Posts Tagged 'reumatologia'

E’ online il nuovo bando “Bollini Rosa” per gli Ospedali vicini alle donne

È online il Bando Bollini Rosa relativo al biennio 2020-2021. Fino al 31 maggio 2019 tutti gli ospedali interessati possono compilare il questionario di auto-candidatura sul sito dedicato all’iniziativa www.bollinirosa.it.

I Bollini Rosa sono un riconoscimento conferito dal 2007 da Onda agli ospedali italiani che offrono servizi dedicati alla prevenzione, diagnosi e cura delle principali patologie femminili, riservando particolare attenzione alle specifiche esigenze delle donne. Gli obiettivi principali sono incentivare gli ospedali a offrire servizi clinico-assistenziali personalizzati e che considerino le specifiche esigenze femminili e sensibilizzare la popolazione sulle patologie femminili più diffuse, avvicinando alla diagnosi precoce e alle cure. L’iniziativa ha ottenuto il patrocinio di 24 Società Scientifiche e ha consentito la creazione di una rete consolidata di 306 ospedali sul territorio nazionale.

I Bollini Rosa nascono con l’obiettivo di sensibilizzare gli ospedali alla creazione di percorsi diagnostico-terapeutici che tengano in considerazione la specificità di genere. Oggi rappresentano il più importante riconoscimento all’applicazione della medicina genere-specifica alla pratica clinica” – ha affermato Francesca Merzagora, Presidente di Onda.

Le aree specialistiche incluse nel bando sono cardiologia, dermatologia, diabetologia, dietologia e nutrizione clinica, endocrinologia e malattie del metabolismo, ginecologia e ostetricia, geriatria, medicina della riproduzione, neonatologia e patologia neonatale, neurologia, oncologia ginecologica, oncologia medica, pediatria, psichiatria, reumatologia, senologia, urologia e sostegno alle donne vittime di violenza.

L’assegnazione dei Bollini Rosa avviene tramite l’elaborazione matematica dei punteggi attribuiti a ciascuna domanda del questionario e la successiva valutazione dell’Advisory Board, presieduto da Walter Ricciardi, Direttore Dipartimento Scienze della salute della donna, del bambino e di Sanità pubblica, Policlinico Universitario “A. Gemelli” di Roma. La cerimonia di premiazione delle strutture è prevista l’11 dicembre 2019 a Roma in sede istituzionale.

Il numero delle strutture che sono entrate nel network negli anni è in continuo aumento, segno dell’attenzione crescente verso le esigenze proprie dell’utenza femminile. I risultati di questi anni ci hanno convinto a continuare sulla strada della promozione della salute di genere negli ospedali: il nuovo bando che assegnerà i Bollini Rosa per il biennio 2020-2021 è stato appena divulgato e contiamo di ricevere ampia adesione per poter realizzare sempre più iniziative con gli ospedali premiati a favore della popolazione femminile” – ha proseguito Merzagora.

Per discutere del ruolo e del valore del network Bollini Rosa e del contributo allo sviluppo della medicina di genere in ambito ospedaliero, si è tenuto il 16 maggio scorso a Milano, il convegno I Bollini Rosa: ruolo e valore del panorama sanitario, promosso da Onda in collaborazione con Regione Lombardia, con la presenza delle Istituzioni, degli specialisti e dei pazienti.

Tutte le strutture ospedaliere identificate come ospedali ‘vicini alle donne’ dalla Fondazione Onda e premiati con i Bollini Rosa offrono percorsi diagnostico-terapeutici e servizi dedicati alle principali patologie di interesse femminile, assicurando appropriatezza terapeutica e percorsi di cura in tempi minimi. Il fattore ‘tempo’ assume una rilevanza di assoluta priorità, soprattutto per i portatori di patologie gravi, che vivono il disagio di malattie totalizzanti con elevato impatto sulla propria qualità di vita e con ricadute anche per i familiari che li sostengono. Pertanto, il garantire assistenza e cura in tempi ridotti, non solo alle donne ‘malate’ ma anche nei momenti più gioiosi della vita come quelli del parto, è indice di efficienza organizzativa, umanizzazione delle cure e rispetto per la persona-paziente” – ha spiegato Walter Ricciardi, Direttore Dipartimento Scienze della salute della donna, del bambino e di Sanità pubblica, Policlinico Universitario “A. Gemelli” di Roma.

