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La dieta nella psoriasi e nella artrite psoriasica

La psoriasi è una malattia cronica infiammatoria della pelle e presenta una significativa morbilità e un effetto associato sulla qualità della vita.

Gli adulti con psoriasi e/o artrite psoriasica possono integrare le loro terapie mediche con interventi dietetici per ridurre la gravità della malattia?

Un folto gruppo di ricercatori americani ha messo a punto una revisione sistematica di 55 studi e 4534 pazienti con psoriasi, identificando la riduzione del peso con una dieta ipocalorica come intervento di maggiore efficacia  in pazienti obesi e in sovrappeso con psoriasi.

Da questa revisione, la commissione medica della National Psoriasis Foundation raccomanda  la perdita di peso con una dieta ipocalorica per i pazienti sovrappeso e obesi con psoriasi.

Inoltre, i risultati supportano debolmente una dieta priva di glutine per quei pazienti che presentano marcatori sierologici di sensibilità al glutine.

Dati di bassa qualità suggeriscono invece che alcuni cibi, certe sostanze nutritive e determinati schemi alimentari possano avere un’influenza sull’andamento della malattia.

Per quanto riguarda invece i pazienti con artrite psoriasica, le prove permettono agli autori di consigliare solo debolmente l’integrazione con vitamina D e la riduzione del peso con una dieta a basso contenuto calorico in coloro che sono in sovrappeso e obesi.

Inoltre, i ricercatori hanno evidenziato tre concetti per interpretare le loro raccomandazioni:

  1. continuare la terapia medica regolare per le malattie psoriasiche, dato che gli interventi dietetici non possono essere l’unica fonte di trattamento.
  2. gli interventi dietetici possono essere associati a effetti avversi e controindicazioni
  3. le loro raccomandazioni potrebbero avere impatto anche su altre patologie e potrebbero influire sulla salute generale. 

 

Ford AR, Siegel M, Bagel J, Cordoro KM, Garg A, Gottlieb A, Green LJ, Gudjonsson JE, Koo J, Lebwohl M, Liao W, Mandelin AM 2nd, Markenson JA, Mehta N, Merola JF, Prussick R, Ryan C, Schwartzman S, Siegel EL, Van Voorhees AS, Wu JJ, Armstrong AW – JAMA Dermatol. 2018 Jun 20. doi: 10.1001/jamadermatol.2018.1412.

FONTE | La nutrizione

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Psoriasi, arriva in Italia l’innovazione che velocizza la cura e migliora la qualità di vita dei pazienti

Efficacia e rapidità d’azione superiori rispetto ai trattamenti di confronto. Risultati visibili già dopo la prima settimana. Durata di trattamento dimezzata rispetto all’attuale gold standard. Praticità e tollerabilità che favoriscono l’aderenza dei pazienti alla terapia.

Sono le credenziali della nuova terapia topica di LEO Pharma per la psoriasi, una combinazione di calcipotriolo e betametasone dipropionato a dose fissa somministrata in un’innovativa formulazione in schiuma spray, che assicura una maggiore e più rapida penetrazione dei principi attivi attraverso la cute.

Enstilar®, disponibile adesso anche in Italia, ha un effetto marcato sui sintomi della psoriasi, come il prurito, e offre una risposta a molti degli unmet needs aperti nel trattamento della malattia: scarsa aderenza alla terapia; percezione di bassa efficacia dei trattamenti topici, a causa di un’azione lenta e di schemi terapeutici lunghi e complessi; insoddisfacente qualità di vita per i pazienti.

Il nuovo farmaco potrà essere utilizzato sia nei pazienti con psoriasi lieve-moderata che in quelli con forme moderate che hanno controindicazioni all’utilizzo di farmaci sistemici. La posologia prevede un’applicazione al giorno per un ciclo di trattamento di 4 settimane.

L’associazione tra calcipotriolo e cortisonico rappresenta la terapia locale più efficace contro la psoriasi, con efficacia superiore a quella dei due principi attivi somministrati separatamente. Adesso, la nuova formulazione in schiuma sovrassatura permette di ottenere a livello cutaneo una concentrazione molto più alta di principi attivi. Il risultato terapeutico è decisamente superiore a quello dell’unguento o gel. Ma, cosa non meno importante, questa formulazione è ancora più gradevole e tollerata dal paziente. Enstilar® rappresenta un’innovazione importante per tutti i pazienti con psoriasi lieve moderata e ancor più per quei pazienti con psoriasi moderata che non possono essere trattati con farmaci o fototerapia” – ha dichiarato Piergiacomo Calzavara Pinton, Direttore Unità di Dermatologia, Spedali Civili di Brescia e Presidente SIDeMaST.

L’efficacia del prodotto è dimostrata da un corpus di studi clinici che hanno coinvolto complessivamente circa 1.700 pazienti: un paziente su due (51%) ha raggiunto un miglioramento quasi completo della malattia entro 4 settimane.

L’altro 49% ottiene comunque un miglioramento, clinicamente visibile. In base ai dati misurati attraverso l’osservazione diretta dei pazienti, dopo 5 giorni di trattamento già il 50% ha riportato una riduzione del prurito di almeno il 70%, riduzione che dopo 4 settimane interessa l’80% dei pazienti.

L’80% dei pazienti trattati a 4 settimane ha raggiunto un miglioramento clinicamente rilevante della Qualità di Vita e, in particolare, quasi il 50% ha riferito che la psoriasi non aveva più alcun effetto sulla propria vita dopo solo una settimana di trattamento.

La psoriasi, malattia della cute cronica, recidivante e autoimmune, si può manifestare in forme diverse per localizzazione e gravità: la maggioranza delle forme (circa il 70-80%) è di entità lieve-moderata. Nel mondo colpisce circa 125 milioni di persone, il 2-3% della popolazione. In Italia la prevalenza della patologia è pari a circa il 3% della popolazione adulta, con un’incidenza di circa 230 nuovi casi l’anno ogni 100.000 persone. Principale sintomo della malattia è la comparsa di chiazze (placche) rilevate, arrossate e ricoperte di squame su diversi distretti corporei, quali cuoio capelluto, gomiti e ginocchia. Le manifestazioni cutanee spesso si associano a prurito e quando sono persistenti possono diventare molto fastidiose e dare dolore.

