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“Psoriasi: non solo una questione di pelle”

Il reumatologo come supporto al dermatologo nella diagnosi di psoriasi; l’artrite psoriasica e l’importanza della diagnosi precoce; la qualità di vita dei pazienti con psoriasi e le diverse comorbidità, tra cui quelle articolari.

Di questo ed altro si è discusso a Milano, il 17 ottobre scorsonella sala Buzzati del Corriere della Sera, nel corso dell’evento dal titolo ‘Psoriasi non solo una questione di pelle’.

Organizzato dal Corriere Salute con il contributo non condizionante di Novartis, ha visto la partecipazione di Antonio Costanzo, responsabile Dermatologia di Humanitas e docente di HUMANITAS University, Milano, e di Carlo Francesco Selmi, responsabile Reumatologia e Immunologia Clinica di Humanitas e docente dell’Università degli Studi di Milano.

Obiettivo del convegno, fare luce sull’associazione fra psoriasi ed artrite psoriasica ed analizzare la medicina delle malattie infiammatorie croniche della pelle in maniera multidisciplinare.

La psoriasi è una malattia infiammatoria cronica della pelle e degli annessi (unghie e follicolo pilifero). Circa il 30% dei pazienti psoriasici può sviluppare nel tempo un’artrite. Nell’artrite psoriasica l’infiammazione interessa le piccole articolazioni delle mani e dei piedi o le grandi articolazioni (gomiti, ginocchia e caviglie) ma anche altre sedi come la colonna causando un mal di schiena che peggiora con il riposo.

La psoriasi compromette la qualità di vita quanti ne sono affetti e nella gestione della patologia non vanno sottovalutati l’entità del dolore e le limitazioni ai movimenti.

A tutto questo si deve aggiungere che l’interessamento cutaneo determina spesso problemi di natura psicologica. È importante sapere che dalla psoriasi non si guarisce ma che gli enormi sviluppi della ricerca in questo specifico settore oggi ci consentono di tenere sotto controllo la quasi totalità delle manifestazioni cliniche della malattia. I pazienti devono affidarsi alle competenze dei Medici Specialisti, diffidando di chi propone cure facili e risolutive. Se tenuta sotto controllo, possiamo fare molto perché la patologia non crei particolari problemi alla vita di relazione di quanti ne sono affetti­- ha sottolineato Antonio Costanzo, responsabile Dermatologia di Humanitas e docente di HUMANITAS University, Milano .

Gestire la malattia psoriasica è ormai sempre più un tema multidisciplinare, poiché un solo specialista non è sufficiente per la gestione della patologia. Quando si tratta di malattie complesse come la psoriasi è necessario fare scelte condivise con il paziente, soprattutto quando affetto da artrite psoriasica. In questi casi è necessario affrontare la cura del malato in maniera combinata tra dermatologo e reumatologo, poiché visitare da due punti di vista diversi consente di prendere decisioni cliniche e terapeutiche che permettono un eccellente controllo di tutti i sintomi. La medicina delle malattie infiammatorie croniche è, dunque, sempre meno “un solo uomo al comando”.

Quando parliamo di artrite psoriasica, la diagnosi precoce riveste un ruolo fondamentale. Sappiamo che già dopo pochi mesi dall’inizio dei sintomi questa malattia ha già causato alcuni danni irreversibili. Ecco perché sono cruciali una diagnosi e un trattamento precoce. Nel 75% dei casi l’artrite psoriasica segue la psoriasi e dunque il suo biomarcatore è proprio la psoriasi mentre gli esami di laboratorio sono quasi sempre normali. La diagnosi di artrite psoriasica tarda, in media, 7 anni, mentre nel caso della psoriasi arriva dopo circa 4 anni. Nonostante siamo molto lontani da una gestione adeguata dei pazienti, l’artrite psoriasica oggi è una malattia verso la quale esistono armi che fino a pochi anni fa potevamo solo sognare. Abbiamo infatti a disposizione strumenti terapeutici che consentono ai pazienti di condurre una vita normaleha affermato Carlo Francesco Selmi, responsabile Reumatologia e Immunologia Clinica di Humanitas e docente dell’Università degli Studi di Milano.

 


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Brodalumab, maggiori probabilità di pelle libera da lesioni rispetto al ustekinumab, nella psoriasi

I risultati presentati al 27° Congresso della European Academy of Dermatology and Venereology (EADV) a Parigi dimostrano che il trattamento con brodalumab di LEO Pharma, nelle persone che soffrono di psoriasi a placche da moderata a grave, è associato a una più rapida riduzione del punteggio PASI (Psoriasis Area Severity Index) assoluto e a una maggiore probabilità di ottenere una cute completamente libera da lesioni in tutte le aree del corpo, rispetto al trattamento con ustekinumab.1,2

La possibilità di ottenere una cute completamente libera da lesioni (complete skin clearance) può fare la differenza nella vita delle persone con la psoriasi, secondo il Report PsoClear recentemente pubblicato.3

I risultati della prima delle due analisi dei dati raggruppati dagli studi AMAGINE-2 e AMAGINE-3 hanno mostrato che una percentuale maggiore di pazienti trattati con brodalumab ha raggiunto un punteggio assoluto PASI 0, ovvero una cute completamente libera nel tempo da lesioni e senza alcun segno della malattia, rispetto ai pazienti trattati con ustekinumab (rispettivamente 75% contro 52%, dopo 52 settimane).1 I punteggi PASI assoluti valutano la gravità di arrossamento, ispessimento e desquamazione della cute nelle differenti aree del corpo, laddove un punteggio minore di 3 è indicativo di successo del trattamento.4

I risultati della seconda analisi indicano che il tempo occorrente al 50% dei pazienti per raggiungere la cute completamente libera da lesioni in tutte le regioni del corpo – testa e collo, tronco, arti superiori e arti inferiori – è più breve con brodalumab che con ustekinumab. Nel corso delle 52 settimane di analisi, già alla seconda settimana sono state rilevate percentuali più elevate di cute completamente libera da lesioni nei pazienti trattati con brodalumab.2

Il professor Marc Radtke, dell’Institute for Health Care Research in Dermatology and Nursing, Amburgo, Germania, ha commentato:

Anche se una percentuale relativamente piccola della superficie corporea è affetta dalla psoriasi, può comunque rappresentare un notevole disagio. Gli ultimi dati su brodalumab sono di grande interesse per medici e pazienti, perché mostrano il risultato che il trattamento può ottenere sia complessivamente sul corpo sia in specifiche aree. Tutto questo ci dice che con i trattamenti più recenti si raggiungono gradi elevati di cute libera da lesioni”.

Il raggiungimento di una cute completamente libera da lesioni è una importante pietra miliare per le persone che soffrono di psoriasi e ha una diretta correlazione con la loro qualità di vita, incluso il loro livello di felicità.3.5,6

Il recente Report PsoClear, condotto su 7.644 pazienti europei, ha mostrato, infatti, come coloro che convivono con la malattia potrebbero essere, in media, il 49% più felici ottenendo una pelle sana, intendendo per pelle sana una cute completamente libera da lesioni e sintomi come prurito e desquamazione.3 Circa uno su quattro (24%) crede che ottenere una cute libera da lesioni permetterebbe loro di vivere la miglior vita possibile, dando il punteggio più alto su una scala di 10 punti al loro grado di felicità potenziale.3 Comunque, non tutti gli intervistati si sentivano così ottimisti. Circa due terzi (63%) delle persone che vivono con la psoriasi pensa che il raggiungimento di una cute libera da lesioni sia impossibile o molto difficile da ottenere.3

Con trattamenti come brodalumab, che possono offrire ai pazienti la possibilità di una cute libera da lesioni, siamo ora in grado di capire e di valorizzare maggiormente l’impatto che questo miglioramento può avere nella loro vita. Per noi di LEO Pharma, aiutare le persone ad avere una pelle più sana è alla base di tutto il nostro lavoro e vogliamo che tutte le persone con la psoriasi abbiano la possibilità di sperimentare la differenza rivoluzionaria data dalla guarigione completa” – dichiara Gitte Aabo, Presidente & CEO di LEO Pharma.

Al congresso annuale EADV 2018 sono stati presentati in tutto 13 abstract su brodalumab e sulla cute completamente libera da lesioni nella psoriasi.

Brodalumab | E’ indicato nell’Unione Europea per il trattamento della psoriasi a placche da moderata a grave negli adulti che sono candidati alla terapia sistemica.7 E’ il primo e unico trattamento biologico per la psoriasi che inibisce selettivamente la subunità A del recettore per l’interleuchina-17 (IL-17).8,9

Questi recettori sono quelli attraverso i quali le citochine IL-17 – una famiglia di proteine coinvolte nelle risposte immunitarie – trasmettono i segnali, provocando l’infiammazione associata alla psoriasi. Altri trattamenti biologici anti IL-17 colpiscono solamente la citochina IL-17A. 8,10,11,12 Questo meccanismo di azione è differente rispetto a tutti gli altri trattamenti biologici contro la psoriasi attualmente disponibili.8,9

L’efficacia e la sicurezza di brodalumab sono state esaminate in tre trial clinici: AMAGINE-1, AMAGINE-2 e AMAGINE-310 In totale, i trial hanno coinvolto 4.373 pazienti con psoriasi da moderata a grave,10 ad oggi la più vasta popolazione di studio in un programma di sviluppo di un nuovo trattamento biologico per la psoriasi.11, 12, 13, 14, 15, 16, 17

I risultati indicano che brodalumab ha permesso di ottenere una risposta rapida18,19 e duratura,20 così come livelli elevati di cute libera da lesioni10,21 e migliorato la qualità di vita correlata alla salute.21

I dati dei trial clinici hanno dimostrato come brodalumab sia ben tollerato, con un profilo di sicurezza accettabile.22,23 Gli effetti indesiderati più comuni sono stati artralgia (dolori articolari), mal di testa, astenia, diarrea e dolore orofaringeo (bocca e gola).10

LEO Pharma ha un accordo di partnership con AstraZeneca, che ha concesso a all’azienda la licenza esclusiva per sviluppare e commercializzare brodalumab in Europa. Al di fuori dell’Europa, la Valeant Pharmaceuticals detiene i diritti commerciali globali per brodalumab, eccetto che in Giappone e in alcuni altri paesi Asiatici, dove i diritti sono detenuti dalla Kyowa Hakko Kirin Co.Ltd.

La Commissione Europea ha concesso nel luglio 2017 l’autorizzazione alla commercializzazione di brodalumab.10,21

La psoriasi | E’ una malattia infiammatoria, comune, cronica, immunomediata che coinvolge soprattutto la cute.24 I sintomi più frequenti segnalati comprendono ispessimento e desquamazione della cute, prurito ed eritema (arrossamento superficiale della cute, in genere a macchie).24

Si stima che in tutto il mondo 125 milioni di persone convivano con la psoriasi,25 dei quali circa 14 milioni in Europa.26

La psoriasi può essere una condizione dolorosa, invalidante e stigmatizzante, con forti conseguenze sociali e psicologiche nella vita delle persone.24 I pazienti con psoriasi, specialmente quelli con i sintomi più gravi, hanno un rischio maggiore di sviluppare altre patologie correlate,27 comprese malattie cardiovascolari 28,29,30 e metaboliche (una combinazione di diabete, pressione sanguigna elevata e obesità).31 Nelle persone con psoriasi sono più comuni anche complicazioni a livello mentale, come la depressione e l’ansia.32

Secondo la World Health Organization, il peso della convivenza con la psoriasi è sottostimato, ed è urgente combattere la stigmatizzazione e migliorare i trattamenti.24

Report PsoClear | La ricerca si è posta l’obiettivo di esaminare le prospettive delle persone che vivono con la psoriasi relativamente a cosa significhi ottenere una cute sana, definita come “cute che è completamente libera da lesioni e sintomi quali prurito e desquamazione”.