I Bollini Rosa, nati per sensibilizzare le strutture sanitarie nei confronti della medicina di genere, sono di fatto diventati una certificazione di qualità delle cure e la cultura organizzativa che hanno determinato è diventata patrimonio di tutti gli operatori delle strutture ospedaliere” – ha concluso Flori Degrassi, Direttore Generale, ASL Roma 2.

 


 

Malattie Reumatiche: seconda edizione dell’(H)Open day di Onda

Onda, Osservatorio Nazionale sulla salute della donna e di genere, in occasione della Festa della mamma, ha promosso un (H)Open day dedicato alle malattie reumatiche autoimmuni.

Gli ospedali aderenti del network Bollini Rosa e i centri di reumatologia hanno offerto gratuitamente alla popolazione femminile servizi clinico-diagnostici ed esami strumentali oltre a dedicare momenti informativi come consulenze, colloqui, conferenze, info point con il supporto e la distribuzione di materiali divulgativi.

La giornata è stata supportata anche dalle associazioni dei pazienti che hanno presenziato nei vari ospedali, ove possibile, con stand informativi sulle patologie reumatiche per affiancare e orientare le donne.

Obiettivo della giornata è stato quello di promuovere la consapevolezza e la corretta informazione così come la prevenzione, la diagnosi e l’accesso ai percorsi specialistici diagnostico-terapeutici dedicati alle malattie reumatiche.

Le malattie reumatiche autoimmuni, causano disturbi a carico dell’apparato locomotore ed in generale dei tessuti connettivi dell’organismo. Rappresentano un gruppo estremamente eterogeno di malattie e si presentano con espressione e gravità differenti, colpendo più di 3,5 milioni di italiane. Inoltre, spesso esordiscono in età giovane impattando sulla qualità della vita, sulla salute riproduttiva e sulla pianificazione familiare.

A tal proposito, in occasione dell’(H)Open day è stata distribuita la brochure informativa “Malattie reumatiche autoimmuni. Dalla pianificazione familiare alla genitorialità” scaricabile gratuitamente dal sito di Onda (www.ondaosservatorio.it).

L’(H)Open day è stato promosso da Onda con la collaborazione di AMRER, Associazione Malati Reumatici Emilia Romagna, ANMAR, Associazione Nazionale Malati Reumatici Onlus, APMAR, Associazione Nazionale Persone con Malattie Reumatologiche e Rare Onlus, il patrocinio di Istituto Superiore di Sanità e SIR, Società Italiana di Reumatologia ed è stato reso possibile anche grazie al contributo incondizionato di UCB Pharma.

Le malattie reumatiche autoimmuni sono patologie tipicamente femminili e che spesso si manifestano tra i 15 e 45 anni, dunque nel periodo più florido e produttivo, condizionando la qualità di vita delle donne. Onda anche quest’anno conferma il suo impegno per le donne che soffrono di malattie reumatiche autoimmuni con un’iniziativa focalizzata in particolare sulla loro salute riproduttiva e sulla pianificazione familiare. La seconda edizione dell'(H)Open day dedicato alle malattie reumatiche vede un aumento della partecipazione degli ospedali e dei centri, ben 97 su tutto il territorio nazionale, con un 50% in più rispetto allo scorso anno, e la preziosa collaborazione delle associazioni di pazienti che saranno presenti ad accogliere e orientare le donne sul tema” – ha spiegato Francesca Merzagora, Presidente Onda.

AMRER ha aderito con grande piacere a questa iniziativa di Onda che guarda alle malattie reumatiche con un approccio prettamente femminile. È infatti importante lavorare sui bisogni specifici delle donne con azioni di prevenzione e sensibilizzazione perché possano individuare in tempi brevi lo specialista a cui rivolgersi, avere rapido accesso alle cure e quindi ottenere risposte concrete dal punto di vista diagnostico, di presa in carico e di assistenza” – ha affermato Daniele Conti, Presidente AMRER.

