Posts Tagged 'psichiatria'

Ansia lieve, cause e manifestazioni

Deadline, lavoro, scadenze da rispettare, esami, obiettivi da raggiungere, lavoro, verifiche, impegni quotidiani, ancora lavoro … Sempre più italiani sono a rischio ansia, con percentuali in aumento su un target di popolazione molto ampio, che vede coinvolti anche i giovanissimi.

Ma cos’è l’ansia e cosa si intende quando parliamo di ansia lieve?

L’ansia, dal latino “angĕre”– stringere, è uno stato di preoccupazione di durata o frequenza variabile, che può essere causata da una sensazione di agitazione per un evento o un problema che potrebbe verificarsi e caratterizzato dal pensiero di essere inadeguati per affrontarlo. L’ansia può generare una serie di sintomi che possono avere un impatto importante sulla qualità della vita.

L’ansia lieve, da distinguere dall’ansia patologica, può generare un lieve stato di apprensione persistente e apparentemente ingiustificato.

Quando si presentano i sintomi dell’ansia (fisici o emotivi) si è portati a pensare di non poter far fronte alla situazione e si scatena una sequenza di pensieri ed emozioni negative che interagiscono anche con l’aspetto fisiologico, alimentandosi a vicenda.

Malgrado non sia una sensazione piacevole, generalmente tutti gli individui incappano prima o poi in sensazioni di ansia di durata transitoria.

Ansia Lieve Menarini

Tra i sintomi fisici ed emotivi dell’ansia è possibile riscontrare:

– preoccupazione costante

– sonno disturbato

– cattivo umore

– irrequietezza

– palpitazioni

– difficoltà a concentrarsi

I disturbi d’ansia sono determinati dall’interazione di diversi fattori, che possono essere genetici e ambientali. Tra quelli ambientali possono rientrare situazioni di difficoltà legate alla vita quotidiana, come può essere la scuola/l’università, il lavoro, la famiglia o episodi come litigi con colleghi, discussioni con amici, oltre che dalla paura del futuro, che possono scatenare stati ansiosi.

Ciò determina la sensazione di “non farcela” e uno stato in cui l’ansia può causare sintomi fisici oltre che emozionali, innescando un meccanismo che condiziona lo svolgimento delle attività quotidiane e crea difficoltà nei rapporti sociali (alimentando ulteriormente l’ansia).

Italiani sempre più a rischio ansia

Secondo l’EurodapAssociazione Europea Disturbi da Attacchi di Panico sempre più italiani sono a rischio ansia e attacchi di panico, con percentuali in aumento. In un sondaggio del 2019 condotto online, su oltre 700 soggetti, tra i 19 e i 60 anni, è emerso che:

– il 79% di coloro che hanno risposto al sondaggio ha avuto, durante l’ultimo mese, manifestazioni fisiche frequenti e intense di ansia

– il 73% si percepisce come una persona molto apprensiva, che si preoccupa facilmente di piccole cose/situazioni

– il 68% dichiara di avere non poco disagio a stare lontano da casa o da luoghi familiari

– mentre il 91% trova molto spesso difficoltà nel rilassarsi

L’ansia può avere varie origini e diverse forme che possono avere un impatto più o meno importante sulla qualità della nostra vita; per questo è di fondamentale importanza riconoscerla per tempo al fine di affrontarla con l’aiuto di persone qualificate.

Anche quando si tratta di uno stato lieve è giusto comunque considerarlo come un primo segnale da non sottovalutare.

FONTE | MenariniBlog

Onda amplia il proprio programma formativo con l’integrazione sociale e lavorativa dei pazienti affetti da schizofrenia

In Italia, si stima che la schizofrenia colpisca tra 250 a 500 mila persone. Questa malattia si manifesta con una serie di sintomi, quali deliri, allucinazioni, linguaggio e comportamento disorganizzato, che compromettono il rapporto dell’individuo con la realtà e la sua capacità di stabilire relazioni interpersonali.

L’attività di Onda, Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere, è da tempo orientata alla promozione della salute mentale e di una conoscenza attiva dei disturbi psichici per combattere lo stigma e favorire un reinserimento delle persone colpite da queste malattie. Per questo abbiamo aderito al progetto Triathlon, nella sua fase formativa, convinti che sia un utile strumento per il reinserimento sociale” – ha spiegato Francesca Merzagora, Presidente Onda, in occasione della presentazione dei primi risultati del progetto svoltasi, il 28 ottobre scorso, presso la ASL di Latina.

Onda ha preso parte al progetto Triathlon, nato con l’obiettivo di far fronte alle difficoltà assistenziali delle persone colpite da psicosi per favorirne il recupero e il reinserimento sociale e lavorativo, introducendo nel 2016 un percorso formativo che offre la possibilità a queste persone di conseguire la Patente Europea del Computer (ECDL), allo scopo di promuovere l’avvicinamento al mondo del lavoro, la socializzazione e l’impegno nel raggiungimento di un obiettivo. Dopo questa prima fase che ha visto il coinvolgimento di 37 Dipartimenti di salute mentale di tutta Italia, l’iniziativa prosegue nel corso del 2019 dando l’opportunità ad altri 50 pazienti di partecipare all’iniziativa.

Grazie al progetto Triathlon, in questi anni, abbiamo dato la possibilità a molti ragazzi che soffrono di psicosi di affrontare un percorso formativo che, al di là delle competenze tecniche acquisite, è stato importante come esperienza umana per l’impegno richiesto, per la possibilità di socializzare e di affrontare queste prove insieme ad altri. Dall’inizio del progetto sono stati coinvolti oltre 80 ragazzi in tutta Italia che hanno completato tutte o alcune fasi della formazione; 14 di loro, lo scorso anno hanno raggiunto il traguardo e hanno conseguito la Patente Europea del Computer. Quest’anno, facendo tesoro dell’esperienza, abbiamo deciso di offrire questa opportunità ad altri 50 ragazzi: è stato semplificato il percorso rendendolo più interattivo e integrando teoria e pratica. Ci auguriamo di poterli vedere tutti al traguardo” – ha continuato Merzagora.

Il nuovo percorso formativo prevede ancora più interattività e supporto. I partecipanti infatti saranno inseriti all’interno di una classe virtuale nella quale potranno consultare il materiale didattico, esercitarsi, mettersi alla prova con simulazioni d’esame ed essere supportati in caso di difficoltà. Questo permetterà loro di acquisire le nozioni necessarie per sostenere l’esame ECDL, una prima base per un futuro lavorativo.

La schizofrenia in quanto disturbo psichico grave e dall’andamento complesso rappresenta una condizione cronica che si riflette sul piano personale, lavorativo, sociale e familiare. Sul piano sociale persistono ancora oggi la discriminazione e lo stigma nei confronti dei soggetti affetti da schizofrenia, spesso dovuti a una scarsa conoscenza della malattia, che si ripercuotono inevitabilmente sul percorso terapeutico. Infatti, lo stigma percepito dal paziente influisce sfavorevolmente sulla sua autostima, suscitando sentimenti negativi e ostacolando l’obiettivo della recovery. Iniziative e opportunità come quelle offerte dal progetto Triathlon consentono al paziente di tentare di andare oltre l’’etichetta’ di malattia per appropriarsi di un’identità personale, valorizzando le proprie risorse” – ha commentato Claudio Mencacci, Presidente Comitato Tecnico Scientifico di Onda e Direttore Dipartimento di Neuroscienze e Salute Mentale, ASST Fatebenefratelli-Sacco, Milano.

Il programma ECDL di Onda costituisce una delle iniziative di Triathlon – Indipendenza, Benessere, Integrazione nella Psicosi – realizzato grazie alla collaborazione tra la Fondazione Onda, la Società Italiana di Psichiatria (SIP), la Società Italiana di Psichiatria Biologica (SIPB), la Società Italiana di Psichiatria Sociale (SIPS), la Società Italiana di PsicoPatologia (SOPSI), la Società Italiana di NeuroPsicoFarmacologia (SINPF), e promosso da Janssen.

È un progetto vasto e innovativo che si articola secondo tre dimensioni: organizzativa, clinica e sociale. Le dimensioni organizzativa e clinica offrono eventi formativi dedicati alla gestione dei Dipartimenti di salute mentale e all’importanza di un approccio integrato tra farmaci e percorsi terapeutici nel trattamento dei pazienti con psicosi. Il trattamento farmacologico, infatti, portando alla remissione dei sintomi ha un ruolo fondamentale nel consentire alla persona con schizofrenia di prendere parte al percorso riabilitativo, il cui scopo è quello di migliorare le sue capacità cognitive e relazionali. Infine, la dimensione sociale offre ai pazienti la possibilità di prendere parte ad un percorso sportivo fondato sulla disciplina del triathlon, con l’obiettivo di migliorare l’autostima e favorire benessere e integrazione sociale.

Alcuni dei protagonisti del programma ECDL di Onda – i pazienti, i clinici e gli assistenti sociali che hanno supportato i partecipanti al corso, insieme a Fondazione Itaca, che si occupa da anni di iniziative di questo tipo – hanno testimoniato nel corso dell’evento tenutosi oggi all’ASL di Latina alla presenza del Sindaco Damiano Coletta, quanto progetti di questo tipo siano importanti non solo per acquisire conoscenze e abilità specifiche, ma soprattutto per l’impegno e la motivazione che richiedono nel perseguire un obiettivo utile a costruire un percorso di integrazione sociale e lavorativa.

Il Dipartimento di Salute mentale (DSM) di Latina ha aderito al progetto Triathlon in collaborazione con le principali società scientifiche in ambito psichiatrico e Onda, oltre alle associazioni degli utenti, progetto volto a superare le criticità che vivono le persone affette da psicosi: stigma ed esclusione sociale. Sempre in coerenza con il concetto di dimensione sociale, il DSM di Latina ha individuato due utenti per il corso di formazione per il corso on-line afferente al progetto Triathlon, che ha permesso loro di acquisire nozioni necessarie per affrontare l’esame ECDL. Il risultato ottenuto può essere ritenuto eccellente in quanto entrambi i partecipanti hanno superato l’esame e sono stati i primi tra tutti i DSM in Italia” – ha commentato Lino Carfagna, Direttore del Dipartimento di Salute Mentale ASL di Latina.

 

 

Ansia ed attacchi di panico: causa-effetto di uno stato fisiologico

L’ansia è uno stato fisiologico dell’organismo che si manifesta in particolari situazioni percepite soggettivamente come pericolose; costituisce un’importante risorsa per mantenere lo stato di allerta e migliorare la risposta di difesa. Quando, però, l’attivazione del sistema ansiogeno è esagerata, ingiustificata o sproporzionata rispetto alla situazione contingente, si parla invece di disturbo d’ansia, che si può manifestare sia a livello psichico che somatico, rendendo la persona incapace di affrontare le situazioni anche più comuni.

A livello emotivo genera insicurezza e preoccupazione, mentre i sintomi a livello somatico sono tachicardia, sudorazione, tremori, vertigini. Spesso disturbi di questo tipo sfociano in attacchi di panico, episodi acuti e improvvisi che producono una sensazione di disorientamento e di depersonalizzazione con totale perdita di controllo. La paura di un nuovo attacco diventa subito dominante, tanto da portare, in molti casi, a manifestazioni ripetute che sfociano in un vero e proprio disturbo di panico. Il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM V) descrive dettagliatamente i criteri diagnostici necessari per la classificazione dei vari disturbi, ma in realtà non sempre è possibile riconoscere entità nosologiche precise, poiché questi disturbi possono coesistere, sovrapporsi e alternarsi nello stesso individuo in momenti diversi.

Diversi studi hanno dimostrato l’influenza di questo genere di disturbi sul sistema cardiovascolare: i sintomi dell’ansia sono spesso associati ad un aumento di mortalità cardiovascolare (Chrapko et al 2004) e pazienti affetti da disturbi di panico e ansietà fobica manifestano un alto rischio di sviluppo di patologie cardiache (Kawachi et al 1994, Weissman 1990).

Gli studi che hanno fatto uso dell’Heart Rate Variability hanno permesso di valutare il legame tra questi disturbi e la regolazione simpato-vagale, evidenziando come le funzioni vagali si riducano in pazienti con disturbi d’ansia, a favore di un aumento dell’attività simpatica (Yeragani  et al 2003, Srinivasan et al 2002). Alcuni sintomi frequenti durante un attacco di panico, come la palpitazione, sono direttamente collegati all’abbassamento dell’attività del sistema parasimpatico e determinano di conseguenza una riduzione della frequenza del battito cardiaco ( Miu et al 2009 ).