La psoriasi comporta spesso disagio, imbarazzo e frustrazione che si ripercuotono negativamente sull’autostima del paziente. Quando le placche si manifestano in zone del corpo fortemente esposte, come volto, cuoio capelluto, unghie, allora la psoriasi pone notevoli problemi di vergogna e imbarazzo e di conseguenza ha un rilevante impatto sulla quotidianità e sulle relazioni interpersonali. Se le chiazze si localizzano in aree del corpo meno visibili il disagio è minore ma la malattia è ugualmente fastidiosa per la presenza di prurito o dolore. In ogni caso, tutti i pazienti vogliono liberarsi dalla malattia” – ha spiegato Giampiero Girolomoni, Direttore della Clinica Dermatologica dell’Università di Verona.

Le caratteristiche “cosmetiche” dei trattamenti topici disponibili – untuosità, odore – unite alla lentezza del meccanismo d’azione sono un serio ostacolo all’aderenza alla terapia. Grazie a questa nuova formulazione i pazienti possono avvalersi finalmente di un prodotto che non unge, gradevole e assai ben tollerato, in grado di eliminare molto rapidamente il prurito e tutto ciò che ne è connesso, come l’insonnia, migliorando di molto la qualità della vita.

Un nuovo successo di LEO Pharma, l’azienda danese leader globale nella cura delle malattie della pelle, presente in Italia con una propria filiale dal 2012. E nuove sfide attendono LEO Pharma per il quinquennio 2020-2025, l’arco di tempo scelto per consolidare la sua leadership in dermatologia grazie anche all’ingresso dell’azienda nell’area dei farmaci biologici, che si andranno ad affiancare ai trattamenti topici già in portfolio.

Ci siamo dati cinque anni di tempo, a partire dal 2020, per “cambiare pelle”, e riposizionarci come leader a tutto campo in dermatologia. In particolare saremo l’unica azienda ad offrire trattamenti per tutti i tipi di psoriasi grazie ad un portfolio completo. Inoltre la solidità acquisita dall’esperienza maturata nel campo dei prodotti topici ci aiuterà a vincere la sfida che ci attende con l’ingresso nell’area dei biologici. Il nuovo processo comporterà un costante confronto con le istituzioni nazionali e regionali per condividere le opportunità dell’innovazione. La nuova strategia sicuramente rafforzerà LEO Pharma Italia, la cui presenza nel Paese si è consolidata in questi ultimi anni come dimostrano i numeri del fatturato, passato da 20 milioni di euro nel 2011 a 40 milioni di euro del 2016, consentendo un reinvestimento per 80 milioni di euro tra il 2013 e il 2016” – ha affermato Paolo Pozzolini, Country Lead di LEO Pharma Italia.

 


La psoriasi

Psoriasi3

La psoriasi è una malattia della pelle, ad andamento cronico e recidivante, che si manifesta con la comparsa di chiazze rossastre e rotondeggianti, ben delimitate da margini netti. Con il progredire della patologia, le chiazze possono confluire e sono ricoperte di squame di colore bianco-argenteo. La psoriasi può interessare tutta la superficie corporea, ma le aree classicamente colpite sono: gomiti, ginocchia, cuoio capelluto e regione sacrale.

L’evoluzione di questa malattia, per la quale non esiste ancora oggi una terapia risolutiva, è imprevedibile e può procedere attraverso riacutizzazioni, miglioramenti e talvolta anche persistenti remissioni.

È importante rilevare che anche una minima estensione della malattia sulla superficie corporea può essere associata a comorbilità. Numerosi studi hanno dimostrato che non solo vi è un’associazione tra psoriasi e artrite psoriasica, depressione e abuso di sostanze, ma anche che i pazienti affetti da psoriasi presentano una maggior incidenza della sindrome metabolica, e quindi obesità, diabete, patologie cardiovascolari1.

Tipi di psoriasi

La severità della psoriasi è misurata in base all’estensione delle lesioni, al grado di eritema, desquamazione e infiltrazione, alla risposta alle terapie e al grado di disabilità sociale e psicologica2.

Le varie forme cliniche sono:

psoriasi a placche: è la forma più comune. Le lesioni compaiono a livello del cuoio capelluto, del tronco e sugli arti. Anche le unghie possono essere coinvolte;

psoriasi guttata: colpisce prevalentemente i bambini e si manifesta con piccole chiazze su tutto il corpo; spesso è correlata a faringite streptococcica;

psoriasi pustolosa: si presenta sotto forma di piccole pustole che ricoprono aree delimitate (palmi delle mani o piante dei piedi), oppure tutto il corpo;

psoriasi inversa: è comune nelle persone anziane e colpisce le pieghe (regione ascellare, inguinale e pieghe sottomammarie). Le lesioni possono essere umide;

psoriasi eritrodermica (detta anche psoriasi esfoliativa): è interessata tutta la superficie cutanea che si presenta uniformemente arrossata con desquamazione intensa3.

La psoriasi lieve-moderata

La maggior parte delle persone affette da psoriasi (circa l’80%) soffre di psoriasi a placche, nella forma lieve o moderata. La psoriasi si definisce:

lieve, quando interessa meno del 10% della superficie ed è controllata con successo dalla terapia locale;

moderata, quando interessa dal 10 al 20% della superficie corporea o meno del 10% ma con localizzazioni importanti (viso e mani) che pesano sulla qualità di vita del paziente, ed è ben controllata con la terapia locale.

Molto spesso la psoriasi lieve-moderata non viene riconosciuta e adeguatamente trattata. Inoltre, sono soprattutto i pazienti affetti da queste forme a manifestare il maggior grado d’insoddisfazione riguardo alla gestione terapeutica e clinica della malattia, dal momento che le terapie sistemiche, anche in considerazione del profilo di sicurezza per svariati aspetti non ottimale, sono riservate a forme di psoriasi moderata-grave.

La psoriasi può inoltre presentarsi di livello moderato-grave, quando interessa più del 10% della superficie corporea ma non risponde alla terapia locale, o che interessa meno del 10% della superficie corporea ma è presente in aree “problematiche” (cuoio capelluto, mani e piedi); è grave quando coinvolge più del 20% della superficie corporea o meno del 20% ma è instabile, rapidamente progressiva e interessa parti importanti come le superfici palmo-plantari e il cuoio capelluto.

Epidemiologia

La psoriasi colpisce in egual misura gli uomini e le donne, anche se studi sull’incidenza della patologia suggeriscono che tende a manifestarsi più precocemente nella popolazione femminile4.

Nel mondo ne sono affette circa 125 milioni di persone5, pari al 3-4% in occidente, e al 3,1% nella popolazione italiana6.

L’incidenza è intorno ai 6 casi per 10.000 abitanti ogni anno, e appare più alta nei Paesi sviluppati, mentre si riduce tra Neri e Asiatici e in alcuni gruppi etnici, come gli Aborigeni australiani, ed è del tutto eccezionale nei Nativi americani. Tuttavia, le minoranze sono soggette ad ammalarsi nella forma grave e a soffrire di un maggiore distress sociale ed emozionale5.

La patologia può insorgere a qualsiasi età, ma nelle forme dell’adulto è più comunemente diagnosticata ai 20 e ai 50 anni d’età.

Fattori scatenanti

La psoriasi è una malattia a carattere genetico: circa il 30% dei soggetti con psoriasi ha una storia familiare nei parenti di primo grado. La probabilità di ammalarsi con entrambi i genitori affetti da psoriasi è di circa il 40%7.

Molti possono essere i fattori ambientali scatenanti. Tra questi:

• i traumi fisici, come il grattamento, le ustioni, le cicatrici chirurgiche o i traumi accidentali;

• lo stress emotivo;

l’aumento dell’indice di massa corporea, correlato all’incremento del rischio di manifestare la malattia;

• le infezioni delle alte vie respiratorie, causate prevalentemente dallo streptococco betaemolitico, soprattutto nei pazienti pediatrici;

alcuni farmaci, ad esempio sali di litio, beta-bloccanti, antimalarici, FANS;

l’etilismo e il fumo, che spesso accompagnano le forme gravi di psoriasi e sono maggiormente correlati all’insorgenza di psoriasi pustolosa3.

Ripercussioni sulla qualità di vita

La psoriasi incide su gran parte degli aspetti del vivere quotidiano del paziente, dalla scelta dei vestiti alle attività sportive, come ad esempio il nuoto, dove l’esposizione di aree cutanee affette comporta emarginazione ed esclusione. L’impatto negativo della patologia si ripercuote anche sulle attività lavorative e scolastiche e sulle relazioni affettive. La compromissione dell’aspetto estetico può dar luogo a disturbi a livello psichico, affettivo e professionale. Il peso psicologico e sociale che essa impone spesso oltrepassa la gravità del disturbo in sé: più del 60% dei pazienti associa alla malattia una diagnosi di depressione e, di questi, il 10% ha idee di suicidio8.

Le manifestazioni cutanee della malattia, oltre al dolore e al prurito, provocano disagio, frustrazione e vergogna, da cui deriva la perdita di autostima e un senso di stigmatizzazione. I pazienti provano insicurezza e cercano di nascondere agli altri il proprio problema, spesso isolandosi per paura del rifiuto sociale. Questo forte disagio è ulteriormente esacerbato dal pregiudizio, purtroppo ancora diffuso nella maggior parte degli italiani, che la patologia sia contagiosa e questo fa si che molte persone con psoriasi frequentino esclusivamente persone affette dalla stessa malattia.

La psoriasi può dunque essere considerata a tutti gli effetti una patologia invalidante, per via dell’impatto fortemente negativo sui pazienti che ne soffrono, che può arrivare a condizionare anche i progetti lavorativi e di carriera.

BIBLIOGRAFIA

1 Gisondi P. Tessari G., Conti A., et al. Prevalence of metabolic syndrome in patients with psoriasis: a hospital-based case control study. British Journal of Dermatology 20007, 157:68-73

2 Chimenti S., Psoriasis. Firenze: SEE Editrice, 2005

3 Harrison, Principi di medicina interna, 9/2005, ed 16ma

4 Naldi L., Gamini D. The clinical spectrum of psoriasis. Clinics in Dermatology 2007, 25: 510-518

5 National Psoriasis Foundation. Statistics. http://www.psoriasis.org/learn_statistics (03/12)

6 Naldi L., Drug targets inflamm Allergy, 2004, 3:121-5

7 Cfr. http://psocare.agenziafarmaco.it/progetto.htm

8 Esposito M., Saraceno R., Giunta A., Maccarone M., Chimenti S. An Italian study on psoriasis and depression. Dermatology 2006, 212 (2): 123-127

La psoriasi

Psoriasi3

La psoriasi è una malattia della pelle, ad andamento cronico e recidivante, che si manifesta con la comparsa di chiazze rossastre e rotondeggianti, ben delimitate da margini netti. Con il progredire della patologia, le chiazze possono confluire e sono ricoperte di squame di colore bianco-argenteo. La psoriasi può interessare tutta la superficie corporea, ma le aree classicamente colpite sono: gomiti, ginocchia, cuoio capelluto e regione sacrale.

L’evoluzione di questa malattia, per la quale non esiste ancora oggi una terapia risolutiva, è imprevedibile e può procedere attraverso riacutizzazioni, miglioramenti e talvolta anche persistenti remissioni.

È importante rilevare che anche una minima estensione della malattia sulla superficie corporea può essere associata a comorbilità. Numerosi studi hanno dimostrato che non solo vi è un’associazione tra psoriasi e artrite psoriasica, depressione e abuso di sostanze, ma anche che i pazienti affetti da psoriasi presentano una maggior incidenza della sindrome metabolica, e quindi obesità, diabete, patologie cardiovascolari1.

Tipi di psoriasi

La severità della psoriasi è misurata in base all’estensione delle lesioni, al grado di eritema, desquamazione e infiltrazione, alla risposta alle terapie e al grado di disabilità sociale e psicologica2.

