Effetti benefici della dieta chetogenica sulla malattia del fegato grasso non alcolica (NAFLD)

La malattia epatica non alcolica (NAFLD) è una delle principali cause di malattia epatica cronica, caratterizzata da accumulo di grasso epatico e possibile sviluppo di infiammazione, fibrosi e cancro.

La dieta chetogenica, con la sua drastica riduzione dei carboidrati, è un popolare intervento di perdita di peso, nonostante le preoccupazioni di sicurezza su una possibile associazione con fegato grasso. Tuttavia, la dieta chetogenetica è stata anche segnalata per essere utile nella patologia epatica, infatti i corpi chetonici recentemente sono proposti come efficaci modulatori dell’infiammazione e della fibrosi.

In uno studio pubblicato recentemente su Obesity Reviews, Mikiko Watanabe, del Dipartimento di Medicina Sperimentale, Sezione di Patofisiologia medica, Scienze alimentari ed Endocrinologia, Università La Sapienza di Roma, primo autore dello studio, si è mirato a fornire una revisione accurata della letteratura corrente su dieta chetogenetica e NAFLD, concentrandosi su prove cliniche, percorsi metabolici coinvolti e categorizzazione rigorosa degli interventi dietetici.

Se si stabilisce l’impatto benefico della perdita di peso sul NAFLD, si sa di meno sull’effetto della distribuzione di macronutrienti su tale risultato. In un regime ipocalorico, quest’ultimo sembra non essere cruciale, mentre a un apporto calorico più elevato, il rapporto macronutriente e, in teoria, la chetosi, possono diventare importanti.

La dieta chetogenetica potrebbe avere un impatto positivo sulla NAFLD per il suo bassissimo contenuto di carboidrati e non è noto se la chetosi svolga un ruolo aggiuntivo.

In effetti, diversi meccanismi possono collegare direttamente la chetosi e il miglioramento della NAFLD e chiarire questi aspetti spianerebbe la strada a nuove strategie terapeutiche.

Questa scoperta suggerisce che la chetosi potrebbe esercitare effetti benefici indipendentemente dalla composizione alimentare e pertanto merita studi volti a identificare il ruolo specifico svolto dai corpi chetonici nella fisiopatologia NAFLD, forse aprendo la strada a nuovi obiettivi e strategie terapeutiche.

Beneficial effects of the ketogenic diet on nonalcoholic fatty liver disease: A comprehensive review of the literature – Mikiko Watanabe, Rossella Tozzi, Renata Risi, Dario Tuccinardi, Stefania Mariani, Sabrina Basciani, Giovanni Spera, Carla Lubrano, Lucio Gnessi – Obesity Reviews. 2020;1–11 – https://doi.org/10.1111/obr.13024

Un mare di colori per allontanare le paure

La Lombardia è considerata il vero e proprio ‘epicentro’ dell’epidemia di nuovo coronavirus che ha colpito il nostro Paese: tra le aree più colpite, la provincia di Bergamo, con oltre 12.600 casi. Negli ultimi tre mesi l’Ospedale Papa Giovanni XXIII, fiore all’occhiello della sanità bergamasca, ha affrontato l’emergenza gestendo un numero elevatissimo e concentrato nel tempo di persone positive alla Covid-19, grazie al grande lavoro di medici e operatori sanitari.

Per questo motivo Ospedali Dipinti ha voluto donare ai reparti pediatrici dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII, attraverso l’associazione Il sogno di Iaia, i primi tre separé decorati con le coloratissime immagini acquatiche nate dalla fantasia dell’artista Silvio Irilli: un nuovo prodotto che va ad arricchire l’offerta del progetto Ospedali Dipinti, che porta il colore e l’allegria negli ospedali italiani.

La donazione dei primi tre separé di Ospedali Dipinti all’Ospedale di Bergamo rappresenta per noi un messaggio di speranza per il futuro questa città è stata colpita duramente dall’emergenza sanitaria e sta ripartendo con tanto coraggio e tenacia. L’Ospedale Papa Giovanni XXIII, il personale medico e sanitario e i suoi pazienti pediatrici hanno bisogno di tutto il supporto possibile: nel nostro piccolo abbiamo voluto fornire loro degli strumenti utili per organizzare le corsie e garantire privacy, ma che possono al contempo donare un sorriso ai piccoli pazienti, condividere un’emozione e aiutarli ad allontanare le paure, che è la mission principale del nostro progetto. Un grazie particolare a Intergraphica di Chieri che ha contribuito alla donazione, con la stampa digitale delle mie opere e ha partecipato con grande entusiasmo all’iniziativa” – afferma Silvio Irilli.

I separé sono stati recapitati all’Ospedale Papa Giovanni XXIII con l’intermediazione dell’associazione Il sogno di Iaia onlus, organizzazione no profit molto legata al territorio bergamasco e all’ospedale che si è preso cura di Iaia quando si è ammalata di un brutto male, anni fa.

Da quando è scoppiata questa emergenza ci siamo chiesti come potessero sentirsi i bambini ricoverati e le loro famiglie. Abbiamo accolto con grande gioia e gratitudine la notizia della donazione dei bellissimi separé all’ospedale: ci riempie il cuore pensare alla meraviglia che proveranno i piccoli pazienti quando vedranno queste opere. Il nostro più sentito grazie a Ospedali Dipinti, a Intergraphica di Chieri e all’Ospedale Papa Giovanni XXIII per aver reso possibile questo sogno” – dichiara la famiglia di Iaia.

Grazie a Ospedali Dipinti e a Intergraphica di Chieri che con la loro donazione permettono al Papa Giovanni di essere ancora più a misura di bambino. Colori e immagini aiutano tantissimo a creare un contesto di cura meno traumatico per i bambini che si trovano a dover trascorrere del tempo in ospedale” – commentano Lorenzo D’Antiga e Rossana Algeri, direttore e coordinatrice infermieristica della Pediatria dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII.

Dopo la pausa forzata dovuta all’emergenza coronavirus, appena sarà possibile il progetto Ospedali Dipinti proseguirà il suo ‘viaggio’ nelle strutture ospedaliere italiane, portando i suoi coloratissimi acquari, regni sottomarini, boschi e giardini incantati popolati da allegre creature nei reparti dedicati alla cura e all’accoglienza dei pazienti pediatrici: tra le prossime tappe, proprio l’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo.

Speriamo di poter tornare presto a portare il colore negli ospedali italiani: per l’Ospedale di Bergamo abbiamo in serbo, insieme all’associazione Il sogno di Iaia, un bellissimo progetto che non vediamo l’ora di poter realizzare” – conclude Irilli.

Ospedali Dipinti è un progetto artistico a disposizione di Onlus, Fondazioni e privati che vogliono Donare reparti dipinti a strutture ospedaliere.

Con questa iniziativa gli ospedali pubblici non spendono un solo euro per la decorazione dei reparti, perché diventa una Donazione con il contributo delle persone e delle aziende locali, gestita con tanta passione dalle Onlus. Progettiamo e supportiamo la raccolta fondi delle Onlus con i nostri canali social e realizziamo l’opera in poco tempo: questa è la nostra forza.

Per citare solo alcuni dei nostri progetti, abbiamo decorato gli oltre 3.000 mq del Reparto di Radioterapia dell’Ospedale Policlinico Gemelli di Roma; portato un’immagine di allegria al reparto di Radioterapia Pediatrica dell’Ospedale Ruggi D’Aragona di Salerno; trasformato in un bosco incantato il corridoio di 140 mq dell’Ospedale Regina Margherita di Torino; ‘immerso’ in un acquario il Pronto Soccorso di Novara e tutto il nuovo reparto di Oncoematologia Pediatrica dell’ospedale di Taranto.

