#VorreiCheilMioMedicoSapesseChe: quello che i pazienti non hanno mai avuto il coraggio di chiedere al medico

#VorreiCheilMioMedicoSapesseChe, andando direttamente alla home page di Amici Onlus, l’associazione nazionale da oltre vent’anni impegnata nella tutela delle persone con MICI, malattie croniche dell’intestino, si può accedere alla sezione che raccoglie le domande che si possono fare ai medici e che magari non si ha mai avuto il coraggio di formulare. Anche in forma anonima.

Un convegno, organizzato proprio il 19 maggio, World IBD Day, giornata mondiale dedicata alle malattie infiammatorie croniche dell’intestino (MICI), ha risposto a tutti i quesiti con un parterre di medici e scienziati. L’evento si è tenuto a Roma presso l’hotel NH Collection in via Vittorio Veneto dalle ore 9 del mattino.

Lo stesso giorno, in oltre 50 paesi nel mondo inclusa l’Italia con 30 città, i principali monumenti si illumineranno di viola (colore simbolo di queste patologie) per sensibilizzare e informare l’opinione pubblica sulla condizione delle persone che convivono con la malattia di Crohn e la colite ulcerosa.

AMICI Onlus ha deciso di lanciare un’iniziativa volta a rompere le barriere che spesso si creano tra medico e paziente, dando la possibilità, attraverso questo sondaggio, di dire quello che spesso il malato non ha la possibilità o il coraggio di chiedere al medico durante la visita” – spiega Enrica Previtali, Presidente di Amici Onlus.

Un modo innovativo di coinvolgere non solo gli associati di tutta Italia, ma chiunque abbia avuto problemi con queste malattie, che potranno avanzare richieste, trasmettere sensazioni, paure, ansie, che il malato, per timidezza o vergogna non è riuscito a condividere.

I risultati raccolti saranno l’argomento di punta del convegno scientifico di Roma, intitolato proprio #VorreiCheilMioMedicoSapesseChe, perché il corretto rapporto medico paziente è alla base di una terapia di successo. I pazienti poco coinvolti nel processo di cura, infatti, rischiano 10 volte di più di incorrere in ricadute e/o aggravamenti. Inoltre ammalati con bassi livelli di engagement riportano in 9 casi su 10 sintomi ansioso-depressivi.

Il World IBD Day è ormai da qualche anno il giorno più importante per le persone con MICI e per la nostra associazione perché rappresenta il momento migliore per sensibilizzare e informare l’opinione pubblica su queste patologie e sulla condizione delicata dei pazienti. Proprio per questo, organizziamo il convegno che punta a dare voce ai malati che spesso, per paura o per vergogna, non si rendono conto che la cosa più sbagliata è proprio quella di non chiedere nulla. Siamo contenti di constatare che anche quest’anno l’Italia ha risposto con spirito solidale e che moltissime città hanno aderito a questa campagna mondiale. Il nostro augurio è che una volta spente le luci sui monumenti restino accesi i riflettori su queste patologie, perché soltanto con l’unione e la collaborazione sarà possibile offrire nuove speranze ai pazienti” – conclude Enrica Previtali.

Cinque milioni di persone nel mondo e 200.000 in Italia soffrono di una malattia infiammatoria cronica dell’intestino e i numeri sono destinati a crescere nei prossimi anni. Le MICI, caratterizzate dall’impatto fortemente negativo sulla vita quotidiana e dalla compromissione della sfera relazionale dei pazienti, sono vere e proprie malattie sociali che causano spesso disabilità invisibili e condizioni invalidanti.

Alla giornata mondiale aderiscono quest’anno 50 paesi di tutti i cinque continenti con l’obiettivo di ripetere il successo dello scorso anno quando centinaia di monumenti in tutto il mondo si sono colorati di luce viola in un abbraccio ideale e internazionale in solidarietà di tutte le persone che convivono con una patologia MICI.

 

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Giornata Nazionale del Mal Di Testa

Dai una spallata al tuo dolore”, questo il tema della GIORNATA NAZIONALE DEL MAL DI TESTA 2018, dedicata a tutti i pazienti che soffrono di una delle tante forme di cefalea, che si celebra oggi, sabato 19 maggio in tutta Italia.

Inserita dall’OMS fra le prime 10 cause al mondo di disabilità, il mal di testa, solo in Italia, colpisce oltre 26 milioni di persone.

SIN (Società Italiana di Neurologia) e Anircef (Associazione neurologica Italiana per la ricerca delle Cefalee) quest’anno partecipano alla Giornata attraverso l’organizzazione di numerose iniziative presso i Centri Italiani specializzati nella cura delle cefalee. Da Nord a Sud, infatti, i Centri apriranno le porte per fornire informazioni precise su cosa fare quando il mal di testa diventa un compagno ingombrante. Gli esperti faranno chiarezza sulla diagnostica, sull’epidemiologia e sulle reali possibilità di cura che spesso i pazienti non conoscono, rassegnandosi a vivere in una condizione che penalizza fortemente la loro qualità di vita.

La SIN sostiene fortemente questa iniziativa perché fare una corretta informazione presso l’opinione pubblica creando una cultura della patologia è fondamentale. Con questa iniziativa, vogliamo ribadire l’importanza di un paziente informato, che sappia a chi rivolgersi e dove farsi curare. Avere una diagnosi precisa così come risolvere o curare al meglio il problema deve essere il primo obiettivo comune, sia del paziente che dello specialista che lo ha in cura” – sottolinea Gianluigi Mancardi, Presidente della SIN e Direttore Clinica Neurologica Università di Genova.

Il mal di testa, o cefalea, è una condizione molto frequente e può dipendere da cause diverse. Talvolta è il sintomo di altre malattie sottostanti, le cosiddette cefalee secondarie, come ad esempio l’ipertensione arteriosa, la sinusite, diverse patologie endocraniche; talvolta, invece, è un disturbo a sé stante, in questo caso viene chiamata cefalea primaria, che non ha altre cause evidenziabili da comuni metodiche di indagine come la TAC o la RMN, ma si manifesta esclusivamente con il sintomo del dolore. Le cefalee primarie sono molto frequenti nella popolazione generale: la cefalea di tipo tensivo (CdTT), ad esempio, caratterizzata da dolore nucale o cervico-frontale gravativo, ha una prevalenza, nel periodo di 1 anno, di circa il 30% della popolazione globale, mentre l’emicrania, un tipo di cefalea primaria i cui attacchi coinvolgono in genere un unico lato del capo, accompagnati spesso da disturbi visivi, nausea e vomito, interessa il 10-20% della popolazione generale.

Negli ultimi anni sono stati fatti passi avanti nella diagnostica e nella terapia di tali forme morbose, ma è necessaria una diagnosi corretta e precisa, perché ogni tipo di cefalea richiede una specifica terapia. Per tornare al caso dell’emicrania, per esempio, quando la frequenza supera i 4 giorni al mese sono necessarie sia una terapia preventiva sia una di attacco per evitare la cronicizzazione e l’abuso di farmaci. Secondo i criteri diagnostici della Società Internazionale delle Cefalee, infatti, la diagnosi di “emicrania cronica” viene formulata nel caso in cui la cefalea sia presente da almeno 3 mesi, con frequenza di minimo 15 giorni al mese, di cui almeno 8 caratterizzati da sintomi tipici dell’emicrania.

La Giornata Nazionale del Mal di Testa arriva in un periodo in cui si inizia a vedere all’orizzonte una nuova e molto promettente possibilità di cura. E’ imminente, infatti, l’immissione sul mercato di nuove molecole, gli anticorpi monoclonali, pensate per bloccare l’attività del CGRP, una piccola proteina responsabile dello scatenamento degli attacchi di Emicrania. Si tratta delle prime molecole in assoluto realizzate con l’obiettivo di agire in modo estremamente mirato sui meccanismi che generano gli attacchi. I risultati dei primi studi sperimentali sembrano essere molto promettenti, se è vero che 1 paziente su 4 arriva a non avere più attacchi di emicrania anche per un mese intero, partendo da una condizione di attacchi molto frequenti, anche 2 o 3 a settimana. Oltretutto, proprio grazie al loro meccanismo molto specifico, gli effetti collaterali sono praticamente irrilevanti” – commenta Fabio Frediani, Presidente Anircef e Direttore U.O.C. Neurologia e Stroke Unit, Ospedale “S. Carlo Borromeo” di Milano.

Queste e altre novità scientifiche saranno al centro del prossimo Congresso Nazionale ANIRCEF, che si terrà presso l’Università Statale di Milano dal 15 al 17 giugno 2018, rappresentando un importante momento di confronto per tutti gli specialisti di settore con la presentazione di dati che testimoniano l’importanza di queste nuove terapie e delle ricerche in questo campo.

Tutte le iniziative promosse da ANIRCEF e dalle associazioni aderenti alla GIORNATA NAZIONALE DEL MAL DI TESTA, sono pubblicate sul sito.


La Società Italiana di Neurologia (SIN) ha aderito alla Giornata della Salute della Donna organizzata dal Ministero della Salute

Anche quest’anno la Società Italiana di Neurologia (SIN) ha partecipato alla Giornata Nazionale della Salute della Donna organizzata dal Ministero della Salute, per sensibilizzare e promuovere i progressi della ricerca scientifica per la cura delle patologie neurologiche femminili ed ha allestito sabato 21 aprile un gazebo informativo presso il Villaggio della Salute della Donna.

Le malattie neurologiche, che siano genetiche o acquisite, degenerative o infiammatorie, frequentemente sono o diventano croniche, portando spesso a perdita delle funzioni cognitive o a disabilità motoria e imponendo l’assunzione ininterrotta di farmaci. Per tutti questi aspetti le malattie neurologiche coinvolgono la donna a più livelli: come malata, come caregiver, come donna che in età fertile deve affrontare una serie di paure come quella di non riuscire a portare a termine o a gestire la gravidanza, che diventi difficile curarsi o che la malattia di cui è portatrice possa essere trasmessa.

La Società Italiana di Neurologia ha sempre posto una particolare attenzione alla Medicina di Genere e alla Salute della Donna con focus non solo sugli aspetti di prevenzione, diagnosi e cura, ma anche sul benessere psichico e sulle problematiche relative all’integrazione in una società che oggi richiede impegni sempre più gravosi sia a livello individuale e familiare che nel mondo del lavoro” – ha affermato Gianluigi Mancardi, Presidente della Società Italiana di Neurologia e Direttore della Clinica Neurologica dell’Università di Genova.

A tutto questo si aggiunge che alcune malattie sono trasmesse solo dalle donne o hanno una maggiore prevalenza nel sesso femminile o che la gestione terapeutica può essere difficile in alcune condizioni come la gravidanza, l’allattamento o la menopausa. Le necessarie modificazioni terapeutiche in queste situazioni possono, infatti, determinare peggioramento o recidiva della malattia e un profondo sentimento di insicurezza. Pertanto la prevenzione delle patologie neurologiche e la diagnosi precoce assumono un ruolo centrale e ancora più rilevante quando si parla di malattie nel sesso femminile.


Al via Progetto Zero

Prevenire l’ipertensione arteriosa, definita anche “killer silenzioso”: questo l’obiettivo del Progetto Zero, nato dalla proficua collaborazione dell’Associazione per la Lotta all’Ictus Cerebrale (A.L.I.Ce. Italia Onlus) con la Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG).

A.L.I.Ce. Italia Onlus ribadisce l’appello diffuso in occasione di “Aprile mese della prevenzione”, ricordando quanto sia importante il controllo della pressione nella prevenzione primaria e secondaria dell’ictus, perché ridurre i valori della pressione arteriosa fa diminuire di ben il 40-50% il rischio di essere colpiti da questa patologia.

Innovativo per l’approccio multidisciplinare e multifattoriale, Progetto Zero è il primo e più ampio programma per prevenire il rischio cerebro e cardiovascolare e intende offrire un servizio esclusivo, dedicato alle farmacie italiane e alla popolazione mettendo a loro disposizione strumenti e know-how per educare i professionisti della salute e i cittadini.

Progetto Zero arriva, in oltre 800 farmacie distribuite sul territorio nazionale. Infermieri formati e specializzati forniranno un’ampia e personalizzata consulenza ai clienti delle farmacie che aderiscono a Progetto Zero: dalla misurazione della pressione sanguigna al test sui valori glicemici, dai suggerimenti per la prevenzione e gestione quotidiana dei disturbi alla compilazione della scheda per identificare il rischio individuale sulla base dei valori rilevati e di fattori come età, patologie, stili di vita.

Le farmacie sono la prima frontiera del SSN alla quale i cittadini si rivolgono per trovare informazioni e consiglio. Il farmacista ha un ruolo fondamentale per sviluppare attività di screening, prevenzione ed educazione dei cittadini sui rischi cerebro e cardiovascolari associati all’ipertensione e al diabete. La capillarità del servizio e la specializzazione del personale delle farmacie permette lo sviluppo di un efficace modello di prevenzione e informazione per ipertesi e diabetici, anche quelli che non sanno di esserlo. Obiettivo del Progetto è quello di informare la popolazione e spronarla a seguire comportamenti e stili di vita corretti – dichiara Nicoletta Reale, Presidente di A.L.I.Ce. Italia Onlus.

Il progetto, realizzato grazie al supporto non condizionato di Corman, ha debuttato nel 2017 ed è stato subito premiato al Cosmofarma Innovation & Research Award; nel 2018, prosegue sotto l’egida dell’Osservatorio Ictus Italia per diffondere e rafforzare la pratica della prevenzione contro l’ipertensione arteriosa.

L’ipertensione è tra i principali fattori di rischio per eventi cardiovascolari e cerebrovascolari, che sono la prima causa di mortalità nei Paesi occidentali. In Italia, colpisce circa il 30% degli individui adulti, molti dei quali neanche lo sanno. Il 19% degli uomini e il 14% delle donne sono in una condizione di rischio; i pericoli aumentano con l’aumentare dei valori pressori. Il rischio è decisamente maggiore nella popolazione diabetica, pari a circa 3,5 milioni di italiani, di cui 1,3 milioni non diagnosticati. Nel 70% dei casi, i pazienti con diabete mellito di tipo II sono ipertesi” – dichiara Damiano Parretti, Responsabile Progetti Area Cronicità Società Italiana di Medicina Generale e delle cure primarie.

A.L.I.Ce. Italia Onlus è l’unica realtà associativa italiana che riunisce sia le persone colpite, i loro familiari e i caregiver, sia infermieri, fisioterapisti, logopedisti coinvolti nella prevenzione e cura dell’ictus, sia i medici di medicina generale, fisiatri, neurologi e gli altri medici esperti nella diagnosi e nel trattamento dell’ictus. La grande sfida è la prevenzione: secondo A.L.I.Ce., infatti, occorre diffondere l’informazione sulle condizioni che aumentano la probabilità di essere colpiti dall’ictus.

Anche a questo scopo è stato fondato nel 2016 l’Osservatorio Ictus Italia, grazie ad un’iniziativa congiunta di A.L.I.Ce., dell’Intergruppo Parlamentare sui problemi sociali dell’Ictus, dell’Italian Stroke Organization e dell’European Stroke Organization, cui hanno immediatamente aderito anche l’Istituto Superiore di Sanità (Dipartimento Malattie Cardiovascolari, Dismetaboliche e dell’Invecchiamento) e la stessa SIMG.

Principale mission dell’’Osservatorio, infatti, è quella di promuovere maggiore consapevolezza e awareness sulle problematiche legate all’ictus, attuando politiche dedicate sia a livello nazionale che regionale, nell’ottica di divenire principale attore e partner delle Istituzioni pubbliche e private, fornendo leadership, indicazioni strategiche e raccomandazioni in campo sanitario-assistenziale, scientifico-accademico e sociale.

Secondo le linee Guida ESC (European Society of Cardiology) e EASD (European Association for the Study of Diabetes), diabete mellito e ipertensione arteriosa sono fattori che hanno tra di loro un effetto moltiplicativo sul rischio di aterosclerosi che è una delle principali cause delle patologie cerebro e cardiovascolari.

Nel corso di quest’anno, Progetto Zero continuerà a diffondere la cultura dell’automisurazione pressoria e glicemica. Il corretto monitoraggio, infatti, aiuta a seguire al meglio la propria terapia e a ridurre il rischio di ictus, infarti ed altre complicanze cerebro e cardiovascolari.

Il programma favorirà l’attività di screening per intercettare nuovi pazienti e valutare il loro profilo di rischio, informarli e sensibilizzarli sull’ictus ed indirizzarli al target medico se necessario.

I dati raccolti porteranno alla pubblicazione di una guida per i farmacisti sul corretto management dei pazienti a rischio cerebro e cardiovascolare.

L’elenco completo delle farmacie aderenti e il calendario delle giornate, in continuo aggiornamento, sono disponibile sui seguenti siti:

A.L.I.Ce. Italia Onlus, Osservatorio Ictus Italia, Mia Farmacia, Corman


Importanza di tutelare la salute riproduttiva

Domenica 22 aprile il Ministero della Salute ha celebrato la Giornata Nazionale della Salute della Donna. In questa importante occasione IVI ha voluto porre l’accento sulla tutela della salute riproduttiva e sensibilizzare sulla prevenzione dell’infertilità.

L’infertilità è considerata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) una patologia che riguarda le coppie che non riescono a concepire un figlio dopo circa 12/18 mesi di rapporti sessuali mirati e non protetti e si stima che colpisca circa il 15% delle coppie in età fertile. Le cause dell’infertilità sia femminile che maschile, sono numerose e di diversa natura, e per contrastarle è necessario innanzitutto tenere sotto controllo e monitorare costantemente la salute dell’apparato riproduttivo attraverso una visita medica periodica dallo specialista di riferimento” – ha affermato la Daniela Galliano, Direttrice del Centro IVI di Roma.

Nelle donne, infatti, i principali problemi d’infertilità riguardano principalmente ostruzioni e disfunzioni tubariche, turbe ovulatorie, endometriosi, malformazioni uterine, ridotta riserva ovarica e poliabortività.

Oltre alle patologie dell’apparato riproduttivo, nelle quali rientrano anche le malattie sessualmente trasmissibili particolare rilievo hanno i fattori di rischio collegati all’adozione di stili di vita scorretti, quali abuso di alcol, dieta non equilibrata, vita sedentaria, fumo e uso di droghe. Altri fattori determinanti possono essere rappresentati dalle condizioni di inquinamento ambientale e da quelle socio-culturali. Tra queste ultime va considerato che le donne italiane decidono di avere il primo figlio in età avanzata, in media a 31 anni, quando la fertilità ha già iniziato il suo declino” – ha sottolineato Daniela Galliano.

La fertilità risulta, quindi, un bene da tutelare fin dalla giovane età e rappresenta un interesse che non riguarda solo il singolo individuo o la coppia, ma la salute dell’intera società.

Molto si può fare grazie ad una corretta informazione per sensibilizzare la popolazione a fare prevenzione e a evitare, quindi, comportamenti che possano mettere a rischio il proprio patrimonio riproduttivo.

 

Ossa di porcellana per oltre mezzo milione di donne siciliane

L’osteoporosi non risparmia la Sicilia: si stima che nella regione 560.000 donne, il 75% della popolazione femminile over 60, soffrano di fragilità ossea da osteopenia-osteoporosi1.

“Se non trattata, l’osteoporosi rende le tue ossa fragili come porcellana” è il claim della campagna Il Piatto Forte 4 Sicily, che percorrerà dall’11 al 23 maggio tutta la Sicilia con un tour di screening e sensibilizzazione sul rischio fratture da fragilità nelle piazze dei 9 capoluoghi della Regione. L’iniziativa è promossa da FIRMOFondazione Italiana per la Ricerca sulle Malattie dell’Osso in partnership con Amgen ed Echolight.

L’obiettivo è duplice, da una parte accrescere il grado di conoscenza su questa patologia silenziosa e sottodiagnosticata, dall’altra sensibilizzare la popolazione sulle fratture da fragilità che oggi possono essere evitate attraverso un’adeguata prevenzione fatta di semplici regole: alimentazione corretta, attività fisica regolare e un trattamento farmacologico tempestivo.

L’iniziativa vedrà eventi di uno-due giorni nelle piazze delle principali città siciliane, dove saranno collocati un gazebo e un camper che coinvolgeranno la popolazione in diverse attività: informazione e prevenzione, grazie alla distribuzione di materiale educazionale e alla presenza di medici specialisti e nutrizionisti che risponderanno alle domande dei cittadini; screening, mediante la compilazione di un questionario e con la valutazione gratuita del rischio di frattura attraverso la misurazione della densità minerale ossea da parte di personale specializzato. A bordo del camper sarà utilizzato l’innovativo dispositivo EchoS (sviluppato da Echolight), il primo sistema, per la diagnosi precoce dell’osteoporosi attraverso un semplice esame ecografico, rapido e accurato e senza l’utilizzo di radiazioni ionizzanti.

Dopo il successo della prima edizione che ha coinvolto alcuni capoluoghi italiani, la seconda è interamente dedicata alla Sicilia.

Il nostro obiettivo è raggiungere il maggior numero di persone e concentrare la campagna in una regione permette di essere più capillari vogliamo aumentare la consapevolezza dei siciliani sul rischio di frattura connesso alla fragilità ossea. Una sana alimentazione, l’attività fisica e il trattamento tempestivo possono contribuire a migliorarne notevolmente la prognosi e salvaguardare la salute delle ossa. Oggi sono disponibili farmaci innovativi, come denosumab, che, oltre a essere efficaci, presentano il vantaggio di poter essere somministrati sottocute due volte l’anno, anche a domicilio, con evidenti benefici in termini di aderenza alla terapia e qualità di vita dei pazienti” – dichiara Maria Luisa Brandi, Presidente FIRMO e Direttore SOD di Malattie del Metabolismo Minerale e Osseo dell’Azienda Ospedaliera Universitaria “Careggi” di Firenze.

L’osteoporosi in Italia colpisce circa 3,5 milioni di donne e 1 milione di uomini3; circa 87.000 ogni anno sono i ricoveri per fratture di femore dovute a fragilità ossea, conseguenza diretta sull’osteoporosi.2

Ammontano a oltre 7 miliardi di euro l’anno i costi sanitari legati a questa patologia, di cui 4 nel primo anno dopo la frattura e 2 a lungo termine per le disabilità.3 Una pregressa frattura, inoltre, è associata a un rischio maggiore di fratture successive o ri-fratture.

Una frattura è un evento traumatico che comporta una sensibile riduzione della qualità della vita delle persone, se poi parliamo di fratture di femore o della colonna queste hanno un forte impatto anche sull’aspettativa di vita essendo spesso associate a dolore, disabilità e morte; in particolare l’80% delle persone fratturate al femore entro il primo anno dalla frattura presenta disabilità, il 40% non deambula più e circa il 20% muore. A ciò si aggiunge il rischio molto elevato di successive fratture” – afferma Michele D’Arienzo, Direttore della Clinica Ortopedica e Traumatologia, Università degli Studi di Palermo.

La prevenzione dell’osteoporosi serve a preservare la resistenza dell’osso. Agli interventi sull’alimentazione e sull’attività fisica possono essere associati trattamenti farmacologici. Oggi sono disponibili farmaci anti-riassorbitivi, che rallentano il riassorbimento osseo, e farmaci anabolici che aumentano la formazione dell’osso.

In Sicilia, si verificano oltre 19.000 fratture da fragilità all’anno. Le terapie innovative, come gli anticorpi monoclonali, determinano una diminuzione significativa del rischio di frattura a livello vertebrale, non vertebrale e femorale. Queste terapie, grazie a una semplice modalità di somministrazione, migliorano la persistenza al trattamento, che è il vero problema delle patologie croniche come l’osteoporosi. La mancata aderenza alla terapia, con una percentuale di abbandono che sfiora il 50%, è uno dei motivi per cui molte donne, se pur trattate, si fratturano” – spiega Giulia Letizia Mauro, Direttore UOC di Riabilitazione, Dipartimento di Chirurgia Neurosensoriale e Motoria, A.O.U.P. Paolo Giaccone di Palermo.

 

“Piatto Forte 4 Sicily” – le tappe (dalle ore 10.00 alle ore 18.00)

· 11 MAGGIO, TRAPANI Piazza Vittorio Emanuele;

· 12 MAGGIO, AGRIGENTO Piazza Cavour;

· 14/15 MAGGIO, PALERMO Piazza Verdi;

· 16 MAGGIO, CALTANISSETTA Piazza Tripisciano (C.so Vittorio Emanuele)

· 17 MAGGIO, ENNA Piazza Umberto I;

· 18 MAGGIO, SIRACUSA Piazza Adda;

· 19 MAGGIO, RAGUSA Ponte Pennavaria altezza civico 200 di via Roma;

· 21/22 MAGGIO, CATANIA Via Cardinale Dusmet;

· 23 MAGGIO, MESSINA – Piazza Francesco Lo Sardo.

 

 

1. Maggi S, Noale M, Giannini, et al. Quantitative heel ultrasound in a population-based study in Italy and its relationship with fracture history: the ESOPO study. Osteoporos Int 2006;17(2):237-44. – Stima su dati ISTAT 2017

2. Tarantino U, Capone A, Planta M, et al. The incidence of hip, forearm, humeral, ankle and vertebral fragility fractures in Italy: results from a 3-year multicentric study. Arthritis Res Ther 2010;12(6):R226.).

3. Svedbom A, Hernlund E, Ivergård M, et al. Epidemiology and Economic Burden of Osteoporosis in Italy. Arch Osteoporos (2013) 8:137


Per non rimanere “Senza Fiato”

Respiro corto, tosse, affaticamento e continui risvegli notturni. Sono questi i disturbi che accomunano l’asma e la Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva (BPCO), due importanti malattie respiratorie croniche protagoniste della seconda edizione della “Control’ASMA&BPCOweek”, la campagna di consulenze specialistiche gratuite che dal 21 al 25 maggio 2018 offrirà l’opportunità ai circa 8 milioni di italiani che soffrono di asma o di BPCO di effettuare una visita di controllo e ricevere informazioni utili per una migliore gestione della propria malattia presso i circa 50 Centri specialistici distribuiti su tutto il territorio nazionale.

Promossa da FederASMA e ALLERGIE Onlus – Federazione Italiana Pazienti, con il patrocinio della Società Italiana di Allergologia, Asma ed Immunologia Clinica (SIAAIC) e della Società Italiana di Pneumologia (SIP/IRS), e con il supporto non condizionato di AstraZeneca, l’iniziativa torna quest’anno con un’importante novità: la BPCO. Sulla scia del successo dell’edizione dello scorso anno, che ha permesso a più di 1.100 pazienti con asma di ricevere consulenze gratuite, la campagna 2018 coinvolge infatti anche le persone con BPCO, una frequente condizione patologica cronica dell’apparato respiratorio che solo in Italia colpisce tra il 6% e l’8% dei soggetti con età superiore ai 40 anni e che l’Organizzazione Mondiale della Sanità classifica come quarta causa di morte con la previsione che divenga la terza causa entro il 2020.

Obiettivo della Control’ASMA&BPCOweek è quello di sensibilizzare pazienti e opinione pubblica sui rischi connessi a due comuni patologie respiratorie, troppo spesso trascurate perché sottovalutate. Basti pensare che solo poco più della metà dei pazienti con asma (56%) assume farmaci in maniera continuativa e regolare, mentre il 44 % evita di prenderli o li sospende o ne cambia il dosaggio senza consultare il proprio medico. Tra i motivi più frequenti di non aderenza alle terapie emerge che il 33% dei pazienti pensa di stare meglio e di non averne più bisogno, il 21% crede che i farmaci servano solo quando si manifesta la difficoltà a respirare, infine il 18% è convinto che la malattia non richieda una terapia così prolungata.

La mancata aderenza alle terapie è principalmente dovuta alla scarsa consapevolezza dell’importanza di seguire una terapia continuativa per una condizione cronica come l’asma o la BPCO. Iniziative come questa nascono dalla volontà di sensibilizzare quanto più possibile i pazienti, e non solo, su patologie con un forte impatto sulla qualità di vita, ma anche sui benefici di una corretta aderenza alle terapie, necessaria per controllare la malattia, migliorare il proprio stato di salute ed evitare ricoveri in pronto soccorso. In questo senso, oltre alle campagne di sensibilizzazione, fondamentale è il ruolo del medico: pneumologo, allergologo e medico di base sono tutti chiamati a spiegare a fondo ai pazienti la malattia, le sue conseguenze e le modalità più appropriate per trattarla e prevenire complicanze. Un paziente informato, che conosce la propria malattia, sarà un paziente più consapevole e certamente più aderente alle prescrizioni del medico” – ha dichiarato Carlo Filippo Tesi, Presidente FederASMA e ALLERGIE Onlus – Federazione Italiana Pazienti .

Un problema, questo della mancata aderenza al trattamento, spesso sottostimato sia dai pazienti con asma sia da quelli con BPCO. Nel caso di quest’ultima, la non aderenza alle terapie può portare a riacutizzazioni e a ricoveri ospedalieri. Importante, per questa patologia, è la personalizzazione del trattamento farmacologico che deve essere guidato principalmente dalla gravità dei sintomi e dal rischio di riacutizzazioni, oltre che dagli effetti collaterali, dalle comorbidità, dalla risposta del paziente e dalla sua capacità di usare i diversi inalatori per il rilascio dei farmaci. Quelli broncodilatatori a lunga durata d’azione, che anche in associazione con corticosteroidi per via inalatoria sono in grado di contrastare la ostruzione bronchiale al flusso dell’aria, sono i farmaci di scelta nel trattamento della BPCO. Differente è la questione quando si parla di asma, patologia per cui l’uso dei broncodilatatori a breve durata di azione (SABA) necessita di un’inversione di marcia.

Oggi assistiamo ad un vero e proprio over-use dei broncodilatori a breve durata di azione (SABA) nella cura dell’asma. Quella che comunemente chiamiamo ‘bomboletta blu’ è stata una pietra miliare nel trattamento dell’attacco d’asma ed è stata usata praticamente da tutti i pazienti asmatici. Ma l’asma è una patologia cronica e come tale va trattata: il paziente deve essere curato con l’obiettivo di tenerla sotto controllo. Se insorge l’attacco d’asma, significa che lo stimolo infiammatorio non è controllato per cui, oltre al broncodilatatore, è necessario somministrare l’antinfiammatorio. Questo perché ogni attacco non solo ha un impatto clinico per il paziente, ma anche un progressivo effetto sulla sua funzionalità respiratoria. Ne deriva che la prevenzione degli attacchi di asma deve necessariamente essere lo scopo primario della terapia che non va sospesa ma, al contrario, eventualmente potenziata nei periodi di maggior esposizione ai fattori di rischio” – ha affermato Giorgio Walter Canonica, Direttore Clinica Medicina Personalizzata Asma e Allergie HUMANITAS University, Milano e General Executive Director – Past President SIAAIC.

Oltre all’importanza di seguire le raccomandazioni del medico o specialista per tenere sotto controllo la patologia ed evitare che peggiori drasticamente attraverso l’uso di farmaci, fondamentale per asma e BPCO è un corretto e sano stile di vita. La BPCO è causata dalla inalazione di particelle nocive, soprattutto fumo di sigaretta, che causano infiammazione cronica con meccanismi diversi. Oltre al fumo, l’inquinamento, le esposizioni professionali e le infezioni respiratorie rappresentano i principali rischi per l’insorgenza della BPCO – ha affermato Giorgio Walter Canonica, Direttore Clinica Medicina Personalizzata Asma e Allergie HUMANITAS University, Milano e General Executive Director – Past President SIAAIC.

Smettere di fumare è il primo passo da compiere. Inoltre, sottoporsi al vaccino anti-influenzale prima della stagione a rischio è un ulteriore step fondamentale: le infezioni respiratorie, infatti, rivestono un ruolo importante sia nella comparsa della BPCO sia nel suo aggravarsi per cui è necessario intervenire tempestivamente contrastando la loro insorgenza. Infine, è opportuno non farsi scoraggiare dalla malattia ma continuare, nei limiti del possibile, le proprie attività preferite. L’esercizio fisico, ad esempio, contribuisce ad una buona funzione respiratoria per cui è consigliato consultare il proprio medico così da individuare l’attività fisica alleata della propria salute” – ha concluso Francesco Blasi, Professore Ordinario Malattie Respiratorie, Università degli Studi di Milano e Presidente Centro Studi Società Italiana di Pneumologia (SIP).

Per l’asma, pur essendo lo sforzo fisico uno dei principali fattori scatenanti le crisi respiratorie, non è necessario vietare alcuna attività sportiva. Al contrario, l’attività sportiva dovrebbe far parte del programma terapeutico delle persone asmatiche, in particolare di coloro i quali manifestano i sintomi durante lo sforzo (asma da sforzo). È infatti dimostrato come un allenamento costante aiuti a potenziare la muscolatura, inclusa quella respiratoria, favorendo in questo modo la funzione polmonare. Anche in questo caso, come per la BPCO, seguire scrupolosamente le indicazioni del medico e in particolare la terapia prescritta consentirà di svolgere l’attività fisica senza conseguenze per la propria salute.

Sono circa 50 i Centri specialistici di Pneumologia o Allergologia distribuiti su tutto il territorio nazionale in cui sarà possibile, per quanti abbiano già ricevuto una diagnosi di asma o BPCO, effettuare una visita di controllo gratuita. Per accedervi, i pazienti avranno a disposizione un Numero Verde (800 62 89 89), attivo da oggi fino al 25 maggio dal lunedì al venerdì (09.00- 13.00/14.00-18.00), tramite cui è possibile prenotare la propria visita di controllo gratuita per una valutazione dello stato della malattia e ricevere informazioni utili alla sua gestione. A supporto dell’iniziativa, inoltre, il sito internet www.controlasmabpcoweek.it e una pagina Facebook www.facebook.com/controlasmabpcoweek dove poter trovare indicazioni e approfondimenti.

Siamo felici di supportare per il secondo anno consecutivo questa importante iniziativa. Come azienda siamo convinti che il nostro contributo non si debba limitare a fornire soluzioni terapeutiche ma debba andare oltre offrendo, come in questo caso, un supporto nel diffondere una corretta informazione e favorire i migliori approcci nella gestione della malattia” – afferma Enrica Bucchioni, Vice President Medical Affairs di AstraZeneca Italia.

 



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