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Vaccinazioni: la SIPPS lancia l’allarme

Le dichiarazioni in merito alle vaccinazioni rilasciate nei giorni scorsi da alcuni Membri del Governo Italiano non possono non preoccupare la Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale, “in quanto – spiegano gli esperti della SIPPSsembrano evidenziare una inadeguata conoscenza del grave pericolo tuttora rappresentato dalle malattie prevenibili con le vaccinazioni, e fanno temere che, in nome di posizioni ideologiche prive di fondamento scientifico, si rischi di perdere quanto di buono è stato realizzato anche nel nostro paese nella lotta contro queste malattie”.

Si è affermato che “10 vaccini obbligatori sono inutili e in parecchi casi pericolosi se non dannosi”. Chi ha espresso questo parere sembra del tutto ignaro delle motivazioni che avevano indotto il Parlamento Italiano ad estendere da 4 a 10 il numero dei vaccini obbligatori, e dimostra di non sapere nulla della reale situazione epidemiologica, in Italia e negli altri Paesi, delle malattie che i vaccini prevengono” – informa Luciano Pinto, vice Presidente SIPPS Campania.

Paradigmatico è il caso del vaccino contro il morbillo, la cui obbligatorietà è soggetta a revisione ogni tre anni in base ai dati epidemiologici e delle coperture vaccinali raggiunte. In Italia da oltre un anno e mezzo è in atto una grave epidemia di morbillo, con 6.664 casi ufficialmente registrati dal 1° gennaio 2017 al 30 aprile 2018, quasi tutti di soggetti non vaccinati o vaccinati incompletamente, che ha causato 8 decessi: 4 bambini al di sotto dei 10 anni (fra cui un lattante di 10 mesi che per l’età non poteva essere vaccinato) e 4 adulti. Anche in questi giorni una articolata campagna antivax, che sembra trovare un riscontro favorevole nell’ambito del Governo, continua ad ignorare i morti e gli altri danni causati dalle malattie e che grazie alla vaccinazione si possono evitare, ed insista nell’attribuire al vaccino un grado estremo di pericolosità, nonostante che la Scienza da decenni ne abbia inequivocabilmente dimostrato l’insussistenza” – continua Luciano Pinto.

Si legge inoltre sui media che dovrebbe essere permesso che “tutti i bimbi entrino in classe, vadano a scuola”, perché “la priorità è che non vengano espulsi dalle classi” anche se non vaccinati, in quanto vi sarebbe un “rischio di esclusione sociale”. Appare evidente che anche in questo caso i politici non hanno pienamente valutato le motivazioni che hanno indotto il Parlamento italiano ad approvare nel 2017 delle misure precauzionali. Un bambino non vaccinato è a rischio di ammalarsi della malattia trasmissibile che la vaccinazione previene, e di trasmetterla agli altri bimbi non vaccinati. Non tutti i bambini, come non tutti gli adulti, possono essere vaccinati, in quanto alcune condizioni mediche controindicano la vaccinazione, in particolare con i vaccini con virus vivo attenuato come quello contro il morbillo. Per questo motivo il legislatore ha previsto che possono accedere alla scuola dell’infanzia solo i bambini vaccinati o non vaccinati per problemi medici, mentre nella scuola dell’obbligo un bambino che non può essere vaccinato deve esse collocato in una classe in cui i suoi compagni sono vaccinati” – conclude Luciano Pinto.

Per la Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale il problema è reale e di vasta portata, se si tiene conto che nella epidemia di morbillo in corso fino ad ora si sono ammalati circa 800 bambini di età da 1 a 4 anni, e 400 di età inferiore all’anno (che per l’età non possono essere ancora vaccinati).

Secondo la Convenzione ONU del 1989 sui Diritti del Fanciullo l’interesse superiore del fanciullo deve essere una considerazione preminente in tutte le decisioni, ed il Comitato Nazionale di Bioetica nel 2015 ha sottolineato che le vaccinazioni rientrano nella responsabilità genitoriale secondo il criterio dell’interesse superiore del fanciullo e del suo diritto ad essere vaccinato.

La Corte Costituzionale, nella sentenza n° 5 del 2018 con cui ha respinto il ricorso con cui la Regione Veneto aveva contestato la legittimità costituzionale della legge n. 119 del 2017, in materia di vaccinazioni obbligatorie per i minori fino a 16 anni di età, recita che “l’art. 32 della Costituzione postula il necessario contemperamento del diritto alla salute del singolo con il coesistente e reciproco diritto degli altri e con l’interesse della collettività, nonché, nel caso di vaccinazioni obbligatorie, con l’interesse del bambino, che esige tutela anche nei confronti dei genitori che non adempiono ai loro compiti di cura”. “i valori costituzionali coinvolti nella problematica delle vaccinazioni sono molteplici e implicano, oltre alla libertà di autodeterminazione individuale nelle scelte inerenti alle cure sanitarie e la tutela della salute individuale e collettiva (tutelate dall’art. 32 Cost.), anche l’interesse del minore, da perseguirsi anzitutto nell’esercizio del diritto-dovere dei genitori di adottare le condotte idonee a proteggere la salute dei figli (artt. 30 e 31 Cost.), garantendo però che tale libertà non determini scelte potenzialmente pregiudizievoli per la salute del minore”.

E’ quindi chiaro che in questa vicenda non è il “rischio sociale di esclusione” che il Governo deve considerare, bensì il rischio che un bambino venga incolpevolmente danneggiato da una malattia che era prevenibile, per una decisione colpevolmente assunta dai suoi genitori! Non è giusto che un bambino che non può essere vaccinato si ammali a scuola per una malattia che era prevenibile con le vaccinazioni! Non è giusto che un bambino sano che potrebbe essere vaccinato si ammali di una malattia prevenibile con le vaccinazioni perché i genitori hanno deciso di non vaccinarlo! Lo Stato ha il dovere di agire per proteggere questi bambini! Per questi motivi la SIPPS si allinea alle altre Società Scientifiche ed alle Istituzioni che sostengono la necessità di non modificare l’attuale legislazione sulle vaccinazioni. La SIPPS conta sulla collaborazione della stampa e dei media per difendere l’interesse superiore del fanciullo ad essere vaccinato!” – conclude Giuseppe Di Mauro, Presidente SIPPS.


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Bambini strappati alle famiglie al confine USA-Messico: la condanna della SIPPS

La SIPPS non può rimanere indifferente di fronte al grido di dolore di bambini separati dai genitori appena varcato il confine e considerati erroneamente minori migranti non accompagnati, come sta avvenendo nella zona tra il Messico e gli Stati Uniti”.

E’ quanto ha dichiarato Leo Venturelli, membro del Consiglio Direttivo della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS) e Garante cittadino dell’Infanzia e dell’Adolescenza.

La nostra Società scientifica si allinea alle dichiarazione della presidente dell’American Accademy of Pediatrics, Coleen Kraft, che accusa l’amministrazione Trump di “violenza su minori”. In più da parte nostra richiamiamo l’attenzione su un fondamentale diritto del bambino a non essere separato dai suoi genitori citato espressamente dalla Convenzione dei Diritti dell’Infanzia del 1989, all’articolo 9, convenzione cui l’Italia ha aderito fin dal 1991” – ha proseguito Venturelli.

Concordiamo con l’AAP che la separazione di questi bambini, già traumatizzati dalla situazione della migrazione della famiglia, produce in loro uno “stress tossico che inibisce lo sviluppo del cervello, blocca l’architettura cerebrale e impedisce di sviluppare linguaggio, socializzazione e legami emotivi – ha aggiunto Giuseppe Di Mauro, Presidente SIPPS.

 


Al Teatro di Ortigia, i lavori del XXX Congresso Nazionale SIPPS “Bambini di ieri, oggi e domani…La nostra care, il nostro cuore”

E’ stato davvero ricco di spunti interessanti il XXX Congresso Nazionale della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale, in scena dal 7 al 10 giugno a Siracusa, nominata per l’occasione “Capitale dell’Infanzia 2018 e che lo storico Tito Livio ha definito “La più bella e la più nobile tra le città greche”.

Al Congresso è stato invitato anche il nuovo Ministro della Salute, On. Giulia Grillo.

Oltre 100 i relatori e più di 700 gli esperti e gli Opinion Leader provenienti da tutta Italia e dall’estero si sono dati appuntamento per quattro giorni nella città siciliana famosa in tutto il mondo per il suo meraviglioso Teatro greco e inserita nel 2005 dall’Unesco nella lista dei patrimoni dell’umanità.

I massimi esperti della salute del bambino si sono confrontati, tra l’altro, su tematiche di grande respiro scientifico e di importante “circuito” mediatico: dalle vitamine del gruppo B al rapporto tra asma e reflusso gastroesofageo; dalla vitamina D ai probiotici nella risposta allergica. Spazio inoltre a febbre e dolore nel bambino, corretta idratazione, allergia ai farmaci e agli antibiotici, ipersensibilità ai vaccini e disturbi dell’apprendimento. Senza dimenticare la Consensus sull’alimentazione complementare e la Consensus sui corticosteroidi inalatori in età evolutiva, con focus su rinite, asma ed effetti collaterali.

Fari puntati, poi, sugli argomenti “2.0”: i pediatri si sono interrogati, infatti, su come la tecnologia possa venire in aiuto al medico ed ai genitori. Particolarmente interessante una lezione sull’Evidence Based Medicine, per migliorare l’approccio critico alle evidenze scientifiche.

Una sede davvero prestigiosa, dunque, quella scelta dagli esperti della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale per celebrare i 30 anni delle proprie attività, all’insegna dello slogan “Bambini di ieri, oggi e domani…La nostra care, il nostro cuore”.

Un tempo il pediatra era il curante delle malattie del bambino, mentre oggi lo prende in carico a 360 gradi, incrementa la genitorialità responsabile, educa, consiglia, sostiene, difende. La care è il pediatra che non attende passivamente ma che consiglia i genitori, prima di medicalizzare un disturbo. Incoraggia la collaborazione attiva dei genitori, per rendersi partecipe del percorso di crescita del bambino, incentivando il suo sviluppo. Il pediatra aiuta il bimbo a conoscere se stesso ed una volta divenuto adolescente ne fa interlocutore diretto della sua comunicazione, per affrontare tutte le problematiche proprie di questa particolare età. La care è il pediatra che lotta per un ambiente più sano e che interviene con la prevenzione, soprattutto primaria: vaccini, corretta alimentazione, igiene del sonno, educazione sessuale, sani stili di vita senza alcool, fumo, droghe e cyberdipendenza: il pediatra, dunque, è quindi passato dal “curare” al “prendersi cura” – ha dichiarato Giuseppe Di Mauro, Presidente SIPPS.

Durante l’inaugurazione del Congresso, il 7 giugno scorso, sono stati nominati emeriti gli ultimi tre Presidenti che hanno guidato la Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale: una medaglia d’argento è stata consegnata a Giuseppe Chiumello, Marcello Giovannini e Gian Paolo Salvioli.

Spazio alla “Dermatologia pediatrica ambulatoriale”: un Corso a numero chiuso per pediatri e dermatologi per approfondire le conoscenze e le metodologie diagnostiche relative a patologie dermatologiche tipiche dell’età pediatrica, con particolare riguardo all’uso dei cortisonici topici in età pediatrica, alla psoriasi in età pediatrica, alle patologie dell’area genitale e alle malattie dermatologiche che il pediatra non deve ignorare.

A chiudere la prima giornata di lavori due letture magistrali sul tema “I primi mille giorni”: dall’alba del neurosviluppo all’alba dell’intelligenza.

Nella giornate di venerdì 8 e sabato 9 giugno sono state presentate nuove pubblicazioni, scritte insieme ad altre importantissime Società Scientifiche nel campo della Pediatria e realizzate con il contributo di oltre 100 autori. Si tratta di due Guide pratiche intersocietarie: la “Guida pratica Oculistica in età evolutiva” e la “Guida pratica Ginecologia in età evolutiva”.

La prima è nata grazie alla proficua collaborazione con FIMP, SICuPP e SIOP.

Con questo testo ci proponiamo di fare prevenzione e screening, passando in rassegna le principali patologie dell’occhio di interesse ambulatoriale. Il messaggio è molto chiaro: un semplice controllo della vista può evitare ai giovani pazienti problemi futuri ben più gravi” – ha spiegato il Presidente Di Mauro.

La seconda Guida è realizzata in collaborazione con SIGIA, FIMP, SIMA e SIMP.

All’interno del documento sono trattati, in maniera efficace e concisa, argomenti di grande interesse: dallo sviluppo psicosessuale all’esame clinico fino alle malformazioni dell’apparato genitale. Il testo si arricchisce inoltre di capitoli su contraccezione e gravidanza in adolescenza, educazione alla sessualità, autoerotismo e primi rapporti sessuali, temi molto attuali e troppo spesso trascurati” – ha concluso Di Mauro.

Sabato 9 giugno hanno trovato spazio altre interessanti tematiche: dalle nuove linee Guida per l’alimentazione della popolazione pediatrica italiana INRAN, alle novità nella Distrofia Muscolare di Duchenne, le Infezioni Respiratorie Ricorrenti, l’enuresi e la dieta mediterranea come fattore di prevenzione in gravidanza ed in età evolutiva.

Domenica 10, giorno in cui il Congresso ha calato il sipario, si è parlato, tra l’altro, di vaccini: dal nuovo calendario alla stagione influenzale 2018 – 2019, fino al meningococco B e alla pertosse.

Dalla Sicilia alla Lombardia: il prossimo Congresso SIPPS, dal titolo “Rotte Sicure per Orizzonti di Salute”, si terrà infatti a Laveno sul lago di Como, dal 24 al 27 ottobre 2019.

 

DOCUMENTI PER APPROFONDIMENTI

Atti del CongressoGuida “Oculistica in età evolutiva”Guida “Ginecologia in età evolutiva”


SIPPS: tre nuovi documenti scientifici 2018

Alimentazione, oculistica e ginecologia pediatrica: si concentrano su queste tre macro aree i nuovi documenti scientifici 2018 sui quali sta lavorando la SIPPS.

I testi saranno presentati nel corso del XXX Congresso Nazionale, che dal 7 al 10 giugno prossimi sarà di scena a Siracusa, nominata per l’occasione “Capitale dell’infanzia”.

Nella città siciliana, nota in tutto il mondo per il suo magnifico teatro greco e nominata dall’Unesco nel 2005 patrimonio dell’umanità, gli esperti della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale esporranno le raccomandazioni della Consensus sull’alimentazione complementare e di due Guide pratiche per la prevenzione e lo screening, in ambito ginecologico e oculistico.

Oltre 160 autori hanno partecipato alla stesura dei testi – con specialisti di varie branche della pediatria -, dieci le società scientifiche del mondo pediatrico coinvolte.

Sono orgoglioso di portare avanti questi tre lavori scientifici tutti accomunati dal tema della prevenzione. E’ importante, e allo stesso tempo assume grande valore, che questi argomenti verranno discussi nel nostro XXX Congresso Nazionale in terra siciliana: abbiamo fatto tanta strada in questi anni ma siamo convinti che molta dobbiamo ancora farne per garantire un futuro migliore, e soprattutto sano, ai nostri bambini, gli adulti di domani” – ha dichiarato Giuseppe Di Mauro, Presidente SIPPS.

 

La Consensus “Alimentazione Complementare”, realizzata in collaborazione con FIMP, SICuPP, SIGENP e SINUPE, è uno strumento per la prevenzione delle malattie croniche non trasmissibili e per la riduzione delle ineguaglianze sociali.

Nel testo trovano spazio numerosi argomenti rivolti al pediatra generalista: dall’avvezzamento all’alimentazione complementare fino agli effetti positivi/negativi di un’introduzione precoce/tardiva di alimenti; dai fabbisogni di proteine, grassi, carboidrati, fibre, ferro, acqua e vitamina B12 all’obesità, l’ipertensione, il diabete mellito e le carie dentali. Nelle pagine si parla anche di latte vaccino, malattie infettive, glutine e allergeni, senza dimenticare i contaminanti negli alimenti, le relazioni affettive e gli strumenti di educazione parentali” – ha spiegato Margherita Caroli, uno dei coordinatori.

Due, dunque, le nuove Guide pratiche della SIPPS per la prevenzione e lo screening.

La prima è quella di “Oculistica in età evolutiva”, che nasce con il contributo di FIMP, SICuPP e SIOP.

Il testo si propone di fare prevenzione e screening e di analizzare le principali patologie di interesse ambulatoriale. Vogliamo lanciare ai nostri pediatri un messaggio molto chiaro: un semplice controllo della vista può evitare ai giovani pazienti problemi futuri ben più gravi” – informa Valter Spanevello, uno dei coordinatori.

Il Documento contiene sessioni dedicate ai principali quadri clinici dell’età neonatale, come cataratta, malformazioni, anomalie dell’apparato lacrimale; ma anche difetti refrattivi, strabismo, congiuntiviti e dermatiti perioculari. Nella Guida si affrontano altre tematiche: dal glaucoma alle patologie dell’orbita, dalla genetica delle malattie dell’occhio alle patologie oculari in bambini di etnie diverse fino ai segnali d’allarme per l’invio ai Centri di 2° e 3° livello.

Molto importante il capitolo “Cosa deve saper fare il Pediatra di Famiglia”, in cui si analizzano il riflesso di ammiccamento e pupillare, il Test di Hirschberg e quello del Riflesso Rosso, la capacità di fissazione, di inseguimento e divergenza e l’utilizzo delle tavole ottotipiche.

La seconda Guida SIPPS è dedicata alla ginecologia pediatrica ed è realizzata in collaborazione con FIMP, SIMP, SIGIA e SIMA. Il volume “Ginecologia in età evolutiva”. Prevenzione, diagnosi e terapia, si sofferma, tra l’altro, su crescita, differenziazione e sviluppo sessuale, con focus su precocità dello sviluppo sessuale, ritardo puberale e rapporto tra obesità e sviluppo sessuale.

Sfogliando le pagine del documento si possono trovare tematiche di grande interesse: dallo sviluppo psicosessuale all’esame clinico fino alle malformazioni dell’apparato genitale. Ci siamo inoltre concentrati sulle anomalie presenti alla nascita e nell’infanzia e su quelle diagnosticabili nella pubertà. Abbiamo poi lavorato sulle patologie vulvo-vaginali, soffermandoci su valutazione e terapia delle alterazioni del ciclo mestruale in età adolescenziale, senza dimenticare argomenti come dismenorrea, sindrome premestruale e malattie a trasmissione sessuale” – ha affermato Metella Dei, una delle coordinatrici dell’iniziativa.

A completare la Guida, temi legati alla patologia delle mammella in infanzia e adolescenza, alla preservazione della fertilità femminile, a maltrattamento e abuso e alle mutilazioni genitali.

Il testo si arricchisce infine di capitoli sulla contraccezione e gravidanza in adolescenza, educazione alla sessualità, autoerotismo e primi rapporti sessuali.


SIPPS: il Congresso “Napule è…”

Prevenzione, Gastroenterologia, Allergologia, Nutrizione e Dermatologia: è intorno a queste cinque macro aree che si concentrano i lavori della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale.

Dal 28 aprile al 1 maggio scorso, gli esperti della SIPPS si sono incontrati a Napoli nell’ambito del Congresso “Napule è…Pediatria Preventiva e Sociale”, presso l’Hotel Royal Continental con l’inaugurazione a cura del Presidente SIPPS, Dott. Giuseppe Di Mauro.

La nostra mission prevede la promozione della salute dei bambini e delle loro famiglie, intendendo, nella moderna accezione, non solo l’assenza delle malattie ma un completo benessere psicofisico. E questo avviene attraverso il raggiungimento del proprio target di sviluppo, la prevenzione delle patologie trasmissibili e non trasmissibili, la lotta alle disuguaglianze sociali” – ha affermato il Dott. Di Mauro.

Una quattro giorni di lavori, durante i quali i Pediatri di famiglia e gli esperti di Pediatria provenienti da tutta Italia si sono confrontati su numerose ed interessanti tematiche.

Tra queste, quella relativa alle infezioni respiratorie ricorrenti (IRR), che sono state affrontate domenica 29 aprile durante la lettura I Lisati batterici: storia e utilizzo clinico nella prevenzione delle Infezioni Respiratorie ricorrenti, l’esempio dell’OM-85”, a cura del Dott. Michele Fiore, Pediatra di Famiglia ASL3 di Genova.

Le IRR rappresentano ancora oggi una sfida per il pediatra, vengono annoverate tra le principali cause di morbilità in età pediatrica, costituiscono uno dei più frequenti motivi di consultazione del pediatra, di prescrizione di “farmaci da banco” ma anche di antibiotici”. In letteratura, l’esatta prevalenza delle IRR nella popolazione pediatrica non selezionata può variare, tra il 5 e il 25%, soprattutto in età prescolare. Nei paesi industrializzati, i fattori di rischio per le IRR indicati dall’OMS sono la alimentazione scorretta e squilibrata, il basso peso alla nascita, il mancato allattamento materno, l’atopia, il basso livello socio-economico, le immunodeficienze, l’inquinamento outdoor e indoor e la frequenza in comunità. E’ degno di nota che questi bambini devono seguire il normale calendario vaccinale” – ha spiegato il Dott. Fiore.

Al termine della lettura è stata prevista la sessione dedicata a “Il bambino nella sua famiglia. Guida pratica per i genitori”.

Il testo è uno strumento di formazione ed educazione alla salute dedicato ai genitori ed alle famiglie. Facile da consultare e da capire, con tante illustrazioni e foto esplicative, organizzata e completa, questa Guida rappresenta l’evoluzione della famosa guida “Da 0 a 6 anni”, pubblicata ormai più di 10 anni fa ma ancora oggi molto apprezzata e richiesta. La Guida può essere letta e assimilata man mano che il bambino diventa grande; riletta, consultata e meditata in caso di dubbio o insicurezza, permetterà ai genitori di “crescere” insieme ai propri figli. Rappresenta un riferimento sicuro, oggettivo e autorevole anche rispetto ad altri mezzi di informazione divulgativi, ma di incerta fonte, come i social network” – ha informato la Dott.ssa Maria Carmen Verga, Segretario Nazionale SIPPS.

Lunedì 30 aprile gli occhi sono stati puntati sulla sessione “Consensus VIS – Vitamine, integratori, supplementi”, durante la quale si è parlato, tra l’altro, di vitamina D.

La vitamina D svolge un ruolo importante per la promozione della salute ossea durante tutte le epoche della vita. Tra le azioni principali della vitamina D vi sono, infatti, la stimolazione dell’assorbimento intestinale di calcio e fosforo e la regolazione dei processi di mineralizzazione ossea. Inoltre, negli ultimi anni sono state individuate numerose azioni extrascheletriche della vitamina D, per cui la promozione e il mantenimento di uno stato vitaminico D adeguato sono diventati importanti obiettivi di salute pubblica. La profilassi con vitamina D rappresenta lo strumento più semplice, efficace e sicuro per la prevenzione del deficit di vitamina D” – ha dichiarato il Dott. Francesco Vierucci, S.C. Pediatria, Ospedale San Luca, Lucca, Area Vasta Nord Ovest Toscana.

Ricco di spunti interessanti è stato anche martedì 1 maggio. Nel giorno dedicato alla festa dei lavoratori, spazio alle “Formule per il trattamento dell’allergia alle proteine del latte vaccino”, tema che è stato dibattuto nella lettura a cura della Dott.ssa Iride Dello Iacono, pediatra, allergologa ospedaliero, consulente SIPPS.

La terapia ufficiale dell’allergia alle proteine del latte vaccino consiste nell’evitamento dietetico e nella somministrazione, nel bambino piccolo, di una formula sostitutiva. Le Linee Guida correnti definiscono un latte in formula terapeutico solo se ben tollerato da almeno il 90% dei bambini. Questi criteri sono soddisfatti da alcuni latti altamente idrolizzati sia di sieroproteine che di caseina del latte di mucca, ma anche di riso e formule a base di aminoacidi. La scelta di una formula rispetto all’altra – conclude – deve tenere in considerazione il fenotipo di allergia alle proteine del latte vaccino che il bambino presenta, se IgE-mediato o non IgE-mediato, la gravità della reazione avversa, l’età del paziente ma non può prescindere anche da una valutazione della palatabilità e del costo” – ha detto la Dott.ssa Dello Iacono.


Il bambino nella sua famiglia. Guida pratica per i genitori

 

Come comportarsi con un bimbo appena nato? Come farlo addormentare? Come prevenire gli arrossamenti del piccolo e come pulirlo e vestirlo nel modo corretto? Quali vaccinazioni svolgere? Cosa fare per una giusta alimentazione? Quali le differenze tra allattamento al seno e allattamento artificiale? E ancora: come si interpretano le curve di crescita? Quanto contano il gioco, la lettura e lo sport? In quale misura devono essere visti TV, videogiochi, smartphone e tablet? Quanto è importante riposare bene? Esiste davvero una ricetta perfetta per educare un bambino? I ‘no’ aiutano a crescere? Come scegliere il pediatra? Cosa fare quando un bambino non sta bene? Come prevenire gli incidenti domestici e quelli all’aperto? A cosa si ha diritto per legge in merito ai congedi parentali? Quando prepararsi ad una nuova gravidanza?

Sono alcune delle domande alle quali risponde la Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale attraverso le pagine del suo nuovo prodotto editoriale Il bambino nella sua famiglia. Guida pratica per i genitori.

Il volume è stato ideato e curato dalle più importanti Società Scientifiche dell’area Materno-Infantile: al fianco della SIPPS trovano infatti posto la Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) e la Società Italiana di Medicina Perinatale (SIMP). Fondamentale, inoltre, il contributo offerto dall’Associazione Italiana Genitori.

Si tratta di un valido supporto e di un riferimento autorevole per risolvere dubbi e soddisfare la voglia di saperne di più, di approfondire, di “comprendere” e di prendersi cura dei propri figli con la supervisione ed il supporto del pediatra di fiducia, che rimane il punto di riferimento principale per la salute del bambino. La Guida è uno degli strumenti di formazione ed educazione più preziosi e completi, facile da consultare e da comprendere e quindi perfetta per lo sviluppo di una genitorialità consapevole” – spiega Giuseppe Di Mauro, Presidente SIPPS.

Il bambino nella sua famiglia. Guida pratica per i genitori prende il posto della Guida “Da 0 a 6 anni”, la prima edizione del libro, nata 10 anni fa grazie all’impegno di un piccolo gruppo di pediatri di famiglia innamorati del proprio lavoro.

Numerose le novità presenti in questa nuova edizione, anche a livello grafico, soprattutto grazie al contributo di numerosi esperti del settore: dai pediatri di famiglia di lunga esperienza agli esperti in formazione, educazione alla salute e comunicazione. La Guida è suddivisa in capitoli, che sviluppano uno specifico argomento. Ecco così che, sfogliando le sue pagine, i temi spaziano dalla nascita all’alimentazione, dalla crescita all’educazione, passando per la cura, la sicurezza e la legge fino alla prevenzione preconcezionale e alla gravidanza. Senza dimenticare gli incidenti e le manovre di rianimazione e i diritti della donna madre e lavoratrice. Alla fine di ogni capitolo sono stati raccolti alcuni consigli pratici relativi all’argomento trattato, per aiutare il lettore a risolvere alcune situazioni di comune riscontro.

La Guida è estremamente intuitiva e facile da consultare: i singoli capitoli, infatti, sono contraddistinti da un colore specifico.

Più piccola di dimensioni e più maneggevole, per una lettura più agile e snella la Guida rappresenta un riferimento sicuro, oggettivo e autorevole anche rispetto ad altri mezzi di informazione divulgativi ma di fonte incerta che caratterizzano il nostro tempo, come i social network, dove domina il dibattito tra pari e molto meno il parere degli esperti” – aggiunge Di Mauro.

Quali sono le modalità di utilizzo del volume? La Guida può essere letta e assimilata man mano che il bambino diventa grande; riletta e consultata in caso di dubbio o insicurezza, consente ai genitori di “crescere” assieme ai propri figli.

La Guida è davvero un bel regalo e uno strumento utile che noi Pediatri italiani abbiamo voluto fare ai bambini e ai loro genitori: è però a questi ultimi che spetta il compito, unico e insostituibile, di essere capaci di ammirare le conquiste dei propri figli e di partecipare alla loro gioia di vivere. Il volume, edito da Sintesi InfoMedica, che ha contribuito attivamente alla buona riuscita dell’opera, è inoltre dedicato a tutti i pediatri, poiché fornisce loro un utile strumento per esercitare la professione nel migliore dei modi, un mezzo che possa complementare e supportare l’attività quotidiana nel rispetto delle peculiarità culturali e professionali di ciascuno, un mezzo di lavoro flessibile da adeguare al singolo bambino e al contesto sociale, alla cultura del pediatra stesso e alla cultura e alle abitudini sociali della famiglia” – conclude Di Mauro.

Dato l’enorme successo riscosso e la grande richiesta,Il bambino nella sua famiglia. Guida pratica per i genitori è ora disponibile anche in versione cartacea presso le migliori librerie di tutta Italia, compreso il sito della casa editrice Sintesi InfoMedica.


Terremoto: la SIPPS fornisce utili consigli per parlarne con i bambini

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E’ passato quasi un mese da quando la terra ha tremato nel centro Italia: erano le 7.40 del 30 ottobre e da quel momento la vita di numerose persone è cambiata radicalmente. La macchina dei soccorsi ha risposto prontamente. Merito di un team di soccorritori costituito da diverse professionalità che si è mosso in un’unica direzione, quella di salvaguardare quanti hanno perso tutto: in aiuto dei terremotati sono scesi in campo medici infermieri, operatori del 118, della protezione civile, della Croce Rossa, delle forze dell’ordine, degli enti locali e del sistema sanitario nazionale, delle organizzazioni di volontariato, vigili del fuoco, militari, polizia, educatori e medici. Di questo elenco fanno ovviamente parte i pediatri.

Non possiamo esimerci dal fornire alle famiglie un aiuto concreto non soltanto sanitario ma anche psicologico, a maggior ragione se, come nel caso del terremoto di Umbria e Marche, l’evento sembra non giungere mai a conclusione” – ha affermato il Dott. Giuseppe Di Mauro, Presidente della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale.

L’impeto travolgente e distruttivo del terremoto destabilizza incute sconcerto e diffonde una sensazione di impotenza; ridisegna la geografia del territorio, cancella i ricordi, segna in maniera incisiva la memoria storica del luogo e intacca le stesse radici culturali, sociali e lavorative degli abitanti: in altre parole, cancella i punti di riferimento e impone l’accettazione inoppugnabile di perdite umane e materiali e l’adattamento a nuove abitudini di vita. Compito delicato e gravoso del pediatra è quello di sostenere i genitori affinché, a loro volta, possano aiutare i propri figli a superare i momenti più critici” – ha spiegato la Dottoressa Mery Azman, esperta in counseling a Milano.

Ecco, in sintesi, qualche indicazione pratica per parlare di terremoto con i bambini, tenendo presente che ognuno di loro ha una sensibilità e un vissuto propri:

  • Valorizzare gli esempi di solidarietà, non soltanto dei vicini e di chi è presente sul territorio ma dell’intera nazione: il calore umano dà forza e aiuta a vincere il senso di solitudine e abbandono che tende a diffondersi spontaneamente dopo una catastrofe
  • Trovare spunti in grado di creare aspettative stimolanti e tali da giustificare sofferenze e disagi di cui è sempre opportuno sottolineare il carattere di eccezionalità e temporaneità: si ricostruirà una casa più bella e sicura, in cui il bambino potrà proiettarsi con la sua fantasia, la scuola sarà colorata e spaziosa, il paese risorgerà sarà più bello di prima e così via
  • Individuare sempre gli aspetti positivi di ogni situazione, evitando di manifestare apprensione: le case provvisorie, per esempio, pur senza offrire tutti i comfort, promuovono la socializzazione, creando vere comunità in cui tutto, dalle gioie ai timori, dalle ansie fino alle speranze, viene condiviso
  • Utilizzare approcci differenti a seconda dell’età del bambino: ai più piccoli, per spiegare il terremoto, possono bastare racconti di fantasia, mentre ai più grandi è fondamentale illustrare come comportarsi durante una scossa sismica ed eventualmente prestare aiuto a chi ne dovesse avere bisogno. In ogni caso è bene rispondere a ogni domanda, anche se ripetitiva, cercando di comprenderne la ragione intima
  • Aiutare sempre il bambino a esternare ciò che prova e a dare un nome alle proprie emozioni, facendolo sentire protetto: il disegno, per esempio, è un ottimo strumento espressivo in ogni fascia d’età, che può assumere una valenza perfino terapeutica.
  • È sempre opportuno che sia il bambino a gestire i propri ricordi: non è produttivo rievocare le sue reminiscenze o esprimere nostalgia per ciò che non esiste più, ma vivere piuttosto nel presente guardando al futuro e lasciando che sia lui a manifestare, in maniera più o meno diretta, le sue paure e i suoi bisogni di rassicurazione
  • Un messaggio importante è che i terremoti, al pari di nubifragi, uragani o siccità, sono eventi naturali e in alcuni luoghi si verificano con maggiore frequenza o probabilità, ed è importante essere preparati ad affrontarli: i genitori sono un modello di riferimento per i bambini e la ripresa il più precocemente possibile delle ordinarie attività quotidiane, nella misura del possibile, nonché un impegno concreto, qualunque esso sia, nel dare aiuto chi ha più bisogno sono esempi eloquenti e istruttivi
  • Intercettare e segnalare al pediatra i possibili segnali di ansia e disagio che, in molti casi, sono mascherati da sintomi senza apparente causa organica, quali per esempio, mal di testa, mal di pancia, diarrea, dolori più o meno vaghi, che potranno richiedere un approccio specifico.

A tale riguardo una figura di particolare importanza è lo psicologo dell’emergenza:

Si tratta di uno specialista che studia i processi psicologici (psicofisiologici, cognitivi, emotivi, relazionali e comportamentali) attivati in situazioni fuori dall’ordinario, che mettono alla prova le capacità di adattamento e il benessere delle persone. Si occupa delle persone direttamente coinvolte negli eventi critici (vittime primarie), dei loro familiari e amici, dei testimoni dello stesso evento (vittime secondarie), dei soccorritori (vittime terziarie) e della comunità dove sono avvenuti gli accadimenti traumatici. Contribuisce anche a organizzare i soccorsi in modo da facilitare la programmazione e lavorano in termini di prevenzione” – informa Piercarlo Salari, pediatra a Milano e responsabile del Gruppo di lavoro per il sostegno alla genitorialità SIPPS.

La Psicologia dell’emergenza coniuga dunque i contributi di vari ambiti disciplinari: dalla medicina alla sociologia, a varie aree psicologiche come quelle della psicologia clinica, sociale, della comunicazione, ambientale, dello sviluppo, di comunità e della salute. Gli psicologi dell’emergenza costituiscono una risorsa preziosa, e complementare al pediatra, in grado di offrire ai genitori un aiuto qualificato in tutti gli ambiti della sfera psico-comportamentale nelle situazioni in cui si rende necessario un approccio multidisciplinare per superare una catastrofe purtroppo non prevenibile e non governabile come il terremoto” – ha concluso Salari.


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