Intolleranza al glutine, carenze di ferro, allergie e infezioni: i test “fai da te” assicurano sempre di più il primo controllo del proprio stato di salute

Cercare informazioni sulla propria salute in internet è ormai un’abitudine consolidata che coinvolge il 59% della popolazione italiana, ma le risposte necessitano spesso di ulteriori conferme (solo il 16% si dichiara infatti soddisfatto di ciò che trova in rete)*.

Per questo motivo HARTMANN, uno dei principali provider al mondo di prodotti medicali, ha annunciato il lancio di Veroval®, una linea di 11 self-test diagnostici per una prima verifica sul proprio stato di salute.

Intolleranza al glutine, allergie a peli del gatto, pollini e polvere, livello di colesterolo, patologie gastro-intestinali e fertilità maschile, possono ora essere verificati nella privacy della propria casa. Con i self-test Veroval®, in pochi minuti, si ottengono riposte con un’affidabilità fino al 99%.

Stili di vita frenetici portano a trascurare la propria salute e a sottovalutare dei sintomi che potrebbero invece essere monitorati, consentendo la prevenzione di malattie più serie. I self-test Veroval® offrono agli utilizzatori un orientamento iniziale a importanti problemi di salute, giocando così un ruolo fondamentale nella scoperta precoce di potenziali rischi. I self-test non sostituiscono la diagnosi di un medico, ma certamente possono aiutare ad attivare un trattamento tempestivo” – ha dichiarato il Dr. Giovanni Renna Amministratore Delegato HARTMANN Italia.

In particolare, Veroval® introduce il nuovo “Antibiotico Sì o No”, per individuare se è in atto o meno nel nostro organismo un’infezione batterica, soprattutto in caso di tosse, febbre e raffreddore. Una buona diagnosi è necessaria anche per evitare un uso scorretto degli antibiotici, che risultano essere inefficaci in caso di infezione virale. Nel corso degli anni, il loro uso eccessivo o improprio è stato collegato alla comparsa e alla diffusione di microrganismi resistenti a questo tipo di farmaci, che rendono inefficaci le cure mediche e rappresentano un grave rischio per la salute pubblica. È dunque importante poter diagnosticare se l’infezione sia di origine batterica o virale.

Quando vi è frequente mal di testa, stanchezza e pallore, come per esempio durante i cambi di stagione, c’è il self-test Veroval® per la “Carenza di ferro”: tutto ciò che serve è una goccia di sangue prelevata dal dito e dieci minuti di tempo, al fine di accertare se i valori rientrano nella norma.

L’ampia gamma Veroval® vede “Intolleranza al glutine” al primo posto come self-test più venduto. È dimostrato che la celiachia, l’intolleranza al glutine, è un problema molto più diffuso di quanto si pensi. Nel soggetto celiaco, il corpo risponde con reazioni autoimmuni che possono causare diversi sintomi come dolori addominali, dissenteria, perdita di peso, carenze nutrizionali dovute a malassorbimento e malattie della pelle. Grazie all’autodiagnosi con self-test Veroval® si potrà quindi escludere la presenza dell’intolleranza.

La gamma si completa con:

  • INFEZIONI ALLE VIE URINARIE: Test rapido per rilevare globuli bianchi, nitriti e proteine nelle urine
  • COLESTEROLO: Test rapido per determinare il livello di colesterolo nel sangue
  • PREVENZIONE PER LO STOMACO: Test rapido per rilevare possibile infezione da Helicobacter pylori
  • PREVENZIONE PER L’INTESTINO: Test rapido per la rilevazione del sangue occulto nelle feci
  • ALLERGIE: Test rapido per rilevare la presenza di allergie ai peli del gatto, pollini e acari della polvere
  • FERTILITÀ MASCHILE: Test rapido per determinare la concentrazione di spermatozoi nel liquido seminale
  • PREVENZIONE DELLE INFEZIONI VAGINALI: Test rapido per determinare il pH vaginale
  • DROGHE: Multi-test rapido per determinare 6 diverse droghe

I self-test Veroval® sono disponibili in farmacia e sul sito internet www.shop.veroval.it

I self-test Veroval® sono adatti per coloro che desiderano avere risposte rapide riguardo a importanti problemi di salute.  Possono essere inoltre un valido aiuto per il medico di medicina generale, perché, trattandosi di strumenti non invasivi e a basso costo, permettono di valutare l’inizio o meno di un iter diagnostico decisamente più impegnativo e costoso” – ha commentato Marco Bacchini, presidente di Federfarma Verona.

* TNS Political & Social (2015, November). Flash Eurobarometer 404: European Citizens’ Digital health Literacy. European Commission.


Ipertensione endocrina nuova candidata allo screening?

La Endocrine Society ha rilasciato una nuova dichiarazione scientifica2 sullo screening dell’ipertensione endocrina. Tale dichiarazione fornisce alcune linee guida sullo screening di 15 disordini ormonali che si presentano con l’ipertensione e possono essere potenzialmente curati mediante la chirurgia o trattati farmacologicamente.

In assenza di test di laboratorio appropriati, alcuni comuni disordini endocrini sono quasi indistinguibili da un qualunque caso di ipertensione, come affermato da William Young della Mayo Clinic di Rochester1, e lo screening delle cause di base dell’ipertensione potrebbe salvare delle vite. Circa il 15% dei soggetti con ipertensione di fatto presentano un’ipertensione secondaria, spesso causata da un problema nel sistema endocrino o renale, e questa percentuale sale a più del 50% dei bambini e del 30% dei giovani sotto i 40 anni che manifestano ipertensione.

Nello specifico, il nuovo documento fornisce informazioni sull’aldosteronismo primario, che è causato da una sovrapproduzione di aldosterone da parte delle ghiandole surrenali e determina un eccessivo riassorbimento del sodio nel rene, con conseguente pressione elevata. L’aldosteronismo primario dovrebbe essere preso in considerazione nella maggior parte dei pazienti che si presentano con ipertensione, dato che se non trattata questa patologia potrebbe aumentare il rischio di eventi cardiovascolari, fra cui morte ed ictus, ma se diagnosticata può essere trattata facilmente e spesso curata.

Il rilevamento precoce inverte anche l’elevato rischio di eventi cardiovascolari ed insufficienza renale in questa popolazione. Il documento revisiona anche altre cause di ipertensione endocrina, fra cui tumori che secernono ormoni dello stress, disordini tiroidei, apnea ostruttiva nel sonno, acromegalia, disturbi del sistema vascolare distale, sindrome di Cushing e disturbi delle ghiandole paratiroidee.

Nel complesso, viene raccomandato un approccio allo screening che tenga conto del contesto clinico. Ad esempio, rilevare eventuali cause ormonali dell’ipertensione potrebbe avere una priorità secondaria nei pazienti con molteplici e gravi comorbidità, mentre lo screening potrebbe fare la differenza nei pazienti più giovani, nei quali potrebbe migliorare e prolungare la vita.

 

1. The Management of Primary Aldosteronism: Case Detection, Diagnosis, and Treatment: An Endocrine Society Clinical Practice Guideline  – John W. Funder, Robert M. Carey, Franco Mantero, M. Hassan Murad, Martin Reincke, Hirotaka Shibata, Michael Stowasser, William F. Young, Jr – J Clin Endocrinol Metab (2016) 101 (5): 1889-1916. DOI: https://doi.org/10.1210/jc.2015-4061 – Published: 01 May 2016

2.Screening for Endocrine Hypertension: An Endocrine Society Scientific Statement – William F. Young, Jr.; David A. Calhoun; Jacques W.M. Lenders; Michael Stowasser; Stephen C. Textor; Endocr Rev (2017) 38 (2): 103-122. DOI: https://doi.org/10.1210/er.2017-00054 – Published: 05 April 2017

Linee guida americane 2017 sullo scompenso cardiaco

Le società scientifiche cardiologiche americane (ACC/AHA/HFSA) hanno pubblicato un secondo aggiornamento delle linee guida sullo scompenso cardiaco pubblicate nel 2013. Un primo aggiornamento focalizzato sulla terapia medica ed in particolare sulla novità rappresentata dagli ARNI (angiotensin receptorneprilysin inhibitor) era stato pubblicato l’anno scorso.

Riportiamo alcune delle principali novità introdotte con il recente aggiornamento.

Prevenzione | Nei pazienti a rischio di sviluppare lo scompenso cardiaco (stadio A) , asintomatici ed esenti da disfunzione ventricolare, è considerato ragionevole utilizzare il dosaggio dei peptidi natriuretici (BNP e NT-proBNP) per identificare quelli che meritano un approfondimento diagnostico. Sulla scorta dei risultati dello studio SPRINT, che ha documentato i benefici, anche in termini di riduzione dell’incidenza dello scompenso cardiaco, della strategia di perseguire il target di 120 mmHg di pressione sistolica, l’obiettivo del trattamento anti-ipertensivo nei pazienti in stadio A è collocato a 130/80 mmHg. La scelta di proporre 130 e non 120 mmHg scaturisce dalla constatazione che la pressione arteriosa misurata nella pratica routinaria è 5-10 mmHg più elevata di quella riscontrata nelle condizioni controllate di un trial clinico.

Terapia | Si ribadiscono l’utilità e le indicazioni della introduzione in terapia di farmaci innovativi come gli ARNI  e l’ivabradina inserendoli all’interno di una nuova flow-chart terapeutica dopo diuretici, ace-inibitori / sartani e beta-bloccanti.

Diagnosi e prognosi | Si conferma l’utilità del dosaggio dei peptidi natriuretici nella diagnosi di scompenso cardiaco acuto e cronico e lo si estende anche alla prognosi, con particolare riguardo ai valori riscontrati al momento del ricovero e alla dimissione.

Scompenso cardiaco con frazione di eiezione preservata (HFpEF) | Per lo scompenso a frazione di eiezione preservata non sono disponibili terapie in grado di modificare la prognosi. In questo aggiornamento, per la prima volta, in pazienti molto selezionati e con una forza della raccomandazione molto debole, si suggerisce la possibilità di utilizzare gli antagonisti dell’aldosterone al fine di ridurre le ospedalizzazioni. Il trattamento è proposto ai pazienti con caratteristiche analoghe a quelle dello studio TOPCAT [6]: FE ≥ 45%, valori elevati di BNP o ricovero per scompenso entro un anno, velocità di filtrazione glomerulare stimata > 30 mL/min, creatinina < 2.5 mg/dL, potassiemia < 5.0 mEq/L.

Comorbilità: anemia | Nei pazienti con scompenso in classe NYHA II-III, una carenza di ferro documentata (ferritina < 100 ng/mL o compresa tra 100 e 300 ng/mL se la saturazione della transferrina è < 20%) si può prendere in considerazione la somministrazione di ferro endovena per migliorare lo stato funzionale e la qualità della vita. E’ da evitare, invece, la somministrazione di eritropoietina. In ogni caso, il dosaggio della ferritina rientra tra le valutazioni ematochimiche da effettuare nel paziente con scompenso.

Comorbilità: apnee notturne | Nei pazienti con possibili alterazioni respiratorie notturne o con sonnolenza diurna è indicato eseguire una valutazione diagnostica al fine di riconoscere una eventuale sindrome delle apnee notturne. Il trattamento ventilatorio a pressione positiva (CPAP), infatti, potrebbe essere migliorare la qualità del sonno e l’ossigenazione del sangue.

Fonte | 2017 ACC/AHA/HFSA Focused Update of the 2013 ACCF/AHA Guideline for the Management of Heart Failure – Circulation. 2017 Apr 28.

AOGOI sulla contraccezione di emergenza: accogliamo con favore le nuove raccomandazioni AIFA

 

Encomiabili e condivisibili le nuove raccomandazioni AIFA sulla contraccezione ormonale di emergenza a base di levonorgestrel per le utilizzatrici di farmaci induttori degli enzimi epatici. La giusta contraccezione di emergenza può infatti essere una scelta efficace e sicura per prevenire le gravidanze indesiderate e quindi ridurre gli aborti. Il sempre più ampio ricorso a questa metodica è tuttavia un campanello d’allarme della scarsa educazione contraccettiva e della mancata autoprotezione dalle malattie sessualmente trasmesse. Le società scientifiche e le istituzioni devono lavorare insieme per promuovere una contraccezione responsabile e gratuita affinché l’emergenza non si ripeta”. Così la dottoressa Elsa Viora, Presidente Associazione Ostetrici Ginecologi Ospedalieri Italiani (AOGOI), commenta la recente nota AIFA sull’utilizzo della “pillola del giorno dopo”.

AOGOI ricorda che le nuove raccomandazioni si riferiscono alle donne che desiderano ricorrere alla contraccezione di emergenza e che hanno utilizzato farmaci induttori degli enzimi epatici, ad esempio per il trattamento dell’HIV, dell’epilessia, delle infezioni fungine. Per queste donne va senz’altro considerata e suggerita la spirale intrauterina in rame (IUD – Intra Uterine Device) o, se questa opzione non è praticabile, va prescritta una doppia dose di levonorgestrel, ovvero 3mg rispetto alla dose abituale di 1,5. 

La nota AIFA è l’occasione per sottolineare che il ricorso alla pillola del giorno dopo è la conseguenza di un rapporto sessuale non protetto o del fallimento del metodo contraccettivo prescelto, ormonale e non. La richiesta di contraccezione di emergenza può e deve essere quindi l’occasione per ridiscutere la scelta contraccettiva con la donna, o meglio con la coppia, in particolare quando non è possibile utilizzare la contraccezione ormonale. Sull’altro fronte, quello dei comportamenti a rischio, serve invece un maggiore impegno educativo all’autoprotezione, sia procreativa, sia della salute sessuale e generale di donne e uomini”, aggiunge la dottoressa Viora.

AOGOI è da sempre impegnata a promuovere l’awareness su questo tema, sia verso l’opinione pubblica, sia verso gli operatori sanitari.

Un lavoro di sensibilizzazione che deve affiancarsi all’adozione di politiche a favore di una contraccezione sempre più informata e responsabile, ma anche gratuita, non potendo essere l’acquisto dei contraccettivi a totale carico dei cittadini. Oltretutto, un investimento pubblico a sostegno della contraccezione non soltanto produrrebbe un beneficio per la salute dei cittadini, soprattutto dei più giovani, ma genererebbe risparmi per il servizio sanitario nazionale in virtù di un minor ricorso ai ricoveri e agli interventi chirurgici per le interruzioni volontarie di gravidanza”, conclude Viora.

Ufficio stampa AOGOI

Dermatite seborroica

La dermatite seborroica colpisce in particolare il cuoio capelluto e, al contrario di quello che si può pensare, è molto diffusa. In Italia, per esempio, i casi registrati sono tra i 2 e i 3 milioni. Le altre zone soggette all’insorgenza di questo disturbo sono il naso, le sopracciglia, le ascelle e le pieghe cutanee.

Partendo dal presupposto che vi è molto probabilmente una predisposizione genetica in chi soffre di questo disturbo, esistono poi alcuni fattori che contribuiscono all’insorgenza della dermatite seborroica come, per dirne alcuni, un clima particolarmente freddo, reiterate situazioni di stress, stanchezza, ma anche l’utilizzo di detergenti eccessivamente aggressivi può portare ad una comparsa più facile della malattia.

I sintomi più comuni sono arrossamento, forte prurito, comparsa di squame e croste e, se il disturbo interessa precisamente il cuoio capelluto, in alcuni casi può anche verificarsi la perdita dei capelli.

Parlando di cure, invece, già solo alcuni semplici accorgimenti come una corretta alimentazione, l’utilizzo di creme e saponi di qualità e di tessuti leggeri come il cotone possono aiutare ad attenuare il problema.

E visto che siamo ormai in piena estate, cosa ne dite di prendere un po’ di sole?

Ebbene sì: i raggi solari contribuiscono infatti all’assorbimento del sebo in eccesso, ma attenzione, usufruitene con parsimonia e non dimenticate di utilizzare delle creme protettive!

Esistono, poi, oltre alle classiche cure di natura farmacologica, anche una serie di rimedi offerti dalla natura e che possono aiutare ad attenuare la presenza della dermatite seborroica.

Per saperne di più, visitate il sito Curadermatite.it.

Preservare la fertilità tra i 25 e i 35 anni aumenta le probabilità di successo

L’attuale tendenza in tema di maternità consiste nel diventare madri ad un’età sempre più avanzata. A questa realtà sono chiamati ad adattarsi i professionisti della Riproduzione Assistita. In questi casi, la vitrificazione degli ovociti è la tecnica più comune, sia che dipenda da una decisione sociale oppure da un problema oncologico. In questa scelta influisce anche l’età in cui si decide di vitrificare.

La donna nasce con circa un milione di ovociti, che iniziano a ridursi prima della pubertà, fino ad arrivare intorno ai 400.000. Durante ogni ciclo mestruale ne consuma quasi 1.000.

Per questa ragione, dai 35 anni la riserva ovarica arriva a quasi il 10 % del totale e la qualità degli ovuli peggiora. Ci ritroviamo allora con una donna di 40 anni che quasi non possiede ovuli adatti per la gestazione di un bambino senza problemi riproduttivi e/o cromosomici. I ricercatori dell’Università di ST. Andrews quantificano in un 3% la riserva ovarica di queste donne”, sostiene il Professore José Remohí, copresidente e fondatore di IVI, durante le sessioni del 7mo Congresso Internazionale IVI sulla Medicina Riproduttiva, Bilbao 11-13 maggio 2017.

I conti tornano, noi ginecologi lo sappiamo, la fertilità nella donna non è infinita e le donne dovrebbero esserne consapevoli. Si può assistere a gravidanze spontanee anche se sono poco probabili e molto rischiose”, chiarisce José Remohí.

Salvare la maternità sotto zero

 La vitrificazione è nata come una speranza per le donne che si sottoponevano a trattamenti oncologici o ad una chirurgia ovarica, oggi vi si rivolge una maggiore percentuale di donne per motivi sociali. Il metodo consiste in un “congelamento” ultraveloce che permette di conservare l’ovulo in condizioni ottimali per consentire alla donna di utilizzarlo quando desidera. Grazie alle nuove tecniche applicate dagli specialisti di IVI si raggiungono probabilità di sopravvivenza di questi ovociti fino al 90%.

La vitrificazione è un metodo semplice che ha rivoluzionato la criobiologia e si è trasformato nella chiave di altre tante tecniche nelle nostre cliniche. Questa tecnica offre alte probabilità di successo ad un costo accessibile. Ricorrere alla vitrificazione è una decisione con molti più vantaggi che svantaggi” – dichiara il Dottore Juan Antonio García-Velasco, direttore di IVI Madrid ed esponente del 7mo Congresso Internazionale IVI.

Fine dei 20 inizio dei 30 anni: l’età chiave

L’età si è trasformata nel principale fattore di tutti i problemi che hanno le donne e/o le coppie che non riescono ad avere una gravidanza naturale, è la chiave per i trattamenti di Riproduzione Assistita.

Posticipare la maternità è una delle realtà attuali, l’altra è che le donne verso la fine dei 30 anni si trovano nel proprio miglior momento sociale, emozionale, psicologico ed economico. Solo che la Biologia non lo sa, per cui continua a fare le cose come ha sempre fatto e a dirci che la migliore età per diventare madre è un’altra”, – chiarisce il professore José Remohí.

Sebbene sia vero che la vitrificazione degli ovociti in pazienti maggiori di 35 anni è possibile, le donne dovrebbero essere coscienti che quanto prima considerano l’opzione di vitrificare i propri ovuli, più probabilità avranno di compiere il proprio Desiderio riproduttivo in futuro.

Oggi in IVI abbiamo a disposizione programmi di criopreservazione molto efficaci e sicuri, possiamo fidarci del fatto che produrranno il risultato atteso. Comunque, l’età è il fattore chiave, la cosa migliore è preservare gli ovociti tra i 25 e i 35 anni. Mentre la sopravvivenza degli ovociti è simile, le probabilità di successo di gravidanza diminuiscono quando si sono vitrificati ad un’età maggiore, come sucede con gli ovociti freschi”, spiega la Dottoressa Ana Cobo, direttrice dell’Unità di Criopreservazione di IVI Valencia e autrice della presentazione “Factors impacting the success of elective fertility preservation” durante il congresso.

Preservazione della fertilità in pazienti oncologici infantili.

Anche se attualmente la vitrificazione per preservare la fertilità ha un uso soprattutto sociale, non bisogna dimenticare che la sua origine è quella di aiutare i pazienti a mantenere le possibilità di diventare madre/padre dopo aver superato i processi oncologici.

In questo senso il 7mo Congresso Internazionale IVI è servito per presentare le ultime tecniche in pazienti oncologici infantili quando ancora non sono arrivati all’età fertile.

Insieme alle probabilità di sopravvivenza, la comunità scientifica sta lavorando per evitare o diminuire gli effetti secondari delle terapie oncologiche nel futuro di questi pazienti. I casi studiati fino ad ora presentano maggiori probabilità di successo nelle bambine che nei bambini.

In questi profili la tecnica più usata è la congelazione del tessuto ovarico. Ci sono già state nascite da mamme che hanno avuto il cancro nel periodo dell’infanzia e che hanno preservato la fertilità”, – conclude il Dottore Juan Antonio García Velasco.

Preservare la fertilità di un paziente oncologico è fondamentale vuol dire offrirgli una prospettiva futura che va oltre la sua malattia, vuol dire dargli una speranza, un progetto di vita su cui sognare. Si tratta di un tema molto caro a IVI che dedica buona parte della sua ricerca scientifica all’innovazione sulle tecniche di PMA di vitrificazione e congelamento” – afferma la Dottoressa Daniela Galliano, Responsabile del Centro IVI di Roma.


L’arte della camminata in gravidanza: i percorsi di fitwalking

L’arte della camminata in gravidanza” è il titolo dell’incontro organizzato da Natalben con Fitwalking Italia dell’ex marciatore olimpico Maurizio Damilano e il Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica del H. San Raffaele Resnati di Milano, Alessandra Graziottin, che ha l’obiettivo di favorire la salute e l’umore di mamma e bambino e fornire uno strumento pratico, subito utilizzabile per future mamme sportive e non.

La proposta è quella di indicare una decina di cammini in 10 città italiane da percorrere in sicurezza e tranquillità secondo i dettami e le regole di questa nuova disciplina sportiva, il Fitwalking, che si concentra, più che sullo sforzo, su corretta postura e ritmo dell’andatura. Questo recente sport ha da poco ricevuto un importante riconoscimento entrando a far parte del neo-nato settore agonistico della Fidal (Federazione Italiana di Atletica Leggera).

Il Fitwalking è perfetto per le donne in gravidanza perché è fatto su misura di ogni persona e delle sue possibilità. È un’attività motorio-sportiva dove il benessere personale si fonde attraverso “una tecnica precisa” con l’attività sportiva raggiungendo importanti benefici fisici e psicologici. Ma è anche un modo di vivere, una filosofia di vita. Il Fitwalking è lo sport ideale sia in gravidanza che dopo il parto perché non è traumatico, allena tutte le fasce muscolari schiena compresa, è facilmente modulabile in base alle esigenze e, dopo il parto, con i debiti adattamenti, può essere praticato con il bambino. Il cammino va inoltre ad agire naturalmente sul pavimento pelvico con un’azione di rinforzo. I benefici a livello psico-fisico e lo scarico delle tensioni e dello stress provocate dall’attività fisica a passo di Fitwalking, aiutano nel dopo parto a prevenire e combattere i pericoli e problemi della depressione post partum” – spiega Maurizio Damilano.

La gravidanza è il viaggio più importante della vita. Dura tutta la vita. Tutti noi ci prepariamo con cura prima di un viaggio. Per questo bisogna farlo con ancora più attenzione e sollecitudine. Il Fitwalking è sicuramente perfetto per la donna in gravidanza, ma non basta! Prima di iniziare il cammino per diventare genitori è indispensabile valutare le proprie condizioni fisiche e psichiche, fare un check up completo, integrare oligoelementi, vitamine, sali minerali, valutare le difficoltà del percorso, anche gestazionale, soprattutto se si hanno rischi particolari. Inoltre, è fondamentale partire con una mamma in peso forma. Le cellule adipose infatti possono produrre migliaia di molecole infiammatorie, che aumentano il rischio di diabete, ipertensione, insufficienza placentare e parto prematuro. Mettersi in forma prima della gravidanza è un atto d’amore per il bambino che nascerà! Più lo stile di vita dei genitori è sano, più si assicura al bambino un futuro migliore, sia dal punto di vista della salute sia fisica sia psichica” – commenta la prof.ssa Alessandra Graziottin, Direttore del Centro di Ginecologia H. San Raffaele Resnati di Milano.

Condizioni e atteggiamenti negativi come tossici voluttuari (fumo, alcol, droghe), tossici ambientali (piombo e i pesticidi), malattie poco controllate (come il diabete scompensato), obesità di uno o entrambi (quella materna pesa di più) ed età materna avanzata possono compromettere il potenziale originario di ovocita e spermatozoo. Pesano molto anche le carenze vitaminiche e di oligoelementi essenziali per lo sviluppo di tutti gli organi e i tessuti.

In particolare, gli integratori dovrebbero essere assunti almeno tre mesi prima della gravidanza, così è possibile ridurre dal 56% all’83% il rischio di malformazioni fetali, perché la loro comparsa e gravità possono essere modulate da fattori anche nutrizionali. Eppure solo il 4% delle donne italiane lo fa. Anche il puerperio è un periodo fondamentale della vita della mamma, purtroppo ancora oggi questa fase è molto trascurata, dai medici e dalla sanità pubblica. Per questo la prevenzione è importante, anche dal punto di vista degli integratori alimentari, per garantirle il miglior benessere anche dopo il parto.

E oggi sono usciti dei nuovi integratori: Natalben Supra e Natalben Oro (orodispersibile, in bustine), in linea con le raccomandazioni più aggiornate dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Oggi è giusto parlare di “progetto di salute” per mamma e bambino con dieta bilanciata e integrata, unita a sani stili di vita essenziali per ottimizzare la salute di entrambi durante e dopo la gravidanza. Questa “alleanza” con Maurizio Damilano ha l’obiettivo di coordinare gli stili di vita più corretti e salutari per una gravidanza felice e stili più sani: camminare ed integrare!” – conclude la prof.ssa Alessandra Graziottin, Direttore del Centro di Ginecologia H. San Raffaele Resnati di Milano.

In questa occasione Maurizio Damilano e la sua associazione sono felici di condividere con tutte le mamme italiane un decalogo per praticare nel modo migliore il Fitwalking. E la Prof.ssa Graziottin, medico che da sempre valorizza l’importanza della attività fisica per la salute della donna, quindi in perfetta sintonia con questa progetto, è altrettanto felice di dedicare i principi della migliore integrazione da fare PRIMA, DURANTE E DOPO la gravidanza, per garantire al bambino lo sviluppo ottimale non solo di organi e tessuti, ma anche del suo potenziale di salute.

Il decalogo del Fitwalking, insieme ai 10 percorsi cittadini e le raccomandazioni della Prof Graziottin sono a disposizione di tutte le mamme sul sito Natalben.


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