assolutamente evitare è un intervento non ponderato, che sull’onda del fenomeno denatalità vada a stravolgere un sistema che finora ha garantito risposte ai bisogni reali ritenute soddisfacenti dalla maggior parte della popolazione, come confermato da recenti indagini che vedono un ampio gradimento dei genitori circa l’operato e il ruolo di ‘consigliere’ del pediatra di famiglia” – ha concluso Rinaldo Missaglia, Segretario Nazionale Simpef.


Natale: i consigli per le festività ‘a misura di bimbo’

Panettoni, pandori, torroni, cioccolatini, frutta secca e tante altre prelibatezze. Non solo. Mercatini, strade addobbate a festa, luci e suoni che invadono le vie delle città: i bambini sono ormai pronti a tuffarsi nella magica atmosfera del Natale. La festa sognata tutto l’anno dai più piccoli è ormai alle porte e i bimbi sono impazienti di scartare i propri regali sotto l’albero.

In occasione delle festività di Natale e Capodanno, la Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale fornisce ai genitori utili consigli per trascorrere questi giorni ‘a misura di bimbo’, stilando un decalogo per mamme e papà che contiene importanti messaggi educazionali per ciò che riguarda l’alimentazione, il tempo libero e la sicurezza dentro e fuori le mura domestiche.

Il Natale rappresenta un importante momento da trascorrere in famiglia, cercando di vivere momenti di gioia e serenità. La salute dei nostri figli è importante, sia quella fisica sia quella legata al benessere psico-emotivo. Durante questi giorni di vacanza, allo svago, al gioco e alla distrazione i bambini dovrebbero dedicare il proprio tempo anche ad attività che spesso tralasciano: il riposo, ad esempio, è fondamentale per i più piccoli, così come si dovrebbe evitare di esporli a dannosi stimoli sonori. L’auspicio è che le festività natalizie, oltra a lasciare un bel ricordo, siano vissute all’insegna della serenità e del recupero di tanti valori che oggi sembrano persi ma dei quali la nostra società ha davvero bisogno, anche per guardare al nuovo anno con la maggior fiducia possibile” – afferma Giuseppe Di Mauro, Presidente SIPPS.

 

Questo il decalogo della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale:

  • Insegnare ai bambini il rispetto degli altri e dare loro esempio attraverso un gesto di solidarietà può essere un modo semplice ed efficace per trasmettere loro il significato più profondo di questi giorni di vacanza. Il Natale dovrebbe infatti essere la festa della condivisione e della fratellanza.
  • Mai discutere di fronte ai propri bambini. Lo stato d’animo dei genitori si ripercuote, inevitabilmente, su tutta la famiglia e spesso le festività natalizie si trasformano in un pretesto per dare sfogo a conflitti e tensioni spesso sopite. Le vacanze diventino, dunque, un momento di convivialità e di unione.
  • Leggere sempre con attenzione le etichette degli alimenti: è una buona abitudine da trasmettere ai propri figli per renderli consapevoli di cosa stanno mangiando. Da non trascurare, ovviamente, le etichette e il foglietto illustrativo dei farmaci: rivolgersi sempre al pediatra per il loro corretto utilizzo e in caso di dubbi.
  • Dare alla frutta un ruolo di primo piano sulle tavole imbandite. Arance, mandarini, mele, pere, melograni, ad esempio, apportano sempre un tocco di colore e allegria e, pur rispettando le tradizioni di ogni Regione, non bisogna far mancare ai bimbi un giusto apporto di fibre, vitamine e sali minerali.
  • Evitare assolutamente gli eccessi alimentari. Ogni anno i Pronto Soccorso registrano casi di bimbi ‘intossicati’ a causa delle abbuffate natalizie.
  • Diversificare il più possibile le attività. Inoltre, i bambini che vanno a scuola, dovrebbero fare i compiti un po’ alla volta per renderli meno pesanti.
  • Non fate diventare i piccoli schiavi della tecnologia: davanti a cartoni animati, computer e videogiochi, i bambini si incantano, senza poi contare quelli che ormai hanno sempre lo smartphone in mano. Portate i vostri figli almeno un paio d’ore all’aria aperta o invitate a casa i loro amici.
  • Trovare una via di mezzo tra la monotonia e i sovraccarichi di ogni genere. Passati i 15-18 mesi qualche trasgressione può essere concessa, ma l’organismo del bambino necessita di regolarità.
  • Comprare giocattoli a norma e dunque certificati dal marchio CE, puntando al loro corretto utilizzo. La sicurezza riguarda poi anche lo sport: bisogna rispettare le norme basilari (comportamentali, gradualità, eventuale appoggio a un istruttore) fare uso di opportune dotazioni protettive, oltre ad alcune abitudini, come quella dei fuochi di Capodanno, purtroppo funestate da incidenti ogni 31 dicembre.

 

 


“ExpoSalus and Nutrition”

La Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale ha partecipato in prima linea ad ExpoSalus and Nutrition, il progetto di Formedica e Fiera Roma dedicato alla salute, al benessere e alla qualità della vita, che si è svolto dall’8 all’11 novembre scorso, presso il Polo Fieristico di Roma Capitale.

L’8 novembre, dalle ore 13:00 alle ore 18:00, la SIPPS ha partecipato infatti all’inaugurazione dell’evento, e ha portato in platea la propria esperienza sul tema “Presente e futuro del Sistema Salute in Italia: la parola agli addetti al settore”.

Voglio ringraziare il Presidente del Congresso, Professor Andrea Lenzi, per aver aperto alla pediatria le porte di questa prestigiosa iniziativa. E’ davvero un onore prendere parte ad ExpoSalus and Nutritione lavorare al fianco di professionisti, aziende, istituzioni, associazioni di pazienti e cittadini per migliorare la salute delle prossime generazioni e per far sì che tutti diventino davvero protagonisti attivi del proprio benessere” – ha affermato Giuseppe Di Mauro, Presidente SIPPS.

SIPPS è stata protagonista anche della giornata conclusiva della Fiera: domenica 11 novembre, dalle ore 10:00 alle ore 13:00, è stato infatti previsto un workshop che ha trattato due importanti tematiche: la prima ha riguardato la presentazione del documento “Il bambino nella sua famiglia – Guida pratica per i Genitori”, strumento di formazione ed educazione facile da consultare e da comprendere.

La Guida è ripartita in capitoli che spaziano dalla nascita all’alimentazione, dalla crescita all’educazione, passando per la cura, la sicurezza e la legge fino alla prevenzione preconcezionale e alla gravidanza. Senza dimenticare gli incidenti e le manovre di rianimazione e i diritti della donna madre e lavoratrice” – ha esposto Leo Venturelli, pediatra di famiglia, e responsabile dell’educazione alla salute della SIPPS.

La Guida è uno strumento davvero utile per i genitori e risponde a numerose domande. Tra queste: come comportarsi con un bimbo appena nato? Quali vaccinazioni svolgere? Cosa fare per una giusta alimentazione? Quali le differenze tra allattamento al seno e allattamento artificiale? Quanto contano il gioco, la lettura e lo sport? In quale misura devono essere visti TV, videogiochi, smartphone e tablet? Quanto è importante riposare bene? I ‘no’ aiutano a crescere? Come scegliere il pediatra? Cosa fare quando un bambino non sta bene? A cosa si ha diritto per legge in merito ai congedi parentali?

Il secondo argomento al centro del workshop targato SIPPS è stato invece incentrato sulla “Consensus Human Early Life Prevention (HELP)”, che si sofferma sulla classificazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità delle più importanti malattie non trasmissibili: dai tumori al diabete mellito, dalle malattie respiratorie croniche fino alle patologie cardiovascolari.

La Consensus HELP è un utile documento che analizza le criticità e propone possibili interventi preventivi, finalizzati a rendere i primi ‘1.000 giorni di vita’, finestra temporale che va dal concepimento al secondo anno di vita, una reale opportunità per il futuro dei bambini. Gli argomenti – età fertile e concepimento, gravidanza, primo semestre di vita, secondo semestre di vita e 12-24 mesi – sono suddivisi in cinque capitoli, uno per ogni fase critica, e il testo si articola in una parte generale e in una parte con una serie di quesiti” – ha spiegato Andrea Vania, Responsabile del Centro di Dietologia e Nutrizione Pediatrica del Dipartimento di Pediatria della Sapienza Università di Roma.

 


Parlare di vaccini in modo nuovo, con il linguaggio delle emozioni: è nata Gemma!

I vaccini evocano spesso paure e dubbi. Tutti vogliono il meglio per i loro figli, sia chi vaccina che chi non lo fa: abbiamo in comune più di quanto ci divida. Per questo è nata Gemma.

www.gemmaeivaccini.it è un progetto di storytelling digitale che mira a comunicare emotivamente l’importanza dei vaccini, rispondendo alle paure di chi esita non con il tono neutro dei dati scientifici, ma con una storia in cui identificarsi.

La storia è costruita come un moderno racconto epistolare che ci fa seguire Gemma in due mondi diversi: uno in cui le persone continuano a vaccinarsi, l’altro in cui le persone smettono di farlo. Tutto ciò per raccontare che impatto avrebbe la fine dei vaccini, attraverso il microcosmo di una vita umana, semplice, riconoscibile, la vita di una persona che ama, soffre, ha sogni e paure.

Spesso i professionisti sanitari o i centri vaccinali non hanno il tempo per accogliere le paure e i dubbi. Per questo, il progetto Gemma e i Vaccini ha lo scopo di supportarli nel loro ruolo strategico di comunicazione, offrendo anche delle infografiche che possono essere scaricate dal sito, stampate e condivise sui social network.  Le infografiche illustrano i dati reali su cui la storia di Gemma è basata e servono a mostrare l’intenso lavoro scientifico dietro i vaccini.

Il nuovo sito web www.gemmaeivaccini.it è nato nell’ambito di “Valore in Prevenzione – un Programma a supporto delle decisioni informate in ambito di programmazione, organizzazione, gestione e comunicazione delle politiche vaccinali in Italia”, uno dei progetti di maggiori dimensioni e complessità realizzato negli ultimi anni da Fondazione Smith Kline, in collaborazione con VIHTALI, spin off dell’Università Cattolica di Milano, CERGAS SDA Bocconi e Center for Digital Health Humanities.

Valore in Prevenzione è stato presentato giovedì 7 giugno, a Roma in occasione dell’evento “Value Based Prevention”, presso l’Associazione della Stampa Estera.

FONTE | Center for Digital Health Humanities

Al Teatro di Ortigia, i lavori del XXX Congresso Nazionale SIPPS “Bambini di ieri, oggi e domani…La nostra care, il nostro cuore”

E’ stato davvero ricco di spunti interessanti il XXX Congresso Nazionale della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale, in scena dal 7 al 10 giugno a Siracusa, nominata per l’occasione “Capitale dell’Infanzia 2018 e che lo storico Tito Livio ha definito “La più bella e la più nobile tra le città greche”.

Al Congresso è stato invitato anche il nuovo Ministro della Salute, On. Giulia Grillo.

Oltre 100 i relatori e più di 700 gli esperti e gli Opinion Leader provenienti da tutta Italia e dall’estero si sono dati appuntamento per quattro giorni nella città siciliana famosa in tutto il mondo per il suo meraviglioso Teatro greco e inserita nel 2005 dall’Unesco nella lista dei patrimoni dell’umanità.

I massimi esperti della salute del bambino si sono confrontati, tra l’altro, su tematiche di grande respiro scientifico e di importante “circuito” mediatico: dalle vitamine del gruppo B al rapporto tra asma e reflusso gastroesofageo; dalla vitamina D ai probiotici nella risposta allergica. Spazio inoltre a febbre e dolore nel bambino, corretta idratazione, allergia ai farmaci e agli antibiotici, ipersensibilità ai vaccini e disturbi dell’apprendimento. Senza dimenticare la Consensus sull’alimentazione complementare e la Consensus sui corticosteroidi inalatori in età evolutiva, con focus su rinite, asma ed effetti collaterali.

Fari puntati, poi, sugli argomenti “2.0”: i pediatri si sono interrogati, infatti, su come la tecnologia possa venire in aiuto al medico ed ai genitori. Particolarmente interessante una lezione sull’Evidence Based Medicine, per migliorare l’approccio critico alle evidenze scientifiche.

Una sede davvero prestigiosa, dunque, quella scelta dagli esperti della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale per celebrare i 30 anni delle proprie attività, all’insegna dello slogan “Bambini di ieri, oggi e domani…La nostra care, il nostro cuore”.

Un tempo il pediatra era il curante delle malattie del bambino, mentre oggi lo prende in carico a 360 gradi, incrementa la genitorialità responsabile, educa, consiglia, sostiene, difende. La care è il pediatra che non attende passivamente ma che consiglia i genitori, prima di medicalizzare un disturbo. Incoraggia la collaborazione attiva dei genitori, per rendersi partecipe del percorso di crescita del bambino, incentivando il suo sviluppo. Il pediatra aiuta il bimbo a conoscere se stesso ed una volta divenuto adolescente ne fa interlocutore diretto della sua comunicazione, per affrontare tutte le problematiche proprie di questa particolare età. La care è il pediatra che lotta per un ambiente più sano e che interviene con la prevenzione, soprattutto primaria: vaccini, corretta alimentazione, igiene del sonno, educazione sessuale, sani stili di vita senza alcool, fumo, droghe e cyberdipendenza: il pediatra, dunque, è quindi passato dal “curare” al “prendersi cura” – ha dichiarato Giuseppe Di Mauro, Presidente SIPPS.

Durante l’inaugurazione del Congresso, il 7 giugno scorso, sono stati nominati emeriti gli ultimi tre Presidenti che hanno guidato la Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale: una medaglia d’argento è stata consegnata a Giuseppe Chiumello, Marcello Giovannini e Gian Paolo Salvioli.

Spazio alla “Dermatologia pediatrica ambulatoriale”: un Corso a numero chiuso per pediatri e dermatologi per approfondire le conoscenze e le metodologie diagnostiche relative a patologie dermatologiche tipiche dell’età pediatrica, con particolare riguardo all’uso dei cortisonici topici in età pediatrica, alla psoriasi in età pediatrica, alle patologie dell’area genitale e alle malattie dermatologiche che il pediatra non deve ignorare.

A chiudere la prima giornata di lavori due letture magistrali sul tema “I primi mille giorni”: dall’alba del neurosviluppo all’alba dell’intelligenza.

Nella giornate di venerdì 8 e sabato 9 giugno sono state presentate nuove pubblicazioni, scritte insieme ad altre importantissime Società Scientifiche nel campo della Pediatria e realizzate con il contributo di oltre 100 autori. Si tratta di due Guide pratiche intersocietarie: la “Guida pratica Oculistica in età evolutiva” e la “Guida pratica Ginecologia in età evolutiva”.

La prima è nata grazie alla proficua collaborazione con FIMP, SICuPP e SIOP.

Con questo testo ci proponiamo di fare prevenzione e screening, passando in rassegna le principali patologie dell’occhio di interesse ambulatoriale. Il messaggio è molto chiaro: un semplice controllo della vista può evitare ai giovani pazienti problemi futuri ben più gravi” – ha spiegato il Presidente Di Mauro.

La seconda Guida è realizzata in collaborazione con SIGIA, FIMP, SIMA e SIMP.

All’interno del documento sono trattati, in maniera efficace e concisa, argomenti di grande interesse: dallo sviluppo psicosessuale all’esame clinico fino alle malformazioni dell’apparato genitale. Il testo si arricchisce inoltre di capitoli su contraccezione e gravidanza in adolescenza, educazione alla sessualità, autoerotismo e primi rapporti sessuali, temi molto attuali e troppo spesso trascurati” – ha concluso Di Mauro.

Sabato 9 giugno hanno trovato spazio altre interessanti tematiche: dalle nuove linee Guida per l’alimentazione della popolazione pediatrica italiana INRAN, alle novità nella Distrofia Muscolare di Duchenne, le Infezioni Respiratorie Ricorrenti, l’enuresi e la dieta mediterranea come fattore di prevenzione in gravidanza ed in età evolutiva.

Domenica 10, giorno in cui il Congresso ha calato il sipario, si è parlato, tra l’altro, di vaccini: dal nuovo calendario alla stagione influenzale 2018 – 2019, fino al meningococco B e alla pertosse.

Dalla Sicilia alla Lombardia: il prossimo Congresso SIPPS, dal titolo “Rotte Sicure per Orizzonti di Salute”, si terrà infatti a Laveno sul lago di Como, dal 24 al 27 ottobre 2019.

 

DOCUMENTI PER APPROFONDIMENTI

Atti del CongressoGuida “Oculistica in età evolutiva”Guida “Ginecologia in età evolutiva”



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