I risultati del Report PsoClear sono stati raccolti attraverso PsoHappy, una piattaforma online di sostegno finalizzata ad analizzare e promuovere il benessere delle persone che convivono con la psoriasi. In collaborazione con l’Happiness Research Institute, PsoHappy ha analizzato le risposte di circa 120.000 persone in 184 Paesi per stilare il primo World Psoriasis Happiness Report, pubblicato nell’Ottobre 2017.33

Il sondaggio ha unito modelli di indagine convalidati che, analizzando aspetti della salute mentale, con metodologie originali e domande a risposta aperta, hanno colto le esperienze e le emozioni degli intervistati. Il sondaggio si è svolto tra aprile e maggio 2018, raccogliendo le risposte di 7.644 intervistati tra i 15 e gli 80 anni d’età in 12 Paesi Europei: Austria, Belgio, Repubblica Ceca, Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Italia, Norvegia, Portogallo, Spagna e Regno Unito.3

 

  1. Zachariae C, et al. European Academy of Dermatology and Venereology annual congress 2018. e-poster number: P0453.
  2. Segaert S, et al. European Academy of Dermatology and Venereology annual congress 2018. e-poster number: P0457.
  3. PsoClear Report 2018.
  4. Zheng J, Br J Dermatol 2017;176(3):576.
  5. Strober B, et al. J Am Acad Dermatol 2016;75:77–81.
  6. Rapp SR, et al. J Am Acad Dermatol 1999;41:401–7.
  7. European Commission, Community register of medicinal products for human use, Kyntheum® (brodalumab).
  8. Campa M, et al. Dermatol Ther 2016;6:1–12.
  9. Coimbra S, et al. Core Evidence 2014;9:89–97.
  10. Kyntheum®. Summary of Product Characteristics 2017.
  11. Cosentyx®. Summary of Product Characteristics. August 2017.
  12. Taltz®. Summary of Product Characteristics. January 2018.
  13. European Medicines Agency. EPAR summary for the public: Cosentyx. 2015.
  14. Stelara®. Summary of Product Characteristics. December 2017.
  15. Enbrel®. Summary of Product Characteristics. October 2017.
  16. Humira®. Summary of Product Characteristics. October 2017.
  17. Remicade®. Summary of Product Characteristics. August 2017.
  18. Russell CB, et al. J Immunol 2014;192:3828–36.
  19. Blauvelt A, et al. J Am Acad Dermatol 2017;77(2):372–74.
  20. Supplement to: Lebwohl M, et al. N Engl J Med 2015;373:1318–28.
  21. European Medicines Agency, European public assessment report, Kyntheum® (brodalumab).
  22. Attia A, et al. Clin Drug Investig 2017;37(5):439–451.
  23. Papp KA, et al. Br J Dermatol 2016;175:273–86.
  24. World Health Organization (WHO). Global Report on Psoriasis.
  25. The International Federation of Psoriasis Associations.
  26. Ortonne J, et al. Eur J Dermatol 2004;14:41–45.
  27. Reich K. Eur Acad Dermatol Venereol 2012;26(2):3–11.
  28. Gelfand JM, et al. JAMA 2006;296:1735–41.
  29. Ahlehoff O, et al. Eur Heart J 2012;33:2054–64.
  30. Lowes MA, et al. Ann Rev Immunol 2014;32:227–35.
  31. Langan SM, et al. J Invest Dermatol 2012;132(3 Pt 1):556–562.
  32. Dalgard F, et al. JID 2015;135(4):984 –991.
  33. PsoHappy Website.


La dieta nella psoriasi e nella artrite psoriasica

La psoriasi è una malattia cronica infiammatoria della pelle e presenta una significativa morbilità e un effetto associato sulla qualità della vita.

Gli adulti con psoriasi e/o artrite psoriasica possono integrare le loro terapie mediche con interventi dietetici per ridurre la gravità della malattia?

Un folto gruppo di ricercatori americani ha messo a punto una revisione sistematica di 55 studi e 4534 pazienti con psoriasi, identificando la riduzione del peso con una dieta ipocalorica come intervento di maggiore efficacia  in pazienti obesi e in sovrappeso con psoriasi.

Da questa revisione, la commissione medica della National Psoriasis Foundation raccomanda  la perdita di peso con una dieta ipocalorica per i pazienti sovrappeso e obesi con psoriasi.

Inoltre, i risultati supportano debolmente una dieta priva di glutine per quei pazienti che presentano marcatori sierologici di sensibilità al glutine.

Dati di bassa qualità suggeriscono invece che alcuni cibi, certe sostanze nutritive e determinati schemi alimentari possano avere un’influenza sull’andamento della malattia.

Per quanto riguarda invece i pazienti con artrite psoriasica, le prove permettono agli autori di consigliare solo debolmente l’integrazione con vitamina D e la riduzione del peso con una dieta a basso contenuto calorico in coloro che sono in sovrappeso e obesi.

Inoltre, i ricercatori hanno evidenziato tre concetti per interpretare le loro raccomandazioni:

  1. continuare la terapia medica regolare per le malattie psoriasiche, dato che gli interventi dietetici non possono essere l’unica fonte di trattamento.
  2. gli interventi dietetici possono essere associati a effetti avversi e controindicazioni
  3. le loro raccomandazioni potrebbero avere impatto anche su altre patologie e potrebbero influire sulla salute generale. 

 

Ford AR, Siegel M, Bagel J, Cordoro KM, Garg A, Gottlieb A, Green LJ, Gudjonsson JE, Koo J, Lebwohl M, Liao W, Mandelin AM 2nd, Markenson JA, Mehta N, Merola JF, Prussick R, Ryan C, Schwartzman S, Siegel EL, Van Voorhees AS, Wu JJ, Armstrong AW – JAMA Dermatol. 2018 Jun 20. doi: 10.1001/jamadermatol.2018.1412.

FONTE | La nutrizione

Psoriasi, arriva in Italia l’innovazione che velocizza la cura e migliora la qualità di vita dei pazienti

Efficacia e rapidità d’azione superiori rispetto ai trattamenti di confronto. Risultati visibili già dopo la prima settimana. Durata di trattamento dimezzata rispetto all’attuale gold standard. Praticità e tollerabilità che favoriscono l’aderenza dei pazienti alla terapia.

Sono le credenziali della nuova terapia topica di LEO Pharma per la psoriasi, una combinazione di calcipotriolo e betametasone dipropionato a dose fissa somministrata in un’innovativa formulazione in schiuma spray, che assicura una maggiore e più rapida penetrazione dei principi attivi attraverso la cute.

Enstilar®, disponibile adesso anche in Italia, ha un effetto marcato sui sintomi della psoriasi, come il prurito, e offre una risposta a molti degli unmet needs aperti nel trattamento della malattia: scarsa aderenza alla terapia; percezione di bassa efficacia dei trattamenti topici, a causa di un’azione lenta e di schemi terapeutici lunghi e complessi; insoddisfacente qualità di vita per i pazienti.

Il nuovo farmaco potrà essere utilizzato sia nei pazienti con psoriasi lieve-moderata che in quelli con forme moderate che hanno controindicazioni all’utilizzo di farmaci sistemici. La posologia prevede un’applicazione al giorno per un ciclo di trattamento di 4 settimane.

L’associazione tra calcipotriolo e cortisonico rappresenta la terapia locale più efficace contro la psoriasi, con efficacia superiore a quella dei due principi attivi somministrati separatamente. Adesso, la nuova formulazione in schiuma sovrassatura permette di ottenere a livello cutaneo una concentrazione molto più alta di principi attivi. Il risultato terapeutico è decisamente superiore a quello dell’unguento o gel. Ma, cosa non meno importante, questa formulazione è ancora più gradevole e tollerata dal paziente. Enstilar® rappresenta un’innovazione importante per tutti i pazienti con psoriasi lieve moderata e ancor più per quei pazienti con psoriasi moderata che non possono essere trattati con farmaci o fototerapia” – ha dichiarato Piergiacomo Calzavara Pinton, Direttore Unità di Dermatologia, Spedali Civili di Brescia e Presidente SIDeMaST.

L’efficacia del prodotto è dimostrata da un corpus di studi clinici che hanno coinvolto complessivamente circa 1.700 pazienti: un paziente su due (51%) ha raggiunto un miglioramento quasi completo della malattia entro 4 settimane.

L’altro 49% ottiene comunque un miglioramento, clinicamente visibile. In base ai dati misurati attraverso l’osservazione diretta dei pazienti, dopo 5 giorni di trattamento già il 50% ha riportato una riduzione del prurito di almeno il 70%, riduzione che dopo 4 settimane interessa l’80% dei pazienti.

L’80% dei pazienti trattati a 4 settimane ha raggiunto un miglioramento clinicamente rilevante della Qualità di Vita e, in particolare, quasi il 50% ha riferito che la psoriasi non aveva più alcun effetto sulla propria vita dopo solo una settimana di trattamento.

La psoriasi, malattia della cute cronica, recidivante e autoimmune, si può manifestare in forme diverse per localizzazione e gravità: la maggioranza delle forme (circa il 70-80%) è di entità lieve-moderata. Nel mondo colpisce circa 125 milioni di persone, il 2-3% della popolazione. In Italia la prevalenza della patologia è pari a circa il 3% della popolazione adulta, con un’incidenza di circa 230 nuovi casi l’anno ogni 100.000 persone. Principale sintomo della malattia è la comparsa di chiazze (placche) rilevate, arrossate e ricoperte di squame su diversi distretti corporei, quali cuoio capelluto, gomiti e ginocchia. Le manifestazioni cutanee spesso si associano a prurito e quando sono persistenti possono diventare molto fastidiose e dare dolore.

La psoriasi comporta spesso disagio, imbarazzo e frustrazione che si ripercuotono negativamente sull’autostima del paziente. Quando le placche si manifestano in zone del corpo fortemente esposte, come volto, cuoio capelluto, unghie, allora la psoriasi pone notevoli problemi di vergogna e imbarazzo e di conseguenza ha un rilevante impatto sulla quotidianità e sulle relazioni interpersonali. Se le chiazze si localizzano in aree del corpo meno visibili il disagio è minore ma la malattia è ugualmente fastidiosa per la presenza di prurito o dolore. In ogni caso, tutti i pazienti vogliono liberarsi dalla malattia” – ha spiegato Giampiero Girolomoni, Direttore della Clinica Dermatologica dell’Università di Verona.

Le caratteristiche “cosmetiche” dei trattamenti topici disponibili – untuosità, odore – unite alla lentezza del meccanismo d’azione sono un serio ostacolo all’aderenza alla terapia. Grazie a questa nuova formulazione i pazienti possono avvalersi finalmente di un prodotto che non unge, gradevole e assai ben tollerato, in grado di eliminare molto rapidamente il prurito e tutto ciò che ne è connesso, come l’insonnia, migliorando di molto la qualità della vita.

Un nuovo successo di LEO Pharma, l’azienda danese leader globale nella cura delle malattie della pelle, presente in Italia con una propria filiale dal 2012. E nuove sfide attendono LEO Pharma per il quinquennio 2020-2025, l’arco di tempo scelto per consolidare la sua leadership in dermatologia grazie anche all’ingresso dell’azienda nell’area dei farmaci biologici, che si andranno ad affiancare ai trattamenti topici già in portfolio.

Ci siamo dati cinque anni di tempo, a partire dal 2020, per “cambiare pelle”, e riposizionarci come leader a tutto campo in dermatologia. In particolare saremo l’unica azienda ad offrire trattamenti per tutti i tipi di psoriasi grazie ad un portfolio completo. Inoltre la solidità acquisita dall’esperienza maturata nel campo dei prodotti topici ci aiuterà a vincere la sfida che ci attende con l’ingresso nell’area dei biologici. Il nuovo processo comporterà un costante confronto con le istituzioni nazionali e regionali per condividere le opportunità dell’innovazione. La nuova strategia sicuramente rafforzerà LEO Pharma Italia, la cui presenza nel Paese si è consolidata in questi ultimi anni come dimostrano i numeri del fatturato, passato da 20 milioni di euro nel 2011 a 40 milioni di euro del 2016, consentendo un reinvestimento per 80 milioni di euro tra il 2013 e il 2016” – ha affermato Paolo Pozzolini, Country Lead di LEO Pharma Italia.

 


La psoriasi

Psoriasi3

La psoriasi è una malattia della pelle, ad andamento cronico e recidivante, che si manifesta con la comparsa di chiazze rossastre e rotondeggianti, ben delimitate da margini netti. Con il progredire della patologia, le chiazze possono confluire e sono ricoperte di squame di colore bianco-argenteo. La psoriasi può interessare tutta la superficie corporea, ma le aree classicamente colpite sono: gomiti, ginocchia, cuoio capelluto e regione sacrale.

L’evoluzione di questa malattia, per la quale non esiste ancora oggi una terapia risolutiva, è imprevedibile e può procedere attraverso riacutizzazioni, miglioramenti e talvolta anche persistenti remissioni.

È importante rilevare che anche una minima estensione della malattia sulla superficie corporea può essere associata a comorbilità. Numerosi studi hanno dimostrato che non solo vi è un’associazione tra psoriasi e artrite psoriasica, depressione e abuso di sostanze, ma anche che i pazienti affetti da psoriasi presentano una maggior incidenza della sindrome metabolica, e quindi obesità, diabete, patologie cardiovascolari1.

Tipi di psoriasi

La severità della psoriasi è misurata in base all’estensione delle lesioni, al grado di eritema, desquamazione e infiltrazione, alla risposta alle terapie e al grado di disabilità sociale e psicologica2.

Le varie forme cliniche sono:

psoriasi a placche: è la forma più comune. Le lesioni compaiono a livello del cuoio capelluto, del tronco e sugli arti. Anche le unghie possono essere coinvolte;

psoriasi guttata: colpisce prevalentemente i bambini e si manifesta con piccole chiazze su tutto il corpo; spesso è correlata a faringite streptococcica;

psoriasi pustolosa: si presenta sotto forma di piccole pustole che ricoprono aree delimitate (palmi delle mani o piante dei piedi), oppure tutto il corpo;

psoriasi inversa: è comune nelle persone anziane e colpisce le pieghe (regione ascellare, inguinale e pieghe sottomammarie). Le lesioni possono essere umide;

psoriasi eritrodermica (detta anche psoriasi esfoliativa): è interessata tutta la superficie cutanea che si presenta uniformemente arrossata con desquamazione intensa3.

La psoriasi lieve-moderata

La maggior parte delle persone affette da psoriasi (circa l’80%) soffre di psoriasi a placche, nella forma lieve o moderata. La psoriasi si definisce:

lieve, quando interessa meno del 10% della superficie ed è controllata con successo dalla terapia locale;

moderata, quando interessa dal 10 al 20% della superficie corporea o meno del 10% ma con localizzazioni importanti (viso e mani) che pesano sulla qualità di vita del paziente, ed è ben controllata con la terapia locale.

Molto spesso la psoriasi lieve-moderata non viene riconosciuta e adeguatamente trattata. Inoltre, sono soprattutto i pazienti affetti da queste forme a manifestare il maggior grado d’insoddisfazione riguardo alla gestione terapeutica e clinica della malattia, dal momento che le terapie sistemiche, anche in considerazione del profilo di sicurezza per svariati aspetti non ottimale, sono riservate a forme di psoriasi moderata-grave.

La psoriasi può inoltre presentarsi di livello moderato-grave, quando interessa più del 10% della superficie corporea ma non risponde alla terapia locale, o che interessa meno del 10% della superficie corporea ma è presente in aree “problematiche” (cuoio capelluto, mani e piedi); è grave quando coinvolge più del 20% della superficie corporea o meno del 20% ma è instabile, rapidamente progressiva e interessa parti importanti come le superfici palmo-plantari e il cuoio capelluto.

Epidemiologia

La psoriasi colpisce in egual misura gli uomini e le donne, anche se studi sull’incidenza della patologia suggeriscono che tende a manifestarsi più precocemente nella popolazione femminile4.

Nel mondo ne sono affette circa 125 milioni di persone5, pari al 3-4% in occidente, e al 3,1% nella popolazione italiana6.

L’incidenza è intorno ai 6 casi per 10.000 abitanti ogni anno, e appare più alta nei Paesi sviluppati, mentre si riduce tra Neri e Asiatici e in alcuni gruppi etnici, come gli Aborigeni australiani, ed è del tutto eccezionale nei Nativi americani. Tuttavia, le minoranze sono soggette ad ammalarsi nella forma grave e a soffrire di un maggiore distress sociale ed emozionale5.

La patologia può insorgere a qualsiasi età, ma nelle forme dell’adulto è più comunemente diagnosticata ai 20 e ai 50 anni d’età.

Fattori scatenanti

La psoriasi è una malattia a carattere genetico: circa il 30% dei soggetti con psoriasi ha una storia familiare nei parenti di primo grado. La probabilità di ammalarsi con entrambi i genitori affetti da psoriasi è di circa il 40%7.

Molti possono essere i fattori ambientali scatenanti. Tra questi:

• i traumi fisici, come il grattamento, le ustioni, le cicatrici chirurgiche o i traumi accidentali;

• lo stress emotivo;

l’aumento dell’indice di massa corporea, correlato all’incremento del rischio di manifestare la malattia;

• le infezioni delle alte vie respiratorie, causate prevalentemente dallo streptococco betaemolitico, soprattutto nei pazienti pediatrici;

alcuni farmaci, ad esempio sali di litio, beta-bloccanti, antimalarici, FANS;

l’etilismo e il fumo, che spesso accompagnano le forme gravi di psoriasi e sono maggiormente correlati all’insorgenza di psoriasi pustolosa3.

Ripercussioni sulla qualità di vita

La psoriasi incide su gran parte degli aspetti del vivere quotidiano del paziente, dalla scelta dei vestiti alle attività sportive, come ad esempio il nuoto, dove l’esposizione di aree cutanee affette comporta emarginazione ed esclusione. L’impatto negativo della patologia si ripercuote anche sulle attività lavorative e scolastiche e sulle relazioni affettive. La compromissione dell’aspetto estetico può dar luogo a disturbi a livello psichico, affettivo e professionale. Il peso psicologico e sociale che essa impone spesso oltrepassa la gravità del disturbo in sé: più del 60% dei pazienti associa alla malattia una diagnosi di depressione e, di questi, il 10% ha idee di suicidio8.

Le manifestazioni cutanee della malattia, oltre al dolore e al prurito, provocano disagio, frustrazione e vergogna, da cui deriva la perdita di autostima e un senso di stigmatizzazione. I pazienti provano insicurezza e cercano di nascondere agli altri il proprio problema, spesso isolandosi per paura del rifiuto sociale. Questo forte disagio è ulteriormente esacerbato dal pregiudizio, purtroppo ancora diffuso nella maggior parte degli italiani, che la patologia sia contagiosa e questo fa si che molte persone con psoriasi frequentino esclusivamente persone affette dalla stessa malattia.

La psoriasi può dunque essere considerata a tutti gli effetti una patologia invalidante, per via dell’impatto fortemente negativo sui pazienti che ne soffrono, che può arrivare a condizionare anche i progetti lavorativi e di carriera.