E’ importante sottolineare però che, le ripercussioni che un disturbo mentale può avere sulla vita di una persona sono estremamente variabili: in alcuni casi (ad esempio, nel caso di alcune fobie o depressioni lievi) l’impatto sul funzionamento nella vita quotidiana è più lieve ; in altri casi quali gravi forme di disturbi d’ansia o  alcuni tipi di disturbi di somatizzazione, le conseguenze sono molto profonde ed investono tutte le aree della vita di un individuo condizionandone profondamente le realizzazioni in campo familiare, lavorativo e sociale.

Pubmed (Chrapko et al 2004 ; Kawachi et al 1994 ; Weissman 1990 ; Yeragani  et al 2003 ; Srinivasan et al 2002 ; Miu et al 2009)

FONTE | MedCam  – AUTORE | Gloria Iannetti

Salute mentale: torna l’(H)-Open day di Onda

In occasione della Giornata Mondiale della salute mentale che si è celebrata il 10 ottobre scorso, Onda, Osservatorio Nazionale sulla salute della donna e di genere, è tornata a parlare di salute mentale lanciando la sesta edizione dell’(H)-Open day dedicato a chi soffre di disturbi psichici, neurologici e del comportamento alimentare.

Le strutture aderenti al progetto su tutto il territorio nazionale hanno aperto le porte alla popolazione con consulti, colloqui psicologici, sportelli di ascolto, info point, conferenze, distribuzione di materiale informativo sulla salute mentale e poster specifici su schizofrenia e suicidio giovanile. L’obiettivo è stato sensibilizzare la popolazione sull’importanza della diagnosi precoce e favorire l’accesso alle cure, aiutando a superare pregiudizio, stigma e paure legate alle malattie psichiche.

I servizi offerti sul sito www.bollinirosa.it (cliccando sul banner in home page) dove è stato possibile visualizzare l’elenco dei centri aderenti con indicazioni su date, orari e modalità di prenotazione.

L’(H)-Open day salute mentale gode del Patrocinio della Società Italiana di Psichiatria (SIP), della Società Italiana di Neuropsicofarmacologia (SINPF) e della Società Italiana di Psichiatria Geriatrica (SIPG) ed è stato reso possibile anche grazie al contributo non condizionato di Angelini, Janssen, Lundbeck e Neomesia.

La giornata mondiale della salute mentale come ogni anno ci permette di fare luce sulla complessità del problema a livello mondiale. Quest’anno la giornata è dedicata alla prevenzione dei suicidi, un tema attualissimo considerato che il suicidio è tra le prime 20 cause di morte a livello globale, con una netta prevalenza degli uomini sulle donne (78% a 22%). Onda, anche quest’anno, ripropone la sua iniziativa più consolidata, un H-Open day dedicato alla salute mentale giunto alla 6a edizione. Il 10 ottobre in oltre 140 strutture tra ospedali Bollini Rosa e non e presidi territoriali, la popolazione avrà modo di avvicinarsi alle varie patologie legate alla mente e ai servizi di cura. Visite specialistiche gratuite, consulti, conferenze, test di valutazione e punti informativi presso gli ospedali aderenti all’iniziativa, daranno la possibilità di accedere ai trattamenti e di superare stigma e paura nei confronti delle varie patologie mentali. Questa iniziativa, cresciuta nel tempo, ha consentito negli anni di offrire servizi (oltre 500 nel 2018) in modo sempre più capillare contribuendo ad un’azione di sensibilizzazione verso il singolo e le comunità territoriali”- ha spiegato Francesca Merzagora, Presidente Onda 

Il tasso della mortalità in Italia per suicidio è tra i più bassi in Europa (6 ogni 100.000 rispetto alla media di 11). A tutt’oggi nella classe di età 15-29 anni il suicidio è la seconda causa di morte. Al secondo posto le ragazze dai 15 ai 19 anni al terzo posto i ragazzi. Tra i modelli comportamentali a rischio, oltre a quelli di utilizzo di alcol e droga, vi sono quelli “invisibili” rappresentati da eccesso di uso dei media, sedentarietà e carenza di sonno. Diversi studi hanno evidenziato negli under 18 una correlazione tra consumo di cannabis e aumento della depressione, pensieri suicidari e suicidio, 3 volte più elevati in questa fascia di età” – ha spiegato Claudio Mencacci, Presidente della Società Italiana di Neuropsicofarmacologia e Direttore Dipartimento di Neuroscienze e Salute Mentale, ASST Fatebenefratelli-Sacco, Milano.

Il disagio psichico è in continuo aumento a livello globale e il tema della salute mentale è destinato ad acquisire un ruolo centrale nel dibattito di salute. Iniziative come l’H-Open day hanno l’obiettivo oltre che di avvicinare alle cure anche di contribuire a migliorare la conoscenza delle patologie psichiche per ridurre lo stigma e la paura ad esse associate.

Per maggiori informazioni visitare il sito www.bollinirosa.it o inviare una e-mail a segreteria@ondaosservatorio.it

Per scaricare i materiali informativi e l’elenco ospedali che hanno aderito clicca qui

 


Depressione Perinatale

Anche quest’anno Onda, Osservatorio nazionale per la salute della donna e di genere, rinnova il suo impegno nella lotta alla depressione nel periodo perinatale – comprendente la gravidanza e il post partum – a cui presta particolare attenzione sostenendo la campagna “Un sorriso per le mamme”, nata nel 2010 con l’obiettivo di supportare le donne e le loro famiglie in questo speciale momento della loro vita: una campagna social sui canali di Onda e sulla pagina Facebook dedicata un sorriso per le mamme (https://www.facebook.com/unsorrisoperlemamme/), una brochure distribuita negli ospedali milanesi con Bollini Rosa specifica per le neomamme e nuovi contenuti e grafica per il sito di riferimento, www.depressionepostpartum.it, realizzati grazie al patrocinio di Fondazione Cariplo. Sul sito è possibile reperire informazioni utili alle mamme che soffrono di ansia e depressione perinatale, ricercare i nominativi e le attività dei centri specializzati presenti in Italia a cui ci si può rivolgere per chiedere aiuto, e accedere in modo più semplice e immediato al servizio “L’esperto risponde” per confrontarsi con uno specialista.

La depressione post-partum è un fenomeno più comune di quanto si possa pensare, che si stima arrivi a colpire una percentuale di donne che varia dal 9 al 22%. La difficoltà di avere un dato preciso deriva soprattutto dal fatto che la maggior parte della popolazione femminile ha paura a raccontare ciò che prova. Il 70-80% mostra, già nei primissimi giorni dopo il parto, sintomi lievi e passeggeri di una forma fisiologica di depressione, chiamata baby blues, che possono scomparire spontaneamente dopo 7-10 giorni, ma che possono anche effettivamente sfociare, nel 20% dei casi, in veri e propri episodi depressivi.

Il periodo della gravidanza e del post partum è un momento delicato nella vita di una donna che deve adattarsi a cambiamenti molto radicali. È quindi importante riconoscere i segnali di difficoltà e supportare le neomamme in questa fase. Se però i sintomi persistono è bene rivolgersi tempestivamente a uno specialista o a un centro dedicato tra quelli ad esempio, segnalati da Onda sul sito rinnovato www.depressionepostpartum.it – ha commentato Francesca Merzagora, Presidente di Onda.

Il progetto è stato realizzato con Fondazione Cariplo impegnata nel sostegno e nella promozione di progetti di utilità sociale legati al settore dell’arte e cultura, dell’ambiente, dei servizi alla persona e della ricerca scientifica. Ogni anno vengono realizzati più di 1000 progetti per un valore di circa 150 milioni di euro a stagione. Fondazione Cariplo ha lanciato 4 programmi intersettoriali che portano in sé i valori fondamentali della filantropia di Cariplo: innovazione, attenzione alle categorie sociali fragili, opportunità per i giovani, welfare per tutti. Questi 4 programmi ad alto impatto sociale sono: Cariplo Factory, AttivAree, Lacittàintorno, Cariplo Social Innovation. Non un semplice mecenate, ma il motore di idee.                                                           

E’ online il nuovo bando “Bollini Rosa” per gli Ospedali vicini alle donne

È online il Bando Bollini Rosa relativo al biennio 2020-2021. Fino al 31 maggio 2019 tutti gli ospedali interessati possono compilare il questionario di auto-candidatura sul sito dedicato all’iniziativa www.bollinirosa.it.

