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Novità per il trattamento delle cheratosi attiniche e della rosacea

In arrivo le nuove linee guida e raccomandazioni sulla gestione di cheratosi attinica e rosacea: importanti malattie dermatologiche sia per la gravità sia per l’impatto psicologico che hanno sul paziente.

Queste novità verranno presentate al 92° Congresso Nazionale della SIDeMaST, Società Italiana di Dermatologia medica, chirurgica, estetica e delle Malattie Sessualmente Trasmesse, dal 3 al 6 maggio a Sorrento.

Le cheratosi attiniche, appartengono alla famiglia dei cosiddetti tumori cutanei non melanoma (NMSC) molto comuni che in Italia mostra una prevalenza di oltre 1 persona su 4, arrivando a una prevalenza di 1 su 3 nella popolazione maschile1. La pericolosità di questa forma tumorale è data dalla possibile progressione da questa forma pre-maligna a forme tumorali invasive quali i carcinomi squamocellulari o spinocellulari (spinaliomi)” – ha spiegato Giuseppe Monfrecola, Ordinario di Dermatologia all’Università Federico II di Napoli e Presidente del 92° Congresso Nazionale SIDeMaST.

Vista la potenziale pericolosità di queste lesioni è necessario trattarle. Tra le terapie più innovative a disposizione, che ha mostrato efficacia anche in presenza di cheratosi multiple, c’è la terapia fotodinamica in daylight (luce del sole). La terapia fotodinamica consiste nell’applicazione di una sostanza (5-metil-aminolevulinato) che posta sotto una fonte luminosa si attiva provocando la morte delle cellule tumorali. La terapia fotodinamica convenzionale usa come fonte luminosa una lampada a raggi rossi, mentre quella daylight usa la luce solare. Quest’ultima tecnica che consente di curare con il sole i danni provocati dal sole ha un’efficacia simile al trattamento fotodinamico convenzionale, ma presenta notevoli vantaggi sia per il medico sia per il paziente2. I vantaggi per il medico derivano da una notevole semplificazione del trattamento: i tempi di trattamento sono ridotti, non sono necessarie attrezzature e personale specifici, si può trattare una maggiore area cutanea durante la seduta e consente di trattare più pazienti contemporaneamente. Per quanto riguarda il paziente la terapia fotodinamica in daylight consente una migliore esperienza di trattamento2. Le sessioni risultano infatti più brevi e il trattamento non causa dolore e ha minori effetti collaterali rispetto alla terapia convenzionale portando a una maggiore soddisfazione e accettazione del trattamento e, non ultimo, a un ottimale risultato estetico” – ha continuato Piergiacomo Calzavara Pinton, Presidente SIDeMaST.

Per il paziente, quindi, minor dolore, minori reazioni locali, una più rapida riparazione cutanea e soprattutto la possibilità di trattare più cheratosi in un’unica seduta con due ore di esposizione al sole.

La terapia in daylight è stata oggetto di un documento redatto da un panel di esperti che, oltre a descrivere questa innovativa tecnica e a metterne in luce i profondi vantaggi, fornisce al dermatologo tutte le informazioni pratiche del protocollo di trattamento.

Quest’anno, verrà presentata una revisione del documento per la gestione della rosacea. Questa malattia è caratterizzata dalla presenza di lesioni ed alterazioni vascolari di aree del viso dovuta a fenomeni di infiammazione da attribuire a una risposta immunitaria alterata nei confronti di diversi stimoli e fattori microbici locali, in particolar modo l’acaro Demodex. Tra le novità riguardanti la gestione della rosacea c’è un nuovo sistema di classificazione: la convenzionale suddivisione in sottotipi ha mostrato diversi limiti dovuto alla loro sovrapposizione e alla loro limitatezza in termini di evoluzione delle manifestazioni nel tempo. Recentemente il gruppo ROSacea COnsensus (ROSCO), panel internazionale di dermatologici e oftalmologi, ha proposto un nuovo approccio basato sul fenotipo, ossia sulle caratteristiche che possono essere osservate nel paziente3. Questo nuovo approccio permette di focalizzarsi maggiormente sulle problematiche del singolo paziente e sugli aspetti della malattia che vengono percepiti come più invalidanti e consente di ottimizzare in modo migliore i trattamenti che sono mirati a manifestazioni cliniche” – ha commentato Aurora Parodi, professore ordinario di Dermatologia, Direttore UOC Clinica dermatologica, IRCCS AOU San Martino – IST Genova, DiSSal Università di Genova.