BIBLIOGRAFIA

1 Gisondi P. Tessari G., Conti A., et al. Prevalence of metabolic syndrome in patients with psoriasis: a hospital-based case control study. British Journal of Dermatology 20007, 157:68-73

2 Chimenti S., Psoriasis. Firenze: SEE Editrice, 2005

3 Harrison, Principi di medicina interna, 9/2005, ed 16ma

4 Naldi L., Gamini D. The clinical spectrum of psoriasis. Clinics in Dermatology 2007, 25: 510-518

5 National Psoriasis Foundation. Statistics. http://www.psoriasis.org/learn_statistics (03/12)

6 Naldi L., Drug targets inflamm Allergy, 2004, 3:121-5

7 Cfr. http://psocare.agenziafarmaco.it/progetto.htm

8 Esposito M., Saraceno R., Giunta A., Maccarone M., Chimenti S. An Italian study on psoriasis and depression. Dermatology 2006, 212 (2): 123-127

La psoriasi

Psoriasi3

La psoriasi è una malattia della pelle, ad andamento cronico e recidivante, che si manifesta con la comparsa di chiazze rossastre e rotondeggianti, ben delimitate da margini netti. Con il progredire della patologia, le chiazze possono confluire e sono ricoperte di squame di colore bianco-argenteo. La psoriasi può interessare tutta la superficie corporea, ma le aree classicamente colpite sono: gomiti, ginocchia, cuoio capelluto e regione sacrale.

L’evoluzione di questa malattia, per la quale non esiste ancora oggi una terapia risolutiva, è imprevedibile e può procedere attraverso riacutizzazioni, miglioramenti e talvolta anche persistenti remissioni.

È importante rilevare che anche una minima estensione della malattia sulla superficie corporea può essere associata a comorbilità. Numerosi studi hanno dimostrato che non solo vi è un’associazione tra psoriasi e artrite psoriasica, depressione e abuso di sostanze, ma anche che i pazienti affetti da psoriasi presentano una maggior incidenza della sindrome metabolica, e quindi obesità, diabete, patologie cardiovascolari1.

Tipi di psoriasi

La severità della psoriasi è misurata in base all’estensione delle lesioni, al grado di eritema, desquamazione e infiltrazione, alla risposta alle terapie e al grado di disabilità sociale e psicologica2.

Le varie forme cliniche sono:

psoriasi a placche: è la forma più comune. Le lesioni compaiono a livello del cuoio capelluto, del tronco e sugli arti. Anche le unghie possono essere coinvolte;

psoriasi guttata: colpisce prevalentemente i bambini e si manifesta con piccole chiazze su tutto il corpo; spesso è correlata a faringite streptococcica;

psoriasi pustolosa: si presenta sotto forma di piccole pustole che ricoprono aree delimitate (palmi delle mani o piante dei piedi), oppure tutto il corpo;

psoriasi inversa: è comune nelle persone anziane e colpisce le pieghe (regione ascellare, inguinale e pieghe sottomammarie). Le lesioni possono essere umide;

psoriasi eritrodermica (detta anche psoriasi esfoliativa): interessa tutta la superficie cutanea che si presenta uniformemente arrossata con desquamazione intensa3.

La psoriasi lieve-moderata

La maggior parte delle persone affette da psoriasi (circa l’80%) soffre di psoriasi a placche, nella forma lieve o moderata. La psoriasi si definisce:

lieve, quando interessa meno del 10% della superficie ed è controllata con successo dalla terapia locale;

moderata, quando interessa dal 10 al 20% della superficie corporea o meno del 10% ma con localizzazioni importanti (viso e mani) che pesano sulla qualità di vita del paziente, ed è ben controllata con la terapia locale.

Molto spesso la psoriasi lieve-moderata non viene riconosciuta e adeguatamente trattata. Inoltre, sono soprattutto i pazienti affetti da queste forme a manifestare il maggior grado d’insoddisfazione riguardo alla gestione terapeutica e clinica della malattia, dal momento che le terapie sistemiche, anche in considerazione del profilo di sicurezza per svariati aspetti non ottimale, sono riservate a forme di psoriasi moderata-grave.

La psoriasi può inoltre presentarsi di livello moderato-grave, quando interessa più del 10% della superficie corporea ma non risponde alla terapia locale, o che interessa meno del 10% della superficie corporea ma è presente in aree “problematiche” (cuoio capelluto, mani e piedi); è grave quando coinvolge più del 20% della superficie corporea o meno del 20% ma è instabile, rapidamente progressiva e interessa parti importanti come le superfici palmo-plantari e il cuoio capelluto.

Epidemiologia

La psoriasi colpisce in egual misura gli uomini e le donne, anche se studi sull’incidenza della patologia suggeriscono che tende a manifestarsi più precocemente nella popolazione femminile4.

Nel mondo ne sono affette circa 125 milioni di persone5, pari al 3-4% in occidente, e al 3,1% nella popolazione italiana6.

L’incidenza è intorno ai 6 casi per 10.000 abitanti ogni anno, e appare più alta nei Paesi sviluppati, mentre si riduce tra Neri e Asiatici e in alcuni gruppi etnici, come gli Aborigeni australiani, ed è del tutto eccezionale nei Nativi americani. Tuttavia, le minoranze sono soggette ad ammalarsi nella forma grave e a soffrire di un maggiore distress sociale ed emozionale5.

La patologia può insorgere a qualsiasi età, ma nelle forme dell’adulto è più comunemente diagnosticata ai 20 e ai 50 anni d’età.

Fattori scatenanti

La psoriasi è una malattia a carattere genetico: circa il 30% dei soggetti con psoriasi ha una storia familiare nei parenti di primo grado. La probabilità di ammalarsi con entrambi i genitori affetti da psoriasi è di circa il 40%7.

Molti possono essere i fattori ambientali scatenanti. Tra questi:

i traumi fisici, come il grattamento, le ustioni, le cicatrici chirurgiche o i traumi accidentali;

lo stress emotivo;

l’aumento dell’indice di massa corporea, correlato all’incremento del rischio di manifestare la malattia;

le infezioni delle alte vie respiratorie, causate prevalentemente dallo streptococco betaemolitico, soprattutto nei pazienti pediatrici;

alcuni farmaci, ad esempio sali di litio, beta-bloccanti, antimalarici, FANS;

l’etilismo e il fumo, che spesso accompagnano le forme gravi di psoriasi e sono maggiormente correlati all’insorgenza di psoriasi pustolosa3.

Ripercussioni sulla qualità di vita

La psoriasi incide su gran parte degli aspetti del vivere quotidiano del paziente, dalla scelta dei vestiti alle attività sportive, come ad esempio il nuoto, dove l’esposizione di aree cutanee affette comporta emarginazione ed esclusione. L’impatto negativo della patologia si ripercuote anche sulle attività lavorative e scolastiche e sulle relazioni affettive. La compromissione dell’aspetto estetico può dar luogo a disturbi a livello psichico, affettivo e professionale. Il peso psicologico e sociale che essa impone spesso oltrepassa la gravità del disturbo in sé: più del 60% dei pazienti associa alla malattia una diagnosi di depressione e, di questi, il 10% ha idee di suicidio8.

Le manifestazioni cutanee della malattia, oltre al dolore e al prurito, provocano disagio, frustrazione e vergogna, da cui deriva la perdita di autostima e un senso di stigmatizzazione. I pazienti provano insicurezza e cercano di nascondere agli altri il proprio problema, spesso isolandosi per paura del rifiuto sociale. Questo forte disagio è ulteriormente esacerbato dal pregiudizio, purtroppo ancora diffuso nella maggior parte degli italiani, che la patologia sia contagiosa e questo fa sì che molte persone con psoriasi frequentino esclusivamente persone affette dalla stessa malattia.

La psoriasi può dunque essere considerata a tutti gli effetti una patologia invalidante, per via dell’impatto fortemente negativo sui pazienti che ne soffrono, che può arrivare a condizionare anche i progetti lavorativi e di carriera.

Note

1 Gisondi P. Tessari G., Conti A., et al. Prevalence of metabolic syndrome in patients with psoriasis: a hospital-based case control study. British Journal of Dermatology 20007, 157:68-73

2 Chimenti S., Psoriasis. Firenze: SEE Editrice, 2005

3 Harrison, Principi di medicina interna, 9/2005, ed 16ma

4 Naldi L., Gamini D. The clinical spectrum of psoriasis. Clinics in Dermatology 2007, 25: 510-518

5 National Psoriasis Foundation. Statistics. http://www.psoriasis.org/learn_statistics (03/12)

6 Naldi L., Drug targets inflamm Allergy, 2004, 3:121-5

7 Cfr. http://psocare.agenziafarmaco.it/progetto.htm

8 Esposito M., Saraceno R., Giunta A., Maccarone M., Chimenti S. An Italian study on psoriasis and depression. Dermatology 2006, 212 (2): 123-127

Il secukinumab e la storia naturale della psoriasi

Novartis ha annunciato il 21 marzo scorso nuovi dati che suggerirebbero per la prima volta che il secukinumab sia in grado di modificare la storia naturale della psoriasi da moderata a severa, con conseguente raggiungimento di una cute priva di lesioni a lungo termine e in assenza di trattamento1.

Il secukinumab è il primo e unico inibitore della IL-17A per il quale sia stata riportata la potenziale capacità di modificare la storia naturale della malattia. Questi dati sono stati presentati al 13° congresso di dermatologia, Annual Maui Derm for Dermatologists 2017, tenutosi a Maui (Hawaii, 20-24 marzo 2017), durante il quale Novartis ha presentato 14 abstract.

Dopo un anno di trattamento con il secukinumab, i pazienti sono stati randomizzati al trattamento continuo o all’interruzione del trattamento fino al manifestarsi di una recidiva. I pazienti in trattamento continuo hanno mantenuto un elevato livello di risposta. Tra i pazienti che hanno interrotto il trattamento, il 21% dei pazienti affetti da psoriasi ha mantenuto una cute esente da lesioni fino a un anno senza trattamento e il 10% ha mantenuto una cute esente da lesioni fino a due anni senza trattamento1. I pazienti con una durata di malattia più lunga hanno avuto maggiori probabilità di manifestare una recidiva: questo suggerisce che l’intervento precoce aumenti la possibilità di non sperimentare recidive1.

I dati precedenti hanno dimostrato che il secukinumab, un inibitore completamente umano e specifico per la citochina IL-17A, permetta di ottenere una cute libera o quasi da lesioni (da PASI 90 a PASI 100) in una percentuale di pazienti fino al 80% e per un periodo fino a quattro anni3,4.

Questi risultati suggeriscono che il secukinumab possa andare oltre il semplice trattamento dei sintomi e che potrebbe effettivamente modificare la storia naturale della psoriasi, e mette altresì in evidenza la necessità di ulteriori studi su un intervento precoce. Essere in grado di modificare la storia naturale della malattia è l’obiettivo finale del trattamento: questo è il motivo per cui stiamo investendo nello studio clinico STEPIn, al fine di comprendere meglio la capacità del secukinumab di modificare la storia naturale della psoriasi” – ha detto Vas Narasimhan, Global Head, Drug Development e Chief Medical Officer, Novartis.

Questa è la prima serie di dati solidi a lungo termine sulla psoriasi in seguito all’interruzione del trattamento. Questi dati (provenienti dallo studio di estensione A2302E1) dimostrano che, dopo la sospensione del trattamento di un anno con il secukinumab, sono stati mantenuti bassi punteggi dell’indice di gravità PASI (Psoriasis Area Severity Index) (punteggio PASI pari a 2,9 dopo un anno e a 1,7 dopo due anni senza trattamento, rispetto al 20,5 e al 19,2 del basale)1. Inoltre, dei 120 pazienti aventi una risposta PASI 75 passati al trattamento con placebo dopo un anno, il 21% non ha manifestato recidive dopo un anno e il 10% non ha manifestato recidive dopo due anni senza trattamento1. I pazienti che hanno avuto una più lunga durata di malattia, prima del trattamento con il secukinumab, hanno avuto maggiori probabilità di manifestare una recidiva: questo sottolinea la potenziale importanza di un trattamento precoce1. Al fine di studiare ulteriormente il potenziale di modifica della storia naturale della malattia del secukinumab, Novartis ha avviato lo studio clinico STEPIn, per valutare l’intervento precoce nei casi di nuova insorgenza di malattia. L’ambizione è quella di individuare una nuova strategia di trattamento dei pazienti aventi una nuova insorgenza di psoriasi da moderata a severa, fornendo evidenze volte a favorire l’adozione di un trattamento precoce2.

Il secukinumab è l’unico inibitore della IL-17A approvato nella psoriasi, nell’artrite psoriasica e nella spondilite anchilosante; a livello mondiale, nel contesto post-marketing sono stati trattati con il secukinumab 80.000 pazienti.

Il secukinumab e l’interleuchina-17A (IL-17A) | Lanciato nel gennaio 2015, il secukinumab è un trattamento mirato che inibisce selettivamente l’interleuchina-17A (IL-17A). Il secukinumab permette di ottenere una pelle libera da lesioni: dotato di un pratico auto iniettore, il secukinumab è caratterizzato da una comprovata efficacia a lungo termine, da un profilo di sicurezza fino a quattro anni e da una comoda posologia con somministrazione mensile6.

Il secukinumab è approvato per il trattamento della psoriasi a placche da moderata a severa in oltre 75 Paesi, inclusi quelli dell’Unione europea e Giappone, Svizzera, Australia, USA e Canada. In Europa il secukinumab è approvato per il trattamento sistemico di prima linea della psoriasi a placche da moderata a severa nei pazienti adulti7. Negli Stati Uniti il secukinumab è approvato come trattamento della psoriasi a placche da moderata a severa nei pazienti adulti candidati alla terapia sistemica o alla fototerapia8.

Inoltre, il secukinumab è il primo inibitore della IL-17A approvato per il trattamento dell’artrite psoriasica attiva e della spondilite anchilosante attiva in oltre 65 Paesi, inclusa l’Unione europea e gli USA. Il secukinumab è anche approvato per il trattamento dell’artrite psoriasica e della psoriasi pustolosa in Giappone5.

Lo studio clinico A2304E11 | A2304E1 è uno studio in doppio cieco controllato con placebo, condotto su 120 pazienti affetti da psoriasi, nonché un’estensione degli studi registrativi di Fase III ERASURE e FIXTURE. Dopo un anno di trattamento con il secukinumab, i pazienti che avevano raggiunto una risposta PASI 75 sono stati randomizzati a ricevere secukinumab 300 mg o placebo. Durante la sospensione del trattamento la contemporanea assunzione di farmaci per la psoriasi era vietata; al manifestarsi di una recidiva, i pazienti con placebo sono stati ritrattati con il secukinumab.

Lo studio STEPIn2 | È uno studio randomizzato, multicentrico, disegnato per valutare l’effetto del secukinumab 300 mg per iniezione sottocutanea. Il secukinumab è stato somministrato per 52 settimane a pazienti affetti da forme di psoriasi a placche da moderata a severa di nuova insorgenza come intervento precoce rispetto allo standard terapeutico (UVB a banda stretta). Lo studio mira a dimostrare i benefici di un trattamento precoce con il secukinumab, con l’obiettivo finale di alterare la storia naturale della psoriasi con un ridotto impatto della malattia stessa sul paziente e una minore necessità di trattamento.

La psoriasi | La psoriasi è una diffusa malattia autoimmune non contagiosa, che colpisce fino a 125 milioni di persone in tutto il mondo9. La psoriasi a placche – la forma più comune di questa patologia – appare sotto forma di chiazze rosse in rilievo, coperte da uno strato bianco/argenteo di cellule cutanee morte.

La psoriasi non è semplicemente un problema estetico, ma una malattia cronica, persistente e a volte invalidante, che può compromettere anche gli aspetti apparentemente meno importanti della vita quotidiana delle persone. Fino al 30% dei pazienti con psoriasi ha sviluppato – o svilupperà in futuro – artrite psoriasica10, una patologia che colpisce anche le articolazioni, causando sintomi debilitanti che includono dolore, rigidità e danno articolare irreversibile10,11. La psoriasi è anche associata ad altre malattie gravi, come il diabete, le patologie cardiache e la depressione8.

 

 

1. Lebwohl M et al. Long-term psoriasis control following secukinumab discontinuation indicated disease modification of moderate to severe psoriasis. Presented as a poster presentation at the 13th Annual Maui Derm for Dermatologists 2017. 20-24th March 2017.

2. Novartis Pharmaceuticals. Study of the Efficacy of Early Intervention With Secukinumab 300 mg s.c. Compared to Narrow-band UVB in Patients With New-onset Moderate to Severe Plaque Psoriasis (STEPIn). In: ClinicalTrials.gov. Bethesda (MD): National Library of Medicine (US). 2000 – 20170303. Disponibile all’indirizzo: http://clinicaltrials.gov/show/NCT03020199 NLM Identifier: NCT03020199.

3. Blauvelt A et al. Secukinumab is superior to ustekinumab in clearing skin of subjects with moderate-to-severe plaque psoriasis up to 1 year: Results from the CLEAR study. J Am Acad Dermatol. September 2016. Disponibile all’indirizzo http://dx.doi.org/10.1016/j.jaad.2016.08.008 Epub ahead of print.

4. Kirkham BW et al. Interleukin-17A: a unique pathway in immune-mediated diseases: psoriasis, psoriatic arthritis and rheumatoid arthritis. Immunology. 2014; 141:133-142.

5. Novartis. Data on file. March 2017.

6. Bissonnette R et al. Secukinumab maintains high levels of efficacy through 4 years of treatments: results from an extension to a phase 3 study (SCULPTURE). Presented as a late breaking abstract at the European Academy of Dermatology and Venereology 2016. 1st October 2016.

7. Cosentyx Summary of Product Characteristics. Novartis Europharm Limited. Disponibile all’indirizzo: http://www.ema.europa.eu/ema/index.jsp?curl=pages/medicines/human/medicines/003729/human_med_001832.jsp&mid=WC0b01ac058001d124. Ultimo accesso marzo 2017.

8. Cosentyx (secukinumab) [prescribing information]. East Hanover, NJ: Novartis Pharmaceuticals Corp, 2016.

9. International Federation of Psoriasis Associations (IFPA) World Psoriasis Day website. “About Psoriasis.” Disponibile all’indirizzo: http://www.worldpsoriasisday.com/web/page.aspx?refid=114. Ultimo accesso marzo 2017.

10. National Psoriasis Foundation. Psoriatic disease: about psoriasis. Disponibile all’indirizzo: www.psoriasis.org/about-psoriasis. Ultimo accesso marzo 2017.

11. Mease PJ, Armstrong AW. Managing patients with psoriatic disease: the diagnosis and pharmacologic treatment of psoriatic arthritis in patients with psoriasis. Drugs. 2014; 74:423-441.

 



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