I Bollini Rosa sono un riconoscimento conferito dal 2007 da Onda agli ospedali italiani che offrono servizi dedicati alla prevenzione, diagnosi e cura delle principali patologie femminili, riservando particolare attenzione alle specifiche esigenze delle donne. Gli obiettivi principali sono incentivare gli ospedali a offrire servizi clinico-assistenziali personalizzati e che considerino le specifiche esigenze femminili e sensibilizzare la popolazione sulle patologie femminili più diffuse, avvicinando alla diagnosi precoce e alle cure. L’iniziativa ha ottenuto il patrocinio di 24 Società Scientifiche e ha consentito la creazione di una rete consolidata di 306 ospedali sul territorio nazionale.

I Bollini Rosa nascono con l’obiettivo di sensibilizzare gli ospedali alla creazione di percorsi diagnostico-terapeutici che tengano in considerazione la specificità di genere. Oggi rappresentano il più importante riconoscimento all’applicazione della medicina genere-specifica alla pratica clinica” – ha affermato Francesca Merzagora, Presidente di Onda.

Le aree specialistiche incluse nel bando sono cardiologia, dermatologia, diabetologia, dietologia e nutrizione clinica, endocrinologia e malattie del metabolismo, ginecologia e ostetricia, geriatria, medicina della riproduzione, neonatologia e patologia neonatale, neurologia, oncologia ginecologica, oncologia medica, pediatria, psichiatria, reumatologia, senologia, urologia e sostegno alle donne vittime di violenza.

L’assegnazione dei Bollini Rosa avviene tramite l’elaborazione matematica dei punteggi attribuiti a ciascuna domanda del questionario e la successiva valutazione dell’Advisory Board, presieduto da Walter Ricciardi, Direttore Dipartimento Scienze della salute della donna, del bambino e di Sanità pubblica, Policlinico Universitario “A. Gemelli” di Roma. La cerimonia di premiazione delle strutture è prevista l’11 dicembre 2019 a Roma in sede istituzionale.

Il numero delle strutture che sono entrate nel network negli anni è in continuo aumento, segno dell’attenzione crescente verso le esigenze proprie dell’utenza femminile. I risultati di questi anni ci hanno convinto a continuare sulla strada della promozione della salute di genere negli ospedali: il nuovo bando che assegnerà i Bollini Rosa per il biennio 2020-2021 è stato appena divulgato e contiamo di ricevere ampia adesione per poter realizzare sempre più iniziative con gli ospedali premiati a favore della popolazione femminile” – ha proseguito Merzagora.

Per discutere del ruolo e del valore del network Bollini Rosa e del contributo allo sviluppo della medicina di genere in ambito ospedaliero, si è tenuto il 16 maggio scorso a Milano, il convegno I Bollini Rosa: ruolo e valore del panorama sanitario, promosso da Onda in collaborazione con Regione Lombardia, con la presenza delle Istituzioni, degli specialisti e dei pazienti.

Tutte le strutture ospedaliere identificate come ospedali ‘vicini alle donne’ dalla Fondazione Onda e premiati con i Bollini Rosa offrono percorsi diagnostico-terapeutici e servizi dedicati alle principali patologie di interesse femminile, assicurando appropriatezza terapeutica e percorsi di cura in tempi minimi. Il fattore ‘tempo’ assume una rilevanza di assoluta priorità, soprattutto per i portatori di patologie gravi, che vivono il disagio di malattie totalizzanti con elevato impatto sulla propria qualità di vita e con ricadute anche per i familiari che li sostengono. Pertanto, il garantire assistenza e cura in tempi ridotti, non solo alle donne ‘malate’ ma anche nei momenti più gioiosi della vita come quelli del parto, è indice di efficienza organizzativa, umanizzazione delle cure e rispetto per la persona-paziente” – ha spiegato Walter Ricciardi, Direttore Dipartimento Scienze della salute della donna, del bambino e di Sanità pubblica, Policlinico Universitario “A. Gemelli” di Roma.

I Bollini Rosa, nati per sensibilizzare le strutture sanitarie nei confronti della medicina di genere, sono di fatto diventati una certificazione di qualità delle cure e la cultura organizzativa che hanno determinato è diventata patrimonio di tutti gli operatori delle strutture ospedaliere” – ha concluso Flori Degrassi, Direttore Generale, ASL Roma 2.

 


 

Depressione: solo 1 persona su 2 riceve diagnosi e cure adeguate

La depressione è stata riconosciuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità la prima causa di disabilità a livello globale. In Italia la prevalenza di questa malattia si stima sia del 5,5%, con circa 3,5 milioni di pazienti, in Europa più di 35 milioni di cittadini vivono con la depressione. Inoltre, si stima che solo 1 persona su 2 riceva diagnosi e cure adeguate, che passi più di un anno e mezzo tra comparsa dei primi sintomi e decisione di rivolgersi ad un medico e circa due anni per ricevere una diagnosi corretta.

La depressione è quindi un tema imprescindibile quando si parla di salute e in particolare di salute della donna che ne è colpita in misura doppia rispetto all’uomo. Il nostro obiettivo è aumentare la consapevolezza della malattia presso la popolazione per superare lo stigma ancora così radicato e cercare di avvicinare i pazienti a diagnosi e cure appropriate” – introduce Francesca Merzagora, Presidente Fondazione Onda, Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere.

Il costo sociale della depressione maggiore è molto elevato e include i costi sanitari diretti che riguardano la diagnosi, il trattamento, la riabilitazione, l’assistenza e la prevenzione delle ricadute a lungo termine che pesano sul Servizio Sanitario Nazionale, per circa 5.000 euro l’anno per ogni paziente. Sono anche molto rilevanti i costi del non trattamento della depressione per i risvolti legati in particolare alla perdita di produttività che si stima essere pari a 4 miliardi di euro annui in termini di ore lavorative perse.

Per questo è stato presentato il 10 aprile scorso, presso la Camera dei Deputati il documento “Depressione: sfida del secolo – Un impegno per contrastarla in attesa di un Piano nazionale” contenente il Manifesto in 10 punti “Uscire dall’ombra della depressione” come call to action collettiva per promuovere efficaci azioni di prevenzione mirata, un tempestivo e facilitato accesso ai percorsi di diagnosi e cura, anche attraverso il potenziamento dei servizi sul territorio e attività di ricerca volte a individuare le misure terapeutiche più efficaci e innovative in ambito farmacologico, cognitivo e psicosociale. Il documento è promosso da Fondazione Onda, Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere con il patrocinio di Cittadinanzattiva, Progetto Itaca, SINPF, Società Italiana di Neuropsicofarmacologia, SIP, Società Italiana di Psichiatria e il contributo incondizionato di Janssen.

Questo sforzo non può prescindere dal ruolo delle Istituzioni che stiamo coinvolgendo su questo tema. Il Manifesto ‘Uscire dall’ombra della depressione’ è uno strumento che auspichiamo possa essere la base per la costituzione di un tavolo interparlamentare, guidato dall’On. Rossana Boldi, al fine di definire in tempi brevi un piano nazionale di lotta alla depressione coinvolgendo tutti gli interlocutori” – continua Francesca Merzagora, Presidente Fondazione Onda.

La depressione maggiore è una malattia psichiatrica spesso non diagnosticata, non compresa nella sua gravità, spesso misconosciuta. Compromette la vita lavorativa, sociale e affettiva di chi ne è affetto, e spesso, a causa dello stigma che ne consegue, rifiuta la diagnosi. Credo sia arrivato il momento che le Istituzioni si facciano carico in modo concreto del problema. Tre milioni e mezzo di pazienti in Italia, di cui due terzi donne, non possono più essere trascurati. Mi auguro che il manifesto che presentiamo oggi grazie a Onda, diventi la base per proposte concrete per definire un Piano Nazionale per la depressione, mirato a stabilire percorsi certi per la prevenzione, la diagnosi e la cura di questa patologia. Un piano che finalmente metta al centro i pazienti e le loro famiglie e sappia cogliere la complessità di questa patologia” – ha commentato l’On. Rossana Boldi, vice Presidente Commissione Affari Sociali, Camera dei Deputati.

Tra i 10 punti del Manifesto emerge l’importanza di non sottovalutare i campanelli di allarme come gli stati transitori di tristezza e rivolgersi al proprio medico di fiducia o allo specialista quando questi perdurano a lungo; ridurre i tempi della diagnosi; favorire l’aderenza terapeutica coinvolgendo familiari e caregiver nel percorso di cura; ridurre lo stigma che aleggia sulla malattia e che impedisce ai pazienti e a chi sta loro accanto di chiedere aiuto attraverso una corretta informazione e sensibilizzazione.

L’azione italiana è in linea con il contenuto del rapporto “A sustainable approach to depression: moving from words to action” recentemente presentato al Parlamento Europeo su iniziativa di una coalizione di società scientifiche e associazioni di familiari europee impegnate nella lotta alla depressione. Il rapporto, che evidenzia la gravità della depressione in Europa e le necessità di maggiori investimenti a livello politico-istituzionale, per contrastarla, suggerisce raccomandazioni concrete su come affrontare questa malattia basandosi su comprovate prove scientifiche e di buona pratica e auspica una risposta adeguata da parte dei decisori politici.

Anche se gli italiani non sono i più depressi della UE, la media del nostro Paese è alta: il 5,5% della popolazione soffre di depressione maggiore con una netta prevalenza declinata al femminile. Importante è riconoscerla nelle varie fasi della vita dove si nota un crescendo, dall’adolescenza (1,9%) all’età adulta (6,5%), fino al 13,1% negli over 65. È sempre più importante un precoce riconoscimento dei sintomi e l’applicazione di appropriati percorsi terapeutici” – ha spiegato Claudio Mencacci, Direttore DSMD – Neuroscienze ASST Fatebenefratelli-Sacco, Milano e Presidente SINPF, Società Italiana di Neuropsicofarmacologia.

La depressione comporta infatti un grave danno allo sviluppo e al mantenimento delle competenze lavorative, famigliari, relazionali, affettive e sociali per chi ne soffre e per i caregiver. Questa malattia comporta inoltre un netto peggioramento della quantità e della qualità di vita sia per la comorbidità con molte patologie mediche sia per il rischio di suicidio particolarmente elevato nelle classi di età tra i 20 e i 34 anni e dopo i 65 con oltre 3.600 casi di suicidio annui”- ha affermato Alberto Siracusano, Direttore UOC Psichiatria e Psicologia clinica, Policlinico Tor Vergata, Roma.

La ricerca farmacologica è mirata a rispondere agli attuali bisogni terapeutici insoddisfatti nella cura della depressione, soprattutto per quanto riguarda i sintomi cognitivi e residui in pazienti che non rispondono ai trattamenti farmacologici tradizionali. La perdita di plasticità dei neuroni di specifici neurotrasmettitori costituisce un fattore cruciale nella farmacologia e patologia di questa malattia, portando all’ipotesi neurotrofica della depressione. È su questo target che si basa il meccanismo d’azione dei nuovi farmaci glutammatergici che hanno recentemente dimostrato di portare ad una rapida risposta clinica” – ha continuato Giorgio Racagni, Presidente eletto SIF, Società Italiana di Farmacologia.

Le imprese del farmaco sono in prima linea per combattere la depressione con una quarantina di nuove molecole in sviluppo nel mondo, potenziali capostipiti di nuove classi terapeutiche. Inoltre, tra i 1.600 studi clinici sulla depressione condotti oggi a livello internazionale anche grazie al contributo dell’industria farmaceutica, oltre 1.300 utilizzano approcci innovativi, quali tecnologie digitali, identificazione di nuovi target terapeutici e nuove vie di somministrazione. L’impegno delle aziende è quindi rivolto a ridurre al minimo l’impatto di questa patologia sulla popolazione e permettere ai pazienti di condurre una normale vita quotidiana” – ha concluso Massimo Scaccabarozzi, Presidente Farmindustria.

 



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