Le varie forme cliniche sono:

psoriasi a placche: è la forma più comune. Le lesioni compaiono a livello del cuoio capelluto, del tronco e sugli arti. Anche le unghie possono essere coinvolte;

psoriasi guttata: colpisce prevalentemente i bambini e si manifesta con piccole chiazze su tutto il corpo; spesso è correlata a faringite streptococcica;

psoriasi pustolosa: si presenta sotto forma di piccole pustole che ricoprono aree delimitate (palmi delle mani o piante dei piedi), oppure tutto il corpo;

psoriasi inversa: è comune nelle persone anziane e colpisce le pieghe (regione ascellare, inguinale e pieghe sottomammarie). Le lesioni possono essere umide;

psoriasi eritrodermica (detta anche psoriasi esfoliativa): interessa tutta la superficie cutanea che si presenta uniformemente arrossata con desquamazione intensa3.

La psoriasi lieve-moderata

La maggior parte delle persone affette da psoriasi (circa l’80%) soffre di psoriasi a placche, nella forma lieve o moderata. La psoriasi si definisce:

lieve, quando interessa meno del 10% della superficie ed è controllata con successo dalla terapia locale;

moderata, quando interessa dal 10 al 20% della superficie corporea o meno del 10% ma con localizzazioni importanti (viso e mani) che pesano sulla qualità di vita del paziente, ed è ben controllata con la terapia locale.

Molto spesso la psoriasi lieve-moderata non viene riconosciuta e adeguatamente trattata. Inoltre, sono soprattutto i pazienti affetti da queste forme a manifestare il maggior grado d’insoddisfazione riguardo alla gestione terapeutica e clinica della malattia, dal momento che le terapie sistemiche, anche in considerazione del profilo di sicurezza per svariati aspetti non ottimale, sono riservate a forme di psoriasi moderata-grave.

La psoriasi può inoltre presentarsi di livello moderato-grave, quando interessa più del 10% della superficie corporea ma non risponde alla terapia locale, o che interessa meno del 10% della superficie corporea ma è presente in aree “problematiche” (cuoio capelluto, mani e piedi); è grave quando coinvolge più del 20% della superficie corporea o meno del 20% ma è instabile, rapidamente progressiva e interessa parti importanti come le superfici palmo-plantari e il cuoio capelluto.

Epidemiologia

La psoriasi colpisce in egual misura gli uomini e le donne, anche se studi sull’incidenza della patologia suggeriscono che tende a manifestarsi più precocemente nella popolazione femminile4.

Nel mondo ne sono affette circa 125 milioni di persone5, pari al 3-4% in occidente, e al 3,1% nella popolazione italiana6.

L’incidenza è intorno ai 6 casi per 10.000 abitanti ogni anno, e appare più alta nei Paesi sviluppati, mentre si riduce tra Neri e Asiatici e in alcuni gruppi etnici, come gli Aborigeni australiani, ed è del tutto eccezionale nei Nativi americani. Tuttavia, le minoranze sono soggette ad ammalarsi nella forma grave e a soffrire di un maggiore distress sociale ed emozionale5.

La patologia può insorgere a qualsiasi età, ma nelle forme dell’adulto è più comunemente diagnosticata ai 20 e ai 50 anni d’età.

Fattori scatenanti

La psoriasi è una malattia a carattere genetico: circa il 30% dei soggetti con psoriasi ha una storia familiare nei parenti di primo grado. La probabilità di ammalarsi con entrambi i genitori affetti da psoriasi è di circa il 40%7.

Molti possono essere i fattori ambientali scatenanti. Tra questi:

i traumi fisici, come il grattamento, le ustioni, le cicatrici chirurgiche o i traumi accidentali;

lo stress emotivo;

l’aumento dell’indice di massa corporea, correlato all’incremento del rischio di manifestare la malattia;

le infezioni delle alte vie respiratorie, causate prevalentemente dallo streptococco betaemolitico, soprattutto nei pazienti pediatrici;

alcuni farmaci, ad esempio sali di litio, beta-bloccanti, antimalarici, FANS;

l’etilismo e il fumo, che spesso accompagnano le forme gravi di psoriasi e sono maggiormente correlati all’insorgenza di psoriasi pustolosa3.

Ripercussioni sulla qualità di vita

La psoriasi incide su gran parte degli aspetti del vivere quotidiano del paziente, dalla scelta dei vestiti alle attività sportive, come ad esempio il nuoto, dove l’esposizione di aree cutanee affette comporta emarginazione ed esclusione. L’impatto negativo della patologia si ripercuote anche sulle attività lavorative e scolastiche e sulle relazioni affettive. La compromissione dell’aspetto estetico può dar luogo a disturbi a livello psichico, affettivo e professionale. Il peso psicologico e sociale che essa impone spesso oltrepassa la gravità del disturbo in sé: più del 60% dei pazienti associa alla malattia una diagnosi di depressione e, di questi, il 10% ha idee di suicidio8.

Le manifestazioni cutanee della malattia, oltre al dolore e al prurito, provocano disagio, frustrazione e vergogna, da cui deriva la perdita di autostima e un senso di stigmatizzazione. I pazienti provano insicurezza e cercano di nascondere agli altri il proprio problema, spesso isolandosi per paura del rifiuto sociale. Questo forte disagio è ulteriormente esacerbato dal pregiudizio, purtroppo ancora diffuso nella maggior parte degli italiani, che la patologia sia contagiosa e questo fa sì che molte persone con psoriasi frequentino esclusivamente persone affette dalla stessa malattia.

La psoriasi può dunque essere considerata a tutti gli effetti una patologia invalidante, per via dell’impatto fortemente negativo sui pazienti che ne soffrono, che può arrivare a condizionare anche i progetti lavorativi e di carriera.

Note

1 Gisondi P. Tessari G., Conti A., et al. Prevalence of metabolic syndrome in patients with psoriasis: a hospital-based case control study. British Journal of Dermatology 20007, 157:68-73

2 Chimenti S., Psoriasis. Firenze: SEE Editrice, 2005

3 Harrison, Principi di medicina interna, 9/2005, ed 16ma

4 Naldi L., Gamini D. The clinical spectrum of psoriasis. Clinics in Dermatology 2007, 25: 510-518

5 National Psoriasis Foundation. Statistics. http://www.psoriasis.org/learn_statistics (03/12)

6 Naldi L., Drug targets inflamm Allergy, 2004, 3:121-5

7 Cfr. http://psocare.agenziafarmaco.it/progetto.htm

8 Esposito M., Saraceno R., Giunta A., Maccarone M., Chimenti S. An Italian study on psoriasis and depression. Dermatology 2006, 212 (2): 123-127

Il secukinumab e la storia naturale della psoriasi

Novartis ha annunciato il 21 marzo scorso nuovi dati che suggerirebbero per la prima volta che il secukinumab sia in grado di modificare la storia naturale della psoriasi da moderata a severa, con conseguente raggiungimento di una cute priva di lesioni a lungo termine e in assenza di trattamento1.

Il secukinumab è il primo e unico inibitore della IL-17A per il quale sia stata riportata la potenziale capacità di modificare la storia naturale della malattia. Questi dati sono stati presentati al 13° congresso di dermatologia, Annual Maui Derm for Dermatologists 2017, tenutosi a Maui (Hawaii, 20-24 marzo 2017), durante il quale Novartis ha presentato 14 abstract.

Dopo un anno di trattamento con il secukinumab, i pazienti sono stati randomizzati al trattamento continuo o all’interruzione del trattamento fino al manifestarsi di una recidiva. I pazienti in trattamento continuo hanno mantenuto un elevato livello di risposta. Tra i pazienti che hanno interrotto il trattamento, il 21% dei pazienti affetti da psoriasi ha mantenuto una cute esente da lesioni fino a un anno senza trattamento e il 10% ha mantenuto una cute esente da lesioni fino a due anni senza trattamento1. I pazienti con una durata di malattia più lunga hanno avuto maggiori probabilità di manifestare una recidiva: questo suggerisce che l’intervento precoce aumenti la possibilità di non sperimentare recidive1.

I dati precedenti hanno dimostrato che il secukinumab, un inibitore completamente umano e specifico per la citochina IL-17A, permetta di ottenere una cute libera o quasi da lesioni (da PASI 90 a PASI 100) in una percentuale di pazienti fino al 80% e per un periodo fino a quattro anni3,4.

Questi risultati suggeriscono che il secukinumab possa andare oltre il semplice trattamento dei sintomi e che potrebbe effettivamente modificare la storia naturale della psoriasi, e mette altresì in evidenza la necessità di ulteriori studi su un intervento precoce. Essere in grado di modificare la storia naturale della malattia è l’obiettivo finale del trattamento: questo è il motivo per cui stiamo investendo nello studio clinico STEPIn, al fine di comprendere meglio la capacità del secukinumab di modificare la storia naturale della psoriasi” – ha detto Vas Narasimhan, Global Head, Drug Development e Chief Medical Officer, Novartis.

Questa è la prima serie di dati solidi a lungo termine sulla psoriasi in seguito all’interruzione del trattamento. Questi dati (provenienti dallo studio di estensione A2302E1) dimostrano che, dopo la sospensione del trattamento di un anno con il secukinumab, sono stati mantenuti bassi punteggi dell’indice di gravità PASI (Psoriasis Area Severity Index) (punteggio PASI pari a 2,9 dopo un anno e a 1,7 dopo due anni senza trattamento, rispetto al 20,5 e al 19,2 del basale)1. Inoltre, dei 120 pazienti aventi una risposta PASI 75 passati al trattamento con placebo dopo un anno, il 21% non ha manifestato recidive dopo un anno e il 10% non ha manifestato recidive dopo due anni senza trattamento1. I pazienti che hanno avuto una più lunga durata di malattia, prima del trattamento con il secukinumab, hanno avuto maggiori probabilità di manifestare una recidiva: questo sottolinea la potenziale importanza di un trattamento precoce1. Al fine di studiare ulteriormente il potenziale di modifica della storia naturale della malattia del secukinumab, Novartis ha avviato lo studio clinico STEPIn, per valutare l’intervento precoce nei casi di nuova insorgenza di malattia. L’ambizione è quella di individuare una nuova strategia di trattamento dei pazienti aventi una nuova insorgenza di psoriasi da moderata a severa, fornendo evidenze volte a favorire l’adozione di un trattamento precoce2.

Il secukinumab è l’unico inibitore della IL-17A approvato nella psoriasi, nell’artrite psoriasica e nella spondilite anchilosante; a livello mondiale, nel contesto post-marketing sono stati trattati con il secukinumab 80.000 pazienti.

Il secukinumab e l’interleuchina-17A (IL-17A) | Lanciato nel gennaio 2015, il secukinumab è un trattamento mirato che inibisce selettivamente l’interleuchina-17A (IL-17A). Il secukinumab permette di ottenere una pelle libera da lesioni: dotato di un pratico auto iniettore, il secukinumab è caratterizzato da una comprovata efficacia a lungo termine, da un profilo di sicurezza fino a quattro anni e da una comoda posologia con somministrazione mensile6.

Il secukinumab è approvato per il trattamento della psoriasi a placche da moderata a severa in oltre 75 Paesi, inclusi quelli dell’Unione europea e Giappone, Svizzera, Australia, USA e Canada. In Europa il secukinumab è approvato per il trattamento sistemico di prima linea della psoriasi a placche da moderata a severa nei pazienti adulti7. Negli Stati Uniti il secukinumab è approvato come trattamento della psoriasi a placche da moderata a severa nei pazienti adulti candidati alla terapia sistemica o alla fototerapia8.

Inoltre, il secukinumab è il primo inibitore della IL-17A approvato per il trattamento dell’artrite psoriasica attiva e della spondilite anchilosante attiva in oltre 65 Paesi, inclusa l’Unione europea e gli USA. Il secukinumab è anche approvato per il trattamento dell’artrite psoriasica e della psoriasi pustolosa in Giappone5.

Lo studio clinico A2304E11 | A2304E1 è uno studio in doppio cieco controllato con placebo, condotto su 120 pazienti affetti da psoriasi, nonché un’estensione degli studi registrativi di Fase III ERASURE e FIXTURE. Dopo un anno di trattamento con il secukinumab, i pazienti che avevano raggiunto una risposta PASI 75 sono stati randomizzati a ricevere secukinumab 300 mg o placebo. Durante la sospensione del trattamento la contemporanea assunzione di farmaci per la psoriasi era vietata; al manifestarsi di una recidiva, i pazienti con placebo sono stati ritrattati con il secukinumab.

Lo studio STEPIn2 | È uno studio randomizzato, multicentrico, disegnato per valutare l’effetto del secukinumab 300 mg per iniezione sottocutanea. Il secukinumab è stato somministrato per 52 settimane a pazienti affetti da forme di psoriasi a placche da moderata a severa di nuova insorgenza come intervento precoce rispetto allo standard terapeutico (UVB a banda stretta). Lo studio mira a dimostrare i benefici di un trattamento precoce con il secukinumab, con l’obiettivo finale di alterare la storia naturale della psoriasi con un ridotto impatto della malattia stessa sul paziente e una minore necessità di trattamento.

La psoriasi | La psoriasi è una diffusa malattia autoimmune non contagiosa, che colpisce fino a 125 milioni di persone in tutto il mondo9. La psoriasi a placche – la forma più comune di questa patologia – appare sotto forma di chiazze rosse in rilievo, coperte da uno strato bianco/argenteo di cellule cutanee morte.

La psoriasi non è semplicemente un problema estetico, ma una malattia cronica, persistente e a volte invalidante, che può compromettere anche gli aspetti apparentemente meno importanti della vita quotidiana delle persone. Fino al 30% dei pazienti con psoriasi ha sviluppato – o svilupperà in futuro – artrite psoriasica10, una patologia che colpisce anche le articolazioni, causando sintomi debilitanti che includono dolore, rigidità e danno articolare irreversibile10,11. La psoriasi è anche associata ad altre malattie gravi, come il diabete, le patologie cardiache e la depressione8.

 

 

1. Lebwohl M et al. Long-term psoriasis control following secukinumab discontinuation indicated disease modification of moderate to severe psoriasis. Presented as a poster presentation at the 13th Annual Maui Derm for Dermatologists 2017. 20-24th March 2017.

2. Novartis Pharmaceuticals. Study of the Efficacy of Early Intervention With Secukinumab 300 mg s.c. Compared to Narrow-band UVB in Patients With New-onset Moderate to Severe Plaque Psoriasis (STEPIn). In: ClinicalTrials.gov. Bethesda (MD): National Library of Medicine (US). 2000 – 20170303. Disponibile all’indirizzo: http://clinicaltrials.gov/show/NCT03020199 NLM Identifier: NCT03020199.

3. Blauvelt A et al. Secukinumab is superior to ustekinumab in clearing skin of subjects with moderate-to-severe plaque psoriasis up to 1 year: Results from the CLEAR study. J Am Acad Dermatol. September 2016. Disponibile all’indirizzo http://dx.doi.org/10.1016/j.jaad.2016.08.008 Epub ahead of print.

4. Kirkham BW et al. Interleukin-17A: a unique pathway in immune-mediated diseases: psoriasis, psoriatic arthritis and rheumatoid arthritis. Immunology. 2014; 141:133-142.

5. Novartis. Data on file. March 2017.

6. Bissonnette R et al. Secukinumab maintains high levels of efficacy through 4 years of treatments: results from an extension to a phase 3 study (SCULPTURE). Presented as a late breaking abstract at the European Academy of Dermatology and Venereology 2016. 1st October 2016.

7. Cosentyx Summary of Product Characteristics. Novartis Europharm Limited. Disponibile all’indirizzo: http://www.ema.europa.eu/ema/index.jsp?curl=pages/medicines/human/medicines/003729/human_med_001832.jsp&mid=WC0b01ac058001d124. Ultimo accesso marzo 2017.

8. Cosentyx (secukinumab) [prescribing information]. East Hanover, NJ: Novartis Pharmaceuticals Corp, 2016.

9. International Federation of Psoriasis Associations (IFPA) World Psoriasis Day website. “About Psoriasis.” Disponibile all’indirizzo: http://www.worldpsoriasisday.com/web/page.aspx?refid=114. Ultimo accesso marzo 2017.

10. National Psoriasis Foundation. Psoriatic disease: about psoriasis. Disponibile all’indirizzo: www.psoriasis.org/about-psoriasis. Ultimo accesso marzo 2017.

11. Mease PJ, Armstrong AW. Managing patients with psoriatic disease: the diagnosis and pharmacologic treatment of psoriatic arthritis in patients with psoriasis. Drugs. 2014; 74:423-441.

 


Non lasciare che la psoriasi ti allontani da ciò che ami

Entrano nello studio del dermatologo e chiedono un tuffo in piscina, una partita a calcetto e una vestito scollato. Questi i gesti al centro della campagna Chiedi al tuo dermatologo, un progetto di Novartis, con il patrocinio dell’Associazione per la Difesa degli Psoriasici (A.DI.PSO.) e delle Società Scientifiche ADOI (Associazione Dermatologi Ospedalieri Italiani) e SIDeMaST (Società Italiana di Dermatologia medica, chirurgica, estetica e delle Malattie Sessualmente Trasmesse), che invita le persone affette da psoriasi a non accontentarsi e a chiedere al dermatologo nuove risposte per la propria pelle. Quelle citate sono solo alcune delle situazioni della vita quotidiana in cui la psoriasi può essere un ostacolo.

Queste circostanze sono uno spunto per parlare di una patologia che non resta a “fior di pelle“, ma che, al contrario, ha significativi risvolti psicologici su quanti sono chiamati a conviverci.

A confermarlo sono i dati emersi da “Clear About Psoriasis“, la recente indagine che Novartis ha condotto su un campione di 8.300 pazienti provenienti da 31 Paesi in tutto il mondo*, tra cui l’Italia, con 639 intervistati. Dal sondaggio è emerso che il 33% dei pazienti ritiene di non sopportare lo sguardo degli altri e 1 paziente su 3 si sente inadeguato come partner. Anche per il campione italiano, la qualità di vita è fortemente influenzata dalla patologia, confermando il dato mondiale. L’84% dei pazienti ha infatti risposto di essere stato vittima di umiliazioni e discriminazioni, il 43% si sente osservato in pubblico e al 41% è stato chiesto se la malattia fosse contagiosa. Gli intervistati italiani hanno inoltre raccontato le proprie sensazioni associate alla patologia: circa il 40% si sente in imbarazzo; 1 paziente su 3 si vede poco attraente e si vergogna della propria pelle. Più di ogni cosa, colpisce il dato secondo cui meno della metà degli intervistati (solo il 45%) crede che la clear skin, cioè la pelle libera o quasi libera da lesioni, sia un obiettivo possibile1.

La campagna Chiedi al tuo dermatologo nasce dalla volontà di ridurre il disagio e la sfiducia denunciati dai pazienti. E’ qualcosa di più di una campagna di informazione: è un “appello” che incoraggia le persone con psoriasi a rivolgersi al proprio dermatologo per ricevere nuove risposte per la propria pelle.

Una clear skin è un obiettivo raggiungibile. I progressi compiuti dalla ricerca clinica hanno consentito un miglioramento della qualità di vita per quanti sono chiamati a convivere con questa patologia impattante e spesso oggetto di discriminazioni. Oggi aumentano le possibilità di raggiungere una pelle quasi esente (PASI 90) o del tutto esente dalle lesioni (PASI 100)” – ha affermato Giampiero Girolomoni, Professore Ordinario di Dermatologia dell’Università di Verona.

Il rapporto tra clear skin, psoriasi e impatto sulla vita di tutti i giorni è il cuore di questa campagna a cui abbiamo aderito convinti che iniziative come queste siano importanti sia per ribadire i diritti delle persone con psoriasi, sia per invitarle a non arrendersi” – ha dichiarato Mara Maccarone, Presidente A.DI.PSO.

Il nome della campagna “Chiedi al tuo dermatologo” richiama fortemente l’alleanza tra medico e paziente. In uno scenario in cui il peso della malattia spesso porta a consultare “falsi profeti” o a curarsi da soli, rivolgersi al proprio dermatologo è il primo passo da compiere.

Abbiamo sostenuto questa campagna perché riteniamo sia fondamentale che il dermatologo venga riconosciuto come lo specialista di riferimento quando si soffre di psoriasi. La psoriasi non è una problematica ‘estetica’ ma è una patologia cronica e talora invalidante. Solo in Italia colpisce circa 1 milione e mezzo di persone che riportano lesioni cutanee che causano prurito, rossore, desquamazione e spesso si associano a dolori articolari e alterazioni metaboliche, con pesanti conseguenze sulla qualità della vita e sui rapporti sociali e familiari” – ha commentato Piergiacomo Calzavara Pinton, Presidente SIDeMaST.

Noi dermatologi, ci impegniamo a creare un’alleanza con i pazienti psoriasici. Non ci aspettiamo infatti che chi si rivolge a noi ci racconti solo i sintomi della propria patologia, ma lavoriamo affinché si instauri un clima di fiducia tale da permettere al paziente di condividere anche speranze e aspettative. Una campagna come questa ribadisce l’importanza di un dialogo positivo tra il medico e il suo paziente” – ha dichiarato Antonio Cristaudo, Presidente ADOI.

L’iniziativa, già avviata in altri Paesi europei, tra cui Austria, Germania, Grecia, Svezia e Svizzera, sbarca ora in Italia attraverso la radio, il web e i social network. Il sito www.lapelleconta.it è a disposizione degli utenti per offrire maggiori informazioni sulla campagna, sulla clear skin, sul PASI e per individuare i centri specializzati. Inoltre i pazienti, se lo desiderano, possono scaricare una “traccia di colloquio” con indicazioni utili per gestire l’incontro con il dermatologo.

Novartis ha lanciato questa campagna in sinergia con l’associazione di pazienti e le società scientifiche. Riteniamo infatti sia fondamentale continuare a costruire insieme iniziative di questo tipo per coniugare l’innovazione scientifica all’ascolto attivo delle esigenze del paziente” – ha aggiunto Angela Bianchi, Head of Communications, Patient Relations & Public Affairs di Novartis.

1. Dati sondaggio Novartis. Giugno 2016.

2. International Federation of Psoriasis Associations (IFPA) World Psoriasis Day website. “About Psoriasis.”. Ultimo accesso settembre 2015

3. Mrowietz, U. Implementing treatment goals for successful long-term management of psoriasis. Journal of the European Academy of Dermatology and Venereology, 26:12-20. Doi: 10.1111/j. 1468-3083.2011.04411.

4. Guideline on clinical investigation of medicinal products indicated for the treatment of psoriasis. European Medicines Agency Web site.

5. Sito web International Federation of Psoriasis Associations (IFPA) World Psoriasis Day. “About Psoriasis.”. Accesso: agosto 2013.

6. Stern RS, Nijsten T, Feldman SR, Margolis DJ, Rolstad T. Psoriasis Is Common, Carries a Substantial Burden Even When Not Extensive, and Is Associated with Widespread Treatment Dissatisfaction. J Investig Dermatol Symp Proc 2004; 9(2):136-9.

7. Langley RGB, Krueger GG, Griffiths CEM. Psoriasis: epidemiology, clinical features, and quality of life. Ann Rheum Dis 2005; 64(suppl 2):ii18-ii23.

8. Nestle FO, Kaplan DH, Barker J. Psoriasis. N Engl J Med 2009; 361(5):496-509.

9. Herrier R. Advances in the treatment of moderate-to-severe plaque psoriasis. Am J Health-Syst Pharm 2011; 68:795-806.

10. Mrowietz U, Kragballe K, Reich K, et al. Definition of treatment goals for moderate to severe psoriasis: a European consensus. Arch Dermatol Res; 303(1):1-10.

11. Finlay AY. Current severe psoriasis and the rule of tens. Br J Dermatol 2005; 152(5):861-7.

Psoriasi: il guardaroba e qualche utile consiglio

psoriasi-iconografia

Uno dei maggiori sintomi della psoriasi è il prurito, derivante anche dal contatto con alcuni tipi di tessuti particolarmente aggressivi.

Il vestito, che rappresenta la nostra “seconda pelle”, può interferire sulla salute della cute. Attraverso il contatto diretto con la pelle, alcuni tessuti possono dunque aggravare i sintomi della psoriasi.

La scelta di un abbigliamento adeguato può diventare una sfida quando si ha la psoriasi.

Tessuti sintetici o indumenti stretti possono causare lo strofinamento delle placche pruriginose e portare perfino a sanguinamenti; scegliere l’abbigliamento più idoneo, quindi, contribuisce notevolmente a ridurre il prurito causato dalle lesioni.

Alcuni consigli utili per indossare l’abbigliamento giusto:

  • PREDILIGERE COTONE E LINO

Gli indumenti in cotone e lino sono traspiranti e con un alto potere assorbente.

I tessuti fatti di queste fibre assorbono infatti l’umidità e sono in grado di disperdere più facilmente l’acqua limitando notevolmente la sudorazione. A differenza dei tessuti sintetici, il cotone e il lino impediscono dunque il surriscaldamento della pelle e, di conseguenza, lo sfregamento delle zone desquamate e pruriginose. Essendo inoltre una fibra naturale, l’uso di prodotti chimici è minimo garantendo così maggior freschezza sulla pelle e comfort.

  • NO AL CONTATTO DIRETTO CON LA LANA

Si tratta di un tessuto lanceolato che il paziente affetto da psoriasi deve evitare di indossare direttamente sulla propria pelle. Al microscopio essa si presenta, infatti, come composta da fittissime “lame” che causano frizione e irritano fortemente le lesioni della persona affetta da psoriasi. Nei mesi più freddi, è altamente consigliato porre tra la lana e la propria pelle un tessuto in cotone o in lino in grado di assicurare la giusta freschezza.

  • EVITARE TESSUTI SINTETICI

I tessuti sintetici quali acrilico, poliammide, poliestere, polipropilene, elastan, clorofibra, possono creare un effetto sigillo” riducendo la respirazione della pelle. Non essendo fibre permeabili, l’umidità prodotta continuamente dal nostro organismo permane tra la pelle e il tessuto stesso, generando un ambiente adatto alla proliferazione di batteri. Nel caso della psoriasi l’umidità, e quindi la sudorazione eccessiva, aumenta il prurito e l’irritazione peggiorando così le condizioni patologiche dell’individuo.

  • INDOSSARE ABITI COMODI

Gli indumenti stretti peggiorano i sintomi della psoriasi dal momento che causano lo sfregamento delle lesioni tipiche della malattia. Quando non è possibile evitare l’utilizzo di indumenti attillati, è opportuno prediligere tessuti in cotone o viscosa.

  • UTILIZZARE DETERSIVI NON PROFUMATI

Il consiglio è quello di utilizzare detersivi e ammorbidenti privi di additivi e sostanze profumanti poiché possono peggiorare i sintomi della malattia. Le sostanze irritanti ed inquinanti presenti nei detersivi tradizionali, infatti, restano sui capi e successivamente si trasferiscono sulla pelle che le assorbe creando notevoli disagi per quanti sono affetti da psoriasi.

  • UTILIZZARE “TESSUTI INTELLIGENTI”

Importanti passi avanti sono stati compiuti nella produzione e commercializzazione dei cosiddetti “tessuti intelligenti”. Si tratta di tessuti ipertecnologici composti da una fluoro-fibra sintetica che rende il capo d’abbigliamento impermeabile, sempre fresco, leggero e scivoloso. Questi tessuti rappresentano un valido aiuto dal momento che eliminano l’attrito, non assorbono creme e unguenti e consentono alla pelle di respirare, riducendo notevolmente le irritazioni dovute allo strofinamento degli abiti sulla pelle.

  • PREDILIGERE CAPI CHIARI

Le manifestazioni dermatologiche causate da contatto con gli indumenti sono generalmente attribuite a sostanze chimiche e coloranti che vengono aggiunti alle fibre tessili durante la loro manifattura e assemblaggio in indumenti. In particolare, gli agenti responsabili sono rappresentati da prodotti per le tinture e per il fissaggio.

All’interno dei tessuti, le sostanze che danno più spesso problemi sono i cosiddetti coloranti “dispersi” utilizzati principalmente nella tintura del poliestere e di acetato ma anche di poliammide. Le zone del corpo maggiormente interessate sono le ascelle, l’inguine, il solco intermammario, la superficie interna delle cosce. È quindi necessario prediligere indumenti chiari e dai toni naturali.

 separa

Ecco alcuni suggerimenti che ti possono essere utili:

  • Segui un regime alimentare equilibrato1 e mantieni il peso-forma1
  • Fai attività fisica, perché il movimento induce il tuo corpo a rilasciare endorfine, sostanze chimiche nel cervello che possono migliorare l’energia e l’umore3
  • Quando possibile non grattare le lesioni1 e tenta di limitare al massimo lo stress4
  • Fai docce non troppo calde. Evita quelle prolungate che possono acuire l’irritazione e la secchezza della pelle3
  • Asciuga la cute con un asciugamano senza strofinare1
  • Mantieni la cute idratata per ridurre rossore e prurito. Subito dopo il bagno o la doccia applica creme emollienti. Conserva le creme in frigorifero3
  • Indossa indumenti leggeri per avere la pelle più fresca possibile e evita la pressione della stoffa sulla pelle1
  • Evita abiti troppo stretti e aderenti, con elastici e bottoni che possono provocare piccoli traumi o irritazioni1
  • Anche se esporsi al sole fa bene, presta attenzione e prendilo a giuste dosi. Basti pensare che il 5% circa di casi di psoriasi è peggiorato da un’eccessiva e non “attenta” esposizione solare
  • Alcune terapie sistemiche vanno usate con cautela durante i periodi di esposizione solare prolungata
  • Durante l’estate, non interrompere spontaneamente terapie sistemiche e conserva i farmaci biologici in frigorifero. Consultare in ogni caso il dermatologo che ha prescritto la terapia
  • Condividi le tue esperienze con altre persone affette da psoriasi per trovare sostegno, educazione e informazioni sulla gestione della patologia5. Raccontare la propria esperienza può infatti aumentare la fiducia in te stesso, ridurre il senso di isolamento e aiutare a fornire pratici consigli su come convivere con la psoriasi

Fondamentale è seguire le raccomandazioni del medico specialista.

BIBLIOGRAFIA

  1. https://www.psoriasis.org/life-with-psoriasis (ultimo accesso: 9 febbraio 2016).

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