Nuova versione della penna per la fertilità

Gonal alfa - Merck

Merck, azienda leader in ambito scientifico e tecnologico, ha ricevuto dall’Agenzia Europea dei Medicinali il parere positivo per la “penna preriempita 2.0” per l’autosomministrazione di follitropina alfa. Lanciata nel 2011, la nuova versione della penna include diverse innovazioni, ideate per aumentarne il livello di affidabilità nel corso del trattamento per la fertilità.

Come accaduto per lo sviluppo delle precedenti versioni delle penne preriempite, abbiamo ascoltato i suggerimenti di medici e pazienti, sapendo che le migliori intuizioni arrivano dalle persone che lavorano con il nostro portafoglio di trattamenti per la fertilità e da quelle che lo utilizzano. In qualità di leader mondiali nel trattamento della fertilità, abbiamo valutato con molta attenzione i loro bisogni, forti delle conoscenze ottenute nel corso dei decenni in cui abbiamo collaborato per identificare nuove soluzioni terapeutiche. La nuova penna preriempita è stata sviluppata per migliorare l’esperienza del paziente che la utilizza durante il trattamento. In questo modo, aumentano sia la facilità d’uso che la fiducia dei pazienti nella possibilità di riuscita del trattamento” – ha dichiarato Luciano Rossetti, Head of Global Research and Development del business biofarmaceutico di Merck.

Sin dal primo lancio, 20 anni fa, più di due milioni di bambini sono nati con l’aiuto dell’ormone follicolo-stimolante umano ricombinante (r-hFSH) di Merck. La penna preriempita fornisce ai pazienti un sistema semplificato di iniezione per l’autosomministrazione delle gonadotropine necessarie al trattamento dell’infertilità.

Il design migliorato rende la nuova penna preriempita più facile da usare, grazie a un display più grande che migliora la leggibilità delle informazioni relative al dosaggio rassicurando i pazienti sull’effettiva somministrazione della dose corretta, come programmato2. A ciò si aggiunge la riduzione dei tempi di somministrazione2. Questi miglioramenti si aggiungono alle originali caratteristiche della penna preriempita: precisione nel dosaggio3,4 e capacità di migliorare i risultati del trattamento grazie alla possibilità di personalizzazione della dose5.

Con un alto bisogno di soluzioni specifiche e innovative, i pazienti infertili rappresentano uno dei principali focus di Merck nel settore dalla salute. La nuova penna preriempita con r-hFSH è la più recente novità nel nostro crescente portfolio per supportare i trattamenti per la fertilità. Con la sua profonda conoscenza ed esperienza nel settore, Merck continua a guidare l’innovazione per favorire un ulteriore miglioramento dei risultati nel trattamento per la fertilità.

BIBLIOGRAFIA

  1. Market Data Analytics
  2. GONAL-f® prefilled pen, Instruction for use. EU product information for GONAL-f® solution for injection in a prefilled pen December 2015
  3. Christen, M. et al Expert Opin Drug Deliv. 2011; 8(6):833-839
  4. Schertz, J.C. et al. Expert opin Drug Deliv. 2011; 8(9):1111-1120
  5. Popovic-Todorovic, B. et al. Human Reproduction. 2003; 18(11):2275-2282

GAS Communication

Mamme e papà anche dopo il tumore: “futuro fertile” grazie alla crioconservazione

Futuro Fertile

I trattamenti antitumorali che pregiudicano la capacità riproduttiva non sono più un ostacolo insormontabile per diventare madri e padri: le tecniche di crioconservazione dei gameti oggi garantiscono un “futuro fertile” anche ai giovani survivors oncologici, persone in età giovane adulta ancora in grado di programmare una paternità o una maternità dopo l’esperienza del cancro. Una leva psicologica straordinaria per affrontare con fiducia il percorso di cura nella prospettiva di progetti importanti, come quello di una famiglia.

Il messaggio di speranza per migliaia di uomini e donne che sopravvivono al tumore, sempre più numerosi grazie ai progressi nella diagnosi e nella terapia, arriva dal Focus Oncofertilità, evento conclusivo della campagna Futuro Fertile – Figli si nasce, genitori si diventa realizzata in collaborazione tra il Ministero della Salute e Sapienza Università di Roma per promuovere la cultura della prevenzione dell’infertilità. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, una coppia su cinque ha difficoltà a concepire a causa dei numerosi fattori che minacciano l’apparato riproduttivo sessuale maschile e femminile. Attenzione ai fattori di rischio: corretti stili di vita e informazione sono le chiavi per preservare la fertilità. In ambito oncologico, spetta al medico prospettare ai pazienti la possibilità di percorsi specifici di crioconservazione dei gameti prima di iniziare le terapie.

Tre Società Scientifiche ­− la Società Italiana di Endocrinologia, SIE, la Società Italiana di Oncologia Medica, AIOM, e la Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia, SIGO − sono al lavoro per elaborare un documento di consenso (un patto) sulla crioconservazione da proporre alle Istituzioni ed ai pazienti e garantire che questi percorsi siano sicuri e accessibili e abbiano come fulcro banche del seme gestite da una rete di Centri di Oncofertilità in grado di rispondere tempestivamente alle esigenze dei pazienti.

Il periodo finestra tra il momento in cui il paziente riceve la diagnosi di tumore e l’inizio della terapia è l’unico spazio utile per la crioconservazione dei gameti. I Centri di crioconservazione devono essere vicini all’utenza in modo che la procedura non ritardi l’inizio delle terapie e al tempo stesso qualificati per gestire il processo di crioconservazione, sottoposto a rigide norme di sicurezza per evitare scambi di gameti o possibili inquinamenti da virus, batteri ed altro − afferma Andrea Lenzi, Presidente della Società Italiana di Endocrinologiail Lazio è avvantaggiato dal momento che con l’accreditamento della banca degli ovociti dell’Istituto Regina Elena di Roma diretta dal professor Enrico Vizza e con la storica banca del seme al Policlinico Umberto I, la prima in Italia, attiva fin dagli anni ’80, nella Regione vi è la possibilità di criocongelare sia gli spermatozoi che gli ovociti”.

Ogni giorno in Italia vengono diagnosticati 30 nuovi casi di tumore in pazienti che hanno meno di 40 anni, pari al 3% delle nuove diagnosi di tumore. I giovani pazienti oncologici sono circa 8.000 (5.000 donne e 3.000 uomini). I più comuni tipi di cancro nell’uomo sono il tumore del testicolo, il melanoma, il tumore del colon retto, il linfoma non Hodgkin e i tumori tiroidei; per la donna il carcinoma mammario, i tumori della tiroide, il melanoma, il carcinoma della cervice uterina e del colon retto.

Le terapie antitumorali hanno migliorato in maniera significativa la sopravvivenza dei pazienti con tumore allungando l’orizzonte dell’aspettativa di vita a lungo termine e la possibilità di diventare genitori. Tuttavia i trattamenti antiblastici (chirurgia, chemioterapia, radioterapia e terapie biologiche) sono associati ad un elevato rischio di infertilità temporanea o permanente. Nelle donne, alcuni tipi di chemioterapici, ad esempio quelli che danneggiano il DNA, riducono drasticamente il numero degli ovociti primordiali, intaccando la cosiddetta riserva ovarica.

A causa dello spostamento in avanti dell’età della prima gravidanza, al momento della diagnosi molti pazienti non sono ancora genitori. In Italia la percentuale di gravidanze registrate in donne oltre i 35 anni è passata dal 12% nel 1990 al 16% nel 1996 ed è stato stimato che sarà pari al 25% nel 2025. Ogni anno 5.000 donne nel nostro Paese devono confrontarsi con un tumore quando ancora potrebbero diventare madri.

L’attenzione alla fertilità va intesa come uno dei bisogni essenziali del paziente oncologico e tutti i metodi per preservarla dovrebbero essere fruibili attraverso il Servizio Sanitario Nazionale – sottolinea Carmine Pinto, Presidente nazionale dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica – la progettualità del “dopo il cancro” è motivo di vita e recupero di energie anche durante la malattia. Preservare la funzione ovarica e la fertilità significa non solo poter diventare genitori dopo il tumore, ma anche tutelare la salute della donna, evitando una menopausa precoce con le conseguenze negative e i problemi psico-fisici che questa condizione può comportare nel breve e nel lungo termine”.

Nell’uomo la crioconservazione del seme o del tessuto testicolare rappresenta una tecnica che permette di conservare i gameti maschili per un tempo indefinito a -196°C, dopo che il paziente è stato sottoposto ad uno screening infettivologico approfondito. Le principali tecniche di crioconservazione attuate nelle giovani donne che devono sottoporsi a trattamenti antitumorali sono rappresentate dalla crioconservazione degli ovociti o dalla crioconservazione di tessuto ovarico.

Sono trascorsi 30 anni da quando venne descritta la prima nascita da ovociti crioconservati mediante la tecnica del congelamento lento: la crioconservazione ha mostrato ottimi risultati in termini di sopravvivenza allo scongelamento, fertilizzazione e gravidanza, anche se i tassi di successo variano considerevolmente a seconda della popolazione di pazienti, della qualità degli ovociti e del numero di embrioni trasferiti – osserva Paolo Scollo, Presidente della Società Italiana di Ginecologia e OstetriciaFino a oggi non sono state riscontrate differenze significative nei bambini nati da ovociti freschi e da ovociti congelati con tecniche di fecondazione in vitro in termini di variazione del numero dei cromosomi, difetti di nascita o deficit dello sviluppo”.

L’elemento fondamentale per avviare il percorso rimane però il counselling e l’informazione al paziente da parte del medico: uno dei punti sui quali sono impegnate le Società Scientifiche riguarda proprio l’importanza di trattare il tema della fertilità nei colloqui che accompagnano la diagnosi. Un tema non sempre affrontato anche se i dati di uno studio tedesco mostrano che dagli anni ’80 al 2004 è in crescita il numero dei pazienti che ricordano di aver ricevuto informazioni, prima del trattamento, su tematiche legate alla fertilità. Anche da questo punto di vista, insomma, il futuro appare sempre più fertile.


PRO Format Comunicazione

A Milano summit della cardiologia interventistica italiana per una sanità sostenibile

GISE ACTIVITY DATA - VERSO UNA SANITA' SOSTENIBILE

La cardiologia interventistica ha fatto negli ultimi due decenni passi da gigante nel trattamento delle patologie cardiovascolari e ha aperto nuovi scenari di cura: lo indicano i dati di attività di 257 centri cardiologici di emodinamica che ogni anno la Società Italiana di Cardiologia Interventistica (SICI-GISE) rileva puntualmente su tutto il territorio nazionale.

Stiamo parlando di circa 338mila procedure di cardiologia interventistica percutanea effettuate sui distretti coronarico, vascolare periferico e strutturale cardiaco, con più di 120mila pazienti trattati con angioplastica coronarica nell’anno 2015, dato in costante crescita.

Gli importanti risultati clinici ottenuti, che si devono principalmente alla sinergia fra cultura medico-scientifica e utilizzo di dispositivi medici sempre più progrediti e sicuri, come gli stent nella cura della malattia aterosclerotica coronarica o i sistemi di impianto transcatetere delle valvole cardiache, impongono, tuttavia, un non facile equilibrio fra esigenze di cura, necessità di innovazione e sostenibilità economica.

Per queste ragioni, SICI-GISE organizza a Milano, il 27 e 28 aprile 2016 presso la Fondazione Riccardo Catella,Gise Activity Data”, un workshop che si propone di riunire clinici, decisori, aziende del settore e tutti coloro che sono coinvolti con gli stakeholder, per proporre soluzioni capaci di coniugare innovazione ed efficacia, difendere la qualità delle cure, mantenendo l’efficienza del sistema.

L’evento è parte di un più ampio progetto, denominato “Thinkheart”, voluto fortemente dai cardiologi interventisti e promosso congiuntamente da SICI-GISE, da me guidata, e Fondazione GISE con il suo Presidente, Sergio Berti, nella consapevolezza che il governo della sanità coinvolge più attori che, insieme, devono convergere sui medesimi obiettivi. Come medici e cittadini siamo ben consci che l’elevata qualità dell’assistenza sanitaria non può prescindere dalla sua sostenibilità economica. Crediamo, come specialisti, di disporre di tutte le conoscenze e le capacità per garantire ai nostri pazienti le cure più adeguate e, nel contempo, contribuire, favorendo il confronto e il dialogo con politici, tecnici e industria, a trovare la giusta sintesi tra appropriatezza, gestione delle risorse disponibili e accesso all’innovazione tecnologica e clinica”, spiega Giuseppe Musumeci, Presidente SICI-GISE.

A partire dalla presentazione e dall’analisi del rapporto annuale 2015 sui dati provenienti dai centri cardiologici censiti dal SICI-GISE, che effettuano interventistica cardiovascolare, il convegno ha tra i propri obiettivi quello di indicare modalità per migliorare l’appropriatezza delle prestazioni nell’ottica di un’ottimizzazione delle risorse.

Basti un solo esempio: presenteremo, analizzeremo e ci confronteremo su un innovativo protocollo di gestione del controllo dei pazienti sottoposti a intervento di angioplastica coronarica, condiviso tra cardiologi e medici di medicina generale; dimostreremo che è possibile ottenere un abbattimento del numero di prestazioni cardiologiche ambulatoriali inappropriate, a parità di qualità della cura, riducendo drasticamente tempi e liste di attesa e, naturalmente, con positivo impatto sull’impegno delle risorse” – conclude Musumeci.


HealthCom Consulting.Ufficio Stampa

Ipotiroidismo: Levotiroxina a colazione?

Levotiroxina a colazione

Tre studi italiani possono cambiare le abitudini di 4 milioni di ipotiroidei che la mattina hanno un risveglio macchinoso, c’è chi addirittura mette la sveglia un’ora prima per assumere correttamente la levotiroxina, il farmaco di riferimento per l’ipotiroidismo.

I risultati dello studio italiano TICO1 pubblicato recentemente su Thyroid, ha affermato Carlo Cappelli, Endocrinologo, responsabile Ambulatori della Tiroide-Endocrinologia-2° Medicina, Dipartimento di Scienze Cliniche e Sperimentali, ASST degli Spedali Civili di Brescia e firmatario della ricerca, dimostrano che la levotiroxina nella forma liquida può essere assunta contemporaneamente alla colazione, e messa anche direttamente nella spremuta, nel cappuccino o nel caffè2, non influenzando l’efficacia del farmaco. Un sostanziale superamento del problema dell’aderenza ad una terapia che prevede, con la tradizionale compressa, un’attesa di almeno 30 minuti tra l’assunzione della levotiroxina e la prima colazione. Questo studio clinico randomizzato, cross-over, condotto in doppio cieco e controllato con placebo ha arruolato 77 pazienti (64 donne e 13 uomini) ipotiroidei mai trattati farmacologicamente che hanno assunto per 6 settimane la soluzione liquida di levotiroxina o il placebo 30 minuti prima della colazione o al momento della colazione. Dopo il trattamento, i pazienti dei due gruppi hanno raggiunto uno stato eutiroideo e non è stata osservata alcuna differenza significativa per quanto riguarda le concentrazioni di TSH, FT4 e FT3, i parametri ematici di controllo della tiroide”.

Un altro studio condotto dal mio team e pubblicato su Endocrine3, ha continuato Efisio Puxeddu, Professore Associato, Dipartimento di Medicina, Università degli Studi di Perugia, conferma che la formulazione liquida di levotiroxina è in grado di superare le restrizioni di assunzione proprie della formulazione in compresse. È stata dimostrata la pari efficacia terapeutica, attraverso la misurazione della concentrazione di TSH, tra la somministrazione della levotiroxina liquida durante la colazione o 10 minuti prima di colazione”.

L’annullamento dei tempi di attesa tra l’assunzione del farmaco e la prima colazione, ha detto Enrico Papini, Responsabile Scientifico AME, Associazione Medici Endocrinologi e Direttore UOC Endocrinologia e Malattie del Metabolismo, Ospedale Regina Apostolorum, Albano Laziale, è un elemento veramente essenziale per migliorare l’aderenza del paziente alla terapia, dalla quale in molti casi dipende la risposta clinica. Uno studio appena concluso, condotto in tre centri di riferimento per la tiroide e i cui risultati verranno presentati al prossimo congresso dell’Endocrine Society, è stato eseguito su 101 pazienti ipotiroidei consecutivi con valori stabili di TSH in corso di terapia sostitutiva. Il passaggio dalla tradizionale terapia in compresse alla formulazione liquida al momento della colazione si è associato a un miglioramento della qualità di vita nella maggioranza (66%) dei casi, secondo quanto dichiarato dagli interessati, mentre i valori medi di TSH e i principali parametri metabolici non hanno mostrato modificazioni significative. Resta ovviamente confermata, nella pratica clinica, la necessità di un ricontrollo dopo un mese del profilo tiroideo in seguito al passaggio dall’una all’altra forma di terapia”.

I risultati di questi studi, potrebbero mettere d’accordo endocrinologi e pazienti che, come rileva un’indagine DoxaPharma, che ha intervistato pazienti, medici di medicina generale e endocrinologi, mette in evidenza come l’elemento critico della terapia dell’ipotiroidismo sia proprio l’imposizione di quella pausa tra l’assunzione della levotiroxina e la colazione, che anticipa il risveglio e rallenta l’inizio della giornata. Infatti il 68% degli endocrinologi e il 43% dei medici di famiglia riceve segnalazioni da parte dei pazienti sull’insofferenza di questa modalità di assunzione.

Il grande interesse di questi dati è legato al fatto che circa il 10% della popolazione italiana soffre di una patologia della tiroide e oltre il 3% è in terapia con levotiroxina (LT4). L’ipotiroidismo, inoltre, colpisce il genere femminile nell’80% dei casi, con picchi elevati nel periodo post-menopausale, ha precisato Enrico Papini. La terapia con levotiroxina viene assunta quando la tiroide non produce in quantità sufficiente questa sostanza o quando la ghiandola è stata asportata. Purtroppo l’assorbimento dell’ormone sostitutivo, la levotiroxina, è stato finora molto sensibile a numerosi farmaci e condizioni cliniche, creando una serie di variabili che possono mettere in discussione il successo della terapia”.

La formulazione liquida della levotiroxina presenta ora diversi vantaggi, ha continuato Puxeddu, infatti, la compressa può non essere facilmente assorbita e assimilata in alcune condizioni patologiche e non patologiche. L’assorbimento dell’ormone tiroideo, come detto, è legato a tante variabili come l’ingestione contemporanea di cibo, di caffè, di fibre o soia, la ridotta acidità gastrica, condizioni di malassorbimento, l’intolleranza al lattosio e assunzione di altri farmaci come inibitori di pompa protonica (PPI) e antiacidi4,5,6,7. In questi casi, fino ad ora, l’endocrinologo poteva solo aumentare la dose di levotiroxina per garantire il raggiungimento dell’obiettivo terapeutico. Questo problema può essere risolto con la formulazione liquida che migliorando il profilo farmacocinetico dell’ormone, ne rende meno influenzabile e più stabile l’assorbimento, assicurandolo in tempi rapidi8,9”.

È ormai evidente che l’efficacia della cura delle patologie non dipende soltanto dall’appropriatezza prescrittiva, ha concluso Paola Polano, Presidente CAPE, Comitato Associazione Pazienti Endocrini, ma anche dal coinvolgimento del paziente nel percorso terapeutico, soprattutto in presenza di una patologia cronica come l’ipotiroidismo. La giusta interazione tra il medico e il paziente permette ai pazienti stessi di sentirsi parte attiva e consapevole del percorso terapeutico e ai medici di trovare la corretta collaborazione che consenta di adeguare la prescrizione alle esigenze del singolo paziente soprattutto con riferimento alla possibilità di scelta tra le diverse formulazioni di levotiroxina oggi disponibili che consentono di prescrivere al paziente una cura non solo adeguata ma anche giusta per il proprio stile di vita e che permettono di migliorare la qualità di vita del paziente fin dalle prime ore della giornata”.

BIBLIOGRAFIA

  1. Cappelli C, Pirola I, Daffini L, Formenti A, Iacobello C, Cristiano A, Gandossi E, Agabiti Rosei E, Castellano M. A Double-Blind Placebo-Controlled Trial of Liquid Thyroxina Ingested at Breakfast: Results of the TICO study. Thyroid. 2015 Nov 20.
  2. Bernareggi A, Grata E, Pinorini MT, Conti A. Oral liquid formulation of levothyroxine is stable in breakfast beverages and may improve patient compliance. Pharmaceutics. 2013 Dec 13;5(4):621-33
  3. Morelli S, Reboldi G, Moretti S, Menicali E, Avenia N, Puxeddu E. Timing of breakfast does not influence therapeutic efficacy of liquid levothyroxine formulation. Endocrine. 2015 Nov 4.
  4. Vita R, Saraceno G, Trimarchi F, Benvenga S. A novel formulation of L-thyroxine (L-T4) reduces the problem of L-T4 malabsorption by coffee observed with traditional tablet formulations. Endocrine. 2013 Feb;43(1):154-60.
  5. Virili C, Bassotti G, Santaguida MG, Iuorio R, Del Duca SC, Mercuri V, Picarelli A, Gargiulo P, Gargano L, Centanni M. Atypical celiac disease as cause of increased need for thyroxine: a systematic study. Journal of Clinical Endocrinology and Metabolism. 2012 Mar;97(3):E419-22.
  6. Cellini M, Santaguida MG, Gatti I, Virili C, Del Duca SC, Brusca N, Capriello S, Gargano L, Centanni M. Systematic appraisal of lactose intolerance as cause of increased need for oral thyroxina. Journal of Clinical Endocrinology and Metabolism. 10.1210/JC.2014-1217.
  7. Sachmechi I, Reich DM, Aninyei M, Wibowo F, Gupta G, Kim PJ. Effect of proton pump inhibitors on serum thyroid-stimulating hormone level in euthyroid patients treated with levothyroxine gor hypothyroidism. Endocrine Practice. 2007 Jul-Aug;13(4):345-9.
  8. Yue CS, Scarsi C, Ducharme MP. Pharmacokinetics and potential advantages of a new oral solution of levothyroxine vs. other available dosage forms. Arzneimittelforschung. 2012 Dec;62(12):631-6.
  9. Brancato D, Scorsone A, Saura G, Ferrara L, Di Noto A, Aiello V, Fleres M, Provenzano V. Comparison of TSH levels with liquid formulation versus tablet formulation of levothyroxine in the treatment of adult hypothyroidism. Endocrine Practice. 2014 Jul;20(7):657-62.


Value Relations

Dolore toracico: la diagnosi differenziale in una flow-chart

dolore toracico, diagnosi differenziale

* Questa è una flow-chart che non contiene norme procedurali. Non può quindi essere utilizzata per prendere decisioni ma vuole essere una sintesi di tutte le condizioni che devono essere prese in considerazione nella diagnosi differenziale del dolore toracico. Per un approfondimento sul dolore toracico ischemico si rimanda al link.


CARDIOtool

La lombalgia

Lombosciatalgia

Statisticamente il dolore lombare è una delle più frequenti patologie che interessano i pazienti, e si calcola che quasi il 90% della popolazione ha avuto nel corso della sua esistenza un episodio di lombalgia.

È una patologia che aumenta con l’aumentare dell’età, e la sua incidenza è indipendente dalle condizioni socio culturali e lavorative dell’individuo.

La causa principale di lombalgia nelle persone adulte è da addebitarsi a fenomeni artrosici della colonna vertebrale, (nelle donne aggravati dall’osteoporosi postmenopausale), mentre nei giovani è da ascriversi a fenomeni degenerativi dei dischi intervertebrali.

La lombalgia è per definizione il dolore avvertito in sede lombare, sacrale e sacro-iliaca le cui cause riconoscono una genesi vertebrale da cause meccaniche (es. artrosi, ernie, spondiloartrosi, interventi sul rachide ecc.) reumatiche, vascolari (es. aneurisma dell’aorta, ematoma peridurale) metaboliche (es. osteoporosi), neurologiche (es. meningiti), e una genesi extra vertebrale (es. neoplasie, metastasi prostatiti, vaginiti, calcolosi reno ureterale, pielonefriti, ecc.) .

Esempio di causa vertebrale è il classico “colpo della strega” contrattura della muscolatura paravertebrale che spesso evolve in una radicolite per compressione delle radici nervose (lombosciatalgia).

La lombalgia da cause vertebrali riconosce una genesi degenerativa delle strutture del rachide dorso-lombare, infatti i traumi e la disidratazione dovuta all’invecchiamento portano ad una diminuzione dell’elasticità dei legamenti lunghi paravertebrali e alla degenerazione del nucleo polposo e dell’anello fibroso dei dischi intervertebrali che diminuiscono di spessore e diventano fibrotici ed anelastici, la conseguenza di queste modificazioni porta ad un’alterazione della flessibilità della colonna vertebrale con alterazione delle faccette articolari e formazione di osteofiti, una riduzione del canale midollare con conseguente compressione del midollo e delle radici nervose e possibile erniazione del nucleo polposo nello spazio peridurale con compressione.

Esistono dei fattori di rischio che aumentano l’incidenza di questo tipo di patologia, quali il sovrappeso, i traumi ripetuti, la sedentarietà, il fumo, o le attività lavorative che impegnano la colonna vertebrale (sollevare oggetti pesanti).

La fisiopatologia del dolore lombare riconosce una genesi nocicettiva, somatica superficiale e profonda determinata dalla liberazione di sostanze pro infiammatorie (prostaglandine, istamina, bradichinina) e una genesi neuropatica dovuta alla compressione delle radici nervose.

La lombalgia può evolvere in lombosciatalgia con il dolore che si sviluppa lungo il gluteo, l’arto inferiore fino alla faccia esterna del piede, associato a parestesie e ipoestesie o lombocruralgia con il dolore che interessa la faccia antero-mediale della coscia fino al ginocchio con ipotonia, ipotrofia, disestesie del quadricipite con iporeflessia del riflesso rotuleo (meralgia parestetica di Rot).

Le sindromi dolorose del rachide devono essere attenzionate da parte dei sanitari per effettuare una corretta diagnosi (anamnesi, esame obiettivo e fisico del rachide lombare, eventualmente integrato con indagini strumentali RX, TAC, RNM, SCINTIGRAFIA), ed attuare una corretta terapia, che prevede l’utilizzo di cortisonici e/o FANS in associazione con antidepressivi (duloxetina) e/o anticovulsivanti (pregabalin) e oppioidi (tramadolo, tapentadolo) sotto l’attento controllo medico.

Autore: dott. Catarcia Marcello, terapista del dolore, ASP PALERMO

Il pioglitazone, farmaco per il diabete, ha un profilo di sicurezza positivo, come confermano oltre 12 anni di esperienza clinica e di utilizzo del prodotto da parte dei pazienti

ACTOS - TAKEDA

Facciamo seguito alla notizia apparsa il 18 marzo scorso sul quotidiano “La Stampa” relativa ad una indagine della Procura di Torino (a seguito di un esposto dell’associazione Promesa), secondo cui Actos (pioglitazione) “conterrebbe un principio attivo associato al rischio di contrarre il cancro alla vescica”.

Takeda Italia precisa che:

  • Il profilo di sicurezza di pioglitazone (Actos) relativamente al carcinoma della vescica è stato estensivamente esaminato dagli enti regolatori al livello Europeo (EMA) e in Italia (AIFA) e la conclusione finale è stata che quando pioglitazone viene impiegato secondo le indicazioni prescrittive, il rapporto beneficio/rischio rimane favorevole.
  • Takeda non è coinvolta nello studio TOSCA. Sappiamo da fonti pubbliche che si tratta di uno studio di ricerca indipendente finanziato da AIFA.
  • Studi clinici indipendenti che hanno coinvolto più di 300.000 pazienti affetti da diabete con un follow up di oltre 10 anni non hanno evidenziato un aumento del rischio di carcinoma della vescica nei pazienti trattati con pioglitazone.
  • Takeda dispone di dati derivanti sia da studi preclinici che da numerose sperimentazioni cliniche e su richiesta dell’FDA ha supportato un grande studio epidemiologico che raccoglie dati su 10 anni di trattamento con Actos. Lo studio epidemiologico è stato condotto negli Stati Uniti dall’Università di Pensilvania e dall’Associazione del Kaiser Permanente Diabetes Registry, del Nord California (KPNC). Lo studio epidemiologico, della durata di dieci anni, era stato disegnato per valutare se i pazienti esposti a pioglitazone presentassero un aumento del rischio di tumore della vescica. I risultati a 10 anni confermano che non c’è incremento del rischio globale di carcinoma della vescica nei pazienti trattati con Actos.
  • Secondo quanto stabilito dall’EMA ed in Italia dall’AIFA, Takeda Italia ha inviato a tutti i prescrittori una Nota Informativa Importante (Luglio 2011), nonché il relativo materiale educazionale e gli stampati aggiornati (Gennaio 2012 e Agosto 2014), per sensibilizzarli a prescrivere il farmaco in modo appropriato (in accordo a quanto descritto nel Riassunto delle Caratteristiche del prodotto aggiornato), per tutelare al meglio la salute dei pazienti che assumono pioglitazone. In qualità di Azienda fondata sulla ricerca scientifica e sulle evidenze, Takeda sostiene fermamente gli importanti dati disponibili che confermano un profilo di sicurezza positivo di pioglitazone che include oltre 12 anni di esperienza clinica e di utilizzo del prodotto da parte dei pazienti. La salute dei pazienti è una priorità fondamentale per Takeda, che collabora attivamente con le autorità Regolatorie, i professionisti e gli esperti del settore della salute per affrontare al meglio tutti i potenziali dubbi, assicurare accurate informazioni e fornire tutti i dati disponibili per la scelta del trattamento più appropriato.

 separa

Per ulteriori informazioni, l’Agenzia del Farmaco ha pubblicato la sua Nota sul farmaco Actos (pioglitazone)

Profilo del prodotto | Actos è un medicinale da prescrizione medica, contenente il principio attivo pioglitazone, prodotto e confezionato da Takeda in Irlanda. Il pioglitazone è un ipoglicemizzante che agisce aumentando la sensibilità all’insulina dei tessuti periferici, il che permette all’organismo di usare meglio l’insulina che produce. Di conseguenza, vengono ridotti i livelli di glucosio nel sangue e ciò aiuta a controllare il diabete di tipo 2. Actos è indicato nel trattamento del diabete di tipo 2 negli adulti di età pari o superiore ai 18 anni, particolarmente in quelli sovrappeso. Viene usato in associazione a dieta ed esercizio fisico. Questo farmaco viene usato da solo in pazienti per i quali la metformina (altro medicinale antidiabetico) non è adeguata. Può anche essere usato in associazione con la metformina in pazienti che non sono controllati in modo soddisfacente con la sola metformina, o con una sulfonilurea (altro tipo di medicinale antidiabetico) quando la metformina non è adeguata (“doppia terapia”). Può anche essere usato in associazione sia con la metformina sia con una sulfonilurea in pazienti che non sono controllati in modo soddisfacente malgrado una doppia terapia (“triplice terapia”) per bocca. Actos può anche essere usato in associazione con insulina in pazienti che non sono controllati in modo soddisfacente con insulina da sola e non possono assumere la metformina. Actos ha portato a una diminuzione del livello di HbA1c (sostanza nel sangue chiamata emoglobina glicosilata, che dà un’indicazione dell’efficacia del controllo del glucosio nel sangue). Il farmaco assunto da solo è risultato efficace quanto la metformina e il gliclazide; ha anche migliorato il controllo del glucosio ottenuto nel diabete di tipo 2 quando è stato aggiunto a un trattamento esistente con una sulfonilurea, insulina o metformina, o all’associazione di metformina e una sulfonilurea. Actos non deve essere somministrato a soggetti ipersensibili (allergici) al pioglitazone o a uno qualsiasi degli altri ingredienti. Non deve essere usato in pazienti affetti da problemi epatici, in pazienti affetti da insufficienza cardiaca o in pazienti con chetoacidosi diabetica (una complicanza del diabete). Inoltre non deve essere somministrato a pazienti affetti o che sono stati affetti da carcinoma alla vescica o a pazienti nelle cui urine è presente sangue che non è stato ancora oggetto di indagine.


Ketchum

Leggi anche: Il caso Actos. Le precisazioni Aifa dopo l’avvio dell’inchiesta a Torino sul rischio di cancro alla vescica (quotidianosanità)


Follow HarDoctor News, il Blog di Carlo Cottone on WordPress.com
Visita il mio Sito Inviaci un articolo! Contattami via e-mail! buzzoole code
Twitter HarDoctor News su YouTube HarDoctor News su Tumblr Skype Pinterest

Inserisci il tuo indirizzo e-mail per iscriverti a questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi per e-mail.

Segui assieme ad altri 1.509 follower

Feed! Convalida il mio RSS feed

L’almanacco di oggi …

Almanacco di Oggi!
Farmacie di Turno
Il Meteo I Programmi in TV

Scarica le guide in pdf!

Scarica la Guida in Pdf Scarica il Booklet in Pdf

HarDoctor News | Links Utili

Scegli Tu Guarda il Video su YouTube Pillola del giorno dopo Think Safe Medicina Estetica Obesità.it

HarDoctor News | Utilità

Calcola il BMI
Test di Laboratorio
Percentili di Crescita
Calcola da te la data del parto!

Leggi Blog Amico !!!

Leggi Blog Amico

HarDoctor News | Statistiche

  • 497,403 traffic rank

HarDoctor News | Advertising

Siti sito web

Le mie foto su Istagram

... auguri di buon anno a tutti voi !!! ... e la luna bussò !!! ... che fichi !!! ... ai miei "oppositori" più cari ... ... il 18mo di Jacopo ... I 18 anni di Jacopo in Famiglia

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Segui assieme ad altri 1.509 follower

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: