1° ottobre 2016, Terza Giornata Mondiale dell’Orticaria “#Never Give Up” Segui il tuo istinto e non smettere di lottare!

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L’orticaria è una patologia seria che colpisce improvvisamente e a volte senza alcun motivo apparente, provocando un profondo disagio in chi ne soffre. Per incoraggiare i pazienti a non arrendersi e tornare a sentirsi bene nelle propria pelle, tutte le attività digital della Terza Giornata Mondiale dell’Orticaria, che si svolgerà oggi, 1° ottobre, saranno ispirate al messaggio “Never Give Up (letteralmente, Non smettere di lottare).

L’obiettivo della Giornata a livello globale è quello di fare informazione su una patologia, l’orticaria cronica spontanea (CSU, Chronic Spontaneous Urticaria), ancora troppo sottovalutata. Proprio per questo motivo, in Italia Novartis, con il Patrocinio di FederASMA e ALLERGIE Onlus, prevede attività di sensibilizzazione attraverso i social network e il proprio sito www.lapelleconta.it.

In particolare, i canali Facebook e Instagram “La Pelle Conta” ospiteranno la campagna “Non smettere di lottare contro l’orticaria. Segui il tuo istinto e riprenditi la pelle che ti appartiene.

I protagonisti di questa campagna social sono infatti alcuni animali che “indossano” una pelle che non appartiene loro, ripresi nel momento in cui riescono a liberarsene. Una metafora della necessità che hanno i pazienti colpiti da orticaria cronica spontanea di riappropriarsi delle propria pelle per tornare ad essere se stessi e condurre una vita serena, liberandosi dai sintomi grazie ad un’adeguata gestione della malattia e ad un trattamento corretto.

Nell’ambito della Giornata Mondiale dell’Orticaria, FederASMA e ALLERGIE Onlus organizza due appuntamenti, uno a Milano e uno a Roma.

Nel capoluogo lombardo, si terrà l’iniziativa “ALLERgiocando” – Respirando salute nel parco…di Milano. L’evento è organizzato presso i Giardini Indro Montanelli dalle associazioni BAM! Bimbi Allergici a Milano Onlus e RespiriAmoMisurina Onlus, con il Patrocinio del Comune di Milano e la collaborazione dell’Accademia “D” di Danza.

Nel corso della mattina si terranno attività informative, spirometrie gratuite, dimostrazione di come si pratica una rianimazione cardiopolmonare pediatrica e saranno dispensati consigli per attuare le corrette tecniche di disostruzione. Nel pomeriggio, dalle ore 14.00 alle ore 18.30, spazio a lezioni propedeutiche alla danza moderna e all’hip hop per bambini di età compresa tra i 6 e i 15 anni. Il tutto all’insegna della prevenzione e dello sport.

Nella Capitale, invece, lunedì 3 ottobre, dalle ore 10.00 alle ore 13.00, presso l’atrio principale dell’Istituto Dermatologico San Gallicano – IFO, FederAsma e Allergie e l’Associazione ALAMA con il Professor Antonio Cristaudo, Responsabile Dermatologia Allergologica ISG, saranno presenti per rispondere ai quesiti dei pazienti. Ospite d’eccezione l’attore Gigi Miseferi.

FederASMA e ALLERGIE Onlus è comunque operativa in tutta Italia: a partire dal 3 ottobre alcune delle associazioni aderenti alla Federazione distribuiranno materiale informativo sulla patologia nei centri specializzati. Tutte le persone interessate possono avere maggiori informazioni all’indirizzo mail numeroverde@federasmaeallergie.org.

L’orticaria cronica spontanea ha un impatto notevole sulla qualità di vita delle persone che ne soffrono. Le macchie rilevate presenti sulla pelle e il prurito intenso accompagnano la vita di tutti i giorni, come sensazioni di disagio e imbarazzo. Questi pazienti non conoscono la causa dei propri sintomi e tutto questo causa una forte frustrazione. Inoltre, i pazienti  affetti da orticaria cronica spontanea sono più soggetti a crisi depressive, soffrono spesso di ansia e di insonnia; tutto questo influenza la loro capacità di concentrazione e il rendimento lavorativo. Negli ultimi anni, la ricerca scientifica ha fatto eccezionali progressi permettendo alla maggior parte di questi pazienti di ridurre o risolvere anche in breve tempo tutti i sintomi, migliorando, in tal modo, in maniera significativa,  la loro qualità di vita” – afferma il Professor Eustachio Nettis del Centro di Riferimento Regionale per le Malattie Allergiche e Immunologiche dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Policlinico di Bari.

Per ribadire che l’orticaria non è solo una patologia cutanea verrà inoltre diffuso su Facebook un video dal titolo “L’orticaria non è solo una questione di pelle”, che racconta le principali difficoltà che devono affrontare ogni giorno quanti sono affetti da Orticaria Cronica Spontanea: dai pomfi al prurito, fino all’insonnia e alle sensazioni di disagio e imbarazzo.

Un altro strumento utile ai pazienti per trovare informazioni sull’orticaria e sui possibili trattamenti è il sito www.lapelleconta.it, un portale su cui trova spazio, tra l’altro, un elenco di Centri presenti in tutta Italia per la diagnosi e la cura dell’Orticaria Cronica Spontanea.

Altre utili informazioni sono presenti sul sito della Federazione delle Associazioni di pazienti www.federasmaeallergieonlus.org

L’unica lotta che si perde è quella che si abbandona!”. Così il Premio Nobel per la Pace, Rigoberta Menchú.

GAS Communication

Tumori della pelle: informazione e prevenzione fondamentali per le categorie a rischio

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Vivere o lavorare sotto al sole aumenta il rischio di sviluppare tumori della pelle, melanoma e non. Tutta la popolazione, e in particolare le persone maggiormente esposte al sole per motivi professionali, deve essere sensibilizzata sui rischi dei raggi ultravioletti e sull’importanza di sottoporsi con regolarità a visite dermatologiche.

A confermarlo, i risultati della campagna nazionale di prevenzione “L’amore per il mare è nella nostra pelle” nell’ambito della quale è stata condotta un’attività di screening dermatologico che ha coinvolto 921 tra donne e uomini della Marina Militare con un risultato di 217 casi riscontrati di cheratosi attiniche, pari al 23,5% del campione esaminato.

La grande adesione del personale della Marina Militare ha permesso, oltre che di effettuare un’opera di sensibilizzazione, anche di giungere alla diagnosi di casi di lesioni da cheratosi attiniche e di altri tumori della pelle non ancora giunti all’osservazione degli specialisti.

La campagna “L’amore per il mare è nella nostra pelle” è stata promossa dalla Società Italiana di Dermatologia Allergologica Professionale e Ambientale (SIDAPA) come progetto pilota in Puglia, ed è proseguita a livello nazionale grazie alla Società Italiana di Dermatologia (SIDeMaST), in entrambi i casi insieme alla Marina Militare e con il sostegno incondizionato di LEO Pharma, azienda multinazionale leader in Dermatologia.

I risultati sono stati presentati il 21 settembre scorso a Roma in conferenza stampa alla presenza dei promotori della campagna e dell’On. Domenico Rossi, Sottosegretario di Stato del Ministero della Difesa e di Antonio Federici, Dirigente Medico della Direzione Generale Prevenzione Sanitaria del Ministero della Salute.

La SIDeMaST ha tra gli scopi principali quello di promuovere la cultura della prevenzione e di ampliare la conoscenza di tutte le patologie cutanee per questo abbiamo ritenuto strategico promuovere il prosieguo della campagna nazionale sui tumori della pelle “L’amore per il mare è nella nostra pelle”, avviata da SIDAPA in Puglia, con un partner di pregio come la Marina Militare e con il supporto di LEO Pharma. Nonostante in questi ultimi anni siano state svolte numerose campagne informative per aumentare la consapevolezza delle persone sulla pericolosità del melanoma e sui corretti approcci per prevenirlo e diagnosticarlo, molto resta ancora da fare. In particolare tutto ciò è importante, non solo per il melanoma, ma soprattutto per i tumori non melanoma” – ha dichiarato Ketty Peris, Professore Ordinario di Dermatologia e Direttore della Clinica Dermatologica dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma.

Gli uomini e le donne di mare si sono sottoposti a visita dermatologica gratuita dopo essere stati informati sulle principali patologie cutanee attraverso incontri educazionali ospitati nelle sedi della Marina Militare: a Taranto il 19 gennaio 2016 all’Ospedale Militare, a Bari il 16 febbraio presso la Capitaneria di Porto, a Brindisi nella Caserma Carlotto il 18 febbraio, a Napoli nella Base Navale il 14 giugno, a La Spezia, presso il Comprensorio Bruno Falcomatà e a Roma, nella Caserma Grazioli Lante, il 15 giugno, per concludersi ad Augusta il 23 giugno presso il Comprensorio Terravecchia Marisicilia.

L’Ispettorato di Sanità della Marina Militare ha accolto con grande favore la proposta delle due società scientifiche, SIDAPA prima e SIDeMaST poi, di organizzare questa importante campagna di screening e ne ha pubblicizzato da subito sui canali interni di informazione la realizzazione al fine di coinvolgere e sensibilizzare il personale a partecipare agli eventi che sono stati organizzati presso le infermerie presidiarie della Marina e con il coinvolgimento degli Ufficiali medici specialisti in Dermatologia, implementando così una delle principali mission della Sanità di Marina, e cioè di fare informazione e prevenzione” – ha dichiarato Enrico Mascia, Capo del Corpo Sanitario della Marina Militare.

Il progetto pilota in Puglia si è reso possibile grazie all’impegno e alla sensibilità di SIDAPA.

La nostra Società Scientifica si occupa di problemi dermatologici e allergologici legati a motivi professionali e ambientali dal momento che è ben nota la correlazione tra esposizione ai raggi ultravioletti e insorgenza di tumori della pelle, abbiamo deciso di farci promotori di una campagna che mettesse in risalto l’importanza di proteggere la pelle e di fare prevenzione attraverso la sensibilizzazione delle categorie a rischio. È necessario, infatti, attuare screening per individuare le lesioni che possono trasformarsi in forme maligne e il cui sviluppo è favorito proprio nei soggetti a rischio. Per questa ragione la scelta di fare prevenzione è caduta su una categoria professionale come quella del personale della Marina, che per la peculiare attività lavorativa all’aria aperta è particolarmente esposta alle radiazioni solari” – ha sostenuto Caterina Foti, Presidente SIDAPA.

A seguito del successo riscontrato negli screening pugliesi SIDeMaST ha deciso di estendere l’iniziativa a livello nazionale con l’obiettivo di avere dei dati rilevanti sull’incidenza dei tumori della pelle in una categoria particolarmente a rischio.

In generale sono stati diagnosticati alcuni casi di tumore della pelle, ma l’aspetto sicuramente nuovo e importante che è emerso da questa campagna è che la percentuale di cheratosi attiniche nella popolazione della Marina Militare è il 23,5% questo dato è molto superiore rispetto a quello che conoscevamo fino a poco tempo fa, ed è in linea con quanto recentemente riscontrato in alcuni studi sulla popolazione italiana. Tutto ciò significa che occorre ancora molto lavoro d’informazione, prevenzione e cura sulla cheratosi attinica, che di fatto è una lesione tutt’ora molto sottovalutata e sotto-diagnosticata” – ha sottolineato la professoressa Peris.

In particolare nel personale di Marina coinvolto nello screening sono stati riscontrati fino a 5 focolai di cheratosi attinica nel 21,7% dei casi mentre nell’1,8% il numero delle lesioni attiniche ha superato la soglia delle 5 unità. Gli individui più a rischio sono risultati quelli con fototipo chiaro, tendenza alle ustioni solari, che non si abbronzano o si abbronzano poco. Le lesioni attiniche più gravi e avanzate sono state riscontrate nei soggetti più anziani che svolgevano da molti anni l’attività professionale che li espone ai raggi ultravioletti. Notevole anche la prevalenza dei segni di invecchiamento cutaneo (macchie, cheratosi seborroica, rughe profonde ed elastosi) rilevati in oltre il 40% del campione.

La cheratosi attinica rappresenta il secondo tumore della pelle per diffusione ed è in costante aumento soprattutto tra le categorie che per motivi professionali o per hobby si espongono al sole. Si tratta di una forma tumorale cutanea in situ che può evolvere in forme tumorali maligne e invasive come il carcinoma squamocellulare ed è causata dagli UVB dei raggi solari che inducono mutazioni specifiche nel DNA delle cellule cutanee.

La campagna “L’amore per il mare è nella nostra pelle” ha ricevuto il sostegno non condizionato di LEO Pharma, multinazionale danese specializzata in ambito dermatologico, che ha come obiettivo quello di aiutare le persone ad avere una pelle più sana. In oltre 100 anni di attività l’azienda ha sviluppato un portfolio di prodotti per la cura della psoriasi, della cheratosi attinica, delle infezioni cutanee, della dermatite atopica e dell’acne.

Nel caso di tumori melanoma e non, come la cheratosi attinica, la conoscenza è pressoché nulla e la cultura della prevenzione e della diagnosi precoce è ancora molto scarsa per questo in LEO Pharma siamo fieri di aver sostenuto la campagna L’amore per il mare è nella nostra pelle, che in questi mesi, grazie all’alta competenza delle società scientifiche promotrici, SIDAPA prima, e SIDeMaST poi, e al coinvolgimento e disponibilità della Marina Militare, ha sicuramente contribuito a divulgare il tema della prevenzione e la conoscenza dei tumori della pelle e dei danni causati dall’esposizione solare incongrua e reiterata” – ha affermato Paolo Cionini, General Manager di LEO Pharma Italia.


PRO Format Comunicazione

La creatività è contagiosa. La psoriasi no. Nasce ClearSkin Lovers

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“La pelle è il tuo vestito più bello”.

E’ il messaggio con cui Novartis e l’Istituto Europeo di Design (IED) lanciano ClearSkin Lovers, un progetto che vuole richiamare l’attenzione del pubblico sulla psoriasi e sfatare i falsi miti legati alla sua contagiosità. Per chi convive con questa patologia si apre una prospettiva nuova: avere una pelle “pulita”, libera del tutto o quasi del tutto da lesioni, ovvero una “Clear Skin”.

Vestirsi è un gesto che si compie ogni giorno; a volte distrattamente, altre volte programmandolo con grande cura e anticipo, come quando si ha un’occasione speciale. C’è un “vestito” però che non si toglie mai: la pelle. Un abito di cui ci si deve prendere cura, sempre, in particolare quando porta i segni di una patologia.

ClearSkin Lovers è un’iniziativa di sensibilizzazione che lega a doppio filo il concetto di pelle libera dalle lesioni della psoriasi (Clear Skin) e il mondo creativo della moda.

Un doppio filo che si traduce in un coinvolgimento a doppio livello. Off line negli atelier di moda dello IED attraverso un contest creativo per gli studenti chiamati a creare abiti e accessori che amano la pelle. On line sul sito www.lapelleconta.it e sulle relative pagine Facebook e Instagram con un concorso per il pubblico che può interagire con gli studenti in gara, ispirandoli nella creazione dei modelli con foto e commenti sugli abiti, tessuti preferiti e sui must-have del guardaroba ClearSkin Lovers.

Duplice è anche l’assegnazione di premi. Due borse di studio per i due giovani stilisti che realizzeranno i migliori bozzetti. Per l’utente del pubblico che avrà contribuito in modo più attivo e creativo al dialogo con gli studenti, il premio sarà un master formula week-end, a scelta tra quelli attivati da IED.

Abbiamo ideato ClearSkin Lovers per parlare sì di psoriasi ma soprattutto per dire che una pelle libera dalle lesioni ora è possibile. Siamo convinti che questa iniziativa contribuisca a ridurre i pregiudizi nei confronti delle persone con psoriasi e continuiamo a lavorare a fianco di A.DI.PSO. e delle società scientifiche investendo in ricerca per fornire ai pazienti nuove opportunità terapeutiche” – ha spiegato Gaia Panina, Head of Immunology & Dermatology Franchise di Novartis.

Siamo quotidianamente impegnati a combattere i pregiudizi: in particolare il tema della contagiosità. Abbiamo quindi aderito con piacere a questo progetto perché il gesto quotidiano del vestirsi è un modo per parlare a tutti apertamente e per sfatare i falsi miti relativi a questa patologia che, solo in Italia, colpisce circa 1 milione e mezzo di persone” – ha dichiarato Mara Maccarone, Presidente A.DI.PSO.

E’ proprio il caso di dire: La creatività è contagiosa, la psoriasi no.

Natura, impatto ambientale e salute della pelle sono temi ai quali il mondo del Fashion si dedica con molta passione. Indossare abiti che rispettano l’ambiente e regalano benessere è possibile, grazie a tessuti ecosostenibili e eco – dermo compatibili. In IED ci impegniamo a trasmettere ai nostri studenti l’entusiasmo per l’innovazione, per la ricerca di nuove soluzioni di Design che riescano a integrare sperimentazione e tecnica. ClearSkin Lovers è un’opportunità per i giovani designer di lasciarsi ispirare dal tema dell’importanza della cura della pelle per dar vita a creazioni che sviluppano nuovi metodi di lavorazione dei tessuti. L’abito come una seconda pelle e la pelle come una tela su cui disegnare, un tesoro da esaltare e valorizzare attraverso la creatività” –  ha affermato Sara Azzone, Direttore dell’Istituto Europeo di Design di Milano.

Ma cosa indossare se si è affetti da psoriasi?

Alcuni tessuti possono contribuire a peggiorare lo stato di irritazione e di infiammazione della pelle. Il mio consiglio è quello di indossare capi di cotone piuttosto comodi, intimo compreso, evitando tessuti sintetici o indumenti stretti che possono causare lo strofinamento delle placche psoriasiche con peggioramento delle lesioni ed aumento del prurito. Un valido aiuto per i pazienti è rappresentato dai cosiddetti ‘tessuti intelligenti’ che eliminano l’attrito, non assorbono creme e unguenti e consentono una maggiore traspirazione” – ha detto Antonio Cristaudo Presidente ADOI e Direttore UOSD Dermatologia Infettivologica e Allergologica dell’Istituto San Gallicano di Roma.

La psoriasi colpisce indistintamente uomini e donne e può comparire a qualsiasi età. La patologia può influenzare la vita giornaliera di quanti ne sono affetti, provocando stress, rabbia, frustrazione, sensazione di imbarazzo e malessere fisico. L’esigenza primaria dei pazienti è proprio quella di avere una migliore qualità di vita e una pelle pulita del tutto o quasi del tutto dalle lesioni e oggi, grazie ai farmaci biotecnologici di ultima generazione, è possibile ottenerla” – ha concluso Giampiero Girolomoni, Direttore Dermatologia dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona.


GAS Communication

L’obesità nei bambini e nei ragazzi italiani: un grave problema sociale

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L’obesità infanto-adolescenziale rappresenta una delle più gravi questioni socio-sanitarie dei nostri tempi. La sua prevalenza ha raggiunto livelli preoccupanti anche nel nostro Paese, ma la gravità del problema è amplificata anche dal fatto che i bambini obesi hanno un rischio elevato di diventare a loro volta adulti obesi e di sviluppare più precocemente malattie metaboliche e cardiovascolari che possono condizionare pesantemente l’aspettativa di vita.

Non bisogna dimenticare le conseguenze negative dell’obesità per la stessa salute infantile. La prevalenza di steatosi epatica (il cosiddetto “fegato grasso”) nei ragazzi gravemente obesi è del 40% e quella della sindrome metabolica del 25%; situazioni entrambe reversibili affrontando per tempo il problema in modo corretto.

Tale situazione epidemiologica richiede lo sviluppo prioritario di efficaci strategie nazionali per la prevenzione, la cura e la riabilitazione di questa malattia sociale.

L’incontro tenutosi all’Istituto Auxologico Italiano di Milano il 22 settembre scorso, tra i migliori specialisti sul tema dell’obesità infanto-adolescenziale, è stato anche l’occasione per presentare i dati preliminari dello studio collaborativo multicentrico europeo COMING (“Childhood and adolescent Obesity and Metabolic syndrome in Italy, Norway and Germany”), coordinato dal prof. Alessandro Sartorio dell’Istituto Auxologico Italiano. La ricerca, condotta su oltre 2.300 bambini e adolescenti obesi dei tre Paesi europei, ha evidenziato una maggiore prevalenza di sindrome metabolica e fattori di rischio cardiovascolari nei bambini/adolescenti obesi tedeschi rispetto agli italiani e ai norvegesi, condizionata in gran parte dalle differenti abitudini alimentari.

Altro aspetto importante è quello dell’obesità (e delle malattie correlate) nei sempre più frequenti bambini immigrati nel nostro Paese, esposti improvvisamente ad un ambiente ad elevato rischio obesiogeno. In questi casi è necessario un inquadramento corretto dei loro parametri di crescita, che tenga conto della loro provenienza geografica e delle caratteristiche genetiche della popolazione di provenienza” – ha spiegato il prof. Alessandro Sartorio.

La presa in carico del bambino e dell’adolescente obeso è definita da linee guida, dettate da Società scientifiche sulla base della più recente letteratura, che tengono conto anche della gestione delle principali complicanze a cui vanno incontro questi piccoli pazienti.

Negli ultimi decenni abbiamo assistito ad una progressiva evoluzione nell’approccio terapeutico-riabilitativo all’obesità, che si è mosso dai modelli cosiddetti statici – caratterizzati da interventi stabiliti in base al grado di obesità – verso modelli “integrati” più dinamici, che prevedono livelli successivi di intervento, definiti, oltre che sulla base del grado di obesità, anche in relazione alle patologie associate ed al rischio metabolico del singolo individuo.

I modelli assistenziali proposti evidenziano la necessità di creare una fitta rete specialistica, ambulatoriale e ospedaliera, sul territorio e di istituire centri altamente specializzati di secondo livello (hub) per fare fronte alla gravità ed alla vastità epidemica del fenomeno obesità, operando in stretta collaborazione con i pediatri di famiglia.

Anche se le stime di prevalenza sono difficilmente confrontabili tra loro (per i diversi criteri di cut-off adottati), i dati più recenti della International Obesity Task Force mettono in evidenza un ulteriore aumento dell’obesità infanto-adolescenziale. Un fenomeno destinato ad ampliarsi ulteriormente nei Paesi che non hanno messo in atto interventi preventivi e cure adeguate.

In Italia, secondo il recente studio “OKkio alla Salute” del Ministero della Salute, eseguito dall’Istituto Superiore di Sanità, i bambini obesi (di 8 anni) sono circa il 12%, quelli in sovrappeso circa il 25%, con un tasso cumulativo intorno al 36% (che conferma la prevalenza di studi precedenti). Sul territorio nazionale sono state anche osservate differenze percentuali nelle fasi prepuberale e puberale, una maggior prevalenza nei maschi rispetto alle femmine e nelle aree meridionali rispetto a quelle settentrionali (con punte del 50% di sovrappeso e obesità in Campania).

Accanto al problema della numerosità, non deve essere sottovalutato l’aspetto – sino ad ora poco considerato – rappresentato dai bambini cosiddetti “super-obesi”, che presentano gradi estremi di obesità (BMI-SDS > 4) a prognosi sfavorevole, sia per la forte “resistenza” ai trattamenti, che per la concomitante presenza di complicanze severe (insulino-resistenza, steatosi epatica, sindrome delle apnee notturne, sindrome metabolica, ecc.).

E’ importante che i genitori riconoscano per tempo il problema obesità nel proprio figlio, rivolgendosi al più presto a Centri con comprovata esperienza nella cura e riabilitazione di questa malattia. Contrariamente, infatti, all’adulto obeso, che convive da tanti anni con l’eccesso ponderale, nei bambini e negli adolescenti obesi le possibilità di cura efficace e di ritorno alla normalità sono decisamente più elevate. Studi di follow-up, condotti in Auxologico sulla popolazione pediatrica, mostrano il mantenimento nel tempo dei risultati ottenuti con la riabilitazione metabolica integrata” – ha concluso il prof. Alessandro Sartorio.

Istituto Auxologico Italiano

Epatite C: sul Lago Maggiore esperti a confronto sul futuro della lotta al virus HCV

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L’eradicazione dell’infezione da virus HCV è un obiettivo sempre più vicino, stando agli interventi di internisti, infettivologi, gastroenterologi e ricercatori riuniti sul Lago Maggiore per partecipare ad uno dei convegni più importanti dell’infettivologia mondiale, giunto alla sua settima edizione: l’Expert Meeting on the management of patients with HCV infection, svoltosi all’Hotel Splendid di Baveno il 15 e il 16 settembre scorso.

Anche quest’anno il workshop è stato a numero chiuso ed ha avuto una connotazione internazionale, con oltre novanta esperti dell’infettivologia mondiale tra discenti e pazienti a vari stadi di malattia, in particolare le special populations (i pazienti cosiddetti “difficili” con insufficienza renale, con malattia avanzata e i pazienti con infezione G3), il rapporto costo-beneficio dei trattamenti, il trattamento dei “non rispondenti” e delle comorbidità, e l’arrivo di nuovi antivirali ad azione diretta (DAA).

Il meeting è stato un momento importante di scambio sullo stato dell’arte delle terapie antivirali ad azione diretta e su quanto verrà dopo, con una discussione focalizzata sulle tante “luci”, con ancora qualche residuo “d’ombra”, su quanto è stato fatto in questi anni e su quanto resta da fare. Si attendono molecole più potenti, più efficaci, in combinazione e con minore durata delle terapie e maggiore tollerabilità” – ha affermato Savino Bruno, Professore Straordinario di Medicina Interna all’Humanitas University Medicine di Rozzano (Milano) e chairman del Meeting.

L’Expert Meeting ha riproposto come nelle passate edizioni i lavori a piccoli gruppi e le lezioni frontali che hanno riscosso tanto successo sin dalla prima edizione del 2010. Nel corso del convegno sono stati dedicati diversi spazi alle nuove opportunità terapeutiche in arrivo per il trattamento dell’epatite C. Un focus particolare è stato quello sull’associazione di grazoprevir, inibitore delle proteasi NS3/4A dell’HCV, ed elbasvir, inibitore del complesso di replicazione NS5A del virus HCV.

La “doppietta” elbasvir/grazoprevir, che ha ottenuto l’approvazione di EMA per tutte le indicazioni, inclusi i pazienti con insufficienza renale cronica e in dialisi ed esclusi solo quelli con cirrosi scompensata ha grandi potenzialità, grazie ad uno schema terapeutico estremamente semplificato: una sola pastiglia per un regime molto breve di 12 settimane e senza ribavirina nella maggioranza dei pazienti con G1 e G4. Un’unica somministrazione per queste categorie di pazienti, esclusi quelli con G2 e G3, per una breve durata (12 settimane) nella maggioranza dei casi e, per i pazienti con G1b che nel nostro Paese sono la prevalenza, sempre senza ribavirina” – ha precisato Bruno.

Ampio spazio durante il workshop è stato dato alle prospettive di trattamento per le special populations in particolare per i pazienti con insufficienza renale e dialisi e ai casi di fallimento per i quali, sottolineano gli esperti, l’approccio migliore consiste nella combinazione di ulteriori DAA: 3 o, addirittura, 4, provando le nuove combinazioni in caso di fallimento, che dipende dal genotipo e dalla gravità della malattia (infatti alcuni genotipi e la maggiore gravità di malattia rendono meno probabile la guarigione).

La ricerca non si ferma e tenta di dare risposte alle priorità, rappresentate dalle nuove combinazioni.

L’urgenza è la tripla terapia e l’eventuale quadrupla terapia per i fallimenti con la duplice, soprattutto per i genotipi più difficili (G3 e cirrosi epatica). Le nuove molecole per le quali si prevede l’arrivo entro uno-due anni, hanno come bersaglio tutte i siti di replicazione del virus. Nel frattempo attendiamo la rimborsabilità di elbasvir/grazoprevir – ha sottolineato il professor Bruno.


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XXVIII Congresso Nazionale SIPPS, dalla Reggia di Caserta

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Una sede davvero prestigiosa, un luogo che l’UNESCO ha proclamato patrimonio dell’umanità. La Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale ha scelto la Reggia di Caserta per aprire il proprio XXVIII Congresso Nazionale (15-18 settembre 2016).

Il tema di quest’anno è Radici profonde per l’adulto di domani, concetto che rimanda alla mission della SIPPS, cioè essere accanto ai pediatri ed alle famiglie nel percorso di crescita del bambino, affinché diventi un adulto solido, con radici profonde.

Dal 15 al 18 settembre oltre 150 relatori e più di 500 esperti e Opinion Leader provenienti da tutta Italia e dall’estero si sono dati appuntamento nel capolavoro dell’architetto napoletano Luigi Vanvitelli e nelle sale del Grand Hotel Vanvitelli per discutere delle tematiche riguardanti la salute del bambino.

Sono entusiasta di aver portato tutti questi grandi pediatri nella meravigliosa Reggia di Caserta, luogo unico che tutto il mondo ci invidia. E’ un traguardo che rappresenta l’ennesimo tassello dell’attenzione costante che la Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale rivolge alle problematiche di prevenzione dell’età evolutiva. E’ con grandissima abnegazione che siamo quotidianamente impegnati nell’offrire ai genitori e agli educatori strumenti utili per affrontare il difficile compito di far crescere i bimbi in salute ed equilibrio psicofisico” – ha dichiarato il Dott. Giuseppe Di Mauro, Presidente SIPPS.

Il grande e costante lavoro dei nostri pediatri, esperti nella prevenzione, nella diagnosi e nella terapia delle patologie infantili ha consentito alla SIPPS di inserirsi con autorevolezza nel panorama scientifico nazionale e di essere proiettata anche in quello internazionale. I bambini rappresentano un patrimonio unico ed insostituibile e sul quale occorre investire ed impegnarsi sempre di più” – ha concluso il Dott. Di Mauro.

Sono tre i principali argomenti sui quali si sono confrontati i pediatri della SIPPS nelle stanze del Grand Hotel Vanvitelli.

  1. La Consensus HELP (“Human Early Life Prevention”) sulla prevenzione precoce delle malattie non trasmissibili e sulla promozione di un corretto sviluppo neurocognitivo
  2. La Guida pratica sulle Immunodeficienze nell’Ambulatorio del Pediatra
  3. Il Manuale di Nutrizione in Età Evolutiva

 

1. Consensus HELP

E’ un progetto che la SIPPS ha realizzato con un notevole investimento di risorse, avvalendosi della collaborazione di numerosi esperti in diverse aree della medicina per la stesura di un documento scientifico unico e di grandissima qualità.

Le malattie non trasmissibili rappresentano oggi il più rilevante problema sanitario sia dei Paesi ad economia avanzata che di quelli in via di sviluppo. Riconosciute nell’ambito della 66esima Assemblea Generale delle Nazioni Unite del 2011, le “Non Comunicable Diseases” (NCDs) comprendono malattie cardiovascolari, neoplasie, malattie respiratorie croniche, obesità, diabete di tipo 2, nonché alcune patologie renali e mentali.

La Regione Europa dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) presenta il più alto carico di NCDs a livello mondiale. L’inquietante incremento della loro prevalenza rappresenta la sfida del 21° secolo, considerando l’impatto in termini di salute e di costi socio-economici. Il Final Report, pubblicato da OMS Europa e Unione europea nel 2015, evidenzia come il 75% di tutti i decessi in Europa siano attribuibili alle NCDs e come le stesse siano responsabili di oltre il 90% di decessi nel nostro Paese” – ha informato il Dott. Dottor Giampietro Chiamenti, Presidente della Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP).

La Consensus HELP affronta per la prima volta tutte le principali criticità e propone possibili interventi preventivi, andando oltre i ben noti ‘primi 1.000 giorni di vita’, finestra temporale che va dal concepimento al secondo anno di vita, ma partendo già dal periodo pre-concezionale. La trattazione degli argomenti comprende una parte generale ed una serie di quesiti di interesse comune nella pratica clinica.

Il piano del documento è stato basato sui fattori di rischio e prevede la suddivisione in fattori che agiscono in tutte le età e fattori specifici per ogni periodo critico: età fertile e concepimento, gravidanza, primo semestre di vita, secondo semestre di vita e 12-24 mesi.

Di fatto, con la Consensus si gettano le basi per le generazioni future e si fa prevenzione per cambiare la vita dell’adulto di domani.

La Consensus HELP è stata presentata durante la mattina di venerdì 16.

2. La Guida pratica sulle Immunodeficienze nell’Ambulatorio del Pediatra

La Guida nasce con lo scopo di fornire al pediatra una pubblicazione di facile consultazione per favorire la presa in carico del bambino con immunodeficienze, con l’obiettivo finale di migliorarne la qualità di vita. Alla stesura della Guida hanno partecipato pediatri immunologi e pediatri generalisti che, con un efficace lavoro di sintesi e di coordinamento tra i diversi livelli assistenziali, hanno realizzato uno strumento di grande utilità per l’attività ambulatoriale quotidiana.

Le Immunodeficienze Primitive (IDP) sono patologie rare che per la loro complessità ed eterogeneità si prestano ad essere sottostimate ma talvolta, paradossalmente, possono essere oggetto di sovrastima. Sono le malattie più frequentemente sospettate: si pensi al bambino con infezioni ricorrenti. Sono caratterizzate da un ritardo considerevole di diagnosi: dai registri risulta che anche quelle relativamente più frequenti, come la immunodeficienza comune variabile, lamentano un ritardo di diagnosi di oltre uno-due anni” ­- ha affermato la Professoressa Marzia Duse, Presidente della Società Italiana di Allergologia e Immunologia Pediatrica (SIAIP).

L’impostazione schematica e pragmatica con cui è stata costruita la Guida vuole offrire un rapido orientamento al pediatra generalista nei casi di difficile inquadramento, ponendo attenzione a segni o sintomi di sospetto per le IDP.

In base ad una classificazione esemplificata delle immunodeficienze primitive, queste si possono così suddividere:

  • Immunodeficienze combinate con alterazioni sia della immunità umorale che cellulare
  • Immunodeficienze combinate con sintomi associati o nel contesto di sindromi ben caratterizzate
  • Difetti prevalentemente anticorpali
  • Malattie da immuno-disregolazione
  • Difetti dei fagociti
  • Difetti della immunità intrinseca o innata
  • Malattie auto infiammatorie
  • Difetti del complemento

Anche la Guida è stata presentata venerdì 16, subito dopo la Consensus HELP.

3. Il Manuale di Nutrizione in età Evolutiva

Nato dalla collaborazione tra i migliori pediatri nutrizionisti a livello nazionale e internazionale, il Manuale costituisce ad oggi in letteratura il più attuale e completo aggiornamento sulla Nutrizione in età evolutiva. Oltre agli argomenti di base (il latte materno, l’alimentazione complementare o l’alimentazione in età scolare), il testo affronta tematiche attuali come la sicurezza alimentare, l’autosvezzamento ed i modelli alimentari emergenti. La trattazione, di alto profilo scientifico, è completata da materiale di utilità pratica come le schede per i genitori ed alcuni schemi di alimentazione complementare.

Il tema della corretta alimentazione è uno dei pilastri del Manuale.

Corretta alimentazione significa tentare di porre un rimedio a sovrappeso e obesità. Negli ultimi tre decenni, difatti, il numero di bambini obesi e in sovrappeso è aumentato notevolmente a livello mondiale ed il maggior incremento si e osservato soprattutto nei Paesi a basso e medio reddito: dal 1990 al 2014, infatti, il numero di bambini in sovrappeso è più che raddoppiato da 7,5 a 15,5 milioni.

In Italia la situazione non è migliore. Sebbene sia stato osservato un leggero calo dei livelli di sovrappeso e obesità dal 2008 ad oggi tra i bambini di 8-9 anni, i livelli di eccesso ponderale sono elevati e mantengono il nostro Paese ai primi posti in Europa per sovrappeso e obesità infantile. Il 20,9% dei bambini di 8-9 anni è, infatti, in sovrappeso mentre il 9,8% è obeso per un totale pari a circa il 30% dei bambini con eccesso ponderale.

Tra gli argomenti di maggiore interesse quello relativo ai latti speciali, a cura del Professor Vito Leonardo Miniello, docente di Nutrizione Pediatrica presso l’Università di Bari e vicepresidente nazionale della SIPPS.

Il latte materno, alimento naturale specie-specifico viene legittimamente considerato un complesso sistema biologico dinamico e inimitabile, in grado di soddisfare le esigenze nutritive e metaboliche del neonato/lattante. L’elevata biodisponibilità dei suoi nutrienti strutturali e funzionali, la presenza di cellule, di fattori bioattivi con funzioni trofiche, metaboliche, ormonali e immunitarie conferiscono alla sua composizione dignità di gold standard. Il latte materno è sicuro dal punto di vista microbiologico, nutrizionalmente bilanciato, economico, sempre disponibile a temperatura corretta” – ha spiegato il Professor Miniello.

Uno degli argomenti su cui si sofferma il Manuale è l’alimentazione complementare, fase cruciale nella storia nutrizionale del bambino. L’introduzione del “Complementary food” rappresenta, infatti, la transizione da una alimentazione esclusivamente lattea ad una dieta contenente altri alimenti, diversi dal latte. Si tratta di un momento molto delicato della crescita, nel quale si passa da un’alimentazione “dipendente” ad una “indipendente”.

Progressivamente il latte materno da solo diventa insufficiente a soddisfare le richieste fisiologiche di  macro e micronutrienti del bambino in crescita soprattutto per quanto riguarda l’assunzione di energia e di proteine, l’apporto di ferro, zinco e di alcune vitamine liposolubili come la vitamina A e la vitamina D. Non esiste un’epoca precisa e uguale per tutti i lattanti, in cui iniziare il divezzamento: il timing corretto per l’introduzione dei primi cibi diversi dal latte dipende da numerose variabili individuali, tra cui, soprattutto, le esigenze nutrizionali, lo sviluppo neurofisiologico e anatomo-funzionale e il contesto socioculturale. La scelta, quindi, del momento in cui iniziare il divezzamento dipende non solo dalle diverse esigenze nutrizionali del lattante ma anche dalla “maturità neurologica” del lattante stesso e anche del suo interesse verso alimenti differenti dal latte” – ha detto la Professoressa Elvira Verduci, Componente del Consiglio Direttivo SIPPS e Ricercatore Universitario in Pediatria, Clinica Pediatrica Ospedale San Paolo Dipartimento Scienze della Salute Università di Milano.

Il Manuale è stato presentato la mattina di sabato 17.

La quattro giorni di lavoro in terra campana sono stati arricchiti da numerosi altri argomenti.

Il Congresso si è aperto giovedì 15 con i “PER…CORSI”, sessioni di approfondimento su tematiche diverse, quest’anno dedicate alle Patologie oculari in età pediatrica, all’“Help per self-help. Screeniamo gli screening” e alla necessità di definire il Piano Diagnostico Terapeutico Ambulatoriale (PDTA) a partire dalle Linee Guida disponibili, scaturita dalle esigenze correlate all’appropriatezza organizzativa, perché le raccomandazioni cliniche derivanti dalle Linee Guida possono trovare diversa applicazione in rapporto al contesto e alle risorse disponibili. La giornata si chiuderà con due letture magistrali: “Radici profonde per l’adulto di domani”, che dà appunto il nome al Congresso, e “Le nuove frontiere della genetica”.

Venerdì 16 si è cominciati con temi legati allo Sviluppo neurocognitivo di 2° livello: dalla Semeiotica Neurologica del neonato e del bambino all’analisi dei General movements; dal riconoscimento dei disturbi motori alle esercitazioni e lavori di gruppo su casi clinici e presentazioni di filmati; dai disturbi della comunicazione e dell’interazione sociale ai disturbi del linguaggio; dagli strumenti diagnostici nell’ambulatorio pediatrico alla presentazione di una CHAT modificata per la Pediatria di Famiglia; dalla diagnosi tempestiva nei Disturbi del Neurosviluppo alle esercitazioni e all’autovalutazione attraverso filmati, questionari, casi didattici e flash di stimolo fino alle tecniche di abilitazione precoce nei disturbi generalizzati dello sviluppo.

La giornata si è chiusa con un intervento sulle “Trappole cliniche”: diversi esperti illustreranno come, in ambito pediatrico e soprattutto nella fase di esordio di alcune malattie, il quadro clinico del soggetto possa presentare numerose “trappole”, con sintomi che apparentemente fanno pensare ad una certa malattia ma che in realtà rappresentano elementi di esordio di patologie di altra natura.

Altri due corsi hanno dato il via alla giornata di sabato 17: il primo è stato un Corso pratico di cardiologia, durante il quale i docenti parleranno di sincope, sindrome del QT lungo, morte cardiaca improvvisa e spiegheranno quali siano gli elementi di un ECG che il pediatra deve assolutamente conoscere, dando consigli su quando richiedere questo esame e suggerimenti pratici per eseguire correttamente questa indagine. Il secondo è stato un Corso pratico sulla nefrourologia. Nel pomeriggio occhi puntati sulla “Pediatria Preventiva e Sociale” con sei sessioni:

  1. La salute andrologica dal bambino all’adulto
  2. La gestione dell’enuresi
  3. Ostruzione nasale: isotonica, ipertonica, acido ialuronico e altro
  4. I nei dei bambini non vanno guardati…con alcune eccezioni!
  5. La Low Dose Medicine nelle IRR. Risultati della Ricerca pre-clinica
  6. Approccio ragionato alla febbre nel bambino

Sempre sabato si è tenuto un evento nell’evento: una sessione promossa dal Network GPS rivolta ai pediatri, al pubblico e alla scuola dal titolo “Radici profonde per l’adulto di domani. Seminare Salute per Regalare Futuro!”, durante la quale verranno discussi e premiati i progetti didattici di “Regaliamo il futuro”.

La giornata è terminata con le sessioni “Voce e spazio alla scuola: i progetti 2015-2016” e “Road show: arriva la volpe Roddy…seguila e fai le scelte furbe!”.

Domenica 18 sul ‘palcoscenico’ del Congresso è salita nuovamente la “Pediatria Preventiva e Sociale”, con la presentazione del Progetto “Ci piace sognare” e l’analisi di come dormano i bambini in Italia. Si parlerà anche di “Bambini che si ammalano spesso” e di “Trattamento topico quando la dermatite è atopica”.

Altro tema portante del Congresso casertano è stato sicuramente l’allergia. In particolare se ne è discusso nell’ambito della “Prevenzione e gestione delle Allergie alle Proteine Latte Vaccino” (APLV). A seguire con particolare interesse anche il tema “Plagiocefalie posizionali”.

A far calare il sipario sul Congresso ci sono stati due Corsi pratici e a numero chiuso (non più di 25/30 persone): un “Corso pratico di emato-oncologia” e un “Corso pratico di ortodonzia”.

Come ogni anno, la SIPPS ha premiato i giovani medici. Per coinvolgere i nuovi colleghi, sono state organizzate tre Sessioni di Comunicazioni orali in cui è stato possibile presentare le proprie esperienze più innovative. Nel corso dell’inaugurazione alla migliore comunicazione è stato assegnato il Premio “Guido Brusoni”, dell’importo di € 1.000,00.

In allegato gli auguri e i complimenti del Ministro della Salute, On. Beatrice Lorenzin e il Programma del CongressoRadici profonde per l’adulto di domani”.


GAS Communication

IdegLira migliora raggiungimento dei valori desiderati di glicemia a digiuno ed emoglobina glicata, senza ipoglicemie o aumento di peso, negli adulti con diabete di tipo 2

easd-2016

Novo Nordisk ha presentato al 52mo Annual Meeting della European Association for the Study of Diabetes (EASD)1 nuovi dati relativi allo studio DUAL V che dimostrano come IDegLira  (Xultophy®) permetta, in pazienti con diabete di tipo 2 non controllato dalla terapia con insulina glargine 100 U (20-50 unità), di raggiungere il target di glicemia a digiuno, senza episodi di ipoglicemia e aumento di peso, più frequentemente rispetto all’aumento del dosaggio dell’insulina glargine 100 U.

IDegLira è la prima combinazione di un’insulina a lunga durata (insulina degludec) e un’agonista del recettore del GLP-1 (liraglutide), in singola somministrazione giornaliera, disponibile in Europa.

L’analisi post-hoc dello studio di fase 3b DUAL V è stata condotta adottando il target di glicemia a digiuno di 7,2 mmol/L (130 mg/dl), per meglio riflettere la pratica clinica2. I dati hanno evidenziato come gli adulti trattati con IDegLira abbiano una probabilità 4,5 volte superiore di raggiungere il target, senza episodi confermati di ipoglicemia e aumento di peso rispetto all’aumento del dosaggio di insulina glargine 100 U (41,4% vs 14,3%, p<0.0001).1

L’analisi ha inoltre dimostrato che un numero significativamente superiore di adulti raggiunge il target di emoglobina glicata (HbA1c) inferiore a 7%, senza episodi di ipoglicemia e aumento di peso, indipendentemente dal dato di partenza di HbA1c (inferiore o uguale a 7,5, tra 7,5 e 8,5 o superiore a 8,5%), sempre rispetto all’aumento del dosaggio di insulina glargine 100 U (51% vs 25%; 39% vs 11%; 32% vs 5%; p<0.005).1

Inoltre, sia la glicemia a digiuno sia l’emoglobina glicata hanno mostrato una riduzione significativa già dopo 4, 8 e 12 settimane dal passaggio al trattamento con IDegLira rispetto all’aumento del dosaggio di insulina glargine 100 U, manifestando un miglior controllo glicemico in un tempo rapido dal cambio di trattamento.1

Queste analisi dello studio DUAL™ V indicano che IDegLira è efficace nell’aiutare i pazienti a raggiungere il controllo glicemico, con minor rischio di ipoglicemia e di aumento di peso, rispetto all’aumento del dosaggio di insulina glargine 100 U, sulla base dei target usati nella pratica clinica. I dati dimostrano un miglioramento nel controllo glicemico già dopo quattro settimane dall’inizio del trattamento” – ha detto Ildiko Lingvay, Associate Professor of Internal Medicine and Clinical Science presso UT Southwestern Medical Center.

 
HealthCom Consulting.Ufficio Stampa

BIBLIOGRAFIA

1.Lingvay I, Norwood P, Begtrup K et al. Patients with T2D Treated with IDegLira Have a Greater Chance of Reaching Glycaemic targets without Hypoglycaemia and Weight Gain than with Insulin Glargine U100 (IGlar U100). Abstract 890 presented at the 52nd European Association for the Study of Diabetes (EASD), Munich, Germany. 13 September 2016.

2. American Diabetes A. Standards of Medical Care in Diabetes-2016 Clin Diabetes. 2016; 34.

3.EMA. Xultophy® summary of product characteristics Last accessed: August 2016.

4.Lingvay I, Manghi FP, Garcia-Hernandez P, et al. Effect of Insulin Glargine Up-titration vs Insulin Degludec/Liraglutide on Glycated Hemoglobin Levels in Patients With Uncontrolled Type 2 Diabetes: The DUAL V Randomized Clinical Trial. Supplementary Information. JAMA. 2016; 315:898-907.


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