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AMO LA MIA TIROIDE …E FACCIO LA COSA GIUSTA

La tiroide è un organo piccolo ma molto importante, coinvolto in diverse funzioni vitali: gli ormoni prodotti da questa ghiandola esercitano i loro effetti sul metabolismo e sulla funzionalità di tutti gli apparati del corpo, in particolare agiscono sulla funzione cardiovascolare, sul ritmo del sonno, il metabolismo delle ossa, intervengono inoltre nei processi di accrescimento e sviluppo del sistema nervoso ma, purtroppo, sono ancora tante le persone con una patologia tiroidea che non ricevono una diagnosi in tempi adeguati, non per inadeguatezza delle strutture sanitarie ma per la difficoltà ad interpretare sintomi aspecifici” – ha spiegato Paolo Vitti, Presidente SIE, Società Italiana di Endocrinologia, coordinatore e responsabile scientifico della Settimana Mondiale della Tiroide.

Possiamo quindi dire che prendersi cura della tiroide è come prendersi cura di noi stessi ed è molto importante farlo nel modo corretto ad esempio evitando di dare ascolto ai falsi miti sull’alimentazione e soprattutto rivolgendosi a centri accreditati per diagnosi e terapie. Per questo il tema scelto per la Settimana Mondiale della Tiroide 2019 presentata il 14 maggio scorso con il patrocinio del Ministero della Salute e dell’Istituto Superiore di Sanità presso il Ministero della Salute è stato ‘AMO LA MIA TIROIDE…e faccio la cosa giusta’ per ricordare l’importanza dell’appropriatezza degli stili di vita ma anche diagnostica e dei più appropriati approcci terapeutici. Il principale obiettivo della Settimana è sensibilizzare la popolazione in merito ai problemi connessi alle malattie della tiroide e alla loro prevenzione: sono infatti oltre 6 milioni gli italiani con un problema a questa ghiandola così fondamentale per il buon funzionamento di tutto il nostro corpo” – ha continuato Paolo Vitti, Presidente SIE, Società Italiana di Endocrinologia, coordinatore e responsabile scientifico della Settimana Mondiale della Tiroide.

La Settimana Mondiale della Tiroide, che si è svolta dal 20 al 26 maggio, è stata promossa da Associazione Italiana della Tiroide (AIT), Società Italiana di Endocrinologia (SIE), Associazione Medici Endocrinologi (AME), Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica (SIEDP), Associazione Italiana Medici Nucleari (AIMN), Società Italiana Unitaria di Endocrino Chirurgia (SIUEC), Società Italiana di Gerontologia e Geriatria (SIGG) insieme al Comitato delle Associazioni dei Pazienti Endocrini (CAPE) e il supporto della European Thyroid Association (ETA) e sostenuta con un contributo incondizionato da Ibsa Farmaceutici Italia, Merck Serono, Sanofi Genzyme e Esaote.

Le malattie della tiroide sono molto frequenti nella popolazione e possono colpire entrambi i sessi e a tutte le età, anche se sono più frequenti nelle donne, con il 10% che sviluppa un disturbo alla tiroide durante la propria vita, e andando avanti con l’età. L’ipotiroidismo, condizione nella quale la tiroide funziona poco a causa di una tiroidite o è stata asportata dal chirurgo, colpisce circa il 5% della popolazione italiana, con un impatto sulla salute e la qualità di vita che varia in relazione alla gravità, all’età e alla condizione della persona colpita, con una maggiore vulnerabilità e possibili maggiori danni se insorge in gravidanza o durante l’accrescimento. Nel caso dell’ipertiroidismo, quando questa ghiandola funziona troppo, è colpito circa l’1-2% della popolazione. Anche in questo caso sono importanti una diagnosi e una terapia precoci per i disturbi e gli effetti negativi che l’eccesso di ormone tiroideo può provocare, in particolare a carico del cuore, soprattutto nel paziente anziano o in chi ha già problemi cardiaci” – ha affermato Vincenzo Triggiani, Segretario AME, Associazione Medici Endocrinologi.

Una condizione di frequente riscontro nei nostri ambulatori è poi rappresentata dalla patologia nodulare tiroidea. Mentre gli studi epidemiologici basati sulla sola palpazione del collo documentavano la presenza di noduli alla tiroide nel 3-5% della popolazione adulta, in tempi recenti, con l’introduzione su larga scala dell’ecografia tiroidea si è compreso che essi sono presenti in almeno il 30-50% della popolazione adulta. Occorre tuttavia sottolineare che nella maggior parte dei casi i noduli sono benigni e non causano alcuna alterazione della funzionalità della tiroide né sintomi; i tumori tiroidei infatti corrispondono a non più del 3-4% dei noduli che vengono riscontrati nella pratica clinica quotidiana” – ha continuato Andrea Frasoldati, Presidente AIT, Associazione Italiana della Tiroide.

La causa più frequente di disturbi alla tiroide nella popolazione mondiale è la carenza di iodio che può provocare gozzo, noduli o ipotiroidismo. Assumere iodio in quantità adeguata con l’alimentazione, poiché questo elemento è il costituente essenziale degli ormoni tiroidei, è fondamentale. Il fabbisogno quotidiano stimato di iodio è di 150 microgrammi per gli adulti, 90 per i bambini fino a 6 anni, 120 per i bambini in età scolare e 250 per le donne in gravidanza e durante l’allattamento. L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda, quindi, l’utilizzo di sale iodato e, se necessario, una quantità supplementare di iodio tramite l’assunzione di integratori, in special modo durante la gravidanza e l’allattamento” – ha spiegato Massimo Tonacchera, Segretario AIT, Associazione Italiana della Tiroide.

A 14 anni dall’approvazione della legge 55/2005, che ha introdotto il programma nazionale di iodoprofilassi, si può dire che i risultati di questo programma di prevenzione cominciano ad essere tangibili. Dai risultati preliminari del monitoraggio relativo agli anni 2015-2019 riguardante 9 Regioni (Liguria, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Marche, Umbria, Lazio, Calabria e Sicilia) si mette in evidenza l’aumento della vendita di sale iodato nella grande distribuzione, che raggiunge il 65% di tutto il sale venduto, ma soprattutto un maggiore utilizzo di sale iodato nelle mense scolastiche (75%) a fronte di una complessiva riduzione di sale in osservanza della raccomandazione ‘poco sale ma iodato’. I dati hanno inoltre confermato la iodosufficienza in Liguria e Toscana, il netto miglioramento dello stato nutrizionale iodico di alcune aree della Sicilia e il raggiungimento della iodosufficienza in Emilia-Romagna, Marche, Lazio e Umbria. Un risultato particolarmente interessante emerso da queste analisi preliminari è che la iodosufficienza non è raggiunta solamente nelle aree urbane di riferimento ma anche nelle aree rurali interne a maggior rischio di iodocarenza, suggerendo una maggiore omogeneità dello stato nutrizionale iodico rispetto al passato. I dati attualmente a disposizione sono incoraggianti, pertanto l’obiettivo che ora va perseguito è rappresentato dalla sostenibilità della iodosufficienza appena raggiunta nel nostro Paese, affinché questa possa tradursi in una sempre maggiore riduzione delle patologie correlate alla carenza di iodio” – ha affermato Antonella Olivieri, Responsabile Scientifico OSNAMI, Osservatorio Nazionale per il Monitoraggio della Iodoprofilassi in Italia.

Il tema di quest’anno della Settimana Mondiale della Tiroide è particolarmente appropriato per i pediatri endocrinologi. Infatti, garantire una ottimale funzionalità tiroidea è importante in tutte le età della vita, ma diventa di fondamentale importanza in età pediatrica per assicurare un adeguato sviluppo psico-fisico dall’epoca prenatale fino all’adolescenza. Anche una carenza iodica di grado moderato può portare al mancato raggiungimento del potenziale intellettivo del bambino con una riduzione di 10-15 punti di quoziente intellettivo; per questo è in atto un progetto formativo sul tema della iodoprofilassi indirizzato agli insegnanti della Scuola Primaria e Secondaria. Inoltre, lo screening neonatale dell’ipotiroidismo congenito rappresenta oggi un successo consolidato nella prevenzione della disabilità mentale attraverso una diagnostica precoce di questa patologia” – ha spiegato Alessandra Cassio, Consiglio Direttivo SIEDP, Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica.

Le patologie endocrine risultano tra le più frequenti malattie croniche nell’anziano, e in particolare l’ipertiroidismo può risultare difficile da diagnosticare perché i sintomi come palpitazioni, cadute accidentali e fratture possono essere facilmente confusi con altre patologie legate all’età. Rispetto al giovane adulto, l’anziano risulta più vulnerabile alle complicanze cardiovascolari e metaboliche dell’eccesso di ormoni tiroidei e pertanto il trattamento va intrapreso tempestivamente” – ha precisato Fabio Monzani, SIGG, Società Italiana di Gerontologia e Geriatria.

L’asportazione della tiroide è un intervento sicuro ed efficace ma è un intervento delicato in quanto la ghiandola da asportare è vicina a strutture che controllano importanti funzioni come la voce e l’equilibrio del calcio nel sangue e nei tessuti. Oltre alla chirurgia tradizionale, negli ultimi anni si stanno sviluppando le tecniche mini-invasive come la MIVAT con un taglio di soli 1,5 cm nella regione del collo, la RATTS con accesso trans-ascellare robotico e la TOETVA attraverso un accesso dal cavo orale. Queste tecniche sono nate con l’obiettivo di ridurre al minimo possibile o evitare la cicatrice sul collo e i vantaggi sono principalmente estetici mentre non esistono svantaggi. Queste tecniche possono essere utilizzate in centri ad alto volume di interventi e in pazienti selezionati con tiroidi non particolarmente voluminose e con tumori che non abbiano interessato i linfonodi del collo” – ha continuato Mario Testini, Presidente SIUEC, Società Italiana Unitaria di Endocrino Chirurgia.

La medicina nucleare interviene nelle malattie della tiroide sia dal punto di vista diagnostico ad esempio per caratterizzare un nodulo con la scintigrafia, sia dal punto di vista terapeutico dopo che la tiroide è stata asportata chirurgicamente. Per gli scopi terapeutici si utilizza il radiofarmaco Iodio 131 che viene captato dalle cellule tumorali residue o da eventuali metastasi a distanza in quanto non viene distinto dallo iodio stabile; la cellula viene poi distrutta dall’interno dalle radiazioni che lo iodio radioattivo emette. I principali vantaggi di questa terapia sono due: si possono raggiungere e colpire anche micrometastasi che non sono identificabili dall’esterno e la terapia è mirata, dato che lo iodio 131 ha come bersaglio specifico le cellule della tiroide, preservando quindi quasi completamente i tessuti sani. In passato questa terapia era destinata a tutti i pazienti operati di tireoidectomia per tumore, mente ora è riservata soprattutto al trattamento post-chirurgico dei tumori a rischio intermedio-elevato di recidiva e delle forme poco differenziate” – ha affermato Maria Cristina Marzola, Consigliere AIMN, Associazione Italiana di Medicina Nucleare.

Le Associazioni dei pazienti devono offrire appoggio, orientamento, accoglienza ed assistenza ai pazienti e devono perseverare nella richiesta di uniformità delle cure per evitare i ‘viaggi della speranza’ e promuovere attività di informazione e di promozione della salute della tiroide anche attraverso la iodoprofilassi. Per tale scopo è essenziale l’attenzione alla popolazione sana al fine di diffondere la corretta informazione sugli stili di vita e attenzione ai segni, sintomi e percorsi corretti di prevenzione. Per anni si è pensato che il cardine di tale percorso dovesse essere incentrato su attività di screening di massa; oggi sappiamo, alla luce dei risultati delle più moderne ricerche scientifiche, che questa impostazione è superata poiché causa sovradiagnosi e conseguentemente un eccesso di cura” – ha concluso Anna Maria Biancifiori, Presidente CAPE, Comitato delle Associazioni dei Pazienti Endocrini.

 

 


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10 cose che fanno bene alla tiroide

Un “decalogo tiroide” che riassume le 10 cose da conoscere per prevenire e mantenere in salute questa preziosa ghiandola.

Ancora oggi, c’è chi pensa che basta una vacanza al mare per poter sospendere l’assunzione del farmaco per l’ipotiroidismo, oppure che la fonte di iodio sia l’aria che si respira in prossimità delle coste marine mentre lo iodio, così utile per il funzionamento della tiroide, si mangia e non si respira. Ci auguriamo, anche con la forza e l’ironia di queste immagini, di aiutare a fare chiarezza” – spiega Paolo Vitti, presidente della Società Italiana di Endocrinologia e coordinatore scientifico della Settimana Mondiale della Tiroide (20-26 maggio 2019).

 

Il sale iodato è amico della tiroide!

Lo iodio rappresenta il principale costituente degli ormoni prodotti dalla tiroide e la principale fonte di iodio è l’alimentazione che però, spesso, non riesce ad apportare una sufficiente quantità di questo elemento in aree di carenza iodica. Per questo motivo è necessario provvedere ad una integrazione mediante il consumo di sale iodato in modiche quantità per evitare ricadute sulla pressione arteriosa.

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Esistono diversi esami medici in grado di diagnosticare le patologie della tiroide.

Se sospetti di soffrire di disturbi alla tiroide, la prima cosa da fare è rivolgerti al tuo medico per una valutazione del quadro generale e, dopo gli opportuni accertamenti, fornirti una cura. È importante descrivere nel dettaglio tutti i tuoi sintomi in modo che il medico possa formulare una diagnosi il più possibile precisa.

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Le malattie della tiroide nei bambini possono svilupparsi prima o dopo la nascita, alcune richiedono un trattamento permanente mentre altre no.

Anche se spesso nei bambini sintomi come rallentamento della crescita staturale, stanchezza, sonnolenza e disturbi dell’umore, sono attributi alla giovane età e alla crescita., rappresentano in realtà anche i segni delle più comuni malattie della tiroide. È perciò importante che un genitore rimanga sempre in ascolto e non sottovaluti i segnali.

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Tiroide: il giusto ritmo alla tua vita

L’ormone tiroideo è essenziale per la vita di ognuno di noi poiché regola importanti processi come la regolazione del metabolismo, il battito cardiaco, il funzionamento intestinale, l’appetito, l’umore e molti altri. Per questo possiamo affermare che gli ormoni tiroidei modulano attività multiple e coordinate e permettono di mantenere le normali funzioni fisiologiche dell’intero organismo. Sono vere e proprie fonti di energia che, se ben funzionanti, danno ritmo e vitalità al nostro corpo.

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Stanchezza eccessiva? Potrebbe essere colpa della tiroide!

Questo sintomo potrebbe rappresentare un campanello di allarme riconducibile sia ad una produzione eccessiva di ormoni tiroidei (ipertiroidismo) sia ad una funzionalità ridotta di questi ultimi (ipotiroidismo). La tiroide guida la produzione di ormoni di tutto il corpo e perciò influenza tutte le funzioni dell’organismo stesso. In caso di mal funzionamento della tiroide è comune che possa insorgere un generale rallentamento o una riduzione delle funzioni corporee. Uno tra i sintomi più comuni provocati dalle diverse disfunzioni tiroidee è la stanchezza cronica.

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Lo iodio si mangia

Per poter funzionare correttamente, la tiroide necessita di un adeguato apporto nutrizionale giornaliero di iodio pari a 150 ug. Gli alimenti più ricchi di iodio sono i pesci ed i crostacei, le uova, il latte e la carne. Quantità minori sono contenute nella frutta e nella verdura.

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Fino a metà del 20° secolo l’ipotiroidismo era considerata una patologia incurabile, non veniva trattato ed era causa di morte. È importante che la tiroide ed i problemi ad essa correlati siano adeguatamente conosciuti dato che, secondo recenti stime, nel nostro paese le malattie tiroidee sono frequenti tra la popolazione (più di 6 milioni di cittadini ne sono affetti).

Questa condizione riguarda soprattutto le donne che, in età adulta, hanno il 20 per cento di possibilità in più di sviluppare problemi alla tiroide rispetto agli uomini.

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È sempre importante monitorare l’attività della tiroide, a maggior ragione in gravidanza!

Soprattutto durante la vita fetale e neonatale, la carenza di ormone tiroideo può portare a gravi conseguenze sullo sviluppo intellettivo, provocando problemi come ritardo mentale, sordomutismo e paralisi spastica. Per tale ragione, il fabbisogno di iodio è particolarmente elevato nelle donne in dolce attesa e nei bambini.

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Anche se nessuno ci pensa, c’è uno stretto collegamento tra ormone tiroideo e tono dell’umore.

Sia per quanto riguarda l’iper che l’ipotiroidismo è stato osservato che, in molti pazienti, sono presenti modificazioni comportamentali e del tono dell’umore. La corretta assunzione di specifici farmaci generalmente comporta la regressione della sintomatologia da carenza o eccesso ormonale comprese quelle sul tono dell’umore.

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La fonte principale di iodio per l’organismo umano è rappresentata dagli alimenti.

Secondo specifici studi è stato dimostrato però che la quantità media di iodio assunta normalmente con la dieta è insufficiente a soddisfare il fabbisogno giornaliero. Una delle conseguenze più frequenti delle disfunzioni tiroidee è la comparsa del gozzo che si può però cercare di combattere con l’assunzione di alimenti come il pesce, il latte e i formaggi e con l’uso di sale arricchito di iodio.

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Tutte le immagini sono di Elisa Pacitti

 


Nuove linee guida per il tumore tiroideo

Il tumore alla tiroide, seppur raro, è il tumore endocrino più frequente e riguarda circa il 5% dei noduli tiroidei, che invece sono molto comuni con una prevalenza di quasi il 50% della popolazione.

Secondo l’ultimo rapporto Airtum, nel 2017 ci sono state più di 15.000 nuove diagnosi di tumore alla tiroide e si prevede che diventerà il secondo tumore più frequente nelle donne entro il 2020. Questo aumento nel numero di diagnosi, non associato a un aumento della mortalità (nel 76% dei casi si guarisce), sembra essere associato alla sempre maggiore frequenza degli screening e alla maggiore accuratezza degli esami che permettono di scoprire i tumori di piccole dimensioni, non ancora palpabili. Questo scenario fa comprendere l’importanza di una maggiore appropriatezza delle strategie diagnostiche e terapeutiche per evitare i rischi di sovra-trattamento.

Le principali società scientifiche, l’Associazione Italiana della Tiroide (AIT), l’Associazione Medici Endocrinologi (AME), la Società Italiana di Endocrinologia (SIE), l’Associazione Italiana Medici Nucleari (AIMN), la Società Italiana Unitaria di Endocrino Chirurgia (SIUEC) e la Società di Anatomia Patologica e di Diagnostica Citologica (SIAPEC), hanno sentito l’esigenza di redigere nuove linee guida per la gestione ottimale dei noduli alla tiroide – sia benigni sia maligni – basate sulla propria consolidata esperienza, considerando la particolare situazione italiana, sia in termini di organizzazione del Sistema Sanitario Nazionale che in termini di epidemiologia.

Le nuove linee guida italiane per la patologia nodulare e il carcinoma differenziato tiroideo sono state presentate durante il 6° Thyroid UpToDate, che si è tenuto a Roma il 28 e 29 settembre scorso. L’annuale appuntamento di aggiornamento scientifico sulle patologie della tiroide è stata l’occasione per discutere e approfondire le nuove acquisizioni scientifiche, le novità terapeutiche e di gestione delle principali malattie della tiroide.

L’esigenza di un documento unitario e condiviso è condivisa da tutte le società scientifiche date le incertezze operative che derivano dalle numerose linee guida internazionali. Visto il carattere epidemico della malattia nodulare della tiroide nel nostro Paese, il documento permette di individuare i soggetti che meritano una maggiore attenzione diagnostica ed evitare di sottoporre inutilmente ad indagini invasive la maggior parte dei pazienti con noduli che non presentano elementi di preoccupazione, senza trascurare quella minoranza di soggetti che merita maggiore attenzione, presentando ad esempio noduli di dimensione maggiore, micro-calcificazioni e margini irregolari. Oltre a identificare le condizioni e le caratteristiche che meritano maggiori approfondimenti diagnostici, sono stati analizzati anche gli approcci terapeutici più appropriati. Ad esempio, nel documento si raccomanda di procedere con interventi chirurgici meno estensivi ed invasivi, confermando la nuova tendenza a prediligere interventi conservativi. Tale approccio permette di ridurre il fabbisogno di terapia sostitutiva e si associa ad una minore insorgenza di complicanze metaboliche e anatomiche. Inoltre, in assenza di caratteristiche allarmanti, si evita l’intervento quando l’analisi tra i costi e benefici per il paziente non è vantaggiosa, come nel caso di soggetti con malattie concomitanti e quindi ad alto rischio” – ha spiegato Rinaldo Guglielmi, Past President AME, Associazione Medici Endocrinologi.

Un ulteriore elemento che è emerso dal documento è l’importanza della comunicazione tra medico e paziente.

Secondo un’indagine commissionata dal Comitato delle Associazioni dei Pazienti Endocrini, 1 persona su 3 vorrebbe ricevere oltre alla diagnosi maggiori informazioni sulla malattia, sui trattamenti a disposizione e gli eventuali effetti collaterali. È importante che le principali società scientifiche endocrinologiche abbiano condiviso approcci e strategie per queste patologie e riconoscano l’importanza di informare correttamente il paziente circa le procedure a cui dovrà sottoporsi e alle possibili alternative, mettendo in evidenza i vantaggi ma anche le possibili complicazioni. Una diagnosi di tumore tiroideo è spesso associata a una crisi emotiva che, se non supportata dall’aiuto di professionisti, può protrarsi nel tempo. Alla base di questo impatto psicologico ci sono principalmente l’incertezza della prognosi, lo scarso supporto psicologico, l’impatto sulle attività lavorative e i possibili effetti collaterali dei trattamenti. Di grande significato è anche l’identificazione che le linee guida fanno dei soggetti più a rischio che permette di non creare inutili allarmismi nelle persone, fortunatamente la maggior parte, che hanno noduli che non richiedono un intervento” – ha illustrato Luisa La Colla, Presidente CAPE.

 


       

Thyroid Uptodate 2018, a Giorgio Grani il Premio Marco Attard

Durante il 6° Thyroid UpTodate 2018 è stato ricordato Marco Attard, eminente endocrinologo siciliano scomparso prematuramente nel 2017, attraverso la consegna al giovane endocrinologo Giorgio Grani del Premio promosso congiuntamente da AME Onlus, Associazione Medici Endocrinologi, e dall’Italian Thyroid Cancer Observatory (ITCO). Il premio nasce per ricordare la figura di Marco Attard quale uomo nobile e generoso e medico di grande empatia umana.

Quella di Marco Attard è una storia di Sud non come luogo geografico ma come metafora, come capacità di raccogliere una sfida e pur avendo consapevolezza dei propri mezzi e dei propri valori si scontra talvolta con la difficoltà ad esprimere e vedere riconosciuti in pienezza questi valori” – ha ricordato Piernicola Garofalo collega di Attard, con il quale ha condiviso interessi e passione professionale.

Marco Attard è stato un medico moderno e anticipatore: già 30 anni fa Marco aveva una visione del rapporto con il paziente che è quella attualmente acquisita; non solo interessato a fare diagnosi ma orientato all’esito in termini di outcome di salute e qualità di vita per il paziente. Il team, era un suo punto di forza, la capacità di fare gruppo non solo all’interno dei colleghi endocrinologi ma coinvolgendo tutte le altre figure professionali, quindi l’endocrinologo come “lievito” che si inserisce nei diversi livelli facendo crescere le conoscenze trasversali; e poi, antesignano, l’amore per l’impiego dell’ecografo. Ricordo nel 1990, alle Giornate italiane della tiroide a Palermo, Marco Attard presentò il primo lavoro sulla capacità predittiva e diagnostica dell’ecografia nelle tireopatie autoimmuni un lavoro innovativo, forse per i tempi troppo anticipatore, allora l’ecografo non veniva quasi impiegato nella tiroide. Un incontro importante fu quello con Sebastiano Filetti, presidente ITCO, suo mentore, che comprese subito la visionarietà del professionista e non ultimo l’incontro con l’AME dove il suo concetto di condivisione si è concretizzato superando tutti i limiti della storia del Sud” – conclude Garofalo.

Il lavoro di Marco continua attraverso i giovani e proprio attraverso un lavoro sull’impiego dell’ecografo nella patologia tiroidea pubblicato nel 2017 su una rivista di prestigio come Thyroid.

Lo studio aveva l’obiettivo di valutare il comportamento del tessuto tiroideo nei pazienti con almeno un nodulo tiroideo in significativa crescita volumetrica nel corso di 5 anni di monitoraggio ecografico. In tale contesto, vi erano due possibilità: in caso di patologia del tessuto tiroideo in generale, la crescita sarebbe stata a carico sia del nodulo che del tessuto tiroideo sano; oppure in caso di patologia intrinseca del nodulo, la crescita si sarebbe registrata solo a carico del nodulo. Ciò che lo studio ha documentato è che, selezionando pazienti che presentavano noduli in crescita in un solo lato della tiroide, il lato opposto non subiva alcun incremento volumetrico. Questo risultato è a favore quindi della seconda ipotesi e permette di concludere che nella maggior parte dei pazienti in monitoraggio per noduli tiroidei, la patologia è essenzialmente locale e intrinseca del nodulo e ciò suggerisce, un uso più limitato del termine “gozzo” che invece sottende una patologia diffusa della ghiandola” – illustra Giorgio Grani, endocrinologo vincitore del premio Marco Attard.

Fra i coautori del lavoro risulta proprio Marco Attard, che ha contribuito allo svolgimento dello studio presso l’Ospedale Cervello di Palermo, durante tutto il periodo di monitoraggio.

 

Grani G, et al. Thyroid. 2017;doi:10.1089/thy.2017.0201

 


Un Premio per ricordare Marco Attard

Ancora qualche giorno per partecipare alla prima edizione del Premio Marco Attard: scadranno infatti il prossimo 10 settembre i termini del Bando per il concorso per l’assegnazione di un premio a lui intitolato.

Il premio Marco Attard, promosso congiuntamente da AME Onlus e dall’Italian Thyroid Cancer Observatory (ITCO) nasce con l’intento di ricordare la figura di Marco Attard, eminente endocrinologo italiano scomparso prematuramente nel 2017. Il Premio sarà assegnato a giovani medici ricercatori nell’auspicio che la memoria di Marco Attard rappresenti un esempio ed uno stimolo per la loro futura attività professionale. Il Bando è aperto a medici ricercatori (under 40) e sarà assegnato all’autore di un articolo comparso in un database della letteratura medica internazionale nell’anno 2017 che abbia come tema il ruolo dell’ecografia del collo nella diagnostica della patologia tiroidea. L’autore deve essere di nazionalità italiana e il suo contributo alla stesura del lavoro deve essere ben valutabile” – spiega Vincenzo Toscano, Presidente AME, Associazione Medici Endocrinologi.

Il dott. Attard nel corso della sua carriera si è contraddistinto per il suo spirito pioneristico ed innovativo.

È stato, uno dei primi medici nel panorama dell’endocrinologia internazionale ad introdurre negli anni ’80 le tecniche ecografiche nella diagnostica dei noduli tiroidei benigni e maligni: oggi l’ecografia del collo è al centro di tutti i protocolli diagnostici tiroidei promossi dalle linee guida internazionali. È stato autore di studi sulla patologia tiroidea che hanno influenzato e che tuttora influenzano la pratica clinica internazionale. Ha contribuito alla creazione dell’ITCO, una rete di Centri impegnati nella gestione della patologia nodulare tiroidea benigna e maligna, con l’obiettivo di creare un terreno condiviso di confronto e di promozione della ricerca scientifica e dell’assistenza clinica. Ha avuto ruoli di rilievo nel comitato direttivo e scientifico dell’AME” – ricorda il prof. Sebastiano Filetti, Presidente ITCO.

Il dottor Attard ha sempre creduto nel ruolo dei pazienti per i pazienti e ha concorso nel fondare una delle più antiche associazioni di pazienti affetti da patologie tiroidee (ATTA), nella quale ha operato durante tutta la sua vita professionale”  – come ricorda Luisa La Colla, presidente CAPE, Comitato delle Associazioni dei Pazienti Endocrini.

I candidati al premio dovranno inviare il lavoro con firma originale del proponente via e-mail alla segreteria AME (segreteria@associazionemediciendocrinologi.it)

La Commissione giudicatrice è composta da: Prof. Cosimo Durante, Dottor Andrea Frasoldati, Dottor Piernicola Garofalo e dal Dottor Enrico Papini.

Il Premio, di 3.000 Euro, sarà consegnato nel corso del prossimo evento 6° Thyroid UpTodate 2018 “Linee Guida e Pratica Clinica” che si terrà a Roma il 28 e 29 settembre 2018.

 


Carenza di iodio: una minaccia allo sviluppo cerebrale nei bambini

Lo iodio è un micronutriente essenziale che ricaviamo dall’acqua e dagli alimenti che assumiamo ed è necessario per la produzione degli ormoni tiroidei, importanti regolatori del metabolismo per la crescita e lo sviluppo. Durante la gravidanza, le donne hanno un maggiore bisogno di iodio, spesso non sufficientemente assunto attraverso l’alimentazione. Persino una minima carenza di iodio può compromettere le funzioni neurocognitive e ridurre il QI dei loro bambini; nonostante ciò, molte mamme non sono consapevoli delle conseguenze che il basso livello di iodio può avere sulla salute dei loro bambini.

Secondo gli esperti, in molti Paesi europei con programmi assistenziali che prevedono la fortificazione del sale da cucina con iodio, fino al 50% dei neonati sono comunque esposti ad una lieve carenza iodica e pertanto il loro potenziale cognitivo è a rischio. Mentre una moderata diminuzione del QI può colpire negativamente gli individui, che potrebbero avere problemi di apprendimento e non riuscire a sviluppare adeguatamente le loro piene potenzialità, la riduzione del QI a livello di popolazione potrebbe influenzare la performance economica di interi Paesi.

Nonostante siano ormai noti gli importanti effetti negativi sulla salute causati da carenza di iodio che gravano sui sistemi sanitari, i programmi di prevenzione per queste malattie ricevono poca attenzione da parte dei decisori politici, degli opinion leader e dei cittadini Europei.

È da sottolineare che la carenza di iodio può essere evitata, in modo economicamente vantaggioso, dalla fornitura di cibo fortificato. Da diversi anni, l’OMS ritiene importante un monitoraggio sistematico per eliminare la carenza di iodio in Europa, ma purtroppo soltanto otto paesi dell’UE osservano questa norma minima per affrontarla.

Il 17 aprile 2018, i ricercatori europei si sono riuniti e hanno presentato i loro studi sulle malattie da carenza di iodio sotto l’organizzazione Horizon2020 research and innovation action EUthyroid (Project ID: 634453), preoccupati dello scarso impegno da parte dei decisori politici. Il consorzio ha quindi avviato un appello che coinvolga tutte le parti interessate per richiamare l’attenzione dei decisori politici, delle Istituzioni e della comunità medico-scientifica per assicurare delle strategie concrete per prevenire le malattie da carenza iodica in tutta Europa. Obiettivo della Dichiarazione di Cracovia è infatti l’eliminazione della carenza iodica, e attraverso la quale gli esperti chiedono:

  • Metodi di prevenzione: le autorità e i decisori politici dovrebbero armonizzare l’obbligatorietà del sale arricchito di iodio per assicurare un libero scambio di cibi fortificati in Europa. Allo stesso modo, il cibo per animali richiede l’approvazione di normative per assicurare un libero scambio nell’UE.

  • Controlli di prevenzione: i governi nazionali e le autorità sanitarie dovrebbero uniformare il monitoraggio e valutare i programmi di fortificazione con iodio a intervalli prestabiliti per assicurare l’apporto ottimale di iodio.

  • Sostegno alla prevenzione: gli scienziati, insieme alla sanità pubblica, alle organizzazioni di pazienti, all’industria e al pubblico, dovrebbero appoggiare le misure necessarie per assicurare che i programmi di prevenzione delle malattie dovute alla carenza iodica siano sostenibili, considerando l’ambiente e una maggiore consapevolezza sociale anche su questo argomento.

I firmatari della Dichiarazione di Cracovia sullo Iodio chiedono il sostegno dell’Europa per raccogliere le risorse e le competenze per assicurare che le malattie dovute alla carenza di iodio vengano eliminate.

Per firmare la Dichiarazione: www.iodinedeclaration.eu

 

Sostenitori

Henry Völzke (Coordinatore EUthyroid, University Medicine Greifswald)

“Nel progetto EUthyroid, sovvenzionato dall’Unione Europea, i ricercatori hanno ricevuto fondi rilevanti con l’obiettivo di rafforzare i programmi per la prevenzione delle malattie dovute alla carenza di iodio. I ricercatori ora chiedono che gli stakeholder utilizzino questi fondi affinché si arrivi ad un monitoraggio armonizzato di iodio. Per cui, con la Dichiarazione di Cracovia sullo Iodio si sollecitano i governi nazionali e i responsabili della salute pubblica a prendere consapevolezza delle loro responsabilità per informare i loro cittadini sull’apporto adeguato di iodio, invece di basarsi sui scienziati e altri stakeholder. Questo è l’unico modo per debellare le malattie dovute alla carenza di iodio in Europa”

John Lazarus (Iodine Global Network, IGN)

“È un privilegio per l’IGN far parte di EUthyroid. Lo scopo dell’IGN è assicurare la quantità ottimale di iodio nel mondo, e in Europa. Il lavoro di EUthyroid ha chiaramente dimostrato le carenze i molti Paese, ma anche la mancanza di un monitoraggio consistente dello stato dello iodio. L’IGN sostiene le conclusioni di EUthyroid e, non solo sollecita i governi e i responsabili della sanità a sostenere l’apporto nutrizionale adeguato di iodio, ma promuove anche programmi per raggiungere questo obiettivo.”

Alicja Hubalewska-Dydejczyk (Jagiellonian University Medical College)

“L’introduzione obbligatoria di iodoprofilassi, basata principalmente sull’uso domestico di sale iodato (1997), ha migliorato in modo significativo l’apporto nutrizionale di iodio in Polonia e ha avuto un importante impatto sulla salute. I continui e veloci cambiamenti delle condizioni ambientali e dei comportamenti nutrizionali fanno sì che ci sia una necessità urgente di rendere effettivo il programma di monitoraggio dello iodio a lungo termine e di controllare la iodoprofilassi secondo i bisogni. Lo studio pilota, iniziato nella seconda parte del 2017 in Polonia, ha dimostrato che le popolazioni sensibili, quali donne in gravidanza e bambini, richiedono particolari attenzioni da parte degli endocrinologi e dei decisori della sanità per assicurare il giusto apporto di iodio.”

Attilio Caligiani (World Iodine Association, WIA)

“La Dichiarazione di Cracovia sullo Iodio rappresenta la base di un approccio multi-stakeholder per implementare una strategia armonizzata e coordinata per affrontare le malattie dovute alla carenza di iodio ad un livello globale. La World Iodine Association (WIA) riconosce e sostiene il prezioso lavoro eseguito da EUthyroid. È la base per sviluppare misure efficaci per migliorare e ottimizzare l’apporto di iodio in Europa in collaborazione con le autorità nazionali ed europee, crea, inoltre, una consapevolezza tramite le organizzazioni di pazienti, la comunità medica e l’industria.”

Ashok Bhaseen (Presidente, Thyroid Federation International)

“La Dichiarazione di Cracovia sullo Iodio sviluppata da EUthyroid rappresenta un passo importante nella prevenzione delle malattie dovute alla carenza di iodio, tramite un approccio multi-stakeholder. La Thyroid Federation International (TFI), come organizzazione dei pazienti, sostiene l’importante lavoro di EUthyroid.  La TFI crede sia fondamentale aumentare la consapevolezza del pubblico tramite promozioni e campagne.  Misure congiunte, della comunità medica e dell’industria, rafforzeranno sicuramente questa causa e porteranno l’UnioneEuropea ad una maggior sensibilità su questo importante tema. Un bel passo in avanti, insieme.”

Greg S. Garrett (Global Alliance for Improved Nutrition, GAIN)

“La GAIN è onorata di lavorare insieme ai delegati di circa 20 Paesi per migliorare l’apporto nutrizionale dello iodio. Oggi, per via degli sforzi fatti nel mondo, le malattie dovute alla carenza di iodio stanno rapidamente diminuendo. Tuttavia, anche in Europa, il basso consumo di iodio persiste. Noi sosteniamo la Dichiarazione di Cracovia sullo Iodio con la speranza che possa portare i decisori politici in tutta Europa ad attivare una politica basata su iniziative per la prevenzione della carenza di iodio, quali l’aggiunta di iodio nel sale a livello universale.

 

Per saperne di più

  • EUthyroid, comprende 31 partner di 27 diversi Paesi e con un budget di € 3 milioni fornisce un contributo significativo per analizzare lo stato delle misure di prevenzione per la carenza di iodio in Europa. Il consorzio di ricerca EUthyroid – Verso un’Europa EUthyroid (# 634453) – rientra tra le 67 proposte di ricerca che sono state sovvenzionate con successo, tra le circa 2200 proposte sottoposte nel primo bando del Framework Programme of the European Commission: Horizon2020.
  • Iodine Global Network (IGN), include più di 100 coordinatori regionali e nazionali e agenzie associate coinvolte nel debellare la carenza di iodio. L’IGN lavora insieme a OMS e UNICEF e sostiene i settori pubblici, privati, accademici e civili nello sviluppo e nella realizzazione di programmi mondiali e nazionali per la prevenzione di malattie della tiroide.
  • Jagiellonian University Krakow, è il più antico istituto di studi superiori in Polonia e uno dei più antichi in Europa. È stato fondato il 12 maggio 1364 dal Re polacco Casimiro il Grande. Oggi, l’Università Jagiellonian racchiude 16 Facoltà, nelle quali quasi 4000 accademici svolgono ricerca e insegnano ad oltre 40mila studenti in più di 80 campi di studio. I ricercatori illustri e le infrastrutture all’avanguardia fanno sì che l’Università sia uno dei più importanti istituti scientifici in Polonia che collabora con importanti centri accademici in tutto il mondo.

 


Tiroide è energia: centralina dell’organismo

La tiroide è una ghiandola molto piccola che produce però un ormone importantissimo per tutto il corpo, la tiroxina. Possiamo dire che la tiroide è la ‘centralina’ che regola l’energia di tutto il nostro organismo svolgendo una serie di funzioni vitali come la regolazione del metabolismo, la produzione di calore, il controllo del ritmo cardiaco, lo sviluppo del sistema nervoso, l’accrescimento corporeo, la forza muscolare e molto altro. Quest’anno il tema della Settimana Mondiale della Tiroide, organizzata con il patrocinio dell’Istituto Superiore di Sanità e presentata oggi al Ministero della Salute è “TIROIDE È ENERGIA” e ha l’obiettivo di sensibilizzare la popolazione in merito ai problemi connessi alle malattie della tiroide e alla loro prevenzione: sono infatti oltre 6 milioni gli italiani con un problema a questa ghiandola che, quando non funziona correttamente, si riflette sul funzionamento di tutto il corpo e, per tale motivo, occorre non trascurare alcuni campanelli d’allarme rivolgendosi al proprio medico in ogni caso di dubbio” – ha spiegato Paolo Vitti, Presidente SIE, Società Italiana di Endocrinologia, coordinatore e responsabile scientifico della Settimana Mondiale della Tiroide.

Se la tiroide è energia, le malattie della tiroide hanno un importante impatto su tutti gli aspetti della nostra vita quotidiana. La malattia della tiroide più frequente è la tiroidite di Hashimoto, infiammazione cronica autoimmune, che può presentarsi a tutte le età. Molto subdola è la forma post-partum che, condizionando l’umore e il benessere della neo-mamma, viene frequentemente scambiata per depressione e non trattata. Il campanello d’allarme della ridotta funzione della tiroide è proprio il facile affaticamento, il tono depresso dell’umore, l’anemia e la caduta dei capelli. Tuttavia questi sintomi sono comuni a molte altre patologie ed è quindi importante creare cultura e sensibilità su questa ghiandola per poter fare diagnosi precoci. Esiste anche una malattia della tiroide da eccesso di funzione, l’ipertiroidismo, che sprigiona il massimo dell’energia dal nostro organismo spingendo sull’acceleratore della funzione di tutti gli organi con un bilancio spesso negativo a discapito del peso e perdita di massa muscolare” – ha affermato Vincenzo Toscano, Presidente AME, Associazione Medici Endocrinologi.

Una volta scoperte, le malattie della tiroide, sono in genere molto ben curabili col ripristino di una normale qualità della vita. Le terapie si possono avvalere dell’ormone tiroideo sintetico nel caso dell’ipotiroidismo, di farmaci tireostatici nel caso dell’ipertiroidismo e della terapia chirurgica nel caso di noduli tiroidei o del cancro” – ha continuato Furio Pacini, Presidente AIT, Associazione Italiana della Tiroide.

Il modo più efficace per prevenire le malattie della tiroide è assumere iodio in quantità adeguate, poiché questo elemento è il costituente essenziale degli ormoni tiroidei. Il fabbisogno quotidiano stimato di iodio è di 150 microgrammi per gli adulti, 90 per i bambini fino a 6 anni, 120 per i bambini in età scolare e 250 per le donne in gravidanza e durante l’allattamento. L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda, quindi, l’utilizzo di sale iodato e, se necessario, una quantità supplementare di iodio tramite l’assunzione di integratori, in special modo durante la gravidanza e l’allattamento” – ha spiegato Massimo Tonacchera, Segretario AIT, Associazione Italiana della Tiroide.

A 13 anni dall’approvazione della legge 55/2005, che ha introdotto il programma nazionale di iodoprofilassi, lo stato nutrizionale iodico degli italiani è sicuramente migliorato. I dati più incoraggianti riguardano il TSH neonatale, ovvero il marcatore che viene utilizzato nello screening neonatale dell’ipotiroidismo congenito che indica lo stato nutrizionale iodico della popolazione dei neonati e, indirettamente, delle loro madri. Grazie alla collaborazione dei centri di screening neonatale regionali e interregionali sul territorio, oggi sappiamo che, nonostante si sia ancora lontani dagli obiettivi fissati dall’OMS che indicano nella soglia massima del 3% di valori elevati di TSH neonatale (> 5,0 mU/L) l’indice di iodosufficienza, il trend è molto positivo, con una diminuzione del 10% negli ultimi due anni e del 17,2% dal 2004 ad oggi (6,4% nel 2004; 5,9% nel 2015; 5,3% nel 2017). Questi dati, anche se incoraggianti, suggeriscono che ulteriori sforzi devono essere fatti per garantire la corretta assunzione di iodio in gravidanza, al fine di scongiurare gli effetti negativi sullo sviluppo neuropsichico dei neonati che possono essere causati anche da una carenza iodica lieve” – ha affermato Antonella Olivieri, Responsabile Scientifico OSNAMI, Osservatorio Nazionale per il Monitoraggio della Iodoprofilassi in Italia.

Una normale funzione tiroidea, importante in tutte le età della vita, diventa fondamentale in età pediatrica per assicurare un adeguato sviluppo psico-fisico dall’epoca prenatale fino all’adolescenza. Anche una carenza iodica di grado moderato può portare al mancato raggiungimento del potenziale intellettivo del bambino con una riduzione di 10-15 punti di quoziente intellettivo; per questo è in atto un progetto formativo sul tema della iodoprofilassi indirizzato agli insegnanti ella Scuola Primaria e Secondaria. Inoltre, lo screening neonatale dell’ipotiroidismo congenito rappresenta oggi un successo consolidato nella prevenzione della disabilità mentale attraverso una diagnostica precoce di questa patologia” – ha continuato Ivana Rabbone, Vicepresidente SIEDP, Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica.

Le patologie endocrine risultano tra le più frequenti malattie croniche nell’anziano e in particolare l’ipertiroidismo può risultare difficile da diagnosticare perché i sintomi come palpitazioni, cadute accidentali e fratture possono essere facilmente confusi con altre patologie legate all’età. Rispetto al giovane adulto, l’anziano risulta più vulnerabile alle complicanze cardiovascolari e metaboliche dell’eccesso di ormoni tiroidei e pertanto il trattamento va intrapreso tempestivamente” – ha precisato Fabio Monzani, SIGG, Società Italiana di Gerontologia e Geriatria.

L’asportazione della tiroide è un intervento sicuro ed efficace ma è un intervento delicato in quanto la ghiandola da asportare è vicina a strutture che controllano importanti funzioni come la voce e l’equilibrio del calcio nel sangue e nei tessuti. Le complicazioni sono molto rare ma quando si verificano sono molto serie. Ne deriva che la scelta della tiroidectomia deve essere attenta e ponderata. Le nuove conoscenze derivate dalla clinica e dagli studi stanno determinando un cambiamento nell’atteggiamento chirurgico che nei prossimi anni sarà meno aggressivo e nei casi di basso rischio sarà anche solo un atteggiamento ‘osservazionale’ evitando l’intervento. Negli ultimi anni la chirurgia tiroidea è diventata da un lato sempre più conservativa e dall’altro sempre più personalizzata per il singolo paziente, basandosi sui fattori di rischio clinico e genetico” – ha continuato Luciano Pezzullo, SIUEC, Società Italiana Unitaria di Endocrinochirurgia.

Attualmente, la medicina personalizzata sta assumendo un’importanza sostanziale nella clinica per aumentare l’efficacia delle terapie ed evitare trattamenti non necessari e dispendiosi. La cosiddetta ‘teranostica’ (dalle parole ‘terapia’ e ‘diagnostica’) rappresenta una nuova frontiera della medicina che, facendo uso delle informazioni ottenute dalle immagini mediche, è in grado di indirizzare e personalizzare uno specifico approccio terapeutico nel singolo paziente. A questo scopo, la medicina nucleare prevede l’uso di molecole, come il radioiodio, per il ‘targeting’ molecolare che possono essere usate sia per la diagnosi che per la terapia di diverse patologie come i carcinomi tiroidei” – ha affermato Maria Cristina Marzola, Consigliere AIMN, Associazione Italiana di Medicina Nucleare.

La nuova medicina di precisione o personalizzata basata sulle differenze individuali, sulla variabilità genetica, su quella dovuta all’ambiente, dallo stile di vita e addirittura dalla personalità dei singoli individui consente oggi al paziente di partecipare attivamente al proprio percorso terapeutico collaborando con tutti i professionisti coinvolti. In questo contesto è sempre più importante l’attività di informazione su stili di vita corretti e percorsi di prevenzione svolta dalle associazioni dei pazienti. Per la prevenzione delle malattie della tiroide non è necessario attuare programmi di screening ecografico generalizzato che portano a sovra-trattamento e costi non necessari, ma puntare su una corretta e capillare attività di informazione sulla popolazione ‘sana’” – ha concluso Luisa La Colla, Presidente CAPE, Comitato delle Associazioni dei Pazienti Endocrini.

La Settimana Mondiale della Tiroide, che si svolgerà dal 21 al 27 maggio, organizzata con il patrocinio dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), è promossa da Associazione Italiana della Tiroide (AIT), Società Italiana di Endocrinologia (SIE), Associazione Medici Endocrinologi (AME), Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica (SIEDP), Associazione Italiana Medici Nucleari (AIMN), Società Italiana Unitaria di Endocrino Chirurgia (SIUEC), Società Italiana di Gerontologia e Geriatria (SIGG) insieme al Comitato delle Associazioni dei Pazienti Endocrini (CAPE) e il supporto della European Thyroid Association (ETA).

La Settimana Mondiale della Tiroide è sostenuta con un contributo incondizionato da Eisai, Esaote, IBSA Farmaceutici Italia, Merck Serono e Sanofi Genzyme.

In Italia saranno organizzate diverse iniziative di screening e incontri informativi sulle patologie tiroidee; per informazioni è possibile consultare il sito www.settimanamondialedellatiroide.it e la pagina Facebook dedicata “Settimana Mondiale della Tiroide”. 

 



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