L’impatto di questa malattia, sulla qualità della vita del paziente si riflette anche sulle soluzioni terapeutiche per la sua gestione. La terapia ha diverse finalità: eliminare o ridurre il numero di lesioni, ridurre la gravità delle lesioni, ridurre le recidive e soddisfare il paziente migliorandone la qualità di vita. La scelta della terapia si basa sulle manifestazioni cliniche del singolo paziente e sulla loro gravità piuttosto che sul sottotipo e, cosa fondamentale, sugli aspetti della malattia che il paziente percepisce come più invalidanti. Esistono diverse terapie per la rosacea, da farmaci topici a farmaci sistemici, ma tra le novità presenti in questo aggiornamento delle linee guida per la gestione della rosacea c’è l’introduzione dell’ivermectina come farmaco di prima linea per il trattamento della rosacea in presenza di papule e pustole infiammatorie da lieve/moderato a severo. Questa terapia consiste nell’applicazione di una crema con ivermectina all’1%. L’ivermectina ha un’azione sia anti-infiammatoria sia anti-parassitaria agendo in modo sinergico sulle cause di questa malattia. Studi clinici hanno mostrato la sua superiorità rispetto ad altri farmaci di riferimento per la cura della rosacea. In particolare, l’ivermectina si è mostrata superiore al metronidazolo, farmaco topico per cura della rosacea con papule e pustole in forma lieve, per quanto riguarda il miglioramento nella qualità di vita del paziente: l’82.5% dei pazienti trattati con ivermectina vs il 63% dei pazienti trattati con metronidazolo presentavano assenza o quasi totale assenza di lesioni4 – ha continuato Giuseppe Monfrecola, Ordinario di Dermatologia all’Università Federico II di Napoli e Presidente del 92° Congresso Nazionale SIDeMaST.

 

1Fargnoli MC et al., Euro PDT 2015.

2 Fargnoli MC, Piccioni A, Neri L et al. Conventional vs daylight methyl aminolevulinate photodynamic theraphy for actinic keratosis of the face and scalp: an intra-patient, prospective, comparison study in Italy. J Eur Acd Dermatol Venereol 2015; 29. 1926-32.

3van Zuuren EJ, Fedorowicz Z, Carter B, van der Linden MM, Charland L. Interventions for rosacea. Cochrane Database Syst Rev 2015;(4):CD003262

4Schaller M, Dirschka T, Kemény L, Briantais P, Jacovella J. Superior efficacy with ivermectin 1% cream compared to metronidazole 0.75% cream contributes to a better quality of life in patients with severe papulopustular rosacea: a subanalysis of the randomized, investigator-blinded ATTRACT study. Dermatol Ther (Heidelb) 2016;6:427-36.

 


Rossore, eritema, couperose sono davvero solo un problema estetico?

acne rosacea

Ha tanti nomi il rossore del volto e spesso è stato considerato un problema solamente estetico ma, un colorito troppo acceso è un segno da non sottovalutare perché può nascondere un problema.

Il rossore che appare sul viso o su qualsiasi altra zona del corpo è sempre legato ad una eccessiva dilatazione dei vasi sanguigni del derma e ad un relativo maggiore afflusso di sangue nella pelle che, nel tempo, può portare a numerosi problemi che vanno dall’invecchiamento precoce a vere e proprie malattie come eritrosi, couperose e rosacea. Per questo motivo è importante non sottovalutare questo sintomo e rivolgersi al dermatologo.

Quando i capillari si dilatano, spiega Antonino Di Pietro, Direttore scientifico dell’Istituto Dermoclinico Vita Cutis di Milano, la velocità di scorrimento del sangue tende a diminuire, per cui le cellule cutanee vengono ossigenate meno e rallentano il proprio metabolismo. Ciò porta ad una minore produzione di collagene ed elastina e ad un conseguente invecchiamento precoce. La dilatazione dei capillari causa un ristagno e provoca un aumento della temperatura superficiale e una maggiore stimolazione delle ghiandole sebacee e sudoripare. Ciò favorisce l’eccessiva crescita di acari (come il Demodex folliculorum) ritenuti corresponsabili di rossori persistenti, eritrosi, e della rosacea, una delle condizioni patologiche associate al rossore, che in Italia affligge oltre 3 milioni di persone. È quindi opportuno non sottovalutare i sintomi per impedire la progressione della malattia”.

Recentemente è stato pubblicato sulla rivista Dermatology & Therapy un ampio studio internazionale, Face Values: Global Perception Survey, condotto su 6.831 persone sull’impatto del rossore del viso in pazienti affetti da rosacea, spiega Giuseppe Micali, direttore della Clinica Dermatologica di Catania, coautore dello studio. I dati rivelano quanto l’opinione pubblica abbia una reazione negativa davanti ad un volto che presenta rossore. Lo studio prevedeva che volti con e senza eritema venissero mostrati a circa 7.000 partecipanti di 8 nazioni e i risultati sono stati sorprendenti: il volto affetto da rossore ha ottenuto risultati penalizzanti rispetto allo stesso volto riproposto senza eritema. Il 12% degli intervistati era inoltre affetto da rossore nel volto associato a rosacea ed è stato riferito come tale condizione avesse una significativa influenza a livello emozionale (77%) e di vivere tale condizione in maniera imbarazzante (46%) fino ad una vera depressione (22%). La ricerca sottolinea come le persone con eritema facciale debbano affrontare non solo sintomi fisici, ma anche sfide psicologiche, che includono il pregiudizio e la percezione negativa da parte del prossimo che può causare uno stress costante. Per questo è fondamentale che, nel trattare questi pazienti, i medici siano consapevoli dell’impatto psicosociale della malattia”.

Ma perché il rossore del viso condiziona negativamente la relazione con gli altri e il rapporto con se stessi?

Nell’imaginario collettivo il colore scarlatto del viso si correla ad una scarsa capacità di governare appetiti ed emozioni con conseguente disapprovazione sociale. Possiamo guardare alle somatizzazioni cutanee come al tentativo estremo da parte dell’Io di proiettare all’esterno, sulla pelle appunto, parti di sé considerate scomode, sconvenienti o minacciose. Paradossalmente però scaricarli sulla pelle significa esibirli, in quanto il viso è la parte più difficile da celare. Esporre il proprio volto arrossato allo sguardo altrui, quindi al giudizio sociale, è fonte di profondo imbarazzo. Nella storia di parecchi pazienti è dominante il senso di colpa per la propria condizione”. – spiega Katia Vignoli, psicoterapeuta, esperta in medicina psicosomatica.

Comprendere i fattori scatenanti che portano a rossore e rosacea è il primo passo per gestire al meglio questa condizione sia dal punto di vista medico sia dal punto di vista psicologico, afferma Aurora Parodi, professore ordinario di Dermatologia, Direttore UOC Clinica dermatologica, IRCCS AOU San Martino – IST Genova, DiSSal Università di Genova. Attualmente sono disponibili diverse terapie per ridurre il rossore associato alla rosacea. Ad esempio la brimonidina, che agisce attraverso la vasocostrizione cutanea diretta; o la doxiciclina un antibiotico che ha dimostrato potenti proprietà antinfiammatorie, ma che nella terapia della rosacea si utilizza a dosi inferiori e a rilascio prolungato proprio per non alimentare l’antibiotico resistenza”.

Da settembre è inoltre disponibile anche in Italia un nuovo trattamento per la rosacea a base di ivermectina, una molecola innovativa (Il cui impiego per il trattamento della malaria è valso il Premio Nobel per la Medicina di quest’anno ai ricercatori che lo hanno scoperto) che ha rivoluzionato il trattamento della rosacea papulo-pustolosa e che ha proprietà sia antinfiammatorie che antiparassitarie.

Un recente studio1, continua Aurora Parodi, ha dimostrato l’efficacia di ivermectina rispetto al placebo ottenendo un tasso di successo, definito come assenza o notevole riduzione delle papule e delle pustole, rispettivamente del 38.4% e del 40.1%. Una estensione a 40 settimane dello stesso studio2 ha dimostrato che i pazienti sotto ivermectina crema hanno continuato a migliorare con minimi effetti collaterali rispetto ai pazienti trattati con acido azelaico, una terapia largamente impiegata per la rosacea”.

Da poco sono state inoltre pubblicate dalla Società Italiana di Dermatologia Medica, Chirurgica, Estetica e delle Malattie Sessualmente Trasmesse (SIDeMaST) le raccomandazioni per il trattamento della rosacea distinte per ciascun sottotipo. Sulla base di tali indicazioni la rosacea eritemato-teleangectasica beneficia dell’uso della brimonidina, un farmaco vasocostrittore e antinfiammatorio di recente introduzione che può anche essere associato alla terapia fisica (laser o luce pulsata). Nella rosacea papulo-pustolosa viene suggerito l’uso di farmaci topici tra cui l’ivermectina, di recente commercializzazione. Per le forme particolarmente severe o resistenti viene raccomandato l’utilizzo di antibiotici sistemici, come la doxiciclina 40 mg a basso dosaggio, che sfrutta le sue capacità antinfiammatorie in assenza di attività antimicrobica.

BIBLIOGRAFIA

1 Stein Gold L, Kircik L, Fowler J, Jackson JM, Tan J, Draelos Z, Fleischer A, Appell M, Steinhoff M, Lynde C, Sugarman J, Liu H, Jacovella J; Ivermectin Phase 3 Study Group. Long-term safety of ivermectin 1% cream vs azelaic acid 15% gel in treating inflammatory lesions of rosacea: results of two 40-week controlled, investigator-blinded trials. J Drugs Dermatol 2014; 13(11):1380-6.

2 Stein L, Kircik L, Fowler J, Tan J, Draelos Z, Fleischer A, Appell M, Steinhoff M, Lynde C, Liu H, Jacovella J. Efficacy and safety of ivermectin 1% cream in treatment of papulopustular rosacea: results of two randomized, double-blind, vehicle-controlled pivotal studies. J Drugs Dermatol 2014; 13(3):316-23.

Value Relations

Rosacea: impatto negativo in chi ne è affetto

Rosacea

I risultati di un ampio studio internazionale (Face Values: Global Perception Survey) sull’impatto del rossore del viso (eritema) in pazienti affetti da rosacea sono stati pubblicati sulla rivista Dermatology & Therapy. I dati rivelano che tanto l’opinione pubblica quanto gli stessi pazienti con rosacea hanno una reazione negativa davanti ad un volto con eritema facciale.

Come medici, questi risultati rinforzano il nostro impegno ad aiutare i nostri pazienti a comprendere meglio la natura della rosacea e ad affrontarne gli aspetti sia psicologici che fisiologici con un trattamento appropriato. In molte malattie dermatologiche i sintomi sono direttamente visibili e creano quindi una sorta di stigma. I pazienti devono quindi essere incoraggiati a ricevere un trattamento adeguato”, ha affermato il professor Thomas Dirschka, primo autore e Direttore della CentroDerm-Clinic Wuppertal, Germania.

Durante lo studio volti con e senza rosacea sono stati mostrati ai partecipanti e i risultati sono stati sorprendenti: le persone con rosacea sono risultate discriminate. Il volto affetto da rossore ha ottenuto risultati molto penalizzanti rispetto allo stesso volto riproposto senza eritema. Il 15% in meno di possibilità di occupazione, un 10% in meno di probabilità di essere considerato/a sposato/a o di avere una relazione affettiva ed il 13% in meno di essere ritenuto desiderabile per un’amicizia.
I pazienti con eritema facciale non sono soddisfatti del proprio aspetto e si sentono giudicati in maniera ingiusta. Questo porta i due terzi delle persone con rosacea a dichiarare un disagio nell’incontrare nuove persone; oltre metà sente che il rossore ha un effetto negativo sulle loro relazioni e quasi un terzo si sente a disagio durante un appuntamento. Il 77% dei soggetti associa il proprio aspetto all’imbarazzo (46%), alla tristezza o alla depressione (22%).

Quasi metà dei pazienti ha sperimentato reazioni da parte di altre persone; al 15% è stato detto che bevono troppo, un altro 15% è stato definito affetto da acne e ad un 26% è stato consigliato di cambiare il modo in cui si prendevano cura della loro pelle.

Inoltre, circa l’80% dei pazienti affetti da rosacea che hanno partecipato allo studio ha riportato difficoltà nel controllare i sintomi della malattia mentre, coloro che hanno affrontato la malattia con il sostegno di un medico, hanno mostrato un controllo della condizione significativamente migliore rispetto a coloro che non hanno ricevuto una diagnosi (39% vs. 20%).

La psico-dermatologa e coautrice dell’articolo, la dott.ssa Linda Papadopoulos riferisce, “la nostra ricerca sottolinea come le persone con eritema facciale devono affrontare non solo sintomi fisici, ma anche le sfide psicologiche, che includono il pregiudizio e la percezione negativa da parte del prossimo, il che causa uno stress costante. Per questo è imperativo che, nel trattare questi pazienti, i medici siano consapevoli dell’impatto psicosociale della malattia e se ne prendano cura. L’aspetto positivo emerso dalla nostra ricerca è che i pazienti possono recuperare il controllo della loro condizione e dei sintomi in seguito a una diagnosi ed è, pertanto, estremamente importante che cerchino un aiuto qualificato”.

La rosacea colpisce circa 40 milioni di persone in tutto il mondo e il sintomo caratteristico è rappresentato dal rossore facciale persistente e localizzato su fronte, mento, guance e punta del naso, che può essere innescato o peggiorato da particolari stimoli.

Galderma ha finanziato le spese di sponsorizzazione e stesura dell’articolo, inclusa l’assistenza all’aspetto medico della scrittura.

Face Values: Global Perceptions Survey | Si tratta di un sondaggio condotto dall’agenzia di ricerche di mercato indipendente Bryter e finanziato da Galderma. Al sondaggio hanno partecipato 6.831 persone tra i 25 e i 64 anni provenienti da otto nazioni.
I questionari hanno fornito dati sull’impatto dell’eritema facciale e sulle percezioni delle persone con rosacea da parte degli altri partecipanti.

Act on Red | Act on Red, supportato da Galderma, è un programma globale che mira a fornire informazioni e risorse educative sul rossore del viso associate a rosacea.

BIBLIOGRAFIA

Dirschka T, et al. Perceptions on the Psychological Impact of Facial Erythema Associated with Rosacea: Results of International Survey. Dermatol Ther (Heidelb). 2015 May 29. [Epub ahead of print] DOI 10.1007/s13555-015-0077-2.  Available online: http://link.springer.com/article/10.1007/s13555-015-0077-2/fulltext.html

Shanler S, Ondo A. Successful treatment of the erythema and flushing of rosacea using a topically applied selective a1 adrenergic receptor agonist, oxymetazoline [abstract taken from J Am Acad Dermatol. 2008;58(2):AB9]. Presented at: American Academy of Dermatology 66th Annual Meeting; February 1-5, 2008; San Antonio, TX.

Data on file. Galderma Market Research.

Per scaricare materiale aggiuntivo: Immagini
HealthCom Consulting.Ufficio Stampa

 

Rosacea: in Italia oltre 3 milioni le persone colpite

Rosacea

Molti la confondono con la couperose, ma il nome corretto è rosacea, una malattia infiammatoria della pelle che colpisce soprattutto le aree centrali del viso, come le guance il naso e le palpebre. Si presenta con rossore, eritema persistente, pustole, capillari superficiali, pelle del viso secca. Per le sue caratteristiche, per l’andamento cronico degenerativo e per le significative implicazioni psicologiche è bene non sottovalutarla. In Italia sono 3.200.000 le persone colpite da rosacea, circa il 7-8% della popolazione adulta. La malattia è sottovalutata e solo 1 persona su 10 si rivolge al medico e ottiene una diagnosi.

L’arrossamento del viso associato alla rosacea condiziona a livello emotivo (88% dei casi), sociale (77%), lavorativo (78%) e nel comportamento relazionale (72%) come ha dimostrato una recente indagine su un campione rappresentativo della popolazione italiana, condotta dall’istituto di ricerca Face Value per conto di Galderma in occasione della campagna di sensibilizzazione sulla mallattia “Act On Red”.

La maggior parte delle persone è convinta che il rossore sia una caratteristica naturale della propria pelle. Al contrario, la rosacea è una malattia e in quanto tale va diagnosticata e curata, afferma Giampiero Girolomoni – Presidente SIDeMaST, Dipartimento di Medicina, Sezione di Dermatologia, Università di Verona. La rosacea acquisisce la dignità di malattia solo nella sua manifestazione più conclamata quando papule, pustole e ispessimento della pelle hanno già aggravato le condizioni del paziente, mentre il semplice rossore viene ignorato. Invece di risolvere il problema alla radice, le persone affette da rosacea cercano di camuffare l’infiammazione cutanea con l’impiego di cosmetici che, contenendo alcool o profumo, peggiorano la condizione della pelle aumentandone l’infiammazione e l’irritazione; la rosacea è una malattia e come tale va trattata. Oggi esistono tanti rimedi che possono migliorare questa condizione ma, se non curata la rosacea si aggrava e dalle forme più lievi si passa a quelle più gravi”.

Le cause della rosacea non sono ancora completamente chiare, si sa che l’infiammazione è alla base di questa patologia e diversi trattamenti possono migliorare la condizione clinica dei pazienti. Con l’intento di produrre un documento condivisibile in ambito scientifico, un gruppo di esperti dermatologi ha messo a punto le Raccomandazioni sulla Gestione della Rosacea con focus sulle opzioni terapeutiche più efficaci, presentate in occasione del 90° Congresso Nazionale SIDeMaST, Società Italiana di Dermatologia medica, chirurgica, estetica e delle Malattie Sessualmente Trasmesse. Le Raccomandazioni sulla Gestione della Rosacea sono state redatte con il patrocinio di SIDeMaST e ADOI, Associazione Dermatologi Ospedalieri Italiani, e con il contributo incondizionato di Galderma.

In Italia, secondo le stime più realistiche, sono 3.200.000 le persone malate: circa il 7-8% della popolazione adulta. Nonostante l’elevata incidenza, la rosacea è spesso non riconosciuta e sottostimata. Solo una persona su 10 riceve una diagnosi ufficiale. Si tratta infatti di una malattia complessa, che si può presentare con una varietà di manifestazioni cliniche differenti e spesso comuni ad altre patologie, dichiara Giuseppe Monfrecola – Sezione di Dermatologia, Dipartimento di Medicina clinica e Chirurgia, Università degli Studi di Napoli Federico II. Al suo stadio iniziale è infatti spesso confusa con la couperose. L’arrossamento della cute causa un profondo stress emotivo in chi ne è affetto, prosegue Monfrecola. Una recente indagine sulla percezione globale dell’arrossamento del viso associate a rosacea ha dimostrato come questa condizione influenza in maniera negativa la sfera emotiva e sociale dell’individuo. Ne è risultato che la persona con rosacea è fortemente condizionata a livello emotivo: prova imbarazzo per il giudizio altrui (58%), sul luogo di lavoro si sente imbarazzato nei rapporti con i propri colleghi (32%), ha una minore sicurezza nell’affrontare colloqui di lavoro (27%). Nei rapporti sociali prova imbarazzo per il giudizio di famigliari o amici (23%), è a disagio nel fare nuovi incontri (33%) ed è imbarazzata per il giudizio del proprio compagno/a (25%)”.

Negli ultimi anni la ricerca dermatologica ha condotto ad una migliore comprensione dei meccanismi correlati alle manifestazioni cliniche della rosacea, conclude Giuseppe Micali – Sezione di Dermatologia e Venereologia, Dipartimento di Specialità Medico-Chirurgiche, Università di Catania. Ciò ha anche consentito l’elaborazione e l’introduzione sul mercato di nuovi e validi trattamenti che, se utilizzati in tempo e in maniera appropriata, sono in grado di tenere sotto controllo segni e sintomi della malattia. La ricerca scientifica ha prodotto risultati interessanti per il trattamento della rosacea in tutte le sue manifestazioni. Oltre ai farmaci già disponibili, tra cui la brimonidina tartrato, una nuova prospettiva terapeutica potrebbe arrivare dall’ivermectina, la molecola che in fase di studio ha mostrato ottimi risultati. Per questo motivo è indispensabile che il paziente, a fronte di sintomi riconducibili alla rosacea, si rechi tempestivamente dal dermatologo di fiducia”.

HealthCom Consulting.Ufficio Stampa

Nuova terapia per il trattamento della rosacea

acne rosacea

Galderma, azienda farmaceutica multinazionale specializzata in dermatologia, annuncia risultati positivi per la Procedura Decentrata di ivermectina 10 mg/g crema per il trattamento topico, con singola applicazione giornaliera, delle lesioni infiammatorie da Rosacea papulo-pustolosa in pazienti adulti.

La Medical Products Agency (MPA), in Svezia ha agito in qualità di stato membro di riferimento per conto dei 28 stati membri dell’Unione Europea, coinvolti nella procedura, i quali sono stati concordi nel ritenere che ivermectina 10 mg/g crema abbia i requisiti per l’autorizzazione all’immissione in commercio. Ogni stato membro deve ora adottare una decisione conforme a quanto concordato in corso di procedura.

Galderma, leader mondiale in dermatologia, è impegnata a fornire soluzioni terapeutiche innovative a pazienti e medici specialisti. L’approvazione di ivermectina crema sottolinea il nostro costante impegno nella ricerca di nuove opzioni terapeutiche per la salute della pelle in nome di un nuovo approccio incentrato sui bisogni del paziente” – afferma Stuart Raetzman, Amministratore Delegato di Galderma Pharma SA.

La richiesta di autorizzazione all’immissione in commercio di ivermectina 10 mg/g crema si basa sui risultati di tre studi di fase III, che hanno coinvolto oltre 2.300 soggetti. Due studi controllati versus veicolo (placebo) relativi a 12 settimane di trattamento hanno dimostrato la superiorità di ivermectina 10 mg/g crema in termini di efficacia rispetto al veicolo già nelle prime 4 settimane. In uno studio con controllo attivo di 16 settimane di trattamento, ivermectina 10 mg/g crema ha dimostrato di essere superiore al metronidazolo 0,75% in crema, applicato due volte al giorno, nella riduzione della conta delle lesioni infiammatorie a partire già dalla terza settimana e fino alla settimana 16. Oltre le 16 settimane di trattamento con ivermectina, la riduzione della conta delle lesioni infiammatorie ha raggiunto l’83.0% rispetto alla situazione basale.

Mentre il meccanismo di azione di ivermectina 10 mg/g crema non è completamente noto, il suo principio attivo ha dimostrato di avere proprietà sia antinfiammatorie che antiparassitarie.

Attualmente vi sono pochi trattamenti efficaci in grado di ridurre le pustole e le papule nella rosacea e possono passare anche più di quattro settimane prima che si osservino i primi risultati clinici” – ha commentato Jürgen Schauber, MD, Ludwig-Maximilian University, Monaco, Germania – ivermectina 10 mg/g crema ha dimostrato negli studi clinici una rapida attività farmacologica e una migliore efficacia rispetto alle esistenti terapie di riferimento, questo ne fa una nuova opzione terapeutica per i pazienti affetti da rosacea”.

La Rosacea

La Rosacea è una comune malattia infiammatoria della pelle che presenta caratteristiche cliniche variabili: le più comuni sono rossore transitorio, eritema persistente, papule e pustole. Interessa in particolar modo le aree centrali del viso, come le guance ed il naso.
La malattia colpisce sia uomini che donne adulte, solitamente dopo i trent’anni di età. Inoltre sintomi quali dolore, bruciore e crescente sensibilità della pelle e in alcuni casi arrossamento, bruciore, secchezza e irritazione degli occhi possono essere presenti.
Benché le cause di questa patologia siano ancora oggetto di dibattito, si conoscono vari fattori scatenanti quali cibo speziato, alcool, stress emotivo, sole/esposizione ai raggi UV, bagni e bevande calde.
Sono inoltre state riscontrate elevate quantità di Demodex folliculorum, un acaro generalmente innocuo, che nella pelle delle persone affette da Rosacea sembra avere un ruolo nello sviluppo di questa patologia.
La rosacea, se non trattata, può peggiorare nel tempo. Le persone che sospettano di soffrire di questa patologia devono recarsi dal proprio Medico di riferimento o dal Dermatologo per una diagnosi più accurata e farsi consigliare il trattamento più appropriato.
Poiché la rosacea è una patologia molto visibile dal punto di vista estetico questo può causare imbarazzo e ansia in alcuni pazienti, portando a frustrazione e ad un impatto negativo sulla vita sociale.

 

HealthCom Consulting.Ufficio Stampa

Potenziale ruolo patogenetico dell’infezione da H.Pylori nella rosacea

Helicobacter Pylori e rosacea

Nessuno studio però ne ha confermato finora l’effettiva correlazione.

Per questo motivo, un recentissimo studio prospettico ha valutato la prevalenza di infezione da H. pylori e/o SIBO nei pazienti con rosacea e ha inoltre valutato l’effetto della loro eradicazione sulla rosacea.

Sono state arruolate, da gennaio 2012 a gennaio 2013, 90 pazienti con rosacea e un gruppo di controllo costituito anch’esso da 90 pazienti.

Per valutare l’infezione da H. pylori sono stati fatti i test 13-C Urea Breath Test e il test dell’antigene HpSA nelle feci, e il breath test del glucosio per valutare la SIBO.

I pazienti affetti da H. pylori sono stati trattati con claritromicina in terapia sequenziale, invece i pazienti positivi alla SIBO sono stati invece trattati con rifaximina.

È stato scoperto che 44 pazienti con rosacea (48,9%) e 24 del gruppo di controllo (26,7%) sono stati infettate dall’ H. pylori (p=0,003); mentre 9 pazienti con rosacea (10%) e 7 del gruppo di controllo (7,8%) hanno avuto la SIBO (p=0.6).

Entro dieci settimane dalla fine della terapia antibiotica, le lesioni cutanee della rosacea sono scomparse o diminuite notevolmente nel 97,2% delle pazienti dopo l’eradicazione di H. pylori e nel 37,5% delle pazienti che non hanno sradicato l’infezione (p<0,0001).

Inoltre le lesioni cutanee di rosacea sono anche diminuite nettamente nell’85,7% dei casi dopo l’eradicazione della SIBO, ma delle due pazienti che non hanno sradicare la SIBO, una (50%) ha mostrato un miglioramento della rosacea (p=0,284). La prevalenza di infezione da H. pylori è stata significativamente più alta nei pazienti con rosacea rispetto al gruppo di controllo, mentre la prevalenza di SIBO è stata paragonabile tra i due gruppi.

In conclusione l’eradicazione dell’infezione da H. pylori ha portato ad un significativo miglioramento dei sintomi cutanei nei pazienti con rosacea.

DottNet

BIBLIOGRAFIA

Gravina A. et al. Helicobacter pylori infection but not small intestinal bacterial overgrowth may play a pathogenic role in rosacea. United European Gastroenterol J. 2015 Feb;3(1):17-24.


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