Ecco perché, quando si entra in una sala creata dall’artista Silvio Irilli, si ha la sensazione di entrare in un grande affresco che regala serenità agli adulti e continua a far sognare i bambini.

Tiroide e fertilità

Come ogni anno, a fine maggio, dal 25 al 31, si svolge la Settimana Mondiale della Tiroide, dedicata alla diagnosi, cura e prevenzione delle malattie tiroidee.

Le malattie della tiroide sono strettamente correlate alla fertilità e possono determinare percentuali ridotte di concepimento, aborti spontanei, oltre a diversi problemi al feto e difficoltà di impianto nei trattamenti di fecondazione assistita.

I numeri a riguardo sono di una certa rilevanza. L’1,5% della popolazione generale femminile è affetta da ipotiroidismo. Di questa, circa il 2,3% delle donne soffre di disturbi della fertilità. Tale patologia, in alcune aree geografiche, ha una prevalenza del 10% nelle donne in età riproduttiva. (Rivista The Obstetrician &Gyneacologist).

Per prevenire queste patologie e le loro conseguenze, la prevenzione è di primaria importanza. Molte donne che provano ad avere un bambino ignorano il fatto che la mancata gravidanza può dipendere da un disturbo tiroideo, e questo accade perché spesso non fanno gli adeguati controlli, né a livello di tiroide, né di fertilità. Per quanto riguarda la salute della tiroide, la prima cosa da fare è verificare la quantità di TSH nel sangue. L’alterazione di tale valore, infatti, è indice di ipotiroidismo o ipertiroidismo, patologie che possono mettere a repentaglio la fertilità” – afferma Daniela Galliano, direttrice del Centro IVI di Roma.

In questo periodo di crisi sanitaria molte persone si sono trovate nell’impossibilità di fare screening o test e le coppie che sono rivolte a noi di IVI hanno immediatamente compreso l’importanza dei controlli, anche dal punto di vista della fertilità. Per questo, siamo contenti di averi ripreso le attività dando così un contributo attivo alle coppie che desiderano avere figli” – continua Daniela Galliano.

Monitorare i livelli di iodio significa controllare il corretto funzionamento della tiroide, in quanto costituente fondamentale degli ormoni tiroidei che svolgono un ruolo di primo piano nello sviluppo del cervello e, durante la vita adulta, nel mantenimento dell’equilibrio metabolico.

In gravidanza il fabbisogno di iodio aumenta per soddisfare la maggior produzione di ormoni tiroidei necessari allo sviluppo del feto. Anche una lieve iodio-carenza può esporre il feto al rischio di difetti nello sviluppo neuro-cognitivo e ad una possibile condizione di ipotiroidismo fetale e neonatale che, se non diagnosticata e trattata tempestivamente, determina ritardo mentale e dell’accrescimento. Tuttavia, è bene ricordare che in Italia, grazie alla Legge n.104/1992, è attivo un programma nazionale di screening neonatale per l’ipotiroidismo congenito che consente di somministrare la terapia sostitutiva ai bambini affetti da tale carenza entro le prime settimane di vita. Inoltre, dato che l’ipotiroidismo congenito è la più frequente endocrinopatia dell’infanzia, dal 1999 è attivo un programma nazionale di sorveglianza della patologia (DPCM 9/7/1999) realizzato dal Registro Nazionale degli Ipotiroidei Congeniti presso l’Istituto Superiore di Sanità – conclude Daniela Galliano, direttrice del Centro IVI di Roma.

 

FONTE | Open Gate Italia

Ictus associato a forame ovale pervio: necessaria nuova classificazione

E’ stata richiesta una nuova classificazione per l’ictus ischemico nei pazienti che presentano un forame ovale pervio (PFO) che rappresenta la probabile causa dell’ictus stesso.

La nuova classificazione, ossia quella di ictus associato a PFO, è stata proposta da un ampio gruppo di esperti sulla base di studi randomizzati che hanno dimostrato che la chiusura del PFO è preferibile rispetto alla terapia medica in termini di riduzione delle recidive nei pazienti con ictus criptogenico e PFO, come affermato da Jonathan Tobis dell’Università della California.

Questi studi hanno anche fornito alcune prove del fatto che fra le opzioni di terapia medica gli anticoagulanti potrebbero risultare più efficaci rispetto agli antipiastrinici in questi pazienti.

Negli USA la chiusura del PFO è approvata a seguito di un ictus se si presume che il PFO sia correlato all’ictus, e quindi è importante definire questi pazienti. Al momento un ictus ischemico che interviene in un paziente con PFO viene classificato come criptogenico, il che implica l’assenza di meccanismi noti, ma gli esperti propongono che se un paziente presenta un PFO e l’ictus non è giustificato da nessuna probabile altra eziologia, l’ictus stesso dovrebbe essere indicato come ictus associato a PFO.

Ciò implica che l’ictus sia connesso alla presenza del PFO, ma non inferisce una definitiva causalità, che rimane molto difficile da provare. Sussistono diversi gradi di certezza sul fatto che un PFO abbia causato un ictus.

Ad esempio, è possibile affermarlo definitivamente soltanto se è possibile vedere un coagulo ematico a cavallo del  PFO, il che è molto difficile, ma gli scenari più probabili comprendono pazienti giovani senza altre comorbilità che possano causare un ictus, presenza di embolia polmonare o presenza di un aneurisma settale o di un ampio PFO con shunt.

In alcuni casi è improbabile che il PFO sia stato la causa dell’ictus, come ad esempio in caso di piccoli PFO o di pazienti anziani con patologie cardiovascolari.

In ultima analisi, la diagnosi definitiva spetta al neurologo. Si stima che il 20% della popolazione presenti un PFO, ma soltanto un soggetto su 1.000 presenta un ictus, e quindi se tutti i PFO venissero chiusi di routine, 999 di questi interventi sarebbero stati non necessari.

Tuttavia se un paziente presenta un ictus ed un PFO che ne è stato la probabile causa, sussiste un rischio dell’1% che il paziente vada incontro ad un altro ictus.

Molti di questi pazienti sono giovani, e quindi potrebbero avere una probabilità del 50% di andare incontro ad un altro ictus nel corso della vita, il che giustifica pienamente la chiusura del PFO.

Una nuova classificazione renderebbe la comunità neurologica maggiormente consapevole di questa diagnosi come causa di ictus, ed incoraggerebbe anche i medici a ricercare un PFO dopo un ictus, il che non sempre è accaduto in passato.

Si stima che il 5% di tutti gli ictus sia correlato ad un PFO, e nei pazienti al di sotto dei 60 anni questo tasso sale al 10%.

Si tratta comunque probabilmente di sottostime, in quanto non sono state usate le migliori tecnologie per rilevare i PFO. L’ecocardiografia transtoracica ha un elevato tasso di falsi negativi, e manca il 50% dei PFO, mentre quella transesofagea ne manca soltanto il 10%.

Lo standard comunque è rappresentato dall’ecodoppler transcranico, che ne manca soltanto l’1%. Nel corso degli anni il numero di pazienti con ictus classificati come criptogenetici è diminuito significativamente grazie ai progressi tecnologici ed alla possibilità di accertare la causa di base.

Si stima che attualmente il 20% circa degli ictus ischemici sia definito come criptogenetico, e circa la metà di questi casi può essere attribuita ad un PFO.

Proposal for Updated Nomenclature and Classification of Potential Causative Mechanism in Patent Foramen Ovale–Associated Stroke – Akram Y. Elgendy, Jeffrey L. Saver, Zahid Amin,  Jonathan M. Tobis, et al. – AMA Neurol. Published online April 13, 2020. doi:10.1001/jamaneurol.2020.0458

Confronti, laboratorio di idee per la sanità e il welfare di domani

Analizzare l’emergenza Coronavirus e partire da qui per pensare insieme soluzioni per la gestione della nostra sanità: così nasce “Confronti”, laboratorio di idee per la sanità e il welfare di domani.

Una serie di videoconferenze realizzate da Cast4 – Edutainment Company specializzata in storytelling d’impresa – grazie al supporto di Pipino & Partners – società di consulenza per il settore sanitario – a disposizione di tutti, con l’obiettivo di generare consapevolezza anche nei non addetti ai lavori.

Protagonisti dei “Confronti” sono specialisti clinici, legali, manager attivi in ambito sanitario, che condividono pareri e consigli per il futuro, a partire da ciò che sta accadendo attualmente al nostro sistema e nelle corsie dei nostri ospedali.

Le diverse figure professionali caratterizzano le varie specializzazioni del mondo clinico, tutte in prima linea in un sistema nato per gestire le emergenze, e oggi impegnato in un’“emergenza nell’emergenza”, a causa di una malattia mai affrontata prima.

Confronti” è online da oggi su YouTube con il primo episodio della serie, dedicato ai profili di responsabilità e di criticità che caratterizzano la pandemia.

Intervengono qui Flaviano Antenucci, Hospital & MedMal Risk Manager; Jean-Paule Castagno, Dottore di ricerca e avvocato; Claudio Garbelli, Specialista igiene e medicina preventiva e valutatore sistemi qualità aziende sanitarie e Andrea Minarini, Direttore UOC Medicina legale AUSL di Bologna.

Il format è stato realizzato grazie agli strumenti offerti dalla tecnologia telematica, che in questo periodo di isolamento forzato rendono più facili le connessioni a distanza e ci portano a riscoprire il piacere del confronto, del dibattito, e la capacità di generare idee.

La serie sarà presto disponibile anche in versione podcast audio su GliAscoltabili.it, piattaforma di podcast di successo edita da Cast4.

Cast4 è una Edutainment Company fondata da specialisti della narrazione, gli autori di Destini Incrociati, format radio-televisivo in onda su Radio24 e Sky Arte vincitore del premio internazionale Ennio Flaiano. Realizziamo progetti culturali e di formazione per la comunicazione nei settori privato e sanitario, supportando le imprese nella valorizzazione del proprio patrimonio narrativo. Cast4 svolge anche attività di insegnamento di storytelling per il biennio specialistico di communication design di NABA ed è editore della piattaforma di podcast GliAscoltabili.it

 

Malattia di Gaucher

La malattia di Gaucher è la patologia ereditaria autosomica recessiva da carenza enzimatica più comune tra le circa 50 malattie da accumulo lisosomiale.

La causa è la carenza della glucocerebrosidasi (β-glucosidasi acida), un’idrolasi lisosomiale coinvolta nella graduale degradazione dei glicosfingolipidi complessi. Nei pazienti affetti da malattia di Gaucher la carenza enzimatica porta all’accumulo di substrato (glucosilceramide) nei monociti/macrofagi (che prendono appunto il nome di cellule di Gaucher) che si accumulano progressivamente in grande quantità nel fegato, nella milza e nel midollo osseo alterando la funzione di tali organi e tessuti fino a un danno irreversibile1

La malattia di Gaucher ha ereditarietà autosomica recessiva. Se entrambi i genitori sono portatori della malattia di Gaucher, la probabilità che i figli ereditino due copie del gene mutato della malattia di Gaucher e sviluppino la malattia è di 1 su 4 (25%).3

Sono state descritte tre varietà clinicamente distinte della malattia.

La forma più diffusa è la forma di tipo I (non neuropatica) e può essere caratterizzata da anemia, piastrinopenia, leucopenia, splenomegalia e lesioni ossee (osteopenia, lesioni osteolitiche, fratture patologiche, dolore osseo cronico o crisi ossee, infarti ossei, osteonecrosi e deformità scheletriche).  Le lesioni ossee e ciò che ne consegue possono essere causa di inabilità e notevole difficoltà nell’esecuzione delle attività quotidiane con impatto notevole sulla qualità di vita. In una minoranza di pazienti con Gaucher di tipo I vi può essere anche interessamento polmonare con interstiziopatia e ipertensione polmonare secondaria e interessamento renale: questi due organi vengono raramente colpiti, ma il loro coinvolgimento può aggravare in modo importante il quadro clinico e la prognosi della malattia. Recenti lavori in letteratura hanno evidenziato in alcuni pazienti di tipo I una predisposizione allo sviluppo del morbo di Parkinson.

Quella di tipo II è una forma acuta neuropatica a prognosi severa e sopravvivenza limitata ai primi due o tre anni di vita caratterizzata da sintomi neurologici.

Il tipo III della malattia di Gaucher è anch’esso caratterizzato da interessamento neurologico con anomalie dei movimenti oculari, atassia, crisi epilettiche e demenza, che tuttavia insorgono più tardivamente rispetto al tipo II. 1

I sintomi precoci della malattia di Gaucher di tipo 1 tendono a riflettere gli aspetti ematologici della patologia stessa (splenomegalia, anemia, trombocitopenia e sanguinamento spontaneo). L’iperferritinemia e l’ipolipidemia sono sintomi comuni nella malattia di Gaucher. L’anemia è associata ad astenia. 2

  • Aumentato rischio di epatocarcinoma e carcinoma renale 8
  • Aumentato rischio (odds ratio) di:
    • Neoplasie in generale di 1,70 (IC 95% 1,27-2,31)
    • Mieloma multiplo (tra 25 e 51,1)
    • Neoplasie ematologiche (tra 3,5 e 12,7) 8
  • Marcata predisposizione per l’ipertensione polmonare9

La diagnosi della malattia di Gaucher può rappresentare una vera sfida per i medici non specializzati nella malattia, a causa dell’ampia varietà di età, severità, tipologia di manifestazioni cliniche e mancanza di conoscenza tra i medici non specializzati dei segni e sintomi precoci della malattia di Gaucher (Mistry et al, 2007).

Un paziente con malattia di Gaucher su 6 ha riportato un ritardo diagnostico di 7 anni o più dal primo consulto medico (Mehta et al, 2017).

Gli ematologi e i pediatri sono state le principali specialità alle quali si sono inizialmente presentati i pazienti, e le caratteristiche più frequenti erano la splenomegalia, trombocitopenia, anemia e dolore alle ossa.

La Consensus Gaucher Earlier Diagnosis (GED-C) ha identificato sette principali caratteristiche indicative di malattia di Gaucher di tipo 1 (GD1), i.e. Splenomegalia, trombocitopenia, anemia, epatomegalia, dolore alle ossa (dolore, crisi, necrosi non vascolare e fratture), iperferritinemia, gammopatia, e 2 principali co-variabili, i.e. storia famigliare di malattia di Gaucher e discendenza ebrea ashkenazita (Mehta et al, 2017).

Ulteriori segni principali sono stati identificati nella malattia di Gaucher di tipo 3 (GD3), incluso disturbi oculomotori, epilessia mioclonica, disturbi motori e cifosi.

I pazienti con malattia di Gaucher possono anche provare affaticamento cronico che causa disabilità funzionali e di conseguenza impatta la qualità di vita (Hayes et al, 1998; Zion et al, 2016).

La malattia di Gaucher è diagnosticata tramite la ridotta attività enzimatica della β-glucocerebrosidasi (il gold standard) in associazione all’identificazione della mutazione nel gene GBA (denominato anche GBA1).

Si raccomanda il Whole-gene sequencing del gene GBA per stabilire rigorosamente la diagnosi molecolare per pronosticare e identificare meglio i portatori della famiglia (Zimran, 2011).

L’utilizzo della diagnosi enzimatica e molecolare tramite  Dried Blood Spot si è rivelato affidabile per i pazienti nelle aree remote (Verma et al, 2017).

Nonostante l’associazione genotipo-fenotipo non sia perfetta, è importante capire quali genotipi hanno maggiori possibilità di risultare alla malattia lieve e quali nella malattia più severa, e specialmente nella malattia neuronopatica, per monitorare e per prendere scelte terapeutiche.

È importante sottolineare che l’aspirato midollare osseo come mezzo di diagnosi è indicato solamente dopo aver escluso gli altri disordini ematologici (Beutler & Saven, 1990; Zimran & Elstein, 2016).7

 

Non vi è attualmente alcuna cura per la malattia di Gaucher, tuttavia, sono disponibili terapie che possono aiutare a curare molti dei sintomi principali. Chiedi al tuo medico per maggiori informazioni.

 

  1. Cassinerio E. et al. La malattia di Gaucher: una malattia rara di interesse internistico. Medicina Italia Numero 3/08.
  2. Mistry PK, et al. A reappraisal of Gaucher disease-diagnosis and disease management algorithms. Am J Hematol. 2011;86:110-5.
  3. Kaplan P. et al. Revised recommendations for the management of Gaucher disease in children. Eur J Pediatr (2013) 172: 447-458
  4. Khan A, Hangartner T, Weinreb NJ, et al. Risk factors for fractures and avascular osteonecrosis in type 1 Gaucher disease: a study from the International Collaborative Gaucher Group (ICGG) Gaucher Registry. J Bone Miner Res. 2012;27:1839-48.
  5. Charrow J et al. The Gaucher Registry – Demographics and Disease Characteristics of 1698 Patients With Gaucher Disease – Arch Intern Med Vol 160, Oct 9, 2000: 2835-43
  6. Rosenbloom BE, Weinreb NJ. Gaucher Disease: A Comprehensive Review. Crit Rev Oncog. 2013;18(3):163-75.
  7. Shoshana Revel-Vilk, Jeff Szer, Atul Mehta and Ari Zimran. How we manage Gaucher Disease in the era of choices. BJH Review (2018)
  8. Arends M, et al. Malignancies and monoclonal gammopathy in Gaucher disease; a systematic review of the literature. Br J Haematol. 2013;161:832-42.
  9. Mistry PK, et al. Pulmonary hypertension in type 1 Gaucher’s disease: genetic and epigenetic determinants of phenotype and response to therapy. Mol Genet Metab. 2002;77:91-8.
  10. Wang RY, et al. Lysosomal storage diseases: Diagnostic confirmation and management of presymptomatic individuals. Genet Med. 2011;13(5):457-84.
  11. Burrot TA. et al. Prevalence and management of Gaucher Disease.Pediatric Health, Medicine and Therapeutics. Dovepress (2011)
  12. Kerem E. et al. Pulmonary function abnormalities in type I Gaucher disease, Eur J Pediatr (1996) 9: 340-345
  13. HAS Santé guide for doctors: Long term conditions (January 2007) Gaucher disease – National Diagnosis and Treatment Protocol, 2007: 1-45

FONTE | CONOSCERE GAUCHER

NUTRIPIATTO: ERRORI DA EVITARE

Una corretta alimentazione, nei primi anni di vita del bambino, può essere considerata alla pari della prevenzione primaria, aiutando ad evitare alcune patologie croniche che si possono avere a distanza di decenni. Se i vaccini prevengono le malattie, una corretta nutrizione non ne causa altre. Per avere un anziano più sano, dobbiamo avere un bambino curato bene, che abbia dei corretti stili di vita e nutrizionali” – lo ha dichiarato alla Dire, Giuseppe Di Mauro, presidente della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS).

Difatti il presidente della Sipps presenta ai genitori italiani il progetto ‘Nutripiatto‘. Uno strumento di educazione alimentare semplice e intuitivo, formato da un piatto e da una guida, e pensato per bambini dai 4 ai 12 anni divisi in tre fasce d’età (4/6, 7/9, 10/12), quelle più critiche per il sovrappeso e l’obesità in Italia.

Oggi più che raccomandare di mangiare di qualità, bisogna consigliare cosa mangiare e soprattutto indicare quali sono le porzioni giuste. Da qui l’invenzione di un piatto con all’interno degli scomparti che mostrano in maniera intuitiva le giuste proporzioni che i vari gruppi alimentari hanno in un pasto principale preparato per il bambino”- prosegue Giuseppe Di Mauro.

Sviluppato da Nestlé con la supervisione scientifica della Sipps e dell’Università Campus BioMedico di Roma, ‘Nutripiatto‘ mostra infatti le corrette proporzioni dei gruppi alimentari che fanno parte dei pasti, adeguando, man mano che il bambino cresce, le quantità dei cibi a tavola.

Nutripiatto‘ prevede 5 pasti nelle 24 ore con due spuntini, uno a metà mattinata e uno il pomeriggio. Questi servono a non arrivare affamati all’appuntamento del pranzo e della cena. Nella guida sono inserite anche delle ricette con le relative quantità giuste da mettere in un piatto di dimensioni reali, che separa i vari gruppi alimentari. Il documento evidenzia anche l’importanza dell’idratazione, dell’acqua, che spesso i bambini, anche se hanno sete, non chiedono. Dovrebbero bere almeno un litro e mezzo di acqua al giorno e, se non la chiedono, i genitori devono stare attenti a offrirla. La guida non dimentica l’importanza dell’attività motoria, che va a completare la lista dei corretti stili di vita” – spiega Giuseppe Di Mauro.

Non gratificare o premiare il bambino (per un compito fatto bene) con dei dolcetti, è un errore da non commettere. Un dolce raffigurerà così un qualcosa di buono o di migliore rispetto agli altri alimenti. Non bisogna poi saltare la prima colazione, che è il pasto fondamentale della giornata, il primo dopo il lungo digiuno notturno. In questa fase di emergenza ‘Nutripiatto‘ può essere un’opportunità per correggere gli stili di vita e, coinvolgendo i bambini, anche il preparare insieme le pietanze da mangiare può diventare un gioco divertente” – conclude Di Mauro.

Tutti possono scaricare la guida illustrativa pratica NUTRIPIATTO 2ed.

Pediatri, nutrizionisti e insegnanti possono richiedere il Nutripiatto scrivendo all’indirizzo: N4HK@it.nestle.com, per i consumatori saranno presto resi disponibili i Nutripiatto nel sito internet www.nutripiatto.nestle.it


leggi il Blog nella tua lingua

Follow HarDoctor News, il Blog di Carlo Cottone on WordPress.com
Visita il mio Sito Inviaci un articolo! Contattami via e-mail! buzzoole code
Twitter HarDoctor News su YouTube HarDoctor News su Tumblr Skype Pinterest

Inserisci il tuo indirizzo e-mail per iscriverti a questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi per e-mail.

Segui assieme ad altri 2.623 follower

L’almanacco di oggi …

Almanacco di Oggi!
Farmacie di Turno
Il Meteo I Programmi in TV

Scarica le guide in pdf!

Scarica la Guida in Pdf Scarica il Booklet in Pdf

HarDoctor News | Links Utili

Scegli Tu Guarda il Video su YouTube Pillola del giorno dopo Think Safe Medicina Estetica Obesità.it

HarDoctor News | Utilità

Calcola il BMI
Test di Laboratorio
Percentili di Crescita
Calcola da te la data del parto!

Leggi Blog Amico !!!

Leggi Blog Amico

HarDoctor News | Statistiche

  • 999.547 traffic rank

HarDoctor News | Advertising

Siti sito web

Le mie foto su Istagram


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: