Cancro al seno metastatico HR+/HER2-, via libera europeo a palbociclib

 mammografia

Pfizer ha annunciato, il 10 novembre scorso, che la Commissione Europea ha approvato palbociclib per il trattamento di donne con carcinoma mammario metastatico o localmente avanzato positivo al recettore ormonale e negativo al recettore di tipo 2 del fattore di crescita epidermico umano (HR+/HER2-). Palbociclib è stato approvato per l’utilizzo in combinazione con un inibitore dell’aromatasi. L’approvazione riguarda anche l’uso di palbociclib in combinazione con fulvestrant in donne che hanno ricevuto una precedente terapia endocrina.

Palbociclib è il primo farmaco che agisce inibendo le chinasi ciclina-dipendenti 4 e 6 (CDK 4/6) a essere approvato in Europa. È anche il primo nuovo farmaco, da 10 anni a questa parte, a essere approvato per il trattamento di prima linea delle donne con questo tipo di carcinoma mammario metastatico. Le donne con carcinoma al seno metastatico HR+/HER2- rappresentano circa il 60% di tutti i casi di cancro al seno metastatico1.

L’approvazione in Europa di palbociclib rende disponibile un’opzione terapeutica innovativa di cui si avvertiva un rilevante bisogno per decine di migliaia di donne con carcinoma mammario metastatico HR+/HER2-. Con dati significativi e coerenti in tre studi clinici pivotal e il rapido inserimento nei protocolli di cura negli Stati Uniti, palbociclib rappresenta un potenziale nuovo standard di trattamento per il carcinoma mammario metastatico HR+/HER2- in Europa” – ha dichiarato Andreas Penk, M.D., regional president, International Developed Markets, Pfizer Oncology.

L’approvazione europea si basa su un robusto corpus di dati che comprende i risultati del trial PALOMA-1 di fase 2 in donne in post-menopausa con carcinoma mammario metastatico positivo al recettore degli estrogeni (ER+)/HER2- che non avevano ricevuto una precedente terapia sistemica per la loro malattia avanzata, lo studio PALOMA-2 di fase 3 eseguito nella stessa popolazione di pazienti e il trial PALOMA-3 di fase 3 in donne con cancro al seno metastatico HR+/HER2- in progressione dopo una precedente terapia endocrina. Tutti e tre gli studi randomizzati hanno dimostrato che palbociclib in combinazione con una terapia endocrina prolunga significativamente la sopravvivenza libera da progressione (PFS) rispetto alla sola terapia endocrina o alla terapia endocrina con placebo.

Il cancro al seno è il tumore invasivo più comune tra le donne in Europa, con più di 464.200 nuovi casi e 131.260 decessi ogni anno2. Fino al 30% delle donne diagnosticate e trattate per carcinoma mammario in fase iniziale svilupperà un cancro al seno metastatico3-4, che si verifica quando il tumore si diffonde oltre il seno ad altre parti del corpo5. Non esiste una cura per il cancro mammario metastatico6 e le pazienti hanno bisogno di nuove opzioni terapeutiche che contribuiscano a non far peggiorare il tumore, a gestire i sintomi e a mantenere buona la loro qualità di vita il più a lungo possibile.3,5

Le evidenze di efficacia e sicurezza su palbociclib sono forti: lo studio PALOMA-3 di fase 3 ha messo in evidenza che le pazienti trattate con una terapia antiormonale, come fulvestrant, se trattate con palbociclib in aggiunta presentavano un miglioramento dei parametri con una riduzione del rischio di ripresa di malattia di oltre il 50% e con una tollerabilità molto buona, in quanto i pochi effetti collaterali sono ben gestibili e non particolarmente invalidanti per la donna. Dunque, anzichè trattare con la sola terapia antiormonale, non appena palbociclib sarà disponibile anche in Italia avremo un trattamento aggiuntivo con notevoli vantaggi, che rallenta la progressione del carcinoma mammario avanzato sensibile agli ormoni femminili, raddoppiando la sopravvivenza senza progressione di malattia. Anche in prima linea in associazione ai farmaci antiormonali come gli inibitori delle aromatasi, palbociclib si è dimostrato efficace nel ridurre la probabilità di una ripresa di malattia (studio di fase 3 PALOMA-2); questo rende possibile offrire alle donne un trattamento efficace e con un profilo di tossicità gestibile con indubbi vantaggi nel controllo di una malattia che in passato aveva spesso avuto un’evoluzione negativa. L’efficacia della inibizione delle CDK 4/6 sia in prima linea sia in seconda linea di trattamento rende disponibili per le nostre pazienti risultati che in passato non riuscivamo ad ottenere, con un prolungamento del controllo di malattia e una buona qualità della vita” – ha spiegato Paolo Marchetti, Professore Ordinario di Oncologia Medica, Direttore U.O.C. di Oncologia Medica, Azienda Ospedaliera Universitaria Sant’Andrea di Roma.

Le pazienti con carcinoma metastatico della mammella in Europa hanno bisogno di avere a disposizione nuove opzioni terapeutiche. Il carcinoma mammario metastatico ha un impatto molto pesante sulla vita delle pazienti e delle loro famiglie, ma grandi speranze sono riposte nei nuovi trattamenti che hanno il potenziale per migliorare la qualità di vita e i risultati clinici” – ha dichiarato Kathi Apostolidis, sopravvissuta due volte al cancro al seno e Vice Presidente della European Cancer Patient Coalition.

separa

Studi clinici pivotal su palbociclib

PALOMA-1 | Lo studio clinico di fase 2 PALOMA-1 ha valutato palbociclib in combinazione con letrozolo rispetto al solo letrozolo come terapia iniziale o di prima linea in 165 donne in post-menopausa con cancro al seno ER+/HER2- avanzato, che non avevano precedentemente ricevuto trattamento sistemico per la loro malattia in stadio avanzato. La combinazione di palbociclib con letrozolo ha prolungato in modo significativo la PFS rispetto a letrozolo da solo (HR=0.488 [95% CI: 0.319-0.748]), con una PFS mediana di 20,2 mesi (95% CI: 13.8-2705) nel braccio trattato con palbociclib rispetto a 10,2 mesi (95% CI: 5.7-12.6) nelle donne trattate con letrozolo da solo. Gli eventi avversi più comuni (≥20%) di qualsiasi grado riportati nei pazienti trattati con palbociclib più letrozolo rispetto al solo letrozolo includono neutropenia (75% contro 5%), leucopenia (43% contro 3%), affaticamento (41% contro 23%), anemia (35% contro 7%), infezioni del tratto respiratorio superiore (31% contro 18%), nausea (25% contro 13%), stomatite (25% contro 7%), alopecia (22% contro 3%) e diarrea (21% contro 10%)7.

PALOMA-2 | Il trial di fase 3 PALOMA-2 ha valutato palbociclib in combinazione con letrozolo rispetto a letrozolo con placebo come trattamento di prima linea in 666 donne in post-menopausa con cancro al seno metastatico ER+/HER2-, stessa popolazione di pazienti dello studio PALOMA-1. La combinazione di palbociclib più letrozolo ha determinato un miglioramento statisticamente significativo nella sopravvivenza libera da progressione (HR= 0.58 [95%: 0,46-0,72], p <0.000001), con una PFS mediana di 24,8 mesi rispetto ai 14,5 mesi delle pazienti trattate con letrozolo più placebo. Gli eventi avversi più comuni (≥20%) di qualsiasi grado riportati nei pazienti trattati con palbociclib più letrozolo rispetto a letrozolo più placebo includono neutropenia (79,5% contro 6,3%), affaticamento (37,4% contro 27,5%), nausea (35,1% contro 26,1 %), artralgia (33,3% contro 33,8%) e alopecia (32,9% contro 15,8%)8.

PALOMA-3 | Lo studio clinico di fase 3 PALOMA-3 ha valutato palbociclib in combinazione con fulvestrant rispetto a placebo con fulvestrant in 521 donne con carcinoma mammario metastatico HR+/HER2-, indipendentemente dallo stato di menopausa, la cui malattia è progredita durante o dopo una precedente terapia endocrina. La combinazione di palbociclib più fulvestrant ha dimostrato un miglioramento importante nella PFS rispetto a fulvestrant più placebo (HR = 0,461 [95% CI: 0,360-0,591), p <0,0001), con una PFS mediana di 9,5 mesi (95% CI: 9,2-11,0) nel braccio trattato con palbociclib rispetto a 4,6 mesi (95% CI: 3.5-5.6) nelle donne trattate con placebo più fulvestrant. Gli eventi avversi più comuni (≥20%) di qualsiasi grado riportati in PALOMA-3 di palbociclib più fulvestrant rispetto a placebo più fulvestrant includevano neutropenia (83% contro 4%), leucopenia (53% contro 5%), infezioni (47% contro 31%), affaticamento (41% contro 29), nausea (34% contro 28%), anemia (30% contro 13%), stomatite (28% contro 13%), mal di testa (26% contro 20%), diarrea (24% contro 19%), trombocitopenia (23% contro 0%) e stitichezza (20% contro 16%).7

separa

IBRANCE® (palbociclib) | è un inibitore orale delle chinasi ciclina-dipendenti 4 e 6,7 che regolano il ciclo cellulare alla base della progressione cellulare9-10. Con questo ultimo traguardo regolatorio raggiunto, palbociclib è ora approvato in più di 50 Paesi.

 BIBLIOGRAFIA

  1. Rocca A, Farolfi A, Bravaccini S, Schirone A, Amadori D. Palbociclib (pd 0332991): targeting the cell cycle machinery in breast cancer. Expert Opin Pharmacother. 2014;15(3):407-420.
  2. Stewart B, Wild C. International Agency for Research on Cancer, World Health Organization. World Cancer Report, 2014.
  3. O’Shaughnessy J. Extending survival with chemotherapy in metastatic breast cancer. Oncologist. 2005;10:20-29.
  4. Dowsett M, et al. Early Breast Cancer Trialists’ Collaborative Group (EBCTCG). Aromatase inhibitors versus tamoxifen in early breast cancer: patient-level meta-analysis of the randomised trials. Lancet. 2015;386(10001):1341-1352.
  5. American Cancer Society. Detailed Guide: Breast Cancer. http://www.cancer.org/acs/groups/cid/documents/webcontent/003090-pdf.pdf . Accessed September 2016.
  6. Cardoso F, et al. ESO-ESMO 2nd international consensus guidelines for advanced breast cancer (ABC2). The Breast 2014;23:489-502.
  7. IBRANCE® (palbociclib) Prescribing Information. New York. NY: Pfizer Inc: 2015.
  8. Finn RS, et al. PALOMA-2: Primary results from a phase III trial of palbociclib (P) with letrozole (L) compared with letrozole alone in postmenopausal women with ER+/HER2– advanced breast cancer (ABC). J Clin Oncol 34, 2016 (suppl; abstr 507)
  9. Weinberg RA. pRb and Control of the Cell Cycle Clock. In: Weinberg RA, ed. The Biology of Cancer. 2nd ed. New York, NY: Garland Science; 2014:275-329.
  10. Sotillo E, Grana X. Escape from Cellular Quiescence. In: Enders GH, ed. Cell Cycle Deregulation in Cancer. New York, NY: Humana Press; 2010:3-22.


PRO Format Comunicazione

Oncologia, l’innovazione preme sulla spesa sanitaria

le-nuove-sfide-dellinformazione-in-oncologia

In Italia sono oltre tre milioni le persone che vivono dopo una diagnosi di cancro. Ogni anno la popolazione dei pazienti e dei survivor oncologici aumenta di 90.000 persone. Ormai, ad eccezione dei tumori della cute, il 55% degli uomini e il 63% delle donne colpiti da patologie oncologiche sopravvive nei cinque anni successivi alla diagnosi (dati AIOM/AIRTUM 2016).

Ma a questi dati fa riscontro il problema della sostenibilità e dell’accesso alle terapie innovative che insieme ai progressi nelle tecnologie diagnostiche stanno cambiando le prospettive per i pazienti. Nel 2013, in tutto il mondo per i farmaci oncologici sono stati spesi oltre 91 miliardi di dollari (IMS -Institute for Healthcare Informatics); in Italia la spesa è passata da circa un miliardo di euro nel 2007 a 2 miliardi e 900 milioni nel 2014 (OsMed). Il tasso annuo di crescita dei costi è del 15%. Per far fronte alla crescente disponibilità di nuove terapie, nei giorni scorsi il Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha annunciato l’inserimento nella Legge di Bilancio di un Fondo di 500 milioni dedicato ai farmaci oncologici innovativi.

– Come conciliare la limitatezza delle risorse finanziarie disponibili con l’elevato costo dei farmaci più innovativi, garantendo sostenibilità del sistema, accesso alle cure e remunerazione della ricerca promossa dalle aziende?

– E come rendere questi concetti scientifici ed economici alla portata di milioni di cittadini che, alla luce dell’impatto sociale dei tumori, devono direttamente o indirettamente confrontarsi con queste malattie?

Di tutto questo si è parlato a Milano (8 novembre scorso) in occasione del Corso di Formazione Professionale Continua “Innovazione, sostenibilità̀, accesso ai farmaci: le nuove sfide dellinformazione in Oncologia promosso dal Master ‘La Scienza nella Pratica Giornalistica’ della Sapienza Università di Roma con il supporto non condizionante di Pfizer e di Roche.

LOncologia rappresenta un capitolo di spesa rilevante per i sistemi sanitari di tutto il mondo, ma il problema non può essere ridotto solo al costo delle terapie, che va affrontato a partire dallappropriatezza e da una valutazione nellambito delle strategie di controllo della specifica patologia neoplastica. Occorre affrontare il tema dei costi in una prospettiva più ampia, tenendo fermi alcuni principi: garantire l’immediata disponibilità delle terapie innovative in tutto il territorio, migliorare i percorsi diagnostico-terapeutico-assistenziali, monitorare l’efficacia clinica e la tossicità dei farmaci dopo l’immissione in commercio e semplificare le procedure amministrative”  – ha affermato Giuseppe Curigliano, Direttore S.C. Divisione Sviluppo di Nuovi Farmaci per Terapie Innovative dell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano.

In Italia i tumori più frequenti, nel totale di uomini e donne, sono nell’ordine quello del colon-retto (con 52.000 nuove diagnosi stimate per il 2016), della mammella (circa 50.000 nuovi casi) e del polmone (41.000 nuovi casi). La sopravvivenza più alta a 5 anni si registra per il tumore della mammella (85,5%), per il tumore del colon (60,8%) e del retto (58,3%), mentre quella per il tumore del polmone è pari al 14,3%, più elevata rispetto alla media europea. Per tutte queste neoplasie sono o stanno per rendersi disponibili terapie innovative sia nell’ambito dei trattamenti a bersaglio molecolare sia dell’immunoterapia.

Ma l’innovazione, soprattutto in Oncologia, deve sempre fare i conti con il problema dell’accesso legato sia ai costi sia a ostacoli burocratici. Secondo i dati comunicati da Cittadinanzattiva, i tempi per l’immissione in commercio di un farmaco oncologico arrivano fino a 1.070 giorni, contro i circa 400 previsti dalla normativa, senza considerare i tempi della fase regionale che seguono procedure differenti sul territorio. I PTOR (Prontuari Terapeutici Ospedalieri Regionali) rallentano o razionano l’accesso ai farmaci effettivamente disponibili ai cittadini, determinando disparità di accesso sul territorio sia come tempi sia come requisiti.

Come aziende farmaceutiche siamo chiamate a collaborare con le Istituzioni, la comunità medicoscientifica e non da ultimo con i media, per poter favorire un percorso di equità sociale, che garantisca le cure migliori per tutti i pazienti e al contempo la sostenibilità del sistema. Garantire a tutti, dalla Val d’Aosta alla Sicilia, l’accesso alle cure con farmaci anticancro innovativi significa guadagnare anni e qualità di vita: dovrebbe essere un diritto universalmente acquisito, purtroppo però sappiamo che non è così e i pazienti vivono sulla loro pelle l’esperienza di una sanità a più velocità. A questo si aggiunge il dibattito sulla sostenibilità dell’innovazione. Il Disegno di Legge di Bilancio 2017, attualmente in fase di approvazione parlamentare, ha istituito per la prima volta in Italia un Fondo di 500 milioni di euro destinati ai farmaci anticancro innovativi. Si tratta di un primo segnale importante da parte del Governo, con la speranza che sia di buon auspicio per una sempre maggiore attenzione ai pazienti oncologici e al loro diritto ad accedere alle terapie più innovative” – ha affermato Massimo Visentin, Presidente e Amministratore Delegato di Pfizer in Italia.

La questione chiave è appunto quella di definire esattamente il termine innovazione, commisurando l’effettivo incremento di beneficio che un farmaco oncologico è in grado di apportare con i costi e la sostenibilità per il Servizio Sanitario. Un tema che coinvolge non solo specialisti, economisti e decisori ma anche i mass media che a fronte dell’arrivo quasi quotidiano di annunci di nuove terapie devono dotarsi degli strumenti per promuovere la conoscenza delle innovazioni, basandosi sui dati degli studi e comunicando in modo attento e scrupoloso l’impatto economico, la sostenibilità e il rapporto costo-beneficio dell’innovazione.

Oggi i tumori fanno sempre meno paura. Grazie ai continui progressi della ricerca scientificadalla medicina personalizzata alle immunoterapie fino alla genomicaabbiamo potuto trasformare queste patologie damali incurabilia malattie croniche, fino a poter parlare in alcuni casi di guarigione. In questo scenario i giornalisti giocano un ruolo chiave nel raccontare i traguardi raggiungibili grazie alle innovazioni diagnostiche e terapeutiche. E quindi proprio a loro rivolgo il mio invito a sostenere un nuovo approccio alla tematica che riesca, attraverso una “scientifica semplificazione” dei progressi della medicina, a raggiungere un pubblico sempre più ampio ed eterogeneo. E questo stesso pubblico dovrebbe anche comprendere gli sforzi che si stanno facendo a livello di sistema per avere omogeneità di accesso oltre che regionale anche nei confronti di altri Paesi europei, considerando anche che i prezzi italiani dei farmaci innovativi continuano a essere circa il 20% inferiori rispetto alla media europea” – ha affermato Maurizio de Cicco, Presidente e Amministratore Delegato di Roche in Italia.

In definitiva la questione che negli USA hanno definito la “financial toxicity” delle terapie innovative (ovvero il loro impatto sui conti e le finanze pubbliche e private) deve essere affrontata su più livelli. L’ordinamento prevede diversi meccanismi di contenimento della spesa pubblica, dai tetti di spesa farmaceutica alle misure di regolazione dei prezzi dei farmaci, al monitoraggio dell’impatto terapeutico ed economico dei farmaci ad alto costo.

Esiste poi un problema di sprechi (stimati in circa il 20% della spesa sanitaria secondo il GimbeGruppo italiano per la medicina basata sulle evidenze) che oggi può essere affrontato grazie alle grandi quantità di dati disponibili dai flussi amministrativi, dai registri e dalle cartelle cliniche informatizzate ospedaliere e relative ai ricoveri, alle prestazioni ambulatoriali, al consumo dei farmaci. In Emilia Romagna la Rete Oncologica ha messo a punto un modello di verifica della qualità della rete dei servizi in rapporto alle risorse impiegate che, applicata al carcinoma mammario, ha permesso la ricerca di potenziali inappropriatezze e possibili risorse “male allocate” sui percorsi di cura di oltre 3.000 donne con diagnosi di tumore al seno, verificando il contenimento dei livelli di inappropriatezza in chirurgia (al di sotto del 2,5% dei casi) e l’accesso alle terapie farmacologiche precauzionali entro 60 giorni dall’intervento per l’84,7% delle pazienti candidate.


PRO Format Comunicazione

Epatite C: al congresso AASLD nuove conferme di efficacia per elbasvir/grazoprevir

aasld-2016

MSD, conosciuta come Merck & Co. in USA e Canada, ha annunciato, in occasione del meeting annuale dell’American Association for the Study of Liver Disease, AASLD, nuovi dati clinici sul profilo di efficacia, tollerabilità e sicurezza di Zepatier ® (elbasvir/grazoprevir), l’antivirale ad azione diretta già approvato in USA, Canada e in Europa per il trattamento dell’HCV nei pazienti adulti con patologia di genotipo 1 o 4.

Tra gli studi presentati, emerge l’analisi retrospettiva integrata (Abstract #874) condotta su 11 studi di fase II e III che fanno parte del percorso di sviluppo clinico del farmaco. Tale analisi mira a valutare il profilo di efficacia della combinazione elbasvir/grazoprevir nei pazienti con epatite C cronica di genotipo 1b, il più diffuso in Italia.

L’analisi raccoglie i dati di 1.070 pazienti (cirrotici e non, coinfetti e non, naive e già trattati con interferone, ribavirina o un inibitore della proteasi NS3/4A) che hanno assunto il farmaco per 12 settimane raggiungendo un tasso di risposta virologica sostenuta (SVR) media del 97%, che ha raggiunto il 99% nei pazienti con cirrosi compensata.

Anche lo studio C-CORAL evidenzia dati significativi lo studio, randomizzato di fase III, ha valutato efficacia e sicurezza di elbasvir/grazoprevir in pazienti con infezione cronica da HCV genotipo 1, 4 e 6 mai trattati in precedenza, che hanno ricevuto la terapia di combinazione per 12 settimane. La risposta virologica sostenuta, che corrisponde alla guarigione dalla malattia, è stata del 92.8%, con un profilo di tollerabilità davvero importante. Questi risultati si aggiungono all’ampia gamma di risultati già noti ottenuti mediante l’impiego della combinazione elbasvir/grazoprevir e confermano i profili di efficacia e sicurezza di questa combinazione nel panorama mondiale della terapia dell’epatite cronica da HCV” – ha dichiarato Gloria Taliani, Professore Ordinario di Malattie Infettive alla Università La Sapienza di Roma.

Grazie all’introduzione degli Antivirali ad Azione Diretta (DAAs), tra i quali rientra la combinazione elbasvir-grazoprevir, oggi l’epatite C è una malattia curabile anche in popolazioni difficili come i pazienti con co-infezione HIV, con malattia renale cronica (CKDs) e i PWID (persone che assumono droghe iniettive).

I dati sono molto interessanti in pazienti con insufficienza renale la combinazione di elbasvir/grazoprevir ha dimostrato un’efficacia abbondantemente sopra il 90% senza danneggiare ulteriormente il rene. Nella popolazione di tossicodipendenti attivi o trattati con terapie sostitutive dello studio CO-STAR, pazienti, come sappiamo, molto difficili da trattare per vari motivi, l’efficacia è risultata del 96% e l’aderenza superiore al 95% nei genotipi più diffusi, 1a, 1b e 4. Altrettanto interessanti le evidenze nei pazienti trattati con gli inibitori di pompa protonica che non mostrano interazioni con questi farmaci. Elbasvir/grazoprevir è una doppietta di farmaci con ottime prospettive; al momento ha già migliorato i dati molto positivi di altri studi, con evidenze ancora migliori. I vantaggi di questa terapia in arrivo sono duplici: aumenterà la competizione e offrirà alternative terapeutiche per alcuni pazienti “difficili” – ha affermato Giuliano Rizzardini, Direttore del Dipartimento di Malattie Infettive, ASST Fatebenefratelli-Sacco di Milano.

La sostenibilità economica dell’introduzione delle terapie innovative per il trattamento dell’HCV per il nostro Servizio Sanitario Nazionale è al centro di un dibattito che coinvolge Istituzioni, clinici e pazienti.

Attualmente, un paziente su due con epatite C non ha accesso al trattamento con i farmaci innovativi: la gestione delle infezioni HCV-correlate rappresenta un onere clinico e sociale di estrema rilevanza nel nostro Paese.

Ad oggi, tra costi diretti e costi indiretti assorbiti dalle patologie HCV-correlate per il Servizio Sanitario Nazionale e per la società italiana, si stima un impatto medio annuo pari a 1,05 miliardi di euro (studio Marcellusi et al., 2016) di cui il 61,4% imputabile a costi indiretti (riduzione della produttività) e il restante 38,6% a costi diretti (cure e assistenza).

Su circa 300.000 pazienti diagnosticati, si stimano circa 150.000 soggetti eleggibili al trattamento con i farmaci innovativi. Ampliare i criteri di eleggibilità al trattamento con questi ultimi, a fronte di un maggiore impegno iniziale in termini di risorse, contribuirebbe nel medio-lungo termine ad ammortizzare i costi per il Servizio Sanitario Nazionale dovuti alla natura cronica dell’epatite C: questo è quanto emerge dallo studio di farmaco-economia condotto dall’Università degli Studi di Palermo  con l’Università Tor Vergata di Roma (Marcellusi et al., 2016).

Abbiamo simulato uno scenario entro un orizzonte temporale di 5-10 anni mettendo a confronto gli attuali criteri restrittivi con una diversa strategia che prevede un allargamento dei criteri a pazienti con epatite cronica e fibrosi F2 le principali evidenze emerse sono tre: la quantità di anni di vita salvati è risultata essere maggiore allargando i criteri, si “produce” cioè più salute, che è certamente il primo e più importante obiettivo; trattare un maggior numero di pazienti richiede oggi maggiori risorse, ma c’è un ritorno economico, perché si riducono i costi diretti (ricoveri, trattamenti, complicanze, personale sanitario, etc); allargando i criteri non solo si abbattono questi ultimi ma si riducono in maniera sostanziale anche i costi indiretti, legati alla riduzione della produttività” – ha spiegato Calogero Cammà, Professore Ordinario di Gastroenterologia e Direttore della Scuola di Specializzazione in Gastroenterologia dell’Università degli Studi di Palermo.

 

 


PRO Format Comunicazione

“Ho una storia da raccontare”: storie di vita con Papillomavirus

ho-una-storia-da-raccontare

Colpisce uomini e donne. Si trasmette tramite il contatto cute-cute, soprattutto attraverso i rapporti sessuali. È il secondo agente patogeno responsabile di cancro nel mondo. È causa di lesioni, condilomi, infertilità e può essere causa di varie forme di cancro, come il carcinoma del collo dell’utero o della cervice uterina, il primo tumore riconosciuto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come totalmente riconducibile a un’infezione.

L’infezione da Papillomavirus umano e le sue conseguenze sono molto diffuse e si stima che almeno il 75% delle donne sessualmente attive contragga nel corso della propria vita un virus HPV di qualunque tipo e che oltre il 50% si infetti con un tipo ad alto rischio oncogeno.

È importante sapere e far sapere che i nostri figli possono prevenire il rischio di ammalarsi di alcuni tipi di tumore con una semplice vaccinazione un piccolo gesto che si trasforma in un investimento in salute” – afferma Elisabetta Iannelli, Segretario generale di FAVO.

I vaccini bivalente e quadrivalente (efficaci rispettivamente su 2 e 4 tipi di HPV) sono già disponibili in Italia e attualmente in uso, e il vaccino nonovalente (contro addirittura 9 sierotipi di HPV) sarà disponibile a breve; la vaccinazione costituisce l’unico strumento di prevenzione primaria in grado di prevenire le lesioni precancerose e cancerose dovute al Papillomavirus e potenzialmente pericolose per la vita. Per la prevenzione secondaria del tumore del collo dell’utero esistono il Pap-test e l’HPV-test in grado di identificare l’infezione. Per altri tipi di tumore da Papillomavirus che colpiscono sia donne che uomini non sono disponibili screening. Vaccinarsi è un gesto di prevenzione a tutela della salute futura, la propria e quella delle future generazioni. La vaccinazione anti HPV universale (dunque per maschi e femmine), già prevista dal Calendario per la Vita fra le vaccinazioni più importanti per la protezione della salute, è stata inoltre inserita nel nuovo Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale 2016-2018 recentemente approvato in Italia.

Ho una storia da raccontare” è un progetto di sensibilizzazione via web sulla vaccinazione contro il Papillomavirus, promosso dalla Federazione italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia (FAVO), con il supporto non condizionante di Sanofi Pasteur MSD.

Cuore del progetto, una pagina web nella quale saranno raccolte le testimonianze di uomini e donne che hanno contratto l’infezione da Papillomavirus, persone che hanno dovuto affrontare e riprogettarsi rispetto alla paternità e maternità, oppure sono riuscite a diagnosticare l’infezione precocemente, o ancora storie di quanti, alla luce delle personali esperienze giovanili, stanno indirizzando verso la vaccinazione i loro figli.

La pagina ospiterà testimonianze e contenuti informativi utili a fare chiarezza sull’infezione da HPV, sfatando alcuni miti: ad esempio, non è vero che il Papillomavirus colpisce solo le donne; l’uso del preservativo, comunque raccomandato, riduce il rischio d’infezione ma non lo elimina totalmente. È fondamentale informarsi adeguatamente e “Ho una storia da raccontare” può rappresentare uno strumento utile e di facile consultazione per approfondire la conoscenza di questa infezione e le sue conseguenze.

Per testare il livello di consapevolezza degli utenti sul Papillomavirus, FAVO promuove attivamente attraverso il sito anche un questionario da compilare rispondendo a poche semplici domande su cos’è il Papillomavirus, come si trasmette, quali malattie sono correlate a questa infezione e in che modo è possibile prevenirla.

Oggi, in Friuli Venezia Giulia, Liguria, Veneto, Provincia Autonoma di Trento, Puglia, Molise, Calabria, Sardegna (ASL di Sassari e Olbia) e Sicilia, la vaccinazione anti HPV è offerta gratuitamente sia alle femmine che ai maschi nel 12° anno di età, garantendo equità di accesso alla prevenzione del cancro da HPV. Il nuovo Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale 2016-2018 prevede la vaccinazione anti HPV in offerta attiva e gratuita sia ai maschi che alle femmine ed è inserita nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), rendendo omogeneo in tutta Italia il programma vaccinale anti HPV come nelle 9 Regioni che l’hanno già adottata.

Tutte le persone che hanno incontrato nella loro vita l’HPV possono, se lo desiderano, raccontare le loro esperienze sul sito mediante video, foto, racconti scritti e audio.

 


PRO Format Comunicazione

Tumori ginecologici: summit di esperti a Palermo

corso-di-aggiornamento-palermo-2-3-dicembre-2016

I tumori localmente avanzati rappresentano ancora oggi la fetta più importante delle neoplasie ginecologiche. Una diagnosi tempestiva è ancora l’arma principale per sconfiggere queste malattie.

Il 2 e 3 dicembre scorso, a Palermo, si è svolto un importante Corso di aggiornamento organizzato da ARNAS Civico Di Cristina Benfratelli e Università degli Studi di Palermo con il supporto di AOGOI, Associazione Ostetrici e Ginecologi Ospedalieri Italiani; SEGI, Società Italiana di Endoscopia Ginecologica; SIGO, Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia; AGUI, Associazione Ginecologi Universitari Italiani.

L’incontro, un vero e proprio corso di aggiornamento, si propone di fornire ai partecipanti gli strumenti per diagnosticare, studiare e trattare le donne con tumori ovarici e cervicali localmente avanzati. Il carcinoma ovarico e quello cervicale, presentandosi quasi sempre in forma avanzata, costringono infatti lo specialista ad acquisire un bagaglio di conoscenze che va ben oltre la ginecologia classica, abbracciando di fatto radioterapia e chemioterapia, tecniche chirurgiche addominali e urologiche. Ciò rappresenta la vera sfida dei trattamenti integrati e delle procedure diagnostiche e chirurgiche. Il carcinoma ovarico rientra tra le prime 5 cause di morte per tumore tra le donne di età inferiore ai 50 anni e il tasso di mortalità ha raggiunto una media di 6,4 decessi ogni 100mila donne. Si stima che nel corso della vita 1 donna su 74 lo sviluppi e le oltre 5mila diagnosi del 2014 si calcola diventeranno più di 5.700 nel 2030. Il tumore del collo dell’utero, nonostante la diffusione del pap-test, è il terzo tumore maligno del sistema riproduttivo, con 1.580 nuovi casi all’anno e due decessi ogni 100mila donne”, ha affermato Vito Chiantera, direttore UOC ginecologia oncologica ARNAS Civico Di Cristina Benfratelli e coordinatore dell’incontro.

I migliori esperti italiani hanno trattato lo stato dell’arte della ginecologia oncologica moderna e le innovazioni che si affacciano nel panorama internazionale.

Il programma organizzato per moduli didattici di taglio estremamente pratico e chirurgia in diretta permetterà di acquisire le competenze necessarie ad affrontare questi tumori. In particolare si discuterà di due aspetti: la progressiva integrazione degli approcci chirurgici mininvasivi nella cura delle neoplasie ginecologiche e il ruolo crescente ricoperto dalle metodiche di identificazione del linfonodo sentinella che sono attualmente in fase di studio per essere impiegate in centri di riferimento internazionali nelle neoplasie ginecologiche localmente avanzate” – ha spiegato Chiantera.

Già utilizzata in caso di tumore della mammella e di melanoma, la tecnica dell’identificazione dei linfonodi sentinella, i primi a essere coinvolti dal sistema linfatico a partire dalla sede del tumore, è infatti oggi applicabile anche nel distretto pelvico.

È possibile impiegare questa metodica diagnostica che, in caso di negatività esclude la necessità di asportare tutti i linfonodi, consentendo interventi meno invasivi, con grande vantaggio per la donna”, – ha concluso Chiantera.

Il Corso nel capoluogo siciliano è stato progettato dalla neonata unità di ginecologia oncologica, inaugurata a maggio, ma con all’attivo già oltre 250 interventi chirurgici ad elevata complessità in donne con tumori ginecologici.

La ginecologia oncologica completa l’offerta assistenziale del Centro Oncologico ‘Maurizio Ascoli’ dell’ARNAS Civico Di Cristina Benfratelli, assicurando una risposta di eccellenza al bisogno di cura delle pazienti affette da tumori dell’apparato riproduttivo grazie ad una virtuosa collaborazione tra Università e Servizio Sanitario Regionale che, in tempi di spending review inaugura una nuova e più efficiente modalità di gestione delle risorse”, – ha sottolineato Giovanni Migliore, Direttore generale ARNAS Civico Di Cristina Benfratelli.


HealthCom Consulting.Ufficio Stampa

TAVI più efficace della chirurgia anche nei pazienti a rischio intermedio

tavi-today-milano-18-11-2016

La TAVI, l’intervento per sostituire, in caso di stenosi aortica, la valvola aortica degenerata per via transcatetere, dall’inguine o attraverso la punta del cuore, senza ricorrere a un intervento di cardiochirurgia a cuore aperto, non sarà più riservata ai soli pazienti inoperabili o a rischio operatorio troppo elevato.

Lo ha stabilito nelle scorse settimane la concessione, sulla base dei dati emersi dagli studi scientifici, del marchio CE alla valvola SAPIEN 3 di Edwards Lifesciences, per l’indicazione all’impiego anche nei pazienti a cosiddetto rischio intermedio, per i quali sarebbe possibile intervenire con entrambi gli approcci.

L’impianto per via transcatetere della valvola SAPIEN 3, in pazienti con stenosi aortica grave e sintomatica a rischio intermedio, dimezza rispetto all’intervento cardiochirurgico – da 16,6% a 8,4% – l’endpoint combinato di mortalità e rischio di un ictus invalidante. Inoltre, riduce la mortalità per tutte le cause (TAVI: 7,4%; chirurgia: 13,3%) e l’insorgenza di ictus (TAVI: 4,6%; chirurgia: 8,2%). I dati derivano da analisi successive dello studio PARTNER II, pubblicato la scorsa primavera sul New England Journal of Medicine e su Lancet1.

Le conclusioni sono state presentate il 18 novembre scorso al simposio “TAVI Today”, organizzato a Milano da Edwards Lifesciences.

Si tratta di un fatto molto significativo per  la qualità e l’innovazione delle cure offerte in Italia, oltre che per i pazienti con stenosi aortica. L’estensione dell’indicazione al paziente a rischio intermedio permetterà di garantire un trattamento efficace e sicuro a un maggior numero di persone che soffrono di questa grave malattia; questo garantirà cure sempre più appropriate e meno invasive, permettendo un rapidissimo recupero funzionale con la pronta ripresa delle normali attività quotidiane per i nostri pazienti”, – ha commentato Giuseppe Musumeci, Presidente GISE-Società italiana di cardiologia interventistica.

BIBLIOGRAFIA

1. Thourani V et al. Transcatheter aortic valve replacement versus surgical valve replacement in intermediate-risk patients: a propensity score analysis. The Lancet 2016;1-8.


HealthCom Consulting.Ufficio Stampa

Changing Diabetes Children: entro il 2020 terapie e formazione per oltre 20mila bambini con diabete di tipo 1 nei Paesi in via di sviluppo

changing-diabetes-in-children

Garantire accesso alle cure per il diabete e insulina gratuita ai bambini con diabete di tipo 1 nei Paesi in via di sviluppo: questo l’obiettivo del programma Changing Diabetes® in Children, già attivo dal 2009, che proseguirà per altri quattro anni secondo quanto annunciato da Novo Nordisk in occasione della Giornata mondiale del diabete. Il programma permetterà così di fornire terapie e formazione a oltre 20mila bambini entro il 2020. L’estensione prevede il coinvolgimento di cinque nuovi Paesi: Cambogia, Costa d’Avorio, Myanmar (già Birmania), Senegal e Sudan.

Dieci anni fa un bambino dell’Africa Sub Sahariana aveva un’aspettativa di vita di un anno1 dopo la diagnosi di diabete di tipo 1. Per supportare una qualità delle cure sostenibile e il miglioramento nella diagnosi Novo Nordisk ha creato il programma Changing Diabetes® in Children che ha dato la possibilità sino ad oggi a 13.700 bambini in nove Paesi in Africa e Sud Est Asiatico di ricevere gratuitamente insulina e accesso alle terapie per il diabete.

Il programma Changing Diabetes® in Children è esemplare. Ha cambiato la vita dei bambini con diabete di tipo 1 in Bangladesh. La loro sopravvivenza dipende dalla fornitura di insulina quanto dall’educazione su come gestire il diabete, e il programma si occupa di fornirle entrambe” – ha affermato il prof. Azad Khan, presidente della Diabetic Association of Bangladesh.

Molti bambini che partecipano al programma stanno dimostrando un buon controllo e hanno la possibilità di vivere una vita più sana. A oggi, nei Paesi in cui è attivo il programma, sono state istituite 108 cliniche e oltre 7mila professionisti della salute sono stati formati nella cura del diabete.

Oltre a fornire accesso all’insulina, il programma Changing Diabetes® in Children mira a favorire lo sviluppo di sistemi sanitari sostenibili.

La sola fornitura di medicinali gratuiti non risolve le sfide problematiche in campo sanitario. Dall’inizio del programma abbiamo quindi lavorato a stretto contatto con partner locali per fornire soluzioni sostenibili per migliorare la vita dei bambini con diabete di tipo 1 oggi e in futuro”, – ha dichiarato Lars Rebien Sørensen, presidente e CEO di Novo Nordisk.

separa

Changing Diabetes® in Children | Il programma è realizzato grazie alla collaborazione di Novo Nordisk, Roche, ISPAD (International Society for Pediatric and Adolescente Diabetes®) e WDF (World Diabetes® Foundation). In ciascuna delle nove nazioni coinvolte fino a oggi (Camerun, Repubblica Democratica del Congo, Etiopia, Guinea, Tanzania, Uganda, Bangladesh e India) il programma è implementato sotto forma di una partnership tra pubblico e privato con un gruppo di organizzazioni locali. I Ministeri della Salute in questi Paesi giocano un ruolo fondamentale per assicurarsi che Changing Diabetes® in Children si integri in maniera solida nel sistema sanitario preesistente.

BIBLIOGRAFIA

1. Beran, Yudkin, Diabetes® care in sub-Saharan Africa, 2006


HealthCom Consulting.Ufficio Stampa


Follow HarDoctor News, il Blog di Carlo Cottone on WordPress.com
Visita il mio Sito Inviaci un articolo! Contattami via e-mail! buzzoole code
Twitter HarDoctor News su YouTube HarDoctor News su Tumblr Skype Pinterest

Inserisci il tuo indirizzo e-mail per iscriverti a questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi per e-mail.

Segui assieme ad altri 1.552 follower

Feed! Convalida il mio RSS feed

L’almanacco di oggi …

Almanacco di Oggi!
Farmacie di Turno
Il Meteo I Programmi in TV

Scarica le guide in pdf!

Scarica la Guida in Pdf Scarica il Booklet in Pdf

HarDoctor News | Links Utili

Scegli Tu Guarda il Video su YouTube Pillola del giorno dopo Think Safe Medicina Estetica Obesità.it

HarDoctor News | Utilità

Calcola il BMI
Test di Laboratorio
Percentili di Crescita
Calcola da te la data del parto!

Leggi Blog Amico !!!

Leggi Blog Amico

HarDoctor News | Statistiche

  • 550,384 traffic rank

HarDoctor News | Advertising

Siti sito web

Le mie foto su Istagram

... guarda lontano !!! ... mi dispiace per gli altri !!! ... Buona notte !!! ... una lucciola ... Zaira ...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: