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Natale: i consigli per le festività ‘a misura di bimbo’

Panettoni, pandori, torroni, cioccolatini, frutta secca e tante altre prelibatezze. Non solo. Mercatini, strade addobbate a festa, luci e suoni che invadono le vie delle città: i bambini sono ormai pronti a tuffarsi nella magica atmosfera del Natale. La festa sognata tutto l’anno dai più piccoli è ormai alle porte e i bimbi sono impazienti di scartare i propri regali sotto l’albero.

In occasione delle festività di Natale e Capodanno, la Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale fornisce ai genitori utili consigli per trascorrere questi giorni ‘a misura di bimbo’, stilando un decalogo per mamme e papà che contiene importanti messaggi educazionali per ciò che riguarda l’alimentazione, il tempo libero e la sicurezza dentro e fuori le mura domestiche.

Il Natale rappresenta un importante momento da trascorrere in famiglia, cercando di vivere momenti di gioia e serenità. La salute dei nostri figli è importante, sia quella fisica sia quella legata al benessere psico-emotivo. Durante questi giorni di vacanza, allo svago, al gioco e alla distrazione i bambini dovrebbero dedicare il proprio tempo anche ad attività che spesso tralasciano: il riposo, ad esempio, è fondamentale per i più piccoli, così come si dovrebbe evitare di esporli a dannosi stimoli sonori. L’auspicio è che le festività natalizie, oltra a lasciare un bel ricordo, siano vissute all’insegna della serenità e del recupero di tanti valori che oggi sembrano persi ma dei quali la nostra società ha davvero bisogno, anche per guardare al nuovo anno con la maggior fiducia possibile” – afferma Giuseppe Di Mauro, Presidente SIPPS.

 

Questo il decalogo della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale:

  • Insegnare ai bambini il rispetto degli altri e dare loro esempio attraverso un gesto di solidarietà può essere un modo semplice ed efficace per trasmettere loro il significato più profondo di questi giorni di vacanza. Il Natale dovrebbe infatti essere la festa della condivisione e della fratellanza.
  • Mai discutere di fronte ai propri bambini. Lo stato d’animo dei genitori si ripercuote, inevitabilmente, su tutta la famiglia e spesso le festività natalizie si trasformano in un pretesto per dare sfogo a conflitti e tensioni spesso sopite. Le vacanze diventino, dunque, un momento di convivialità e di unione.
  • Leggere sempre con attenzione le etichette degli alimenti: è una buona abitudine da trasmettere ai propri figli per renderli consapevoli di cosa stanno mangiando. Da non trascurare, ovviamente, le etichette e il foglietto illustrativo dei farmaci: rivolgersi sempre al pediatra per il loro corretto utilizzo e in caso di dubbi.
  • Dare alla frutta un ruolo di primo piano sulle tavole imbandite. Arance, mandarini, mele, pere, melograni, ad esempio, apportano sempre un tocco di colore e allegria e, pur rispettando le tradizioni di ogni Regione, non bisogna far mancare ai bimbi un giusto apporto di fibre, vitamine e sali minerali.
  • Evitare assolutamente gli eccessi alimentari. Ogni anno i Pronto Soccorso registrano casi di bimbi ‘intossicati’ a causa delle abbuffate natalizie.
  • Diversificare il più possibile le attività. Inoltre, i bambini che vanno a scuola, dovrebbero fare i compiti un po’ alla volta per renderli meno pesanti.
  • Non fate diventare i piccoli schiavi della tecnologia: davanti a cartoni animati, computer e videogiochi, i bambini si incantano, senza poi contare quelli che ormai hanno sempre lo smartphone in mano. Portate i vostri figli almeno un paio d’ore all’aria aperta o invitate a casa i loro amici.
  • Trovare una via di mezzo tra la monotonia e i sovraccarichi di ogni genere. Passati i 15-18 mesi qualche trasgressione può essere concessa, ma l’organismo del bambino necessita di regolarità.
  • Comprare giocattoli a norma e dunque certificati dal marchio CE, puntando al loro corretto utilizzo. La sicurezza riguarda poi anche lo sport: bisogna rispettare le norme basilari (comportamentali, gradualità, eventuale appoggio a un istruttore) fare uso di opportune dotazioni protettive, oltre ad alcune abitudini, come quella dei fuochi di Capodanno, purtroppo funestate da incidenti ogni 31 dicembre.

 

 


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“ExpoSalus and Nutrition”

La Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale ha partecipato in prima linea ad ExpoSalus and Nutrition, il progetto di Formedica e Fiera Roma dedicato alla salute, al benessere e alla qualità della vita, che si è svolto dall’8 all’11 novembre scorso, presso il Polo Fieristico di Roma Capitale.

L’8 novembre, dalle ore 13:00 alle ore 18:00, la SIPPS ha partecipato infatti all’inaugurazione dell’evento, e ha portato in platea la propria esperienza sul tema “Presente e futuro del Sistema Salute in Italia: la parola agli addetti al settore”.

Voglio ringraziare il Presidente del Congresso, Professor Andrea Lenzi, per aver aperto alla pediatria le porte di questa prestigiosa iniziativa. E’ davvero un onore prendere parte ad ExpoSalus and Nutritione lavorare al fianco di professionisti, aziende, istituzioni, associazioni di pazienti e cittadini per migliorare la salute delle prossime generazioni e per far sì che tutti diventino davvero protagonisti attivi del proprio benessere” – ha affermato Giuseppe Di Mauro, Presidente SIPPS.

SIPPS è stata protagonista anche della giornata conclusiva della Fiera: domenica 11 novembre, dalle ore 10:00 alle ore 13:00, è stato infatti previsto un workshop che ha trattato due importanti tematiche: la prima ha riguardato la presentazione del documento “Il bambino nella sua famiglia – Guida pratica per i Genitori”, strumento di formazione ed educazione facile da consultare e da comprendere.

La Guida è ripartita in capitoli che spaziano dalla nascita all’alimentazione, dalla crescita all’educazione, passando per la cura, la sicurezza e la legge fino alla prevenzione preconcezionale e alla gravidanza. Senza dimenticare gli incidenti e le manovre di rianimazione e i diritti della donna madre e lavoratrice” – ha esposto Leo Venturelli, pediatra di famiglia, e responsabile dell’educazione alla salute della SIPPS.

La Guida è uno strumento davvero utile per i genitori e risponde a numerose domande. Tra queste: come comportarsi con un bimbo appena nato? Quali vaccinazioni svolgere? Cosa fare per una giusta alimentazione? Quali le differenze tra allattamento al seno e allattamento artificiale? Quanto contano il gioco, la lettura e lo sport? In quale misura devono essere visti TV, videogiochi, smartphone e tablet? Quanto è importante riposare bene? I ‘no’ aiutano a crescere? Come scegliere il pediatra? Cosa fare quando un bambino non sta bene? A cosa si ha diritto per legge in merito ai congedi parentali?

Il secondo argomento al centro del workshop targato SIPPS è stato invece incentrato sulla “Consensus Human Early Life Prevention (HELP)”, che si sofferma sulla classificazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità delle più importanti malattie non trasmissibili: dai tumori al diabete mellito, dalle malattie respiratorie croniche fino alle patologie cardiovascolari.

La Consensus HELP è un utile documento che analizza le criticità e propone possibili interventi preventivi, finalizzati a rendere i primi ‘1.000 giorni di vita’, finestra temporale che va dal concepimento al secondo anno di vita, una reale opportunità per il futuro dei bambini. Gli argomenti – età fertile e concepimento, gravidanza, primo semestre di vita, secondo semestre di vita e 12-24 mesi – sono suddivisi in cinque capitoli, uno per ogni fase critica, e il testo si articola in una parte generale e in una parte con una serie di quesiti” – ha spiegato Andrea Vania, Responsabile del Centro di Dietologia e Nutrizione Pediatrica del Dipartimento di Pediatria della Sapienza Università di Roma.

 


Dobbiamo vaccinare i nostri figli prima che si verifichino le malattie!

Un osservatore esterno che volesse cercare di comprendere le motivazioni che stanno spingendo la politica italiana a sostituire, a distanza di poco più di un anno dalla sua approvazione da parte del Parlamento, una legge che aveva aumentato il numero delle vaccinazioni obbligatorie da 4 a 10 ed esteso l’obbligo a vaccinazioni raccomandate già presenti in calendario dal 1999, con una nuova legge che potrebbe sancire la non obbligatorietà dei vaccini, non potrebbe non rimanere altamente sconcertato.

E’ quanto affermano in una nota gli esperti della SIPPS (Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale).

Solo da pochi mesi, infatti, sono stati resi noti gli eccellenti risultati ottenuti con l’applicazione della nuova disciplina prevista dalla Legge 119 del 31 luglio 2017, dopo 4 anni che erano stati caratterizzati da un continuo decremento delle coperture vaccinali (causato in larga parte da una sfiducia che si era ingenerata in molte famiglie dopo un’assurda sentenza del Tribunale di Rimini che aveva decretato l’esistenza di una connessione fra la vaccinazione contro il morbillo e l’insorgenza dell’autismo): in una nota del 24 aprile 2018, in occasione della Settimana Europea delle vaccinazioni, il Ministero della Salute ha presentato i dati nazionali (anno 2017) sulle coperture vaccinali dell’età pediatrica e dell’adolescente, sottolineando che “il miglioramento delle coperture vaccinali è risultato significativo per tutte le fasce d’età oggetto della rilevazione, ad indicare che le misure straordinarie messe in atto nel corso del 2017, in particolare l’approvazione del decreto-legge 7 giugno 2017, n. 73, convertito con modificazioni, dalla legge 31 luglio 2017, n. 119, … sono riuscite ad arrestare il trend in diminuzione delle coperture vaccinali” – ha precisato Luciano Pinto, vice Presidente SIPPS Campania.

L’incremento delle coperture si è verificato per le vaccinazioni storicamente obbligatorie (anti-difterite, tetano, polio ed epatite B), ed in misura ancora più rilevante per il vaccino contro il morbillo, ed ha riguardato sia i nuovi nati (coperture a 24 mesi) che i minori nati negli anni precedenti, a dimostrazione della efficacia del nuovo meccanismo nel recuperare i non vaccinati, ed indurre le famiglie a superare le proprie perplessità, quasi sempre scientificamente infondate” – ha proseguito Luciano Pinto.

La Legge 119 ha stabilito peraltro all’ art. 1, comma 1-ter, che “sulla base della verifica dei dati epidemiologici, delle eventuali reazioni avverse…, delle coperture vaccinali raggiunte nonché degli eventuali eventi avversi segnalati…” effettuata da una apposita Commissione operante presso il Ministero della Salute, “il Ministro della Salute, con decreto da adottare decorsi tre anni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto e successivamente con cadenza triennale…può disporre la cessazione dell’obbligatorietà per una o più delle vaccinazioni di cui al comma 1-bis (anti-morbillo, parotite, rosolia e varicella)“, che erano state quindi considerate come vaccinazioni “temporaneamente obbligatorie”.

Visti i risultati ottenuti, ed in un tempo così breve, è lecito domandarsi quali possano essere le motivazioni della opposizione al completamento del periodo di verifica previsto da questa legge, la cui legittimità è stata pienamente riconosciuta dalla Corte Costituzionale, con la sentenza n°5 del 18 gennaio 2018. “A fronte di una copertura vaccinale insoddisfacente nel presente e incline alla criticità nel futuro, questa Corte ritiene che rientri nella discrezionalità e nella responsabilità politica degli organi di governo apprezzare la sopraggiunta urgenza di intervenire, alla luce dei nuovi dati …emersi, anche in nome del principio di precauzione che deve presidiare un ambito così delicato per la salute di ogni cittadino come è quello della prevenzione”. “La copertura vaccinale è strumento di prevenzione e richiede di essere messa in opera indipendentemente da una crisi epidemica in atto. Rientra nella discrezionalità del Governo e del Parlamento intervenire prima che si verifichino scenari di allarme e decidere – a fronte di una prolungata situazione di insoddisfacente copertura vaccinale – di non attendere oltre nel fronteggiarla con misure straordinarie”

Allo stato attuale – informa la SIPPS – non sembra che si possa affermare che l’epidemia di morbillo che imperversa da due anni nel nostro paese, e che aveva indotto il precedente governo ad intervenire con il DL decreto 7 giugno 2017 numero 73 convertito con modifiche nella Legge 119, sia stata debellata: dal 1 gennaio 2017 al 30 giugno 2018 sono stati segnalati in Italia 7.437 casi di morbillo, 8 decessi (4 adulti e 4 bambini: 1 lattante di 10 mesi, 3 bambini di 1, 6 e 9 anni) non vaccinati. Nel 2018 vi sono stati 393 casi di età inferiore a 5 anni, di cui 125 di età inferiore ad 1 anno. In 1 caso su 2 vi è stata almeno 1 complicanza, Il 59,5% dei casi è stato ricoverato e un ulteriore 16,4% si è rivolto ad un Pronto Soccorso.

Ma, indipendentemente da questi dati, che allarmano e preoccupano le Società Scientifiche, gli Operatori Sanitari ed in particolare i pediatri, che operano a stretto contatto con le famiglie, non appare percorribile la strada di una prevenzione che, come ipotizzato da alcuni disegni di legge recentemente resi noti, si attui solo quando siano visibili degli elementi di rischio. Per molti bambini ed adulti potrebbe essere troppo tardi, come è ampiamente dimostrato dalla epidemia di morbillo in atto, sia in Italia che in altre Nazioni europee….!

Viviamo in una Società caratterizzata da continui flussi fra una nazione e l’altra che espone il Cittadino a contatti ravvicinati con tantissime persone, che possono essere portatrici inconsapevoli di malattie prevenibili con le vaccinazioni. “Si vis pacem, para bellum”, dicevano i nostri antenati! Non bisogna aspettare che si verifichi un focolaio di epidemia per vaccinare i non vaccinati, o per garantire a scuola un ambiente “protetto”, costituito da soggetti vaccinati, ad un bambino o ad un adolescente che non può essere vaccinato! Non si può accettare che si sostituisca una certificazione medica di avvenuta vaccinazione con una autocertificazione redatta da un familiare!” – ha precisato Giuseppe Di Mauro, Presidente SIPPS.

Per questi motivi la SIPPS, Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale:

– plaude ad iniziative che consentano di ottenere finalmente un’Anagrafe Vaccinale Nazionale attiva su tutto il territorio, che permetta di verificare le singole zone ed i singoli gruppi a bassa copertura vaccinale, su cui far convergere l’attenzione delle istituzioni locali, dei pediatri e dei medici di famiglia, per favorire un rapido innalzamento delle coperture vaccinali

– si associa alle altre Società Scientifiche nell’invitare il Ministro della Salute ed il Parlamento Italiano a valutare con attenzione queste problematica, tenendo conto primariamente che le vaccinazioni rientrano nell’interesse superiore del fanciullo, e che è nostro dovere rispettare e fare rispettare questo diritto!” – ha proseguito Giuseppe Di Mauro, Presidente SIPPS.

Negli anni precedenti, l’efficacia delle storiche vaccinazioni obbligatorie (anti-difterite, tetano, polio ed epatite B, contenute abitualmente in un vaccino esavalente insieme ai vaccini anti-pertosse attenuato ed anti-haemophilus influenzae di tipo B) era stata ampiamente dimostrata dalla scomparsa della polio e della difterite sul territorio nazionale, e dalla significativa riduzione dei casi sia di tetano che di epatite-B, ormai di pertinenza solo dell’anziano non vaccinato, ed era stata altamente apprezzata dalle famiglie, tanto è vero che i tassi di copertura di queste vaccinazioni sempre risultati superiori a quelli delle vaccinazioni non obbligatorie.

Da alcuni giorni è stato reso noto il progetto di legge destinato a sostituire il DL 119, che prevede l’abolizione della obbligatorietà per tutte le vaccinazioni. Qualora dal monitoraggio delle coperture vaccinali si rilevino significativi scostamenti dagli obiettivi fissati dal PNPV, sarebbero adottati piani straordinari di intervento che prevederebbero “ove necessario, l’obbligo di effettuare una o più vaccinazioni per determinate coorti di nascita o per gli esercenti le professioni sanitarie …subordinando in modo temporaneo, su base nazionale, regionale o locale, …la frequenza delle istituzioni scolastiche…all’avvenuta somministrazione di una o più vaccinazioni, e richiedendo, nel caso, “l’adozione di ogni misura idonea a tutelare la salute degli iscritti non vaccinabili”, compreso l’inserimento in classi nelle quali siano presenti solo minori vaccinati o immunizzati.

Vaccinazioni: la SIPPS lancia l’allarme

Le dichiarazioni in merito alle vaccinazioni rilasciate nei giorni scorsi da alcuni Membri del Governo Italiano non possono non preoccupare la Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale, “in quanto – spiegano gli esperti della SIPPSsembrano evidenziare una inadeguata conoscenza del grave pericolo tuttora rappresentato dalle malattie prevenibili con le vaccinazioni, e fanno temere che, in nome di posizioni ideologiche prive di fondamento scientifico, si rischi di perdere quanto di buono è stato realizzato anche nel nostro paese nella lotta contro queste malattie”.

Si è affermato che “10 vaccini obbligatori sono inutili e in parecchi casi pericolosi se non dannosi”. Chi ha espresso questo parere sembra del tutto ignaro delle motivazioni che avevano indotto il Parlamento Italiano ad estendere da 4 a 10 il numero dei vaccini obbligatori, e dimostra di non sapere nulla della reale situazione epidemiologica, in Italia e negli altri Paesi, delle malattie che i vaccini prevengono” – informa Luciano Pinto, vice Presidente SIPPS Campania.

Paradigmatico è il caso del vaccino contro il morbillo, la cui obbligatorietà è soggetta a revisione ogni tre anni in base ai dati epidemiologici e delle coperture vaccinali raggiunte. In Italia da oltre un anno e mezzo è in atto una grave epidemia di morbillo, con 6.664 casi ufficialmente registrati dal 1° gennaio 2017 al 30 aprile 2018, quasi tutti di soggetti non vaccinati o vaccinati incompletamente, che ha causato 8 decessi: 4 bambini al di sotto dei 10 anni (fra cui un lattante di 10 mesi che per l’età non poteva essere vaccinato) e 4 adulti. Anche in questi giorni una articolata campagna antivax, che sembra trovare un riscontro favorevole nell’ambito del Governo, continua ad ignorare i morti e gli altri danni causati dalle malattie e che grazie alla vaccinazione si possono evitare, ed insista nell’attribuire al vaccino un grado estremo di pericolosità, nonostante che la Scienza da decenni ne abbia inequivocabilmente dimostrato l’insussistenza” – continua Luciano Pinto.

Si legge inoltre sui media che dovrebbe essere permesso che “tutti i bimbi entrino in classe, vadano a scuola”, perché “la priorità è che non vengano espulsi dalle classi” anche se non vaccinati, in quanto vi sarebbe un “rischio di esclusione sociale”. Appare evidente che anche in questo caso i politici non hanno pienamente valutato le motivazioni che hanno indotto il Parlamento italiano ad approvare nel 2017 delle misure precauzionali. Un bambino non vaccinato è a rischio di ammalarsi della malattia trasmissibile che la vaccinazione previene, e di trasmetterla agli altri bimbi non vaccinati. Non tutti i bambini, come non tutti gli adulti, possono essere vaccinati, in quanto alcune condizioni mediche controindicano la vaccinazione, in particolare con i vaccini con virus vivo attenuato come quello contro il morbillo. Per questo motivo il legislatore ha previsto che possono accedere alla scuola dell’infanzia solo i bambini vaccinati o non vaccinati per problemi medici, mentre nella scuola dell’obbligo un bambino che non può essere vaccinato deve esse collocato in una classe in cui i suoi compagni sono vaccinati” – conclude Luciano Pinto.

Per la Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale il problema è reale e di vasta portata, se si tiene conto che nella epidemia di morbillo in corso fino ad ora si sono ammalati circa 800 bambini di età da 1 a 4 anni, e 400 di età inferiore all’anno (che per l’età non possono essere ancora vaccinati).

Secondo la Convenzione ONU del 1989 sui Diritti del Fanciullo l’interesse superiore del fanciullo deve essere una considerazione preminente in tutte le decisioni, ed il Comitato Nazionale di Bioetica nel 2015 ha sottolineato che le vaccinazioni rientrano nella responsabilità genitoriale secondo il criterio dell’interesse superiore del fanciullo e del suo diritto ad essere vaccinato.

La Corte Costituzionale, nella sentenza n° 5 del 2018 con cui ha respinto il ricorso con cui la Regione Veneto aveva contestato la legittimità costituzionale della legge n. 119 del 2017, in materia di vaccinazioni obbligatorie per i minori fino a 16 anni di età, recita che “l’art. 32 della Costituzione postula il necessario contemperamento del diritto alla salute del singolo con il coesistente e reciproco diritto degli altri e con l’interesse della collettività, nonché, nel caso di vaccinazioni obbligatorie, con l’interesse del bambino, che esige tutela anche nei confronti dei genitori che non adempiono ai loro compiti di cura”. “i valori costituzionali coinvolti nella problematica delle vaccinazioni sono molteplici e implicano, oltre alla libertà di autodeterminazione individuale nelle scelte inerenti alle cure sanitarie e la tutela della salute individuale e collettiva (tutelate dall’art. 32 Cost.), anche l’interesse del minore, da perseguirsi anzitutto nell’esercizio del diritto-dovere dei genitori di adottare le condotte idonee a proteggere la salute dei figli (artt. 30 e 31 Cost.), garantendo però che tale libertà non determini scelte potenzialmente pregiudizievoli per la salute del minore”.

E’ quindi chiaro che in questa vicenda non è il “rischio sociale di esclusione” che il Governo deve considerare, bensì il rischio che un bambino venga incolpevolmente danneggiato da una malattia che era prevenibile, per una decisione colpevolmente assunta dai suoi genitori! Non è giusto che un bambino che non può essere vaccinato si ammali a scuola per una malattia che era prevenibile con le vaccinazioni! Non è giusto che un bambino sano che potrebbe essere vaccinato si ammali di una malattia prevenibile con le vaccinazioni perché i genitori hanno deciso di non vaccinarlo! Lo Stato ha il dovere di agire per proteggere questi bambini! Per questi motivi la SIPPS si allinea alle altre Società Scientifiche ed alle Istituzioni che sostengono la necessità di non modificare l’attuale legislazione sulle vaccinazioni. La SIPPS conta sulla collaborazione della stampa e dei media per difendere l’interesse superiore del fanciullo ad essere vaccinato!” – conclude Giuseppe Di Mauro, Presidente SIPPS.


Bambini strappati alle famiglie al confine USA-Messico: la condanna della SIPPS

La SIPPS non può rimanere indifferente di fronte al grido di dolore di bambini separati dai genitori appena varcato il confine e considerati erroneamente minori migranti non accompagnati, come sta avvenendo nella zona tra il Messico e gli Stati Uniti”.

E’ quanto ha dichiarato Leo Venturelli, membro del Consiglio Direttivo della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS) e Garante cittadino dell’Infanzia e dell’Adolescenza.

La nostra Società scientifica si allinea alle dichiarazione della presidente dell’American Accademy of Pediatrics, Coleen Kraft, che accusa l’amministrazione Trump di “violenza su minori”. In più da parte nostra richiamiamo l’attenzione su un fondamentale diritto del bambino a non essere separato dai suoi genitori citato espressamente dalla Convenzione dei Diritti dell’Infanzia del 1989, all’articolo 9, convenzione cui l’Italia ha aderito fin dal 1991” – ha proseguito Venturelli.

Concordiamo con l’AAP che la separazione di questi bambini, già traumatizzati dalla situazione della migrazione della famiglia, produce in loro uno “stress tossico che inibisce lo sviluppo del cervello, blocca l’architettura cerebrale e impedisce di sviluppare linguaggio, socializzazione e legami emotivi – ha aggiunto Giuseppe Di Mauro, Presidente SIPPS.

 


Al Teatro di Ortigia, i lavori del XXX Congresso Nazionale SIPPS “Bambini di ieri, oggi e domani…La nostra care, il nostro cuore”

E’ stato davvero ricco di spunti interessanti il XXX Congresso Nazionale della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale, in scena dal 7 al 10 giugno a Siracusa, nominata per l’occasione “Capitale dell’Infanzia 2018 e che lo storico Tito Livio ha definito “La più bella e la più nobile tra le città greche”.

Al Congresso è stato invitato anche il nuovo Ministro della Salute, On. Giulia Grillo.

Oltre 100 i relatori e più di 700 gli esperti e gli Opinion Leader provenienti da tutta Italia e dall’estero si sono dati appuntamento per quattro giorni nella città siciliana famosa in tutto il mondo per il suo meraviglioso Teatro greco e inserita nel 2005 dall’Unesco nella lista dei patrimoni dell’umanità.

I massimi esperti della salute del bambino si sono confrontati, tra l’altro, su tematiche di grande respiro scientifico e di importante “circuito” mediatico: dalle vitamine del gruppo B al rapporto tra asma e reflusso gastroesofageo; dalla vitamina D ai probiotici nella risposta allergica. Spazio inoltre a febbre e dolore nel bambino, corretta idratazione, allergia ai farmaci e agli antibiotici, ipersensibilità ai vaccini e disturbi dell’apprendimento. Senza dimenticare la Consensus sull’alimentazione complementare e la Consensus sui corticosteroidi inalatori in età evolutiva, con focus su rinite, asma ed effetti collaterali.

Fari puntati, poi, sugli argomenti “2.0”: i pediatri si sono interrogati, infatti, su come la tecnologia possa venire in aiuto al medico ed ai genitori. Particolarmente interessante una lezione sull’Evidence Based Medicine, per migliorare l’approccio critico alle evidenze scientifiche.

Una sede davvero prestigiosa, dunque, quella scelta dagli esperti della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale per celebrare i 30 anni delle proprie attività, all’insegna dello slogan “Bambini di ieri, oggi e domani…La nostra care, il nostro cuore”.

Un tempo il pediatra era il curante delle malattie del bambino, mentre oggi lo prende in carico a 360 gradi, incrementa la genitorialità responsabile, educa, consiglia, sostiene, difende. La care è il pediatra che non attende passivamente ma che consiglia i genitori, prima di medicalizzare un disturbo. Incoraggia la collaborazione attiva dei genitori, per rendersi partecipe del percorso di crescita del bambino, incentivando il suo sviluppo. Il pediatra aiuta il bimbo a conoscere se stesso ed una volta divenuto adolescente ne fa interlocutore diretto della sua comunicazione, per affrontare tutte le problematiche proprie di questa particolare età. La care è il pediatra che lotta per un ambiente più sano e che interviene con la prevenzione, soprattutto primaria: vaccini, corretta alimentazione, igiene del sonno, educazione sessuale, sani stili di vita senza alcool, fumo, droghe e cyberdipendenza: il pediatra, dunque, è quindi passato dal “curare” al “prendersi cura” – ha dichiarato Giuseppe Di Mauro, Presidente SIPPS.

Durante l’inaugurazione del Congresso, il 7 giugno scorso, sono stati nominati emeriti gli ultimi tre Presidenti che hanno guidato la Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale: una medaglia d’argento è stata consegnata a Giuseppe Chiumello, Marcello Giovannini e Gian Paolo Salvioli.

Spazio alla “Dermatologia pediatrica ambulatoriale”: un Corso a numero chiuso per pediatri e dermatologi per approfondire le conoscenze e le metodologie diagnostiche relative a patologie dermatologiche tipiche dell’età pediatrica, con particolare riguardo all’uso dei cortisonici topici in età pediatrica, alla psoriasi in età pediatrica, alle patologie dell’area genitale e alle malattie dermatologiche che il pediatra non deve ignorare.

A chiudere la prima giornata di lavori due letture magistrali sul tema “I primi mille giorni”: dall’alba del neurosviluppo all’alba dell’intelligenza.

Nella giornate di venerdì 8 e sabato 9 giugno sono state presentate nuove pubblicazioni, scritte insieme ad altre importantissime Società Scientifiche nel campo della Pediatria e realizzate con il contributo di oltre 100 autori. Si tratta di due Guide pratiche intersocietarie: la “Guida pratica Oculistica in età evolutiva” e la “Guida pratica Ginecologia in età evolutiva”.

La prima è nata grazie alla proficua collaborazione con FIMP, SICuPP e SIOP.

Con questo testo ci proponiamo di fare prevenzione e screening, passando in rassegna le principali patologie dell’occhio di interesse ambulatoriale. Il messaggio è molto chiaro: un semplice controllo della vista può evitare ai giovani pazienti problemi futuri ben più gravi” – ha spiegato il Presidente Di Mauro.

La seconda Guida è realizzata in collaborazione con SIGIA, FIMP, SIMA e SIMP.

All’interno del documento sono trattati, in maniera efficace e concisa, argomenti di grande interesse: dallo sviluppo psicosessuale all’esame clinico fino alle malformazioni dell’apparato genitale. Il testo si arricchisce inoltre di capitoli su contraccezione e gravidanza in adolescenza, educazione alla sessualità, autoerotismo e primi rapporti sessuali, temi molto attuali e troppo spesso trascurati” – ha concluso Di Mauro.

Sabato 9 giugno hanno trovato spazio altre interessanti tematiche: dalle nuove linee Guida per l’alimentazione della popolazione pediatrica italiana INRAN, alle novità nella Distrofia Muscolare di Duchenne, le Infezioni Respiratorie Ricorrenti, l’enuresi e la dieta mediterranea come fattore di prevenzione in gravidanza ed in età evolutiva.

Domenica 10, giorno in cui il Congresso ha calato il sipario, si è parlato, tra l’altro, di vaccini: dal nuovo calendario alla stagione influenzale 2018 – 2019, fino al meningococco B e alla pertosse.

Dalla Sicilia alla Lombardia: il prossimo Congresso SIPPS, dal titolo “Rotte Sicure per Orizzonti di Salute”, si terrà infatti a Laveno sul lago di Como, dal 24 al 27 ottobre 2019.

 

DOCUMENTI PER APPROFONDIMENTI

Atti del CongressoGuida “Oculistica in età evolutiva”Guida “Ginecologia in età evolutiva”


SIPPS: tre nuovi documenti scientifici 2018

Alimentazione, oculistica e ginecologia pediatrica: si concentrano su queste tre macro aree i nuovi documenti scientifici 2018 sui quali sta lavorando la SIPPS.

I testi saranno presentati nel corso del XXX Congresso Nazionale, che dal 7 al 10 giugno prossimi sarà di scena a Siracusa, nominata per l’occasione “Capitale dell’infanzia”.

Nella città siciliana, nota in tutto il mondo per il suo magnifico teatro greco e nominata dall’Unesco nel 2005 patrimonio dell’umanità, gli esperti della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale esporranno le raccomandazioni della Consensus sull’alimentazione complementare e di due Guide pratiche per la prevenzione e lo screening, in ambito ginecologico e oculistico.

Oltre 160 autori hanno partecipato alla stesura dei testi – con specialisti di varie branche della pediatria -, dieci le società scientifiche del mondo pediatrico coinvolte.

Sono orgoglioso di portare avanti questi tre lavori scientifici tutti accomunati dal tema della prevenzione. E’ importante, e allo stesso tempo assume grande valore, che questi argomenti verranno discussi nel nostro XXX Congresso Nazionale in terra siciliana: abbiamo fatto tanta strada in questi anni ma siamo convinti che molta dobbiamo ancora farne per garantire un futuro migliore, e soprattutto sano, ai nostri bambini, gli adulti di domani” – ha dichiarato Giuseppe Di Mauro, Presidente SIPPS.

 

La Consensus “Alimentazione Complementare”, realizzata in collaborazione con FIMP, SICuPP, SIGENP e SINUPE, è uno strumento per la prevenzione delle malattie croniche non trasmissibili e per la riduzione delle ineguaglianze sociali.

Nel testo trovano spazio numerosi argomenti rivolti al pediatra generalista: dall’avvezzamento all’alimentazione complementare fino agli effetti positivi/negativi di un’introduzione precoce/tardiva di alimenti; dai fabbisogni di proteine, grassi, carboidrati, fibre, ferro, acqua e vitamina B12 all’obesità, l’ipertensione, il diabete mellito e le carie dentali. Nelle pagine si parla anche di latte vaccino, malattie infettive, glutine e allergeni, senza dimenticare i contaminanti negli alimenti, le relazioni affettive e gli strumenti di educazione parentali” – ha spiegato Margherita Caroli, uno dei coordinatori.

Due, dunque, le nuove Guide pratiche della SIPPS per la prevenzione e lo screening.

La prima è quella di “Oculistica in età evolutiva”, che nasce con il contributo di FIMP, SICuPP e SIOP.

Il testo si propone di fare prevenzione e screening e di analizzare le principali patologie di interesse ambulatoriale. Vogliamo lanciare ai nostri pediatri un messaggio molto chiaro: un semplice controllo della vista può evitare ai giovani pazienti problemi futuri ben più gravi” – informa Valter Spanevello, uno dei coordinatori.

Il Documento contiene sessioni dedicate ai principali quadri clinici dell’età neonatale, come cataratta, malformazioni, anomalie dell’apparato lacrimale; ma anche difetti refrattivi, strabismo, congiuntiviti e dermatiti perioculari. Nella Guida si affrontano altre tematiche: dal glaucoma alle patologie dell’orbita, dalla genetica delle malattie dell’occhio alle patologie oculari in bambini di etnie diverse fino ai segnali d’allarme per l’invio ai Centri di 2° e 3° livello.

Molto importante il capitolo “Cosa deve saper fare il Pediatra di Famiglia”, in cui si analizzano il riflesso di ammiccamento e pupillare, il Test di Hirschberg e quello del Riflesso Rosso, la capacità di fissazione, di inseguimento e divergenza e l’utilizzo delle tavole ottotipiche.

La seconda Guida SIPPS è dedicata alla ginecologia pediatrica ed è realizzata in collaborazione con FIMP, SIMP, SIGIA e SIMA. Il volume “Ginecologia in età evolutiva”. Prevenzione, diagnosi e terapia, si sofferma, tra l’altro, su crescita, differenziazione e sviluppo sessuale, con focus su precocità dello sviluppo sessuale, ritardo puberale e rapporto tra obesità e sviluppo sessuale.

Sfogliando le pagine del documento si possono trovare tematiche di grande interesse: dallo sviluppo psicosessuale all’esame clinico fino alle malformazioni dell’apparato genitale. Ci siamo inoltre concentrati sulle anomalie presenti alla nascita e nell’infanzia e su quelle diagnosticabili nella pubertà. Abbiamo poi lavorato sulle patologie vulvo-vaginali, soffermandoci su valutazione e terapia delle alterazioni del ciclo mestruale in età adolescenziale, senza dimenticare argomenti come dismenorrea, sindrome premestruale e malattie a trasmissione sessuale” – ha affermato Metella Dei, una delle coordinatrici dell’iniziativa.

A completare la Guida, temi legati alla patologia delle mammella in infanzia e adolescenza, alla preservazione della fertilità femminile, a maltrattamento e abuso e alle mutilazioni genitali.

Il testo si arricchisce infine di capitoli sulla contraccezione e gravidanza in adolescenza, educazione alla sessualità, autoerotismo e primi rapporti sessuali.



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