ANMAR con le 20 associazioni regionali crede che questo sia uno degli appuntamenti più importanti dell’anno,  che in maniera capillare attraverso gli ambulatori e gli ospedali aderenti faccia la vera diagnosi precoce delle malattie reumatiche, in particolare delle donne, che noi di ANMAR auspichiamo da sempre. Informazione e servizi clinico-diagnostici dedicati alle donne nei giorni vicini alla festa della mamma, anche per dare un segnale tutto al femminile. Abbiamo patrocinato con entusiasmo questa giornata anche per dimostrare quanto possa essere impattante soprattutto per una donna una malattia reumatica se diagnosticata anche tardivamente. Fare prevenzione per non perdere la qualità di vita che una donna assolutamente deve mantenere per essere figlia, mamma, compagna e nonna, ma anche lavoratrice” – ha dichiarato Silvia Tonolo, Presidente ANMAR.

APMAR ha ben accolto il progetto (H)Open day di Onda. Permettere ai cittadini di accedere a screening gratuiti facilita la diagnosi precoce, primo passo per arrivare a cure appropriate che possano favorire il mantenimento di una vita di qualità seppur in presenza di una malattia. Auspichiamo grande affluenza e successo” – ha affermato Antonella Celano, Presidente APMAR.

 

“Psoriasi: non solo una questione di pelle”

Il reumatologo come supporto al dermatologo nella diagnosi di psoriasi; l’artrite psoriasica e l’importanza della diagnosi precoce; la qualità di vita dei pazienti con psoriasi e le diverse comorbidità, tra cui quelle articolari.

Di questo ed altro si è discusso a Milano, il 17 ottobre scorsonella sala Buzzati del Corriere della Sera, nel corso dell’evento dal titolo ‘Psoriasi non solo una questione di pelle’.

Organizzato dal Corriere Salute con il contributo non condizionante di Novartis, ha visto la partecipazione di Antonio Costanzo, responsabile Dermatologia di Humanitas e docente di HUMANITAS University, Milano, e di Carlo Francesco Selmi, responsabile Reumatologia e Immunologia Clinica di Humanitas e docente dell’Università degli Studi di Milano.

Obiettivo del convegno, fare luce sull’associazione fra psoriasi ed artrite psoriasica ed analizzare la medicina delle malattie infiammatorie croniche della pelle in maniera multidisciplinare.

La psoriasi è una malattia infiammatoria cronica della pelle e degli annessi (unghie e follicolo pilifero). Circa il 30% dei pazienti psoriasici può sviluppare nel tempo un’artrite. Nell’artrite psoriasica l’infiammazione interessa le piccole articolazioni delle mani e dei piedi o le grandi articolazioni (gomiti, ginocchia e caviglie) ma anche altre sedi come la colonna causando un mal di schiena che peggiora con il riposo.

La psoriasi compromette la qualità di vita quanti ne sono affetti e nella gestione della patologia non vanno sottovalutati l’entità del dolore e le limitazioni ai movimenti.

A tutto questo si deve aggiungere che l’interessamento cutaneo determina spesso problemi di natura psicologica. È importante sapere che dalla psoriasi non si guarisce ma che gli enormi sviluppi della ricerca in questo specifico settore oggi ci consentono di tenere sotto controllo la quasi totalità delle manifestazioni cliniche della malattia. I pazienti devono affidarsi alle competenze dei Medici Specialisti, diffidando di chi propone cure facili e risolutive. Se tenuta sotto controllo, possiamo fare molto perché la patologia non crei particolari problemi alla vita di relazione di quanti ne sono affetti­- ha sottolineato Antonio Costanzo, responsabile Dermatologia di Humanitas e docente di HUMANITAS University, Milano .

Gestire la malattia psoriasica è ormai sempre più un tema multidisciplinare, poiché un solo specialista non è sufficiente per la gestione della patologia. Quando si tratta di malattie complesse come la psoriasi è necessario fare scelte condivise con il paziente, soprattutto quando affetto da artrite psoriasica. In questi casi è necessario affrontare la cura del malato in maniera combinata tra dermatologo e reumatologo, poiché visitare da due punti di vista diversi consente di prendere decisioni cliniche e terapeutiche che permettono un eccellente controllo di tutti i sintomi. La medicina delle malattie infiammatorie croniche è, dunque, sempre meno “un solo uomo al comando”.

Quando parliamo di artrite psoriasica, la diagnosi precoce riveste un ruolo fondamentale. Sappiamo che già dopo pochi mesi dall’inizio dei sintomi questa malattia ha già causato alcuni danni irreversibili. Ecco perché sono cruciali una diagnosi e un trattamento precoce. Nel 75% dei casi l’artrite psoriasica segue la psoriasi e dunque il suo biomarcatore è proprio la psoriasi mentre gli esami di laboratorio sono quasi sempre normali. La diagnosi di artrite psoriasica tarda, in media, 7 anni, mentre nel caso della psoriasi arriva dopo circa 4 anni. Nonostante siamo molto lontani da una gestione adeguata dei pazienti, l’artrite psoriasica oggi è una malattia verso la quale esistono armi che fino a pochi anni fa potevamo solo sognare. Abbiamo infatti a disposizione strumenti terapeutici che consentono ai pazienti di condurre una vita normaleha affermato Carlo Francesco Selmi, responsabile Reumatologia e Immunologia Clinica di Humanitas e docente dell’Università degli Studi di Milano.

 


Fibromialgia, mai più invisibile: dall’Emilia Romagna le prime linee di indirizzo pubbliche per la gestione della patologia

Un passo in avanti importante per tutti i pazienti affetti da fibromialgia, malattia reumatica difficile da riconoscere e diagnosticare: per la prima volta in Italia un ente pubblico, la Regione Emilia-Romagna, ha emanato un documento di ampio respiro sulla patologia, le linee di indirizzo per “Diagnosi e trattamento della fibromialgia”, messo a punto con l’obiettivo di dare una definizione e inquadramento della malattia e indicare percorsi di intervento definiti e appropriati.

Il Documento, primo e unico in Italia, è il frutto di oltre un anno e mezzo di intenso lavoro del Gruppo tecnico regionale costituito nel 2016 e composto da ben 25 esperti tra reumatologi, terapisti antalgici, medici di medicina generale, riabilitatori, nutrizionisti, psichiatri e componenti delle istituzioni sanitarie regionali e associazione pazienti, che hanno analizzato la letteratura disponibile a livello nazionale e internazionale sulla fibromialgia.

Il documento, la cui realizzazione è stata promossa e coordinata dall’Assessorato alle Politiche per la Salute della Regione Emilia Romagna, colma un vuoto in quanto non esistevano fino ad oggi linee di indirizzo rivolte ai medici su questa importante malattia. Questo documento consentirà di sviluppare percorsi formativi con i medici di Medicina Generale e gli specialisti che si occupano di fibromialgia e diventerà un caposaldo per la diagnosi e per la presa in carico dei pazienti. Inoltre, il documento offre indicazioni di carattere terapeutico, in particolare non farmacologico, basate su studi scientifici che riguardano l’efficacia delle terapie in acqua. Le linee di indirizzo sono il primo passo per arrivare, ci auguriamo, a un riconoscimento formale della fibromialgia quale patologia cronica all’interno dei LEA a livello nazionale. Il documento regionale è in questo momento all’attenzione del Consiglio Superiore di Sanità. Lavoreremo per favorire un allargamento nazionale di queste importanti linee di indirizzo regionale” – dichiara l’assessore Sergio Venturi.

La fibromialgia fino ad oggi è stata considerata “malattia invisibile” proprio a causa dell’impossibilità di diagnosticarla con esami strumentali specifici. Inoltre, gli specialisti non dispongono di terapie specifiche, non esiste una terapia precisa per questa patologia, ma fino ad oggi tanti approcci diversi quanti sono i pazienti.

La fibromialgia è la seconda forma di reumatismo più comune ed è una condizione molto frequente negli ambulatori di medicina generale (2.%-5,7% dei pazienti) e di reumatologia (14% dei pazienti), la sua prevalenza è compresa tra il 2-3% fino all’ 8%, l’incidenza è di circa 7-11 nuovi casi per anno su 1.000 persone in Emilia Romagna sono oltre 89.000 i pazienti con fibromialgia di vario grado e gravità. L’impatto di questa malattia sulla qualità di vita del paziente è molto pesante dal momento che il sintomo principale che la caratterizza è il dolore, cronico e diffuso a tutto il corpo, associato a stanchezza, disturbo del sonno (sonno non ristoratore), problemi cognitivi (di attenzione e memoria), psichici (in particolare depressione) e ad un ampio spettro di sintomi somatici e neurovegetativi. L’approccio terapeutico più appropriato è di tipo multidisciplinare, basato su programmi personalizzati che includono interventi educativi, non farmacologici e farmacologici. La presa in carico spetta in primis al medico di medicina generale e, in seconda battuta, al reumatologo” – spiega Carlo Salvarani, Professore Ordinario di Reumatologia all’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia.

Il documento di indirizzo regionale non si limita a definire un percorso sanitario ‘tipo’, ma attraverso l’analisi di quanto validato in letteratura dalle esperienze internazionali e nazionali, come quelle maturate nelle provincie di Trento e Bolzano, offre un orientamento su come gestire il paziente con fibromialgia in Emilia Romagna.

Il documento fa chiarezza sullo stato dell’arte e l’approccio più appropriato alla fibromialgia, il lavoro si compone di vari capitoli: dalla definizione della patologia all’epidemiologia; una parte significativa riguarda le modalità di presa in carico del paziente, che spetta al medico di medicina generale, nell’ambito di un team multidisciplinare, quale filtro iniziale e professionista competente per la identificazione e gestione di questi pazienti, e l’invio al reumatologo nei casi refrattari alla terapia o quando la diagnosi è incerta. Inoltre, il documento fa chiarezza sulla diagnosi differenziale, che è prettamente clinica, e affronta la parte dei trattamenti; in particolare si sofferma prima sull’intervento educazionale del paziente, che deve essere adeguatamente informato sulla patologia, e in secondo luogo sui trattamenti non farmacologici, che prevedono una serie di interventi volti a migliorare la motricità e la postura attraverso programmi di attività fisica adattata (AFA) sia a secco che in acqua, basata su protocolli scientificamente definiti che hanno prodotto incoraggianti risultati in questi pazienti. Da ultimo, il documento prende in esame i trattamenti farmacologici e fornisce indicazioni basate sull’evidenza, con una parte dedicata anche all’alimentazione. Si tratta dunque di uno strumento molto articolato, basato sulla revisione delle migliori evidenze scientifiche anche per contrastare tanta letteratura ‘grigia’ che ruota attorno a questa patologia e che si presta, spesso, ad interventi terapeutici di dubbia efficacia” – afferma Marcello Govoni, Direttore dell’Unità Operativa di Reumatologia dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Ferrara e Professore Associato di Reumatologia.

Le linee di indirizzo regionale offrono per la prima volta in Italia gli strumenti pratici per attuare i vari livelli di intervento, identificati in 3 step: educazione del paziente, trattamento non farmacologico, trattamento farmacologico se i primi due non risultano efficaci.

Siamo soddisfatti del lavoro portato a termine dal Gruppo tecnico regionale e siamo certi che questo documento di indirizzo sia il primo passo verso il riconoscimento sostanziale dei diritti e dei bisogni dei pazienti con fibromialgia. Il documento getta fondamenta concrete per dare risposte al bisogno del paziente di oggi e di domani. Grazie ad esso già dalla primavera sarà possibile rendere accessibili ai pazienti strutture attrezzate, competenti e dotate delle necessarie professionalità dove fruire di percorsi di AFA, sia in acqua che a secco, omogenei su tutto il territorio regionale. Da subito sarà possibile anche attivare percorsi educazionali per i pazienti sulla patologia e mettere in agenda la formazione sanitaria per i medici di medicina generale, grazie all’impulso dato al documento dalla Regione a livello di tutte le Aziende Sanitarie Locali. Verso il futuro lo sguardo che il Gruppo di lavoro vuole proporre con il documento è rivolto a promuovere e incentivare la ricerca, in particolare sui cannabinoidi e sulle interazioni con l’alimentazione; unico modo concreto per rispondere adeguatamente ai bisogni dei pazienti, contrastando l’estrema proliferazione di ‘fantomatiche’ cure che danneggiano la salute e il portafoglio delle persone con fibromialgia. Un ultimo aspetto, su cui è importante accendere un riflettore, è rappresentato dall’utilizzo di queste linee guida per il riconoscimento dei diritti legati all’impatto della fibromialgia in termini di invalidità civile e handicap, su questo fondamentale diritto, noi di AMRER siamo pronti da subito ad agire con forza” – sottolinea Daniele Conti, Direttore di AMRER.

In particolare, rispetto al trattamento non farmacologico, AMRER, l’Associazione Malati Reumatici Emilia Romagna, si è impegnata in concreto attivando un accordo con COTER, il Consorzio che riunisce le terme dell’Emilia Romagna, che con le sue 24 strutture distribuite sul territorio regionale favorirà l’accesso a piscine e palestre attrezzate per realizzare percorsi omogenei di AFA, attività fisica adattata, sul territorio regionale in coerenza con gli indirizzi riportati nel documento regionale. L’impegno prevenderà ‘pacchetti terapeutici termali’ per i pazienti ogni tre mesi con 24 accessi due volte a settimana, una seduta in acqua e una a secco, con costi calmierati e convenzionati.


Celgene Research Award 2017, premiati i 4 progetti vincitori

Si è concluso il 1° dicembre scorso, l’evento di premiazione del Celgene Research Award 2017, promosso da Celgene in collaborazione con l’Associazione italiana di oncologia medica (AIOM) e le società italiane di dermatologia (SIDeMaST), ematologia (SIE) e reumatologia (SIR), teso a premiare i quattro migliori progetti di ricerca realizzati in aree terapeutiche chiave per la salute: artrite psoriasica, psoriasi, mieloma multiplo e carcinoma del pancreas.

Il concorso, riservato a medici e biologi under 40, ha l’obiettivo di premiare la ricerca indipendente, sia di base sia clinica, offrire nuove opportunità ai giovani ricercatori e contribuire a mantenere solida la qualità della ricerca scientifica in Italia.

L’Italia deve puntare sulle proprie caratteristiche di eccellenza, ovvero ricercatori che primeggiano per numero e qualità delle pubblicazioni scientifiche e un’industria capace di produrre ricerca e innovazione di qualità è per questo che Celgene, che da sempre pone la ricerca al centro della propria mission, in occasione del decennale di presenza in Italia ha deciso di sostenere i giovani ricercatori istituendo il Celgene Research Award” – ha sottolineato Giovanni de Crescenzo, Direttore medico di Celgene Italia.

Nella cornice di Palazzo Capponi a Firenze i finalisti hanno esposto i rispettivi progetti alla Commissione indipendente giudicante composta dai membri delle rispettive quattro Società scientifiche: Carlo Barone per AIOM, Giovanni Pizzolo per SIE, Mauro Galeazzi e Carlo Salvarani per SIR, Carlo Pincelli per SIDeMaST. Tutti i progetti finalisti hanno evidenziato elevato livello scientifico, che ha determinato una discussione molto approfondita da parte della Commissione.

Al termine della valutazione complessiva la Commissione ha annunciato i quattro progetti di ricerca che riceveranno ciascuno un research grant di 50.000 euro per lo sviluppo del progetto: Maria Maddalena Angioni dell’Università di Cagliari per la reumatologia; Riccardo Borroni dell’Istituto Humanitas di Rozzano (Milano) per la dermatologia; Antonina Cagnetta del Policlinico San Martino di Genova per l’ematologia; Carmine Carbone dell’Università degli Studi di Verona per l’oncologia.

Il Research Award conferma l’impegno Celgene per la ricerca. Nel 2015 e nel 2016 il Gruppo Celgene ha investito quasi il 40% del fatturato in Ricerca & Sviluppo, risultando l’azienda che ha utilizzato maggiori risorse in termini percentuali secondo il ‘2016 EU Industrial R&D Investment Scoreboard’ pubblicato dalla Commissione europea.

In Italia, negli ultimi 9 anni, il gruppo Celgene ha coinvolto 18.500 pazienti circa in oltre 80 studi clinici sponsorizzati (con investimenti per 140 milioni di euro) e 92 studi accademici indipendenti per i quali ha fornito un supporto non condizionante.

The 2016 EU Industrial R&D Investment Scoreboard © European Union, 2016Accesso: 8 febbraio 2017.


 

Polimialgia reumatica: diagnosi e gestione

La polimialgia reumatica (PMR) è una comune patologia infiammatoria di eziologia ignota con una prevalenza di un caso su 133 nei soggetti sopra i 50 anni, ed un rapporto donne/uomini di 2:1.

I sintomi si sviluppano nell’arco di alcune settimane: tipicamente essi includono dolore e rigidità articolare bilaterale a livello di spalle o pelvi, che peggiora al mattino. I sintomi associati comprendono febbre di basso grado, malessere, affaticamento, umore depresso, scarso appetito e perdita di peso.

Non esiste alcun test diagnostico specifico per la PMR ma, di solito, il paziente presente un rialzo di pari passo di PCR ed VES. Una piccola proporzione di pazienti con PMR presenta marcatori infiammatori normali.

La malattia è associata all’arterite a cellule giganti (GCA): metà dei pazienti con GCA ha anche sintomi di PMR, ed un quinto dei pazienti con PMR presenta segni di GCA. Le altre patologie che possono mimare la PMR comprendono patologie reumatiche dell’anziano come l’artrite reumatoide, le patologie muscolari infiammatorie ed altre condizioni come tireopatie, tumori maligni, infezioni, capsuliti bilaterali della spalla, osteoartrosi, parkinsonismo e depressione.

All’atto della diagnosi ed a ciascun controllo successivo è fondamentale considerare il potenziale di GCA associata. Al paziente andrebbero poste domande su cefalee, claudicatio della mandibola e disturbi visivi. In presenza di sospetta GCA, andrebbe effettuato un consulto reumatologico immediato.

FONTE | Practitioner. 2016 Dec;260(1799):13-6.

 


ONLINE IL NUOVO BANDO BOLLINI ROSA DI ONDA

È online il Bando Bollini Rosa relativo al biennio 2018-2019. Dal 6 marzo al 31 maggio 2017 tutti gli ospedali interessati possono compilare il questionario di auto-candidatura, interamente revisionato e aggiornato, direttamente online sul sito dedicato all’iniziativa www.bollinirosa.it.

I Bollini Rosa, giunti al primo decennale, sono un riconoscimento conferito dal 2007 da Onda agli ospedali italiani che offrono servizi dedicati alla prevenzione, diagnosi e cura delle principali patologie femminili, riservando particolare attenzione alle specifiche esigenze delle donne. L’obiettivo è sensibilizzare la popolazione sulle patologie femminili più diffuse, avvicinando alla diagnosi precoce e alle cure. L’iniziativa ha ottenuto il patrocinio di 20 Società Scientifiche e ha consentito la creazione di una rete consolidata di 248 ospedali sul territorio nazionale.

Le aree specialistiche incluse nel bando sono cardiologia, diabetologia, dietologia e nutrizione clinica, endocrinologia e malattie del metabolismo, ginecologia e ostetricia, medicina della riproduzione, neonatologia e patologia neonatale, neurologia, oncologia ginecologica, oncologia medica, psichiatria, reumatologia, senologia chirurgica e sostegno alle donne vittime di violenza. Da quest’anno sono state aggiunte anche geriatria e pediatria, con l’obiettivo di estendere l’attenzione nei confronti delle problematiche di salute delle donne anziane, delle bambine e delle adolescenti.

L’assegnazione dei Bollini Rosa avviene tramite l’elaborazione matematica dei punteggi attribuiti a ciascuna domanda del questionario e la successiva valutazione dell’Advisory Board, presieduto dal Prof. Walter Ricciardi. La cerimonia di premiazione delle strutture è prevista il 5 dicembre 2017 a Roma in sede istituzionale.

Le donne sono le maggiori utilizzatrici del Sistema Sanitario Nazionale, vivono più a lungo degli uomini, ma si ammalano di più e consumano più farmaci. Segnalare ospedali impegnati nella prevenzione e nella cura di patologie femminili, così come anche accoglienti e umani per la paziente, costituisce un elemento importante nella scelta consapevole del luogo di cura. Con i Bollini Rosa, Onda promuove un approccio di genere nell’erogazione dei servizi sanitari, inoltre consente di individuare, collegare e premiare le strutture che offrono servizi dedicati alla prevenzione, diagnosi e cura delle principali patologie femminili. La candidatura al Bando è aperta a tutti gli ospedali accreditati al SSN. I criteri e le variabili di valutazione indicati nel Bando sono da un lato, la presenza di specialità cliniche di interesse per la popolazione femminile e dall’altro, l’appropriatezza del percorso diagnostico terapeutico per ciascuna specialità considerata. Sono poi oggetto di attenzione e valutazione i servizi dedicati all’accoglienza della paziente, mirati a soddisfare esigenze specifiche dell’utenza femminile. L’esistenza di ospedali con i Bollini Rosa consente alle donne di poter scegliere la struttura a cui rivolgersi utilizzando le informazioni su più di 100 servizi erogati nelle 16 specialità considerate, consultabili in apposite schede sul sito dell’iniziativa. Sono ospedali che grazie a questa rete sono sempre in contatto con altre realtà cliniche all’avanguardia e che interagiscono con Onda e con la popolazione femminile anche attraverso gli (H)Open Day dedicati a particolari patologie (salute mentale, osteoporosi, sclerosi multipla, problematiche legate alla nascita prematura, dolore, ecc.), in cui le strutture aderenti offrono servizi gratuiti alle donne avvicinandole alle cure. Il Concorso Best Practice, nell’ambito dei Bollini Rosa, segnala ospedali segnalati in possesso di servizi innovativi per la gestione multidisciplinare della patologia oggetto, ogni biennio, di attenzione particolare” – ha affermato Francesca Merzagora, Presidente di Onda.

 


leggi il Blog nella tua lingua

Follow HarDoctor News, il Blog di Carlo Cottone on WordPress.com
Visita il mio Sito Inviaci un articolo! Contattami via e-mail! buzzoole code
Twitter HarDoctor News su YouTube HarDoctor News su Tumblr Skype Pinterest

Inserisci il tuo indirizzo e-mail per iscriverti a questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi per e-mail.

Segui assieme ad altri 2.608 follower

L’almanacco di oggi …

Almanacco di Oggi!
Farmacie di Turno
Il Meteo I Programmi in TV

Scarica le guide in pdf!

Scarica la Guida in Pdf Scarica il Booklet in Pdf

HarDoctor News | Links Utili

Scegli Tu Guarda il Video su YouTube Pillola del giorno dopo Think Safe Medicina Estetica Obesità.it

HarDoctor News | Utilità

Calcola il BMI
Test di Laboratorio
Percentili di Crescita
Calcola da te la data del parto!

Leggi Blog Amico !!!

Leggi Blog Amico

HarDoctor News | Statistiche

  • 986.553 traffic rank

HarDoctor News | Advertising

Siti sito web

Le mie foto su Istagram


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: